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Cartelli insoliti
La Caccia online ai crimini linguistici di Il Disinformatico mi ha fatto venire in mente un paio di scritte o cartelli curiosi che ho visto in giro ultimamente, anche se solo il primo ha qualche problemino linguistico:
Il mio preferito comunque rimane il menu altoatesino…
…
PS Qui si conclude la mia silly season per il 2009!
La bandita non è una malvivente
Come forse si è capito, ho un debole per i cartelli. In Trentino ho visto parecchi esemplari di Bandita di caccia e Bandita di pesca e non sono stata l’unica a pensare che si trattasse di una peculiarità locale: ci saremmo aspettati un articolo determinativo al posto della preposizione.
E invece abbiamo solo dimostrato di essere degli ignorantoni: bandita è un sostantivo e descrive un territorio in cui sono proibiti caccia o pesca. A differenza della riserva, nella bandita la caccia non è consentita neanche al proprietario del terreno.
Parole curiose: Schlittschuhschritt
Ci sono parole straniere che colpiscono e diventano argomento di conversazione. È successo tra italiani davanti a un cartello che vietava il passo pattinato su una pista di sci di fondo in Austria: Schlittschuhschritt ha solo 3 vocali ma ben 16 consonanti, di cui molte ripetute, e per chi non mastichi un po’ di tedesco sembra quasi una parola inventata o uno scioglilingua.
E a proposito di passo pattinato, ancora una volta ho notato che chi traduce le notizie di agenzia al Corriere della Sera non sempre verifica i termini inglesi che non riconosce: in ambito di sport invernali cross country race è una gara di sci di fondo e non di “cross country sulla neve”.
Sempre sullo sci di fondo, in una bozza di traduzione ho visto he practices bottom ski… ![]()
Vedi anche: Vocali, vocali, vocali
Segnali di globalizzazione in Giappone (visti in Germania)
Post pubblicato il 5 novembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Sono a Wiesbaden per tcworld 2008, una conferenza (e fiera del settore) su comunicazione tecnica, localizzazione, terminologia e tecnologie linguistiche, dove farò un intervento sulla gestione della terminologia in Microsoft.
Girando per gli stand dei vari espositori sono stata attirata dal poster della Japan Technical Communicators Association.
Chi ha letto il mio post Segnali di globalizzazione avrà già indovinato perché: i simboli dei cartelli stradali.
Mi hanno spiegato che si tratta di un nuovo tipo di etichette con istruzioni per prodotti che funzionano a elettricità. Al testo esplicativo viene associato un simbolo che fa riferimento ai cartelli stradali usati in Giappone che, a quanto pare, prendono ispirazione sia da quelli europei che da quelli americani: triangolari gialli con bordo e simbolo nero per indicare attenzione; rotondi bianchi con bordo rosso e simbolo nero, per indicare divieto; rotondi blu con simbolo bianco per indicare informazioni importanti.
Per completare l’informazione viene inoltre associata una vignetta, come negli esempi qui sotto. La comunicazione è indubbiamente efficace, anche per chi non capisce una parola di giapponese!
[qualità delle foto pessima ma sono fatte senza flash]
Invece sono perplessa dalla frase con cui la JTCA pubblicizza il proprio lavoro:
Now is the time for transpicuous communication with which every user can appreciate the benefits of new technologies.
Ho chiesto lumi a un inglese ma neanche lui conosceva il significato di transpicuous, poi ho scoperto che vuol dire "trasparente", "facile da capire". Forse non è proprio il termine più adatto per una comunicazione globale di questo tipo!
Commento di .mau.
Non è che transpicuous sia una parola valigia per transparent + conspicuous?
Ho aggiunto:
@ .mau. Oggi ho chiesto ad altre persone di madrelingua ma nessuna conosceva il termine, deve essere proprio strano in inglese.
Il Webster come etimologia dà
New Latin transpicuus, from Latin transpicere to look through, from trans- + specere to look
Forse chi ha studiato bene il latino ci sarebbe potuto arrivare, ma io ho fatto lo scientifico, non il classico
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Materiale instabile sulle strade irlandesi
Post pubblicato il 27 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
In questi giorni sono a Dublino per riunioni con colleghi di altre sedi. La zona dove si trova Microsoft è irriconoscibile rispetto a quando lavoravo qui negli anni ‘90. È il tipico "una volta qui era tutta campagna", con palazzi modernissimi di parecchi piani, traffico in abbondanza e cantieri ovunque, aperti anche di notte.
Una cosa però non è cambiata: da queste parti prima o poi ci si imbatte nel cartello Loose chippings. Non ho mai capito perché non preferiscano un segnale stradale con un’immagine, come il nostro (a destra). È come se in Italia optassimo per la scritta Materiale instabile sulla strada (denominazione del Codice della strada).
Ieri ho avuto la prova che la comprensibilità del cartello irlandese non è scontata. Passandoci davanti, una collega americana si è domandata cosa volesse dire e mi sono trovata nell’insolita situazione di spiegarglielo io. Ho poi scoperto che si tratta di una delle differenze terminologiche che vengono chiarite agli americani in visita in Irlanda, ad es. qui.
Così l’ho fotografato per parlarne: mi sembra un buon esempio di terminologia inglese non "globalizzata".
E poi sono sicura che a mia mamma farà piacere rivederlo
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