Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “parole macedonia”

Spamming, spinning e spimming

a short history of spam  (E-Learning Provocateur) 

Il filtro antispam del blog funziona bene ma succede che includa anche commenti reali e quindi do sempre una rapida scorsa ai messaggi indesiderati prima di eliminarli. Dopo avere letto “Some superb entropy” in the language of spam ho notato che sono ricorrenti gli esempi di spinning.

Lo spinning è una tecnica sviluppata per acquisire visibilità nei motori di ricerca e poi usata anche dagli spammer. Consiste nel prelevare contenuto altrui e “riscriverlo” sostituendo automaticamente alcune parole con loro sinonimi, generando così dei testi che ai motori di ricerca appaiono nuovi.

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Sindrome da vibrazione fantasma

In Australia è stata scelta come parola (polirematica) del 2012 ma esiste già da qualche anno: è la phantom vibration syndrome, la sensazione che il telefonino che si ha in tasca stia segnalando l’arrivo di una telefonata o di un messaggio inesistenti. A quanto pare non è solo un’illusione: la sensazione potrebbe essere dovuta a una minima scarica elettrica che può verificarsi quando il telefono si collega a una diversa cella radio.

Le donne di solito tengono il telefono in borsa e quindi credo che la sindrome da vibrazione fantasma sia un problema soprattutto maschile. Io però ho provato qualcosa di simile, la sindrome del telefono fantasma (in inglese phantom phone [ringing] syndrome) che è la sensazione di sentire un telefono che suona mentre si usa il phon o si fa la doccia o altre attività rumorose. È un fenomeno psicoacustico che Wikipedia definisce “una sorta di pareidolia acustica”; è dovuto all’importanza che il nostro orecchio dà a una gamma specifica di frequenze, come spiega Hear Ringing and There’s No One There. I Wonder Why che cita anche altri neologismi inglesi per descrivere questa sensazione, tra cui le parole macedonia ringxietyy e fauxcellarm (false cell [phone] alarm) e hypovibrochondria.

Vedi anche Paure moderne: nomofobia.

#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese è stata pubblicata la decisione che l’hashtag debba chiamarsi mot-dièse*. La notizia è stata ripresa dai nostri media e su Twitter c’è stata una discussione (#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag, ora non più disponibile) per suggerire un equivalente italiano. Alcune proposte: parola chiave, paroletta, le metafore spilla e coda di gallo e la parola macedonia cancelletta (cancelletto+etichetta).

immagine dal Supporto Utenti TwitterIn realtà, come dicevo in Hashtag, parola e simbolo, un termine “ufficiale” italiano ci sarebbe già: nella documentazione italiana di Twitter gli hashtag sono chiamati etichette (invece in quella francese hashtag), una scelta però ignorata dalla maggior parte degli utenti.

La discussione mi ha ricordato il concorso per trovare alternative a blog, chat, newsletter, spamming: nel linguaggio informatico italiano i prestiti sono spesso privilegiati a possibili parole italiane e quando un forestierismo è già diffuso risulta quasi impossibile sostituirlo.
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* Cfr. diesis <> cancelletto [link aggiunto]

Phablet, un brutto nome?

foto Samsung Galaxy NoteUltimamente stanno avendo molto successo i phablet, i dispositivi mobili con uno schermo touch screen di dimensioni tra i 5 e i 7 pollici. Phablet è una parola macedonia formata da phone + tablet, già segnalata nei commenti a Ultrabook, notebook e altri –book. Come suggerisce il nome, descrive un ibrido tra uno smartphone e un tablet.

Sembra però che in inglese la parola phablet risulti molto sgradevole. Ne parlano Why We Hate the Word ‘Phablet’ So Much e The Not-So-Fabulous "Phablet", con considerazioni linguistiche familiari a chi si occupa di valutazioni di globalizzazione:

1) non è una parola macedonia efficace perché i lessemi che la compongono non condividono alcun fonema e perché viene usata solo la consonante iniziale della prima parola e le parti centrale e finale della seconda, una fusione poco bilanciata che raramente funziona;

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Neologismi: bashtag

Concludo quella che è diventata la “settimana dell’hashtag” con bashtag, una parola macedonia formata da bash (attaccare, criticare ferocemente) e hashtag..

Word Spy fa risalire al 2010 il verbo bashtag, in seguito usato anche come sostantivo. Descrive un hashtag associato a commenti molto negativi, in particolare quando ci si appropria dell’hashtag creato da un’azienda a scopi promozionali. Un tipico esempio è quello di #McDStories, hashtag creato da McDonald’s per far raccontare bei momenti nei propri fast food ma usato invece per condividere esperienze molto negative.

USA: armi, lessico e “gundamentalist”

Per un europeo è difficile capire l’ossessione degli americani per le armi da fuoco e quanto “normali” siano pistole e fucili nella vita quotidiana di molte persone. Ci pensavo quando ho scoperto da Silvia Pareschi che negli Stati Uniti vengono pubblicizzati zainetti antiproiettile per bambini con lo slogan No more victims of school shootings!, come se le sparatorie a scuola fossero un’evenienza comune, ed esistono molti altri prodotti da usare in caso di un ‘Active Shooter’ situation, un eufemismo che trovo inquietante.

Dopo il massacro dei bambini di Newtown ho letto alcuni interventi che riflettono proprio sul linguaggio usato per parlare di armi negli Stati Uniti, importante perché può influenzare un eventuale cambiamento nell’opinione pubblica, soprattutto se vengono usate (o evitate) parole connotate emotivamente e/o culturalmente.

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tacchino+pollo+suino = ???

Oggi negli Stati Uniti è Thanksgiving e si mangerà carne di tacchino in abbondanza, tra cui il turducken, un piatto che consiste in un tacchino farcito con un’anatra a sua volta farcita con un pollo che ha un ulteriore ripieno, ad es. di salsiccia, con una procedura chiamata engastration. Il nome turducken è una parola macedonia formata da turkey+duck+chicken. Se ciascun volatile viene avvolto con del bacon, si mangerà invece il turbaconducken.

Ho pensato ai nomi di queste specialità americane ieri, quando G., dopo aver letto Carne o pollo?, mi ha mandato la foto di un volantino del supermercato LIDL:

salsicce di tacchino con suino e pollo 
La carne non mi piace e quindi non ho idea se il miscuglio tacchino con suino e pollo possa davvero risultare irresistibile, però potremmo provare a inventarci un nome.
Suggerimenti? :-)


Vedi anche: nei commenti a Thanksgiving al 99%, un accenno al torfurkey, surrogato di tacchino a base di tofu.

Da glitterati a twitterati

Nei commenti a Twitterologo si possono trovare altri neologismi associati a Twitter: in italiano twitterista e twittatore, per descrivere chi usa Twitter, e in inglese twitfluencer, un utente di Twitter autorevole (influencer).

twitteratiIn inglese si usa anche twitterati, parola che il Collins Dictionary descrive come sostantivo plurale che identifica gli utenti di Twitter. Anche in italiano c’è chi ha adottato il prestito twitterati, forse non del tutto consapevole dell’origine della parola e delle sue connotazioni spesso ironiche.

Twitterati è una parola macedonia formata da Twitter + glitterati, sostantivo plurale che in inglese descrive i personaggi famosi, ricchi, belli e, come presumo dicano gli italiani ferrati in materia, molto fashion e glamour

Glitterati è potenzialmente un falso amico perché in italiano glitterato ha il significato di “ornato di lustrini” e, per estensione, ”vestito in maniera eccentrica” (Devoto Oli). 

Twiplomacy e il prefisso e-

twiplomacy logoIl nuovo mondo comincia con la e-, un articolo del Portale Treccani, prende spunto dal recente convegno Twiplomacy: la diplomazia al tempo di Twitter, per segnalare il neologismo twiplomacy, introdurre il concetto di e-diplomacy e analizzare il prefisso e-.

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Paure moderne: nomofobia

Qualche mese fa Fritinancy descriveva il neologismo inglese nomophobia, la paura di trovarsi senza cellulare o di non poterlo usare (batteria scarica, mancanza di copertura ecc.). È una parola macedonia composta da no + mobile + phobia.

immagine articolo Emanuela Di PasquaIeri ne parlava anche il Corriere, facendo riferimento agli stessi dati, ma dando a nomofobia un significato diverso: Ecco la nomofobia, così si chiama la paura di perdere il cellulare. Anche altri, ad es. il TG1, affermano La paura di perdere il proprio telefonino si chiama “nomofobia”.

Temo sia un ulteriore esempio della scarsa affidabilità dei contenuti tradotti dalla redazioni online dei media italiani.

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#snOMG!

Dopo le abbondanti nevicate di questi giorni, nelle prime pagine dei quotidiani di ieri e di oggi mi sarei aspettata titoli ad effetto sul maltempo e invece la parola scelta quasi ovunque è gelo, senza alcuna esagerazione.

L’inglese è molto più creativo, specialmente in America, dove le tempeste e le bufere di neve possono durare vari giorni e causare enormi disagi. Si registrano in particolare parole macedonia, che da portmanteau [word] sono state ribattezzate snowmanteau

snowmanteauLe due parole che hanno avuto più successo sono snowmageddon (snow+armageddon) e snowpocalypse (snow+apocalypse); Snowzilla (snow+Godzilla) invece è il nome dato sia a un enorme pupazzo di neve che a una famigerata (mostruosa?) bufera di neve.

Altre parole divertenti sono snovice (snow+novice), una persona che non ha mai visto la neve, e snowhere, la risposta che si dà alla domanda “where do you go in a snowstorm?”.  E su Twitter si usa l’hashtag #snOMG, che combina la parola snow con l’esclamazione OMG.

Vignetta: Partially Clips via Language Log

Aggiornamento febbraio 2013 – In Winter storms il linguista Arnold Zwicky commenta gli insoliti nomi scelti da The Weather Channel per le tempeste di neve negli Stati Uniti. In Italia, invece, alla prima grossa nevicata dell’inverno si dà un banale nome inglese, Big Snow.

Bungarello: occasionalismo o neologismo?

Ieri il Corriere della Sera riportava che in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS
(1 dicembre) alle redazioni dei programmi RAI era stato comunicato il divieto del ministero della Salute di nominare esplicitamente il profilattico (ma il ministro ha poi smentito).

#bungarelloLa trasmissione radio Caterpillar ha approfittato di questo contesto per chiedere agli ascoltatori di trovare un nome più accattivante per il preservativo.

Ci sono state proposte molto divertenti e ha vinto un bell’esempio di creatività linguistica, bungarello.

Uno dei conduttori l’ha descritto come “un termine un po’ vezzeggiativo”, cogliendo un aspetto interessante della formazione delle parole.

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Agosto con mucche, pecore, squali e grossi felini

exciting times

The Independent scrive di silly season in Minor British Institutions facendo un elenco di dieci argomenti ricorrenti in piena estate (da depennare man mano che se ne parla).

L’ho trovato divertente perché, anche se ricorda certe notizie estive italiane, contiene vari riferimenti tipicamente britannici. Tra i protagonisti non potevano ovviamente mancare gli animali, che da quelle parti piacciono molto:

1 Someone has been holidaying in the same resort for many years
2 Egg fried on pavement
Per dire che è così caldo che i marciapiedi diventano bollenti, in inglese esiste proprio l’espressione idiomatica “you can fry an egg on the pavement”.
3 Photograph of a brimming reservoir
Nel Regno Unito ci sono bacini idrici un po’ ovunque, anche nelle periferie delle città; se ne parla quando piove molto e sono colmi (ma anche in periodi in cui l’acqua scarseggia, nel qual caso diventano once brimming).
4 Shark off Cornwall; big cat near Woking
Anche in Italia in questa stagione non mancano gli avvistamenti di squali e pantere ma immagino che non sia casuale il riferimento a Woking (Surrey), la città dove atterrano i marziani nel romanzo The War of the Worlds di H.G. Wells.
5 Sheep learn to roll over cattle grids
In molti paesi si trovano le griglie metalliche orizzontali che sulle strade di campagna servono a impedire il passaggio di bestiame, però per me saranno sempre tipicamente inglesi perché è lì che le ho viste per la prima volta.
6 Famous middle-aged man has moobs
Moobs è una parola macedonia (man+boobs) che descrive la ginecomastia.
7 Cow falls from clifftop onto caravan
In roulotte in un caravan park in campagna, vicino a una scogliera: la quintessenza della vacanza tradizionale inglese!
8 Topless sunbathing banned in Frinton
Frinton-on-Sea (Essex) ha la reputazione di essere una località molto conservatrice e all’antica, decisamente non al passo con i tempi. Poco probabile che le famigerate Essex girl vadano in villeggiatura da quelle parti!
9 BBC: too many repeats
Le repliche alla TV fanno notizia anche da noi ma almeno alla BBC non c’è pubblicità.
10 No one appears to be running the country
Nessuno sta davvero governando il paese? In Italia, invece…
 

Buon Ferragosto!


Vedi anche: Icone culturali inglesi e Britannia in brief.

Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto

Menu made in USA: un primo di Pastachettis ai quattro formaggi, poi Soffatelli con pollo o manzo e infine, dulcis in fundo, un gelato Boccalone Prosciutto.

Pastachettis soffatelli

Avete già l’acquolina in bocca? No? Beh, sembra che neanche i clienti della catena di ristoranti Olive Garden siano stati molto tentati da pastachettis e soffatelli. A quanto pare i nomi inventati non risultavano sufficientemente familiari, come raccontato qui.

Ho provato a immaginare l’ispirazione per questi nomi “creativi” pseudoitaliani facendo un paio di considerazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione e di localizzabilità:

Un pastachetti è una striscia di pasta che avvolge del composto al formaggio, quindi il nome potrebbe essere una parola macedonia formata da pasta+pacchetti. Ma si pronuncia con /k/ oppure “pastacéti”?
I soffatelli sono dei fagottini di pasta sfoglia, però il vero nome italiano mi pare improponibile per il possibile riferimento a faggot. Difficile capire da cosa derivi soffatelli, forse chi ha coniato il nome si è ispirato ai Sofficini? O forse ha pensato alla pasta sfoglia (puff pastry) che si gonfia (puff up) durante la cottura? In questo caso, una ricerca da dizionario limitata a puff potrebbe spiegare il verbo “soffiare” come equivalente italiano e spunto per il nome.

Comunque sia, è poco probabile che in queste scelte siano stati coinvolti “italiani DOC”!

boccalone-prosciutto-icecreamIl gelato Boccalone Prosciutto è invece una specialità di una gelateria di San Francisco; il nome fa riferimento all’ingrediente principale e alla salumeria che lo fornisce.

L’ho scoperto dopo aver letto Ice Cream (The Language of Food), un articolo che prende spunto da alcuni gusti insoliti proposti da gelaterie californiane per raccontare la storia dei gelati e dei sorbetti e aggiungere alcune considerazioni fonosemantiche sulle vocali nei nomi di gelati.

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Flipback, Librino e .2: un’alternativa agli ebook?

Tiny books – the next big thing? (The Irish Times) si domanda se i libri di piccole dimensioni siano la nuova tendenza dell’editoria, soprattutto per i lettori che preferiscono ancora la carta stampata agli ebook, e cita il successo dei volumetti (bookette!) pubblicati qualche anno fa dalla casa editrice inglese Penguin.

flibpackLo spunto è un nuovo formato di libro tascabile, appena lanciato sul mercato britannico con il nome di flipback. Misura 12×8 cm, quindi è poco più grande di un iPhone, si legge a 90° rispetto ai libri tradizionali (il testo è parallelo al dorso), rimane aperto da solo e in media pesa  meno di 145 g perché stampato su carta leggerissima.

L’idea è di una casa editrice olandese specializzata in bibbie (grammatura ridotta!) che ha chiamato il nuovo formato dwarsligger, spiegando così il significato: “A person unwilling to cooperate, who is stubbornly resistant to everything; obstructionist; troublemaker (from Dutch dwars – crossways, transverse; intractable, contrary – and liggen, to lie)”.

Il nome originale era ovviamente improponibile altrove e può essere interessante confrontare i marchionimi scelti per gli altri mercati in cui è presente il nuovo formato.

In inglese flipback fa pensare a paperback, il libro tascabile, con un riferimento esplicito a flip, l’azione di girare velocemente le pagine (che può essere back and forth); può richiamare anche le parole flip book, il cineografo, e flip phone, il cellulare con l’apertura a conchiglia;
in spagnolo è stato scelto un nome trasparente, Librino, ottenuto con un diminutivo che non fa parte della lingua ma che è immediatamente comprensibile;
in francese il nome .2 (Point Deux) e la pubblicità giocano invece con i riferimenti alle nuove tecnologie: 
La révolution du livre

La novità arriverà anche in Italia? Spero di sì, se non altro per sapere come si chiamerà! 


Vedi anche: Scelte terminologiche: ringare, Rrring! e trillo, per esempi di strategie diverse in lingue diverse nella scelta del nome di una nuova funzionalità.