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E-Bidet e differenze culturali
Di solito non seguo il calcio ma Enrico mi fa sapere che anche i media inglesi (ad es. The Guardian) stanno parlando delle polemiche su sfarzi e compensi stratosferici ai calciatori ai mondiali e che è stata ripresa una notizia sulla richiesta di Maradona di installare nuovi sanitari nei bagni del ritiro della squadra argentina, in particolare il lussuoso E-Bidet, un water accessoriato con una seduta riscaldata e getti di acqua e aria calde (simile ai water usati ormai da anni in Giappone):
The E-Bidet features a heated seat, a warm air blow-dryer and front and rear bidet wands. It sells for 450 dollars at sandman.com, which bills it as "the world’s best toilet seat". [qui]
Come anticipo di silly season, un paio di commenti sul nome E-Bidet:
| ▄ | Pensavo che il prefisso e- fosse ormai superato (fa tanto secolo scorso!) ma probabilmente la mia è una percezione relativa ad altri settori, dove le tecnologie non sono più elettroniche ma digitali e il prefisso più attuale è i |
| ▄ | Un prodotto di nicchia come E-Bidet ha un nome che, immagino, vuole evocare innovazione e consuetudini di paesi più sofisticati (basti pensare che la maggior parte degli americani non ha mai visto un bidè). Lo stesso nome avrebbe le stesse connotazioni anche in italiano? Non credo. |
| ▄ | Dubito che in Italia sia facile promuovere un unico sanitario con funzioni water+bidè*. Invece, come avevo già notato parecchi anni fa in Inghilterra, all’estero ci sono produttori e rivenditori di sanitari che classificano il bidè come un tipo di water (o accessorio da water, come nel caso dell’E-Bidet). In effetti chi ha amici stranieri, soprattutto non europei, avrà sicuramente sentito aneddoti vari sull’uso del bidè (sanitario specifico per rifiuti liquidi?) e quindi conosce già questa differenza culturale. |
Rimanendo in tema, Toiletology (Language on the Move) fa un’interessante analisi sociolinguistica dei cartelli in bagni frequentati da immigrati di provenienze geografiche diverse, evidenziando le differenze culturali (non occorre andare tanto lontano: gli europei del nord sono abbastanza scioccati dai gabinetti alla turca, per noi invece normali).
Stalls and cubicles (separated by a common language) chiarisce le differenze linguistiche e “architettoniche” dei bagni nei luoghi pubblici in UK e USA, tra cui l’immancabile spazio verticale tra porta e stipite (anche più di un cm) che in America lascia vedere tutto quello che succede dentro il gabinetto, con notevole imbarazzo degli europei.
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* L’idea water+bidè è addirittura inconcepibile per gli alcuni italiani? Nei nostri giornali la richiesta di Maradona si sdoppia in tavoletta del water e bidè elettronico (qui e qui).
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Sui nomi dei prodotti, vedi anche: Marketing plurilingue: tradurre o non tradurre? e Marchionimi e terminologia.
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In intimità con l’iPad?
Come prevedibile, fiumi di inchiostro digitale sull’iPad, anche su alcuni aspetti linguistici.
More intimate (Unspeak), ad esempio, ironizza su alcune delle parole scelte da Steve Jobs per descrivere la novità della Apple, tra cui “It’s so much more intimate than a laptop”.
In Italia l’affermazione è stata riprodotta letteralmente, molto più intimo di un laptop. Probabilmente chi ha tradotto non ha riflettuto sull’aggettivo italiano: se associato a persone il significato è sicuramente “legato da un rapporto personale stretto” ma, se riferito ad oggetti, prevale invece “relativo a zone del corpo
che di solito rimangono coperte”. Ancora più ironico se si considera che, specialmente in inglese americano, pad è l’assorbente (nel senso di igiene intima) e in questi giorni si sprecano le battute, come riporta iPad name draws feminine hygiene jokes (CNN) ma anche il Corriere della Sera. Una tra tante: “Yes, the iPad is small, lightweight and slim. But can you swim with it?”
Aggiornamento: il linguista Arnold Zwicky ipotizza che, in alcune varietà di inglese, un ulteriore problema del nome iPad, la cui pronuncia standard è / ˈaɪpæd /, possa essere la somiglianza con iPod, che potrebbe rendere il nome dei prodotti meno facile da differenziare.
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Vedi anche: "pinch" non è solo pizzicare e iPad, "flick" e terminologizzazione, sulle incongruenze di traduzione dei termini pinch e flick nella documentazione italiana di iPad, e Globalizzazione e pronuncia di nomi di prodotti, sui possibili problemi nella scelta dei nomi.
E per sorridere sulle difficoltà di scelta dei nomi di nuovi prodotti, una striscia di Dilbert:
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Scrutare i cieli con SkyFinder
Un articolo sul Corriere di oggi esordisce con “Dice un proverbio inglese: «Ogni nuvola ha un profilo d’argento». Nel dramma di Felipe Massa, il risvolto positivo è che…” Non capisco perché usare la traduzione di every cloud has a silver lining, visto che la metafora della nuvola in cielo non viene poi ripresa: forse perché l’espressione inglese pare più politicamente corretta dell’equivalente italiana non tutti i mali vengono per nuocere? Mah.
Invece, a proposito di cielo, molto più interessante quello che ho letto su SkyFinder.
A quanto pare nel cinema e nell’elaborazione di immagini viene spesso sostituito il cielo sullo sfondo se non è abbastanza “interessante”. Trovare l’immagine adatta con motori di ricerca tradizionali, usando parole chiave, non è però un processo molto efficiente perché si è costretti a scorrere tra innumerevoli foto non sempre rilevanti.
Un team di Microsoft Research ha sviluppato SkyFinder, un sistema di ricerca di tipo semantico per trovare foto del cielo specificando una serie di attributi, come descritto in SkyFinder: Attribute-Based Sky Image Search:
[…] a set of semantic sky attributes (e.g., category, layout, richness, horizon, sun position) are automatically extracted from each image. Then […] the user can interactively search sky images based on any combination of preferred sky attributes. For example, the query may be “a landscape at sunset with the sun on the bottom left”, “a sky covered with black clouds, the horizon at the very bottom”, or “a clear blue sky with a flying object”.
C’è anche una demo che mostra diversi tipi di ricerca e funzionalità come la sostituzione automatica del cielo sullo sfondo. L’interfaccia è sicuramente intuitiva e ha attirato la mia attenzione perché se venisse inclusa in qualche prodotto penso sarebbe interessante definire i concetti e la terminologia che li rappresenta, trovare gli equivalenti italiani più adeguati e analizzare gli eventuali problemi di localizzazione.
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Un aiuto per bambini che faticano a usare il mouse
Ci sono bambini che non riescono ad adoperare il mouse perché hanno difficoltà a posizionarci sopra la mano correttamente, ad es. per problemi di motricità fine.
Una soluzione fai-da-te che potrebbe aiutarli, anche per usare software studiato apposta per loro: prendere un anello giocattolo o altro anello di plastica e, dopo aver tolto l’eventuale decorazione, incollarlo sul pulsante di un mouse di dimensioni ridotte, per laptop (se prima si passa della carta vetrata sulle superfici la presa sarà migliore). Infilando il dito indice nell’anello il bambino dovrebbe riuscire a controllare il mouse e a fare clic più facilmente.
Dettagli in Microsoft designer finds simple way to help kids hang on to mice, con due brevi note lessicali: l’articolo contiene un riferimento a party favor, sostantivo tipicamente americano che indica un regalino dato a una festa, ad es. quelle di compleanno organizzate nelle catene di fast food (equivalenti italiani potrebbero essere i “giochini” o le “sorpresine” di ovetti di cioccolata e merendine); un X-acto knife di solito è un taglierino per modellismo.
Il ciclo di vita del prodotto
Post pubblicato il 3 aprile 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Il ciclo di vita di un prodotto software può essere riassunto brevemente in quattro fasi:
1. definizione dei requisiti e progettazione
2. sviluppo del software
3. testing
4. rilascio del prodotto.
Si ricomincia poi con la progettazione di una nuova versione.
I tempi, la durata, le modalità e la complessità delle fasi variano da prodotto a prodotto. In fase di progettazione vengono effettuati gli interventi di globalizzazione per assicurarsi che il prodotto, indipendentemente dalla lingua, possa essere utilizzato in mercati diversi; sia in fase di progettazione che in fase di sviluppo si lavora molto sulla localizzabilità, quindi, prima che lo sviluppo venga completato, si inizia il processo di localizzazione, che procederà in parallelo con la fase di sviluppo e che aggiungerà al testing funzionale un testing di tipo linguistico, in modo da arrivare al rilascio contemporaneo del prodotto in inglese e nelle lingue principali. Le versioni localizzate per le altre lingue saranno disponibili successivamente.
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Vedi anche: Versione beta, alfa, RC e RTM



