Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Twitter”

Descrizioni delle emoji in Twitter

Alberto di Natale – emoji in TwitterChi usa l’interfaccia web di Twitter saprà che se si posiziona il puntatore su un’emoji viene visualizzata la sua descrizione (tooltip).

Nella versione italiana, tradotta dall’inglese, si notano inaccuratezze dovute alla localizzazione non professionale fatta in crowdsourcing: refusi, traduzioni che non tengono conto dell’aspetto delle emoji o del significato che viene loro attribuito in Italia, varie incongruenze.

Ad esempio, in queste descrizioni sono evidenti i falsi amici blue, confetti e diamond shape:

falsi amici descrizioni emoji

Queste descrizioni non sono molto visibili ma ho pensato di parlarne perché ci sono spunti spero utili per chi non ha molta familiarità con la localizzazione. 

(altro…)

Twitter a cuor leggero

LikeL’annuncio di Twitter sul cambiamento da Favorite a Like per esprimere apprezzamento per un tweet si presta ad alcune considerazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione.

Il testo mi pare efficace per un pubblico americano ma forse non altrettanto adatto a un pubblico britannico o che appartiene a culture con modalità di comunicazione diverse:

Hearts on Twitter. We hope you like what you see on Twitter and Vine today: hearts! We are changing our star icon for favorites to a heart and we’ll be calling them likes. We want to make Twitter easier and more rewarding to use, and we know that at times the star could be confusing, especially to newcomers. You might like a lot of things, but not everything can be your favorite.

La cultura americana privilegia modalità in cui le informazioni sono comunicate esplicitamente: questo annuncio dice senza giri di parole che l’interfaccia precedente poteva causare confusione ed è stata modificata nella certezza che questa sia la soluzione migliore per l’utente.

(altro…)

La risemantizzazione di twitter

testo del sommario (dimissioni sindaco Marino): “Sono tanti ad invitare il primo cittadino a resistere che si scontrano con i twitter che chiedono l’addio definitivo”

Il sommario di questa notizia ha attirato la mia attenzione per due motivi: la struttura della frase e i twitter, che inizialmente ho interpretato come “chi usa Twitter”, per me un’accezione del tutto nuova. Poi però ho concluso che chi ha titolato intendeva invece i messaggi (tweet) e che la confusione era dovuta alla sintassi molto approssimativa.

L’ho capito perché ho già notato parecchie occorrenze di twitter (numerabile, iniziale minuscola) usato come sinonimo di tweet, un uso non convenzionale che si riscontra anche nei media. Esempi:

(altro…)

Tipi di #hashtag

vigneta someecards: #have #hashtags #become #a #permanent #part #of #our #society?

Chi usa Twitter e altri social network può scegliere tra due tipi di hashtag: 1 hashtag con la funzione “classica” di parola chiave, usati per la categorizzazione dei messaggi e la ricerca per argomenti, ad es. #anglicismi, e 2 hashtag con una funzione “social(e)” di commento, spesso composti da più parole, come #muoiodalridere o #nonsenepuòpiù.

Sono chiamati 1 index hashtag e 2 commentary hashtag in uno studio americano che rileva alcune tendenze d’uso in Twitter, riassunte da There are Two Kinds of Hashtags. Mi pare valgano anche per l’italiano:

(altro…)

Anisomorfismo: handle

Vari media italiani hanno dato risalto a questo scambio di battute su Twitter tra Bill Clinton e @POTUS, il nuovo profilo ufficiale di Barack Obama:

scambio tra Bill Clinton e President Obama in Twitter

Ho visto che una traduzione ricorrente per la frase the handle comes with the house è “la gestione dell’account è legata all’incarico”. Il senso non è sbagliato, ma forse chi ha tradotto ha confuso il sostantivo handle con il verbo handle, che può significare “gestire”.

(altro…)

I falsi positivi (e gli errori) di Twitter

Aggiornamento 16 ottobre 2014 – Il problema descritto qui sotto è stato risolto, ma ho dovuto telefonare alla sede europea di Twitter a Dublino per avere attenzione.


Da più di un mese per Twitter il mio blog è dannoso: non si possono aggiungere link nei tweet e se si cerca di accedere al blog dal mio profilo (@terminologia) appare questo avvertimento:

Il sito che hai provato ad accedere potrebbe essere dannoso! Il link è stato segnalato come potenzialmente dannoso. Siti dannosi possono includere: Siti web contraffatti o a rischio di phishing, Siti che scaricano software dannoso sul tuo computer, Siti spam che richiedono informazioni private

Nel sito del blog non c’è alcun file dannoso e non si rischia alcun tipo di phishing o di spam: si tratta di un falso positivo. È un problema che ho già avuto qualche settimana fa, quando due noti antivirus avevano rilevato presunti file sospetti, però era bastato contattarli perché rimuovessero subito il blog dalla loro lista nera (black list).

(altro…)

Subtweet → frecciate 2.0

I media hanno dato parecchio risalto a questo subtweet politico del 25 luglio 2014:

Subtweet è un neologismo inglese che descrive un tweet che fa riferimento a un altro utente di Twitter senza però menzionarlo (o chiocciolarlo), e cioè senza includere il suo identificativo / nome utente (in inglese handle o username): nell’esempio Grillo anziché l’identificativo @beppe_grillo. In questo modo la persona oggetto del commento non riceve la notifica che c’è un tweet che la riguarda.

(altro…)

Il variopinto mondo degli #hashtag

alcuni esempi di hashflag

Gli hashflag dei mondiali

Mi piace la parola hashflag, che in Twitter identifica gli hashtag che fanno apparire una bandierina colorata (flag) nei tweet se si digita #XYZ, dove XYZ è un codice associato a ciascun paese che partecipa ai mondiali di calcio 2014.

Aggiornamento 2016 – Il significato di hashflag si è ampliato: ora può indicare qualsiasi hashtag che genera automaticamente un’emoji (in inglese auto-emoji o automatic emoji).

In All Twitter #Hashflags si può trovare un elenco di hashflag in uso e non più attivi, come #SanRemo2016. Per gli hashflag usati globalmente sono indicate anche le lingue in cui sono o erano disponibili, cfr. #HappyNewYear, che in italiano funzionava con #FeliceAnnoNuovo.

Aggiornamento 2018 – Nell’ultima versione del glossario di Twitter gli hashflag sono stati rinominati Twitter emoji in inglese ed emoji di Twitter in italiano, con questa definizione: un emoji di Twitter è una specifica serie di lettere immediatamente preceduta dal segno # che genera un’icona su Twitter, ad esempio la bandiera di una nazione o un’altra immagine di piccole dimensioni.

È una denominazione insolita perché nell’uso comune un’emoji è una singola immagine che viene inserita scegliendola da una raccolta definita, mentre per Twitter diventa anche un hashtag “decorato” automaticamente. 

La terminologia ufficiale di Twitter è in continua evoluzione e non sempre tiene conto dell’uso comune, come si può osservare anche dalla vecchia descrizione di hashflag pubblicata il 10 giugno 2014 nel blog italiano di Twitter (non più disponibile): Gli hashflags sono un modo facile e divertente per dare colore ai tuoi Tweet. […] È sufficiente mettere un hasthtag davanti alla sigla di tre lettere che identifica un Paese (ad esempio #ITA), e la sua bandiera apparirà automaticamente nel Tweet.”   

Fino a qualche anno fa, infatti, nella documentazione di Twitter il termine hashtag identificava il cancelletto (#) e solo in seguito anche la terminologia ufficiale è stata adeguata all’uso comune: ho descritto l’evoluzione in 10 anni di #hashtag! (2017).


Definizioni per gli hashtag e tendenze d’uso

Due strumenti che trovo interessanti sono #tagdef, un sito che raccoglie definizioni di hashtag in varie lingue (potete verificare, ad esempio, che #t9y equivale a #terminology), e Hashtagify.me, che mostra tendenze d’uso, tra cui hashtag correlati visualizzati in diagrammi dinamici.

(altro…)

Mute in italiano, la confusione di Twitter [2]

Dopo aver descritto la denominazione del concetto Mute in Twitter in inglese, concludo l’argomento con alcune note sulla localizzazione italiana per ribadire l’importanza di una corretta gestione della terminologia.

Mute in italiano: sistemi operativi

icona Disattiva audio in WindowsNei sistemi operativi Il verbo inglese mute fa riferimento soprattutto all’audio e di solito viene reso con disattivare, specificando cosa viene reso silenzioso: microfoni, altoparlanti, cuffie ecc. È la scelta adottata da Microsoft e da Google e in parte anche da Apple.

Mute in italiano: Twitter

In Twitter la funzionalità Mute non riguarda alcun tipo di suono ma solo testo (tweet). In italiano viene chiamata con almeno quattro nomi diversi, come si può vedere in questi esempi che rendono invisibili i tweet di @terminologia:

Ignora Togli voce (web) 
Qui sopra, comando nell’interfaccia web di Twitter.
Sopra a sinistra, comando in Twitter per Android.
Sotto, messaggio in Twitter per Android.
zittire e vedere (e varie altre incongruenze)  

(altro…)

Mute in Twitter [1]

Prendo spunto da una funzionalità recente di Twitter per alcune considerazioni sulla formazione dei termini, che può essere primaria (si dà un nome a un nuovo concetto) o secondaria (il concetto viene trasferito in un’altra lingua, ad es. attraverso la localizzazione).

Risemantizzazione di mute

Mute in Twitter (interfaccia web)La nuova funzionalità di Twitter consente di rendere invisibile nella propria cronologia l’attività di qualcuno che si segue, ma senza che lo sappia (rimane tra le persone che si seguono e può continuare a comunicare attraverso i messaggi diretti). Questa opzione è stata chiamata Mute, una scelta che può apparire insolita, soprattutto in un contesto di inglese come seconda lingua (E2).

Per denominare il nuovo concetto è stato attribuito un nuovo significato a un termine esistente attraverso la risemantizzazione del verbo mute nel suo significato più frequente di disattivare l’audio, probabilmente l’unico noto in E2. È un uso chiaramente metaforico: in Twitter la comunicazione non è orale ma avviene esclusivamente in forma scritta (visiva).

(altro…)

Solo nei giornali, cinguettii inclusi

Ho trovato molto efficace 12 espressioni che usano solo i giornali, infografica pubblicata su In parole povere da Stefania Spina, docente di Metodologia della ricerca linguistica.

elenco di cliché ricorrenti nei media italiani

(altro…)

Le nuove collocazioni di hashtag

IS THAT A HASHTAG?
Vignetta: B.C. Comic

Evoluzione della terminologia informatica

La terminologia informatica si evolve molto rapidamente, ma non solo per gli sviluppi tecnologici che portano a rimodulare i concetti e causare slittamenti di significato.

Anche la popolarizzazione delle innovazioni, con l’adozione dei termini nel lessico comune, può causare cambiamenti, come ad esempio la diluizione del significato attraverso determinologizzazione e la comparsa di accezioni o connotazioni non previste.

Evoluzione di hashtag in italiano

Mi domando se anche hashtag stia subendo questo processo, non solo nella terminologia ufficiale di Twitter, descritta in #hashtag, parola e simbolo, ma anche nell’uso comune.

(altro…)

A proposito di Twitter

Nei giorni scorsi [novembre 2013] ha fatto notizia il debutto in borsa di Twitter.

Ne approfitto per ricordare Twoosh e altri twitterismi, dove ho descritto i meccanismi di formazione dei neologismi legati a Twitter, tra cui twittare, twittatore, twittiano, twitterese, twitterizzazione, twitteggiare, twittabile, twittarolo, twittero (alternativa all’inglese tweep), twittologo, twitter-pensiero, twitteratura…

Altri neologismi in nuovi post:

tweet   Da glitterati a twitterati (e twitstar)
 Twiplomacy e il prefisso e-
  Twitterologo
  Twitterismi: twintern e twitterista
  Da selfie a selfare / selfarsi (e metaselfie)
  Subtweet → frecciate 2.0
♦  La risemantizzazione di twitter
♦  Trend(ing) topics, nuove “tendenze”
♦  La differenza tra tweetstorm e Twitter storm
♦  Necrotweet: commemorazioni in 140 caratteri
♦  Lessico di Twitter: bot off
♦  Tweet aggressivi? CLIC!
♦  Neologismi social: da bless a blessare
♦  Snitch tagging: gli spioni sui social

Ho descritto l’origine del nome Twitter in Solo nei giornali, cinguettii inclusi: in inglese il riferimento aviario non è fondamentale ma non se ne rende conto chi in italiano usa cinguettio come sinonimo di tweet.

Su hashtag:

 #hashtag, parola e simbolo (origine, uso comune e terminologia ufficiale)
  Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag (in inglese, un insolito uso colloquiale)
  Neologismi: bashtag (hashtag fail, effetti indesiderati e imprevisti di alcuni hashtag)
  #TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag (tentativi di terminologia italiana alternativa)
  Le nuove collocazioni di hashtag (nuove metafore e usi figurati)
  Il variopinto mondo degli #hashtag  (flagtag, metahashtag e altri dettagli)
  Lo hashtag, l’hashtag e #ashtag (grammatica, refusi e un hashtag “vulcanico”)
  Tipi di #hashtag (categorizzazione e commento, con tendenze d’uso)
♦  Da hashtag ad hashmeal (formazione di neologismi)
  Tipi di #hashtag (categorizzazione e commento, con tendenze d’uso)
♦  10 anni di #hashtag! (evoluzione di un concetto ormai familiare)
  Slacktivism, clicktivism e altri attivismi digitali (hashtag activism)
♦ 
Crowdturfing, hashjacking e altre attività malevole
(l’appropriazione degli hashtag)

Twoosh e altri twitterismi

Per i 700 anni dalla nascita di Boccaccio (16 giugno 1313) la Società Dante Alighieri ha proposto il gioco Il Decameron in 100 tweet, la sintesi di ciascuna delle cento novelle del Decameron via Twitter, meglio se con un twoosh, un tweet di 140 caratteri esatti, la lunghezza massima di ciascun tweet. Esempi: #14000DB.

Twoosh è una parola macedonia formata di tweet+swoosh (il rumore fatto da uno spostamento d’aria improvviso, ma anche il nome del simbolo della Nike) e ha la peculiarità di avere una data di nascita e una paternità precise, questo tweet:

coining "twoosh", a contraction of tweet-swoosh. It's when your tweet hits exactly 140 characters sans editing –  @rentzsch, 13 July 2007

(altro…)

Twitterismi: twintern e twitterista

annuncio di Pizza Hut: YOU CAN GET PAID TO TWEET! Apply to be the first Pizza Hut Twintern.

In inglese la parola macedonia twintern descrive uno stagista (intern) che si occupa della presenza di un’azienda nei social media, in particolare Twitter. È stata usata per la prima volta nel 2009 dalla catena Pizza Hut negli Stati Uniti. In contesti più formali si preferisce invece brand advocate (dettagli in Macmillan Dictionary).

Per l’italiano suggerirei twitterista, interpretabile sia come parola formata con il suffisso –ista, che indica chi svolge una determinata attività, ma forse anche come parola macedonia Twitter+stagista.

Propongo una doppia interpretazione anche per un altro occasionalismo, twitterismo. Il suffisso –ismo è molto versatile e può indicare 1) non solo un particolare tipo di parola (“relativa a Twitter”, un calco dell’inglese twitterism*), ma anche 2) un’attività assidua su Twitter e 3) movimenti, atteggiamenti, tendenze, mode e vari altri fenomeni legati a Twitter: sto pensando all’ossessione di questi giorni di media e politici per il ruolo che sta avendo Twitter nella politica italiana (twitterizzazione?), in qualche caso con reazioni simili all’isterismo

Vedi anche: twitterologo (nei commenti è già citato twitterista) e twitterato.


* In inglese twitterism a volte è inteso anche come Twitter+aphorism mentre twitterista è una parola che può avere connotazioni ironiche o pretenziose, come fashionista e barista. Per descrivere il linguaggio e le modalità espressive tipici dei tweet in inglese sono state coniate le parole twenglish, twittish e twitterese. Anche in italiano si usa twitterese.