Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “simboli”

Segnali di pericolo sulla neve

In Italia e nella maggior parte dell’Europa i segnali stradali di pericolo sono triangolari, con bordo rosso, fondo bianco e pittogramma nero. È una combinazione di colori che, come dicevo in Segnali di globalizzazione, si trova spesso anche in altri contesti perché comunica immediatamente che si deve prestare attenzione.

Anche sulle piste di sci di fondo di solito i cartelli seguono questa convenzione ma per la prima volta al Passo Lavazè (TN) ho notato cartelli gialli con bordi neri:

cartello 1 cartello 2 cartello 3

Ho scoperto che sono conformi al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un decreto legislativo del 2008 che prevede che in Italia, come nel resto d’Europa, i segnali di avvertimento (avviso di rischio o pericolo) abbiano forma triangolare con bordo nero, sfondo giallo e pittogramma nero. I colori rosso, bianco e nero sono riservati ai segnali di divieto, rotondi, mentre altri colori (e forme) comunicano altri messaggi.

Rimane il dubbio: una pista di sci di fondo è più simile a un luogo di lavoro o a una strada?

Il pulsante “fiocco di neve” di YouTube

Cercando un video su YouTube ho notato un nuovo pulsante a forma di fiocco di neve snowflake button.

Prima ancora di provare a capire come funzionasse, la mia reazione è stata pensare che fosse un comando Freeze e che quindi il simbolo fosse intuitivo solo nelle lingue in cui viene usata la stessa metafora. Invece non c’era bisogno di interpretare nulla perché il pulsante serve proprio a far nevicare sul video: brutta cosa la deformazione professionale!

pulsante_snowflake_YouTube

Vedi anche: Fiocchi di neve in formato testo.

Per rinfrescarsi le idee sui voli Alitalia

Alla domanda “A cosa serve una salvietta rinfrescante?” credo che risponderemmo quasi tutti che si usa per detergere, in particolare le mani, ed eventualmente per profumare.

salvietta2L’immagine sulle bustine distribuite da Alitalia suggerisce invece il significato letterale “rendere più fresco”, simboleggiato da un ventilatore.

Tra i viaggiatori l’uso delle salviettine è ormai più che noto e non c’è bisogno di spiegazioni (ad es. British Airways si limita a scrivere towelette), altrimenti si potrebbe dubitare dell’efficacia dell’immagine per chi non parla né italiano né inglese ma una lingua in cui non c’è alcuna associazione tra il concetto di abbassare la temperatura e quello di lavarsi. 

salvietta_AlitaliaCuriosa anche la scelta di scrivere Per rinfrescarsi le idee, sull’altro lato della bustina, perché è un’espressione figurata che spesso viene usata in modo ironico o addirittura sarcastico: mi  pare più adatta in un contesto di compagnia aerea low cost.

Da una compagnia di bandiera mi aspetterei invece comunicazioni più lineari, facilmente comprensibili anche per viaggiatori non di madrelingua. Ma, a parte me, probabilmente nessun altro perde tempo a leggersi le bustine!


Vedi anche: Alitalia, politici ed eleggibilità.

Americani, inglesi e bustine di tè

teacupL’articolo America’s Nitwit Anglophiles nella versione stampata della rivista americana TIME è illustrato con l’immagine di una tazza di porcellana crepata, mozziconi di sigaretta nel piattino e l’etichetta di una bustina di tè con la bandiera del Regno Unito.

Immagino che l’autore dell’illustrazione viva negli Stati Uniti, sicuramente non in Gran Bretagna. Lo indica un dettaglio che evidenzia una differenza culturale.

teabagÈ ormai parecchio tempo che lo noto nei fumetti e nelle vignette americane: se c’è un personaggio che beve tè, si vede l’etichetta della bustina che pende dal bordo della tazza (o del bicchierone di polistirolo).

Penso che nel Regno Unito o in Irlanda difficilmente verrebbe disegnato lo stesso dettaglio perché le bustine filtro più diffuse (perlomeno fino a qualche anno fa) non sono confezionate singolarmente e non hanno il filo con l’etichetta. In ogni caso, prima di bere il tè l’eventuale bustina viene tolta dalla tazza (e spesso il tè viene preparato nella teiera).


Qualche esempio da strisce americane di persone che bevono tè:

teabag1  teabag6  teabag4 


Vedi anche: Espressioni idiomatiche inglesi che hanno a che fare con il , con alcuni commenti che notano come il concetto associato alla bevanda non sia esattamente lo stesso in tutte le lingue.

Puntine o punturine?

Per pubblicizzare Internet Explorer 9 sono state scelte delle immagini stilizzate graficamente molto piacevoli. Senza leggere il testo associato, però, non è sempre subito chiaro cosa vogliano simboleggiare:

image image image

[per la descrizione originale in inglese, far passare il puntatore su ciascuna immagine]

pinIn particolare, l’immagine centrale mi fa pensare a una siringa, anche se so bene che rappresenta la tipica puntina americana. È un classico esempio di oggetto comune che può avere aspetti diversi in mercati diversi. Ed è proprio la sua “normalità” che lo fa sfuggire alle valutazioni di globalizzazione perché chi sviluppa dà per scontato che invece sia un simbolo riconoscibile internazionalmente.

In questo caso il simbolo è legato anche a una funzionalità recente di Windows che in inglese è descritta dal termine pin: indica la possibilità di “fissare” un elemento (ad es. il collegamento a una pagina Web o a un programma) su un punto specifico pinningdell’interfaccia (e poi rimuoverlo se non serve più, unpin), proprio come se venisse usata una puntina. 

In inglese pin e unpin sono esempi di terminologizzazione. In italiano i due termini sono stati resi con lessico generico, aggiungere e rimuovere, scelte accettabili ma che non imageidentificano il concetto in modo univoco e non sono sempre efficaci, come si può vedere confrontando lo stesso testo in inglese e in italiano.

In questo caso, inoltre, usare l’immagine del materiale marketing americano anche per quello italiano forse non è una buona idea: è poco probabile che gli utenti italiani associno la puntina americana stilizzata alla nuova funzionalità.


Vedi anche: iPad, “flick” e terminologizzazione per alcuni problemi di localizzazione legati ai neologismi semantici.

significato

Affinità con i piccoli utenti

Nell’ultimo post ricordavo che le scelte di localizzazione devono tenere conto delle aspettative e delle esigenze dell’utente finale. I manuali di stile o altre linee guida forniscono indicazioni generali ma ci sono casi in cui vanno adottate soluzioni ad hoc.

Immagini e icone tipiche della cultura di partenza non sono sempre universali e riconoscibili anche nella cultura di arrivo, come sottolinea La differenza culturale passa (anche) attraverso le immagini (a piè di pagina), che mi ha fatto ricordare un aneddoto che ripropongo qui perché ha a che fare con utenti finali un po’ particolari.

All’inizio degli anni ‘90 era uscito un elaboratore di testi per bambini con una funzionalità che trasformava alcune parole sostituendole con immagini stilizzate, simili a icone:

Un gatto si era addormentato sotto un grande alberoe sognava di essere una farfalla che si posava su un fiore.

C’erano stati vari problemi nella fase iniziale di localizzazione perché la traduzione in italiano delle parole trasformabili era stata fatta senza considerare le immagini corrispondenti, ad es. nella versione alfa scrivendo topo non succedeva niente mentre mouse faceva apparire una figurina dell’animale (chi aveva tradotto dall’inglese doveva aver pensato che mouse fosse un termine informatico). In altri casi le immagini “americane” erano poco riconoscibili e avevano richiesto adattamenti personalizzati.

Un esempio divertente è quello della parola cookie, che nella versione originale era cookieassociata a un’immagine del tipico chocolate chip cookie americano, simile a quella qui a destra, però non molto rappresentativa per l’italiano biscotto.
La soluzione adottata, dopo avere consultato alcuni bambini e maestre, è un esempio di localizzazione forse non molto ortodossa ma efficace, molto apprezzata dagli utenti finali: l’immagine del cookie americano appariva quando i bambini italiani scrivevano cacca!

Ovviamente avevamo evitato di farlo sapere agli sviluppatori americani, che sicuramente non avrebbero trovato molto politically correct la nostra affinità con i piccoli utenti


Vedi anche: Localizzazione di esempi e riferimenti e Immagini, traduzione automatica e tazze (problemi con le parole chiave associate alle immagini).

Simboli natalizi nordeuropei: il pettirosso

Himmeli_mug_Iittala

Qualche giorno fa alla Rinascente mi sono ritrovata a parlare con una ragazza finlandese che mi ha descritto la linea natalizia Himmeli di Iittala, spiegandomi che prende il nome dalle tradizionali decorazioni tridimensionali finlandesi fatte con steli di paglia.

Ho subito notato che su tutti gli oggetti appariva anche un pettirosso e la ragazza mi ha confermato che in Finlandia è un tipico simbolo natalizio, come in Gran Bretagna e Irlanda.

Nollaig2010

Nel frattempo mi è arrivato un biglietto di auguri dall’Irlanda e sul francobollo emesso per Natale (Nollaig) 2010 c’è proprio il pettirosso: è associato al Natale perché in Europa settentrionale è l’unico uccellino che si può vedere in questo periodo dell’anno, anche grazie al suo comportamento abbastanza disinvolto che lo fa avvicinare facilmente all’uomo per cercare il cibo.

In origine anche in inglese il nome comune era red breast ma poi ha preso il sopravvento il soprannome robin (da Robert) perché si riteneva erroneamente che solo il maschio avesse il piumaggio colorato. Al pettirosso sono legate anche molte leggende, superstizioni e poesie. Per saperne di più: The Robin (in Icons, a portrait of England).

Turdus migratorius Infine, un paio di curiosità: negli Stati Uniti il pettirosso non è associato al Natale ma è un simbolo della primavera. L’uccello che gli americani chiamano robin appartiene infatti a un’altra specie, Turdus migratorious, che ha aspetto e comportamento diversi dal pettirosso europeo, Erithacus rubecola. Le uova del pettirosso americano si distinguono inoltre per un colore turchese intenso noto come Robin Egg Blue (#00CCCC).

TANTISSIMI AUGURI DI BUONE FESTE!


Vedi anche:
Alcuni riferimenti natalizi inglesi e Auguri politicamente corretti 
Ambiguità dell’inglese: Round Robin.

Aggiornamento: un altro simbolo natalizio introdotto dagli inglesi è il vischio. Ne riassume la storia Il Post in Cosa c’entra il vischio con il Natale?

Fiocchi di neve in formato testo

Ultimamente parecchi leggono Ancora neve: schema snowflake e caratteri Unicode cercando informazioni su come ottenere i caratteri che rappresentano i fiocchi di neve.

Nei documenti di Word è davvero semplice: basta digitare il codice Unicode (2744, 2745 o 2746), quindi premere Alt+X e il codice verrà convertito in simbolo.

snowflakes

Se non si ricorda il codice, si può inserire il carattere dalla tabella dei simboli. È la procedura da seguire anche in PowerPoint: scegliere la scheda Inserisci, il gruppo Testo, quindi Simbolo; selezionare un tipo di carattere che includa i simboli desiderati (ad es. Arial Unicode MS o MS Gothic), in basso a destra nell’elenco da selezionare Unicode (hex), quindi in alto a destra nell’elenco Sottoinsieme selezionare Dingbat. I caratteri per i fiocchi di neve si trovano subito dopo quelli floreali e hanno i codici 2744, 2745 e 2746.

Se il simbolo viene usato spesso, Word consente di associargli una combinazione di tasti di scelta rapida oppure una sequenza di caratteri che verrà convertita automaticamente nel simbolo grazie alla Correzione automatica (opzioni disponibili nella finestra Simbolo).

…oppure si può fare il copia e incolla dei caratteri qui sotto (visualizzati correttamente solo se nel sistema è installato Arial Unicode MS):

Icone culturali inglesi

Aggiornamento agosto 2011 – Come spiegato qui, il sito non è più online e quindi le informazioni e i collegamenti che seguono sono obsoleti.


www.icons.org.ukMi è piaciuto molto il sito ICONS, a portrait of England, un progetto che si propone di scegliere le 100 icone culturali* che meglio rappresentano l’Inghilterra, nominate e votate da chi frequenta il sito.

Le icone sono ordinate graficamente, alfabeticamente, cronologicamente e geograficamente e a ciascuna è associata una scheda informativa. C’è anche una sezione Learn&Play con suggerimenti didattici per insegnanti, quiz e contenuto multimediale. 

esempio di icona culturale inglese: Winnie-the-Pooh. Ne riconoscete altre? I Monty Python, Robin Hood, Sherlock Holmes, il bobby, fish&chips, la pinta, la Rolls-Royce...

* Una definizione di icone culturali dall’introduzione del volume Icone culturali d’Europa

[…] figure, luoghi, “oggetti” che hanno acquisito una presenza particolare e durevole nell’immaginario collettivo, divenendo parte di un patrimonio simbolico da cui attingono il linguaggio giornalistico e la pubblicità, la comunicazione colta e il parlare comune. Sono frammenti di racconti, rappresentazioni collettive, discorsi o pratiche culturali che, emancipati dal loro contesto di origine, agiscono autonomamente in una pluralità di altri contesti […]

 
Vedi anche: Britannia in Brief e post che parlano di conoscenze enciclopediche.

Tradurre obscenicon? #$*%@!!

vignetta di New Yorker associata al post in cui Benjamin Zimmer ha suggerito il termine "obscenicon"In inglese trovo efficace la parola obscenicon, suggerita dal linguista e lessicografo Benjamin Zimmer per descrivere le sequenze di caratteri usati in fumetti e vignette al posto di imprecazioni o volgarità. Esempi tipici sono
#$&%?!

Un termine alternativo per lo stesso concetto è grawlix, coniato dal fumettista Mort Walker.

Già nel XIX secolo esisteva la convenzione tipografica di sostituire le lettere di parole volgari con trattini e asterischi, mentre nei fumetti apparivano delle stelle per comunicare il dolore, a cui si sono aggiunti in seguito altri simboli, ad esempio vari tipi di spirale per indicare linguaggio censurabile. Con l’introduzione delle macchine da scrivere, i vignettisti hanno iniziato a usare i caratteri #$&%?!, facilmente accessibili perché sugli stessi tasti dei numeri, e da qui la pratica è passata ai fumetti (dettagli e centinaia di esempi in Grawlixes Past and Present).

In genere la sequenza dei caratteri è casuale e questo rende gli (le?) obscenicon una convenzione internazionale subito riconoscibile e usata in molte lingue*. Ci sono poche eccezioni, ad esempio in inglese $#!+ fa subito venire in mente SHIT.

L’idea di parlare di obscenicon mi è venuta leggendo una striscia di Dilbert che mi ha fatto pensare che non vorrei essere al posto di un eventuale traduttore italiano:

Dilbert - 21 agosto 2010

Ovviamente qui i caratteri non sono casuali ma scelti per costruire la battuta… Qualcuno ha suggerimenti brillanti, magari aiutandosi anche con il leet speak?

E a proposito del verbo ship, in italiano non ha un equivalente e di solito è reso con locuzioni tipo mettere in commercio”. È un verbo ben noto a chi lavora nella localizzazione, soprattutto per il concetto di simship, il rilascio simultaneo della versione originale di un prodotto e delle versioni localizzate in altre lingue, rese disponibili contemporaneamente nei diversi mercati. Come prevedibile, in questo ambito si mantiene il termine inglese simship e gergalmente si dice “scippare” (o forse dovrei scrivere shippare?!?).

* Non credo esista un termine italiano per obscenicon ma ho trovato una risorsa
   interessante, un glossario dei termini tecnici del fumetto in 8 lingue.

Aggiornamento maggio 2011 – Un elenco di interventi di Language Log sull’argomento e la striscia di Zits che l’ha ispirato:

….


Vedi anche: animoticon, un neologismo tutto italiano, e alcune differenze tra emoticon occidentali e orientali.

# nomi inglesi del cancelletto #

Ho trovato interessante hash / pound / number sign (il titolo fa riferimento ai tre termini inglesi più comuni associati al simbolo #) e scoprire, in particolare dai commenti a questo e a un altro post, The "pound sign" mystery, che il cancelletto viene chiamato in molti altri modi in inglese, spesso con differenze d’uso nella varietà americana e in quella britannica.

cancelletto Alcuni esempi di nomi: octothorpe e le varianti octothorp, octathorp, octothorn, and octatherp (le possibili etimologie sono molto curiose ma fanno quasi tutte risalire oct- alle otto punte del simbolo), crosshatch symbol, square (UK), gate (UK), double cross symbol (diverso da , double dagger), tick-tack-toe sign (con riferimento al gioco del tris), crunch (gergale, usato in ambito mainframe) e sharp symbol (in questo caso # viene confuso con , il simbolo musicale del diesis, che però ha le barrette lunghe perpendicolari e quelle corte inclinate, l’opposto del cancelletto).

Il simbolo # ha inoltre il significato di “inserire spazio” nelle revisioni di testo e può indicare “frattura” negli appunti dei medici americani.

In molti fanno risalire l’etimologia di pound sign all’abbreviazione lb per la libbra (pound): nella scrittura a mano le due lettere sarebbero state unite in e da qui si sarebbe poi arrivati alla forma del cancelletto, ma ci sono altre teorie, come descritto in The "pound sign" mystery: in seguito a una revisione del codice Baudot (un sistema di codifica di caratteri per telescriventi), a una specifica combinazione di tasti nelle versioni internazionali del codice era stato assegnato il simbolo £, usato anche per la sterlina (pound) e per questo poco utile negli Stati Uniti, cosicché nella versione americana alla stessa combinazione era stato fatto corrispondere il simbolo # e questo, in inglese americano, potrebbe aver portato al nome pound sign per il cancelletto.

Vedi anche: hashtag, una delle parole dell’anno tecnologiche del 2009 negli Stati Uniti.

L come…

È noto che i gesti italiani* incuriosiscono molto gli stranieri. Altrettanto singolari possono essere alcuni gesti usati in altri paesi, eloquenti per chi li condivide ma spesso oscuri per chi non fa parte di quella cultura. Un esempio nella striscia di Dilbert di ieri:

Dilbert - 27 maggio 2010

In America settentrionale, il gesto fatto con pollice e indice della mano destra sulla fronte, a simboleggiare la lettera L, significa loser (“perdente” nel senso di “fallito”, “sfigato”).

poster del film LoserSembra sia nato in Canada all’inizio degli anni ‘90 e si sia poi diffuso grazie al film Ace Ventura: Pet Detective, dove veniva ripetutamente usato dal protagonista Jim Carrey, e poi ad altri film tra cui la commedia romantica Loser (2000), che dava grande risalto al gesto nel materiale promozionale del film (ho fatto una ricerca veloce: appare anche nella versione italiana, uscita con il titolo American School. Sarei curiosa di sapere se e come è stato “localizzato” il riferimento al gesto americano, ma questo non è proprio il mio genere di film e dubito che mi capiterà di vederlo…).

Altro esempio da una striscia di Stone Soup:

Stone Soup - 21 novembre 2009             luddite = luddista

(e un altro qui).

* esempi di gesti italiani spiegati agli inglesi qui, qui, qui, qui, qui.

Faccine orientali diversamente orientate ^_^

Post dal blog precedente, ripubblicato oggi.

Grazie ai colleghi giapponesi e coreani ho scoperto le emoticon orientali, usate anche tra i ragazzi italiani ma forse meno note a chi ha qualche anno in più.

Si sviluppano orizzontalmente secondo il formato (*_*) dove le parentesi (facoltative) indicano la faccia, gli asterischi gli occhi e il carattere centrale la bocca.

A differenza delle emoticon occidentali, che esprimono le emozioni attraverso il carattere usato per la bocca, le emoticon orientali si focalizzano sugli occhi:

:–) viene sostituito da ^_^ oppure ^-^   mentre  :–( diventa  -_-  oppure   ;_; (lacrime!).

Spesso bastano solo i caratteri per gli occhi e così ^^ diventa un sorriso. Altri esempi qui.

È un argomento ampiamente discusso in rete, ad es. questo articolo de La Stampa riprende l’originale di Live Science per spiegare che gli orientali sono meno plateali degli occidentali e interpretano le espressioni altrui concentrandosi sugli occhi. Anche BBC News riferisce di un nuovo studio su come gli appartenenti a culture dell’est asiatico tendano a decodificare le espressioni delle persone basandosi principalmente sugli occhi e non sull’intera faccia come fanno gli occidentali. Sarebbe proprio questo aspetto della cultura orientale che ha fatto nascere emoticon che riflettono una sensibilità diversa

I colleghi orientali hanno confermato che tra le emoticon più usate ci sono quelle che esprimono imbarazzo o nervosismo, con goccioline di sudore rappresentate dal punto e virgola: ^^;;  e   –;;    Anche questa è una differenza culturale: dubito che nel mondo occidentale si senta la necessità di evidenziare questi stati d’animo!

Aggiornamento agosto 2010 – Da WIRED, una tabella per convertire le faccine occidentali in faccine orientali:

 

Vedi anche: Parola macedonia: animoticon

Narcisi, cultura inglese e traduzione

Sfogliando un libro di giardinaggio tradotto dall’inglese ho notato questa affermazione:

Non c’è niente di più triste della vista di un narciso solitario che trema nella brezza primaverile!

narciso - daffodilImmagino che il testo originale, più o meno volutamente, faccia riferimento ai famosi versi di Wordsworth, che descrive i golden daffodils come Fluttering and dancing in the breeze.

La poesia I Wandered Lonely as a Cloud (“The Daffodils”) di William Wordsworth è un po’ come San Martino di Carducci per noi: in Gran Bretagna tutti l’hanno studiata a scuola. Il narciso fa parte della cultura del paese: è il fiore più regalato per la festa della mamma (quarta domenica di quaresima), è il simbolo del Galles e soprattutto le distese di narcisi fioriti sono una delle immagini tipiche della primavera.

I Wandered Lonely as a Cloud è oggetto di citazioni e parodie di vario genere e a me farà sempre pensare alla tesi alla SSLMIT, La traduzione di un successo umoristico “culture-bound”: The Growing Pains of Adrian Mole di Sue Townsend. Adrian Mole è un ingenuo adolescente della working class inglese che si crede un intellettuale. I suoi diari sono un esilarante spaccato dell’Inghilterra degli anni ‘80, dove ebbero un gran successo di pubblico. Un esempio della produzione letteraria (!) di Adrian:

Daffodils by A. Mole

While on my settee I lie
From out of the corner of my eye
I spot a clump of Yellow Daffodils, 
Bowing and shaking as lorries go by.
Brave green stalks supporting yellow bonnets.
Like the wife of a man who writes Love Sonnets.

La maggior parte dei lettori inglesi riconosce immediatamente il penoso plagio dei versi di Wordsworth, tra cui I saw a crowd, a host of golden daffodils  e For oft, when on my couch I lie […] They flash upon that inward eye: l’impatto comico è notevole.

Non sempre i riferimenti culturali impliciti sono riproducibili in un’altra lingua, perlomeno non nella traduzione di un genere letterario destinato a una fruizione rapida: non sono ammessi interventi che potrebbero interferire con i meccanismi umoristici, ad es. note a piè di pagina o informazioni più o meno esplicitamente aggiunte al testo.

Nella mia proposta di traduzione avevo rinunciato a rendere le connotazioni culturali “inglesi” e avevo invece scelto di sottolineare la banalità di linguaggio e di immagini, le rime ridicole e la metrica traballante, per riprodurre almeno in parte l’effetto originale:

Mentre sto seduto sul divano
Con la coda dell’occhio vedo lontano
Di gialli narcisi una gran massa
Che freme e si piega a ogni camion che passa.
Arditi verdi steli sormontati da gialli berretti
Come la moglie di un uomo che scrive sonetti.

Nel 2006 è uscita una traduzione italiana di The Growing Pains of Adrian Mole ma non l’ho mai vista. Posso però immaginare che il traduttore abbia fatto scelte simili.

Aggiornamento 26 aprile 2009. Ringrazio Elisabetta per avermi mandato la poesia di Adrian Mole dalla traduzione italiana del libro, Fuori di zucca:

Mentre giaccio sul divano
con la coda dell’occhio
vedo un cespo di asfodeli
piegarsi e tremare al passaggio d’ un camion.
Valorosi verdi steli che sostengono gialli fiori.
Come la moglie d’uno che scrive Sonetti d’Amore.

Curiosa la scelta di tradurre daffodil con asfodelo: non è un fiore giallo e non è molto comune in Inghilterra. Presumo sia stata fatta per sottolineare l’ignoranza di Adrian e rendere più ridicola la poesia. Forse però non tutti i preadolescenti, a cui a quanto pare è destinata la traduzione italiana, sanno che aspetto hanno gli asfodeli e possono così cogliere il dettaglio umoristico aggiunto dal traduttore.

…….

Post correlati (elenco aggiornato il 19/10/2010):

Traduzione enogastronomica (adattamento di riferimenti a piatti tipici e prodotti alimentari, con esempi dai diari di Adrian Mole), Cibo e cultura e Pasta salad e insalata di pasta (cibo e differenze culturali)  
Traduzione di nomi propri: Maxwell House (esempi dai diari di Adrian Mole)
Easter egg e sorprese (differenze culturali “pasquali”)
Segnali di globalizzazione (competenze culturali richieste a chi localizza)
Difficile da tradurre: plumber’s cleavage (stereotipi culturali e traduzione)

Icone del feed RSS

fare clic qui per il feed RSS di Terminologia etc. L’icona del feed RSS è riconoscibilissima: quadrata, sfondo arancione e onde radio bianche stilizzate che simboleggiano la trasmissione di un segnale (e di contenuto).

blogs.msdn.com/rssteam/archive/2005/10/08/478505.aspxL’icona, creata da Mozilla Foundation, si trova in tutti i principali browser e in molti siti che prevedono i feed, eppure è uno standard relativamente recente.

Qui a destra le icone che Microsoft aveva preso in considerazione per Internet Explorer 7, cercando un’immagine che simbolizzasse novità, attività, informazione continua e l’idea di abbonamento, e che fosse comprensibile a un pubblico sia di utenti poco esperti che avanzati, adatta a contesti diversi e riconoscibile a livello internazionale. La preferenza della community per l’icona di Firefox aveva poi portato a un incontro con il team di Mozilla e alla decisione di adottarne l’icona. Per saperne di più: The orange icon… e Icons: It’s still orange.

Una curiosità: in inglese c’è chi chiama l’icona chiclet, perché ricorda i confetti di gomma da masticare Chiclets.

Il termine che in italiano descrive ciò che simboleggia l’icona è feed / feed RSS ma viene usato anche flusso RSS. ll prestito feed è stato adottato anche da altre lingue tra cui tedesco, olandese, lingue scandinave e portoghese. Altre lingue hanno preferito soluzioni diverse, più descrittive, ad es. subministrament (catalano), flux (francese e romeno), fuente (spagnolo) ecc.


Per il feed del blog Terminologia etc. basta fare clic sull’icona all’inizio del post.