Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “ortografia”

Inglese farlocco: Family Bag

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare il Ministero dell’Ambiente ha promosso il progetto Family Bag.

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Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, ha dichiarato: “Il Family Bag è l’upgrade semantico del più noto doggy bag, e permette non solo di svecchiare il termine ma anche di affrancare il concetto dal ghetto del nostro immaginario e dal pudore di richiederlo a fine pasto”.

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Lo step– della stepchild adoption

Il post Anglicismi governativi: stepchild adoption sta avendo innumerevoli visualizzazioni da ricerche sulla traduzione e il significato della locuzione che molti hanno completamente frainteso (non si spiega altrimenti l’associazione con il cosiddetto "utero in affitto").

Un altro segno dell’opacità dell’anglicismo è la grafia impropria step child (due parole) che continuo a vedere in diversi media e che mi ha dato lo spunto per un aggiornamento al post, che riporto qui.

*step child è un errore che indica scarsa conoscenza dell’inglese: viene fatta confusione tra il sostantivo step (passo, scalino, gradino, piolo….) e il prefisso step che in inglese indica un rapporto di parentela instaurato .scaletta di legno a scala a libro: “YOU ARE NOT MY REAL FATHER!” Didascalia: STEP LADDERda un nuovo matrimonio: stepmother e stepfather sono matrigna e patrigno, stepson e stepdaughter figliastro e figliastra.

Il prefisso step– è sempre unito alla parola che qualifica, altrimenti è un errore di ortografia. Fanno ovviamente eccezione i giochi di parole, come nella vignetta qui accanto, dove è sfruttata l’omofonia del prefisso e del sostantivo.

[ ladder è qualsiasi scala non in muratura e step ladder – o stepladder – è la scala a libro ]

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Stravizi e stravizzi

L’Epifania tutte le feste si porta via: oggi è l’ultimo giorno per gli stravizi natalizi. 😉

Per gli stravizzi invece c’è sempre tempo, ma dubito che a qualcuno di noi capiti di esserne coinvolto.

invito a stravizzo

Ho scoperto l’esistenza degli stravizzi solo qualche giorno fa, in un articolo dell’Accademia della Crusca. Lo stravizzo è “il tradizionale convito che si teneva ogni anno all’Accademia della Crusca (detto anche beccaficata)”. È una parola del XVI secolo che deriva dal serbocroato zdravica, brindisi, entrato in italiano attraverso il veneziano.

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Zap → WhatsApp → “uozzap”

gruppo Wazzup dei genitori

Il nome WhatsApp ormai fa parte del lessico quotidiano di milioni di italiani, ma per molti risulta ostico: nelle comunicazioni scritte informali si trovano variazioni di ogni genere (watsap, wattsap, wattsapp, uotsap, uatsapp, uatsap, uorzap…) e nella pronuncia prevale “uozzap”.

WhatsAppNessun dubbio di ortografia se invece l’app fosse stata chiamata Zap, il nome alternativo preso in considerazione dai suoi ideatori americani. Non so quale delle diverse accezioni di zap avessero in mente, probabilmente volevano comunicare rapidità e vivacità.

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“hastang”

Ho già osservato che l’anglicismo hashtag può risultare ostico: non è congruente con le convenzioni dell’ortografia italiana e non è ovvio per tutti che si tratta di una parola composta da hash + tag. Questi aspetti rendono tutto sommato comprensibili due errori molto comuni, *hastag e *ashtag, entrambi con un’h dimenticata. Mi lascia invece perplessa l’errore *hastang, ricorrente su Twitter e trovato anche nei siti di alcuni media.

Escludendo problemi di “corruttori” automatici, non capisco da cosa sia guidata questa insolita rianalisi: l’unico anglicismo simile che mi viene in mente è mustang, ma dubito sia influente. Non credo ci siano interferenze dovute alla pronuncia perché mancherebbe anche l’h iniziale e comunque la diffusione delle parole dei social media avviene soprattutto in forma scritta.

hastangForse c’è chi trova la sequenza shtag così insolita che, senza rendersene conto, la “normalizza” in stang, sostituendo l’h con una lettera di aspetto simile e più frequente.

Che altre spiegazioni si potrebbero ipotizzare?

hmm, mmm, mmh, uhm, ehm…

Oggi su Twitter si gioca con #GiornataMondialeDellOnomatopea, spunto per aggiungere un paio di osservazioni su un messaggio di errore che avevo visto nel sito di Apple:

Mmm, la pagina che hai richiesto non si trova.

Qualche mese fa vi avevo chiesto che effetto vi facesse e parecchi avevano confermato la mia impressione che in questo contesto l’ideofono mmm risulta insolito perché suggerisce innanzitutto apprezzamento per cibo. Per alcuni comunica anche ponderazione (“sto riflettendo”) ma soprattutto se scritto con un’h finale, mmh

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Graecum est, non legitur → It’s all Greek to me

all greek to meQuando non si capisce nulla di qualcosa o di quello che dice qualcuno, in inglese si può dire It’s (all) Greek to me. L’espressione viene fatta risalire a Shakespeare, che l’aveva usata in Giulio Cesare, ma era già apparsa anni prima nella traduzione di un’opera teatrale italiana.

Pare che la frase facesse riferimento alla difficoltà dei monaci amanuensi quando trovavano citazioni in greco all’interno dei testi in latino. La loro soluzione era sostituirle con un’annotazione che indicava che era impossibile leggerle, Graecum est, non legitur (oppure Graeca sunt, non leguntur o Graecum est; non potest legi). Altri dettagli in Is It All Greek To You? Thank Medieval Monks, And The Bard, For The Phrase.

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L’inglese mediocre degli italiani

Testo scritto da Matteo Renzi sul libro degli ospiti della Casa Bianca: “With all the friendship of ITALIAN people and ITALIAN goverment. Thank you for this opportunty to underline our strategic bond with United States”È stato dato parecchio rilievo alla n mancante dalla parola government nel testo scritto da Matteo Renzi sul libro degli ospiti della Casa Bianca, con titoli come “Renzi bocciato in inglese” o “Errore da matita rossa” e numerose condivisioni sui social media.

I censori si sono scandalizzati per una svista ortografica che non pregiudica la comprensione (riprova: non si sono accorti di opportunty al posto di opportunity), ma non hanno rilevato un errore più grave e ripetuto, la mancanza di tre articoli determinativi qui essenziali (esempio: of Italian people fa pensare a un numero vago di “persone italiane”, mentre “del popolo italiano” si dice of the Italian people).

Lingue straniere: forma e comunicazione

Questa reazione mi pare sintomatica di come si affrontano le lingue straniere in Italia: molta importanza alla forma e alle regole ben codificate, come quelle ortografiche, e poca attenzione all’aspetto comunicazionale

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Virch

In inglese virch è un’abbreviazione colloquiale di virtual reality, locuzione più comunemente abbreviata in VR.

virtual realityVirch è un esempio di grafia aberrante, un espediente grafico tipico di alcuni ambiti informatici. Sfrutta le alternative consentite dall’ortografia inglese per rappresentare gli stessi fonemi: in virch l’affricata postalveolare sorda // di virtual viene “normalizzata” usando il più comune digramma ch.
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Vedi anche: Chitroli e carchope: l’ortografia imperfetta

Refuso di Expo 2015 ed errori dei media

Sicuramente avrete già visto l’errore BUT anziché BUY con successivo rappezzo sulla frase inglese di alcuni cartelloni che invitano a comprare i biglietti di Expo 2015:

BUT YOUR TICKET AT FIERAMILANO

L’aspetto per me più preoccupante non è l’errore di per sé (chi non fa errori di battitura?) ma che non se ne sia accorto nessuno (chi ha composto il cartellone, chi l’ha stampato,  chi l’ha esposto, con chissà quanti altri passaggi intermedi). È una conferma sconsolante di una sciatteria purtroppo diffusa: altri esempi in Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli.

Nei media, errori sull’errore

L’errore è diventato virale ed è stato ripreso dai media. Ho dato un’occhiata a un paio di articoli e sono stata colpita da quanto ci sia stato ricamato sopra e con che superficialità.

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Calco ortografico: 1000+

1000+ eventi culturali – video di presentazione

più di 1000 eventi culturali – sito del Ministero dei beni cultural

1000+ CULTURAL EVENTS – sito verybello.it

La convenzione inglese del numero seguito dal segno + è sempre più diffusa anche in italiano, ma si tratta dell’ennesimo calco: sono convinta che chi l’adotta ignori che in questo caso in inglese + non rappresenta il simbolo dell’addizione ma l’aggettivo plus che equivale a or more e si pospone al numero (ad es. groups of 20 plus), mentre in italiano usiamo la locuzione più di che precede il numero, quindi non avrebbe molto senso scrivere 1000+.

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doxxing

Il verbo inglese dox, da cui derivano doxing / doxxing e doxxed, è un neologismo recente che indica la ricerca, la compilazione e la pubblicazione online di informazioni private su un particolare individuo, carpite con intento malevolo (cfr. Oxford Dictionaries e la frase di esempio  hackers and online vigilantes routinely dox both public and private figures).

Etimologia: per molti da docs (plurale di documents), per altri invece da dossier. In entrambi i casi si tratta di varianti grafiche (cs x o ss x) tipiche del gergo usato in alcuni ambiti informatici, ad es. da hacker e pirati informatici. Altri esempi in Grafia aberrante.    

Chitroli e carchope: l’ortografia imperfetta

Al mercato delle mele cotone lavorano molti nordafricani e asiatici del subcontinente indiano che immagino si siano dovuti arrangiare per imparare l’italiano. Sui loro banchi ho visto parecchie scritte che smentiscono la convinzione comune che l’ortografia italiana sia del tutto trasparente (“si scrive come si parla”). È sicuramente più intuitiva di quella di molte altre lingue ma rimane comunque imperfetta.

Molti degli errori che si vedono sui cartellini dei prezzi sono ricorrenti, ad esempio l’affricata postalveolare sorda / ʧ / viene resa ripetutamente con ch, come in altre lingue europee: spinatchi, arancha, chipola. Ne so qualcosa con il nome Licia: la convenzione di aggiungere una i “muta” alla c per rendere / ʧa / e / ʧo / è fuorviante e difficile da far capire ai non italiani.

chitroli carchope

Un altro errore tipico riguarda un fonema poco diffuso in altre lingue, la consonante nasale palatale / ɲ / che in italiano è rappresentata dal digramma gn.

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Giacomo Leopardi sull’ortografia

Alcune considerazioni dallo Zibaldone di Giacomo Leopardi citate dalla voce Ortografia dell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani:

Una delle cause della imperfezione e confusione delle ortografie moderne, si è che esse si sono quasi interamente ristrette all’alfabeto latino, avendo esse molto più suoni, massime vocali, che non ha quell’alfabeto. […] I caratteri dell’alfabeto latino non bastano a molte lingue moderne. E generalmente si vede che le ortografie sono tanto più imperfette, quanto le lingue sono più distanti per origine e per proprietà dal latino. (4284-4285)

CASTANIA: “GN” esempio di ortografia imperfettaL’ortografia perfetta, invece, sarebbe caratterizzata da questi tre elementi:

1. Ogni segno, come si pronunzia nell’alfabeto, così nella lettura sempre; 2. E nell’alfabeto esprima un suono solo; 3. Non si scriva mai caratteri da non pronunziarsi, né si ometta lettere da pronunziarsi. (4488)

Sarà l’argomento del prossimo post, Chitroli e carchope: l’ortografia imperfetta.

Vedi anche: Ortografia italiana e prestiti dall’inglese (nota finale sulle principali incongruenze delle convenzioni di scrittura italiane).

I promessi sposi in dieci minuti

Probabilmente conoscete già gli Oblivion, ospiti della diretta serale della Giornata proGrammatica di Radio3. Molto divertenti, e mi hanno anche rafforzato la voglia di rileggere I promessi sposi, romanzo molto apprezzato al liceo grazie alla prof. Dragoni.

Ma come si scrive il titolo del libro? Non lo so: si trova sia I Promessi Sposi (tutte le iniziali maiuscole, il title case americano) che I promessi sposi. Su molte vecchie copertine appare invece tutto in maiuscole, I PROMESSI SPOSI, forse proprio per evitare la scelta?!?

Vedi anche: L’Abuso delle Maiuscole (la maiuscolite, disturbo americano diffuso anche in Italia) e MAIUSCOLI e Maiuscole (una peculiarità d’uso nei fumetti americani).