Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Twitter”

Mute in Twitter [1]

Prendo spunto da una funzionalità recente di Twitter per alcune considerazioni sulla formazione dei termini, che può essere primaria (si dà un nome a un nuovo concetto) o secondaria (il concetto viene trasferito in un’altra lingua, ad es. attraverso la localizzazione).

Risemantizzazione di mute

Mute in Twitter (interfaccia web)La nuova funzionalità di Twitter consente di rendere invisibile nella propria cronologia l’attività di qualcuno che si segue, ma senza che lo sappia (rimane tra le persone che si seguono e può continuare a comunicare attraverso i messaggi diretti). Questa opzione è stata chiamata Mute, una scelta che può apparire insolita, soprattutto in un contesto di inglese come seconda lingua (E2).

Per denominare il nuovo concetto è stato attribuito un nuovo significato a un termine esistente attraverso la risemantizzazione del verbo mute nel suo significato più frequente di disattivare l’audio, probabilmente l’unico noto in E2. È un uso chiaramente metaforico: in Twitter la comunicazione non è orale ma avviene esclusivamente in forma scritta (visiva).

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Solo nei giornali, cinguettii inclusi

Ho trovato molto efficace 12 espressioni che usano solo i giornali, infografica pubblicata su In parole povere da Stefania Spina, docente di Metodologia della ricerca linguistica.

elenco di cliché ricorrenti nei media italiani

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Le nuove collocazioni di hashtag

IS THAT A HASHTAG?
Vignetta: B.C. Comic

Evoluzione della terminologia informatica

La terminologia informatica si evolve molto rapidamente, ma non solo per gli sviluppi tecnologici che portano a rimodulare i concetti e causare slittamenti di significato.

Anche la popolarizzazione delle innovazioni, con l’adozione dei termini nel lessico comune, può causare cambiamenti, come ad esempio la diluizione del significato attraverso determinologizzazione e la comparsa di accezioni o connotazioni non previste.

Evoluzione di hashtag in italiano

Mi domando se anche hashtag stia subendo questo processo, non solo nella terminologia ufficiale di Twitter, descritta in #hashtag, parola e simbolo, ma anche nell’uso comune.

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A proposito di Twitter

Nei giorni scorsi [novembre 2013] ha fatto notizia il debutto in borsa di Twitter.

Ne approfitto per ricordare Twoosh e altri twitterismi, dove ho descritto i meccanismi di formazione dei neologismi legati a Twitter, tra cui twittare, twittatore, twittiano, twitterizzazione, twitteggiare, twittabile, twittarolo, twittero (alternativa all’inglese tweep), twittologo, twitter-pensiero, twitteratura…

Altri neologismi in questo elenco che aggiornerò in caso di nuovi post:

tweet   Da glitterati a twitterati (e twitstar)
 Twiplomacy e il prefisso e-
  Twitterologo
  Twitterismi: twintern e twitterista
  Da selfie a selfare / selfarsi (e metaselfie)
  Subtweet → frecciate 2.0
♦  La risemantizzazione di twitter
♦  Trend(ing) topics, nuove “tendenze”
♦  La differenza tra tweetstorm e Twitter storm
♦  Necrotweet: commemorazioni in 140 caratteri

Ho descritto l’origine del nome Twitter in Solo nei giornali, cinguettii inclusi: in inglese il riferimento aviario non è fondamentale ma non se ne rende conto chi in italiano usa cinguettio come sinonimo di tweet.

Su hashtag:

 #hashtag, parola e simbolo (origine, uso comune e terminologia ufficiale)
  Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag (in inglese, un insolito uso colloquiale)
  Neologismi: bashtag (hashtag fail, effetti indesiderati e imprevisti di alcuni hashtag)
  #TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag (tentativi di terminologia italiana alternativa)
  Le nuove collocazioni di hashtag (nuove metafore e usi figurati)
  Il variopinto mondo degli #hashtag  (flagtag, metahashtag e altri dettagli)
  Lo hashtag, l’hashtag e #ashtag (grammatica, refusi e un hashtag “vulcanico”)
  Tipi di #hashtag (categorizzazione e commento, con tendenze d’uso)
♦  Da hashtag ad hashmeal (formazione di neologismi)

Twoosh e altri twitterismi

Per i 700 anni dalla nascita di Boccaccio (16 giugno 1313) la Società Dante Alighieri propone il gioco Il Decameron in 100 tweet, la sintesi di ciascuna delle cento novelle del Decameron via Twitter, meglio se con un twoosh, un tweet di 140 caratteri esatti (esempi: #14000DB).

Twoosh è una parola macedonia formata di tweet+swoosh (il rumore fatto da uno spostamento d’aria improvviso, ma anche il nome del simbolo della Nike) e ha la peculiarità di avere una data di nascita e una paternità precise, questo tweet:

coining "twoosh", a contraction of tweet-swoosh. It's when your tweet hits exactly 140 characters sans editing –  @rentzsch, 13 July 2007

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Twitterismi: twintern e twitterista

annuncio di Pizza Hut: YOU CAN GET PAID TO TWEET! Apply to be the first Pizza Hut Twintern.

In inglese la parola macedonia twintern descrive uno stagista (intern) che si occupa della presenza di un’azienda nei social media, in particolare Twitter. È stata usata per la prima volta nel 2009 dalla catena Pizza Hut negli Stati Uniti. In contesti più formali si preferisce invece brand advocate (dettagli in Macmillan Dictionary).

Per l’italiano suggerirei twitterista, interpretabile sia come parola formata con il suffisso –ista, che indica chi svolge una determinata attività, ma forse anche come parola macedonia Twitter+stagista.

Propongo una doppia interpretazione anche per un altro occasionalismo, twitterismo. Il suffisso –ismo è molto versatile e può indicare 1) non solo un particolare tipo di parola (“relativa a Twitter”, un calco dell’inglese twitterism*), ma anche 2) un’attività assidua su Twitter e 3) movimenti, atteggiamenti, tendenze, mode e vari altri fenomeni legati a Twitter: sto pensando all’ossessione di questi giorni di media e politici per il ruolo che sta avendo Twitter nella politica italiana (twitterizzazione?), in qualche caso con reazioni simili all’isterismo

Vedi anche: twitterologo (nei commenti è già citato twitterista) e twitterato.


* In inglese twitterism a volte è inteso anche come Twitter+aphorism mentre twitterista è una parola che può avere connotazioni ironiche o pretenziose, come fashionista e barista.

Tipi di messaggistica: esercizio terminologico

Social messaging

Nei commenti al mio ultimo post ho aggiunto che social messaging è ancora un termine ambiguo perché non identifica in modo univoco un unico concetto, un’indeterminatezza “social messaging apps”tipica della terminologia informatica (altro esempio: hashtag).

Le possibili accezioni di social messaging includono
1) un’attività di scambio di messaggi legata a un social network (ad es. attraverso Facebook Messenger),
2) un servizio di scambio di messaggi che ha un elemento social (ad es. Twitter).
In nessuno dei casi social messaging implica una distinzione tra dispositivi mobili e computer tradizionali.

Non mi convince quindi la definizione di WhatsApp come applicazione di social messaging fatta dal Corriere della Sera per spiegare l’interesse di Google, perché credo che in questo caso siano altre le sue caratteristiche distintive.

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diesis ≠ cancelletto

La puntata di oggi di La lingua batte, la bella trasmissione di Radio 3 sulla lingua italiana, era intitolata Morbus anglicus? e trattava di anglicismi e di come e quanto sia possibile sostituirli con parole italiane. La discussione è iniziata con hashtag e gli esempi in francese e italiano che anch’io avevo riportato in  #TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag.

simboli diesis e cancellettoLa scelta francese, mot-dièse, è stata spiegata come “parola diesis, visto che il simbolo in questione ha appunto la forma di un diesis, o di un cancelletto”, ma non è stato rilevato l’errore dei terminologi “governativi” francesi, che hanno fatto confusione tra due simboli diversi. Come dicevo in # nomi inglesi del cancelletto #, il simbolo musicaleha le barrette lunghe perpendicolari e quelle corte inclinate, a differenza del simbolo informatico # che ha invece le barrette lunghe inclinate e quelle corte parallele alla linea di base. 

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L’intera puntata di La lingua batte si può ascoltare in podcast ed è molto stimolante, con parecchi spunti su argomenti che mi interessano molto e a cui ho dedicato vari post, a cominciare da L’invasione degli anglicismi.

#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese è stata pubblicata la decisione che l’hashtag debba chiamarsi mot-dièse*. La notizia è stata ripresa dai nostri media e su Twitter c’è stata una discussione (#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag, ora non più disponibile) per suggerire un equivalente italiano. Alcune proposte: parola chiave, paroletta, le metafore spilla e coda di gallo e la parola macedonia cancelletta (cancelletto+etichetta).

immagine dal Supporto Utenti TwitterIn realtà, come dicevo in Hashtag, parola e simbolo, un termine “ufficiale” italiano ci sarebbe già: nella documentazione italiana di Twitter gli hashtag sono erano chiamati etichette (invece in quella francese hashtag), una scelta però ignorata dalla maggior parte degli utenti.

La discussione mi ha ricordato il concorso per trovare alternative a blog, chat, newsletter, spamming: nel linguaggio informatico italiano i prestiti sono spesso privilegiati a possibili parole italiane e quando un forestierismo è già diffuso risulta quasi impossibile sostituirlo.
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* Cfr. diesis ≠ cancelletto [link aggiunto]

Neologismi: bashtag

Concludo la mia “settimana dell’hashtag” con bashtag, una parola macedonia formata da bash (attaccare, criticare ferocemente) e hashtag.

Word Spy fa risalire al 2010 il verbo bashtag, in seguito usato anche come sostantivo. Descrive un hashtag associato a commenti molto negativi, in particolare quando ci si appropria dell’hashtag creato da un’azienda a scopi promozionali.

Un noto esempio di bashtag è quello di #McDStories, hashtag creato da McDonald’s per far raccontare bei momenti nei propri fast food ma usato invece per condividere esperienze molto negative. 

Esempio di tweet: “I ate a @McDonalds cheeseburger a few years ago and got food poisonong so bad that I had to get hispitalized. That is my #mcdstories.”

Bashtag è un iponimo di hashtag fail, che descrive anche gli hashtag che vengono fraintesi o interpretati in modo completamente diverso da quello voluto, ad es. a causa di doppi sensi.


Aggiornamento agosto 2016 – Un esempio italiano di bashtag è #FertilityDay, che nelle intenzioni del Ministero della Salute dovrebbe promuovere l’omonima giornata a favore della fertilità ma che è invece usato principalmente per criticare l’iniziativa. Qualche esempio:

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#LoFaccioPerché in campo non servono libriUn altro esempio italiano recente riguarda la promozione di Decathlon Italia con hashtag #LoFaccioPerché che invitava a condividere storie di sport alludendo all’inutilità dei libri.

È diventato invece virale per criticare il messaggio di Decatholon Italia, al punto che dopo meno di 24 ore l’azienda ha comunicato di avere rimosso la pubblicità “che ha sollevato dubbi sul nostro pensiero”.
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Aggiungo due neologismi solo in apparenza simili a bashtag:

cashtag ha vari significati ma in quello primario identifica gli hashtag usati in ambito finanziario per tenere traccia delle quotazioni azionarie, caratterizzati dal simbolo $ al posto del cancelletto # (ad es. $TWTR per Twitter);

flashtag è un hashtag usato per organizzare un flash mob.

Vedi anche: A proposito di Twitter

Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag

I segni di punteggiatura sono nati per riprodurre in forma scritta l’espressività della voce. Si sono rivelati così efficaci che sono stati adottati dal linguaggio orale: locuzioni come punto (e basta), tra parentesi, aperta parentesi / chiusa parentesi, tra virgolette (e le virgolette mimate con le dita) sono molto comuni ed esistono anche in altre lingue.

Nell’inglese parlato c’è una novità: ora anche la parola hashtag viene usata come segno di “punteggiatura vocale”, a imitazione dell’uso ironico degli hashtag nelle conversazioni in Twitter. Ne parla The Guardian (dicembre 2012) a proposito di cambiamenti linguistici recenti:

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#hashtag, parola e simbolo

Word of the Year 2012 negli Stati Uniti

La prestigiosa American Dialect Society ha scelto hashtag come parola dell’anno 2012.
È entrata nel lessico inglese grazie a Twitter, il servizio di microblogging dove il simbolo # (hash) viene aggiunto come tag davanti a parole chiave per facilitare la categorizzazione dei messaggi e le ricerche per argomento, ad esempio #dolomiti.


Aggiornamento 2017 – Questo post descrive l’uso del termine hashtag nel periodo 2012-2014. Nel frattempo anche la documentazione inglese di Twitter è stata modificata e ora riflette l’uso comune. Questa è la nuova definizione:  

A hashtag is any word or phrase immediately preceded by the # symbol. When you click or tap on a hashtag, you'll see other Tweets containing the same keyword or topic.

È un esempio delle variazioni diacroniche che può subire la terminologia informatica anche in tempi molto brevi.


[2012] Una parola, due concetti

#hashtagPuò essere interessante notare che in inglese hashtag identifica due concetti diversi: (1) nell’uso comune e in altri contesti informatici hashtag significa una parola (o una serie di parole senza spazi) marcata con il tag #, mentre (2) nella terminologia ufficiale di Twitter hashtag è il simbolo #, come spiegano il glossario e What Are Hashtags ("#" Symbols)?:

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Seguimento in corso…

#stannoseguendoFino a due giorni fa nell’interfaccia italiana di Twitter il numero di persone seguite era identificato dalla parola inglese following.

Ieri però following è diventato un molto criticato stanno seguendo (mentre per le persone da cui si è seguiti continua a essere usata la parola inglese follower). 

In attesa che il problema venga risolto ne approfitto per ricordare uno dei miei primi post, Lavori in corso, sulle cosiddette forme in –ing nella localizzazione.

Traducendo stringhe dall’inglese, a volte può essere difficile distinguere tra gerundio (sostantivo)* e participio presente (azione in corso), come nel pulsante Following, che in Twitter è associato a qualcuno che si segue e consente di smettere dii seguirlo (se evidenziato, in inglese diventa Unfollow, che in italiano è stato localizzato in Smetti di seguire, a differenza dell’altra azione possibile, Follow, che appare in inglese).

Twitter – pulsanti Following, Smettii di seguire e Follow 

* Inizialmente c’era stato chi aveva obiettato che in inglese following associato a un numero, come nell’esempio iniziale, era fuorviante perché in un contesto con altri due sostantivi (tweets e followers) andava interpretato anch’esso come un sostantivo (“il seguito”) e quindi diventava sinonimo di followers.
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Vedi anche: Lavori in corso e (aggiornamento) Forme in –ing: gerundio, participio e aggettivo.


Aggiornamento 9 novembre – È stato ripristinato following e l’ormai famigerato stanno seguendo è scomparso. Rimane invece l’errore descritto nei commenti qui sotto.

Da glitterati a twitterati

Nei commenti a Twitterologo si possono trovare altri neologismi associati a Twitter: per l’italiano twitterista, twittatore e twittero, nomi che descrivono chi usa Twitter, e per l’inglese twitfluencer, un utente di Twitter autorevole (influencer).

In inglese si usa anche twitterati, sostantivo plurale che identifica gli utenti di Twitter particolarmente attivi e con molti follower.

twitteratiTwitterati è una parola formata da Twitter con il suffisso –erati, sul modello di glitterati*, sostantivo plurale che in inglese descrive ironicamente i personaggi famosi, ricchi, belli e, come presumo dicano gli italiani ferrati in materia, molto fashion e glamour

Anche in italiano c’è chi ha adottato il prestito twitterati, forse non del tutto consapevole dell’origine della parola e delle sue connotazioni spesso ironiche.

È invece usato quasi esclusivamente in spagnolo e italiano twitstar (variante italiana anche tweetstar), chi è molto famoso su Twitter e ha centinaia di migliaia di follower. Non mi pare invece che in italiano sia stato adottato il neologismo inglese tweetheart (da sweetheart), chi è molto seguito e amato.
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Vedi anche: Twitterismi: twintern e twitterista e (aggiornamento) Twoosh e altri twitterismi.


* Glitterati è potenzialmente un falso amico perché in italiano glitterato ha il significato di “ornato di lustrini” e, per estensione, ”vestito in maniera eccentrica” (Devoto Oli).

In inglese, invece, l’elemento suffissale –erati indica un gruppo di persone. Deriva da literati, la classe colta o i cultori della letteratura (cfr. letterati in italiano) e su questo modello è formato anche il neologismo vulgarati, persone ricche e famose ma molto volgari e ignoranti.
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Twitterologo

In un articolo del Corriere della Sera sulla morte del cardinale Martini si legge:

“Il popolo di Twitter gli ha reso omaggio anche per questo, con qualche punta polemica, dai twitterologi famosi alla gente comune […]” – da “Il cardinal Martini e il fine vita” di M. Antonietta Calabrò (Corriere della Sera online, 1 settembre 2012)

Mi domando che significato vada attribuito alla parola twitterologo. Il suffisso –logo suggerisce “esperto di Twitter”, dal contesto invece parrebbe che si intenda “chi su Twitter è molto seguito o influente”, però l’unico esempio citato, @PieroSansonetti, al momento non raggiunge i 2000 follower e quindi non pare particolarmente influente (conoscenza dei social media e seguito – numero di follower – non sono comunque sinonimi).

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