Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Office”

ClipArt politicamente scorretta

In Lingue, funzione fatica e cortesia riportavo che gli inglesi trovano brusco e scortese il modo di parlare esplicito dei tedeschi, ma in realtà si tratta di strategie di comunicazione diverse. Questo tipo di fraintentimenti contribuisce a molti stereotipi culturali.

Mi è tornato in mente quando ho cercato un’immagine per diphthong nella ClipArt di Microsoft Office, versione americana. Sapevo che eventuali insulti, per quanto blandi, non avrebbero restituito alcun risultato e così ho scelto “rudeness” come prima chiave di ricerca.

ClipArt_rudenessNon mi aspettavo di ottenere un’unica immagine associata a rudeness e sono rimasta alquanto perplessa che fosse la foto di un tedesco, resa inconfondibile dalla bandiera dipinta in faccia.

ClipArt politicamente scorretta e fedele ai peggiori stereotipi?!?

(continua…)

Ricavare un elenco con Trova e sostituisci (Word)

Un commento a Per appassionati di calcio: football words fa notare che la notizia originale era stata ripresa anche dal Corriere della Sera, seppure con qualche svista di traduzione.

Di calcio non so praticamente nulla e quindi non aggiungo osservazioni, però, se qualcuno volesse confrontare i due testi, c’è un modo semplice per ricavare velocemente l’elenco dall’articolo originale, approfittando della formattazione in corsivo delle parole rilevanti

Testo originale   Elenco di parole
[…] what to call different areas of the pitch – the goal, made up of the goalposts and the crossbar (collectively the woodwork), the box, the touchlines, and of course left and right […]

[…] 20) pitch, 21) goal,
22) goalposts, 23) crossbar,
24) woodwork, 25) box,
26) touchlines, 27) left,
28) right
[…]

Per ottenerlo si possono usare le funzioni avanzate di Trova e sostituisci in Word. Per chi non avesse mai provato, ho descritto i passaggi da seguire (ci vuole sicuramente più tempo a leggerli che non a ricavare l’elenco, per il quale bastano davvero solo due minuti!).

(continua…)

Fiocchi di neve in formato testo

Ultimamente parecchi leggono Ancora neve: schema snowflake e caratteri Unicode cercando informazioni su come ottenere i caratteri che rappresentano i fiocchi di neve.

Nei documenti di Word è davvero semplice: basta digitare il codice Unicode (2744, 2745 o 2746), quindi premere Alt+X e il codice verrà convertito in simbolo.

snowflakes

Se non si ricorda il codice, si può inserire il carattere dalla tabella dei simboli. È la procedura da seguire anche in PowerPoint: scegliere la scheda Inserisci, il gruppo Testo, quindi Simbolo; selezionare un tipo di carattere che includa i simboli desiderati (ad es. Arial Unicode MS o MS Gothic), in basso a destra nell’elenco da selezionare Unicode (hex), quindi in alto a destra nell’elenco Sottoinsieme selezionare Dingbat. I caratteri per i fiocchi di neve si trovano subito dopo quelli floreali e hanno i codici 2744, 2745 e 2746.

Se il simbolo viene usato spesso, Word consente di associargli una combinazione di tasti di scelta rapida oppure una sequenza di caratteri che verrà convertita automaticamente nel simbolo grazie alla Correzione automatica (opzioni disponibili nella finestra Simbolo).

…oppure si può fare il copia e incolla dei caratteri qui sotto (visualizzati correttamente solo se nel sistema è installato Arial Unicode MS):

Lorem ipsum in Word

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Maecenas porttitor congue massa. Fusce posuere, magna sed pulvinar ultricies, purus lectus malesuada libero, sit amet commodo magna eros quis urna. Nunc viverra imperdiet enim. Fusce est. Vivamus a tellus.

Il testo riempitivo in (pseudo) latino noto come lorem ipsum, usato in bozze o prove grafiche al posto di testo “reale”, è ora abbastanza diffuso da essere subito riconoscibile. Ha una storia antica: sembra sia stato usato per la prima volta da uno stampatore del 1500 che aveva ricavato le parole da uno scritto di Cicerone (tutti i dettagli in Wikipedia).

Se vediamo il testo lorem ipsum…, ormai non ci facciamo troppo caso. Una ventina di anni fa però non era così comune e so che c’erano stati utenti italiani che, trovandolo per la prima volta in qualche manuale di software, si erano lamentati. I motivi erano due:

testo latino errato, con problemi di sintassi e sequenze di caratteri o lettere sconosciute agli antichi romani, come ad es. nonummy
troppe parole negative, o percepite come tali, quali dolor, dolore, odio…
ed eros!  

Lungi da me l’idea di formulare ipotesi sul tipo di persone che decidono di contattare il servizio clienti o il supporto tecnico per questi problemi…

Aneddoti a parte, forse non tutti sanno che in Word c’è una funzione per inserire automaticamente questo tipo di testo. Se nella scheda Correzione automatica è selezionata l’opzione Sostituisci il testo durante la digitazione, basta inserire

           =lorem()

e premere Invio per ottenere tre paragrafi di testo di tre frasi ciascuno. Si può anche specificare il numero di paragrafi e di frasi, ad es. =lorem(2,8) genererà due paragrafi di otto frasi ciascuna.

Una funzione simile è =rand.old() che nella versione inglese di Word consente di inserire paragrafi e frasi con il pangramma The quick brown fox jumps over the lazy dog e in quella italiana restituisce invece Cantami o Diva del pelide Achille l’ira funesta.

Excel, glossari ed elenchi a discesa

In Gestione della terminologia e localizzazione facevo notare come negli anni ci sia stata un’evoluzione nelle modalità e negli strumenti usati per le attività linguistiche all’interno del ciclo di vita di un prodotto. Non è un’osservazione limitata alla produzione di software: in tutti i settori in cui viene fatta una gestione sistematica della terminologia si è passati dalle rudimentali liste di termini in file di testo di una ventina di anni fa a database terminologici sviluppati ad hoc o creati con una delle soluzioni disponibili sul mercato.

Chi ha lavorato con me conosce bene la mia avversione ai fogli di calcolo per attività linguistiche, però posso capire che, in contesti non professionali, programmi come Excel siano una soluzione accettabile per creare rapidamente dei semplici glossari.

In questi casi, oltre ai termini e alle definizioni, è ovviamente consigliabile includere anche metadati come ad es. parte del discorso, genere (in italiano essenziale per i prestiti), fonte, dominio, note ecc., da scegliere in base alle proprie esigenze ma cercando di rispettare standard che, in futuro, faciliterebbero l’esportazione dei dati in altri strumenti.

elenco_discesa_Excel Per le categorie di dati con valori predefiniti (ad es. in italiano genere prevede solo le due opzioni maschile o femminile), in Excel si può usufruire dell’opzione Convalida dati e creare un elenco a discesa da cui selezionare la voce appropriata, velocizzando così l’immissione dei dati e soprattutto riducendo la possibilità di errore (ad es. di battitura o di valore non previsto). Il procedimento è molto semplice ed è descritto in Creare un elenco a discesa da un intervallo di celle e nel video Create a drop-down list in Excel.

filtro_personalizzatoNelle ricerche all’interno del glossario sono poi molto utili i filtri per testo, soprattutto per i campi a testo libero i cui dati siano stati inseriti in maniera sufficientemente controllata (ad es. definizioni formulate secondo un modello prestabilito). Si potrà, ad esempio, identificare tutti i verbi in un particolare ambito d’uso le cui definizioni contengano una certa parola ma non un’altra (usando, se necessario, anche i caratteri jolly).

Terminologia di Office 2010

link al Portale linguistico Microsoft La terminologia di Office 2010 è ora consultabile nel Portale linguistico Microsoft per 18 lingue, tra cui ovviamente l’italiano.

Per restringere solo a Office le ricerche nelle voci del database terminologico e nelle stringhe del software, va specificato Office System.

Fonte: Microsoft Language Portal Blog.

Su terminologia e glossari dei prodotti Microsoft, vedi anche: Terminologia di Windows 7; Glossari Microsoft con MSDN e Technet e Documentazione multilingue.

Elenchi telefonici, titoli e localizzazione

Ho dovuto confermare i dati relativi alla cosiddetta presenza in elenco telefonico e sono rimasta incuriosita dai titoli che si possono associare al proprio nome.

Non so se tutti gli operatori telefonici forniscano gli stessi dati ma se così fosse mi sembra peculiare che il 26% delle scelte a disposizione sia destinato a gradi militari e il 19% a titoli nobiliari (ma non erano stati aboliti quando l’Italia è diventata una repubblica?), e che un ulteriore 9% sia riservato a cariche religiose: in tutto più del 50%!

Ho anche notato la voce doppia Professore – Professoressa e le due voci Maestro e Maestra mentre manca la possibilità di distinguere tra dottori e dottoresse (sicuramente più numerose delle viscontesse!). E immagino che ci siano altri tipi di Perito oltre a quelli agrario, aziendale, commerciale, industriale e odontotecnico.

Chi è curioso più sotto può trovare l’elenco completo, che potrebbe forse dare qualche indicazione utile a chi localizza applicazioni con rubrica e deve scegliere i titoli più comuni per il proprio mercato, ad es. quelli disponibili in un elenco a discesa.

Le interfacce delle rubriche sono interessanti perché devono essere adattate alla realtà locale conservando però aspetti internazionali per consentire di inserire facilmente nomi e indirizzi di paesi diversi, tenendo quindi conto delle convenzioni di altri mercati. Finestra di dialogo Nome in OutlookAnche in un’interfaccia italiana si potrà così decidere di mantenere i riferimenti al secondo nome, comunissimo negli Stati Uniti, o la possibilità di aggiungere informazioni dopo il nome (ad es. BA, Ph.D., Jr. o III), altra peculiarità di alcuni paesi anglosassoni: come si può vedere nell’esempio di Microsoft Outlook, la stringa Suffix della versione originale è diventata Titoli stranieri in italiano, rendendo più esplicita la sua funzione.   

Titoli associabili alla propria presenza in elenco telefonico:

Agrotecnico
Ammiraglio
Architetto
Avvocato
Barone
Baronessa
Brigadiere
Contessa
Conte
Capitano
Cardinale
Cavaliere
Colonnello
Comandante
Commendatore
Duchessa
Don
Dottore

Duca
Generale
Geologo
Geometra
Giornalista
Ingegnere
Insegnante
Maresciallo
Marchesa
Marchese
Maestra
Maestro
Maggiore
Magistrato
Monsignore
Notaio
Onorevole
Perito agrario

Perito aziendale
Perito commerciale
Perito industriale
Perito odontotecnico
Parroco
Procuratore legale
Professore – Professoressa
Ragioniere
Sottotenente
Sacerdote
Senatore
Sergente
Sergente maggiore
Tenente
Ufficiale
Vice brigadiere
Viscontessa
Visconte

Mai più presentazioni soporifere ;-)

A quanto pare PowerPoint compie 25 anni. BBC News in The problem with PowerPoint ne approfitta per dare suggerimenti, peraltro già sentiti, su come evitare presentazioni noiose.

Nessun cenno invece a una novità di PowerPoint 2010 che dovrebbe risolvere il problema aggiungendo automaticamente un tocco speciale alle presentazioni. Basterà scegliere tra “Wow Factor”, “Cool Factor  e “Je ne sais quoi Factor  e il pubblico rimarrà finalmente a bocca aperta.

Direttamente da  The PowerPoint Team Blog:

Wow Factor in PPT 2010One click brings your choice of factor to your presentation! Choose between Cool and Wow Factors! And in order to, as they say, kick things up a notch, we’ve worked on a special project with MSR and Microsoft France to implement “Insert a certain… Je ne sais quoi”.

Beh… Siamo in piena silly season e questo è uno scherzo di The PowerPoint Team Blog. L’interfaccia qui sopra è infatti del tutto inventata ma l’ho trovata divertente perché mi ha ricordato certe “trovate” simili (e purtroppo reali) in alcuni prodotti americani di una ventina di anni fa, un incubo per chi doveva localizzare. Ora invece, grazie all’internazionalizzazione e in particolare alle analisi di localizzabilità, raramente si deve affrontare terminologia o interfacce di questo genere.

Vedi anche: altri post che parlano di PowerPoint

La differenza tra T e S in PowerPoint

Mi è sempre piaciuto molto PowerPoint, soprattutto la versione 2007, e a volte mi ritrovo a rispondere alle domande di chi lo usa meno spesso di me. Ho notato che non tutti conoscono i vari formati per salvare i file creati con PowerPoint, in particolare la differenza tra il formato predefinito che ha l’estensione pptx (ppt nelle versioni precedenti) e che apre il file nella visualizzazione Normale (o comunque l’ultima usata, ad es. Sequenza diapositive), e il formato con estensioni ppsx (pps), che, al doppio clic sull’icona, apre il file direttamente nella visualizzazione Presentazione e non rende disponibili barre o comandi, utile quando si avvia la presentazione in pubblico o per evitare modifiche accidentali alla versione definitiva*.

Probabilmente è anche una questione di terminologia. Nella versione inglese di PowerPoint coesistono i termini  presentation e slideshow, che sono equivalenti quando rappresentano il concetto generico  “insieme di diapositive che vengono mostrate in sequenza a un pubblico” e che in italiano, per mancanza di alternative, vengono resi con un unico termine, presentazione. È una soluzione che funziona nella maggior parte dei contesti, anche quando si analizza più in dettaglio il concetto rappresentato da slideshow e si determina che fa riferimento specifico alle diapositive mostrate nella visualizzazione Presentazione, in modalità tutto schermo (kiosk mode in inglese).

Nel contesto specifico dell’elenco dei formati in cui salvare i file, tra cui quelli descritti sopra, slideshow è però abbreviato in show. In questo caso, in PowerPoint 2003 e versioni precedenti si poteva notare un problema:

Inglese – PowerPoint 2003 Italiano – PowerPoint 2003
Presentation (*.ppt) Presentazione (*.ppt)
PowerPoint Show (*.pps) Presentazione di PowerPoint (*pps)

Per l’utente era  impossibile distinguere il tipo di formato se non per la differenza tra le lettere T e S nelle estensioni e poteva sfuggire che si trattava di un’opzione diversa.

In PowerPoint 2007 è stata cercata una soluzione su misura, evitando però di ricorrere a un termine alternativo italiano per (slide)show perché sarebbe servito solo in questo contesto e avrebbe creato confusione all’utente abituato a un unico termine, presentazione:

Inglese – PowerPoint 2007 Italiano – PowerPoint 2007
PowerPoint Presentation (*.pptx) Presentazione standard di PowerPoint (*.pptx)
PowerPoint Show (*.ppsx) Solo presentazione di PowerPoint (*ppsx)

È compito di chi localizza evidenziare eventuali problemi terminologici, in questo caso lo stesso termine usato per due concetti diversi in un contesto specifico, non solo per trovare una soluzione, ovviamente, ma anche perché chi gestisce il database terminologico possa aggiornare le relative voci (o crearle se ancora non esistono), ridefinire il concetto, aggiungere contesto, metadati e indicazioni di utilizzo e, se il caso, assicurarsi che vengano risolte eventuali ambiguità anche nella lingua di partenza.

Vedi anche: Gestione della terminologia e localizzazioneDatabase terminologici.


pptx-ppsx*  I file con estensioni ppsx e pps sono in realtà equivalenti a quelli standard, a parte l’icona e il tipo di visualizzazione; per modificarli basta cambiare la lettera S dell’estensione in T oppure aprirli da PowerPoint con il comando Apri.

Recentismi e software

In Wikipedia c’è un neologismo che mi piace molto: recentismo, calco dall’inglese recentism per descrivere un argomento (e voce di Wikipedia) che sta avendo molta attenzione ma la cui importanza, a lungo termine, potrebbe essere relativa (esempi qui).

È poco probabile che l’uso specifico di Wikipedia entri nell’italiano standard. Penso però che recentismo potrebbe descrivere efficacemente anche i nomi NON definitivi di nuove funzionalità di prodotti software di cui si discute molto durante la localizzazione, per poi scoprire che si chiameranno in un altro modo.

gruppo Illustrazioni Un esempio noto è il concetto di gruppo in Office 2007, un insieme di strumenti e opzioni correlati raggruppati sulla barra multifunzione: in inglese group aveva sostituito il termine originale chunk, come si può vedere da Jensen Harris: An Office User Interface Blog.

La soluzione per non far lavorare inutilmente un terminologo su un termine ostico ma, senza saperlo, destinato a scomparire? Una scheda terminologica completa e accurata, che consenta di scegliere una soluzione per la lingua di arrivo basata sul concetto e non sul nome temporaneo inglese: anche se verrà cambiato il termine originale, probabilmente non sarà necessario dover ripensare il termine “localizzato”.

 
Vedi anche: Database terminologici e Concetti e termini: un esempio da Office per Mac.

Traduzione automatica in Office

Il team MSR-MT (Microsoft Research-Machine Translation) ha rilasciato un plug-in che in pochi secondi installa Microsoft Translator come servizio predefinito di traduzione automatica in Office (per scaricarlo, qui). Maggiori informazioni nel blog del team.

Per tradurre del testo in Office 2007,  scegliere la scheda Revisione, quindi Traduci dal gruppo Strumenti di correzione. In alternativa, selezionare il testo, fare clic con il pulsante destro e scegliere Traduci.

traduzione automatica in Office

Si possono avere opinioni diverse sulla traduzione automatica ma va sottolineato che i servizi come Microsoft Translator e Google Translate sono in continuo miglioramento.

Vedi anche:
Traduzione automatica: Windows Live Translator
Altre informazioni sulla traduzione automatica

Aggiornamento 17 aprile 2009: anche il team di TechNet Italia oggi parla di traduzione automatica in TechNet Magazine e la Machine Translation.

“Slide deck” e presentazioni di PowerPoint

Da qualche anno sembra che dal vocabolario di molti colleghi americani, perlomeno nelle PowerPoint deckcomunicazioni informali, siano scomparsi slides, PowerPoint file, presentation e sinonimi per essere sostituiti da (slide) deck. Non ci è voluto molto perché i non americani seguissero a ruota: nel mio ambito di lavoro, ma non solo, quando si parla inglese deck sta diventando il modo più comune per descrivere sia il file di una presentazione come pure la presentazione stessa (ad es. “we presented a deck which focused on the new features”).

Io invece mi rifiuto di usarlo. Non capisco il vantaggio di introdurre un termine gergale che non è molto più breve e soprattutto non più trasparente di slide o presentation o anche PPT file, termini che, proprio per il loro uso specifico, evitano ambiguità perché richiamano immediatamente il concetto di presentazione (deck invece può avere vari significati). Chiedere ai diretti interessati perché preferiscano deck non aiuta: non sanno rispondere! Scartata l’ipotesi che deck possa far riferimento a un mazzo di carte da  gioco (deck of cards* in inglese americano), rimangono due alternative:

deck descriverebbe la copia stampata delle presentazioni che in passato venivano distribuite ai partecipanti, con i fogli impilati uno sopra l’altro (fonte qui)
deck farebbe riferimento ai caricatori per diapositive “tradizionali”, non elettroniche (però in inglese i caricatori rettangolari si chiamano slide magazine e quelli tondi slide carousel, non deck!)

Strano comunque che slide deck abbia preso piede proprio quando non sono più in molti ad usare caricatori di diapositive e ancora meno ad avere esperienza di presentazioni su carta. Da notare anche che slide deck non sembra essere riconosciuto al di fuori di ambiti specifici (ad es. non si trova ancora nei dizionari) e quindi va considerato come un termine gergale. A questo proposito, ecco cosa mi dice una collega americana:

  Speaking from a baby boomer point of view, I had never heard the term “slide deck” before coming to work here. So I’m not sure if the term is in general use in high tech or not. I asked two friends, both in scientific fields, and they did not know what a “slide deck” was. But once I explained what I meant they easily understood the term. They also believe the term probably started with the use for a set of 35 mm slides that were housed in a rectangular box that fitted on a slide projector used for presentations back in the day.  […]

Intanto io continuo a usare i termini standard e mi fa piacere notare che slide deck non si è ancora intrufolato nella documentazione ufficiale di PowerPoint o altri prodotti.

* pack of cards in inglese britannico

Office 2007: correttore ortografico contestuale

Post pubblicato il 21 gennaio 2009 in blogs.technet.com/terminologia

I correttori ortografici tradizionali analizzano ciascuna parola di un testo e la ritengono corretta se è presente nel loro dizionario. Nelle lingue ricche di omofoni, però, sono molto comuni gli errori in cui vengono confuse parole che hanno la stessa pronuncia ma ortografia diversa, ad es. in inglese lose e loose o it’s e its. In questi casi i correttori ortografici tradizionali non servono a molto. 

contextual spelling Il correttore ortografico contestuale di Office 2007, invece, aiuta a evitare questo tipo di errore in inglese, tedesco e spagnolo. Viene analizzato il contesto definito dalle parole adiacenti per determinare se sia stata usata la forma corretta, ad es. nella sequenza inglese *their the best example un aggettivo possessivo non può essere seguito da un articolo determinativo e il correttore suggerirà they’re.

Gli errori identificati dal correttore ortografico contestuale sono sottolineati da una linea ondulata blu e distinti così da quelli di ortografia o battitura, segnalati invece da una linea ondulata rossa. Anche in questo esempio le parole evidenziate sono corrette se analizzate individualmente (ad es. bee=ape) ma errate nel contesto in cui appaiono:

esempio di correzione ortografica contestuale

Per l’italiano si avverte meno l’esigenza di questo strumento: spesso gli omofoni italiani hanno la stessa grafia, es. il sostantivo do e la voce verbale do, e negli altri casi le differenze dovrebbero essere note, ad es. la preposizione da e il verbo oppure articolo+sostantivo la vista e pronome+verbo l’ha vista. Chi è stato attento alle elementari non dovrebbe avere problemi ma, a giudicare da certi errori che si vedono in giro, forse non è il caso di essere troppo ottimisti…

Alcuni errori di ortografia non identificabili dal correttore ortografico italiano sono comunque gestiti dalla Correzione automatica di Office:

Correzione automatica di Office con alcuni esempi nell'elenco di correzioni automatiche

Per saperne di più sul correttore ortografico contestuale: Office Natural Language Blog e Office Hours: The next generation of the spell checker

Vedi anche: Il correttore ortografico e l’effetto Cupertino.

    

Altro termine invernale: freeze

Post pubblicato il 7 gennaio 2009 in blogs.technet.com/terminologia

L’A1 chiusa per il ghiaccio mi ha ricordato un altro termine legato al freddo.

In inglese freeze esprime vari concetti, alcuni metaforici, tra cui ad esempio:

far passare un liquido allo stato solido
sentire o patire molto freddo, anche fino alla morte  
sospendere un’attività finanziaria, economica o amministrativa
diventare immobile, irrigidirsi, ad es. in situazioni sgradevoli o per la paura   
interrompere temporaneamente, ad es. un processo o un meccanismo; in questa accezione freeze viene usato anche in vari contesti informatici 

In italiano non tutti concetti, in particolare l’ultimo, possono essere rappresentati dal verbo congelare e si deve ricorrere a soluzioni diverse.

Excel - Freeze Panes In Microsoft Excel, ad esempio, freeze indica la possibilità di mantenere sempre visibili alcune righe e/o colonne, bloccandole in modo che possano essere usate come riferimento quando si fa scorrere il resto del foglio di lavoro: è utile ad es. quando si vuole che la riga di intestazione sia sempre visualizzata.

In questo caso in italiano non era proponibile la stessa metafora dell’inglese, possibile invece in altri ambiti (ad es. congelare le assunzioni, un credito, un provvedimento, ecc.), ed è stato preferito il verbo bloccare.

Trovo interessante che in inglese il contrario di freeze sia unfreeze solo per alcuni significati figurati, come in Excel (sbloccare in italiano), mentre in altri casi siano più comuni altri verbi, ad es. thaw, melt, defrost, unlock, unblock.

Il verbo congeal, invece, può essere un falso amico: di solito non implica temperature sotto lo zero ma significa far solidificare, rapprendere o cagliare.

     

PS  Per chi non ha familiarità con Excel, una demo interessante anche se disponibile solo in inglese è Freeze or unfreeze rows and columns.

PowerPoint, pongo e animazioni

Post pubblicato il 22 dicembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Suggerimento per un’attività da fare con i bambini durante le vacanze di Natale: creare una semplice animazione passo uno (stop motion) con una fotocamera digitale, del pongo e Microsoft PowerPoint. Ecco come:

1 Decidere la storia e le trasformazioni che subirà l’oggetto di pongo
2 Fissare la fotocamera a un supporto per garantire la stessa inquadratura
3 Modellare il pongo facendo minime modifiche, una alla volta
4 Scattare una foto per ogni modifica (se ne otterranno varie decine)
5 Creare una nuova presentazione in PowerPoint
6 Impostare come automatico il passaggio tra una diapositiva e l’altra, specificando l’intervallo di tempo più basso
7 Inserire la sequenza di foto, una per diapositiva
8 Far partire la presentazione: fatto!

sito ufficiale Wallace&GromitÈ un’idea semplice da realizzare che ho letto sabato nell’inserto Family di The Guardian (anche online, qui): in Gran Bretagna c’è una grande tradizione per questo tipo di animazioni, basti pensare alle creazioni della Aardman tra cui Wallace & Gromit.

A questo proposito, il giorno di Natale la BBC trasmetterà proprio una nuova avventura di Wallace & Gromit, A Matter of Loaf and Death, che spero di riuscire a vedere quanto prima!

Nel contesto specifico di PowerPoint, Animazioni è il nome di una delle schede della barra multifunzione; per animazione si intende un effetto visivo o sonoro che viene aggiunto a del testo, a un oggetto o a una diapositiva.

barra multifunzione di PowerPoint

Applicare gli effetti di animazione in PowerPoint 2007 è davvero semplice (direi che alle conferenze si vede subito chi usa la versione 2007 e chi no!).

Penso invece che operare a livello di Schema diapositiva (l’equivalente dei modelli in Word) non sia altrettanto intuitivo, eppure è molto utile per evitare di ripetere le stesse impostazioni per ogni singola diapositiva e, in questo caso, semplificare l’operazione se le foto vengono inserite da un bambino. Per chi non usa spesso PowerPoint, al punto 6 delle istruzioni sopra si procede così:

Sulla barra multifunzione scegliere il gruppo Visualizza
Nel gruppo Visualizzazioni presentazione fare clic su Schema diapositiva
Passare alla scheda Animazioni
Impostare la transizione tra diapositive rendendola automatica (a destra)
Scegliere la scheda Schema diapositiva (la prima a sinistra)
Fare clic su Chiudi visualizzazione schema (pulsante rosso)
Continuare con il punto 7

Se invece si pensa che l’intervallo minimo di un secondo per la transizione automatica sia troppo lungo, si può scegliere di passare da un’immagine all’altra più tradizionalmente con un clic del mouse, anche se non sarebbe molto pratico.

Ci sono programmi più adatti di PowerPoint per queste animazioni, ovvio, ma mi sembra comunque una bella idea per un primo esperimento da fare con i bambini e senza dover ricorrere a nessuna preparazione o strumenti specifici.


Per rimanere in tema, un glossario interessante: Le parole dell’animazione.