Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “neologismi”

Slacktivism, clicktivism e altri attivismi digitali

Molti neologismi che descrivono le dinamiche dei social e più in generale del mondo digitale nascono in inglese e poi vengono adottati anche in italiano, alcuni come prestiti e altri come calchi, ma non sempre con lo stesso effetto.

Parole apparentemente equivalenti nelle due lingue possono infatti avere connotazioni diverse che ne condizionano la percezione, come activism e attivismo e alcune neoformazioni che ne sono derivate.

social activism

Activism vs attivismo

In inglese la parola activism ha un’unica accezione: indica attività e azioni volte a conseguire cambiamenti sociali o politici. Esempi: religious activism, environmental a., political a., social a., LGBT a., black a., student activism. 

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Parole del 2018: strallo

Prima del 14 agosto 2018, il giorno del crollo del Ponte Morandi a Genova, probabilmente non tutti conoscevano il termine tecnico strallo. Ora invece non abbiamo alcuna difficoltà a individuare i quattro stralli in questa foto:

foto di moncone del Ponte Morandi con quattro stralli ancora intatti

Anche senza immagini sapremmo descriverli perché sono strutture diventate inconfondibili: ormai fanno parte delle nostre conoscenze e rappresentano un concetto riconoscibile.

Domanda: vale lo stesso anche per altri termini ricorrenti nelle notizie sul Ponte Morandi, come ad es. impalcato, antenna, pila vs pilone di sostegno, trefolo? Forse no, invece sono convinta che ricorderemo a lungo strallo e che sia una delle parole più rappresentative del 2018.

È innanzitutto il simbolo di un evento tragico che non potremo mai dimenticare ma rivela anche alcuni aspetti lessicali che rendono alcune parole più memorabili di altre.

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Addio al Totocalcio, scompariranno le totoparole?

Foto di schedina e titoli di notizie: 1 Manovra, addio a Totocalcio: un emendamento lo vuole abolire – 2 La manovra cancella Totocalcio e Totogol – 3 Manovra, chiude il Totocalcio dopo 72 anni

La notizia che presto potrebbe venire abolito il Totocalcio non mi preoccupa minimamente però mi fa pensare ad alcuni aspetti linguistici.

Origine del nome

Il nome Totocalcio è una parola macedonia la cui origine è poco trasparente per chi non ha familiarità con i giochi d’azzardo: è formata da totalizzatore [del] calcio, un “sistema e organizzazione di scommesse, diffuso specialmente negli ippodromi e nei cinodromi, in base al quale la somma delle puntate di ciascun giocatore, privata di una debita percentuale, viene distribuita ai vincitori sulla base di una quota fissata” (Vocabolario De Mauro).

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Neologismi: allodole, gufi… ed early bird!

early bird - night owl - permanently exhausted pigeon
Vignetta Gemma Correll

Vi sarà capitato di leggere articoli divulgativi sui bioritmi e sulle diverse preferenze per orari diversi di sonno e veglia – il cosiddetto cronotipo, calco dell’inglese chronotype – che vengono illustrate con due metafore aviarie:

  l’allodola è chi è mattiniero, è attivo specialmente nella prima parte della giornata e va a letto presto;
  il gufo è il nottambulo che preferisce alzarsi tardi ed è più attivo verso sera.

I nuovi significati figurati di allodola e gufo sono neologismi semantici che non nascono da osservazioni della cultura popolare italiana sui comportamenti degli animali ma sono invece calchi che ci arrivano dall’inglese.

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Indumenti gialli senza maniche

Gilet gialli o giubbotti catarinfrangenti

Come si chiama l’indumento senza maniche raffigurato in queste immagini?

In questi giorni le notizie dalla Francia ci fanno pensare subito a gilet gialli (gilets jaunes), un neologismo semantico del lessico giornalistico che descrive i francesi che inizialmente manifestavano contro il caro-carburante e hanno poi esteso la loro protesta contro il governo.

In altri contesti, senza l’interferenza dell’attualità, probabilmente avremmo dato risposte diverse, determinate da preferenze ed esperienze personali. In riferimenti formali al Codice della strada, invece, ci saremmo dovuti attenere alla terminologia usata dal legislatore. 

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Spezzacchio, Speracchio, Spauracchio…

albero di Natale stilizzatoÈ tradizione fare l’albero di Natale l’8 dicembre e così ne approfitto per ricordare #Spelacchio è bello (e istruttivo!), dove ho descritto le caratteristiche che rendevano molto efficace il nomignolo del famigerato albero di Natale di Roma del 2017. 

A distanza di un anno il modello sp…acchio è ancora molto riconoscibile e produttivo, tanto che sui social l’abete di Roma del 2018, arrivato in Piazza Venezia malconcio e con i rami tagliati, è stato subito ribattezzato Spezzacchio.  

Spelacchio diventa #Spezzacchio, nel mirino dei social anche il nuovo albero di Natale del Campidoglio. L'abete arrivato in piazza Venezia sembra già malconcio ma in realtà i rami tagliati verranno riattaccati

Dopo le rassicurazioni che i rami gli sarebbero stati riattaccati e sarebbe stato tirato a lustro per l’inaugurazione, gli è stato trovato il nuovo nome Speracchio (e poi anche Spernacchio).

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Cos’è il navigator voluto da Di Maio?


Nota: le informazioni che seguono sono state raccolte nel dicembre 2018. Nel successivo decreto legge 28/1/2019 n. 4, Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, non appare mai il termine “navigator” e viene invece usato “tutor”. A inizio marzo 2019 non si trovano ancora informazioni ufficiali sulla figura del “navigator” in nessuno dei siti istituzionali di riferimento (Ministero del Lavoro, ANPAL e Reddito di Cittadinanza).

Aggiornamento 18 aprile 2019: ANPAL ha aperto le iscrizioni per presentare domanda come navigator ma la descrizione del ruolo è vaga e poco comprensibile: dettagli in Definizione di navigator? Ancora in alto mare…


Il 4 dicembre 2018 il ministro del lavoro Luigi di Maio ha annunciato una nuova figura legata al reddito di cittadinanza, il navigator.

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Rimangono però molti dubbi sia sul nuovo concetto che sul nome, ennesimo anglicismo istituzionale che Giuseppe Antonelli ha perfettamente inquadrato in Di Maio, il «navigator» e l’inglesorum della politica.

Aggiungo alcune informazioni terminologiche e lessicali che ribadiscono che in un contesto italiano navigator è un anglicismo superfluo e fuorviante.

Temo che neppure Di Maio abbia le idee molto chiare sul significato che gli si deve attribuire e su come si differenzi dalla parola italiana navigatore.

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Il “panino della verità” (truth sandwich)

Il linguista e scienziato cognitivo americano George Lakoff si è espresso più volte sul ruolo dei media nella politica, in particolare su come dovrebbero contrastare le continue falsità raccontate da Donald Trump ed evitare di esserne la cassa di risonanza. 

tweet di George Lakoff: Truth Sandwich: 1. Start with the truth. The first frame gets the advantage. 2. Indicate the lie. Avoid amplifying the specific language if possible. 3. Return to the truth. Always repeat truths more than lies.

Lakoff descrive una tecnica che chiama truth sandwich, il “panino della verità”. Si realizza in tre fasi e andrebbe usata anche nei media italiani per contrastare i politici mendaci. 

“panino della verità”

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“Misinformazione” anche in italiano?

Misinformation WOTY 2018

Il sito Dictionary.com ha scelto misinformation come parola dell’anno 2018, definita come informazioni false che hanno ampia diffusione, a prescindere che ci sia o meno l’intenzione di trarre in inganno. La decisione è illustrata con esempi recenti e un breve glossario.

In Perché fake news anche in italiano? (2016) avevo già descritto misinformation, evidenziando la mancanza di una parola italiana corrispondente.

A distanza di due anni il calco misinformazione è sempre più diffuso. Non lo ritengo molto efficace perché non è del tutto trasparente e non è facilmente distinguibile da disinformazione. Inoltre, mi pare che chi lo ha adottato non tenga conto di alcune particolarità e ambiguità in inglese.

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Techlash e altre parole “tossiche” del 2018

toxic 2018

Toxic, parola dell’anno in inglese

Anche Oxford Living Dictionaries* ha annunciato la propria parola dell’anno per il 2018: è l’aggettivo toxic. È stata scelta perché è aumentata la frequenza d’uso sia nel significato primario di velenoso (toxic substance, toxic environment, toxic chemical…) che in accezioni figurate più recenti in collocazioni come toxic masculinity, toxic relationship, toxic culture.

C’è un uso simile anche in italiano, simile all’uso metaforico di avvelenato: probabilmente per interferenza dell’inglese, sono sempre più diffuse locuzioni come relazione tossica, sentimenti tossici, amicizia tossica (che fanno stare male, che rovinano la vita – nulla a che vedere con le sostanze stupefacenti).

Altre parole del 2018

Hanno connotazioni poco positive anche le altre parole scelte da Oxford Dictionaries tra quelle più rappresentative del 2018:

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2018, anno di plogging, floss, gaslighting…

VAR plogging single-use gammon floss

La stagione delle parole dell’anno 2018 è stata inaugurata da Collins Dictionary che per l’inglese britannico ha scelto l’aggettivo single-use. Non è un neologismo ma una parola il cui uso ultimamente è diventato più rilevante, soprattutto in riferimento alla plastica e ai danni ambientali che causa (cfr. voto del Parlamento europeo per vietarla entro il 2021). L’equivalente italiano è noto: plastica monouso (più breve dell’inglese!) o meno formalmente usa e getta.

Ho trovato però più interessanti le altre parole del 2018 considerate dal dizionario, tra cui neologismi o risemantizzazioni che descrivono concetti nuovi, come plogging, gammon e floss, e parole un tempo usate solo in alcuni ambiti ma che ora sono entrate nel lessico comune, come gaslighting.  

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Gioia Guerzoni: “Blackness matters”

Mi fa molto piacere ospitare un guest post di Gioia Guerzoni, traduttrice dall’inglese di autori di geografie e di epoche diverse come Teju Cole, Iris Murdoch, Ben Marcus e molti altri.

copertina del libro Known and Strange Things di Teju ColeRecentemente l’ho sentita discutere del concetto di blackness, centrale in una raccolta di saggi dello scrittore americano di origini nigeriane Teju Cole, e delle difficoltà che aveva dovuto affrontare per trovare una soluzione che fosse efficace anche in italiano. 

Le ho chiesto di raccontare le sue riflessioni anche qui perché è un percorso affascinante che mette in evidenza più aspetti della traduzione letteraria: non solo questioni linguistiche e metodologiche ma anche il rapporto con revisori e autori.

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Foliage🍂 non è una parola francese

pronuncia foliage

Nelle notizie autunnali sul tempo libero è quasi impossibile non imbattersi nel forestierismo foliage, che in italiano dà nome ai colori mutevoli delle foglie in questa stagione. Molti lo pronunciano /fɔliˈjaʒ/ o /fɔˈljaʒ/ come se fosse una parola francese simile a fromage. L’apparenza inganna: foliage è un anglicismo!

Come si pronuncia foliage

In inglese foliage, che significa banalmente fogliame, si dice /ˈfəʊlɪɪdʒ/ (o /ˈfoʊliɪdʒ/), con l’accento sulla prima sillaba e la a muta.

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#GiornataProGrammatica 2018 (con migratismi)

GiornataProGrammatica2018

Oggi è la Giornata ProGrammatica, un evento che Rai Radio 3 da alcuni anni dedica alla lingua italiana. Il tema dell’edizione 2018 è L’italiano e la rete, le reti per l’italiano e ha l’intento di “suscitare nei più giovani una maggiore consapevolezza delle diverse potenzialità nell’uso di strumenti digitali per comunicare, valorizzare ed esprimere sé stessi”.

La giornata è a cura del programma La lingua batte e prevede diversi interventi durante le trasmissioni del palinsesto e una serata speciale con molti ospiti: dettagli qui.

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Capitan Trippa e Tontinelli: è “voldemorting”?

Welcome to Voldemorting, the Ultimate SEO Dis
[ dis è un insulto, un’offesa – da disrespect ]

Mi ha molto incuriosita il neologismo inglese voldemorting, descritto dalla linguista Gretchen McCulloch in Welcome to Voldemorting, the Ultimate SEO Dis

È stato coniato per descrivere giochi di parole, nomi distorti, metafore o locuzioni varie, spesso creativi e divertenti, usati per alludere a personaggi famigerati senza chiamarli per nome e in modo che il riferimento sia palese per chi legge ma non venga riconosciuto dai sistemi di ricerca e dagli algoritmi che determinano a cosa dare rilevanza sui social.

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