Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Wow, che aggettivo!

Mi ha colpita molto questo titolo: 

8 foto wow dell’eruzione del Bardarbunga – Il Post, 17 settembre 2014

L’interiezione wow è nota a tutti grazie ai fumetti. In inglese wow è anche un verbo transitivo (“entusiasmare”) e un sostantivo (“grande successo”) che viene usato in forma aggettivale in alcune espressioni come wow factor.

Finora non avevo mai visto la parola wow usata in italiano come aggettivo, a parte alcune occorrenze in cui però era evidenziata con virgolette, corsivo o maiuscole che la marcavano come esclamazione (ad es. Effetto "wow": 10 trucchi veloci).

Alcuni commenti all’articolo citato, poi eliminati dai moderatori, mostravano perplessità sull’uso di foto wow. Mi domando quindi se l’esempio sia un occasionalismo o invece mostri una nuova tendenza. A voi risulta familiare? Vi piace?
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Vedi anche: fashion e glamour, sostantivi inglesi che in italiano sono diventati aggettivi.

Avete mai sofferto di brain freeze?

brain freezeNo, il brain freeze non è il congelamento del cervello di chi si rovescia in testa il secchio di acqua gelata della Ice Bucket Challenge di cui tanto si parla ultimamente, ma il mal di testa repentino che può venire quando si mangia o beve qualcosa di molto freddo, da cui il nome alternativo ice cream headache. Ha anche un nome scientifico: in inglese sphenopalatine ganglioneuralgia e in italiano ganglioneuralgia sfenopalatina.  

Ne parla 21 fancy medical terms for mundane problems, un elenco divertente di nomi comuni inglesi di banali disturbi con i relativi termini scientifici, alcuni dei quali per nulla ostici per noi  italiani, come morsicatio buccarum (l’irritazione dovuta al morso della guancia, cfr. morsicatio linguarum) e gustatory rhinitis (gli starnuti dovuti a cibo piccante).

Vedi anche: Terminologia medica inglese e italiana

Dai flash flood alle bombe d’acqua

esempi di titoli con bomba d’acquaIn un post del 2011, flash flood, alluvioni lampo e nubifragi, avevo osservato che i media ricorrevano sempre più spesso all’anglicismo flash flood per descrivere piogge molto violente e intense e mi ero chiesta se il prestito si sarebbe affermato.

A distanza di tre anni si può notare che la preferenza per flash flood è stata passeggera e invece si sta imponendo l’espressione bomba d’acqua, allora non ancora molto diffusa e anche recentemente avvertita come nuova.

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Il “canguro”, in politica almeno dal 1911

Una parola ricorrente nelle cronache politiche di oggi è canguro, una prassi parlamentare che, stando a quello che spiegano i media, consente di raggruppare gli emendamenti uguali o analoghi per farli approvare in blocco e quindi procedere più speditamente.

La metafora del canguro può sembrare insolita: è un animale a cui associamo il procedere a balzi, che però non implica raggiungere una meta più velocemente. Diventa più chiara se si risale alla sua origine, che non è italiana ma inglese.

Kangaroo closure è una prassi attestata nel parlamento britannico dall’inizio del secolo scorso. Non ha lo stesso significato che le viene attribuito in italiano: indica la sospensione del dibattito per procedere al voto (closure) ottenuta escludendo alcuni emendamenti, che quindi vengono saltati.

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Cosa significa Flone?

A cosa vi fa pensare il nome Flone?

FloneÈ un progetto sviluppato in Spagna e descritto come “interfaccia per far volare gli smartphone”. Consiste in una parte hardware (una struttura a forma di H che alloggia quattro motori e uno smartphone) e in una parte software (alcune app per le riprese video e per pilotare il volo del dispositivo attraverso un altro smartphone).

Interpretazione del nome in inglese e in E2

Ne parla Is it a phone? Is it a drone? No, it’s a flone! (The Guardian) e la notizia mi ha incuriosita per alcuni aspetti linguistici: l’articolo e il relativo URL (phone-drone-flone) mostrano che il giornalista inglese ha interpretato il nome flone come parola macedonia phone+drone, mentre gli autori, spagnoli, l’hanno creato contraendo flying phone.

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Subtweet → frecciate 2.0

Ieri i media hanno dato risalto a questo subtweet:

Subtweet è un neologismo inglese che descrive un tweet che fa riferimento a un altro utente di Twitter senza però menzionarlo, e cioè senza includere il suo identificativo (handle): nell’esempio Grillo anziché l’identificativo @beppe_grillo. In questo modo la persona oggetto del commento non riceve la notifica che c’è un tweet che la riguarda.

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Alternative al crowdfunding

Mi è piaciuto il video promozionale del Dolomites Unesco LabFest, “festival laboratorio che racconta il patrimonio mondiale delle Dolomiti”:

Ho trovato divertente l’idea di associare l’hashtag #SFALCI, tema del festival, a protagonisti rurali e di una certa età che però usano dispositivi digitali e fanno riferimenti a Skype, al carpooling e in particolare al crowdfunding.

Crowdfunding, il “finanziamento collettivo, di solito attraverso Internet, di iniziative sociali, politiche e commerciali” (Enciclopedia Treccani) è un anglicismo che ormai fa parte stabile del lessico italiano. Formato da crowd, “folla”, “massa” + funding, “raccolta di fondi”, è chiaramente modellato su crowdsourcing e forse proprio la coerenza denominativa ha impedito che si cercasse un’alternativa italiana, come invece è successo in altre lingue.

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nerdsplaining e mansplaining

Trovo molto efficace il neologismo inglese nerdsplaining, che identifica le spiegazioni insistenti ed eccessivamente dettagliate, soprattutto di argomenti tecnici o scientifici, che sono tipiche dei nerd: avete presente Sheldon Cooper di The Big Bang Theory?

La neoformazione nerdsplain è descritta sia come parola macedonia (nerd+explain) che come composto formato da nerd con il suffissoide –splain, recente e parecchio produttivo, usato per spiegazioni date con aria di sufficienza, molto sicuri di sé (ma magari senza conoscere davvero l’argomento) o con atteggiamento da maestrina.

“I think you are mistaken, allow me to mansplain…”La coniazione più nota, da cui viene fatto derivare il suffissoide –splain, è mansplain, tipico di quegli uomini che trattano le donne come minus habens e pensano di dover spiegare loro qualsiasi cosa. Dettagli e diversi esempi in Word Watch 2013: –splain e "Mansplaining" Spawns a New Suffix.
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Vedi anche: geek e nerd, dork e dweeb

Il variopinto mondo degli #hashtag

alcuni esempi di hashflag

Gli hashflag dei mondiali

Mi piace la parola hashflag, che in Twitter identifica gli hashtag che fanno apparire una bandierina colorata (flag) nei tweet se si digita #XYZ, dove XYZ è un codice associato a ciascun paese che partecipa ai mondiali di calcio.

Cos’è un hashtag? Dipende!

Notate qualcosa di insolito nella descrizione di hashflag nel blog di Twitter?

Gli hashflags sono un modo facile e divertente per dare colore ai tuoi Tweet. […] È sufficiente mettere un hasthtag davanti alla sigla di tre lettere che identifica un Paese (ad esempio #ITA), e la sua bandiera apparirà automaticamente nel Tweet.”    [testo originale inglese qui]

Per Twitter, un hashtag  non è la parola preceduta da # ma il cancelletto (#), un uso che non è congruente con quello più diffuso e con cui la parola è entrata anche nel lessico italiano. Dettagli in #hashtag, parola e simbolo.

Definizioni e tendenze

Due strumenti che trovo interessanti sono #tagdef, un sito che raccoglie definizioni di hashtag in varie lingue (potete verificare, ad esempio, che #t9y equivale a #terminology), e Hashtagify.me, che mostra tendenze d’uso, tra cui hashtag correlati visualizzati in diagrammi dinamici.

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BARF DAY (e altri day)

SABATO BARF DAYIgnoravo che BARF fosse il nome di una marca di cibo per cani (è un acronimo descritto come Bones And Raw Food in Italia e Biologically Appropriate Raw Food negli Stati Uniti), altrimenti non mi avrebbe così colpita il cartello con la scritta BARF DAY che ho visto sulla vetrina di un negozio per animali.

In inglese, in particolare nella varietà americana, barf è una parola informale per il vomito (e per vomitare), infatti uno dei nomi dei sacchetti per chi sta male in aereo è proprio barf bag.

La composizione X day è ormai così diffusa che si potrebbe considerare day alla stregua di un elemento formativo dell’italiano. Il primo elemento X può essere
1 un nome proprio, ad es. BARF day, Grillo day,
2 un sostantivo inglese, ad es. election day, family day,
3 un sostantivo italiano, ad es. bomba day, cinghiale day (e altri ibridi spesso ridicoli).

Cosa ne pensate: X day è una formula abusata, classificabile come itanglese, o c’era davvero l’esigenza di una locuzione alternativa a giorno di / giornata (di) X?

Esattismi

Grazie ad Agenzia TuttoEuropa (qui e qui) ho scoperto il neologismo esattismo, usato dal linguista Giuseppe Antonelli in un seminario sulla traduzione letteraria. Un esattismo è una parola o un’espressione dal significato molto preciso ma che risulta inadatta perché non congruente con il registro o con il contesto (troppo formale, troppo tecnica o troppo burocratica), ad es. postumi da ubriacatura per hangover in una conversazione tra ragazzi.

Spero che il termine esattismo si affermi e non rimanga un occasionalismo perché è utile avere un nome per un concetto che è rilevante anche nel lavoro terminologico. La scelta dei termini dovrebbe sempre prendere in considerazione conoscenze, competenze ed esigenze dell’utente, contesto d’uso del termine e visibilità e rilevanza delle informazioni, e quindi in alcuni contesti la comunicazione può risultare più efficace se si privilegia una parola del lessico generico a un termine “più esatto”, come negli esempi di flussometro e della terminologia medica inglese.


Per sorridere, una vecchia striscia di Dilbert:

Dilbert-marketing language

Partita IVA falsa, metonimia vera

foto con cartello Partite IVAMi pare che nel linguaggio comune, o perlomeno in quello usato dai media generalisti, l’accezione prevalente di partita Iva stia cambiando da “sequenza di numeri che identifica i soggetti che esercitano un’attività rilevante ai fini Iva” a “titolare di partita Iva”, quindi una persona.

È una metonimia che probabilmente si può fare risalire a popolo delle partite Iva, un neologismo nato qualche anno fa. Alcuni esempi delle nove occorrenze di partita Iva con significato figurato visti in un’intervista al ministro del lavoro, Giuliano Poletti: “Contratti più chiari per evitare false partite Iva”:

Ci faccia un esempio concreto sulle false partite Iva.
«Se una persona si autorganizza tempi e modalità del suo lavoro, assume il buon esito di un obiettivo, è una vera partita Iva. Se si tratta di un contratto a tempo, biennale o triennale, se il lavoratore è sottoposto a orari e turni secondo il classico schema della subordinazione, ecco, quello non va bene chiamarlo partita Iva».
 

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Drone + selfie = dronie

Dronie è un neologismo inglese recentissimo che si sta diffondendo molto rapidamente. È una parola macedonia formata da drone e selfie e descrive un video di se stessi fatto telecomandando un drone (“a video selfie taken with a drone”). Si aggiunge a parecchi neologismi e occasionalismi formati con selfie.

Dettagli ed esempi di dronie in Move over selfies … here come the dronies e Word of the Week: Dronie.

Qualche nota terminologica ed etimologica su drone e selfie
Dai fuchi ai droni 
Se selfie diventa selfish (origine e uso) e Da selfie a selfare / selfarsi (nuovi significati)

Comunicazione vestimentaria: overfashion

Overfashion, la rivoluzione delle top model con le curveUno pseudoprestito è una parola che ha l’aspetto di un prestito ma che nella lingua di origine ha un altro significato o addirittura non esiste, come overfashion in inglese.

Ho scoperto che si tratta di un concetto made in Italy che dà il titolo a una pubblicazione accademica, Overfashion. Nuove prospettive per la moda nella società che ingrassa.

Dall’introduzione: manca un’offerta di abbigliamento plus-size che consenta alla popolazione sovrappeso un uso altrettanto ricco della comunicazione vestimentaria quale quello di cui dispone la popolazione “normale”. Manca, appunto, un’overfashion. […]  Col neologismo “overfashion” vogliamo alludere a una moda che sia in grado di rispondere alle esigenze […] degli uomini obesi e delle donne sovrappeso e obese, con un’offerta qualitativamente e quantitativamente diversa da quella dell’attuale moda plus-size.

Non so nulla di comunicazione vestimentaria e mi limito a una considerazione lessicale: overfashion mi pare una parola malformata e un pessimo esempio di itanglese.

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Da selfie a selfare / selfarsi

È nato il verbo selfare, “fare un selfie”. Si direbbe un verbo intransitivo (ad es. selfa sempre) che funziona come transitivo solo quando usato riflessivamente (ad es. mi sono selfato).

Do you take a lot of selfies?

Esempi d’uso: selfano tutti, selfo anch’io; mai selfato in vita mia; oggi abbiamo selfato di brutto; se selfa mia nonna, mi selfo pure io! Dai, selfati! Mi si nota di più se mi selfo o se non mi selfo?

Pare coerente con il significato originario di selfie, che ho descritto l’anno scorso come una foto con queste caratteristiche:   
1 chi scatta è anche il soggetto (autoscatto)
2 è fatta con uno smartphone (allungando il braccio davanti a sé) o con una webcam
3 viene condivisa su un social network. 

Evoluzione di selfie in inglese

Intanto in inglese la parola selfie ha già subito un’evoluzione, al punto che la caratteristica 1, che le ha dato il nome, pare non sia più distintiva. Il significato sta cambiando da “foto di se stessi (self)” a “foto di qualcuno fatta con uno smartphone [per essere] condivisa su un social network” (3 + 2 ma meno specifico).

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