Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “pronuncia”

Emoji: è corretto cosa ci raccontano i media?

WORLD EMOJI DAY

Tra le miriadi di giornate mondiali c’è anche World Emoji Day. Si festeggia il 17 luglio* e mi aspetto che ne parlino anche i media italiani, forse con qualche imprecisione e incongruenza perché quasi tutte le notizie sull’uso delle emoji sono tradotte dall’inglese.  

È un tema che seguo da tempo e approfitto della giornata per sintetizzare alcuni aspetti fondamentali ma spesso fraintesi.

Emoji è un nome proprio? No, anche se c’è chi lo scrive con l’iniziale maiuscola. È un nipponismo formato da e “immagine” e moji “lettera, carattere” ed è entrato in italiano attraverso l’inglese. 

(altro…)

#Covfefe: parola insolita, pronuncia ostica!

Anche chi non usa Twitter probabilmente ha saputo del tweet criptico mandato da Donald Trump ieri poco dopo mezzanotte (6 di mattina in Italia) e cancellato solo qualche ora dopo:

Despite the constant negative press covfefe

Cosa vuol dire covfefe, parola inesistente in inglese? È quasi sicuramente un refuso per coverage, infatti le lettere per erage e fefe sono vicine sulla tastiera. Al tweet monco (“nonostante la continua copertura negativa della stampa”) mancava comunque un seguito che non c’è stato e il nuovo messaggio di Trump, sei ore più tardi, non ha chiarito nulla:

(altro…)

Russiagate e altre pronunce radiofoniche

Russiagate: Casa Bianca con fantasma di Richard Nixon che dice Déjà vu!

Ha spazio anche nei media italiani Russiagate, lo scandalo che coinvolge Trump e il suo entourage per i presunti rapporti con la Russia. Nei giornali radio l’ho sentito citare con la pronunciaràsciagheit”, sulla falsariga dell’inglese, e mi sono chiesta se non sarebbe invece preferibile “russiagheit”.

Pronunce ibride

“Russiagheit” è una pronuncia ibrida che può far storcere il naso ma mi pare un adattamento accettabile perché l’elemento formativo –gate (“gheit”) è in uso in italiano da almeno 40 anni ed è molto produttivo in combinazione con nomi propri di persona e di luogo, quindi è facilmente riconoscibile.

(altro…)

Macron e altri diacritici

Spiritosaggine che circola tra i linguisti (via Adam Schembri):

Macron may be popular, but he’s not without his diacritics

Gli accenti acuto e circonflesso sono subito riconoscibili ma forse non tutti sanno che macron è il segno di vocale lunga. Nelle lingue europee è usato solo in lettone (ā, ē, ī e ū) e in lituano (ū), sia per le minuscole che per le maiuscole.

Segni diacritici

Un segno diacritico (dal greco  διακριτικός “atto a distinguere”) è un elemento grafico che viene sovrapposto, sottoposto, anteposto o posposto a una lettera dell’alfabeto e le conferisce un significato speciale, ad es. una pronuncia diversa.

(altro…)

Una Z di troppo: questioni di ortografia

Truffatore smascherato dall’errore di grammatica, sul finto tesserino scrive “polizzia”. Una zeta di troppo e la foto di un ex concorrente del Grande Fratello inchiodano il finto vigile urbano.

Ho sentito questa notizia alla radio ma in una versione leggermente diversa: a smascherare il truffatore non sarebbe stata la polizia ma due anziani che gli avevano chiesto di mostrare il tesserino di riconoscimento e avevano subito notato l’errore (eh, la scuola di una volta!).

Per i media si tratta di un errore di grammatica, da intendersi nell’accezione generica e popolare di “regole per parlare e scrivere correttamente”. Io invece preferirei descriverlo come errore di ortografia.

(altro…)

Bixby, questioni di pronuncia?

Bixby è il nuovo assistente vocale per i dispositivi Galaxy S8 e S8+ del produttore coreano Samsung, per ora disponibile solo per quattro lingue: coreano, cinese e varietà di inglese e spagnolo parlate negli Stati Uniti.

Bixby logo

Il nome, che dovrebbe essere anche la hotword da pronunciare per attivare le funzionalità vocali, è sicuramente distintivo però ha anche suscitato alcune perplessità, descritte in Why Samsung’s name for its personal assistant may twist quite a few tongues*.

(altro…)

Italian Survival Eat!

Vi piace il nome Italian Survival Eat per un tramezzino con porchetta, funghi e provola?

Italian Survival Eat.
[segnalato da @_geniodelmale]

Il gioco di parole survival kit freccia282 eat è inequivocabile, anche grazie alla confezione mimetica, ma è anche chiaro che è un nome “made in Italy”. È quello che chiamo inglese farlocco: una combinazione poco idiomatica (o addirittura errata) di parole inglesi facilmente riconoscibili, pensata per un pubblico italiano. 

(altro…)

Che ne dite di speakare il volo?

SPEAKARE IL VOLO è lo slogan sulle pubblicità di una nota scuola di inglese.

BRITISH SCHOOL GROUP – SPEAKARE IL VOLO

Immagino sia rivolto a chi ha conoscenze solo rudimentali della lingua ma riesce comunque a riconoscere facilmente il gioco di parole “ibrido” e forse pensa che imparare l’inglese potrebbe essere altrettanto semplice e divertente.

Chi invece ha conoscenze intermedie o avanzate potrebbe concludere che la scuola non dia importanza alla pronuncia corretta dell’inglese. 

(altro…)

Equivoco fonico

why sausserious?

Questo è uno degli esempi che ho usato per illustrare alcuni meccanismi umoristici verbali nel mio intervento per la Giornata europea delle lingue.   

(altro…)

N come naso: è fonosimbolismo

N is for nose – N come nasoIl legame inaspettato fra concetti e suoni sintetizza una ricerca americana a cui è stato dato parecchio spazio dai media. Sono state analizzate parole di uso comune in circa 4000 lingue, evidenziando una correlazione statistica molto marcata tra gli stessi suoni e significati, ad es. in molte lingue la parola che identifica il naso contiene la nasale /n/.

Fonosemantica e fonosimbolismo

Al momento coesistono varie ipotesi per tentare di spiegare perché lingue anche molto diverse tra loro abbiano questi aspetti in comune. Sono comunque fenomeni noti da tempo e studiati dalla fonosemantica.

(altro…)

“Fromage not Farage”

Ieri a Londra migliaia di persone hanno partecipato alla marcia per l’Europa per manifestare contro la Brexit.

FROMAGE NOT FARAGEUno degli slogan più divertenti era Fromage not Farage, con palese riferimento a Nigel Farage, l’europarlamentare britannico a capo* dell’UK Independence Party (UKIP) e uno dei leader della campagna anti UE.

Lo slogan privilegia la pronuncia del cognome “alla francese” usata da Farage, /ˈfærɑːʒ/. Molti dei suoi detrattori, tra cui David Cameron, preferiscono invece chiamarlo “all’inglese”, /ˈfærɪdʒ/.

(altro…)

βρεκεκεκὲξ κοὰξ κοάξ → ribbit e cra cra

È stata molto interessante anche la puntata di ieri di La lingua batte (Radio3), dedicata a Lingua e linguaggi animali, con argomenti insoliti e particolari: dal cinghialese a un bestiario di finanza allo scimmiottamento (ma i primati non lo fanno!) e molto altro.

Ho trovato divertente la rubrica #sapevatelo, sulle onomatopee usate da Pascoli per riprodurre diversi tipi di cinguettii. A proposito della poesia Nozze, il cui titolo preliminare era La rana e l’usignolo, è stata citata anche questa nota: “le rane ponzano in una gora i loro affascinanti e rauchi coak cohak”.

  foto della rana Kermit con scritta BREKEKEKEX KOAX KOAX

Il gracidio che Pascoli rende con coak cohak riprende il greco antico di un noto verso di Le rane di Aristofane, βρεκεκεκέξ κοάξ κοάξ, di solito trascritto brekekekex koax koax.

(altro…)

Da Leicester a Gloucester passando per Derby…

Leicester City fan

Il calcio non mi interessa per nulla però pure io so che il Leicester City ha vinto il campionato di calcio inglese. Se ne parla da settimane eppure anche ieri a un giornale radio ho sentito storpiare il nome in “lister”, che si aggiunge a “leicester”, “laister” e altre variazioni. La pronuncia corretta è /ˈlɛstə/, all’incirca “lesta”, senza r finale perché l’accento inglese standard è non-rhotic (in genere la r non viene pronunciata se non è seguita da vocale).

Ci sono parecchi altri toponimi inglesi difficili da pronunciare correttamente, come Glyndebourne /ˈɡlʌɪndbɔːn/, sede di un noto festival operistico. Ho raccolto quelli che noi italiani sbagliamo spesso e per ciascuno ho indicato la pronuncia considerata standard.

(altro…)

Come si pronuncia Bowie (con falso amico)

È scomparso David Bowie e alla radio e in televisione è stato chiamato sia “baui” che “boui”. Ho aggiornato Pronuncia di nomi propri stranieri con alcune note sulla dizione corretta, che riporto anche qui.

In inglese si dice /ˈbəʊi/, che in italiano si può approssimare in “boui”. Si può ascoltare in Oxford Dictionaries e in questo frammento, dove è Bowie stesso a dire il proprio nome:

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti!

Si pronuncia allo stesso modo anche l’eponimo bowie [knife], un tipo di coltello lungo che prende il nome da James (Jim) Bowie, un pioniere americano.

(altro…)

Stravizi e stravizzi

L’Epifania tutte le feste si porta via: oggi è l’ultimo giorno per gli stravizi natalizi. 😉

Per gli stravizzi invece c’è sempre tempo, ma dubito che a qualcuno di noi capiti di esserne coinvolto.

invito a stravizzo

Ho scoperto l’esistenza degli stravizzi solo qualche giorno fa, in un articolo dell’Accademia della Crusca. Lo stravizzo è “il tradizionale convito che si teneva ogni anno all’Accademia della Crusca (detto anche beccaficata)”. È una parola del XVI secolo che deriva dal serbocroato zdravica, brindisi, entrato in italiano attraverso il veneziano.

(altro…)