Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “prestiti”

Storie di bucce: da scorza a zest

How to zest a lemon

Avete notato che nel XXI secolo in cucina non si usa più la scorza di limone ma lo zest, come in inglese? 

È un anglicismo superfluo ma non è un vero e proprio neologismo: alcuni vocabolari, come lo Zingarelli, riportano infatti la parola zest, prestito dal francese zeste, marca d’uso regionale e databile agli anni ‘30 del secolo scorso: “(piemontese) scorza di limone o di arancia usata in cucina o, candita, in pasticceria: gli zest di Carignano”. Si trova anche italianizzato in zesta, soprattutto al plurale zeste.

È comunque curioso che per gli agrumi il lessico comune inglese sia più preciso del nostro nel descrivere la buccia, peel*. C’è infatti una parola per la parte colorata e profumata, zest, e una per quella bianca, spugnosa e amarognola, pith.

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Green card o carta verde?

esempio di green card

Donald Trump ha deciso di impedire l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana. L’ordine esecutivo ha colpito anche chi ha la Permanent Resident Card, il permesso di soggiorno a tempo illimitato comunemente noto come green card.

Cosa ne pensate della traduzione green card freccia282 carta verde in questo esempio?   

  Un setaccio dove sono finiti bambini, famiglie, studenti, traduttori iracheni che avevano aiutato le truppe americane, detentori di carta verde e viaggiatori con la doppia nazionalità (europea e di un Paese arabo).

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Anglicismi: criteri di condotta (messi in pratica)

anglicismi: location, call, fake news, competitor, public speaking, focus, Jobs Act, Fertility Dat, on the job, School Bonus, kickoff meeting, mission...

Francesco Sabatini in Lezione di italiano discute anche di forestierismi e identifica quattro principi generali sul loro uso “che dovrebbero stare a cuore al parlante e trasformarsi in suoi criteri di condotta”. Cito dal libro:

1 Sei veramente padrone del significato di quel termine? 
2 Lo sai pronunciare correttamente? 
3 Lo sai anche scrivere correttamente? 
4 Sei sicuro che il tuo interlocutore lo comprende?

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Le 15 parole che caratterizzano il 2016

Da Petaloso a Brexit scegli la parola del 2016

Il linguista Massimo Arcangeli in La Repubblica propone 15 parole e chiede ai lettori di votare quella che ha caratterizzato di più il 2016.

L’elenco include alcuni neologismi, vari anglicismi e parole che non sono nuove o particolari ma che rappresentano eventi o concetti che quest’anno sono stati al centro dell’attenzione. Parecchie parole sono descritte anche qui nel blog:

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Perché fake news anche in italiano?

da Like a Lie – Fake online news

[Dicembre 2016] Negli Stati Uniti si continua a discutere di fake news, le notizie false, ampiamente condivise su Facebook e altri social, che avrebbero influenzato l’opinione pubblica e contribuito all’elezione di Donald Trump. Sono state individuate diverse origini per tali notizie, dalla macchina della propaganda russa per destabilizzare l’occidente agli adolescenti macedoni che le fabbricano per fare facili guadagni con la pubblicità (cfr. The city getting rich from fake news).

Anche in Italia se ne parla, non solo con riferimento agli Stati Uniti ma anche al nostro referendum costituzionale. Qualche esempio di titoli recenti:

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Shopper a Milano e a Roma (e altri anglicismi)

A cosa vi fa pensare l’anglicismo shopper? È maschile o femminile?

tipi di shopper

A quanto pare il tipo di borsa che in italiano viene chiamato shopper (dall’inglese shopper bag) varia a seconda di dove si vive.

Per i dizionari lo shopper è il sacchetto di carta o plastica con manici fornito ai clienti dei negozi per il trasporto della merce acquistata. A Milano invece la shopper può essere una borsa da donna in pelle o altri materiali dalla forma squadrata e due manici (l’accezione che mi è più familiare), oppure la tipica borsa di tela che si riceve in omaggio. A Roma invece shopper (genere?) “vale borsa per la spesa”.

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Falsi amici latini e caucasici

Notizia del periodo pre-elettorale americano purtroppo ampiamente smentita:

Elezioni Usa, il voto dei latini incubo di Trump

Trump poteva dormire sonni tranquilli e sicuramente non aveva nulla da temere dai latini, le popolazioni che in tempi antichi abitavano il Lazio.

È un altro falso amico apparso in notizie tradotte dai nostri media. In italiano infatti l’uso di Latino non equivale a quello in inglese, dove la parola spagnola indica chi è originario dell’America latina (messicani e sudamericani).

Se si fa riferimento agli Stati Uniti, ad es. come categoria che descrive una fascia della popolazione, anche in italiano si usa il prestito, però quasi sempre al plurale e quindi nella forma originale spagnola latinos. In altri contesti si usano invece locuzioni come dell’America latina.

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Cliché

Mi ha divertita questa animazione di Cédric Villain che condensa parecchi stereotipi sulla Francia e i francesi, descritti in inglese con un forte accento transalpino (ma c’è anche la versione francese):

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Il francesismo cliché è entrato in italiano nel XIX secolo come denominazione generica della matrice zincografica per illustrazioni da inserire nelle forme di stampa tipografiche. Solo in un secondo tempo ha assunto il significato figurato di espressione priva di originalità, spesso ripetuta e perciò scontata, banale e fastidiosa, e quindi anche di frase fatta e stereotipata.

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Data scientist e data artist

Fancy term for ‘programmer’ 1976: Software Analyst 1986: Software Engineer 1996: Software Architect 2006: Software Developer 2016: Data Scientist Data Scientist (n.): A person who is better at statistics than any software engineers, and better at software engineering than any statisticians.

Queste due facezie in inglese mi hanno fatta sorridere perché data scientist è un anglicismo ormai molto diffuso anche in alcuni contesti professionali italiani.

Semplificando, nell’ambito della scienza dei dati chi lavora nel ruolo di data scientist acquisisce, rappresenta, manipola, analizza, interpreta, modella,  archivia e presenta dati complessi (cfr. big data). Si avvale di metodologie e di strumenti informatici e statistici.

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Cucina italiana nel mondo!

Curioso mix di parole italiane nella pubblicità di un ristorante italiano in Giappone, via @FabioMassi:

La Pausa Italian Restaurant

Tra i vari errori si nota che la parola pasta appare sia nella grafia originale che come viene scritta in giapponese, “pasuta” (パスタ).

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Notizie dalla Turchia: colpi di stato in prestito

Alcuni titoli di notizie in italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco visti ieri sera:

Turchia, golpe dei militari
Tentativo di colpo di Stato in Turchia
Tentative de coup d’État en Turquie
Attempted Military Coup in TurkeyLa Turchia sospesa tra golpe e putsch
Golpe de Estado en Turquía
Tentative de putsch en Turquie
Putschversuch in der Türkei
Wie funkioniert ein Putsch?

Si notano vari prestiti:
♦  colpo di stato è un calco dal francese coup d’état;
  coup d’état è usato anche in inglese, di solito abbreviato in coup
♦  golpe è un prestito abbreviato dallo spagnolo golpe de Estado (colpo di stato);   
♦  putsch è un prestito dal tedesco Putsch, usato anche in francese e in inglese.

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Risemantizzazione e tecnologia

L’infografica di How has Technology changed Language? illustra dieci parole del lessico inglese che hanno subito un processo di risemantizzazione e hanno acquisito significati tecnologici, diventando neologismi semantici.

Per frequenza d’uso, spesso le nuove accezioni prevalgono su quelle originali. Un esempio tipico è troll in inglese: senza contesto è immediata l’associazione con gli orrendi individui che infestano Internet. Probabilmente non vengono subito in mente né gli esseri delle leggende scandinave né tantomeno la pesca con esca alla base dell’accezione digitale, descritta in Vecchi e nuovi troll.

troll
Le altre parole inglesi dell’infografica sono drone, hotspot, trend, cloud, il verbo friend, cookie, spam, bug e il simbolo # di hashtag. Cosa notate?

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I 10 termini informatici più ostici per gli italiani

Samsung ha pubblicato un sondaggio europeo che ha coinvolto più di 10000 persone in 18 paesi. Sono stati rilevati i dieci termini informatici di larga diffusione che risultano meno comprensibili. Ovunque cloud è il termine più ostico, ma già qualche anno fa negli Stati Uniti un altro sondaggio aveva evidenziato la nebulosità di cloud: ne ho discusso in lost in the cloud.

Nella classifica generale europea al secondo posto troviamo streaming. Fa eccezione l’Italia: da noi il secondo termine meno comprensibile è emoji  Pare anche che il 26% degli italiani ammetta di ignorare cosa siano le emoji ma di far finta di saperlo.  

in Italia cloud, emoji e Internet of Things sono le parole meno capite – Samsung Tech Habits

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Anglicismi in Spagna: il profumo Swine

Anche in Spagna dilagano gli anglicismi, soprattutto in pubblicità. Per contrastarli ed evidenziarne gli aspetti ridicoli la Real Academia Española ha lanciato una campagna che include due finti prodotti. Questa è la pubblicità del profumo Swine:

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(in spagnolo non c’è una parola simile a swine o al suino italiano, che si dice de cerdo o porcino)

In questo video sono illustrate le motivazioni della campagna, comprensibili anche a chi non parla spagnolo, e c’è la pubblicità degli occhiali Sunset Style with Blind Effect:

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Parole per i 30 anni di Internet

Oggi 29 aprile si festeggia Internet Day, una giornata dedicata alla prima connessione a Internet dell’Italia, avvenuta il 30 aprile 1986 e illustrata in questa immagine dal sito Italian Internet Day

il primo collegamento - 30 aprile 1986

Mi è piaciuto anche Internet non è il web. Tutto quello che devi sapere sulla Rete in 10 parole. Ripercorre alcune tappe fondamentali di Internet prendendo spunto da alcune parole chiave (in maggior parte acronimi). Non manca una distinzione semplificata tra Internet e il Web: “il web può essere inteso come la parte grafica, multimediale e ipertestuale di Internet”.  

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