Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Catcalling: non c’entrano i gatti!

Si discute delle molestie per strada di cui è stata vittima Aurora Ramazzotti che lei e altri descrivono ricorrendo all’anglicismo catcalling. È però una parola il cui significato è spesso frainteso, come in questi esempi di interpretazioni errate:

Fotogramma dal video di Aurora Ramazzotti e commenti: 1 Il catcalling è quando un maschio fa apprezzamenti ad una donna che passa per strada, che possono andare dal verso che si fa per chiamare un gatto tipo bacini (da qui catcalling) alle varie frasi spiacevoli che però evidentemente il maschio pensa ci facciano piacere. E INVECE – 2 Si chiama “catcalling” cioè letteralmente “chiamare il gatto”. OK forse non ci trattate come oggetti, ma come animali sì – 3 un fenomeno odioso come il #catcalling meritava un nome più serio di “chiamare il gatto” per essere definito – 4 catcalling dà fastidio perché è un inglesismo e perché col cazzo che il gatto arriva, se fischio – 5 Il termine si riferisce al suono Pss pss con cui si usa chiamare (call) i gatti.

In inglese catcall può essere un sostantivo o un verbo e nell’uso contemporaneo ha due significati:

1 fischio o urlo di disapprovazione o di derisione a uno spettacolo o a un evento sportivo o pubblico. Esempi: the minister was greeted by catcalls from the crowd  ·   La Scala’s catcalling loggionisti are a small minority of noisy traditionalists  (cfr. il verbo italiano buare);

2 fischio o volgarità a sfondo sessuale urlata da un uomo (catcaller) a una donna che passa per strada. Esempi: they were shocked by the catcalls from Italian men  ·   even during the pandemic, catcalling goes on. 

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Neologismi: aperturista vs chiusurista

Titolo: Draghi tra aperturisti e rigoristi: aprile solo rosso o arancione

Titolo: Lega, Durigon: "Siamo 'aperturisti' laddove ci sono le condizioni per poterlo fare"Titolo: Perché sbagliano gli “aperturisti”

Titolo: Il Prof. Galli contro gli 'aperturisti': "Non è il momento di rimettersi a fare il tiro alla fune per le riaperture"

Con tutta Italia in zona rossa o arancione fino alla fine di aprile 2021 non occorrono spiegazioni per capire questi titoli: fanno riferimento a chi vorrebbe consentire di nuovo gli spostamenti e riaprire le attività commerciali (ristoranti, bar, parrucchieri, palestre ecc.) e tutte le scuole chiuse come misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19.

Questa accezione di aperturista è recente e del tutto nuova ma non lo è la parola, che esiste dagli anni ‘60 del secolo scorso però con tutt’altro significato.

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Cascatelli: criteri americani per la pasta perfetta

cascatelli

Arriva dagli Stati Uniti la notizia di un nuovo formato di pasta che mi ha incuriosita per alcuni neologismi e pseudoitalianismi.

La novità sono i cascatelli, prodotti dall’azienda americana Sfoglini (maschile di sfoglina) e ideati dall’autore del podcast The Sporkful*, tale Dan Pashman che, insoddisfatto da spaghetti, bucatini e fusilli, ha voluto trovare il formato perfetto e ha descritto la propria impresa come Mission: ImPASTAble.

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Dantedì, un’altra parola d’autore

logo DanteDì

Oggi 25 marzo 2021 è la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, o meglio Dantedì, un nome che mi piace molto e che è anche un’altra parola d’autore, È stato infatti coniato da Francesco Sabatini, come ha raccontato in «Siamo figli della Divina Commedia»:

«L’idea della giornata è di Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere della sera. “Dantedì” mi è venuto conversando con lui: volevo un nome solo, originale, comprensibile a tutti e in grado di scalzare il dante-day che desideravo evitare: come martedì è il giorno di Marte, il 25 marzo sarà il giorno di Dante, che veneriamo come una “divinità” linguistica e culturale».

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Pseudoanglicismi: il ted

tweet del programma televisivo Che Tempo Che Fa: “il ted di Roberto Burioni con una lezione sulle varianti a CTCF da Fabio Fazio

Ho scoperto solo recentemente che c’è chi usa la parola ted con il significato di breve presentazione o breve intervento o addirittura di monologo trasmessi in pubblico.

È uno pseudoanglicismo che ha conferito un significato nuovo e assente in inglese a TED, acronimo di Technology, Entertainment, Design. È il nome proprio della fondazione americana nota per l’organizzazione di eventi culturali e scientifici, in particolare conferenze con interventi che solito hanno durata massima di 18 minuti, visualizzabili gratuitamente online, che sono conosciuti come TED Talks.

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Invidie “vaccinali” e altri neologismi

vaccine envy

In tutte le lingue la pandemia continua a far nascere neologismi di ogni tipo. Ultimamente hanno avuto visibilità Impfneid in tedesco e vaccine envy in inglese: danno un nome al sentimento di invidia per chi è già stato vaccinato contro il COVID-19

In inglese si sta diffondendo anche vaccine FOMO, che descrive ansia, frustrazione e risentimento per non essere ancora stati vaccinati. La locuzione riutilizza un acronimo di inizio millennio, fear of missing out, che esprime l’inquietudine di chi teme che da qualche parte stia avvenendo qualcosa di interessante o esaltante a cui non si può prendere parte, reazione spesso suscitata da cosa si vede sui social.

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Si può essere colpevoli di “pandemicidio”?

Articolo di Laurie Garret intitolato “Trump Is Guilty of Pandemicide”. Sottotitolo: “History will show the former U.S. president was staggeringly negligent during the pandemic’s deadly third wave”

Pandemicide è uno dei molti neologismi inglesi legati alla pandemia. Ha avuto visibilità grazie a Trump is guilty of pandemicide, un articolo della rivista Foreign Policy dove è usato con il significato di “omicidio di massa da pandemia”. Nella gestione dell’epidemia di COVID-19, Trump è accusato di negligenza, imperizia e imprudenza tali da avere causato centinaia di migliaia di morti.

Il senso di pandemicide si ricava facilmente dal contesto ma la composizione della parola può apparire anomala se analizzata usando modelli di formazione canonici.

Elementi formativi distruttivi!

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Perimetro politico non (in)definito

Foto di Conte con citazione: Conte: Il governo Draghi dovrà avere un “perimetro politico ben delineato, non indefinito”, perché “un perimetro troppo ampio sarebbe inconcludente e difficile da gestire”.

Perimetro è la parola tormentone della politica di inizio 2021, immancabile nelle notizie sull’incarico a Mario Draghi per la formazione di un nuovo governo. È un uso figurato non nuovo ma che ho scoperto solo da poco e su cui ho qualche perplessità – anche perché non si trova una definizione adeguata.

Perimetro nel lessico comune

In geometria il perimetro è una linea di contorno che racchiude una figura piana limitata, o anche la misura della sua lunghezza. Nel lessico comune perimetro ha acquisito anche il senso più generico di limite o confine di uno spazio circoscritto e per estensione può essere anche lo spazio stesso (esempio: dentro il perimetro dell’abitato).

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Facciario, il facebook italiano

Titolo: Consultazioni, sulla scrivania di Draghi spunta il “facciario”. Didascalia foto: Mario Draghi durante le consultazioni. Sulla scrivania il facciario dei politici

Le notizie sulle prime consultazione in cui è stato impegnato Mario Draghi mi hanno fatto scoprire la parola facciario, un particolare album con le foto dei parlamentari.

È già apparsa nelle cronache politiche degli anni scorsi e quindi non è un neologismo. È infatti in uso nel lessico parlamentare dal secolo scorso, come indica la voce del vocabolario Devoto-Oli che ne dà questa definizione, con marca d’uso gergale: “repertorio fotografico dei parlamentari, di cui si servono i commessi per riconoscere deputati e senatori”. La versione digitale con i deputati della legislatura corrente si può consultare qui.

Facciario, una parola che non si scorda

La parola facciario mi piace perché mostra come sono state riutilizzate risorse lessicali esistenti per creare una parola originale ed efficace che è anche trasparente e facile da ricordare. Faccio quindi fatica a capire il senso del commento evidenziato:

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Che giorno è oggi? Mmh… ci devo pensare… 🤔

BLURSDAY

Tra i neologismi inglesi associati al distanziamento sociale dovuto al Covid c’è anche Blursday, una parola che mi piace molto.

Blursday è il nome per un giorno vago che comunica la difficoltà di ricordarsi a che punto della settimana si è arrivati, come capita a chi durante la pandemia sta a casa e non ha molte distrazioni. Le giornate sono così simili l’una all’altra che a volte si fa confusione: oggi è mercoledì o giovedì? Si perde il senso del tempo e se ne ha una percezione indistinta, come se fosse un’immagine sfuocata (blur).

A me purtroppo succede e trovo Blursday così efficace che vorrei una parola italiana equivalente per poterla aggiungere al mio idioletto.

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Furbetti del vaccino

Nell’ultimo post ho espresso perplessità sulla locuzione vaccini raccomandati. Non avrei invece nulla da ridire su raccomandati dei vaccini per descrivere chi non appartiene a una categoria prioritaria ma grazie a qualche aggancio riesce a farsi vaccinare subito. I media però usano un altro nome

Titoli: 1 Bufera su De Luca, il furbetto del vaccino; 2 Altolà ai furbetti del vaccino: respinte decine di richieste; 3 I furbetti del vaccino rimarranno senza richiamo; 4 In assenza di una legge non esistono furbetti del vaccino

Furbetti del vaccino è un neologismo trasparente: riconosciamo subito furbetto come persona che viola o aggira le regole comportandosi in modo spregiudicato o fraudolento.

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Le Valley della Pianura Padana

Emilia-Romagna Cinema Valley: quasi 2 milioni di € per chi sceglie di produrre e girare in regione

“Non sarà impossibile, prima o poi, che entri nell’uso comune l’idea dell’Emilia-Romagna come Cinema Valley”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura e Paesaggio della regione, che ha anche affermato “Emilia-Romagna autentica Cinema Valley”.

Un aggettivo più idoneo sarebbe unica perché dubito che nel mondo anglofono esistano regioni denominate cinema valley! Si tratta infatti di un esempio di inglese farlocco, coniato a Bologna o dintorni da qualche italiano convinto erroneamente che in inglese valley significhi anche distretto produttivo, zona o territorio in cui è localizzato un determinato fenomeno.

Valley in Emilia-Romagna

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Solo chi TRANSA molto avrà il Super Cashback

Una schermata dell’app dei servizi pubblici IO di Nexi (servizi di pagamenti digitali) da un tweet di @AndRinal:

CASHBACK DI STATO È arrivato il Super Cashback! Da oggi, s sarai tra i primi 100000 cittadini a transare il maggior numero di volte avrai diritto ad un Super Cashback da 1500 €. Cosa aspetti?

L’annuncio riguarda il Super Cashback, il rimborso di stato destinato a chi totalizza il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento nel primo semestre del 2021.

Nel testo risalta l’insolito verbo transare. Anche senza averlo mai incontrato prima, grazie al contesto si riesce comunque a capire che qui va interpretato come fare un pagamento (una transazione commerciale).

Non è però questo il punto: mi colpisce ancora di più l’incapacità di chi ha scritto il testo di rendersi conto che transare è una scelta lessicale inadeguata per una comunicazione rivolta indistintamente a tutti gli utenti. Un caso di “maledizione della conoscenza”? 

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Cos’è il deplatforming (di Trump, ma non solo)

“Deplatforming” Trump: la giusta decisione di Facebook e Twitter di bloccare gli account del presidente uscente

Si sta discutendo molto della decisione dei principali social di bloccare i profili social di Donald Trump perché ha violato i termini di servizio (in alcun casi è una sospensione temporanea, in altri è una cancellazione permanente, come per Twitter).

Per descrivere questo oscuramento molti hanno fatto ricorso all’anglicismo deplatforming, ad esempio “Deplatforming” Trump: la giusta decisione di Facebook e Twitter di bloccare gli account del presidente uscente che chiarisce molti aspetti della vicenda.

Cosa significa deplatforming? La sezione Neologismi del Vocabolario Treccani ne dà una definizione molto chiara:

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Parole contagiose dell’anno 2020

word cloud 2020

Alla fine di ogni dicembre propongo sempre alcune parole dell’anno dall’osservatorio personale del blog. Nel 2020 è inevitabile che il tema dominante sia l’epidemia di COVID-19. Ho raccolto le parole più significative, in ordine cronologico.

Gennaio – Abbiamo imparato che Coronavirus è il nome proprio di una famiglia di virus che si chiamano così per  l’aspetto particolare; nell’uso comune il coronavirus è impropriamente il famigerato nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

coronavirus
immagine: Collins Dictionary

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