Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

“Borseggio digitale”

Jeans made that will prevent ‘digital pickpocketing’. The jeans have pockets that block RFID signals – BBC News

Un articolo della BBC, Jeans made that will prevent ‘digital pickpocketing’, descrive alcuni indumenti e accessori sviluppati per impedire che malintenzionati carpiscano i dati trasmessi da smartcard o da dispositivi mobili che si tengono in tasca o in borsa e che usano tecnologie come RFID o contactless. Per bloccare i segnali vengono usate fibre d’argento o altri materiali.

Questo particolare furto di dati è un problema noto e in aumento. In inglese prende il nome di RFID hacking, ma nell’articolo viene usata anche un’altra espressione molto efficace, digital pickpocketing, che in italiano si potrebbe rendere con borseggio digitale.

Per Word Spy digital pickpocket. il borseggiatore digitale, è attestato dal 2004. Electronic pickpocketing risale invece al 1996 ed è nato in riferimento a carte di credito ed e-banking.  

Vedi anche: Hacking e hackeraggio e Apple picking (a rischio chi possiede iPhone e iPad).

Misofonia

screech - torture your friends

Ci sono dei suoni che vi danno particolare fastidio, come il rumore di chi si soffia il naso, mastica o deglutisce, oppure il clic del mouse?

Potrebbe essere un problema di misofonia, l’avversione per uno o più suoni specifici che invece ad altri non creano alcun disagio.

Si differenzia dall’iperacusia, che invece è una patologia caratterizzata da un aumento della sensibilità uditiva, ad es. a causa di infiammazioni, e dalla fonofobia, un disturbo psichico che si manifesta con un terrore ossessivo dei suoni intensi.

Non va confusa con la misofobia, la paura morbosa di sporcarsi a contatto di determinati oggetti che spinge ad adottare misure igieniche esagerate.

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Contactless

È ricominciata la stagione delle parole dell’anno. Per il 2014 Oxford Dictionaries ha scelto il verbo vape, “fumare una sigaretta elettronica”, che ha un equivalente nell’italiano svapare.

simbolo ContactlessÈ stato preferito a sei altre parole tra cui contactless, aggettivo usato ormai da anni anche in italiano per descrivere le tecnologie che consentono di fare pagamenti e altre operazioni avvicinando una smart card, una carta di credito o un dispositivo mobile a un apposito lettore.

Contactless è classificabile come forestierismo utile, una formula denominativa di circolazione internazionale a cui i parlanti si adeguano senza sforzo eccessivo.

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Crescita inclusiva

Alcuni titoli dai media:

Priorità alla crescita inclusiva
UE, istituiti nuovi fondi per la crescita inclusiva
G20: creare posti di lavoro di qualità e una crescita inclusiva
Innovazione e sperimentazione al servizio della crescita inclusiva

Crescita inclusiva è un’espressione ricorrente ma raramente spiegata nelle cronache politiche ed economiche (al momento, più di 17000 risultati in Google). Mi pare che il contesto renda trasparente il significato economico di crescita, ma mi chiedo se in questa collocazione sia altrettanto riconoscibile anche il significato di inclusivo.

Europa 2020 in sintesi

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Parola del giorno: accometaggio

Oggi fa notizia il lander Philae, che dovrebbe atterrare è atterrato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sette ore dopo essersi separato dalla sonda Rosetta.

È anche apparsa la parola accometaggio, modellata su una reinterpretazione arbitraria di atterraggio: come già osservato per ammartaggio (e prima ancora per allunaggio), l’etimo di atterrare è terra nel senso di suolo e non di pianeta, quindi si parla di atterraggio anche per altri corpi celesti.

Accometaggio è una parola divertente ma destinata a rimanere un occasionalismo. Nelle descrizioni divulgative la preferisco comunque a landing, anglicismo superfluo, e a sbarco, che implica l’uscita da un mezzo di trasporto, mentre invece Philae atterrerà è atterrato direttamente sulla cometa.

(nelle pagine italiane del sito dell’ESA, che ha prodotto questa animazione, non è mai usata la parola accometaggio; appare invece in un comunicato stampa dell’ASI)

Wow, che aggettivo!

Mi ha colpita molto questo titolo: 

8 foto wow dell’eruzione del Bardarbunga – Il Post, 17 settembre 2014

L’interiezione wow è nota a tutti grazie ai fumetti. In inglese wow è anche un verbo transitivo (“entusiasmare”) e un sostantivo (“grande successo”) che viene usato in forma aggettivale in alcune espressioni come wow factor.

Finora non avevo mai visto la parola wow usata in italiano come aggettivo, a parte alcune occorrenze in cui però era evidenziata con virgolette, corsivo o maiuscole che la marcavano come esclamazione (ad es. Effetto "wow": 10 trucchi veloci).

Alcuni commenti all’articolo citato, poi eliminati dai moderatori, mostravano perplessità sull’uso di foto wow. Mi domando quindi se l’esempio sia un occasionalismo o invece mostri una nuova tendenza. A voi risulta familiare? Vi piace?
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Vedi anche: fashion e glamour, sostantivi inglesi che in italiano sono diventati aggettivi.

Avete mai sofferto di brain freeze?

brain freezeNo, il brain freeze non è il congelamento del cervello di chi si rovescia in testa il secchio di acqua gelata della Ice Bucket Challenge* di cui tanto si parla ultimamente, ma il mal di testa repentino che può venire quando si mangia o beve qualcosa di molto freddo, da cui il nome alternativo ice cream headache. Ha anche un nome scientifico: in inglese sphenopalatine ganglioneuralgia e in italiano ganglioneuralgia sfenopalatina.  

Ne parla 21 fancy medical terms for mundane problems, un elenco divertente di nomi comuni inglesi di banali disturbi con i relativi termini scientifici, alcuni dei quali per nulla ostici per noi  italiani, come morsicatio buccarum (l’irritazione dovuta al morso della guancia, cfr. morsicatio linguarum) e gustatory rhinitis (gli starnuti dovuti a cibo piccante).

Vedi anche: Terminologia medica inglese e italiana


* per essere precisi, ice bucket è il secchiello del ghiaccio.

Dai flash flood alle bombe d’acqua

esempi di titoli con bomba d’acquaIn un post del 2011, flash flood, alluvioni lampo e nubifragi, avevo osservato che i media ricorrevano sempre più spesso all’anglicismo flash flood per descrivere piogge molto violente e intense e mi ero chiesta se il prestito si sarebbe affermato.

A distanza di tre anni si può notare che la preferenza per flash flood è stata passeggera e invece si sta imponendo l’espressione bomba d’acqua, allora non ancora molto diffusa e anche recentemente avvertita come nuova.

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Il “canguro”, in politica almeno dal 1911

Una parola ricorrente nelle cronache politiche di oggi è canguro, una prassi parlamentare che, stando a quello che spiegano i media, consente di raggruppare gli emendamenti uguali o analoghi per farli approvare in blocco e quindi procedere più speditamente.

La metafora del canguro può sembrare insolita: è un animale a cui associamo il procedere a balzi, che però non implica raggiungere una meta più velocemente. Diventa più chiara se si risale alla sua origine, che non è italiana ma inglese.

Kangaroo closure è una prassi attestata nel parlamento britannico dall’inizio del secolo scorso. Non ha lo stesso significato che le viene attribuito in italiano: indica la sospensione del dibattito per procedere al voto (closure) ottenuta escludendo alcuni emendamenti, che quindi vengono saltati.

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Cosa significa Flone?

A cosa vi fa pensare il nome Flone?

FloneÈ un progetto sviluppato in Spagna e descritto come “interfaccia per far volare gli smartphone”. Consiste in una parte hardware (una struttura a forma di H che alloggia quattro motori e uno smartphone) e in una parte software (alcune app per le riprese video e per pilotare il volo del dispositivo attraverso un altro smartphone).

Interpretazione del nome in inglese e in E2

Ne parla Is it a phone? Is it a drone? No, it’s a flone! (The Guardian) e la notizia mi ha incuriosita per alcuni aspetti linguistici: l’articolo e il relativo URL (phone-drone-flone) mostrano che il giornalista inglese ha interpretato il nome flone come parola macedonia phone+drone, mentre gli autori, spagnoli, l’hanno creato contraendo flying phone.

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Subtweet → frecciate 2.0

Ieri i media hanno dato risalto a questo subtweet:

Subtweet è un neologismo inglese che descrive un tweet che fa riferimento a un altro utente di Twitter senza però menzionarlo, e cioè senza includere il suo identificativo (handle): nell’esempio Grillo anziché l’identificativo @beppe_grillo. In questo modo la persona oggetto del commento non riceve la notifica che c’è un tweet che la riguarda.

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Alternative al crowdfunding

Mi è piaciuto il video promozionale del Dolomites Unesco LabFest, “festival laboratorio che racconta il patrimonio mondiale delle Dolomiti”:

Ho trovato divertente l’idea di associare l’hashtag #SFALCI, tema del festival, a protagonisti rurali e di una certa età che però usano dispositivi digitali e fanno riferimenti a Skype, al carpooling e in particolare al crowdfunding.

Crowdfunding, il “finanziamento collettivo, di solito attraverso Internet, di iniziative sociali, politiche e commerciali” (Enciclopedia Treccani) è un anglicismo che ormai fa parte stabile del lessico italiano. Formato da crowd, “folla”, “massa” + funding, “raccolta di fondi”, è chiaramente modellato su crowdsourcing e forse proprio la coerenza denominativa ha impedito che si cercasse un’alternativa italiana, come invece è successo in altre lingue.

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nerdsplaining e mansplaining

Trovo molto efficace il neologismo inglese nerdsplaining, che identifica le spiegazioni insistenti ed eccessivamente dettagliate, soprattutto di argomenti tecnici o scientifici, che sono tipiche dei nerd: avete presente Sheldon Cooper di The Big Bang Theory?

La neoformazione nerdsplain è descritta sia come parola macedonia (nerd+explain) che come composto formato da nerd con il suffissoide –splain, recente e parecchio produttivo, usato per spiegazioni date con aria di sufficienza, molto sicuri di sé (ma magari senza conoscere davvero l’argomento) o con atteggiamento da maestrina.

“I think you are mistaken, allow me to mansplain…”La coniazione più nota, da cui viene fatto derivare il suffissoide –splain, è mansplain, tipico di quegli uomini che trattano le donne come minus habens e pensano di dover spiegare loro qualsiasi cosa. Dettagli e diversi esempi in Word Watch 2013: –splain e "Mansplaining" Spawns a New Suffix.
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Vedi anche: geek e nerd, dork e dweeb

Il variopinto mondo degli #hashtag

alcuni esempi di hashflag

Gli hashflag dei mondiali

Mi piace la parola hashflag, che in Twitter identifica gli hashtag che fanno apparire una bandierina colorata (flag) nei tweet se si digita #XYZ, dove XYZ è un codice associato a ciascun paese che partecipa ai mondiali di calcio.

Cos’è un hashtag? Dipende!

Notate qualcosa di insolito nella descrizione di hashflag nel blog di Twitter?

Gli hashflags sono un modo facile e divertente per dare colore ai tuoi Tweet. […] È sufficiente mettere un hasthtag davanti alla sigla di tre lettere che identifica un Paese (ad esempio #ITA), e la sua bandiera apparirà automaticamente nel Tweet.”    [testo originale inglese qui]

Per Twitter, un hashtag  non è la parola preceduta da # ma il cancelletto (#), un uso che non è congruente con quello più diffuso e con cui la parola è entrata anche nel lessico italiano. Dettagli in #hashtag, parola e simbolo.

Definizioni e tendenze

Due strumenti che trovo interessanti sono #tagdef, un sito che raccoglie definizioni di hashtag in varie lingue (potete verificare, ad esempio, che #t9y equivale a #terminology), e Hashtagify.me, che mostra tendenze d’uso, tra cui hashtag correlati visualizzati in diagrammi dinamici.

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BARF DAY (e altri day)

SABATO BARF DAYIgnoravo che BARF fosse il nome di una marca di cibo per cani (è un acronimo descritto come Bones And Raw Food in Italia e Biologically Appropriate Raw Food negli Stati Uniti), altrimenti non mi avrebbe così colpita il cartello con la scritta BARF DAY che ho visto sulla vetrina di un negozio per animali.

In inglese, in particolare nella varietà americana, barf è una parola informale per il vomito (e per vomitare), infatti uno dei nomi dei sacchetti per chi sta male in aereo è proprio barf bag.

La composizione X day è ormai così diffusa che si potrebbe considerare day alla stregua di un elemento formativo dell’italiano. Il primo elemento X può essere
1 un nome proprio, ad es. BARF day, Grillo day,
2 un sostantivo inglese, ad es. election day, family day,
3 un sostantivo italiano, ad es. bomba day, cinghiale day (e altri ibridi spesso ridicoli).

Cosa ne pensate: X day è una formula abusata, classificabile come itanglese, o c’era davvero l’esigenza di una locuzione alternativa a giorno di / giornata (di) X?