Post con tag “segnali”
Segnali di pericolo sulla neve
In Italia e nella maggior parte dell’Europa i segnali stradali di pericolo sono triangolari, con bordo rosso, fondo bianco e pittogramma nero. È una combinazione di colori che, come dicevo in Segnali di globalizzazione, si trova spesso anche in altri contesti perché comunica immediatamente che si deve prestare attenzione.
Anche sulle piste di sci di fondo di solito i cartelli seguono questa convenzione ma per la prima volta al Passo Lavazè (TN) ho notato cartelli gialli con bordi neri:
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Ho scoperto che sono conformi al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un decreto legislativo del 2008 che prevede che in Italia, come nel resto d’Europa, i segnali di avvertimento (avviso di rischio o pericolo) abbiano forma triangolare con bordo nero, sfondo giallo e pittogramma nero. I colori rosso, bianco e nero sono riservati ai segnali di divieto, rotondi, mentre altri colori (e forme) comunicano altri messaggi.
Rimane il dubbio: una pista di sci di fondo è più simile a un luogo di lavoro o a una strada?
“ad canem”
A Milano, quello descritto dal Corriere in Le 40 strade più sporche per colpa dei cani è davvero un grosso problema. In Romagna, invece, si può camminare molto più tranquilli, tanto che l’unica indicazione che mi è capitata di vedere è ad canem:
![PER CORTESIA NON FERMARE IL CANE PER I SUOI BISOGNI [cartello e post dedicati al povero Povero Cane e all’incauto figuro che lo portava dal veterinario] non_fermare_il_cane](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2012/01/non_fermare_il_cane.jpg)
Beh, se non proprio ad canem, sicuramente ad personam. Ma che il maleducato sia un padrone o un canaro?
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Per rimanere in tema “cani e i loro bisogni”: e c’è chi dice che le lingue morte sono inutili!
*HACTUNG! *ZERBOTEN!
Conoscendo il mio debole per i cartelli, G. mi ha mandato due foto fatte sulla costa adriatica vicino a Ravenna. Come succede spesso nelle località turistiche, le traduzioni sono un concentrato di errori di ogni genere (grammaticali, lessicali, ortografici). Un esempio è LAN DING SHIP LANE: un nuovo significato per la parola Chinglish?!?
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Gli errori di ortografia fanno escludere la traduzione automatica, si tratta sicuramente della classica ricerca parola per parola nei vocabolari. Difficile però capire come verboten e Achtung, tra le parole tedesche più riconoscibili, siano potute diventare *zerboten e *hactung, forse istruzioni scribacchiate su un pezzo di carta e qualche birretta di troppo?
Tutto è possibile, basti pensare ai cartelli con la scritta ANDERGROUND apparsi alla stazione Tiburtina di Roma il mese scorso!
Vedi anche: L’inglese di ATM: idea per storia dell’orrore e Cartelli insoliti.
SENZAZIONI
Dopo aver visto la raccolta di foto "Io x te muoro", le scritte sbagliate sui muri dell’amore, G. mi ha mandato la foto di una scritta vista a Roma in via Cardinal Pacca, dedicata a “bimbulamia”:

Vedi anche: Cartelli insoliti.
Orari svizzeri?
Sulle vetrine di alcuni negozi di Ginevra ho notato un formato dell’ora che a un italiano può sembrare insolito: dopo l’ora e prima dei minuti, se indicati, viene inserita la lettera h, senza spazi, come nell’esempio 14h30.
Le mie conoscenze di francese sono molto limitate e quindi non so se si tratti di una convenzione di questa lingua, di un formato svizzero o semplicemente di una peculiarità locale.
Una cosa però è certa: l’orario che si vede nella foto è alquanto singolare.
Riuscite a indovinare di che tipo di esercizio si tratta? Per la risposta, fate clic sulla foto e, come me, provate anche voi a chiedervi chi mai possa essere il cliente tipico…
Vedi anche: post con tag internazionalizzazione (“paese che vai, formato che trovi”).
Usare sempre il flussometro!
Senza contesto o conoscenze tecniche specifiche, quanti di noi saprebbero “tradurre” correttamente in italiano standard l’istruzione USARE SEMPRE IL FLUSSOMETRO?
Io interpreterei flussometro come “apparecchio per la misurazione del flusso di un liquido” ma farei un errore: quello che mi viene chiesto, molto più banalmente, è di tirare lo sciacquone dopo aver usufruito del bagno.
È un cartello che ho visto ieri nel bagno di un traghetto MOBY, posizionato sopra al water. Mi ha lasciata perplessa per la terminologia insolita, perlomeno prima di scoprire che in ambiti tecnici specifici si chiamano flussometri dei particolari tipi di rubinetti temporizzati per WC (esempio qui).
L’inglese di ATM: idea per storia dell’orrore
All’ingresso della metropolitana della stazione centrale di Milano è stato installato un nastro trasportatore per bagagli. Gli anglofoni appena arrivati in città si trovano davanti questo cartello:

Ci sarebbe da domandarsi come mai l’ATM faccia fare traduzioni così visibili a qualcuno che non sa neanche che il sostantivo inglese luggage non ha il plurale (e sarebbe bastato un correttore ortografico!).
Probabilmente se ne è occupato chi ha tradotto anche il cartello che illustra le tre azioni obbligatorie e le dieci proibite sul marciapiede mobile che a Lambrate porta dalla stazione della metropolitana a quella ferroviaria. Speriamo non si fermino in molti a leggerlo perché le traduzioni lasciano alquanto a desiderare anche in questo caso.
Gli inglesi, ad esempio, potrebbero pensare di essere capitati in una storia dell’orrore se leggono beware of long clothes: guardatevi dal malvagio abbigliamento lungo (nel corridoio di Lambrate potrebbe repentinamente iniziare a vivere di vita propria, ribellarsi contro di voi e strangolarvi)! Ma niente paura, in case of necessity apply to the station agent.
Scherzi a parte, una nota terminologica: in inglese il termine tecnico che descrive le barriere laterali di scale e marciapiedi mobili è balustrade (nel cartello c’è una a di troppo) ma nelle avvertenze al pubblico si preferisce il meno preciso ma più comprensibile handrail.
Vedi anche: effetto mouseover: la "serrandina" per un esempio di scelte terminologiche in base all’utente finale e Comprehend this: attention to planes inclined per un’altra traduzione imbarazzante vista a Milano.
Cartelli a Creta
Ringrazio WG che a Creta ha visto alcune scritte in un inglese abbastanza approssimativo e ha pensato di fotografarle per la mia miniraccolta di cartelli. Della serie, “mal comune mezzo gaudio”: non siamo solo noi in Italia ad avere problemi con l’inglese. E c’è di peggio, come dimostra la misteriosa avvertenza “Latin America” sulla porta di una doccia cinese!

![UmBRELLAS PLAZE FREE [...] SNACS SANY0605](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2011/05/SANY0605.jpg)
una N di troppo
Grazie a G. che, conoscendo il mio debole per insegne e cartelli insoliti, mi ha mandato questa foto da Gerusalemme:

Immagino che per uno straniero gelaterina sia un parola che suona davvero bene!
…e c’è chi dice che le lingue morte sono inutili!
Come aggiungere un’informazione precisa a una comunicazione quadrilingue (francese, italiano, inglese e tedesco) usando un’unica descrizione comprensibile a tutti?!?
Ricorrendo al latino, come in questo cartello visto ieri in un bosco in Engadina!

…
PS Ho aggiunto questa foto alle altre di cartelli insoliti.
cartelli
Velocipedi a Milano (e altrove)
Non sono certo la prima ad avere notato la dicitura scelta per la segnaletica verticale (cartelli e pannelli luminosi) all’entrata del tunnel di Porta Nuova a Milano: mi ha sempre fatto pensare a un esempio di burocratese con una velata presa in giro dei ciclisti, categoria non molto rispettata da queste parti. L’altra sera passavo di lì e ho fatto una foto:
I principali vocabolari di italiano (Treccani, Sabatini Coletti, Zingarelli ecc.) descrivono il velocipede come un mezzo antiquato e aggiungono che nel linguaggio contemporaneo è una parola usata solo scherzosamente come sinonimo di bicicletta.
Non registrano altre accezioni ma l’assenza del significato visto sui cartelli è giustificata: in questo caso velocipede non fa parte del lessico generico ma è un termine tecnico* usato nell’ambito specializzato del Codice della strada per identificare un concetto specifico:
| Art. 50. Velocipedi 1 I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. |
Tutti gli italiani con patente di guida dovrebbero conoscere il Codice della strada (ehm…), quindi ben vengano le iniziative per semplificarne il linguaggio e renderlo più accessibile, purché non riducano la precisione terminologica, essenziale in tutti gli ambiti specializzati.
A proposito dei velocipedi e dell’art. 50, FIAB propone questa modifica:
| Biciclette 1 Le biciclette sono mezzi di trasporto con due ruote, o altri mezzi di trasporto a più ruote equiparabili, funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano a bordo. |
Mi sembra però che ci siano margini di miglioramento perché con questa definizione vengono esclusi i mezzi a pedalata assistita (con motore) e si crea qualche ambiguità: gli altri mezzi (o le ruote?) sono equiparabili in che senso, esattamente? Interessante comunque che FIAB suggerisca anche di aggiungere termini e definizioni ora mancanti, quali attraversamento ciclabile, attraversamento ciclopedonale misto, corsia ciclabile e itinerario ciclabile. Ulteriori proposte in Modifiche al codice della strada.
Nel frattempo cercherò di non fare più troppo caso ai cartelli del tunnel di Porta Nuova…
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| * | Velocipede è un esempio di terminologizzazione, anche se in questo caso la parola del lessico generico scelta per rappresentare il concetto particolare non era più di uso comune ma già un arcaismo. … |
Vedi anche: esempi di segnaletica orizzontale e cartelli insoliti (peccato non aver potuto fotografare il cartello visto domenica a Enego, sull’Altopiano di Asiago, decisamente
regolamentare nell’aspetto ma non nella dicitura: il simbolo standard di parcheggio era accompagnato dalla scritta RISERVATO AI SCIATORI).
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Comprehend this: attention to planes inclined
In Language Log (Comprehend this!) c’è un esempio di un tentativo di phishing in un inglese così maldestro da essere definito perhaps the most illiterate phishing spam yet.
L’autore dell’intervento si domanda come mai questi truffatori non ricorrano a un complice che parli inglese, per cercare di rendere il testo dei loro messaggi vagamente plausibile, e conclude che costoro debbano vivere in qualche posto sperduto dove le probabilità di trovare un madrelingua inglese siano praticamente nulle…
…proprio come in centro a Milano, perlomeno a giudicare da cartelli come quello visto nell’ascensore che porta sul tetto del Duomo:

Leggendo questo avviso si direbbe che nella capitale italiana della moda, della finanza e dell’economia sia impossibile trovare non dico una persona di madrelingua inglese ma perlomeno qualcuno in grado di produrre una frase in un inglese accettabile, del tipo Caution! Slippery roof surface, e l’unica alternativa sia prendere un dizionario e tradurre letteralmente, parola per parola. La tanto bistrattata traduzione automatica non riuscirebbe a far di peggio: se non altro, immagino eviterebbe la collocazione degli aggettivi in posizione postnominale (planes inclined*) e dubito produrrebbe mai un because off.
Davvero imbarazzante leggere certe traduzioni proprio in compagnia di un native speaker, anche se devo ammettere che poi siamo andati a vedere le pagine inglesi del sito del Duomo, fonte di ulteriore ilarità (sua): da leggere, ad esempio, le battaglie contro i piccioni nella sezione Curiosities. Invece, a proposito della canzone “O mia bela madunina”, emblematica, anche se soprattutto per altri motivi, l’affermazione “ti te domini Milan” (you look over Milan) in a way was a rather banal line, but precisely for this reason it appealed to the sentiments of the population, who had no need of intellectual complication. Eh già…
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* In inglese inclined plane è un termine usato in fisica, fuori luogo sul tetto di una
chiesa.
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Per altri esempi di traduzioni letterali, vedi anche: Il clima italiano visto da italia.it, Crocchette <> croquettes e Bambini omaggio o errori di traduzione?
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Que parles català?
La settimana scorsa ero a Barcellona.
Ci sono stata parecchie volte, eppure continuo a stupirmi che gran parte delle comunicazioni al pubblico, ad es. la segnaletica e i biglietti della metropolitana, sia solamente in catalano e che le informazioni in spagnolo (castigliano) siano relegate a un eventuale sito, il cui dominio probabilmente ha suffisso .cat e non .es come nel resto del paese.
Conosco le traversie del catalano, quindi posso capire la necessità di riaffermare l’identità culturale dopo la repressione franchista; so anche che per le amministrazioni pubbliche il catalano è la lingua preferenziale, ma finora non avevo mai cercato informazioni specifiche. In Wikipedia, che cita dati ufficiali del 2008, ho scoperto che in Catalogna la lingua principale è il castigliano, considerato prima lingua dal 55% dei cittadini, percentuale che scende al 31% per il catalano, quindi meno di un terzo della popolazione!
Il 99,7% di chi vive in Catalogna dichiara di sapere parlare castigliano, però a Barcellona, a una mostra, una giovane addetta a cui avevo chiesto un’informazione in spagnolo mi ha risposto in catalano, anche se credo fosse abbastanza ovvio che ero straniera e quindi avrebbe potuto fare lo sforzo…
Questo episodio ha aumentato le mie perplessità sulla politica linguistica locale, anche perché nel frattempo ero stata qualche giorno a Maiorca: stesse due lingue ufficiali ma comunicazioni bilingui, come in molti paesi dell’UE che tutelano la diversità linguistica* delle minoranze. Non si potrebbe fare così anche a Barcellona?
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| * | …anche se a volte la politica prevale sulla logica e sul buon senso, basti pensare al recente caso della segnaletica sui sentieri in Alto Adige/Südtirol o ai cartelli stradali in Irlanda, che sono bilingui nella parte anglofona del paese, dove il nome irlandese non interessa praticamente a nessuno, ma unicamente in irlandese nel Gaeltacht, le zone dove si parla gaelico, in seguito a una legge imposta dall’alto e poco apprezzata in loco: è un incubo per chi non sa, ad esempio, che Gaillimh è Galway, che Ros an Mhíl è Rossaveal (l’imbarco per le Isole Aran), o che an Daingean e Daingean Uí Chúis sono i due nomi irlandesi della pittoresca Dingle. |
An bhfuil Gaeilge agat?
Giornata europea delle lingue 2010
Il 26 settembre è la Giornata europea delle lingue, organizzata dal Consiglio d’Europa e dall’Unione Europea per promuovere l’importanza dell’apprendimento delle lingue, del plurilinguismo e della diversità culturale e linguistica.
Sono finalità condivisibili, per quanto astratte e generiche, ma lascia perplessi che il sito istituzionale sia consultabile solo in due lingue, inglese e in francese. La spiegazione ufficiale è che la diversità linguistica è rappresentata nel materiale promozionale (poster, adesivi e nastri porta badge con espressioni in 41 lingue) mentre nel sito vengono usate solo le due lingue ufficiali del Consiglio d’Europa (però il dominio è austriaco!). Di eventi organizzati in Italia ce ne sono ben pochi (ad es. una giornata di studio a Pisa e Lucca), forse è una ricorrenza di cui si parla più che altro nelle scuole?
Più interessante il sito della Commissione europea sul Multilinguismo, anche se non aggiornatissimo.
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Vedi anche: Giornate mondiali e internazionali
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silly season… “on the road”!
È decisamente silly season in Gran Bretagna, perlomeno a giudicare dalla notevole evidenza che viene data ad alcuni problemi di segnaletica orizzontale.
La BBC e The Telegraph pubblicano un vistoso errore di ortografia apparso nei pressi di una scuola americana:
The Guardian invece ci rende partecipi della triste fine di un riccio:
Peccato non sia stato riesumato anche questo esempio:
Buon ferragosto a tutti!
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Vedi anche: Cartelli insoliti e Ancora segnaletica orizzontale…
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