Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “pronuncia”

Umorismo “fonetico” (con mascherina)

In inglese, per sorridere durante la pandemia: 

Vignette: 1 persona con indosso la mascherina che dice SIT! al cane. Il cane fa la cacca (SHIT) e la persona commenta DAMN MASK

Nella vignetta il gioco di parole è in absentia perché la parola shit non è indicata esplicitamente ma viene evocata dal contesto: è il lettore che deve “riempire” il buco del non-detto con la parola mancante e i potenziali effetti della mascherina.

Il meccanismo umoristico sfrutta il concetto di coppia minima: due parole di una stessa lingua che si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che è sufficiente a distinguerle conferendo loro significati diversi.

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Un facocero a Hogwarts?

facocero

L’animale nella foto è un facocero (Phacochoerus aethiopicus), il cui nome deriva dal latino scientifico phacochoerus, composto di phaco- (faco-), per le verruche che ha sul grugno, e greco χοῖρος “porco” [fonte].

La pronuncia corretta del nome è facoro, ma quella alternativa facero è ormai prevalente nella cultura popolare tanto che alcuni dizionari la ritengono ormai accettabile.

Ho pensato al facocero perché oggi è il primo settembre e anche quest’anno su Twitter è di tendenza l’hashtag #BackToHogwarts con cui gli appassionati di Harry Potter ricordano il giorno del rientro a Hogwarts, la scuola di magia e di stregoneria (Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry).

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L’equivocabile webinar

Foto di computer con bottiglie di vino su scaffali. Testo: “WEBINAR? Oh, sorry… I thought you said WINEBAR!”

Non trovo molto credibile la battuta che gira da tempo sulla confusione tra webinar e il suo anagramma winebar, ma mi è venuta in mente quando mi sono resa conto che in italiano ci sono alcune incertezze sull’anglicismo webinar.

Webinar è una parola macedonia nata negli anni ‘90 e formata da web + seminar, una lezione interattiva tenuta online tramite piattaforme che consentono ai partecipanti di intervenire con eventuali domande o commenti.

È un internazionalismo adottato da varie lingue, tra cui anche il francese (webinaire o webinar) e lo spagnolo (webinario o webinar). 

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Fase 2 FAQ per italiani (con caro defunto)

Tweet del 2 maggio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

tweet di Palazzo Chigi: Online sul sito del Governo le FAQ relative alle misure in vigore dal 4 maggio

Notizia dello stesso giorno sul sito del Ministero della Salute:

titolo notizia del Ministero della Salute: On line le nuove faq del Governo sulla fase 2

Anche i media hanno rilanciato la notizia usando l’anglicismo FAQ, nonostante il documento in questione abbia un altro titolo, “Fase 2” – Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo. È un’incongruenza che penalizza la comunicazione e mostra scarsa attenzione agli interlocutori.

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Non è Recovery Fund ma fondo per la ripresa

Registro anche qui un commento fatto su Twitter dopo avere visto le dichiarazioni di vari politici italiani sulla decisione del 23 aprile 2020 del Consiglio europeo di lavorare alla creazione di un fondo per la ripresa come risposta alle conseguenze economiche della pandemia da COVID-19.

tweet del 23 aprile 2020: Perché @GiuseppeConteIT @paologentiloni @gualtierieurope e i media usano l'anglicismo #RecoveryFund anziché il termine italiano più comprensibile #FondoPerLaRipresa usato nelle comunicazioni dell'UE?

Trovo piuttosto ridicolo che istituzioni, politici e media italiani preferiscano l’anglicismo Recovery Fund al termine italiano fondo per la ripresa usato invece nei testi delle istituzioni europee, come ad es. i comunicati stampa del Consiglio europeo.

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Contact tracing vs tracciamento dei contatti

Tra le parole che stiamo imparando durante l’epidemia da COVID-19 c’è l’anglicismo contact tracing, usato per identificare un sistema per monitorare i contagi che è ritenuto essenziale per poter allentare le misure di contenimento ed entrare nella cosiddetta fase 2.

Esempio da una notizia del Ministero della Salute del 17 aprile:

Contact tracing: Arcuri firma ordinanza per app italiana. Si chiamerà Immuni la app italiana per il tracciamento del contagio del nuovo coronavirus durante la fase 2. […] L’applicazione di contact tracing registrerà la prossimità tra cellulari delle persone con i quali il soggetto è venuto a contatto tramite dati non direttamente idonei a rivelare l'identità di una persona. Tali dati rimarranno all’interno del cellulare fino all’eventuale diagnosi di contagio. Il sistema non ha l’obiettivo di geolocalizzazione ma quello di tracciare per un determinato periodo di tempo degli identificativi criptati dei cellulari con il quale il soggetto positivo al virus è entrato in stretto contatto. Questo accade solo se in entrambi i cellulari è presente l'applicazione di tracciamento.

Le parole evidenziate mostrano che l’autore di questo testo, come chiunque si occupi di contact tracing, ne discute ricorrendo alle parole italiane contatto, tracciamento e tracciare o tenere traccia. Perché allora esperti, media e istituzioni preferiscono identificare il concetto con un anglicismo, oltretutto in una situazione di emergenza in cui la comunicazione deve essere il più trasparente possibile per riuscire a raggiungere il maggior numero di cittadini

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Covid hospital, anglicismo inquietante

Esempi di titoli: Coronavirus in Veneto, Zaia: “Apriamo un Covid-Hospital in ogni provincia”; Lazio, Covid Hospital diventano 5; L’Aquila: apre il Covid Hospital al G8; L’ospedale di Lugo diventa Covid Hospital; Primi malati nel Covid Hospital di Camerino

Mi chiedo quale sia la motivazione nella scelta dell’anglicismo Covid hospital per denominare gli ospedali italiani destinati alla cura di persone affette da COVID-19. Forse si ritiene che hospital sia una parola che comunica maggiore efficienza, competenza e modernità di ospedale, un tipo di convinzione diffusa tra chi ha una conoscenza solo superficiale dell’inglese?

Temo che chi ha privilegiato l’anglicismo non abbia considerato le potenziali connotazioni negative di hospital. Per chi non conosce l’inglese, come la maggior parte degli anziani, hospital sentito alla radio o in TV può infatti suonare simile a hospice, la struttura per il ricovero di malati terminali. Il possibile fraintendimento non è per nulla rassicurante se si appartiene a una categoria di persone che rischia la vita se contagiata.

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Quando 2020 diventa “venti venti”

VentiVenti

Come si pronuncia l’anno nell’augurio BUON 2020?

Io dico “duemilaventima in questi giorni si sente spessissimo “venti venti” e sui social imperversa l’hashtag #VentiVenti, che si ritrova anche in altre lingue, ad es. #ZwanzigZwanzig in tedesco, #VeinteVeinte in spagnolo, #VingtVingt in francese, #TwintigTwintig in neerlandese.

È sicuramente un calco dell’inglese twenty twenty, una convenzione per leggere gli anni nelle date scomponendoli in due numeri di due cifre che è motivata da questioni di lunghezza. L’ho descritta in Olimpiadi invernali 2026: prove di lettura.

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Da Milano, auguri di SuperChristmas!

tweet Comune di Milano: Alberi, luminarie, piste di pattinaggio, Christmas village, Oh Bej! Oh Bej!, mostre e concerti. Scopri Milano SuperChristmas 2019, il palinsesto delle iniziative che caratterizzeranno il periodo natalizio a Milano.

Ho chiesto ripetutamente a chi gestisce il profilo Twitter del Comune di Milano e a due assessori di chiarire la scelta di un nome come Milano Super Christmas per iniziative natalizie destinate principalmente a cittadini milanesi, però nessuno mi ha risposto. 

Milano Super Christmas è un tipico esempio di inglese farlocco: un nome ibrido riconoscibile da chi ha conoscenze solo rudimentali dell’inglese ma che appare piuttosto ridicolo a chi invece ha padronanza della lingua.

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La rumorosità dell’italiano, lingua isosillabica

immagine e titolo: Can Italians be persuaded to speak sotto voce on the train?

Un articolo di Tobias Jones per The Guardian prende spunto dall’annuncio di una nuova area Standard Silenzio sui treni Frecciarossa per alcune considerazioni sullo stereotipo che gli italiani parlano sempre a voce alta.

Jones evidenzia anche ad alcuni aspetti linguistici che differenziano l’italiano dall’inglese e possono contribuire alla percezione che la nostra sia una lingua più rumorosa. In particolare, fa riferimento all’isocronia (in inglese timing), un fenomeno fonetico che consiste nella ripetizione costante di particolari elementi prosodici all’interno di una frase.

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Da Halloween ad Allouìn 🎃

Manifesto che pubblicizza alcuni eventi in programma a Cotignola (Ravenna):

Manifesto con scheletro e la scritta Al zòchi par Cudgnola @ allouin

Ha attirato la mia attenzione per il titolo ibrido formato da parole in dialetto romagnolo (“zucche per Cotignola”) e assimilazione grafica del nome Halloween in Allouìn. Non mi è del tutto chiara la @, che trovo incongruente in questo tipo contesto, ma immagino che vada letta come a (e non come la preposizione inglese at).

Halloween in italiano

La parola Allouìn riproduce la pronuncia italiana di Halloween, che è un’approssimazione dell’inglese britannico /ˌhæləʊˈiːn/. In italiano il nome diventa /alloˈwin/, con la h muta, le vocali inglesi sostituite da quelle italiane più vicine e la doppia l. L’accento oscilla: per alcuni cade sull’ultima sillaba, come in inglese, per altri invece è spostato sulla prima.

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Arillo e altre parole “granate”

piatto con melagrane intere e aperte con arilli

La parte rossa e succosa dei chicchi della melagrana ha un nome che mi piace molto: arillo, termine della botanica che designa un particolare tipo di involucro che avvolge il seme di alcune piante e che può essere anche carnoso o peloso. 

Etimologia

Arillo deriva dal latino medievale arillus, “vinacciolo”. È molto più trasparente l’etimo di melagrana, dal latino malum granatum, mela “granata” (formata da grani), su cui è stato modellato anche il nome della pianta, melograno, che molti usano impropriamente per indicare anche il frutto.

Il nome scientifico della pianta, Punica granatum, rivela invece che il frutto era arrivato in Europa dalla Fenicia (ma è originario dalla Persia).

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Trump, Giuseppi e le subdole -e

Esempi di tweet: 1 “L’ha cancellato! Ma in realtà aveva ragione: essendo il COnte-bis è plurale. Giuseppi!” 2 “Giuseppo, Giuseppi, Giuseppe, Giuseppiamo, Giuseppate, Giuseppano” 3 “Giuseppi, ma che succedi? Sei di nuovi in parlamenti con maggioranzi alternativi?

È stata fatta molta ironia sull’errore *Giuseppi in un tweet, poi eliminato e sostituito, scritto da Donald Trump sul presidente del consiglio italiano:

tweet di Trump del 27 agosto 2019: “Starting to look good for the highly respected Prime Minister of the Italian Republic, Giuseppi Conte. Represented Italy powerfully at the G-7. Loves his Country greatly & works well with the USA. A very talented man who will hopefylly remain Prime Minister!”

È risaputo che Trump fa spesso errori di ortografia, però in questo caso potrebbe essere stato influenzato dai molti italianismi dell’inglese americano che finiscono in i e sono parole singolari, come panini, biscotti, zucchini, cannoli, pepperoni (plurale paninis, biscottis…).

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Mit the people, spiegato bene

Dettaglio dal sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:

MIT the people

C’è una una sezione intitolata MIT THE PEOPLE, dove per il momento c’è un video con un’intervista a un’unica persona, il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. 

Faccio fatica a capire cosa spinga un ministero italiano, che si rivolge a cittadini italiani, a optare per un giochetto di parole pseudoinglese e non del tutto trasparente come MIT THE PEOPLE, riproposto anche in alcuni tweet:

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Olimpiadi invernali 2026: prove di lettura

Provate a leggere a voce alta il testo in questa immagine del CONI sull’assegnazione delle Olimpiadi Invernali 2026 a MIlano e Cortiina: 

immagine del CONI per Milano Cortina 2026: “è tutto vero”, “insieme per le Olimpiadi Invernali 2026”

Come avete letto l’anno 2026? Mi auguro non come alcuni giornalisti e commentatori che hanno optato per la pronunciaventi ventisei” anziché “duemilaventisei”.

È una palese interferenza dell’inglese, lingua in cui si legge il numero degli anni nelle date scomponendolo in altri due numeri. Esempi:

092109 21: nine twenty-one
1984 ➝ 19 84: nineteen eighty-four
2019 ➝ 20 19: twenty nineteen

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