Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Solo chi TRANSA molto avrà il Super Cashback

Una schermata dell’app dei servizi pubblici IO di Nexi (servizi di pagamenti digitali) da un tweet di @AndRinal:

CASHBACK DI STATO È arrivato il Super Cashback! Da oggi, s sarai tra i primi 100000 cittadini a transare il maggior numero di volte avrai diritto ad un Super Cashback da 1500 €. Cosa aspetti?

L’annuncio riguarda il Super Cashback, il rimborso di stato destinato a chi totalizza il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento nel primo semestre del 2021.

Nel testo risalta l’insolito verbo transare. Anche senza averlo mai incontrato prima, grazie al contesto si riesce comunque a capire che qui va interpretato come fare un pagamento (una transazione commerciale).

Non è però questo il punto: mi colpisce ancora di più l’incapacità di chi ha scritto il testo di rendersi conto che transare è una scelta lessicale inadeguata per una comunicazione rivolta indistintamente a tutti gli utenti. Un caso di “maledizione della conoscenza”? 

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Cos’è il deplatforming (di Trump, ma non solo)

“Deplatforming” Trump: la giusta decisione di Facebook e Twitter di bloccare gli account del presidente uscente

Si sta discutendo molto della decisione dei principali social di bloccare i profili social di Donald Trump perché ha violato i termini di servizio (in alcun casi è una sospensione temporanea, in altri è una cancellazione permanente, come per Twitter).

Per descrivere questo oscuramento molti hanno fatto ricorso all’anglicismo deplatforming, ad esempio “Deplatforming” Trump: la giusta decisione di Facebook e Twitter di bloccare gli account del presidente uscente che chiarisce molti aspetti della vicenda.

Cosa significa deplatforming? La sezione Neologismi del Vocabolario Treccani ne dà una definizione molto chiara: 

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Parole contagiose dell’anno 2020

word cloud 2020

Alla fine di ogni dicembre propongo sempre alcune parole dell’anno dall’osservatorio personale del blog. Nel 2020 è inevitabile che il tema dominante sia l’epidemia di COVID-19. Ho raccolto le parole più significative, in ordine cronologico.

Gennaio – Abbiamo imparato che Coronavirus è il nome proprio di una famiglia di virus che si chiamano così per  l’aspetto particolare; nell’uso comune il coronavirus è impropriamente il famigerato nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

coronavirus
immagine: Collins Dictionary

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Conte: si ristorino i ristoranti!

foto di Conte che dice “Chi subisce danni economici deve essere subito ristorato”

Sarei curiosa di sapere chi scrive i testi che Giuseppe Conte legge nelle conferenze stampa come quella del 18 dicembre, ad esempio questa frase:

Accanto alle misure restrittive nel decreto sono previste nuove misure economiche per chi subisce danni economici, deve essere subito ristorato. Abbiamo stanziato 645 milioni a favore dei ristoranti e bar che dal 24 dicembre al 6 gennaio saranno costretti alla chiusura.

Il Decreto Ristori dello scorso ottobre ci ha reso familiare un significato delle parola ristoro che molti di noi ignoravano: è un contributo che viene elargito dallo stato ai titolari di alcune attività economiche colpite dalle restrizioni imposte dall’emergenza da COVID-19.

Trovo però che il verbo ristorare risulti tuttora inaspettato e inconsueto e, come nell’esempio, possa costringere a soffermarsi sulla parola per attribuirle il senso corretto, distraendo così dal resto del discorso.

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Tantrump

Tantrump: outburst of anger, characterized by an inflated sense of entitlement, denial, narcissism, paranoia, victimhood and debilitating tribalism.
vignetta: John Cole

Diversi vignettisti americani hanno usato il gioco di parole Tantrump per descrivere le reazioni di Donald Trump alla sconfitta elettorale: è incapace di accettarla e dà continuamente in escandescenze con minacce e accuse di ogni genere.

Il riferimento è tantrum /ˈtantrəm/, parola dall’origine sconosciuta che descrive le “sceneggiate” di capricci bizzosi e incontrollati tipiche di molti bambini. La collocazione tipica è throw a tantrum, fare le bizze se bambino e infuriarsi platealmente se adulto.

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Sei un boomer? Non provare a resellare!

La notizia sull’accaparramento di alcuni prodotti con il marchio dei supermercati LIDL è andata “in tendenza” su Twitter e mi ha fatto scoprire l’esistenza del verbo resellare. Esempio:

Testo di tweet: “Raga i boomer stanno comprando la collezione streetwear della LIDL pensando di diventare ricchi resellandola. Questo 2020 non smette mai di sorprendermi non ero pronto” – Foto di carrello pieno di scarpe da ginnastica a marchio LIDL spinto da signore anziano.

Resellare è una neoformazione ibrida che ha come base il verbo inglese resell, rivendere. Descrive il reselling, l’acquisto di prodotti di marca a edizione limitata (limited edition!), quindi molto ricercati, che vengono poi rivenduti online su apposite piattaforme a prezzo maggiorato.

È un fenomeno che riguarda scarpe sportive (sneaker) e altro abbigliamento informale (streetwear) e che coinvolge principalmente chi appartiene alla cosiddetta Generazione Z, i nati dal 1995 al 2010.

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Inglese farlocco: click day

Esempi di titoli: 1 Click day, boom di richieste per il buono bici e sito in tilt; 2 Bonus bici, scatta il “click day”: ma il sito web non parte; 3 Bonus mobilità, cosa non sta funzionando nel Click Day; 4 #BonusBici, sui social la rabbia degli utenti per il click day; 5 Bonus per bici e monopattini, assalto nel clic day

Una parola chiave delle notizie del 3 novembre 2020 è click day, usata quasi sempre senza spiegazioni, come se il significato fosse ovvio e già noto a tutti.  

Ammetto che invece io fino a qualche mese fa ignoravo esistenza e senso della “giornata del clic” (!), scoperti solo in relazione alle misure del governo per contenere gli effetti economici negativi dell’emergenza da COVID-19. Esempio di notizie di giugno 2020:

Titoli: 1) Bonus bici, fondi aumentati a 220 milioni per evitare il temutissimo click day 2) Stati generali, Conte: «No click day per contributi a fondo perduto, 60 giorni di tempo per chiedere danni»

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Il significato di ratioed spiegato dal tweet di Toti

tweet di Giovanni Toti del primo novembre 2020: “Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della #Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”

Questo tweet del 1 novembre 2020 del presidente della Regione Liguria ha fatto molto discutere per i suoi contenuti. È anche un esempio rappresentativo del significato dell’espressione inglese getting ratioed e del sostantivo ratio nell’ambito dei social media, in particolare Twitter.

numero di commenti, di retweet e di Mi piace nel tweet di Toti hashtag #Ratioed

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Lockdown light vs lockdown soft

Germania, “lockdown light” dal 2 novembre. Merkel: “Situazione molto seria” (Repubblica) –  Coronavirus, Germania: Merkel annuncia un mese di lockdown light (Corriere della Sera)

Notizie dalla Germania: il 28 ottobre 2020 Angela Merkel ha annunciato nuove misure per il contenimento dei contagi da COVID-19, tra cui la chiusura di bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine e ogni altro luogo di intrattenimento.

Lockdown light (e lite)

Molti media italiani hanno dato la notizia usando l’anglicismo lockdown light, ricorrente nei media e sui social tedeschi. Non hanno però fornito spiegazioni, forse perché ritengono che si intuisca che light descrive misure meno restrittive di quelle già sperimentate la scorsa primavera.

Potrebbe comunque venire il dubbio se lockdown light descriva un approccio specifico tedesco – altra lingua molto aperta agli anglicismi – o se invece sia un nome generico che equivale ad altre espressioni in uso già da tempo in italiano come mini-lockdown, semi-lockdown e lockdown parziale.

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Conversazioni da social

Ho visto per caso questo scambio di tweet poco cortese ma rappresentativo di una forma ricorrente di comunicazione sui social nel 2020 (nomi rimossi perché irrilevanti):

Persona 1: “si vede che non capite proprio un cazzo. Statodiemergenza è importante, visto che il vaccino ancora non lo abbiamo, coglioni che non siete altro, che non mettete  manco la mascherina” – Persona 2: “Il coglione è lei… aria trollino” – Persona 1: “Lei è peggio. Ok boomer” – Persona 2 “Click” – Persona 3: “Che cringe”

Si nota innanzitutto l’offesa facile e un uso particolare del lei, che qui non è una forma di cortesia ma un modo per prendere e sottolineare le distanze. Per me però gli aspetti più interessanti sono lessicali.

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In inglese 2020 è anche una parolaccia

At what point can we just start using 2020 as a swear word? As in… abso-2020-lutely! What in the 2020?! That’s a bunch of 2020! Go 2020 yourself.

La vignetta illustra un aspetto della lingua inglese che mi piace molto: la facilità con cui viene usato il meccanismo di transcategorizzazione che assegna una categoria grammaticale diversa a una parola esistente, senza modificarne l’aspetto. Avviene soprattutto attraverso la conversione di sostantivi in verbi (verbing o verbification) ma c’è molta flessibilità anche con altre parti del discorso.

Negli esempi il numerale 2020 è stato convertito in un infisso* (abso-2020-lutely), in un nome (in the 2020, bunch of 2020) e in un verbo (go 2020 yourself) che hanno la stessa funzione di volgarità quali fucking, hell, (bull)shit, fuck. 

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Il cash di supercashback

Titoli: 1 Bonus bancomat: cashback, super-cashback e lotteria degli scontrini dal 2021; 2 Super cashback e cashless, ecco il piano del governo; 3 Cashback e supercashback in arrivo

Un anno fa in Manovra 2020, tra cashless e cashback avevo espresso perplessità sull’uso disinvolto di due anglicismi che risultano molto simili per chi non conosce l’inglese.

Sono ricomparsi nelle notizie di settembre 2020 e a distanza di un anno la novità è un nuovo anglicismo, riportato con due grafie alternative, super cashback e supercashback. È apparso per la prima volta in un’intervista a Giuseppe Conte pubblicata il 24 settembre dal quotidiano La Stampa, ma finora non si trova ancora nessuna occorrenza nei siti governativi.

Ecco quanto ha affermato Conte:

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Cringissimo!!

Alcuni esempi di tweet con un aggettivo sempre più usato sui social, in particolare nel linguaggio giovanile

frasi di esempio: momento cringissimo #BallandoConLeStelle; ho trovato delle cose cringissime di mesi fa, voglio sotterrarmi; cringissimo mi vergogno di me stessa; cringissima questa puntata #Uominiedonne; la mia fase da fissata con gli anime era cringissima: pupo e antonella cringissimi vi prego toglieteli e mettete Malgioglio #GFVIP

Il superlativo assoluto cringissimo, come il sostantivo cringiata e il verbo cringiare, derivano dall’anglicismo cringe e sono esempi di neoformazione ibrida: una parola o un elemento radicale da un’altra lingua che viene combinato con un affisso o un’intera parola italiana.

Questa produttività è un segno che l’anglicismo cringe è già molto diffuso, perlomeno in alcuni ambiti. Forse non tutti però ne conoscono il significato oppure si domandano se vada considerato un forestierismo insostituibile, utile o superfluo.

Per capirlo credo si debba innanzitutto inquadrare l’uso di cringe in inglese.

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Il terribile medicane

Alcuni titoli di notizie meteo del 17 settembre 2020:

Titoli: 1 È allerta “medicane” nel Mediterraneo; 2 MEDICANE, uragano mediterraneo, attivo sul mar Jonio; 3 Le correnti dell'uragano Medicane; Ciclone Medicane, incubo sul Mediterraneo

Sono solo quattro esempi ma sufficienti per evidenziare confusione nell’uso della parola medicane e per riflettere sull’opportunità di adoperarla nella comunicazione generalista.

Medicane in inglese

In inglese medicane è un nome breve e informale che identifica un ciclone mediterraneo ed è usato in alternativa al termine tropical-like cyclon (TLC), in italiano ciclone simil-tropicale (per informazioni sul fenomeno: Medicane, cosa sono? Facciamo chiarezza del meteorologo Luca Lombroso).

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Da smart working a south working

Alcuni esempi di titoli con il neologismo south working, apparso nei media italiani per la prima volta alla fine di giugno 2020:

Titoli: 1 South working: il lavoro smart dal Sud  2 Smart Working? Home Working? No, South Working…  3 Vivi al sud e lavori per il nord. La rivoluzione South working   4 South Working, per il sociologo De Masi è destinato a durare: “Una manna per il Meridione”

Nelle intenzioni di chi l’ha coniato, south working denota lavoro da remoto per un’azienda del nord Italia svolto in modalità smart working da persone che risiedono al sud ed evitano così di spostarsi lontano da casa e di sostenere le spese di un trasferimento, e allo stesso tempo contribuiscono all’economia locale.

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