Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Microsoft”

Android Oreo e il politicamente corretto

Negli Stati Uniti il 21 agosto 2017 sarà ricordato come il giorno dell’eclissi totale di sole ma è anche la data in cui Google ha reso disponibile la nuova versione di Android, Oreo, con un video in tema: 

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

Ho aggiornato un post del 2013, Android KitKat e altre leccornie digitali, con il riferimento al biscotto Oreo: si fa notare perché è un altro nome commerciale in una serie in cui invece prevalgono dolciumi generici.

Ma è un altro l’aspetto di Oreo che ha attirato la mia attenzione.

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Plumbago, un’app non floreale

Ho trovato insolita ma efficace la scelta di chiamare Plumbago un’app Microsoft per tablet che si usa come un bloc notes digitale per prendere appunti e fare schizzi usando uno stilo (ma anche le dita oppure il mouse).

Plumbago n. 1 old-fashioned term for graphite 2 an evergreen flowering schrub [sic] or climber which is widely distributed in warm regions. Also called leadwort.

Mi piacciono molto i fiori celesti del Plumbago ma non sapevo che in inglese fosse anche il nome ormai obsoleto della grafite, il minerale che consente di scrivere e disegnare con le matite e che chiarisce la scelta del nome dell’app.

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Internet Explorer diventa Microsoft Edge

In Il nuovo browser Microsoft Edge Alberto Cellotto ha analizzato il nome e il logo scelti da Microsoft per il browser che sostituirà Internet Explorer.

Molti hanno criticato la banalità del nome, che  non è affatto innovativo e così poco distintivo che potrebbe essere usato per qualsiasi tipo di prodotto. Edge però rispetta un requisito importante per il mercato globale: è un nome breve e facile da ricordare, anche se non si conosce il significato della parola (che non vuol dire solo “bordo” ma anche “incisività” o  “qualità speciale” e può anche richiamare l’espressione cutting edge, “all’avanguardia”).

da Explorer a EdgeIl logo di Edge è molto simile a quello di Explorer, sia per l’aspetto che per il colore. Pare sia stata proprio la riconoscibilità della e blu a condizionare la scelta del nuovo nome: un responsabile del progetto ha confermato che la sua importanza era tale che si è deciso di reinterpretarla anziché optare per soluzioni più innovative.

Microsoft aveva già usato Edge in vari nomi descrittivi di servizi, ad esempio di Exchange, e non è insolito che un nome venga riciclato: è il caso ad esempio dei tablet Surface, che hanno sottratto il nome al dispositivo che è stato poi rinominato PixelSense. .

Vedi anche: I nomi dei browser (l’origine di Explorer, Mozilla, Firefox, Chrome, Opera e Safari)

Continuum: dalla lingua a Windows 10

In italiano continuum è allotropo e sinonimo di continuo per indicare ciò che ha continuità nel tempo o nello spazio ed è caratterizzato da differenze impercettibili tra gli elementi adiacenti ma notevole diversità alle due estremità.

In linguistica un continuum è un “insieme di varietà linguistiche non separate da confini netti, ma con punti di contatto e di sovrapposizione tali da determinare il passaggio graduale dell’una nell’altra”: esempi in Architettura della lingua e varietà dell’italiano.

Condivide queste accezioni anche continuum in inglese, allotropo di continuous ma non suo sinonimo.

Continuum in Windows 10

Continuum è anche il nome di una nuova funzionalità di Windows 10, annunciata ieri.

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honestly ≠ onestamente

In inglese l’avverbio honestly a inizio frase viene usato in due modi:

1 indica impazienza, esasperazione o rabbia, ad es. Honestly, this is bullshit!
2 ha valore asseverativo: viene usato per garantire ed enfatizzare la realtà di un fatto o di un’affermazione che riguarda se stessi, ad es. Honestly, I don’t know that woman! In questa accezione è la parola chiave di una campagna pubblicitaria di Microsoft in inglese.

Honestly Microsoft

Per esprimere il senso 2 in italiano diremmo davvero, sul serio, credimi / credetemi ecc.

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XPocalypse

Dall’8 aprile 2014 Microsoft non fornisce più alcun supporto a Windows XP, che così diventa più vulnerabile. In inglese tale “calamità” è nota da tempo come XPocalypse.

Il neologismo XPocalypse è descritto sia come parola macedonia (XP+Apocalypse) che come composto formato da XP con l’elemento suffissale –[po]calypse, recente ma molto produttivo e usato per descrivere informalmente un disastro o un evento di proporzioni epiche, ad es. beepocalypse (grande moria di api),  jobpocalypse (disoccupazione di massa per la crisi), snowpocalypse (forte tempesta di neve).

In inglese è anche abbastanza diffusa l’espressione the four horsemen of the Apocalypse come metafora di una catastrofe annunciata e imminente.

XPocalypse
[immagine “macedonia”: cavalieri dell’Apocalisse + sfondo predefinito di Windows XP]


Aggiornamento – Il 21 aprile 2015 Google cambia i propri algoritmi: nelle ricerche fatte da dispositivi mobili penalizza i siti che non sono mobile-friendly, quindi non ottimizzati per smartphone e tablet. La giornata è stato ribattezzata Mobilegeddon, anche in questo caso interpretabile sia come parola macedonia formata da mobile+armageddon che come composto formato da mobile con l’elemento suffissale –[ma]geddon, di significato e uso molto simile a –pocalypse (esempi: snowmageddon e snowpocalypse).
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Telefoni, enciclopedie e localizzazione

Una vignetta per ricordare il concetto di conoscenze enciclopediche: per gli americani l’inventore del telefono è Alexander Graham Bell, per gli italiani invece è Antonio Meucci.

the time traveller – Rhymes with Orange 
Vignetta: Rhymes with Orange

Localizzazione: tipo di informazioni e punto di vista

L’esempio di Bell e Meucci aveva avuto visibilità internazionale negli anni ‘90 quando era stato citato in un articolo di Bill Gates sulla localizzazione dell’enciclopedia multimediale Encarta, lanciata nel 1993 e allora una novità per il mercato.

Gates aveva spiegato che le voci delle diverse versioni potevano variare a seconda delle lingue e del paese, sia per il tipo e quantità di informazioni fornite, ad es. articoli più dettagliati su Shakespeare in inglese e su Cervantes in spagnolo, che per il punto di vista che doveva rispecchiare quello del mercato locale, ad es. il nome “Meucci” non era mai nominato nell’enciclopedia americana mentre aveva rilievo in quella italiana.

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Scroogled?

Scroogled, tazza e magliette: Microsoft va avanti torna a parlare di una campagna di Microsoft contro la mancanza di trasparenza di Google nella gestione dei dati personali. Nel sito Scroogled si possono acquistare vari gadget, tra cui una maglietta con una word cloud, formata da parole descritte come sinonimi di being Scroogled.
Gulled. Humbugged. Buffaloed. Wire-tapped. Extorted. Sold out. Chicaned. Fleeced. Scammed. Conned. Surveilled. Double-dealt. Ensnared. Suckered. Sandbagged. Gossiped. Scandalmongered. Flimflammed. Skullduggered. Bamboozled. Hornswoggled. Beguiled. Cheated. Fooled. Double-crossed. Defrauded. Hoodwinked. Swindled. Duped. They’re all just synonyms for being Scroogled

Trovo scroogled una parola intrigante perché contiene riferimenti lessicali e culturali che le conferiscono diverse connotazioni e la rendono difficile da tradurre, mentre il richiamo al logo di Google è palese e riconoscibile indipendentemente dalla lingua.

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Completamento, compilazione e riempimento

Questa tabella confronta alcuni termini inglesi e italiani usati da due noti produttori di software e servizi online per le stesse funzionalità. Sono concetti molto comuni ma si notano varie differenze nelle designazioni (segni linguistici) che li rappresentano:

autocomplete, auto-complete, autofill, auto fill, auto-fill, autosuggest, completamento automatico, compilazione automatica, riempimento automatico, suggerimenti automatici

Avete riconosciuto tutti i concetti e identificato A e B?

Forse non sono tutti distinguibili, ma se seguite il blog avrete già capito quali sono le implicazioni per il lavoro terminologico e per la traduzione, che ora cercherò di sintetizzare.

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HoTMaiL

Da Netymology, un paio di curiosità su Hotmail, il primo servizio gratuito di webmail (per l’accesso alla posta elettronica tramite browser).

Gli ideatori, Sabeer Bhatia e Jack Smith, l’avevano lanciato commercialmente negli Stati Uniti il 4 luglio 1996, Independence Day, data scelta per sottolineare la libertà concessa da un sistema che via web permetteva di consultare la propria posta ovunque nel mondo.

logo originale di HoTMaiLBhatia e Smith avevano pensato a un nome che includesse le parole mail e HTML, il linguaggio alla base del web, e così era nato HoTMaiL, che inizialmente era scritto in un’insolita combinazione di lettere maiuscole e minuscole.

Nel giro di un anno la grafia era stata normalizzata e il servizio Hotmail era stato acquisito da Microsoft, che negli anni ha modificato più volte il logo e recentemente ha deciso di sostituire il nome con Outlook.com e, forse, condannare Hotmail all’oblio.
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Vedi anche: L’aspetto delle parole

Clack, nuovo rumore tecnologico

basta un clack

Lo slogan Basta un clack ha funzionato: mi sono incuriosita e ho cercato di capire cosa fosse il clack della pubblicità.

Il sito del prodotto non lo spiega, bisogna seguire il collegamento a un video in inglese da cui si conclude che clack è il rumore che fa Surface, il nuovo tablet di Microsoft, quando gli si aggancia la copertina/tastiera. 

Click in and do moreHo anche notato che la parola clack appare solo nella pubblicità italiana ma non di altre lingue, neppure in quella originale inglese dove è usato il verbo click in.

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Scheumorfismo

In attesa della presentazione dei nuovi sistemi operativi Apple iOS7 e OS X 10.9, si incontrano sempre più spesso i termini skeuomorphism o skeuomorphic design in inglese e scheumorfismo o scheuomorfismo in italiano.

Nell’accezione originale, in archeologia, il riferimento è a oggetti che presentano elementi o caratteristiche non funzionali ma solo decorative, ereditate da altri oggetti. Etimologia: dal greco skeuos (strumento) e morphê (forma).

Esempio di scheumorfismo: iMathematics for iPad

Nell’ambito del software design il termine scheumorfismo è stato adottato di recente per descrivere le interfacce grafiche in cui gli oggetti virtuali sono disegnati in modo che assomiglino il più possibile ad oggetti reali, con dettagli realistici ma funzionalmente inutili (skeuomorphs) usati a scopo ornamentale, ad es. riflessi metallici sul cestino della spazzatura, venature del legno nelle librerie, ombreggiature sui pulsanti ecc.

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Microsoft Blue

Windows Glass

Mi ricollego al post su Google Glass con una vignetta di Geek&Poke intitolata Microsoft Blue e sottotitolata Windows Glass.

Ho trovato molto divertente il riferimento alla famigerata Blue Screen of Death (BSoD), la schermata blu “della morte” che nei sistemi operativi Windows segnala un errore irreversibile (in inglese stop error). Ma in Windows 8 il colore della schermata da blu intenso è diventato azzurro e compare un’emoticon triste.

A proposito di Windows 8, Windows Blue è il nome in codice dell’aggiornamento 8.1 (update) che sarà rilasciato quest’estate. Speriamo non si tratti di nomen omen!

E una tonalità di azzurro dà il nome alla piattaforma di cloud computing di Microsoft, Windows Azure. In inglese è una parola insolita con diverse pronunce possibili.

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Inkulator, parola macedonia andata a male

Probabilmente l’avete già visto e vi siete già fatti qualche risata con il nome di questa app per Windows 8, descritta come “a cool new way to do your calculations”:

Inkulator in action

Il nome Inkulator è una parola macedonia formata da digital ink + calculator e il risultato è la perfetta dimostrazione di quanto siano importanti le valutazioni di globalizzazione.

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Windows 8: da charm ad accesso

barra degli accessi (charm bar) di Windows 8, interfaccia metro

Charm e gestione della terminologia

Una nuova funzionalità dell’interfaccia di Windows 8 è un gruppo di elementi grafici simili a pulsanti che in inglese prendono il nome di charm.

Ne ho parlato un anno fa in “charm” in Windows 8, telefonini e calendari, dove ho espresso alcune perplessità sul termine inglese, ipotizzando che la metafora su cui è basato il neologismo semantico potesse essere fraintesa (charm fa riferimento al significato secondario di “ciondolo di un braccialetto o di un telefonino”, un oggetto che potrebbe ricordare delle icone).

Avevo aggiunto che nella terminologia usata nella localizzazione, allora non ancora disponibile, è preferibile un approccio onomasiologico: si analizza il concetto, il suo contesto d’uso nella lingua di partenza e gli elementi che lo caratterizzano e lo distinguono dai concetti coordinati e correlati (ad es. cosa differenzia charm da button e da icon). Alla fine di questo processo si propone un termine nella lingua di arrivo, evitando la tentazione di “tradurre” letteralmente la parola della lingua di partenza.

Charm nelle versioni localizzate di Windows 8

Nel frattempo Windows 8 è uscito e per chi si occupa di terminologia è interessante confrontare le soluzioni scelte in alcune lingue europee:

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