Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “pronuncia”

Fonetica e risonanza magnetica

Una risorsa per chi studia o è incuriosito dalla fonetica: the real-time MRI IPA charts, un progetto della University of Southern California che elenca i suoni rappresentati nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA) a cui sono associati brevi video con la risonanza magnetica del tratto vocale durante la produzione di ciascun suono.

Non sono gli unici esempi di risonanza magnetica usata per illustrare le produzioni vocali, come mostra Tyley Ross che canta All’alba vincerò in quattro stili diversi:

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(raspberry = pernacchia)

Vedi anche: I fonemi dell’italiano sono comuni?

Attenzione agli pseudologi

Pseudòlogo è una parola letteraria per bugiardo o mentitore; in psicologia descrive chi è affetto da pseudologia, la tendenza morbosa a raccontare menzogne e fatti immaginari.

In inglese ha le stesse accezioni la parola pseudologue. Esiste inoltre il doppione ora obsoleto pseudologer, illustrato da Imogen Foxell per Oxford English Dictionary:

pseudologer – a maker of false statements, a (systematic) liar

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Storie di termini: i 20 anni di Open Source

Immagine con badge e la scritta HELLO my name is OPEN SOURCE

Anche chi non opera in ambito informatico sa che la locuzione open source fa riferimento principalmente a software il cui codice sorgente è “aperto”: chiunque può analizzarlo, modificarlo e migliorarlo liberamente. 

In questi giorni si festeggiano i 20 anni della locuzione, ideata da Christine Peterson che ne ha raccontato la storia in How I coined the term ‘open source’. Ho apprezzato il dietro le quinte e in particolare la rilevanza data ad alcuni fattori che possono condizionare la scelta e l’adozione di nuovi termini.

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The Cranberries, un brusco risveglio

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Quando vivevo a Dublino ho ascoltato molto The Cranberries e mi è dispiaciuto della morte della cantante Dolores O’Riordan.

L’ho sentito alla radio e chi ha dato la notizia non sapeva che la o del nome Riordan è muta: il digramma io è simile a una /i:/ e un’approssimazione italiana della pronuncia potrebbe essere “riirdn” (si può ascoltare come si dice in Irlanda qui).

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Come si pronuncia Wikipedia in italiano?

Logo Wikipedia

Il nome Wikipedia viene pronunciato in molti modi diversi. L’enciclopedia non prescrive una pronuncia ufficiale, quindi come ci si deve comportare in italiano?

Forse avete già letto La pronuncia di Wikipedia, la risposta autorevole del presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, che caldeggia un approccio coerente con le convenzioni di lettura della lingua italiana.

Come migliore pronuncia consiglia quindi vichipedìa, anche in considerazione dell’etimologia: wiki-wiki, “veloce”, è una parola hawaiana e ‑pedìa è il suffisso greco già usato in italiano in enciclopedìa (da paideia, “‘educazione”, “cultura”).

Marazzini però è consapevole che la pronuncia vichipedìa avrà difficoltà ad affermarsi: 

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Topinambùr, un nome esotico

topinambur

Devo ammettere che trovo piuttosto irritante la pronuncia errata *topinàmbur anziché topinambùr, il nome comune dell’Helianthus tuberosus e del suo tubero. L’errore però è comprensibile: topinambur è una parola insolita che sembra quasi un’intrusa nel nostro lessico di base.

Una pianta, più nomi, diverse provenienze

Il nome tobinambur è un prestito dal francese topinambour, che a sua volta deriva dal nome proprio Tupinambá di alcune tribù che vivevano in Brasile.

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Storie di O (pubblicità!)

Pubblicità di biscotti vista su un tabellone scorrevole in metropolitana a Milano:

IL MATTINO HA LORO IN BOCCA – pubblicità dei biscotti Gentilini

Il gioco di parole è simpatico ma non mi convince. E mi ha fatto riflettere su due diversi aspetti linguistici.

Vocali e coppie minime

In italiano abbiamo due vocali anteriori arrotondate rese con lo stesso segno grafico o. Sono la vocale semichiusa [o] di motore e la vocale semiaperta [ɔ] di moto (cfr. le vocali corrispondenti non arrotondate [e] ed [ɛ]). In pratica, per la maggior parte dei parlanti italiani non fanno molta differenza per la comunicazione, a parte poche eccezioni.

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Foliage, nuovo nome per i colori autunnali?

foglie autunnali

Mi domando se siano molti gli italiani a cui l’espressione colori autunnali fa pensare a qualcosa di totalmente diverso dalle sfumature che assumono le foglie delle piante decidue in questa stagione. C’è davvero bisogno di una parola diversa che elimini ogni potenziale ambiguità?

Si direbbe di sì, perlomeno a giudicare dalla proliferazione dell’anglicismo foliage, sempre più diffuso nei media e tra chi promuove attività turistiche autunnali, come il treno del foliage. È un prestito giustificato o è l’ennesimo esempio di itanglese

 striscia sul business del foliage, prima parte 

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Decodifica aberrante: Milano ride!

logo Milanoride

Cosa vi suggerisce il nome Milano Ride, evento in programma dal 22 al 24 settembre, associato ai marchi Vodafone e Radio DeeJay e rivolto a un pubblico italiano?

Se avete pensato a un festival della comicità avete sbagliato. Milano Ride è un evento “per gli amanti delle due ruote in tutte le sue declinazioni”. Ride quindi non è una parola italiana ma inglese, in questo contesto la corsa in bicicletta. Milano si conferma capitale dell’itanglese!

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I fonemi dell’italiano sono comuni?

Ho apprezzato The Commonest Speech Sounds: Prevalence Rates for Phonemes of the World, un’analisi dei fonemi di 1672 lingue che sono stati rappresentati graficamente in base alla loro prevalenza globale da Suzy J Styles.

Vocali italiane

Da questo dettaglio si ricava che le sette vocali italiane (/a/, /e/, /ɛ/, /i/, /o/, /ɔ/, /u/ nell’alfabeto fonetico internazionale) sono anche le sette vocali più ricorrenti nelle lingue del mondo:

prevalenza vocali

Le vocali /a/ e /i/ si riscontrano in circa il 90% delle lingue,
/u/ nell’80%
/e/ e /o/ nel 60% (corrispondono alle congiunzioni e, o)
/ɛ/ e /ɔ/ all’incirca nel 40% (corrispondono ai verbi è, ho).

Nel sistema fonetico italiano le vocali semiaperte /ɛ/ e /ɔ/  appaiono solo in sillabe toniche, cioè su cui cade l’accento, mentre per le altre vocali non ci sono restrizioni.

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Emoji: è corretto cosa ci raccontano i media?

WORLD EMOJI DAY

Tra le miriadi di giornate mondiali c’è anche World Emoji Day. Si festeggia il 17 luglio* e mi aspetto che ne parlino anche i media italiani, forse con qualche imprecisione e incongruenza perché quasi tutte le notizie sull’uso delle emoji sono tradotte dall’inglese.  

È un tema che seguo da tempo e approfitto della giornata per sintetizzare alcuni aspetti fondamentali ma spesso fraintesi.

Emoji è un nome proprio? No, anche se c’è chi lo scrive con l’iniziale maiuscola. È un nipponismo formato da e “immagine” e moji “lettera, carattere” ed è entrato in italiano attraverso l’inglese. 

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#Covfefe: parola insolita, pronuncia ostica!

Anche chi non usa Twitter probabilmente ha saputo del tweet criptico mandato da Donald Trump ieri poco dopo mezzanotte (6 di mattina in Italia) e cancellato solo qualche ora dopo:

Despite the constant negative press covfefe

Cosa vuol dire covfefe, parola inesistente in inglese? È quasi sicuramente un refuso per coverage, infatti le lettere per erage e fefe sono vicine sulla tastiera. Al tweet monco (“nonostante la continua copertura negativa della stampa”) mancava comunque un seguito che non c’è stato e il nuovo messaggio di Trump, sei ore più tardi, non ha chiarito nulla:

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Russiagate e altre pronunce radiofoniche

Russiagate: Casa Bianca con fantasma di Richard Nixon che dice Déjà vu!

Ha spazio anche nei media italiani Russiagate, lo scandalo che coinvolge Trump e il suo entourage per i presunti rapporti con la Russia. Nei giornali radio l’ho sentito citare con la pronunciaràsciagheit”, sulla falsariga dell’inglese, e mi sono chiesta se non sarebbe invece preferibile “russiagheit”.

Pronunce ibride

“Russiagheit” è una pronuncia ibrida che può far storcere il naso ma mi pare un adattamento accettabile perché l’elemento formativo –gate (“gheit”) è in uso in italiano da almeno 40 anni ed è molto produttivo in combinazione con nomi propri di persona e di luogo, quindi è facilmente riconoscibile.

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Macron e altri diacritici

Spiritosaggine che circola tra i linguisti (via Adam Schembri):

Macron may be popular, but he’s not without his diacritics

Gli accenti acuto e circonflesso sono subito riconoscibili ma forse non tutti sanno che macron è il segno di vocale lunga. Nelle lingue europee è usato solo in lettone (ā, ē, ī e ū) e in lituano (ū), sia per le minuscole che per le maiuscole.

Segni diacritici

Un segno diacritico (dal greco  διακριτικός “atto a distinguere”) è un elemento grafico che viene sovrapposto, sottoposto, anteposto o posposto a una lettera dell’alfabeto e le conferisce un significato speciale, ad es. una pronuncia diversa.

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Una Z di troppo: questioni di ortografia

Truffatore smascherato dall’errore di grammatica, sul finto tesserino scrive “polizzia”. Una zeta di troppo e la foto di un ex concorrente del Grande Fratello inchiodano il finto vigile urbano.

Ho sentito questa notizia alla radio ma in una versione leggermente diversa: a smascherare il truffatore non sarebbe stata la polizia ma due anziani che gli avevano chiesto di mostrare il tesserino di riconoscimento e avevano subito notato l’errore (eh, la scuola di una volta!).

Per i media si tratta di un errore di grammatica, da intendersi nell’accezione generica e popolare di “regole per parlare e scrivere correttamente”. Io invece preferirei descriverlo come errore di ortografia.

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