Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “utente tipico”

Dalla scimmia nuda allo scimmione arancione…

La scimmia nuda balla

Suggerimento di lettura: La scimmia nuda balla di Mario Fillioley. Lo spunto è la canzone vincitrice di Sanremo, Occidentali’s Karma, che contiene molti riferimenti non riconoscibili dai più giovani: Desmond Morris, Kant, Eraclito, Marx, Marylin Monroe…

Passando da Indiana Jones a Fantozzi, Fillioley riflette su immaginario, cultura generale, cultura popolare e differenze generazionali dal punto di vista delle conoscenze enciclopediche del lettore e dello spettatore: “più ne sai, più ti diverti”.

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Turisti, E2 e badass

NOBODY IN THEIR RIGHT MIND WOULD COME TO HELSINKI IN NOVEMBER. EXCEPT YOU, YOU BADASS. WELCOME.

Qualche giorno fa sui social media circolava questa foto, spacciata come uno striscione di benvenuto ai turisti all’aeroporto di Helsinki, opera dell’ufficio del turismo (“Nessuno sano di mente verrebbe a Helsinki in novembre. Tranne te, you badass. Benvenuto”).

English as a second language

Dal punto di vista delle valutazioni di globalizzazione, la scelta della parola colloquiale badass per la prima comunicazione rivolta al visitatore straniero appare azzardata. Il turista che parla inglese come seconda lingua (E2) potrebbe infatti ignorarne il significato, non capire che è un complimento e interpretarla letteralmente – ass può significare sia asino che sedere – e quindi non cogliere l’ironia e offendersi.

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I tweet di INGV sui terremoti

Due anni fa in Dati e stime nei tweet di INGV sui terremoti avevo descritto un servizio sperimentale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il formato è stato aggiornato, come mostra il tweet sul terremoto avvenuto alle 3:36 del 24 agosto 2016 in Italia centrale:

Il nuovo formato è ulteriormente migliorato e mi pare efficace anche per chi dovesse vedere questo tipo di tweet per la prima volta.

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Ingredienti audaci

L’adattamento dei biscotti digestive è efficace perché rende esplicite informazioni che invece in inglese sono implicite. Non si può dire altrettanto di questa frase da un articolo intitolato Presente e futuro del cibo sugli aerei:

Gli chef che decidono i menu hanno anche incorporato sapori più forti e ingredienti più audaci: l’aioli, le barbabietole e i finocchi.

Cosa vi ha fatto capire subito che è una traduzione? L’accostamento insolito di audace e ingrediente o i tre alimenti, che per un lettore italiano non sono particolarmente azzardati?

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Localizzazione: “partecipant(alon)i”

Un esempio divertente di sostituzione automatica:

Si tratta dell’ebook per il mercato britannico di un thriller americano: a quanto pare la casa editrice ha deciso sostituire automaticamente alcune parole tipiche dell’inglese americano con quelle equivalenti europee, in questo caso pants con trousers, ma senza accertarsi che l’operazione riguardasse solo parole intere. In Particitrousers of the revolutionary movement e commenti altri dettagli ed esempi di sostituzioni automatiche maldestre.

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Comunicazione in ospedale

Comunicazione scritta

Nell’ospedale dove tenevo compagnia a una persona malata avevo sempre sotto gli occhi questo avviso:

IMPORTANTE!!!! SI INFORMANO I SIG. PAZIENTI PORTATORI DI PROTESI DENTARIA NELC ASO IN CUI NECESSITANO DI RIMOZIONE DELLA STESSA, DI CHEIDERE AL PERSONALE L’APPPOSITA CUSTODIA, ONDE EVITARE SMARRIMENTI. SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE.

Mi aveva colpita il contrasto che facevano la sfilza di punti esclamativi e il tipo di carattere COMIC SANS, caratteristici di contesti informali, con il testo in puro burocratese, poco adatto per istruzioni a chi di solito porta protesi dentarie: anziani o persone non italiane.

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Il gerundio che non era un participio

Notiziola estiva che circolava ieri [giugno 2015]: Salvini riscrive la grammatica: «Migrante è un gerundio». Ecco cosa ha detto il leader leghista intervistato dal programma Virus: 

  […] questo vocabolo nuovo inventato dalla Boldrini qualche anno fa… Sono clan-de-sti-ni. Il migrante è un gerundio. Quando migri c’è un migrante. Quando stai qua per due anni, non sei un migrante. Sei un clandestino. […]

Ha però fatto un errore anche chi ha affermato che migrante non è un gerundio ma un participio presente. Qui infatti migrante non è un verbo ma un sostantivo nato per transcategorizzazione, un processo di conversione comune in italiano, basti pensare a cantante, insegnante, studente, consulente

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La “maledizione della conoscenza”

Oggi sono a Salerno per Comunicare in Europa. Nel mio intervento, Terminologia e comunicazione, farò riferimento alla curse of knowledge, un concetto a cui è dedicato un capitolo di The Sense of Style di Steven Pinker.

Cos’è

La “maledizione della conoscenza” è  la difficoltà di immaginare che gli altri non sappiano ciò che conosciamo bene. Per Pinker è la causa principale dei testi poco comprensibili anche se scritti da persone molto competenti. Manifestazioni tipiche sono informazioni e riferimenti dati per scontati, l’uso di astrazioni familiari e abituali per chi scrive ma non per i lettori meno esperti, e gergo, abbreviazioni, acronimi e terminologia da addetti ai lavori, senza definizioni o spiegazioni.

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Coding e programmazione

Testo dal documento La buona scuola: Serve quindi un piano nazionale che consenta di introdurre il coding (la programmazione) nella scuola italiana. A partire dalla primaria: vogliamo che nei prossimi tre anni in ogni classe gli alunni imparino a risolvere problemi complessi applicando la logica del paradigma informatico anche attraverso modalità ludiche (gamification). A partire dall’autunno, dopo Stati Uniti e Inghilterra, lanceremo in Italia l’iniziativa Code. Org […] Mi ricollego a La buona scuola, tra anglicismi e sillabazioni e ai diversi commenti che ha suscitato per aggiungere qualche osservazione sull’uso del termine coding, preferito a programmazione per descrivere le competenze digitali che verranno introdotte nella scuola primaria italiana.

L’iniziativa si chiama Programma il Futuro e l’unica pagina per ora disponibile dà per scontato che il concetto informatico di programmazione sia già noto, non spiega perché venga rinominato in coding ma indica che i due termini sono sinonimi.

Nell’ottica del lavoro terminologico non è una scelta corretta: andrebbe sempre usato un unico termine per identificare in modo univoco un concetto specifico e per differenziarlo dai concetti correlati, in modo da evitare possibili ambiguità (dettagli in Variazione e ripetizione).

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Dati e stime nei tweet di INGV sui terremoti

Nei mesi scorsi l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha sperimentato un nuovo servizio automatico di comunicazione dei terremoti via Twitter, descritto in Su @INGVterremoti tutte le informazioni dei terremoti in tempo reale.

Finora i tweet sono stati strutturati in questo modo:

tweet di esempio INGV

Alcune informazioni sono abbastanza tecniche, ad es. la data è in formato UTC (1 o 2 ore di differenza), quindi INVG sta studiando un modo più semplice e immediato per comunicare. A questo scopo ha preparato alcune domande e ci invita a rispondere per definire il modo migliore per dare informazioni strategiche in situazioni di emergenza, in cui va condiviso il maggior numero di dati nel modo più efficace ed efficiente possibile.

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Esattismi

Grazie ad Agenzia TuttoEuropa (qui e qui) ho scoperto il neologismo esattismo, usato dal linguista Giuseppe Antonelli in un seminario sulla traduzione letteraria. Un esattismo è una parola o un’espressione dal significato molto preciso ma che risulta inadatta perché non congruente con il registro o con il contesto (troppo formale, troppo tecnica o troppo burocratica), ad es. postumi da ubriacatura per hangover in una conversazione tra ragazzi.

Spero che il termine esattismo si affermi e non rimanga un occasionalismo perché è utile avere un nome per un concetto che è rilevante anche nel lavoro terminologico. La scelta dei termini dovrebbe sempre prendere in considerazione conoscenze, competenze ed esigenze dell’utente, contesto d’uso del termine e visibilità e rilevanza delle informazioni, e quindi in alcuni contesti la comunicazione può risultare più efficace se si privilegia una parola del lessico generico a un termine “più esatto”, come negli esempi di flussometro e della terminologia medica inglese.


Per sorridere, una vecchia striscia di Dilbert:

Dilbert-marketing language

Giochi inagibili

Passando davanti a dei giardinetti di un paese, frequentati anche da bambini delle elementari senza supervisione dei genitori, ho notato questo cartello:

GIOCO INAGIBILE

La terminologia è ineccepibile: riferito a locali o impianti, inagibile significa “che non può essere utilizzato perché privo dei requisiti di sicurezza richiesti dalla legge”. Per un genitore il messaggio è chiaro ma mi domando se lo sia altrettanto anche per i bambini non accompagnati, ed eventualmente cosa potrebbe essere più efficace per quel tipo di utente (non credo gioco pericoloso perché invoglierebbe molti maschi a provarlo solo per quello!).
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Vedi anche: Affinità con i piccoli utenti


A proposito del linguaggio con cui rivolgersi a bambini e ragazzi, c’è un aggiornamento al post di ieri, Quiz: gli anni delle facezie grossolane, con data di pubblicazione e altri dettagli.

Pianeta Papalla

Da un comunicato del comitato di redazione dei giornalisti del Corriere della Sera:

Tutti capiscono che il nostro Paese è in grave difficoltà. Tutti tranne, evidentemente, i vertici di questa azienda che sembrano vivere sul pianeta Papalla.

Il riferimento, non registrato neppure nel Dizionario della memoria collettiva, è al pianeta immaginario di una pubblicità di elettrodomestici degli anni ‘60, addirittura più vecchia dell’amministratore delegato a cui allude il messaggio.

È un esempio di mancata corrispondenza di conoscenze enciclopediche tra autore e lettore, e in questo caso le differenze culturali sono di tipo generazionale: dettagli in Quando Eminem è meglio di John Wayne… 

Redemption bollone

immagine dello scontrino Ipercoop: REDEMPTION BOLLONE SC30%   DISP. 2    UTIL. 2    SALDO 0Su uno scontrino di un supermercato Coop ho notato la voce REDEMPTION BOLLONE, che fa riferimento a buoni sconto (bolloni) ottenuti e utilizzati o utilizzabili entro una certa data.

Nel marketing il termine redemption può significare:
1 – L’utilizzo di un buono sconto, di un coupon, di una raccolta di bollini o di strumenti simili per ottenere uno sconto, un omaggio o altri vantaggi.
2 – Il risultato di un’operazione promozionale, ad es. il rapporto tra i buoni sconto utilizzati e quelli distribuiti.

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Ridondanza, traduzione e adattamento

Mentre scorrevo alcune raccolte di foto in un sito italiano, ho notato questa descrizione:

Venerdì 26 luglio papa Francesco ha partecipato a una Via Crucis – la celebrazione religiosa cattolica in cui viene ricostruito il percorso di Gesù verso la crocifissione – a Rio de Janeiro […]

In una notizia destinata a lettori italiani non mi sarei aspettata di vedere la locuzione Via Crucis formattata in corsivo e seguita da una spiegazione, come se fosse una parola straniera che non fa parte del lessico italiano e che identifica un concetto poco noto. Ho concluso che doveva trattarsi di una traduzione senza adattamento di un testo redatto per un pubblico internazionale che non ha le stesse conoscenze enciclopediche del lettore tipico italiano, per il quale l’informazione dell’inciso è ridondante.

Vedi anche: Quando localizzare = eliminare e Istruzioni inutili, contesto e utente finale.