Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “silly week”

Ancora segnaletica orizzontale…

Mi ha divertita AHEAD STOP in xkcd, con immancabile nota esplicativa (appare al passaggio del mouse):

Ahead Stop

Mi sono sempre domandata quanti leggano la segnaletica orizzontale scritta su più righe nell’ordine previsto e quanti, invece, comincino dall’alto come me…

Una nota linguistica: engineer è una parola spesso ostica da tradurre in italiano perché indica competenze anche molto diverse, cosicché engineer=ingegnere può essere un falso amico. A seconda dei contesti, engineer può infatti corrispondere a tecnico, macchinista, motorista, meccanico specializzato, addetto alla manutenzione, geniere, a vari tipi di perito ed esperto, e anche, ma non sempre, a ingegnere. Se si tratta di figure professionali più recenti, in italiano sembra prevale il prestito: software engineer, project engineer, quality engineer, ecc. 


Vedi anche: altri post con il tag falsi amici.

Modi di dire e deformazione professionale ;-)

Per descrivere alcune situazioni in cui una persona X ha dimostrato di tenere testa alla persona Y, un amico ha iniziato dicendo “X gli sta dando del fi…” per poi interrompersi e continuare convinto con “Y ha trovato filo per i suoi denti”.  

flossingQuesta fusione delle due espressioni dare del filo da torcere e trovare pane per i propri denti  mi ha fatto ridere e il mio interlocutore si è subito reso conto dell’errore, che quindi non classificherei come uno dei tanti strafalcioni regolarmente raccolti in libretti da leggere sotto l’ombrellone (vari esempi qui e qui) ma come un lapsus “professionale”: chi ha detto filo per i suoi denti è infatti un dentista… 

silly season… “on the road”!

È decisamente silly season in Gran Bretagna, perlomeno a giudicare dalla notevole evidenza che viene data ad alcuni problemi di segnaletica orizzontale.

La BBC e The Telegraph pubblicano un vistoso errore di ortografia apparso nei pressi di una scuola americana:

shcool

The Guardian invece ci rende partecipi della triste fine di un riccio:

Squashed hedgehog 

Peccato non sia stato riesumato anche questo esempio:

guardare a destra!

Buon ferragosto a tutti!

Vedi anche: Cartelli insoliti e Ancora segnaletica orizzontale…

….

iHumour

Sempre in tema silly season, vignetta odierna di una delle mie strisce preferite, Pearls Before Swine, dedicata a chi non sa rinunciare al proprio iPhone, iPod o iPad:

“my grand strategy for social interaction with those around me”

Vedi anche: note sul prefisso i (in uso ormai da 12 anni), sul nome iPad e sulla terminologia Apple usata in dispositivi con touch screen qui e qui.

So much PUN!

Settimana di ferragosto, siamo in piena silly season. Per stare in tema, suggerisco il sito so much PUN! per sorridere con giochi di parole visivi di vario genere, spesso demenziali.

But it did make a great book!

E-Bidet e differenze culturali

El Diego turns nose up at local loo. Only a high-end toilet will do for Maradona in SA - The Sunday TimesDi solito non seguo il calcio ma Enrico mi fa sapere che anche i media inglesi (ad es. The Guardian) stanno parlando delle polemiche su sfarzi e compensi stratosferici ai calciatori ai mondiali e che è stata ripresa una notizia sulla richiesta di Maradona di installare nuovi sanitari nei bagni del ritiro della squadra argentina, in particolare il lussuoso E-Bidet, un water accessoriato con una seduta riscaldata e getti di acqua e aria calde (simile ai water usati ormai da anni in Giappone):

The E-Bidet features a heated seat, a warm air blow-dryer and front and rear bidet wands. It sells for 450 dollars at sandman.com, which bills it as "the world’s best toilet seat". [qui]

Come anticipo di silly season, un paio di commenti sul nome E-Bidet:

Pensavo che il prefisso e- fosse ormai superato (fa tanto secolo scorso!) ma probabilmente la mia è una percezione relativa ad altri settori, dove le tecnologie non sono più elettroniche ma digitali e il prefisso più attuale è i
Un prodotto di nicchia come E-Bidet ha un nome che, immagino, vuole evocare innovazione e consuetudini di paesi più sofisticati (basti pensare che la maggior parte degli americani non ha mai visto un bidè). Lo stesso nome avrebbe le stesse connotazioni anche in italiano? Non credo.
classificazione di prodotti American StandardDubito che in Italia sia facile promuovere un unico sanitario con funzioni water+bidè*. Invece, come avevo già notato parecchi anni fa in Inghilterra, all’estero ci sono produttori e rivenditori di sanitari che classificano il bidè come un tipo di water (o accessorio da water, come nel caso dell’E-Bidet). In effetti chi ha amici stranieri, soprattutto non europei, avrà sicuramente sentito aneddoti vari sull’uso del bidè (sanitario specifico per rifiuti liquidi?) e quindi conosce già questa differenza culturale.   

water e divieti

Rimanendo in tema, Toiletology (Language on the Move) fa un’interessante analisi sociolinguistica dei cartelli in bagni frequentati da immigrati di provenienze geografiche diverse, evidenziando le differenze culturali (non occorre andare tanto lontano: gli europei del nord sono abbastanza scioccati dai gabinetti alla turca, per noi invece normali).

Stalls and cubicles (separated by a common language) chiarisce le differenze linguistiche e “architettoniche” dei bagni nei luoghi pubblici in UK e USA, tra cui l’immancabile spazio verticale tra porta e stipite (anche più di un cm) che in America lascia vedere tutto quello che succede dentro il gabinetto, con notevole imbarazzo degli europei.


* L’idea water+bidè è addirittura inconcepibile per gli alcuni italiani? Nei nostri giornali la richiesta di Maradona si sdoppia in tavoletta del water e bidè elettronico (qui e qui).

Sui nomi dei prodotti, vedi anche: Marketing plurilingue: tradurre o non tradurre? e Marchionimi e terminologia.

….

“Musati” e lunghezza di vocali e consonanti

VETRINA ANTI MUSATI    La settimana scorsa ho fatto un paio di interventi alla SSLMIT di Trieste, dove ho studiato anch’io. In giro per la città mi ha fatto piacere riascoltare l’accento e il dialetto locali e soprattutto mi ha divertita il cartello esposto da una farmacia: VETRINA ANTI MUSATI.

I musati sono le zanzare e, a parte il nome, trovo curiose la pronuncia e la grafia della parola. Immagino che chi non ha familiarità con il dialetto triestino leggerebbe /mu’zati/ e non penserebbe invece a qualcosa che suona più o meno come “mussatti” o  “mussati”.

Ho provato a chiedere informazioni a qualche triestino (e qualche bisiaco) e mi è stato detto che la parola non si scrive con le doppie. Niente di strano, se le convenzioni ortografiche locali prevedono che /ss/ si scriva s. Poi però mi è nata qualche perplessità quando i miei interlocutori hanno cercato di dimostrarmi le differenze di pronuncia “triestina” tra musati e l’eventuale mussatti: per loro erano parole diverse ma per me, non autoctona e poco portata a cogliere peculiarità acustico-articolatorie, suonavano indistinguibili.

Non sono affatto esperta di fonologia italiana, tantomeno triestina, ma azzarderei l’ipotesi che le vocali di musato possano essere leggermente meno lunghe di quelle che in italiano normalmente precedono una consonante breve, cosicché chi non è triestino potrebbe percepire la consonante che segue come se fosse geminata (“doppia”)?

A differenza di altre lingue, come il finlandese, in italiano la lunghezza delle vocali non è un tratto distintivo (mentre lo è la lunghezza delle consonanti, ad es. in cane e canne) e infatti non viene segnata nella trascrizione fonologica (ad es. nei dizionari si trova /‘kane/ e /’kanne/ ). Si ricorre alla trascrizione fonetica per specificare le distinzioni allofoniche e gli allungamenti fonetici e si usa il simbolo [ː] per indicare le vocali lunghe, che per l’italiano si trovano soprattutto in sillabe aperte toniche (ad es. [‘kaːne] e [‘kanne]).

A questo punto sarei curiosa di vedere una trascrizione fonetica per il triestino, in particolare perché ho sentito anche qualche veneto* e ho scoperto che nei dialetti delle province di Treviso e di Venezia le zanzare si chiamano come a fauna triestina - da una vignetta di Alessandro BoninTrieste ma la s (e in certe zone anche la t) viene percepita e pronunciata sempre geminata e quindi la parola viene resa graficamente con mussati e mussatti. A quanto pare, per un veneto l’eventuale parola musati avrebbe una /s/ breve (e vocali lunghe) e in questo caso diventerebbe facilmente distinguibile dalle altre varianti anche per un orecchio poco sensibile come il mio… 

Vedi anche: Come si dice caffè a Trieste? per altre peculiarità linguistiche triestine.

* Un grazie a Fabio per la verifica in varie fonti, tra cui il Vocabolario etimologico veneto-italiano (Turato-Durante), che fa risalire l’origine della parola al tardo latino mustio, -onis, “piccola mosca”, e l’Abecedario dei villani (Bernardi) che indica in “moscerino” un ulteriore significato di mussat(o). 

 

Cucina italiana al centro dell’attenzione ;-)

ingredienti della cucina italiana: gatti, ghiri, cavalli e altri animali

Mi è venuto da chiedermi, è rassicurante o preoccupante che in questi giorni sui media stranieri gli ultimi scandali italiani vengano perlopiù ignorati ma sia invece dato gran spazio alla sospensione di chi in TV ha esaltato le virtù della carne di gatto?
Mah! Esempi qui, qui, qui e qui.

E c’è chi ne approfitta per sottolineare che in Italia si mangiano anche ghiri, uccellini vari,  vermi e cavalli: lo shock degli stranieri davanti agli omogeneizzati di carne equina è un classico, indimenticabile la reazione di un mio amico inglese (che peraltro era anche molto colpito dal nome del marchio per l’infanzia Mister Baby, per lui un ossimoro).

Nomi delle lettere in inglese :-)

Umorismo con i nomi delle lettere in inglese da una delle mie strisce preferite, Pearls Before Swine di Stephan Pastis:

go south = finire male, deteriorarsi, perdere valore (il significato è abbastanza simile a "go down the drain") - Pearls Before Swine

in inglese il nome della lettera X e la parola ex condividono la stessa pronuncia - Pearls Before Swine

gee è un'esclamazione americana, in origine un'abbreviazione di Jesus; I'm done significa sia 'ho finito' che 'mi sono messo nei guai' - Pearls Before Swine - Pearls Before Swine

Per chi non conosce i personaggi di Pearls Before Swine, Rat è cinico, spesso offensivo e a volte violento, mentre Pig è infantile e un po’ tonto e spesso fraintende quello che gli viene detto, interpretandolo letteralmente, come con go Dutch:

per localizzare questa striscia in italiano, bisognerebbe vestire Pig da antico romano: "go Dutch" equivale a "fare alla romana"

Altra striscia con Pig in XOXO: baci e abbracci.

ben formaggiato?!?

La cassetta delle lettere continua a riservare sorprese lessicali:

un primo ben formaggiato

un primo formaggiato

Sapevo di formaggiare come sinonimo gergale e scherzoso di (ri)formattare, invece in contesto culinario immagino che formaggiato voglia dire che c’è parmigiano a volontà? O forse non sono una gustaia abbastanza evoluta per capire cosa significhi?! 

buon gustai

(che poi si scopre che buon gustaio è una forma alquanto diffusa, specialmente come nome di ristorante o di negozio di gastronomia…)

Love Boat?

Chissà che tipo di intrattenimento è previsto durante la crociera pubblicizzata da una nota catena di supermercati tedeschi:

lussuriosa nave

Non mancano altri errori e descrizioni insolite (reception con lobby?): dateci un’occhiata se anche voi trovate il depliant nella cassetta delle lettere!

Nomen omen?

In questi giorni ero in Romagna, dove mi era stato messo da parte questo articoletto:    
anziano intento a estirpare la gramigna dall'orto?

In effetti, la prospettiva di coltivare verdura proprio in Largo Gramigna non mi sembra del tutto allettante…

Cartelli insoliti

La Caccia online ai crimini linguistici di Il Disinformatico mi ha fatto venire in mente un paio di scritte o cartelli curiosi che ho visto in giro ultimamente, anche se solo il primo ha qualche problemino linguistico:

    evviva grammatica e ortografia        orso?

vietato lavare e lordare

comprati l'attrezzo!!!      i ruderi non scaricateli, ristrutturateli!

ricezione cellulari: 45 minuti a piedi. Si presume a passo veloce per l'ansia di comunicare?

 

Il mio preferito comunque rimane il menu altoatesino


Vedi anche: altri post con riferimenti a cartelli vari.

Mai più presentazioni soporifere ;-)

A quanto pare PowerPoint compie 25 anni. BBC News in The problem with PowerPoint ne approfitta per dare suggerimenti, peraltro già sentiti, su come evitare presentazioni noiose.

Nessun cenno invece a una novità di PowerPoint 2010 che dovrebbe risolvere il problema aggiungendo automaticamente un tocco speciale alle presentazioni. Basterà scegliere tra “Wow Factor”, “Cool Factor  e “Je ne sais quoi Factor  e il pubblico rimarrà finalmente a bocca aperta.

Direttamente da  The PowerPoint Team Blog:

Wow Factor in PPT 2010One click brings your choice of factor to your presentation! Choose between Cool and Wow Factors! And in order to, as they say, kick things up a notch, we’ve worked on a special project with MSR and Microsoft France to implement “Insert a certain… Je ne sais quoi”.

Beh… Siamo in piena silly season e questo è uno scherzo di The PowerPoint Team Blog. L’interfaccia qui sopra è infatti del tutto inventata ma l’ho trovata divertente perché mi ha ricordato certe “trovate” simili (e purtroppo reali) in alcuni prodotti americani di una ventina di anni fa, un incubo per chi doveva localizzare. Ora invece, grazie all’internazionalizzazione e in particolare alle analisi di localizzabilità, raramente si deve affrontare terminologia o interfacce di questo genere.

Vedi anche: altri post che parlano di PowerPoint

Occhi color desktop?!?

Deaf Sentence - amazon.co.ukDavid Lodge dedica il suo ultimo romanzo Deaf Sentence ai suoi traduttori (“conscious that this novel, from its English title onwards, presents special problems for translators”) e lo inizia con una voce di dizionario che elenca i vari significati di sentence (“frase/proposizione”, “condanna”, “sentenza” ma anche “frase memorabile”). Davvero, non deve essere facile tradurre un libro che ha come protagonista un professore di linguistica in pensione con forti problemi di sordità, continui fraintendimenti di quanto gli viene detto ma anche parecchia autoironia: gli effetti comici e i giochi di parole sono assicurati, anche quando i riferimenti non sono del tutto ameni. Molto acute e spesso gustose le innumerevoli osservazioni linguistiche.

Deaf Sentence è sicuramente una lettura piacevole. Non l’ho però trovato all’altezza di altri romanzi di Lodge e infatti temo che me lo ricorderò soprattutto per la descrizione che il linguista ultrasessantenne fa di una ragazza attraente ma molto particolare:

[…] with little make-up, except around her eyes, accentuating their intense blue. It’s like the blue of the Microsoft desktop, luminous but opaque.  

Azzurro desktop?!? Chissà se qualcuno ha mai descritto occhi dello stesso colore con #004E98!?!

Aggiornamento: il 9 settembre è uscita la traduzione italiana, Il prof è sordo.