Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “stile”

Conversazioni da social

Ho visto per caso questo scambio di tweet poco cortese ma rappresentativo di una forma ricorrente di comunicazione sui social nel 2020 (nomi rimossi perché irrilevanti):

Persona 1: “si vede che non capite proprio un cazzo. Statodiemergenza è importante, visto che il vaccino ancora non lo abbiamo, coglioni che non siete altro, che non mettete  manco la mascherina” – Persona 2: “Il coglione è lei… aria trollino” – Persona 1: “Lei è peggio. Ok boomer” – Persona 2 “Click” – Persona 3: “Che cringe”

Si nota innanzitutto l’offesa facile e un uso particolare del lei, che qui non è una forma di cortesia ma un modo per prendere e sottolineare le distanze. Per me però gli aspetti più interessanti sono lessicali.

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Singular they presidenziale

Michelle Obama si è rivolta agli americani con un video in cui li invita a votare per Joe Biden alle prossime elezioni presidenziali. Uno dei passaggi più citati evidenzia anche un uso particolare dei pronomi di terza persona in inglese:

foto di Michelle Obama e testo: After seeing the presidency up close for eight years, maybe the most important thing I’ve learned about the job is that how a president focuses their time and energy in office is a direct reflection of the life they’ve lived before entering the White House. A president’s policies are a direct reflection of their values, and we’re seeing that truth on display with our current president, who has devoted his life to enriching himself.

Singular they

Ho evidenziato in giallo il cosiddetto singular they, l’uso del pronome (e dell’aggettivo possessivo) di terza persona plurale anche se il soggetto è una singola persona.

Nell’uso contemporaneo il singular they ha tre funzioni diverse, di cui una molto recente, che ho descritto in Cos’è il singular they e come si usa. In questo caso è usato per riferirsi genericamente a una persona il cui sesso non è rilevante.

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Chiacchiericci, pettegolezzi e ripetizioni

In un giornale radio ieri ho sentito questa notizia:

Angelus a Piazza San Pietro Papa: il chiacchiericcio è peggio del Covid Il no al pettegolezzo, a lasciarsi allo scandalo, a dire “peggio per lui”. Lo ha ribadito, parlando a braccio, Papa Francesco.

Ha attirato la mia attenzione “lessicale” per due parole: chiacchiericcio e pettegolezzo nello stesso contesto.

L’uso del sinonimo mi è parso incongruente in una comunicazione non formale, rivolta direttamente ai fedeli. Mi è venuta la curiosità di verificare le parole esatte pronunciate dal papa, che hanno confermato i miei sospetti:

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Presidenti e pronomi a confronto

immagine: L’Europa e la pandemia: parole di presidenti a confronto

Un suggerimento di lettura: L’Europa e la pandemia: parole di presidenti a confronto, un’interessantissima analisi della linguista Daniela Pietrini sui discorsi alla nazione per l’emergenza COVID-19 fatti da Giuseppe Conte, Emmanuel Macron e Angela Merkel a metà marzo 2020.

Sono descritte la costruzione del testo e le scelte lessicali e stilistiche in italiano, francese e tedesco, con un’attenzione particolare agli espedienti retorici usati. 

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Who…? Whom…?

vignetta con due vampiri, ciascuno con in mano un bicchiere pieno di liquido rosso. Uno chiede: WHO ARE YOU DRINKING?
vignetta: Moderately Confused

La mia insegnante di inglese del liceo non avrebbe sorriso per questa vignetta ma l’avrebbe segnata con la matita blu. Per lei era inammissibile che il pronome interrogativo who (“chi?”) venisse usato con funzione diversa dal soggetto e quindi avrebbe preteso che il vampiro dicesse Whom are you drinking?

Who o whom?

In realtà nell’inglese parlato contemporaneo whom è usato sempre più raramente, relegato ai registri formali dove è ancora la norma. È quindi del tutto corretto (e più comune) dire Who did she meet? Who are you going to call?* Who will Trump blame if there is a recession? Who is this present for? Who were you talking to? Who did he go out with?

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Il junior service designer deve parlare itanglese

Un condensato esemplare di itanglese e aziendalese nell’offerta di lavoro per una posizione di junior service designer per la sede dell’Eni di San Donato Milanese, periferia di Milano:

Si ricerca uno Junior Service Designer in grado di gestire le attività di discover, understand e design dei business requirements forniti dai Key Stakeholders, tenendo conto del contesto di riferimento e dei constraints/opportunità tecnologiche, che partecipi inoltre alle attività di Design Research, Personas definition, Customer Journey Mapping, Emotional Journey Mapping, Needs & Opportunities definition, Analisi dei Business Requirements, Scenari di Design.
[via @lucasofri; il testo completo dell’annuncio è archiviato qui]

Non è un ambito che conosco però proprio per questo il testo è uno spunto per considerare cosa ci può comunicarea colpo d’occhio” e fare delle ipotesi veloci su come è stato costruito, indipendentemente dal suo contenuto.

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Notizie distorte: la parola proibita alla tata

Dal Regno Unito, notiziola “acchiappaclic” apparsa ieri:

William e Kate, c’è una parola proibita per la tata di George, Charlotte e Louis

Quando vedo titoli su parole di altre lingue temo sempre traduzioni letterali che travisano il senso della notizia originale. Purtroppo ho avuto conferma anche in questo caso.

La storia riportata da alcuni media italiani è che alla persona che si occupa dei tre figli del principe William è stato vietato di chiamarli “bambini”, per evitare che la figura adulta comunichi un senso di superiorità. Per rispetto nei loro confronti, l’unica opzione consentita è usare i nomi di battesimo.

La realtà però è diversa e si può verificare nell’articolo del Daily Mail che dovrebbe essere la fonte della notizia.

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“Virgolette” in Europa e in USA

Primary quotation marks in European languages (used in print)

La carta di Jakub Marian da Map of quotation marks in European languages mostra i diversi tipi di virgolette usate per le citazioni nei diversi paesi europei. 

Sono identificati cinque tipi di virgolette, indicati da colori diversi nella carta:
inglesi  «francesi»  tedesche  polacche  svedesi

I programmi di scrittura sostituiscono automaticamente le virgolette semplici " con quelle previste per la lingua in cui è formattato il testo, se esiste e viene attivata l’opzione. Esempio nell’interfaccia italiana di Microsoft Word, che vale come impostazione anche per le altre lingue che si selezionano dalla barra di stato:

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Questioni di genere nel linguaggio amministrativo

Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo del MIUR

Ieri sono state presentate le Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo del MIUR. Promuovono “un uso non sessista e non discriminatorio dell’italiano” che combatte stereotipi e pregiudizi. Vogliono essere “un modo molto concreto per rafforzare l’uguaglianza di genere e favorire il rispetto delle differenze” ed è auspicato che vengano recepite anche in ambiti diversi dalla pubblica amministrazione.

Sono una lettura interessante grazie a un’analisi diacronica, riflessioni sul linguaggio e i suoi meccanismi e indicazioni pratiche per un uso più accorto del genere grammaticale. Possono essere utili anche per la traduzione, specialmente di testi da altre lingue che usano accorgimenti espliciti contro il sessismo linguistico.

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La lezione di Samantha Cristoforetti

Samantha Cristoforetti

Forse conoscete già la vicenda: un periodico online ha pubblicato un’intervista a Samantha Cristoforetti che lei non aveva mai concesso. Ha quindi rimosso la falsa intervista anziché aggiungere un paragrafo introduttivo di spiegazione e scuse ai lettori, come richiesto dall’astronauta.

Cristoforetti ha quindi deciso di spiegare pubblicamente perché questi errori vanno riconosciuti e perché è grave che a qualcuno si attribuiscano parole mai dette.  

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Eufemismi e colloquialismi per bisogni spaziali!

pannolone spaziale

L’oggetto n. 2 della foto è il pannolone usato dagli astronauti degli Space Shuttle, esposto in una mostra sull’uomo nello spazio ideata dalla NASA. Il dettaglio che mi ha incuriosita è la descrizione sull’etichetta, Disposable Absorption Containment Trunk (DACT), traducibile approssimativamente con calzoncini di contenimento (e) assorbimento usa e getta.

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La Costituzione: 70 anni portati bene

Il 27 dicembre 2017 si celebrano i 70 anni della firma della Costituzione italiana.

La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato. Data a Roma, addì 27 dicembre 1947.

Come si scrive una Costituzione ha ripercorso le tappe principali che hanno portato all’approvazione del documento e sottolinea una caratteristica fondamentale del testo, che trova concordi i linguisti: è estremamente chiaro, scritto in un linguaggio accessibile a tutti e caratterizzato da grande cura nella scelta delle parole.

A supporto viene spesso citata l’analisi fatta da Tullio De Mauro per l’Introduzione della Costituzione della Repubblica Italiana pubblicata da UTET nel 2006. Riporto i dati principali sulla leggibilità, calcolata sulla presenza di vocabolario di base e la lunghezza dei periodi.

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Cliché dei media italiani: the Donald, tycoon

Inevitabile sentire parlare di Donald Trump: ogni giorno c’è qualche notizia che lo riguarda anche nei media italiani. Avete notato anche voi due cliché ricorrenti, The Donald e tycoon?

Paperino (Donald Duk) seduto al bancone di un bar: “I remember when I was the Donald!”
vignetta vintage (1993): Lee Lorenz per The New Yorker via boredpanda

The Donald

In un contesto italiano mi pare sia spesso fuori luogo l’uso del nomignolo The Donald perché privo delle associazioni e dei rimandi che invece ha in inglese. Eppure è diffusissimo: se fate una ricerca nel Corriere della Sera otterrete migliaia di risultati.

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Gli autori di WannaCry sono cinesi?

schermata in inglese di WannaCry

Un aggiornamento linguistico sul ransomware WannaCry che a metà maggio ha colpito centinaia di migliaia di computer: potrebbe avere origini cinesi

È quanto sostiene l’analisi linguistica pubblicata da Flashpoint, un’azienda di sicurezza informatica, che ha esaminato il testo delle 28 lingue in cui si poteva visualizzare la richiesta di riscatto nell’interfaccia di WannaCry.

I ricercatori hanno concluso che solo i testi in cinese e in inglese sono stati scritti da umani mentre per quelli nelle altre lingue è stata usata la traduzione automatica di Google Translate con lingua d’origine il testo inglese (corrispondenze dal 96 al 100%).

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Questioni di stile al supermercato

Dubito che i supermercati tedeschi LIDL abbiano linee guida sullo stile da usare nei testi di benvenuto ai propri clienti italiani, perlomeno non nel negozio dove ho fatto qualche foto.

Grazie per i Suoi acquisti -- Benvenuti!

All’esterno si nota il formale Lei di Grazie per i Suoi acquisti, con obsoleta maiuscola di cortesia, e a fianco la più neutra seconda persona plurale di Benvenuti!

Contrastano con il tu informale di è per te sul retro di un cassone e sulla porta di ingresso:

Lidl è per te

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