Post con tag “silly week”
Idioti e idiomi
In The Guardian la settimana scorsa c’era un intervento interessante sulle espressioni idiomatiche e sul loro ruolo nella comunicazione, The idiotic joys of idioms. Il titolo fa riferimento all’etimologia di idiota e idioma [o più precisamente, come sottolinea .mau., idiotismo] che condividono la stessa radice:
| idioma: | latino idioma -mătis, greco ἰδίωμα -ώματος «particolarità; peculiarità di stile; linguaggio», der. di ἴδιος «particolare» .. |
| idiota: | latino idiota, greco ἰδιώτης «individuo privato, senza cariche pubbliche; inabile, rozzo, ecc.», der. di ἴδιος «particolare, che sta a sé» .. [fonte: Vocabolario Treccani] |
A completare l’argomento un quiz divertente, adatto alla settimana di ferragosto, Know your idioms?, su espressioni idiomatiche insolite da vari paesi del mondo (e l’ultima domanda è decisamente attuale!).
Illustrazione di Julia Suits dal libro I’m Not Hanging Noodles on Your Ear and Other Intriguing Idioms from Around the World.
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Vedi anche: Espressioni idiomatiche inglesi
Dictionary humour
Alcuni commenti sull’esaustività o meno dei dizionari mi hanno fatto venire in mente una scenetta esilarante della sitcom inglese Blackadder the third. È l’incontro con Dr Johnson, l’autore di A Dictionary of the English Language, pietra miliare della lessicografia inglese.
I protagonisti sono Dr Johnson (Robbie Coltrane), l’inetto principe reggente (Hugh Laurie) e il suo cinico maggiordomo Blackadder (Rowan Atkinson):
Le parole usate da Blackadder (contrafibularity, anaspeptic, frasmotic, compunctuous e pericombobulation) sono ovviamente inventate ma hanno un loro senso, come spiega Blackadder the third – a dictionary; si trovano anche in The Urban Dictionary assieme a una voce per interfrastically.
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PS Visto il periodo, direi che questo post vada bene per la silly season!
Navigatori e silly season
È decisamente silly season nei giornali italiani. Scherzi del navigatore satellitare, ad esempio, racconta la disavventura di due svedesi in giro per l’Italia (grassetto mio):
Sognavano Capri, il mare e i Faraglioni, e invece si sono ritrovati a Carpi, in provincia di Modena, sotto il sole cocente della pianura padana. Il tutto per una consonante sbagliata sul navigatore satellitare. […] Peccato però che non avessero fatto i conti con i trabocchetti della lingua italiana. Al momento di digitare il nome della città di arrivo (Capri), infatti, qualcosa è andato storto e la “p” e la “r” del nome della magnifica isola campana si sono scambiati di posto.
Mi domando cosa c’entrino le presunte difficoltà della lingua italiana con un banale errore di inserimento dati: due consonanti invertite, in tipografia sarebbero un refuso. Mah!
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A proposito di navigatori satellitari: una volta tanto la forma abbreviata italiana, navigatore, non è il solito calco dall’inglese (sat-nav)!
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Vedi anche: i commenti al post Navigare non è un verbo transitivo sul significato di navigate in inglese e Correttori ortografici ed effetto Cupertino sul concetto di edit distance nella correzione automatica degli errori di battitura.
L’italiano spiegato agli inglesi
Un grazie a Elio per avermi fatto notare il corso Learn Italian di The Guardian.
Per chi ha un po’ di tempo da perdere, divertente la carrellata di gesti italiani con dettagliate istruzioni su come riprodurli. Curiose alcune delle frasi da imparare (ad es. alla domanda del farmacista “Ha qualche allergia?” viene proposta la risposta “Alle medicine no! Ma non mangerò più la casoela!“) e la scelta di alcuni argomenti, ad es. frasi utili (?!) per parlare di religione.
L’immagine che illustra la sezione Food and shopping mostra una ragazza che mangia gli spaghetti con il cucchiaio, dettaglio probabilmente sfuggito a chi ha curato il corso, visto che sottolinea una tipica differenza “culturale” (eppure tenere la forchetta perpendicolare al piatto non è così complicato!). E c’è anche la foto di una coppia che fa colazione con cappuccino in bicchieroni di vetro…
A parte questo, le frasi scelte in genere sono idiomatiche, anche se in parecchi casi rafforzano stereotipi sui nostri comportamenti (ad es. cosa è utile saper dire in taxi): che si tratti di un esempio di umorismo inglese?!
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Vedi anche: Italiano idiomatico da spiaggia e Pasta salad e insalata di pasta
Computer terminology ;-)
Un glossarietto arrivato via email, vecchiotto ma comunque ancora divertente:
| State-of-the-art | The computer you want, but can’t afford. |
| Obsolete | The computer you own. |
| Nanosecond | The time it takes for your state-of-the-art computer to become obsolete. |
| GUI | [Pronounced "gooey"] What your computer becomes after spilling your beverage on it. |
| Keyboard | The standard way to generate computer errors. |
| Mouse | An advanced input device to generate computer errors more easily. |
| Floppy | The state of your wallet after purchasing a state-of-the-art computer. |
| Notebook PC | A device invented to force businessmen to work at home, on vacation, and on business trips. |
| Disk crash | A typical computer response to any critical deadline. |
| System update | Quickest method of trashing all of your software. |
Pet hate
Post pubblicato il 14 settembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Un’espressione inglese che mi diverte molto è pet hate (pet peeve per gli americani). Viene usata per descrivere qualcosa di importanza relativa verso il quale, però, si prova un particolare fastidio, tanto che ogni occasione è buona per rendere nota la propria avversione.
Traduzione? Non mi pare ci sia alcuna espressione italiana equivalente (non credo si possa dire di avere idiosincrasie preferite), l’unico termine colloquiale che forse un po’ si avvicina è il sostantivo fissa, ma non è proprio la stessa cosa. Eppure, chi di noi non ha uno o più pet hate?
Esempio: quando sono all’estero trovo detestabile la cipolla cruda che immancabilmente viene messa in tutte le insalate, con qualsiasi combinazione di ingredienti.
L’irritazione aumenta quando mi raccomando preliminarmente che non venga aggiunta e invece, appena metto la prima forchettata in bocca, scopro che è lì, triturata e mimetizzata subdolamente, resistente ai tentativi di eliminazione (se poi la luce è così soffusa che non si riesce a distinguere il colore di quello che si ha nel piatto, identificare l’onnipresente ortaggio è proprio un’impresa).
Manco a dirlo, ho anche pet hate linguistici e mi sa che prima o poi ne parlerò…
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Aggiornamento: ho parlato di pet hate linguistici in Idiosincrasie per le parole ed È biologico, non organico!
Commento di .mau.:
| Pet peeve l’avevo sentito, pet hate proprio no. Si vede che sono molto più a contatto con l’American English… |
Avevo aggiunto:
| @mau: in questo caso, probabilmente non c’è una distinzione nettissima tra inglese americano e britannico, perlomeno a livello scritto. A livello parlato la mia impressione è che in UK e Irlanda la preferenza sia decisamente per pet hate. Solo l’espressione inglese, però, permette di giocare sulla polisemia di pet, come nell’articolo della BBC Gardeners’ pet hate for cats (che ho ripescato facilmente perché di persone con questo specifico pet hate ne conosco più di una!). |
Fritto misto di ferragosto
Post pubblicato il 14 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Cose varie che mi è capitato di leggere, alcune recenti, altre molto meno.
In italiano
[terminologia] Irresistibili le definizioni di surripedia, ieri in tema felino:
Mentecatto sost.s.m. gatto bugiardo (e pazzo).
Bugigattolo sost.s.m. gatto bugiardo (e piccolo).
Gateau sost.s.m. gatto al forno ripieno di patate.
Streptomiceto sost.s.m. gatto europeo di piccola taglia e fianchi slanciati.
[finlandese] Tutti gli italiani ormai sanno come si dice guarda il mare in finlandese (katso merta). Altre curiosità del finlandese qui (p. 6 e 7). Manca però una forma dialettale che ho scoperto condividendo un ufficio con collega finlandese: da qualche parte in Finlandia una frase che suona più o meno come pussa via dovrebbe voler dire "baciami ancora". Lingua romantica…
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In inglese
[letture estive veloci] I racconti brevissimi di Dave Eggers, scritti qualche anno fa e ancora accessibili nel sito di The Guardian. Forse Dave Eggers non convince tutti, ma sa decisamente scrivere. A chi piace leggere in versione originale consiglio il racconto After I Was Thrown in the River and Before I Drowned (in Speaking with the Angel) che qualcuno ha caricato qui: l’avevo sentito leggere a una radio inglese ed ero rimasta così affascinata dal suono delle parole che ogni tanto lo riprendo in mano semplicemente per il piacere di "risentirlo".
[traduzione] Elenco di 85 blog di/per traduttori in There is something about translation.
[terminologia] In inglese è stato coniato il neologismo frolleague: una persona che non è proprio un amico (friend) ma più di un collega (colleague). Un articolo di The Guardian di oggi ne parla perché LinkedIn ha sconsigliato i propri utenti di mischiare contatti professionali e "sociali" in quanto potrebbe avere conseguenze sulla loro reputazione professionale. L’Oxford English Dictionary starebbe considerando di aggiungere il termine al proprio dizionario.
[inglese] Mi piace molto Separated by a common language, il blog di una linguista sulle differenze terminologiche e culturali tra inglese britannico e inglese americano, ad es. sull’uso dei complimenti. Il post di oggi è sui nomi delle verdure.
[differenze culturali] Rimanendo in tema di cibo, per chi è a dieta e cerca un sistema per ridurre il proprio appetito: il filmato sulla preparazione della pizza coreana!
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Buon ferragosto a tutti!

Italiano idiomatico da spiaggia
Post pubblicato il 13 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Ancora per la serie silly week, forse in questo periodo qualche prestante connazionale ci ha provato con una turista inglese e si è sentito apostrofare con "occhi da pesce lesso"?
Se la risposta è affermativa, la spiegazione potrebbe essere il corso di italiano online della BBC e in particolare la sezione Girl meets boy dove vengono elencate alcune espressioni idiomatiche italiane per potenziali approcci con l’altro sesso.
Per descrivere un ragazzo poco attraente viene insegnato il termine ciospo (forse le inglesi che imparano l’italiano vanno sulle spiagge romagnole?), invece per parlare di musica non gradita (qui) vengono suggerite le espressioni sembra un gatto strangolato oppure fa venire il latte alle ginocchia: da immaginare pronunciate con forte accento inglese mentre si balla in discoteca.
Il fenomeno però è reciproco e anche noi impariamo espressioni idiomatiche inglesi che vengono raramente usate dai madrelingua. Ricordo ancora la mia prima vacanza studio in Inghilterra: avevo provato a sfoggiare il famigerato it’s raining cats and dogs ma anziché ammirazione per il mio vocabolario avevo suscitato una risata seguita da You mean "it’s pissing down"?!
Cuntinuar lectura…
Post pubblicato il 12 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
L’Engadina è una regione bellissima e per me ha la curiosità aggiuntiva del romancio: ogni volta che sono da quelle parti mi ritrovo a leggere i cartelli, attratta dalle comuni radici latine ma soprattutto dall’ortografia e da quella che immagino possa essere la pronuncia delle parole.
Per la terminologia informatica invece potrei provare a consultare il database terminologico Microsoft perché esiste una versione di Office in romancio per la quale sono stati creati o definiti ex novo circa 2000 termini in questa lingua (comunicato stampa qui).
Alcuni esempi di stringhe di Excel:
| romancio | inglese | italiano |
| Quest element da controlla po vegnir utilisà mo entant ch’il fegl da lavur è visualisà en ina fanestra separada. Vulais Vus avrir ina fanestra per il fegl da lavur? | That control can only be used while the worksheet is displayed in a separate window. Do you want to open a window for the worksheet? | Il controllo può essere utilizzato solo mentre il foglio è aperto in una finestra separata. Aprire una finestra per il foglio di lavoro? |
| Per avrir ina fanestra separada, en la quala Vus pudais modifitgar il fegl da lavur ed utilisar l’element da controlla, cliccar sin Gea. Cur che Vus avais terminà quest operaziun, cliccai sin Memorisar ed alura sin Exit en il menu Datoteca per returnar a la fanestra originara. | Click Yes to open a separate window in which you can edit the worksheet and use the control. When you are finished, click Save and then click Exit on the File menu to return to the original window. | Fare clic su Sì per aprire una finestra separata in cui modificare il foglio di lavoro e utilizzare il controllo. Al termine, scegliere Salva, quindi scegliere Esci per visualizzare la finestra iniziale. |
rumantsch ladino
Commento di GiG@:
A quando la versione in milanese? Anni orsono qualche bozza gia’ girava: – Finester 98 (http://www.aabo.it/house/katzate/finester/finester.htm) – Notepad (http://sprea.altervista.org/Down/Milanes.zip)
Bye GiG@
Ho aggiunto:
Io ricordo un Write napoletano "made in Dublin". Eh, bei tempi!!
Vocali, vocali, vocali
Post pubblicato l’11 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
È la settimana di Ferragosto (ma io lavoro) e così in pausa pranzo ho pensato di ritagliarmi una silly week, dedicata a chi ha spento il computer e se ne sta sotto l’ombrellone, magari a leggersi le notizie della Settimana Enigmistica.
Da A Collection of Word Oddities and Trivia, alcune curiosità con le vocali:
| aiuole | questa la conosciamo tutti: la parola più breve con le 5 vocali |
| euforia | altra parola breve con tutte le vocali |
| autoriparazione | ancora un’altra parola con tutte le vocali, ma più lunga |
| autorimessa | escludendo la prima a, le altre vocali sono in ordine alfabetico ma al contrario |
| santabarbara | parola che contiene solo a, ben 5, come allampanata e assatanata |
| effervescentemente | 7 e, con 6 invece eccellentemente e precedentemente |
| indivisibili | 6 i e per esagerare si può arrivare a 8 con indivisibilissimi |
| contropropongono | 6 o |
| urubù | 3 u (non sapevo che l’urubù è un tipo di avvoltoio) |
| cuoiaio | 6 vocali in fila |
| aiei i ea eio aoa i e eio e aigoa | da verificare, ma a quanto pare in dialetto spezzino questa sequenza di vocali significa "ieri c’era olio, oggi c’è olio e acqua" |
In tema, appena letti su TumblrValigia e decisamente più attuali:
- Sport monovocalici: Polo, Kayak (in inglese anche swimming e diving)
- Sport palindromi: Kayak
- Sport bifronti: Arco
- Cambio di vocale: Volteggio
[Aggiornamento 30/10/2008] Un poeta canadese, Christian Bok, ha scritto un libro intitolato Eunoia, la parola inglese più corta con tutte le cinque vocali. In ogni capitolo viene usata un’unica vocale, meccanismo non certo nuovo ma che, visivamente, ha un bell’impatto. Il sito della BBC propone alcuni estratti per ciascuna vocale e, per la i, anche una breve lettura dell’autore (ovviamente in inglese, a differenza dell’italiano, le vocali possono cambiare quando si passa dallo scritto al parlato, ma l’ascolto è comunque molto piacevole).
Commento di .mau.:
posso suggerire cuccurucù? Non il titolo della canzone di Battiato, che il De Mauro perlomeno non registra ancora (come non registra accavallavacca), a differenza di questa versione di chicchirichì.
Aggiungo che la parola panvocalica più lunga con una sola occorrenza di ciascuna vocale è contrappuntiste, quindici lettere.


