Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Da stepchild a configlio

Ho trovato molto efficace la proposta del linguista Francesco Sabatini di sostituire l’anglicismo stepchild con il neologismo configlio. Sintetizzo le sue riflessioni, che potete ascoltare nella registrazione del programma UnoMattina (da 1:46 in poi). 

da stepchild a configlio - UnoMattina

Nel dibattito sulle unioni diverse dal matrimonio, il concetto “bambino che entra a far parte di una coppia, figlio di uno solo degli elementi della coppia, sia essa etero od omosessuale” avrebbe già un nome, figliastro, ma non è adatto perché ha connotazioni negative conferite dal suffisso –astro

Sabatini sottolinea che dobbiamo preoccuparci dell’effetto che producono le parole in uso e specialmente in questo caso è evidente una nuova sensibilità che richiede una nuova parola. Chi crede di aver trovato in stepchild un termine non offensivo in realtà non ha risolto nulla perché è una parola oscura e difficile da pronunciare.

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#Snowzilla e #DavidSnowie

Snowzilla 2016

Gli americani sono molto creativi nel dare nomi ai fenomeni atmosferici estremi. La tempesta di neve che sta colpendo la costa orientale degli Stati Uniti in queste ore è stata chiamata ufficiosamente [Winter] Storm Jonas ma sui social media è stata subito ribattezzata in vari modi, usati poi come hashtag.

Sono riapparsi #Snowzilla, #Snowmageddon, #Snowpocalypse, #Snowtastrophe  e #Tsnownami, parole macedonia che ho già descritto in #snOMG! (con altri neologismi). Vengono usati così o con l’aggiunta di 2016, ad es. #Snowzilla2016.

Tra i nuovi nomi coniati in questi giorni risaltano #SnowNino con riferimento a El Niño, il fenomeno climatico a cui è associabile questa tempesta, #ThanksSnowbama, una variazione sul meme Thanks, Obama, espressione sarcastica usata per attribuire ad Obama ogni genere di problema, e #DavidSnowie, per ricordare David Bowie.

Salviamo limone, cipolla, mela e altri cibi!

Avete notato che in commercio da un paio di anni proliferano dei contenitori per alimenti che hanno la forma dell’alimento stesso?

SALVA CIPOLLA SALVA LIMONE SALVA PARMIGIANO REGGIANO

Hanno tutti lo stesso tipo di nome salva + alimento, ad es. Salva Aglio, Salva Mela, Salva Formaggio, e i produttori li catalogano come prodotti Salva Freschezza.

L’elemento formativo salva- da tempo è molto sfruttato nella pubblicistica, come indica la voce del Vocabolario Devoto-Oli, ma quello descritto è un nuovo uso, più recente:

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Veganuary, reducetarian e altri neologismi

@terminologia le ho comprate solo per twittartele... #kale #veganuary

Mi ha divertita il tweet di @WordLo che si è ricordata degli spuntini di kale descritti in Specialità americane.

Condividiamo un debole per le parole insolite che fanno riflettere sui meccanismi di formazione di neologismi, sia in italiano che in inglese. Un esempio è Veganuary, il mese di gennaio (January) in cui si è incoraggiati a seguire una dieta vegan(a).

Le giornate e gli anni internazionali sono ormai inflazionati e così c’è chi ha inventato i mesi destinati a un particolare evento, caratterizzati da nomi che privilegiano le parole macedonia.

C’è ad esempio Movember, da mo (“baffi” nell’inglese informale australiano, da moustache) e November, mese in cui gli uomini si fanno crescere i baffi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro alla prostata. In ottobre invece c’è Stoptober, il mese per smettere di fumare e un’alternativa per gennaio è Dryuary, un mese da astemi (dry in inglese americano).

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Parole mostruose!

Un gioco di parole inglese che funziona perfettamente anche tradotto in italiano:

“Sono stato adottato?” “No – adattato”
Vignetta: Bizarro 

Inglese e italiano hanno in comune anche la convinzione, abbastanza diffusa, che Frankenstein sia il mostro (che non ha nome) anziché il suo creatore, ma solo in inglese Frankenstein ha influenzato anche il lessico.

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Siete ancora in temporary.

Una pubblicità che si vede in questi giorni in alcune stazioni della metropolitana a Milano:

PER UN GRANDE NATALE, SIETE ANCORA IN TEMPORARY. La linea “il Viaggiatore Goloso” è in esclusiva tutto l’anno nei Supermercati U! U2

Non conoscevo il marchio Il Viaggiatore Goloso e ho dovuto leggere la descrizione sotto all’immagine per capire di cosa si trattasse e rendermi conto che SIETE ANCORA IN TEMPORARY non era solamente un gioco di parole con inglese farlocco ma conteneva anche uno pseudoanglicismo.

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Uberizzazione

Un tema ricorrente di Dilbert è il gergo aziendale americano, le parole che vanno per la maggiore (buzzword) nelle riunioni di lavoro. Nuovi esempi nella striscia del 20 dicembre:

Dilbert – 20 December 2015

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’Tis the season: #elfie

elfie

Dalla parola selfie continuano a nascere neologismi e occasionalismi. Ora impazza #elfie, l’hashtag usato per i selfie in versione natalizia, in particolare con i soggetti vestiti da elfi (elf) come gli aiutanti di Babbo Natale nella tradizione anglosassone.

‘Tis the season è un cliché tipico del periodo natalizio: ‘tis è una contrazione letteraria di it is che nell’uso moderno si trova quasi esclusivamente in questa frase e nelle sue variazioni: molti esempi in ’Tis Away, ‘Tis Away, ‘Tis Away All!  
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Vedi anche: Da selfie a selfare / selfarsi (2014) sull’evoluzione del concetto di selfie.
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Inglesorum

Mi piace molto inglesorum, parola macedonia formata da inglese + latinorum e descritta dall’ONLI come “la lingua inglese usata con ostentazione, per enfatizzare e rendere volutamente incomprensibili concetti o fenomeni ai quali ci si potrebbe riferire in modo più sobrio e schietto”.

È molto incisiva, come dimostrano Il trend negativo dell’inglesorum in Comunque anche Leopardi diceva le parolacce di Giuseppe Antonelli, Il new inglesorum in Pazzesco! di Luca Mastrantonio e questa amaca di Michele Serra dello scorso aprile:

TRA le piccole riforme possibili da subito, praticamente da stamattina, è urgente proporre al governo Renzi quella dell’immediata dismissione dell’inglesorum nella sua comunicazione politica e amministrativa. Che cos’è l’inglesorum? L’inglesorum è l’aggiornamento del latinorum manzoniano. Ovvero un linguaggio usato per incutere soggezione ai subalterni e agli impressionabili (ma Renzo non ci casca e dice, seccato, a don Abbondio: “che vuole che io faccia del suo latinorum?” Nota bene: Manzoni non era populista). Tipico esempio di inglesorum è Jobs Acts per legge sul lavoro. […]

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Hoverboard, un nome riciclato

hoverboard a Miami

Gli aggeggi a due ruote nella foto sono degli hoverboard. Se ne sta parlando perché le batterie che li alimentano pare tendano a prendere fuoco.

Assomigliano a dei Segway, ma senza manubrio. Si manovrano inclinando il corpo: in avanti per accelerare, indietro per rallentare, di lato per curvare.

Quando li ho visti mi ha colpita soprattutto il nome perché omonimo dell’hoverboard dei film Ritorno al futuro, lo skateboard o “volopattino” di Marty McFly che si libra (hover) e funziona per levitazione.

Il mezzo della foto però non si stacca dal terreno e procede in modo del tutto diverso, per cui il nome hoverboard appare alquanto incongruo*.

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Algocrazia

immagine da IEET.orgConoscete già il concetto di algocrazia, il “potere degli algoritmi”?

Ha origine negli Stati Uniti: il termine algocracy è apparso nel 2006 in Virtual Migration, un libro di A. Aneesh che descrive sistemi di governance informatizzati dove è il codice (algoritmi) che determina, organizza e vincola le interazioni umane con quei sistemi.

Aneesh ha usato il concetto di algocracy e l’aggettivo algocratic per descrivere nuove tipologie di lavoro nell’economia globale. A differenza della burocrazia, intesa come il potere amministrativo basato su leggi e regolamenti ed esercitato da una gerarchia, l’algocrazia si avvale del codice e della sua programmabilità per creare modalità il lavoro dove si può agire solo come previsto dagli algoritmi, riducendo così la necessità di supervisione e controllo.

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Brandalism e subvertising

brandalism logo

Tra i meccanismi di formazione di neologismi più produttivi dell’inglese ci sono sicuramente le parole macedonia. Due esempi molto efficaci visti ieri sono subvertising (subverting / subversive + advertising) e brandalism (brand +vandalism) con il verbo brandalise.

Sono parole che descrivono le attività di Brandalism, un gruppo di artisti britannici che stravolge le pubblicità di alcuni noti marchi (brand) per comunicare un messaggio alternativo (anti-advertising). In occasione della conferenza sul clima COP21 a Parigi sono stati creati e affissi centinaia di nuovi manifesti. Due esempi:

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Anglicismi governativi: cyber security

Corriere della Sera: Terrorismo, Renzi: «Rafforziamo la cyber security ma non cediamo alla paura»   Il premier a Firenze torna sul tema della sicurezza informatica. «Siamo di fronte a un nemico pericoloso». Ma poi: «Per ogni centesimo speso in sicurezza uno in cultura»

Oggi i media danno risalto ad alcune affermazioni di Matteo Renzi sul terrorismo: “stiamo cercando di insistere sulla cyber-security, stiamo cercando di valorizzare di più e meglio le forze dell’ordine, il nostro contributo militare e alla sicurezza”.

Cyber-security è l’ennesimo anglicismo superfluo, sinonimo di sicurezza informatica (a destra la notizia nel sito del Corriere della Sera), oppure identifica un concetto specifico che va differenziato?

In italiano, il prefisso cyber- (o ciber-) ha due significati: 1 attinente alla cibernetica o, in senso generico, 2 relativo alla realtà virtuale e a Internet.

In inglese cyber condivide gli usi 1 e 2 ma è diventato molto produttivo in ambito militare e governativo, dove ha acquisito una nuova accezione 3 relativa alla sicurezza nazionale: dettagli in Cyber, nuovo sostantivo americano.

Mi sembra evidente che Renzi usi cyber-security nell’accezione 3, e la conferma si trova nel sito governativo Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (i servizi segreti!), ad esempio nel video intitolato Chi difende il paese dalla minaccia cyber:

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Un’emoji parola dell’anno 2015

Oxford Dictionaries Word Of The Year

È di nuovo la stagione delle parole dell’anno, in inglese WOTY (word of the year) e ieri Oxford Dictionaries ha annunciato di aver scelto un’emoji.

È una decisione interessante e non così azzardata se si pensa al triangolo semiotico: i concetti sono rappresentati da segni, quindi non solo parole e termini ma anche simboli e icone, tra cui emoticon ed emoji.

Tra tutte le emoji, Oxford Dictionaries ha scelto quella che nel 2015 è stata la più usata al mondo, ufficialmente nota come face with tears of joy. Per essere più precisi, andrebbe chiarito che è stata scelta la rappresentazione di Apple e WhatsApp, che non coincide con quella di altri dispositivi, app, sistemi operativi o produttori, come mostrano alcuni esempi dalla tabella Full Emoji Data di Unicode:

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Preposizione ingannevole

Il 15 ottobre un corriere non è riuscito a consegnare un ordine che mi serviva subito. Quando ho consultato il sito per tracciare* il pacco e sapere dove e quando recuperarlo, mi sono preoccupata:

“Il pacco deve essere ritirato da: domenica 25 ottobre 2015”

Sul momento ho pensato di dover aspettare ben dieci giorni prima di poter ritirare il pacco (solo a partire dal 25 ottobre), poi ho capito che da era una traduzione poco accurata dell’inglese by, “entro”. C’è almeno un altro dettaglio sospetto, su <ora>, ma mi domando se chiunque consulti il sito si renda subito conto che c’è un errore di traduzione. 

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