Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Autunners e altri “anglicismi” di stagione

Immagine con frasi di esempio: 1 Benvenuto AUTUNNO  stagione del mio cuore! Felice equinozio d'autunno a tutt* (ma agli autunners di più!); 2 Cari autunners, mi spiegate cosa ci sarebbe di bello in questa stagione? Freddo, pioggia, umidità, le prime muffe sui muri, poca luce...; 3 Buongiorno autunners eccoci qui abbiamo superato anche questa estate di merda ora godiamoci le serate passate a sorseggiare tisane calde avvolti in un plaid; 4 io sono team autunno, sono una fiera autunners

In Propaganders, ereditiers, chilavisters, angelers… ho già descritto i nomi scherzosi di fan, frequenti sui social, che vengono formati aggiungendo i suffissi inglesi er e s ai nomi propri di programmi televisivi o di personaggi dello spettacolo.

Ho notato che come base ora vengono usati sempre più anche nomi comuni, come negli esempi di autunners per chi preferisce l’autunno ad altre stagioni.

Testo di esempio: le persone hot non sono né estaters né inverners sono primaverers, la stagione migliore non fa né troppo caldo né troppo freddo le giornate si iniziano ad allungare in più non è ancora terminata la stagione televisiva trash io amo la primavera

Come già osservato, i nomi ibridi di questo tipo sono palesi pseudoanglicismi e hanno la peculiarità di essere usati nella forma pluraleers non solo per l’insieme dei fan ma anche per una singola persona.

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Chi ha paura del dizionario?

Fa parlare di sé l’edizione 2022 del Dizionario dell’Italiano Treccani, annunciata con varie novità tra cui l’abbandono della convenzione lessicografica tradizionale di registrare sostantivi e aggettivi nella forma maschile singolare e con indicazione solamente della desinenza per il femminile.

È stato scelto invece di lemmatizzare ogni forma femminile, dando quindi lo stesso rilievo ad entrambi i generi, elencati in ordine alfabetico. Ad esempio, si passa
da     bambino s. m. (f. –a)  
a       bambina, bambino n. f, n. m.

Di conseguenza hanno maggiore evidenza i nomi di professione al femminile, che acquisiscono così una loro autonomia lessicale. È un’innovazione a cui è stato dato molto risalto anche dai media. Alcuni esempi di titoli:

Titoli: 1 Parità di genere, la svolta nel linguaggio: il nuovo vocabolario Treccani registra il femminile di nomi e aggettivi prima del maschile; 2 Treccani sdogana architetta, notaia, medica e soldata; 3 Dalla soldata alla medica: la svolta gender della Treccani; 4 La Treccani cede al marketing gender; 5 Treccani è il primo dizionario a introdurre la parità di genere nel linguaggio per eliminare gli stereotipi

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Parole stupefacenti: copium e hopium

Definizione di copium: “the rationalizations, justifications, and denial one uses to deal with a severe letdown or personal failure”. Immagine di memi con Pepe the Frog e Putin che inalano copium.

Copium e hopium sono due parole macedonia molto informali dell’inglese americano, connotate negativamente, che dall’ambito ristretto di giochi online e di forum su Reddit, Twitch e altre piattaforme si stanno diffondendo anche nel lessico comune usato sui social.

Danno il nome a due stupefacenti metaforici e sono nate anni fa da giochi di parole con opium, l’oppio, nel senso di figurato di sostanza che offusca le capacità intellettuali e dà una visione illusoria della realtà.

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Centaurus: il virus come gli anticicloni africani

Alcuni titoli di notizie di inizio settembre 2022 sulla sottovariante BA.2.75 del coronavirus Sars-CoV-2:

[immagine] Titoli di notizie: Covid, Centaurus non resiste agli anticorpi più di Omicron 5; Centarus e Omicron 5, quale variante Covid resiste di più agli anticorpi? Centaurus, studio svela come resiste a anticorpi rispetto a Omicron 5; Covid, le differenze tra Centaurus e Omicron 2, i sintomi, il ruolo dei vaccini

La sottovariante BA.2.75 aveva già fatto notizia a inizio luglio e se ne torna a parlare ora per alcuni studi specifici. Mi pare però che solo i media italiani continuino a usare il nome Centaurus, che non è una denominazione ufficiale: non è usata da Ministero della Salute e ISS, né internazionalmente da OMS e EDCD o altre istituzioni.

Com’è noto, le varianti di Sars-CoV-2 prendono il nome da lettere dell’alfabeto greco e Centaurus non c’entra nulla: è il nome inglese (e latino) di una costellazione, che a sua volta rimanda alla figura biforme della mitologia greca.

In relazione al virus, Centaurus è un nome ad effetto che ha un’origine inusuale, il tweet piuttosto singolare di tale Xabier Ostale, che non è né un epidemiologo né un virologo o altro esperto ma posta spesso in tema pandemia:

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Paracadute e paracadutismi elettorali

Immagine di paracadute in cielo e titoli: 1 Elezioni, da Letta a Conte a Salvini: il i leader il paracadute di più collegi; 2 Voto, candidati con il paracadute e sommersi delle liste; 3 Elezioni politiche, paracadutati ed esclusi in Lombardia; 4 Politiche, la truppa dei candidati paracadutati in Sicilia

Nel lessico politico che caratterizza le discussioni sulle liste elettorali è piuttosto frequente la metafora del paracadute associata ai candidati che hanno certezza di elezione. È particolare perché può essere usata in due modi diversi, candidato con il paracadute e candidato paracadutato, con accezioni che non coincidono.

Candidato con il paracadute

La legge elettorale attualmente in vigore permette le candidature multiple: ciascun candidato può presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali (max 5). Un candidato con il paracadute è chi ha pluricandidatura o viene presentato in un collegio blindato, e quindi ha la sicurezza di essere comunque eletto. 

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Preparedness e readiness nel setting scolastico

Volete un esempio di come non fare comunicazione istituzionale? Eccolo:

copertina del documento “Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini di mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (anno scolastico 2022 -2023) – Versione 5 agosto 2022”

È il documento “messo a punto da Istituto Superiore di Sanità, con i ministeri della Salute e dell’Istruzione” destinato a tutte le istituzioni scolastiche del I e II ciclo. Contiene una lunga introduzione a due tabelle con misure di prevenzione non farmacologiche.

Immagino che al documento abbiano collaborato varie persone eppure, a quanto pare, prima della pubblicazione nessuno si è reso conto che il testo è farraginoso, incongruente e vago ma anche infarcito di tecnicismi usati senza alcuna spiegazione.

Si ha l’impressione che nessuno abbia considerato i destinatari del testo – chiunque lavori nella scuola – e tantomeno si sia chiesto quanti possano sapere cosa sono preparedness e readiness e come si differenziano, cos’è un setting scolastico, cos’è un razionale, cosa si intende con etichetta respiratoria e molto altro. 

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Tranquilli, il cörsivœ parlato non fa danni!

Per chi non sa ancora cos’è il cörsivœ parlato, è la presa in giro della cadenza cantilenata tipica di certe ragazze milanesi, caratterizzata da vocali strascicate e distorte. È una tendenza ridicolizzata già da qualche anno ma ha fatto notizia nei media generalisti lo scorso maggio grazie ai video virali di una sedicente “professoressa”.    

Mi stupisce che questa notiziola estiva continui a suscitare interesse, ormai da settimane. Non sono invece per nulla sorpresa dalle reazioni sdegnate per l’uso improprio del sostantivo corsivo e per la pronuncia storpiata: succede spesso che l’uso ludico della lingua venga frainteso e causi reazioni negative, o che si confonda un fenomeno con chi lo rappresenta.

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Deadcatting (e altri gatti morti, in inglese)

disegno stilizzato di gatto morto stecchito con occhi a crocetta

 

Nel Regno Unito si discute dell’intenzione di Boris Johnson di reintrodurre il sistema di misura imperiale (once, libbre, pinte, galloni…) in sostituzione al sistema metrico e di annunciarlo durante i festeggiamenti per il giubileo di platino della regina, in modo da riconquistare consensi tra i sostenitori della Brexit.

Strategia del gatto morto

Molti ritengono che si tratti dell’ennesimo stratagemma per distrarre da scandali e problemi ben più seri, e che sia quindi un tipico caso di dead cat strategy.

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Miscomprensione (con percentuale)

A quanto pare la notizia che il 51% dei quindicenni italiani sarebbe incapace di capire un testo scritto ha origine da un’interpretazione errata dei dati. In un articolo che l’ha rilevato si nota questa frase:

Se poi si considera la fine della secondaria di secondo grado, la quota di popolazione al livello 1 risulta comunque inferiore al 20 per cento in italiano e al 30 per cento in matematica (è probabile che la confusione nasca dall’aver sommato le fasce di livello 1 e 2 di quest’ultima prova: una plateale miscomprensione del testo da parte di chi ha letto questi dati!).

L’ho riportata perché il contesto è italiano eppure si notano alcune interferenza dell’inglese.

Percentuali

Quando si presentano più percentuali che vengono confrontate tra loro, in italiano i numeri si fanno seguire dal simbolo %, senza spazio. Andrebbero evitate le parole per cento, come invece è prassi in inglese con per cent (anche percent in inglese americano). Nell’esempio qui sopra mi aspetterei quindi inferiore al 20% in italiano e al 30% in matematica, una convenzione di scrittura che rende il testo più leggibile.

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Fantaparole

Cos’è il FantaSanremo? Il FantaSanremo è l’unico e inimitabile fantagiuoco riguardante il Festivàl di Sanremo consistente nell’organizzare e gestire squadre virtuali formate dagli artisti in gara. Un team, cinque artisti, un capitano! Ogni giocatore ha a disposizione 100 baudi per acquistare 5 degli artisti in gara. È obbligatorio schierare una squadra di 5 artisti e nominare capitano uno di loro.

Tra le notizie associate al Festival di Sanremo 2022 c’è il successo di FantaSanremo, il gioco virtuale (fantagiuoco!) che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.

Il nome è immediato, efficace e trasparente per chi conosce l’esistenza del fantacalcio e altri fantasport e mi ha fatto venire la curiosità di sapere da quanto tempo è in uso l’elemento fantaper denominare gare o campionati virtuali a cui si partecipa online con squadre immaginarie composte di atleti selezionati da campionati esistenti, per poi guadagnare punti che dipendono dal verificarsi di eventi reali, come l’andamento delle partite e i risultati ottenuti degli atleti in campo.

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Finisce per –RDLE? Sarà un gioco!

Guess the WORDLE in 6 tries. Each guess must be a valid 5 letter word. Hit the enter button to submit. After each guess, the color of the tiles will change to show how close your guess was to the word.

WORDLE, il gioco online che ogni giorno richiede di indovinare una parola inglese di 5 lettere, fa di nuovo notizia perché è stato acquistato dal New York Times.

Wordle è diventato virale meno di due mesi fa, nel dicembre 2021, ma sono già apparsi parecchi altri giochi nati ad imitazione, tutti con una griglia dove inserire i tentativi fatti per indovinare la sequenza corretta. Molti hanno un nome che ricalca l’originale, a sua volta un gioco di parole ingegnoso tra il nome del suo ideatore, Josh Wardle, e la parola word con il suffisso le che consente di formare nomi di strumenti, congegni e dispositivi (ma ha anche altri usi).

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Drive in a piedi, drive e walk-in: bocciati in inglese!

Foto di cartello con la scritta TAMPONI MOLECOLARI DRIVE IN A PIEDI

Foto di @FabioSenni

Se si conosce l’inglese, l’insegna drive in a piedi è ridicola* perché è un controsenso: a un luogo identificato come drive-in si dovrebbe accedere esclusivamente in auto.

Ho già discusso le scelte denominative poco accorte delle aziende sanitarie per le postazioni all’aperto per i tamponi molecolari in un post del 2020, Con il drive trough tamponi nel trogolo?  Alcuni esempi riguardavano proprio i nomi usati dalla Regione Lazio: 1 drive in automobile (ridondante!), 2 drive in pedonali (controsenso!) e 3 drive in pediatrici (caratteristica distintiva non congruente con 1 e 2).

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Come si dice autotest in inglese? Dipende…

Alcuni titoli di notizie di gennaio 2022:

Immagine di test rapidi antiCovid e titoli: 1 In Emilia-Romagna parte dal 19 gennaio la piattaforma di auto-testing per il Covid; 2 Semplificazione procedure e autotesting per i vaccinati in Emilia Romagna; 3 Covid, Bonaccini: “Autotest per uscire dalla quarantena”; 4 Covid e autotest, Bonaccini: “Non solo per dichiarare l’inizio dell’isolamento, ma anche per liberarsi”

In contesto Covid, le parole auto-testing e autotest risultano facilmente comprensibili anche senza ulteriori informazioni. Si capisce che identificano un test antigenico eseguito da sé, senza ricorrere a operatori sanitari né per il prelievo né per ottenere i risultati – nella descrizione della Regione Emilia-Romagna si tratta di un “tampone rapido eseguito in proprio a domicilio”. Per la comunicazione generalista autotest e autotesting, spesso senza una chiara distinzione, sono stati preferiti al termine medico test autodiagnostico.

Autotest non è una parola nuova: è in uso da tempo nel contesto dei servizi offerti dalle farmacie per indicare vari tipi di test diagnostici rapidi che, attraverso l’analisi di una goccia di sangue, consentono di controllare valori quali glicemia, trigliceridi, colesterolo, emoglobina, acido urico, creatinina ecc.

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Flurona? In Italia è irrilevante!

Alcuni titoli di notizie del 3 gennaio 2022:

Esempi di titoli: 1 Cos’è Flurona e quali sono i sintomi; 2 Flurona, dobbiamo temerla?; 3 In Israele il primo caso di Flurona, Covid e influenza assieme; 4 Flurona, cosa succede se hai l’influenza e Covid-19 insieme: i sintomi

Sono esempi che illustrano un fenomeno ricorrente nei media italiani: una testata dà importanza a una notizia marginale dall’estero e in breve tempo altri media la rilanciano, senza però preoccuparsi che sia effettivamente rilevante.

È il caso della storia da Israele della donna malata contemporaneamente di Covid e di influenza, una combinazione di patologie che un quotidiano del posto ha soprannominato flurona. 

I media italiani che hanno tradotto dall’inglese dando importanza al nome Flurona probabilmente non hanno considerato le modalità d’uso, il registro e le connotazioni della parola, altrimenti avrebbero capito che è irrilevante in un contesto italiano.

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Parole dell’anno 2021

Striscia in cui Rat strappa dal muro il calendario con scritta December e lo brucia, poi dice a Pig “Some years you just have to purge”
Striscia: Pearls Before Swine di Stephan Pastis

Alla fine di ogni dicembre propongo sempre alcune parole dell’anno dall’osservatorio personale del blog. È inevitabile che anche nel 2021, come nel 2020, il lessico più rilevante sia stato influenzato dalla pandemia, e così anche gran parte delle mie scelte di parole che associo più di altre all’anno appena trascorso:

►  Aggettivo: rafforzato 
►  Nome comune: variante 
►  Nome proprio: Omicron
►  Prestito camuffato: eleggibile
►  Tecnicismo superfluo: booster
►  Traduzione errata: nome cristiano
►  Anglicismo ingiustificato: green pass
►  Concetto: sconfinamento epistemico
►  Anglicismi usati a caso: open day, hub, sold out
►  Parole usate impropriamente: siero e immunizzato

2021, l’anno di no + vax

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