Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “sinonimi”

XXX e XOX

Anche in Italia fa ormai notizia il Super Bowl, la finale del campionato di football americano. In un commento in un altro sito ho accennato ai dettagli di Americani e numeri romani, tra cui la preoccupazione degli organizzatori che la 50ª edizione richiami la famigerata L come loser.

C’è chi ha risposto con la battuta di scrivere il numero XXXXX (invece di L) e mi ha fatto venire in mente questa vignetta americana, intitolata The marquee, che gioca con il significato più esplicito che può avere una serie di X in inglese:

The marquee, vignetta di Rhymes with Orange    [al cinema: soli uomini per il film XXX, donne per quello XOX!]
vignetta: Rhymes with Orange

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Scroogled?

Scroogled, tazza e magliette: Microsoft va avanti torna a parlare di una campagna di Microsoft contro la mancanza di trasparenza di Google nella gestione dei dati personali. Nel sito Scroogled si possono acquistare vari gadget, tra cui una maglietta con una word cloud, formata da parole descritte come sinonimi di being Scroogled.
Gulled. Humbugged. Buffaloed. Wire-tapped. Extorted. Sold out. Chicaned. Fleeced. Scammed. Conned. Surveilled. Double-dealt. Ensnared. Suckered. Sandbagged. Gossiped. Scandalmongered. Flimflammed. Skullduggered. Bamboozled. Hornswoggled. Beguiled. Cheated. Fooled. Double-crossed. Defrauded. Hoodwinked. Swindled. Duped. They’re all just synonyms for being Scroogled

Trovo scroogled una parola intrigante perché contiene riferimenti lessicali e culturali che le conferiscono diverse connotazioni e la rendono difficile da tradurre, mentre il richiamo al logo di Google è palese e riconoscibile indipendentemente dalla lingua.

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Poco poetico: sleep in one’s eyes

“Danze primaverili”  (con l'omino del sonno e la fatina della febbre da fieno) – Rhymes with Orange 
The spring rounds – Vignetta di Rhymes with Orange

In primavera chi soffre di congiuntivite allergica spesso si sveglia con gli occhi appiccicosi. In inglese ci sono vari modi per descrivere le secrezioni oculari: eye discharge, eye mucus, rheum (letterario), geosinonimi più informali come ad es. [eye] gunk, gunge, goo, goop, gloop e, se si tratta di normali cispe, sleep, sleepy dust, sand ecc.

Nel folklore le cispe sono le tracce lasciate dal passaggio di the sandman, l’omino del sonno che fa addormentare i bambini spargendo sabbia magica sui loro occhi. The sandman può anche essere un sinonimo scherzoso di sleep (“sonno”), come Morfeo in italiano.

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Meteoroide, meteora e meteorite

titolo la Repubblica: Russia, meteoriti in pieno giornoCome si chiama il corpo celeste che ha causato tanti danni e feriti in Russia?
I media italiani l’hanno descritto come meteorite, meteora, materiale meteoritico, sciame meteoritico o meteorico, pioggia di meteoriti, bolide ecc. ma i termini usati non hanno lo stesso significato e quindi non sono sinonimi. Qual è la differenza?

In fonti diverse si trovano definizioni che evidenziano caratteristiche diverse ma la spiegazione più diffusa distingue in base a tre fasi dell’avvicinamento dell’oggetto alla superficie terrestre: 1) prima, 2) durante e 3) dopo l’attraversamento dell’atmosfera.

1 Un meteoroide è un “frammento di corpo celeste, di dimensione notevolmente ridotta rispetto a un asteroide, poco prima del contatto con l’atmosfera terrestre e dei susseguenti effetti provocati dall’attrito”.
2 Quando il meteoroide penetra nell’atmosfera e l’attraversa, l’attrito produce una meteora, un fenomeno di eccitazione luminosa comunemente noto come stella cadente.
3  I meteoroidi che non si consumano completamente durante l’impatto con l’atmosfera ma riescono ad arrivare sulla superficie terrestre sono detti meteoriti.

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In inglese il corsivo è (anche) italico

Aggiungo una nota terminologica suggerita dai commenti a Corsivo e riconoscimento della scrittura, dove si è accennato ad alcune differenze di calligrafia tra inglesi e americani. In italiano la stessa parola, corsivo, identifica concetti che in inglese hanno nomi diversi:

1 il tipo di scrittura a mano con le lettere unite le une alle altre è noto come joined-up writing in inglese britannico, mentre in inglese americano si parla di cursive, che identifica uno specifico tipo di scrittura “obliqua” (esempio qui) ora in declino perché non più obbligatorio nei programmi delle scuole elementari;
.
2 il carattere tipografico che ha l’occhio delle lettere inclinato verso destra si chiama italics (etimologia: la provenienza del carattere corsivo introdotto nel XVI secolo dal tipografo italiano Aldo Manuzio il Vecchio). Il verbo italicize, “formattare in corsivo”, se riferito alla scrittura a mano o dattilografata ha il significato più generico di “evidenziare”, ad es. con la sottolineatura.

In italiano esistono anche i termini [carattere] italico e [carattere] aldino (ancora Aldo Manuzio!), che da alcuni sono ritenuti sinonimi di corsivo (2) e da altri invece suoi iponimi (descriverebbero solo un tipo di corsivo). È un ulteriore esempio di arbitrarietà del segno linguistico, simile a quella descritta in Font, typeface, famiglie e tipi di carattere.

italicize – vignetta di Pearls Before Swine Striscia: Pearls Before Swine

Wi-Fi e wireless

logo Wi-FiWi-Fi

The Inky Fool descrive Wi-Fi come esempio di nome dall’etimologia conosciuta che però non ha un vero significato: è una sigla frutto di un’operazione di marketing per dare un nome accattivante e facile da ricordare allo standard di trasmissione wireless IEEE 802.11b.

È facile riconoscere il modello Hi-Fi (High Fidelity, con riferimento alla qualità del suono) e quindi dedurre che Wi-Fi sia l’abbreviazione di Wireless Fidelity. Il concetto di “fedeltà senza fili” però non ha molto senso nelle telecomunicazioni, tanto che Wi-Fi Alliance, proprietario del marchio, da tempo evita la parola fidelity e alcuni dizionari, ad es. Oxford Dictionaries, la indicano come interpretazione errata. 

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Distributore automatico e vending machine

In un ospedale di Milano Nautilus ha visto un cartello con la scritta I numerini sono distribuiti “random” (a caso) e si domanda perché sia stata usata una parola inglese, peraltro tra virgolette, per poi farla seguire dalla spiegazione italiana tra parentesi.

Mi aveva fatto un effetto simile una pubblicità dell’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica in cui veniva chiarito che macchinetta è la parola colloquiale usata dalla maggior parte degli italiani per chiamare il “distributore automatico, la vending machine”.

Non capisco che senso abbia aggiungere il termine inglese in una pubblicità destinata a un pubblico italiano generico (era affissa su un distributore automatico di bevande in una stazione): in questo contesto è un forestierismo superfluo, come il random dell’ospedale.

vending machine

Cultura inglese: il pappagallo morto

Molti sketch dei Monty Python fanno parte delle conoscenze enciclopediche degli inglesi. Tutti conoscono l’episodio del pappagallo morto, in cui John Cleese protesta in un negozio di animali perché gli è stato venduto un Norwegian Blue parrot già defunto e nel farlo snocciola una serie di modi di dire per descrivere la morte (kick the bucket, push up the daisies, be a stiff, meet the maker ecc.).

Il riferimento ha una sua voce nel dizionario OALD e appare spesso nelle discussioni su sinonimi ed eufemismi, come in due articoli recenti, This police horse is no more. It has ceased to be. It’s expired and gone to meet its maker (Mind your language – The Guardian) e “This parrot is no more”. When is a synonym not a synonym? (Macmillan Dictionary).

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Nota: nei sottotitoli ci sono molti errori di ortografia. Trascrizione dello sketch qui.

Aggiornamento settembre 2014 – Anche David Crystal in A thousand words for death prende spunto dallo sketch e aggiunge esempi letterari e da classi sociali e registri diversi.

Stati Uniti: iPad sinonimo di tablet?

In inglese il nome iPad starebbe subendo un processo di volgarizzazione del marchio e starebbe diventando una parola del lessico comune.

immagine di iPad È quanto afferma un articolo ripreso da molti media americani. Negli Stati Uniti, a quanto pare, se si descrive il concetto “tablet (computer)” chiedendo di identificarlo con il nome, la maggior parte delle persone risponde “iPad” (un iponimo). Non viene fornito alcun dettaglio sulla ricerca ma viene tratta la conclusione che nell’inglese americano il marchionimo di Apple potrebbe presto diventare un nome comune, come è successo con thermos, frisbee, velcro e teflon e anche con iPod, che ormai designa qualsiasi lettore di file audio.

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Regionalismi a Palermo

scarrozzoSono sempre incuriosita dai geosinonimi e dai geoomonimi usati in zone diverse d’Italia.

Ne ho notato qualcuno a Palermo: il passo carraio, ad esempio, in alcuni quartieri della città è scarrozzo, parola marcata come “siciliana” nei dizionari.

manderiniSi notano differenze anche nei nomi di alcune verdure. Sulle bancarelle dei mercati ho visto quasi sempre la scritta manderini e quelli che per me sono cavolfiori verdi, lì sono broccoli, nome che io associo a brassicacee con le infiorescenze verde scuro, dello stesso colore delle foglie, e che invece a Palermo si chiamano sparacelli.

broccoli siciliani sparacelli
BroccolI a Palermo Sparacelli a Palermo

In alcuni casi vengono privilegiati sinonimi che fanno parte dell’italiano standard ma che altrove non sono altrettanto frequenti nello stesso tipo di contesto, ad es. negli annunci immobiliari viene indicato il numero dei vani o degli ambienti e non dei locali (ad es. si parla di bivano arredato). Negli autobus, la richiesta all’autista di aprire la porta posteriore è espressa con la frase bussola dietro!

Questi fenomeni di variazione diatopica mi piacciono molto perché evidenziano la ricchezza espressiva della nostra lingua.


Vedi anche: Altitudine 4500 (iscrizione palermitana) e Cartelli insoliti (esempio datato marzo 2012).

Le parole della politica

Mi ha fatto sorridere Le nuove parole d’ordine (sparso) della politica (La Stampa), un glossarietto di voci che in questi giorni di probabile nuovo governo Monti sono salite o tornate alla ribalta nei teatrini della politica. Si va da appoggio esterno a veti incrociati, passando per banda bassotti e passo indietro. Un esempio con il superlativo improprio governissimo, “governo sostenuto dalla coalizione di quasi tutti i partiti”:

Governissimo – O governo tecnico. O governo tecnico con discontinuità. O di salute pubblica. O della larghe intese. O di larghe convergenze. O di tregua. O di unità nazionale. O di responsabilità nazionale. O di solidarietà nazionale. O di garanzia. O istituzionale. O di decantazione. O per le riforme. O di legittimazione parlamentare. O di transizione. O della salvezza. O di emergenza. Purché serio. Purché a termine. Purché a obiettivo. Purché ambizioso. Purché bipartisan. Purché condiviso. Purché non sia un governicchio. Un governicchio? No, serve un governissimo. O un governo tecnico…

Dal glossarietto sono esclusi neologismi od occasionalismi legati alla politica, alcuni dei quali si possono però trovare nel blog Salvalingua (ad es. Merkozy e Papasconi).
.

Aggiornamento 15 novembre 2011 – In un’intervista appena sentita alla radio, il linguista Luca Serianni è intervenuto su espressioni come bunga bunga, scesa in campo e mi consenta, evidenziando che rimarranno legate a un preciso periodo politico e quindi la loro frequenza d’uso diminuirà. Per un eventuale governo Monti ha previsto un linguaggio meno marcato e meno alla ricerca del pittoresco, con ridotta inventiva linguistica; a proposito di lacrime e sangue, ha ricordato che si tratta di una formula di tradizione ormai antica, resa famosa da Churchill (che a sua volta l’aveva presa in prestito da Garibaldi).


Vedi anche: 150 anni (e più) di unità linguistica per un’altra osservazione sul linguaggio della politica contemporanea e [aggiornamento gennaio 2013] alcuni commenti sulla contrapposizione tra lo scendere in campo di Berlusconi e il salire in politica di Monti.

film ≠ movie

È una delle prime differenze tra inglese britannico e americano che si imparano a scuola: in Europa al cinema si proiettano film e negli Stati Uniti invece movie*.

In realtà gli americani usano entrambe le parole, con sfumature di significato diverse, come evidenzia lo slogan nei poster dell’ultimo New York International Latino Film Festival:

slogan (via Tutti i giardinieri sono ispanici) 

La parola movie descrive soprattutto le produzioni commerciali, destinate al grande pubblico, mentre film identifica le pellicole d’autore, ovvero produzioni artistiche. I festival del cinema sono infatti film festival, ad es. Sundance Film Festival, Toronto International Film Festival ecc.  
.


* Andrebbe comunque detto che movie è una parola ormai usata anche nel Regno Unito.
* Un altro sinonimo di film è flick ma solo in contesti familiari o colloquiali.

Mulini da olio

olive_oilDescrizione di prodotti tipici della Toscana in un libro di viaggi tradotto dall’inglese:

L’olio extravergine di oliva viene venduto fresco direttamente
al mulino

Mi è sembrata una descrizione insolita perché se si pensa all’edificio dove si frantumano e macinano le olive, in italiano viene in mente la parola frantoio. Esiste comunque anche mulino da olio, un geosinonimo meno conosciuto.

In questi casi credo sia preferibile escludere i regionalismi e optare per il lessico più frequente, per evitare che il testo susciti perplessità (“ma vendono olio o farina?”) e di riflesso le informazioni risultino meno attendibili.

Forse però qui si tratta semplicemente di una traduzione letterale. Come mulino in italiano, anche la parola inglese mill ha vari significati e può descrivere sia macchinari che macinano e/o frantumano (o macinini, ad es. coffee mill e pepper mill) che luoghi di lavorazione di vari materiali (ad es. cotton mill, textile mill, paper mill, steel mill ecc.). Il frantoio è [olive] mill.


Vedi anche Fungo e mushroom, per un altro tipo di traduzione letterale dall’inglese.

Scopo dei glossari… e nocciolo degli affari

Quando si crea una raccolta terminologica, prima ancora di decidere la struttura dei dati è essenziale definirne scopo e destinatario, anche se si tratta di un glossario di poche decine di voci. Può sembrare ovvio, eppure ignorare queste indicazioni di base è spesso causa di raccolte non accurate e/o che non incontrano le aspettative dell’utente.

Ci pensavo dando un’occhiata a un sito italiano che si prefigge di contrastare l’uso smodato dei prestiti dall’inglese. Viene proposto un glossario il cui scopo è dare un “aiuto per vincere la pigrizia e riscoprire il vecchio amore per la nostra lingua” con “esempi delle parole inglesi più utilizzate e l’alternativa prevista invece dall’italiano.  

Ci si aspetterebbe un elenco di prestiti di lusso e corrispettivi sinonimi italiani intercambiabili, come weekend fine settimana, e che i prestiti di necessità (o forestierismi insostituibili) ne siano esclusi. Non è così, anzi, è difficile identificare i criteri di compilazione del glossario, e si rilevano invece problemi abbastanza tipici.

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Earworm, Ohrwurm e “Strüdel”

Peccato che in italiano non ci sia un equivalente della parola tedesca Ohrwurm (in inglese c’è il calco di traduzione earworm*), estremamente efficace per descrivere l’orrendo motivetto tiroleggiante che oggi, complice una martellante pubblicità radiofonica, non riesco a togliermi dalla testa. O forse si potrebbe dire tarlo musicale?

Potrei provare a seguire i consigli per eliminare il “verme” in The Definitive Guide To Earworms, dove si trovano anche vari sinonimi come i termini haunting melody, usato in psicanalisi, e involuntary musical imagery (INMI), coniato da Oliver Sacks (che informalmente usa anche brainworm), e le parole più scherzose humbug, musical hook, tune wedgie, sticky tune, demon tune ecc.

Aggiornamento agosto 2013 – Earworms and white bears (Language Log) prende spunto da questa striscia (Zits) per approfondimenti sull’argomento:

ZitsEarworm

Altro umorismo in tema da Yet Another Comic (“most earworms are from music you hate”!).


Cercando la canzone tiroleggiante (nel caso qualche temerario volesse ascoltarla, a proprio rischio e pericolo aggiungo il video!) ho scoperto che il gruppo che la canta si chiama Die Strüdelz. Ammetto di avere trovato il nome divertente perché gioca con un’ipercorrezione tipicamente italiana. Fateci caso: molti italiani pronunciano la parola strudel come se avesse l’Umlaut, strüdel, specialmente quando sono in Alto Adige.  

Curiosità: il video è girato nel mio paese altoatesino preferito, Castelrotto, e prende in giro le celebrità locali, i Kastelruther Spatzen, che sono gli artisti “italiani” che vendono più dischi nel resto d’Europa.


* In tedesco il significato primario di Ohrwurm è forbicina, che in inglese invece è earwig.

Vedi anche: Germanismi in inglese e anglicismi in tedesco e Alpenglühen ed enrosadira per altri esempi di parole tedesche entrate in inglese come prestiti.