Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “utente tipico”

CHEESE NIC

pubblicità Cheese nic. Merende eco-gustose nel cuore delle Dolomiti

Non so se basti descrivere Cheese Nic come pseudoprestito, forse bisognerebbe inventare la categoria “inglese farlocco”. 😉

È un’invenzione linguistica che può essere divertente ma che mi sembra pensata per italiani con una conoscenza limitata dell’inglese.

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Impianti natatori e aree cortilive

L’antiburocratese (Dizionario del parlar chiaro) analizza esempi di italiano burocratico e propone alternative chiare e comprensibili, come impianto natatorio piscina.

C’è un modulo per suggerire altri esempi e ho pensato di proporre area cortiliva, che ho visto in un’ordinanza che vieta di abbandonare gatti e/o dare loro da mangiare nei giardini di un ospedale (anzi, padiglione ospedaliero!).

Colonia di gatti dell’area cortiliva del Padiglione Ospedaliero di Lugo   (intero manifesto qui).

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Carosello rilòdid

Questo è stato Carosello: un fenomeno di costume tipicamente italiano, che ha fatto la storia della comunicazione e dell'intrattenimento – dalla presentazione di Carosello reloaded nel sito Sipra

Ho scoperto dell’esistenza di Carosello Reloaded da una pubblicità alla radio, poi ho visto anche lo spot televisivo e mi sono chiesta quanti dei telespettatori tipici di RaiUno, dove verrà trasmesso, sappiano cosa si intenda con “rilòdid” (la scritta appare brevemente e si legge a malapena).

Mi domando quali siano le conoscenze enciclopediche necessarie per interpretare correttamente il nome. Escludendo le armi da fuoco, il riferimento sarà all’informatica o a un noto film di cui ignoro la trama, Matrix Reloaded? E chissà se chi ha familiarità con i significati del verbo inglese reload è anche assiduo spettatore di RaiUno e soprattutto se Carosello l’ha mai visto (è stato trasmesso per l’ultima volta nel lontano 1977). 
[Aggiornamento: Mara nei commenti mi ha dato un’informazione che mi mancava]

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La malattia della lepre?

Curioso errore di traduzione in una rivista femminile che riporta qualche notiziola su un’attrice americana, tra cui la sua esperienza con gli spray abbronzanti:

L'ho fatto una volta e quando sono uscita dalla cabina sembravo una giraffa con la leprosi, e puzzavo di nachos e sciroppo d'acero allo stesso tempo.

Considerato il registro informale, il contesto di intrattenimento e i destinatari dell’articolo, mi domando quanti lettori italiani 1) pensino a una battuta, il “morbo della lepre”, ispirata dal riferimento a un altro animale, 2) si domandino che insolita patologia, forse specifica americana, sia la lepròsi o 3) capiscano invece che si tratta della lebbra, in inglese leprosy.

L’errore poteva essere evitato ricordando che in inglese i termini medici specialistici sono raramente usati nei contesti informali (cfr. Terminologia medica inglese e italiana), per cui leprosy non poteva che essere una parola appartenente anche al lessico generico e quindi doveva indicare una malattia comunemente nota.

[Grazie a Elisa per la segnalazione]

Il “non detto” su Marte

locandina Curiosity - 12 concerti per esplorare nuovi mondi (Teatro Dal Verme)

Questa bella locandina di un teatro milanese mi ha fatto pensare a un argomento descritto in Conoscenze enciclopediche e su cui torno spesso: le informazioni linguistiche ed extralinguistiche che il lettore usa nell’interpretazione di un testo (con o senza immagini) per formulare inferenze sul “non-detto”. In questo caso i riferimenti sono a Curiosity, il rover della NASA che dallo scorso agosto [2012] sta esplorando Marte, il pianeta rosso.

Mi ha anche ricordato due vignette in inglese che ho visto qualche settimana fa e che esemplificano i concetti di “non detto” e di cooperazione del lettore nel funzionamento dei meccanismi umoristici.

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weekend – we can

locandina trasmissioneNel fine settimana a Rai Radio 2 mi è capitato di sentire un programma di musica rock con un titolo che mi ha incuriosita, Yes, Weekend.

Mi ha fatto subito pensare a Yes We Can, lo slogan della campagna elettorale di Barack Obama del 2008. Nel sito della radio ho avuto conferma del riferimento: l’immagine scelta per la trasmissione richiama esplicitamente un noto ritratto del presidente americano (“Hope” poster).

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Forensic e forense

The IATE term of the week di questa settimana è forensic psychologist, un professionista che lavora in ambito giudiziario o penale, in italiano psicologo forense (il termine è apparso nei media in seguito al processo all’attentatore norvegese Anders Breivik).

Sarei curiosa di sapere se, incontrando i termini per la prima volta, un italiano e un inglese senza conoscenze specifiche possano dare un’interpretazione diversa dell’aggettivo.

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Istruzioni inutili, contesto e utente finale

immagine da Mike's Web LogMike Pope è un redattore tecnico (o meglio, technical editor) che ho già citato qui, qui e ieri qui.

In Dumbest instructions I’ve seen this month fa un bell’esempio di istruzioni inutili relative a una procedura guidata. È interessante non solo per chi scrive documentazione ma anche per chi la traduce perché si possono ricavare suggerimenti di adattamento del testo (cfr. Quando localizzare = eliminare).

Alcuni elementi chiave:

contesto dove appaiono le istruzioni
utente finale: conoscenze, competenze, aspettative ed esigenze
rilevanza o ridondanza delle informazioni 
.

Aggiornamento – Ulteriori osservazioni in Dumb instructions that are actually pretty smart.


Vedi anche: Usabilità e istruzioni, Effetto mouseover: la “serrandina” (scelte terminologiche e utente finale) e Il concetto di "user persona" nel software.

Terminologia medica inglese e italiana

Questa canzoncina ironizza sull’incomprensibilità della terminologia medica inglese e identifica tre problemi che la rendono particolarmente ostica: parole latine (però termini come steatorrhea sono di origine greca), eponimi e acronimi.

Medical Terminology Concerto – performed by the Amateur Transplants

Mi è tornata in mente ieri quando ho aggiunto il commento che gli italiani, in generale, conoscono più terminologia medica degli inglesi.

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Usare sempre il flussometro!

cartello_bagni_traghetti_MobySenza contesto o conoscenze tecniche specifiche, quanti di noi saprebbero “tradurre” correttamente in italiano standard l’istruzione USARE SEMPRE IL FLUSSOMETRO?

Io interpreterei flussometro come “apparecchio per la misurazione del flusso di un liquido” ma farei un errore: quello che mi viene chiesto, molto più banalmente, è di tirare lo sciacquone dopo aver usufruito del bagno.

È un cartello che ho visto ieri nel bagno di un traghetto MOBY, posizionato sopra al water. Mi ha lasciata perplessa per la terminologia insolita, perlomeno prima di scoprire che in ambiti tecnici specifici si chiamano flussometri dei particolari tipi di rubinetti temporizzati per WC (esempio qui).

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Alta velocità Trenitalia: vietato parlare di guasti!

In Italia la terminologia fa raramente notizia e quando succede le connotazioni sono spesso negative, come nel caso di una sanzione inflitta da Trenitalia a una propria dipendente per non avere usato la terminologia corretta.

Ne parla La capotreno punita per aver detto «guasto»:

La motivazione è scritta in una lettera del 31 maggio firmata dal responsabile della Divisione Frecciargento: l’aver comunicato la presenza di «un guasto deviatoio quando il manuale degli annunci (Mab) per i treni Av non prevede il termine "guasto" e ha utilizzato il termine tecnico "deviatoio" probabilmente sconosciuto ai viaggiatori. Avrebbe dovuto dire invece per "un controllo tecnico sulla linea"».

A quanto pare esistono tre manuali che regolamentano le comunicazioni ai passeggeri:
1) annunci nelle stazioni, 2) annunci a bordo dei treni ad Alta velocità, 3) annunci a bordo di tutti gli altri treni. La terminologia usata può variare a seconda delle circostanze e si possono notare alcune differenze tra il lessico generico dell’italiano standard e quello specifico degli annunci di Trenitalia:

lessico generico annunci stazione annunci altri treni annunci Av
guasto guasto guasto controllo tecnico
ostacolo ostacolo in linea ostacolo in linea ingombro
incendio intervento dei vigili del fuoco intervento dei vigili del fuoco intervento dei vigili del fuoco

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la persona più tipica del mondo

Più volte ho accennato all’idea di utente tipico.

È un modello di riferimento che aiuta a operare scelte stilistiche, di traduzione e di localizzazione, a selezionare o adattare esempi e riferimenti, a decidere quali informazioni rendere esplicite e quali mantenere implicite. Il profilo dell’utente tipico viene definito valutando diversi fattori che possono influenzare la fruizione di un prodotto, di un testo o di altri contenuti, tra cui esperienza ed esperienze, aspettative e conoscenze specifiche ed enciclopediche* del destinatario. 

Tipico” è comunque un concetto alquanto relativo, specialmente se riferito a persone. Lo sottolinea the world’s MOST typical person, un video realizzato per National Geographic usando la tecnica della tipografia cinetica:

7 Billion: Are You Typical? – National Geographic Magazine

[via Open Culture]

* Il sistema consuetudinario statunitense è un esempio di conoscenze enciclopediche non condivise: per chi è cresciuto negli Stati Uniti le misure 5’11” e 5’4½” sono trasparenti, mentre la maggior parte di noi deve fare qualche calcolo o usare tabelle di conversione per sapere che corrispondono a 180 e 164 cm (e che 100 galloni sono circa 378 litri). 

Vedi anche: Terminologia e utente tipico e Il concetto di “user persona” nel software.

lettore tipico…

I registri del Registro delle Opposizioni

Il Registro Pubblico delle Opposizioni dovrebbe essere un “servizio per il cittadino” ma, a parte la pagina iniziale, mi sembra pensato soprattutto per chi è abituato a navigare e a districarsi con il linguaggio tecnico e burocratico.

opposizioni13Ho trovato il logo molto efficace, non altrettanto invece le modalità di comunicazione e in particolare le scelte di allocuzione: si ha l’impressione che chi ha curato il contenuto del sito non sia riuscito a decidere come rivolgersi all’utente.

In alcune pagine si è optato per un registro formale, ricorrendo però a due forme diverse:

la forma di cortesia standard (terza persona singolare), ad es. i dati da Lei conferiti; il trattamento dei Suoi dati;
una forma di cortesia obsoleta, la seconda persona plurale ormai usata solo in Italia meridionale, ad es. i Vostri dati; i dati da Voi forniti ecc. (non si tratta della seconda persona plurale “standard” tipica dei siti web perché non prevede le maiuscole di cortesia, qui invece sempre presenti, e perché nel sito viene chiaramente specificato che solo l’intestatario dell’abbonamento può seguire la procedura prevista, quindi non avrebbe molto senso rivolgersi a più di un utente contemporaneamente).

Altrove viene invece preferito un registro informale:

ci si rivolge all’utente con la forma confidenziale (seconda persona singolare), ad es. benvenuto; in questa sezione potrai scaricare.  

Spesso si ricorre anche a un registro neutro e/o burocratico, che coesiste con gli altri:

viene usata la forma impersonale tipica di manuali, istruzioni e testi legali, ad es. inserire le informazioni, è possibile selezionare, chiunque rilasci dichiarazioni mendaci sarà punito.

Queste incongruenze e vari altri problemi linguistici (e terminologici) penalizzano la comprensibilità del testo e rendono il sito poco fruibile agli utenti meno esperti. Si sarebbero potuti evitare ricorrendo a una guida di stile o seguendo le indicazioni per una comunicazione istituzionale chiara ed efficace, come quelle promosse da REI.


Vedi anche: Tu, voi o infinito?

Affinità con i piccoli utenti

Nell’ultimo post ricordavo che le scelte di localizzazione devono tenere conto delle aspettative e delle esigenze dell’utente finale. I manuali di stile o altre linee guida forniscono indicazioni generali ma ci sono casi in cui vanno adottate soluzioni ad hoc.

Immagini e icone tipiche della cultura di partenza non sono sempre universali e riconoscibili anche nella cultura di arrivo, come sottolinea La differenza culturale passa (anche) attraverso le immagini (a piè di pagina), che mi ha fatto ricordare un aneddoto che ripropongo qui perché ha a che fare con utenti finali un po’ particolari.

All’inizio degli anni ‘90 era uscito Creative Writer, un elaboratore di testi per bambini con una funzionalità che consentiva di sostituire alcune decine di parole comuni con immagini stilizzate, simili a icone o alle odierne emoji:

Un gatto si era addormentato sotto un grande alberoe sognava di essere una farfalla che si posava su un fiore.

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Come riconoscere le lingue europee

A field guide to the main languages of Europe - Spot that language and tell it apart from othersUna breve pubblicazione della Commissione europea, A field guide to the main languages of Europe, dà indicazioni su come identificare rapidamente 98 lingue europee, in particolare come distinguere quelle che possono sembrare molto simili. Ad esempio, vengono indicate queste differenze tra testi scritti in ceco e in slovacco:

Caratteri comuni a entrambe le lingue:
č, ď/Ď, ň, š, ť/Ť, ý, ž 
Caratteri usati in ceco ma non in slovacco: ě, ř, ů
Caratteri usati in slovacco ma non in ceco: ä, ĺ, ľ/Ľ, ô, ŕ

Compilare queste guide non è banale, non solo per il numero di persone coinvolte ma soprattutto per il numero di revisioni necessarie, durante le quali capita di scoprire che caratteristiche ritenute uniche per la propria lingua siano invece presenti in altre lingue e quindi si devono trovare esempi alternativi e verificare nuovamente che non causino ambiguità di interpretazione.

Gli esempi vanno inoltre modulati in base ai destinatari, ad es. è utile indicare parole brevi e distintive che hanno un’alta frequenza nel testo di una lingua, scegliendo le quali va fatta particolare attenzione: la differenza tra la terza persona singolare dell’indicativo del verbo essere in italiano [ è ] e in portoghese [ é ], ovvia per un traduttore, potrebbe non essere così palese per un tecnico americano (e forse neanche per qualche nostro connazionale!).

Vedi anche: Accenti gravi e acuti in italiano