Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Inglese farlocco: foodtelling

Esempi: 1 Foodtelling raccontare il cibo in modo efficace e coinvolgente; 2 Foodtelling: il racconto del cibo tra nuovi linguaggi e nuovi trend 3 Foodtelling d’autore: cibo cinema e letteratura, seminario di psicologia

Ho scoperto solo ieri l’esistenza del neologismo foodtelling, uno pseudoanglicismo che nell’ambito del marketing e della comunicazione sui social descrive “il racconto del cibo”.

È un esempio di inglese farlocco che funziona solo se non si conosce bene l’inglese. Il verbo tell nell’accezione di raccontare, senza specificare a chi ci si rivolge, richiede infatti un argomento diretto che deve essere un sostantivo che identifica il tipo di racconto o narrazione: story, tale, fable, joke, anecdote, legend, saga, parable, yarn…  

Esempio d’uso dal database lessicale DANTE:

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Daspare, un verbo per tifosi violenti

La Roma daspa il tifoso, il premier Conte: “Fuori a vita chi insulta”. Insulti razzisti a Jesus, il Premier appoggia la Roma che ha daspato a vita il personaggio

Fino a qualche giorno fa ignoravo l’esistenza del verbo daspare, “sanzionare con un daspo”, la misura di prevenzione che vieta l’accesso a stadi e altri luoghi di manifestazioni sportive a soggetti che hanno dimostrato comportamenti violenti.

Non si tratta però di un neologismo recente: il Vocabolario Devoto-Oli fa risalire la prima occorrenza del verbo al 2011. In contemporanea è apparso anche il sostantivo daspato (esempio: incontro tra i daspati e gli avvocati difensori).   

Neoformazioni deacronimiche

Daspare è una parola ben formata, del tutto compatibile con le strutture morfologiche dell’italiano. L’aspetto che la rende interessante è che deriva da un acronimo (daspoDivieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive).

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Snitch tagging: gli spioni sui social

illustrazione: topo da fogna mascherato da uccellino di Twitter

Da piccoli sicuramente abbiamo avuto a che fare con altri bambini che avevano la pessima abitudine di fare la spia a genitori, insegnanti e altri compagni di gioco.

Crescendo potrebbero essere diventati gli adulti che hanno un atteggiamento simile su Twitter e altri social: si premurano di allertare chi è oggetto di una conversazione o di una discussione ma non è stato menzionato – non è stato coinvolto direttamente con il suo identificativo @nomeutente.

Può essere il caso del subtweeting (uno o più tweet che sparlano di qualcuno, lo criticano o gli lanciano frecciate), oppure di commenti il cui autore non ha ritenuto necessario, opportuno o utile fare nomi.

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Un eufemistico fenicottero al parlamento inglese

A Londra, scene caotiche nella Camera dei comuni per la sospensione dei lavori parlamentari imposta dal primo ministro Boris Johnson (cfr. Queen’s Speech).

In particolare, è diventate virale una frase che lo Speaker John Bercow – quello di Order! Order! – ha rivolto al deputato conservatore Graham Stuart che lo interrompeva: I could not give a flying flamingo what your view is, che nel video si può ascoltare dal minuto 0:56. 

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Plasticamente, un plastismo

tweet di Rossella Panarese: La parola più usata da giornalisti e giornaliste nel raccontare la crisi? “Plasticamente”. “ Si è visto plasticamente in aula”. “ È stato evidente, plasticamente”. Boh.

Molti hanno notato che nelle cronache politiche della crisi di governo di questo agosto 2019 imperversa l’avverbio plasticamente. Alcuni esempi dai media:

1 La politica non è fatta di persone normali, come questa folle crisi di governo ha plasticamente dimostrato a tutti gli elettori.  
2 Quando ha visto il veliero attraccare a Lampedusa smentendo plasticamente l’imperativo «fuori i migranti dall’Italia», Salvini si è infuriato parecchio. 
3 La spaccatura del Pd era resa plasticamente anche dalla composizione della delegazione al Quirinale.
4 Il voto in Senato ha mostrato plasticamente la divisione tra le due forze di governo.
5 Mattarella ha dato un ultimatum ai partiti, con un tono durissimo, inedito, che ha mostrato plasticamente l’inadeguatezza della classe politica.
6 L’ha dimostrato plasticamente anche la manifestazione di sostegno al premier organizzata davanti al Parlamento. 
7 E così il “Capitano” registra la sconfitta e anche plasticamente è messo in minoranza. 

Mi sono chiesta anch’io quale sia il significato preciso dell’avverbio qualificativo plasticamente. Purtroppo non l’ho ancora capito bene, però ho provato a fare delle ipotesi riflettendo sulle collocazioni e sull’origine della parola.

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Crowdturfing, hashjacking e altre attività malevole

commenti positivi: fenomenale, ottimo, il migliore in assoluto, consigliatissimo, mi ha cambiato la vita, qualità eccezionale

Il crowdturfing è la pratica ingannevole di influenzare la reputazione di un prodotto o di un servizio ricorrendo a recensioni prodotte a pagamento: positive per acquisire visibilità e avvantaggiarsi, negative per mettere in cattiva luce la concorrenza. 

Il termine crowdturfing, in circolazione da qualche anno, è una parola macedonia formata da crowdsourcing, il processo produttivo realizzato attraverso il coinvolgimento di persone online, e astroturfing, la pratica ingannevole di orchestrare una campagna marketing o di PR camuffandola in modo che appaia come consenso o commenti favorevoli spontanei (il nome deriva da AstroTurf, marchio di erba artificiale per gli stadi usato come antonimo sarcastico di grass roots, che riferito a movimenti, opinioni o attivismo vuol dire “della base”, “della gente”).

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Modalità Techetechete’: repliche e reduplicazione

Un tweet che mi ha incuriosita:

tweet di Massimo Persotti “Modalità Techetechetè” via @lucianocapone @ilfoglio_it è una curiosa espressione, chissà se esportabile anche altrove: qui, si parla di RAI che d'estate riesuma “materiale di archivio e telefilm” a scapito di qualità e attualità

Attira l’attenzione l’espressione modalità Techetechetè, usata per descrivere una programmazione televisiva estiva fatta soprattutto di repliche e altro materiale già visto.

Non guardo quasi mai la televisione ma ho capito subito anch’io il riferimento all’omonima trasmissione: merito di un formato originale e di un nome insolito che rimane impresso e che dà anche lo spunto per alcune osservazioni linguistiche.

Reduplicazione espressiva

Il nome Techetechete’ fa riferimento alle Teche (archivio) della Rai ed è un esempio di reduplicazione espressiva, un meccanismo linguistico comune a molte lingue che consiste nella ripetizione di un’unità lessicale.

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Nuove tendenze del beauty

#ilmioritoinstazione è scoprire le nuove tendenze del beauty

Questa pubblicità, vista in una grande stazione ferroviaria, è sponsorizzata da cinque marchi di abbigliamento e uno di cosmetica, accomunati e identificati come il beauty.

In questo contesto non mi è chiaro che significato particolare venga attribuito alla parola beauty e per quali aspetti si differenzi da moda. È anche la prima volta che noto la parola beauty in una pubblicità generica, non mirata a un segmento specifico.

Ho però una certezza: beauty è uno pseudoanglicismo, una parola usata con un significato inesistente in inglese.

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50 anni di parole sulla Luna, in inglese

One small step…

“That’s one small step for man, one giant leap for mankind”

Un piccolo passo per un uomo,
un grande balzo per l’umanità

Tutti riconosciamo la traduzione e il senso delle parole pronunciate da Neil Armstrong il 20 luglio 1969 sulla Luna, una delle frasi più note della seconda metà del XX secolo eppure tuttora controversa nella formulazione.

Negli Stati Uniti non si è mai smesso di discutere se la citazione debba includere o meno l’articolo indeterminativo a davanti alla parola man, un aspetto grammaticale rilevante: un’unica parola di un unico fonema, /ə/, può infatti cambiare il significato da “per un singolo uomo” (a man, l’astronauta Armstrong) a “per l’uomo” (man, il genere umano).

A quanto pare Armstrong intendeva proprio dire a man ma in realtà non ha pronunciato l’articolo, come sottolinea anche lo Smithsonian National Air and Space Museum in “One Small Step for Man” or “a Man”?  

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Nomi scandalosi: Russiagate, Moscopoli…

Esempi di titoli di notizie di luglio 2019:

Titoli di notizie: 1 Fondi alla Lega, il Russiagate è solo all’inizio; 2 Moscopoli, ecco le immagini che imbarazzano Salvini; 3 Rublogate, Di Maio “commissione di inchiesta su fondi a tutti i partiti”

Da qualche giorno sono al centro dell’attenzione i presunti tentativi di accordi finanziari tra Lega e Russia, una vicenda che si fa notare anche per un aspetto lessicale: nel linguaggio giornalistico e nei social le sono stati dati almeno tre nomi diversi, Russiagate, Rublogate e Moscopoli.

Riconosciamo immediatamente che si tratta di neoformazioni che identificano scandali, ma l’aspetto anomalo è che vengano usati più nomi con entrambi gli elementi suffissali, gate e poli, mentre di solito nei media prevale un unico nome che si impone su tutte le possibili alternative.

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Alternative al siberino

Al telefono con un’amica che mi raccontava dei disagi di avere un braccio ingessato, non ho saputo cosa rispondere quando mi ha chiesto se poteva metterci sopra un siberino. Le ho dovuto chiedere cosa fosse perché per me era una parola nuova, mai sentita prima.

Ho così scoperto che è l’oggetto raffigurato nell’immagine. Può avere forme e dimensioni diverse e ha una peculiarità lessicale: coesistono molti nomi alternativi, un esempio delle grandi capacità espressive e denominative dell’italiano.

immagine di piastre termiche

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Commenti “blacklistati”?

Notiziola di qualche giorno fa: La pagina Facebook di Matteo Salvini mette al bando le parole “49 milioni”, “Siri” e “Legnano”; Parole vietate sulla pagina Facebook di Matteo Salvini: 49 milioni finisce in blacklist; Blacklist di parole nei commenti alla pagina Facebook di Salvini

A quanto pare, durante le dirette Facebook di Matteo Salvini è impossibile inserire commenti con alcune parole, tra cui 49 milioni, Siri, Trota, fatti processare. Appare invece un messaggio in inglese che avverte che quanto si è scritto contiene una parola che fa parte di una blacklist:

Blacklisted Word. Your comment contains a blacklisted word.

Una blacklist (“lista nera”) è un elenco di elementi – come ad esempio parole offensive, indirizzi email o indirizzi IP – che vengono bloccati automaticamente da un sistema di controllo per impedire azioni indesiderate, ad es. messaggi spazzatura (spamming), contenuti volgari o illeciti ecc.

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L‘acquastronauta e l’acquagym

Una parola inglese che ho imparato recentemente è  aquastronaut:

tweet da NASA NEEMO: Our newest aquastronaut, @AstroSamantha! An aquastronaut is someone who has been both an aquanaut and astronaut

In italiano si può adottare un calco dell’inglese e descrivere Samantha Cristoforetti come acquastronauta, parola macedonia formata da acquanauta + astronauta.

Acquanauta potrebbe sembrare un neologismo e invece è una parola in uso dagli anni ‘60 per identificare chi fa esplorazioni sottomarine di profondità usando appositi scafi.

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#capitana, capitano e comandante

Due titoli del 27 giugno 2019 sulla vicenda della nave Sea Watch 3, diretta a Lampedusa con 42 migranti a bordo nonostante il divieto del governo italiano, e un’immagine diffusa dalla ONG Sea-Watch International:

1 “Ciao sono Carola”, il video appello della capitana di Sea Watch; 2 Sea Watch, la capitana: “Entro in acque italiane. Vte dei migranti vengono prima della politica”

È corretto descrivere Carola Rackete, la persona al comando della nave, come capitana? Si possono fare considerazioni diverse a seconda del punto di vista da cui si analizza la parola.

Punto di vista terminologico

Il ruolo di Carola Rackete è Kapitän in tedesco e captain in inglese, come nell’immagine e nei video girati sulla nave, in cui Rackete comunica in inglese.

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Qual è il contrario di preferito? 😉

Mi ha divertita il video di Sio sulla ricerca di un antonimo per l’aggettivo preferito:

Mi è piaciuta la leggerezza con cui sono sintetizzati alcuni aspetti rilevanti nella formazione delle parole e nella loro eventuale affermazione: potrebbe essere uno spunto didattico per la scuola primaria?

Efficacia dei neologismi

La neoformazione schiferito è una parola macedonia (schifo+preferito), insolita perché in italiano si tende a privilegiare l’unione della parte iniziale di una parola con una seconda parola che invece rimane intatta (ad es. cantante+autore=cantautore).

Sono però altre le caratteristiche che rendono schiferito una parola ben formata e distintiva. 

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