Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Neologismi: mask shaming, no mask, mascherati…

mascherina

L’emergenza COVID-19 ha fatto nascere molti neologismi, tra cui alcuni legati all’uso delle mascherine.

Mask shaming

In inglese mask shaming è uno degli esempi più recenti delle parole con l’elemento formativo shaming che, come già descritto in Fat shaming: in italiano, senza vergogna, descrive atteggiamenti di riprovazione e derisione pubblica.

La locuzione mask shaming è particolare perché è usata per identificare due comportamenti opposti
1 rimprovero per chi non porta la mascherina
2 critica e derisione per chi la porta
Può quindi essere considerato un esempio di enantiosemia, un tipo particolare di polisemia che si verifica quando una stessa parola (anche polirematica) ha due significati tra loro contrari.

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Covid Manager, nuova professione itanglese

Notizia del 23 aprile 2020 della Regione Lombardia:

Regione propone nei mercati comunali alimentari il “Covid manager”. Si prevedono distanze, nei mercati aimentari comunali, di tre metri tra le bancarelle. Oltre al metro tra persona e persona, transenne a perimetro del mercato. Inoltre, la misurazione della temperatura. Infine, l’obbligo di guanti e mascherine sia per il personale sia per il pubblico. Regione propone anche la figura del “Covid manager”, individuata dal Comune per assistere clienti ed esercenti nello svolgersi dell’attività mercatale, a partire dal rispetto delle distanze e delle altre precauzioni di sicurezza.

La figura professionale del Covid Manager è un’invenzione italiana, però il nome non è stato coniato a Milano, notoria capitale dell’itanglese. È infatti apparso per la prima volta il 17 aprile 2020 in un comunicato della Regione Veneto:

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Distanza: sociale, fisica, interpersonale

Emergenza COVID-19: ho notato varie discussioni sull’opportunità di evitare la locuzione distanza sociale e di sostituirla invece con distanza fisica. Mi pare un esempio di interferenza dell’inglese, con calchi da traduzioni letterali che non tengono conto né della terminologia già in uso in italiano né che la confusione che viene spesso fatta in inglese tra social distancing e social distance non è altrettanto rilevante in italiano.

In inglese, social distancing vs social distance

Immagine: Practice Social Distancing. Sono elencate queste misure: 1 avoid non-essential travel; 2 avoid places with large groups of people; 3 limit any gatherings that include high-risk individuals; 4 stay at least  feet away from other individuals in public places; 5 work from home if you can

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Prosciutti!

Vignetta con dialogo tra prosciutto e maiale in visita di cortesia con mazzo di fiori. Prosciutto: “did you read my profile?” Maiale: “I had a different idea of ‘recently cured’”

In inglese cured significa guarito ma ha anche altre accezioni. Se riferito a carne, pesce o altri prodotti, significa conservato tramite affumicatura, salatura o essiccatura. Ad esempio, il prosciutto crudo italiano, chiamato semplicemente prosciutto in inglese, viene descritto come dry-cured ham oppure raw cured ham.

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Risemantizzazioni: tamponare, on the road

Da tempo il sostantivo tampone – forma abbreviata di tampone diagnostico con il significato di 1 strumento usato per un prelievo di materiale organico – ha anche altre accezioni:
2 prelievo e 3 esame del prelievo effettuato, che insieme costituiscono un
4 test diagnostico.

Sono invece recenti altre risemantizzazioni, molto usate nei media e da cariche istituzionali, protezione civile e medici nel contesto dell’epidemia di COVID-19. Esempi:

Esempi di titoli: 1 Il piano per tamponare a tappeto tutto il Veneto; 2 Tamponatura di massa ai rientrati dal Nord; Coronavirus, il racconto del tamponato Zoro; 4 Al via la campagna di tamponamento del personale sanitario

La risemantizzazione è l’attribuzione di un nuovo significato a un elemento lessicale esistente, che così diventa un neologismo semantico. Negli esempi qui sopra:

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Lockdown vs distanziamento sociale

Titoli: Coronavirus, il mondo si divide sul lockdown; Lockdown all’italiana; Anche il Belgio in lockdown: Il 3 aprile non finirà il lockdown: Il lockdown? Si poteva evitare

Lockdown è un anglicismo entrato prepotentemente nelle cronache di queste settimane di emergenza per il nuovo coronavirus. Dobbiamo considerarlo ormai insostituibile, semplicemente utile oppure superfluo?

Lockdown in inglese

Lockdown è una parola di origine americana e nel lessico non specialistico ha due significati:

1 l’isolamento dei detenuti nella propria cella come misura temporanea di sicurezza (per alcuni aspetti paragonabile al cosiddetto carcere duro); è l’accezione originale che deriva dal verbo americano lock somebody down, confinare [un detenuto] in cella, da non confondersi con lock somebody up (o away), rinchiudere in prigione;

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Pensieri fugaci: da tweet a fleet

Fleet è il nome scelto per una nuova funzionalità di Twitter annunciata ieri: è una breve comunicazione – testo o immagine – che scompare dopo 24 ore, come le storie di Instagram, Snapchat e altri social media.

 tweet di Kayvon Beykpour, responsabile di prodotto di Twitter: Fleets are a way to share fleeting thoughts. Unlike Tweets, Fleets disappear after 24 hours and don’t get Retweets, Likes, or public replies-- people can only react to your Fleets with DMs. Instead of showing up in people’s timelines, Fleets are viewed by tapping on your avatar.

I fleet non appaiono nella cronologia (timeline) ma vengono visualizzati selezionando l’immagine del profilo del loro autore, dove viene segnalata la loro presenza (esempio qui). L’unico modo per interagire con i fleet è con un messaggio diretto: non sono consentiti retweet, risposte o Mi piace.

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Fat shaming: in italiano, senza vergogna

L’anglicismo body shaming descrive la pratica di criticare pubblicamente qualcuno per l’aspetto fisico, in particolare se è grasso: fat shaming. È un comportamento riprovevole molto diffuso ma il nome inglese spesso è frainteso, non coinvolge emotivamente e impedisce di capire la gravità del fenomeno.

C’è un’alternativa italiana? Sì, spiega su Sette Costanza Rizzacasa D’Orsogna, con cui ho scambiato qualche idea:

Come tradurre «fat shaming»? Significa mettere alla gogna i grassi. Troppo spesso, anche sui giornali, «fat shaming» viene tradotto erroneamente come «vergogna del grasso». Invece è la discriminazione contro le persone grasse -- di Costanza Rizzacasa D’Orsogna

Qui aggiungo alcuni dettagli lessicali sull’origine, l’uso e l’evoluzione del concetto di shaming nell’inglese americano. In breve: non significa né “svergognare” né “far vergognare”.

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COVID-19 non è il virus ma la malattia!

Alcuni titoli dell’11 febbraio 2020:

Immagine di coronavirus ed esempi di titoli:  Il coronavirus si chiama Covid-19; Il nuovo coronavirus ora ha un nome ufficiale: Covid-19; Oms: “Abbiamo un nome per Coronavirus, Covid-19”

Per molti media italiani l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe annunciato il nome ufficiale del coronavirus responsabile dell’epidemia in corso in Cina: COVID-19.

Hanno preso una cantonata: il virus ha già due nomi ufficiali, coronavirus 2019-nCoV (usato finora da OMS e media) e SARS-CoV-2 (nuovo nome usato dai virologi di ICTV)*. Quello annunciato l’11 febbraio dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è il nome della malattia causata dal virus. Nel nome COVID-19 la lettera d sta infatti per disease, malattia, morbo o infezione.

C’è quindi da chiedersi quanto siano affidabili le notizie date da chi fraintende informazioni così semplici come il testo inglese del tweet dell’OMS (e viene in mente il concetto di infodemia):

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Flexare (come, dove e perché)

foto molte banconote da 50€ con il commento Faccio il figo, flexo i soldi di mia mamma

Conoscete già il verbo informale flexare?

Alcuni esempi d’uso:
➝  Vai Antonio, flexalo sto Cash. I SOLDI VANNO FLEXATI
➝  fare il figo e flexare è il mio hobby
➝  sì amo le mie scarpe e le flexo
Smettila di flexare le AirPods
➝  in qualche modo dovevo flexare il mio 10 in filosofia
➝  Buonasera vado a flexare con la mia nuova maglia cute
➝  Ora può flexare in giro con la copia cheap in offerta da unieuro delle airpods

Nella maggior parte dei casi flexare equivale a sfoggiare, ostentare, esibire, mettere in mostra, sbandierare, vantare o vantarsi, tirarsela.

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Coronavirus: è infodemìa

Titoli: 1 Coronavirus, Oms: è “infodemia”, informazioni spesso false; 2 l’OMS si scaglia contro l’infodemia sul coronavirus.

Nei media che hanno riportato i dati pubblicati il 2 febbraio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’epidemia da coronavirus è ricorrente il termine infodemia, calco dell’inglese infodemic, descritto come “abbondanza di informazioni, alcune accurate e altre no, che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno”.

È una traduzione del testo inglese del rapporto dell’OMS, rivolto a chi si occupa di politiche sanitarie. Riprodotta senza ulteriori spiegazioni in comunicazioni generaliste non consente però una comprensione adeguata del concetto di infodemìa.

Infodemic

L’OMS ricorre da tempo al termine infodemic, parola macedonia formata da information+epidemic, a cui spesso è associata la descrizione damaging “epidemic” generated through the rapid spread of rumours and false or misleading information during outbreaks.

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Weekendista di talento

Weekendista è una parola in uso da tempo nell’ambito della grande distribuzione ma che io ho scoperto solo qualche giorno fa grazie a un annuncio che ha avuto parecchia visibilità su Twitter:

Nuovo profilo professionale: “Leroy Merlin cerca weekendista 16 ore“
(tweet originale di @stediprimio; altri se ne sono poi appropriati)

Nel contesto dell’annuncio la parola weekendista è facilmente comprensibile: è chi lavora durante il fine settimana, in questo caso un addetto all’interazione con i clienti che copre due turni di lavoro per un totale di 16 ore (nell’annuncio però la formulazione è ambigua).

Weekendista è una formazione nominale denominale ottenuta per suffissazione, il meccanismo di derivazione più produttivo, eppure nei tweet ha suscitato molte reazioni negative, come se fosse una parola malformata. Le critiche sono giustificate? 

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Neologismi dei social: reactji (e lit)

reactji in Twitter

Nell’interfaccia dei messaggi diretti di Twitter da qualche giorno c’è la possibilità di aggiungere una reazione predefinita scegliendola tra 7 emoji. Nella documentazione ufficiale la nuova opzione si chiama emoji reactions in inglese e reazioni in forma di emoji in italiano.

Non è una funzionalità innovativa: è presente da tempo su altre piattaforme, introdotta con le reazioni di Facebook nel 2016. C’è però un dettaglio linguistico che mi ha incuriosita.

È il nome alternativo informale che ho visto usare in inglese: reactji o reacji, parola macedonia formata da reaction+emoji che richiama altre parole già familiari come emoji, kaomoji, animoji e memoji.

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Il “canarino climatico”

Vignetta intitolata “climate coal mine”. Ci sono due minatori al lavoro alle cui spalle c’è una gabbietta con etichetta Australia e il trespolo in fiamme. Uno dei minatori chiede all’altro: “By the way, how’s the canary doing?”
Vignetta: Tom Toles 

Tra le parole inglesi legate all’emergenza climatica c’è climate canary. È una metafora preoccupante: un segnale d’allarme che si sta prospettando una catastrofe ambientale rappresentato dalle cattive condizioni di salute e/o la diminuzione o la scomparsa di specie od organismi viventi. Esempio d’uso: Australia is now the global climate canary for the first world.

Climate canary non è però un neologismo recentissimo: è stato coniato all’inizio del secolo ma la sua frequenza d’uso è aumentata ultimamente, associata alle manifestazioni sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Canary in a coal mine

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Epifania con magi e meggings!

Un tweet per il giorno dell’Epifania con vari spunti linguistici:

tweet di Agnes Crawdford: Today is Epiphany, a public holiday in Italy which marks the end of the festive season. Here are three wise men in meggings from Ravenna.
(dettaglio di mosaico della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna)

I Re Magi in inglese

In inglese si fa riferimento ai Re Magi con nomi diversi: Three Wise Men, Three Kings e Magi. Come in italiano, possono essere scritti sia con le iniziali maiuscole che minuscole. 

In senso storico e biblico il sintagma wise man non va interpretato letteralmente come “uomo saggio” ma ha l’accezione di sacerdote che praticava astrologia, divinazione e arti magiche. 

La parola magi è peculiare perché la pronuncia della consonante g cambia dal singolare al plurale: magus /ˈmeɪɡəs/ vs magi /ˈmeɪʌɪ/, allo stesso modo di mago vs magi in italiano.

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