Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Eufemismi e colloquialismi per bisogni spaziali!

pannolone spaziale

L’oggetto n. 2 della foto è il pannolone usato dagli astronauti degli Space Shuttle, esposto in una mostra sull’uomo nello spazio ideata dalla NASA. Il dettaglio che mi ha incuriosita è la descrizione sull’etichetta, Disposable Absorption Containment Trunk (DACT), traducibile approssimativamente con calzoncini di contenimento (e) assorbimento usa e getta.

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Spamouflage (metaforico e letterale)

tweet di @dontattempt: SPAMOUFLAGE - tactics used by junk mailers to make their mail seem legitimate. #neologism

Spamouflage è una parola macedonia, formata da spam+camouflage, che descrive gli stratagemmi usati dagli spammer per camuffare (mascherare) i messaggi indesiderati, farli sembrare attendibili e riuscire così a eludere i filtri antispam della posta elettronica.

È una parola gergale poco nota ma non è un neologismo. Si trovano infatti occorrenze già nel secolo scorso, come queste definizioni del 1997: 

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Da binge watching a bingiare

Ho già descritto la parola inglese informale binge, verbo e sostantivo, che identifica un breve periodo di attività intensa (e appagante) in cui ci si lascia andare oltre i limiti della moderazione. Esempi: spending binge, a binge of shopping, binge eating, binge drinking...

striscia con un esempio di binge watching

Grazie a servizi di streaming come Netflix, che offrono una scelta vastissima di film, telefilm e programmi televisivi da guardare quando si vuole, una delle collocazioni più comuni con binge è binge watching, vedersi uno dopo l’altro tanti o addirittura tutti gli episodi di una serie o di un programma.

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Dagli Stati Uniti ancora fake news!

coppia seduta sul divano, uomo chiede a donna che sta guardando un t ablet: WHAT’S THE LATEST FAKE NEWS?
Vignetta: Steve Nease

L’American Dialect Society ha scelto fake news come parola dell’anno 2017. Nell’annuncio di qualche giorno fa sono stati evidenziati i due diversi significati che può avere l’espressione a seconda di come, dove e da chi viene usata:

1 disinformation or falsehoods presented as real news
2 actual news that is claimed to be untrue

Le due accezioni sono un esempio di enantiosemia, un tipo particolare di polisemia che si verifica quando una stessa parola ha due significati tra loro contrari.

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Come si pronuncia Wikipedia in italiano?

Logo Wikipedia

Il nome Wikipedia viene pronunciato in molti modi diversi. L’enciclopedia non prescrive una pronuncia ufficiale, quindi come ci si deve comportare in italiano?

Forse avete già letto La pronuncia di Wikipedia, la risposta autorevole del presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, che caldeggia un approccio coerente con le convenzioni di lettura della lingua italiana.

Come migliore pronuncia consiglia quindi vichipedìa, anche in considerazione dell’etimologia: wiki-wiki, “veloce”, è una parola hawaiana e ‑pedìa è il suffisso greco già usato in italiano in enciclopedìa (da paideia, “‘educazione”, “cultura”).

Marazzini però è consapevole che la pronuncia vichipedìa avrà difficoltà ad affermarsi: 

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Slimmatevi con un beverone slimmante!

Siete preoccupati dagli effetti sul girovita degli eccessi alimentari delle feste? Per contrastarli, provereste SUPER ANANAS®, un prodotto slimmante venduto in farmacia?

Istruzioni: 1 versa uno stick-pack e mescola in 200 ml d’acqua 2 bevi dopo i pasti 3 slimmati

super efficace: con estratto di ananas – super slimmante: solo 13 kgcal giornaliere – super pratico: in comodi stick-pack

Il verbo slimmare e l’aggettivo e sostantivo slimmante sono esempi di neoformazioni ibride. Combinano infatti una parola o un elemento radicale da un’altra lingua – qui slim, dimagrire, snellire in inglese –  con un affisso o un’intera parola italiana*.

È un meccanismo di formazione di nuove parole che non manca mai di suscitare reazioni, come in questo divertente tweet:

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Aporofobia: paura e ostilità verso i poveri

La parola dell’anno del 2017 in Spagna è aporofobia la paura, ripugnanza o avversione verso i poveri.

È un neologismo coniato dalla filosofa spagnola Adele Cortina alla fine del secolo scorso per identificare un atteggiamento, negativo molto diffuso nelle società del benessere che è esemplificato dall’ostilità verso i migranti ma che va distinto dal razzismo e dalla xenofobia.

Per Cortina, ciò che crea avversione non è la provenienza straniera ma la condizione di povertà, intesa non solo come indigenza ma anche come indisponibilità di beni e servizi di tipo sociale, politico e culturale.

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Bitcoin, parola tecnologica del 2017

Donna davanti a un computer dice all’uomo che le è accanto “WannaCry ci richiede un riscatto di $300 in bitcoin”. Uomo: “Cos’è WannaCry?” Donna: “Cos’è un bitcoin?”

La vignetta di Chip Bok è di maggio 2017 e la trovo significativa perché fa riferimento a due termini informatici che hanno già qualche anno ma che nel 2017 si sono affermati più marcatamente di altri anche nel lessico comune italiano.

Sono ransomware, già descritto in Ransomware, malware e altri –ware, e soprattutto bitcoin, la valuta digitale creata per transazioni online indipendenti da interventi di banche centrali o altre istituzioni finanziarie. Ultimamente si discute molto delle implicazioni tecnologiche e finanziarie dei bitcoin ma qui mi soffermerò sugli aspetti linguistici.

Vignetta con elfo che mostra letterina a Babbo Natale e dice “HERE’S ANOTHER KID WHO WANTS BITCOINS”
Vignetta: Hedgeye

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Il selfieccino arriverà anche in Italia?

selfieccino

A Londra c’è un bar dove si può ordinare un selfieccino: è una specie di cappuccino con l’immagine del proprio volto sulla schiuma, ottenuta da un selfie riprodotto con un’apposita stampante che usa coloranti alimentari. Ha un sovrapprezzo di £2 ma pare abbia molto successo perché decisamente instagrammabile.

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Caregiver e care leaver: ne abbiamo bisogno?

Le comunicazioni sulla legge di bilancio 2018 sono anche di interesse lessicale perché si scoprono parole nuove: il mese scorso sono stati annunciati fondi per caregiver, in questi giorni invece per care leaver.

notizia del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Legge di Bilancio fondi per care leavers e progetti nel Sud

Sono parole finora sconosciute a gran parte degli italiani, non ancora registrate da tutti i dizionari e facilmente confondibili se non si sa l’inglese.

Cosa significano esattamente? Sono anglicismi insostituibili oppure esistono alternative italiane che non sono state prese in considerazione dai legislatori?

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#Spelacchio è bello (e istruttivo!)

L’albero di Natale allestito dal Comune di Roma in piazza Venezia appare così misero che gli è stato affibbiato il nomignolo #Spelacchio e si sono scatenate le ironie. 

@PoliticaPerJedi: Forse anche #Spelacchio avrebbe preferito chiudere la sua carriera rallegrando il Natale nel fuoco di un camino invece che esposto al pubblico ludibrio -- @DavidSassoli: Vi presento Spelacchio, secondo albero di Natale “addobbato” nell'era Raggi. Cavallette ne abbiamo?

Dalle foto è difficile capire se l’abete sia davvero così malandato e poco decorato ma una cosa è certa: il nome Spelacchio è molto efficace e ricco di spunti lessicali.

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Perché il gelicidio inquieta

Allerta meteo per neve e gelicidio – Da domenica occhio alle neve e al gelicidio – La pianura padana e l’incubo del gelicidio

Le notizie meteo di questi giorni ci stanno avvertendo del rischio di gelicidio, il “fenomeno per cui uno strato di ghiaccio, sottile e vetroso, si forma immediatamente su superfici a temperatura inferiore a zero gradi colpite da pioggia”.

È un termine meteorologico che scatena sempre molte reazioni negative. Qualche esempio:

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Solo in italiano: il fake ≠ la fake

Il fake…

L’anglicismo fake è in uso in italiano da una ventina di anni come sostantivo maschile che descrive qualcuno che opera online con un’identità falsa, inventata appositamente oppure ottenuta dall’appropriazione illecita di identità altrui (furto d’identità o impersonificazione).

Fake viene usato anche per descrivere un documento, un video, un’immagine, un sito o altro prodotto digitale che è falso o contraffatto, ad es. questa foto è un fake.

…e la fake

Ho notato che recentemente fake è diventato anche un sostantivo femminile e ha acquisito un significato diverso: è la forma abbreviata di fake news, qualsiasi notizia falsa. Esempio di titolo dalla Stampa:

La fake della sposa bambina di Mattia Feltri

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A tavola c’è chi fa il colanzo

Il Colanzo della Domenica. Brunch dolce e salato

Che ne dite del colanzo, “pasto della tarda mattinata costituito da una prima colazione ricca e variata, in grado di sostituire il pranzo”?   

Non è una parola nuova: esiste da qualche anno, anche se non è per nulla diffusa. È un tentativo di trovare un’alternativa all’anglicismo brunch ma è poco probabile che riesca a sostituirlo, e non solo perché ci piacciono gli anglicismi ed è difficile scalzarne uno che è in uso da circa 50 anni.

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Scherzetti, zucche e fantasmi: è Halloween!

Per rallegrare la giornata vi propongo alcune vignette di Cathy Law su Halloween, una festa molto americana che in realtà ha origini irlandesi

Halloween etiquette

Il nome Halloween deriva da All-Hallow-Even, la vigilia di Ognissanti. Non ha nulla a che vedere con il verbo arcaico ween, “opinare”, o con la parola weenie, che ha vari significati tra cui quello di persona sgradevole, che non sa come comportarsi.

Grazie ai film americani e alle strisce dei Peanuts è da tempo che associamo a Halloween la frase dolcetto o scherzetto.

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