Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “metafore”

Poco poetico: sleep in one’s eyes

“Danze primaverili”  (con l'omino del sonno e la fatina della febbre da fieno) – Rhymes with Orange 
The spring rounds – Vignetta di Rhymes with Orange

In primavera chi soffre di congiuntivite allergica spesso si sveglia con gli occhi appiccicosi. In inglese ci sono vari modi per descrivere le secrezioni oculari: eye discharge, eye mucus, rheum (letterario), geosinonimi più informali come ad es. [eye] gunk, gunge, goo, goop, gloop e, se si tratta di normali cispe, sleep, sleepy dust, sand ecc.

Nel folklore le cispe sono le tracce lasciate dal passaggio di the sandman, l’omino del sonno che fa addormentare i bambini spargendo sabbia magica sui loro occhi. The sandman può anche essere un sinonimo scherzoso di sleep (“sonno”), come Morfeo in italiano.

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Phrasebook, fraseologia e frasario

Google Translate ha una nuova funzionalità che consente di salvare le traduzioni in una propria raccolta. In inglese si chiama Phrasebook e in italiano Fraseologia.  

Phrasebook - Fraseologia

Terminologia inglese

In inglese la parola phrasebook identifica un prontuario che contiene una selezione di frasi essenziali in una o più lingue straniere.

È una metafora informatica coerente con quelle in uso da decenni nelle interfacce grafiche, basti pensare agli oggetti che si possono trovare su una scrivania, come document, folder (cartella), clipboard (gli Appunti di Windows), notepad (blocco note), calendar, diary, dictionary, e in particolare ai vari tipi di book come address book (rubrica), workbook (cartella di lavoro) e clipbook e scrapbook (contenitori di ritagli e appunti).

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Anni luce metaforici

It’s all in the genes: DNA and metaphor fa alcuni esempi di termini scientifici e informatici inglesi che sono entrati nel linguaggio comune in senso figurato, a volte con un significato più generico (determinologizzazione), altre invece con nuove accezioni.

Alcune delle metafore descritte hanno un equivalente in italiano, ad es. averlo nel DNA, di default e l’aggettivo dispregiativo neandertaliano.

foto Boris Štromar È invece diverso l’uso di light year, termine astronomico che identifica un’unità di misura di lunghezza ma che nell’uso metaforico inglese mantiene il significato primario della parola year e quindi serve a enfatizzare un periodo di tempo molto lungo. Esempio: The UK is light years behind Europe on renewable energy targets.

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Storiche metaforiche borsettate

Margaret ThatcherLo stile di Margaret Thatcher era inconfondibile: capelli cotonati, filo di perle, tailleur rigoroso, blusa con il fiocco e borsetta rigida.

L’accessorio ha lasciato una traccia permanente nella lingua inglese, il verbo handbag. La metafora delle borsettate era stata introdotta negli anni ‘80 dal deputato conservatore Julian Critchley per descrivere l’irruenza dell’ex premier durante le riunioni di governo. Il nuovo verbo era un esempio di neologismo formato con il meccanismo della transcategorizzazione, molto comune in inglese.

Handbagged! David Cameron's promise of EU referendum by 2017 provokes storm of controversy  – prima pagina di The Independent, 24 January 2013Nell’uso contemporaneo handbagging identifica un attacco verbale particolarmente violento o una critica molto feroce. Inizialmente l’espressione era riservata a comportamenti aggressivi femminili ma poi l’uso si è esteso. Esempio: Handbagged!, titolo recente di The Independent sulle reazioni di alcuni leader europei a una decisione di David Cameron. 

Altri dettagli lessicali in Mrs Thatcher in the dictionary e (aggiornamento) in The Iron Lady: Margaret Thatcher’s linguistic legacy.

Conigli di Pasqua

Pasqua all’insegna del maltempo, non solo in Italia. Nel nord Europa è caduta abbastanza neve per fare i pupazzi e le foto dalla Germania ce li mostrano tutti a forma di coniglio.

foto pupazzi di neve a forma di coniglio

Per essere più precisi, i pupazzi tedeschi dovrebbero essere lepri. Da qualche secolo in Germania è tradizione che in questi giorni arrivi l’Osterhase, la “lepre di Pasqua”, che nasconde delle uova dipinte nel giardino di casa, dove verranno cercate dai bambini la mattina di Pasqua. Anche la lepre, come l’uovo, è un antico simbolo di fertilità.

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I nuovi ecosistemi

digital ecosystem – immagine da thinkdigital.co.idUltimamente è quasi impossibile leggere di informatica, telefonia o tecnologie correlate senza incontrare la parola ecosistema. Qualche esempio, ciascuno con decine di migliaia di occorrenze: l’ecosistema di Android / di Apple / di Windows / di Google / di Twitter / dei tablet / degli smartphone / del cloud computing / di app / di applicazioni…

L’uso italiano riflette quello inglese: in campo informatico si parla di ecosystem almeno dall’inizio del secolo. La metafora di “’insieme degli organismi, dell’ambiente e delle condizioni che, in uno spazio delimitato, sono inseparabilmente legati tra loro, sviluppando interazioni reciproche” è però precedente e risale al concetto economico di Business ecosystem, introdotto all’inizio degli anni ‘90 da James F. Moore.

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Telefonate figurate

vignetta Rhymes with Orange

Vignetta: Rhymes with Orange

Ormai da parecchi anni sono scomparsi i telefoni a muro e in molte case non c’è più il telefono fisso ma solo cordless e cellulari. Per descrivere una conversazione telefonica terminata bruscamente, le nuove generazioni cresciute con gli smartphone continueranno a dire riagganciare* e riattaccare, come quando la cornetta si riappendeva, e sbattere giù il telefono, come quando la cornetta era l’unica parte mobile dell’apparecchio? Ai posteri l’ardua sentenza! ;-)
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* in inglese c’è la stessa metafora, hang up.

Una mano di greenwash

Ho trovato molto interessanti le osservazioni di Giovanna Cosenza sull’evoluzione del linguaggio con cui i media, le imprese e le istituzioni parlano di temi legati all’ambiente:

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una evoluzione continua delle parole usate per identificare i temi ambientali: dal termine “paesaggio” si è passati ai generici “natura” e “ambiente”, e grande successo ha avuto fino a poco tempo fa anche la parola “ecologia”. Adesso sono molto diffusi i termini “green”, “sostenibilità” e “bio. Dietro questa evoluzione dei termini possiamo identificare due grandi direttive del cambiamento lessicale
[continua in Dalla “natura” al “green”: come cambia la comunicazione ambientale]

greenwashingViene citato anche il green washing, spiegato come il “lavaggio nel verde” operato da marchi commerciali che vogliono far passare per ecologici prodotti che magari non hanno le caratteristiche per essere definiti green.

Aggiungo una nota etimologica: l’espressione green washing è modellata su white washing. In inglese whitewash è una pittura murale bianca a base di calce, da cui deriva il verbo whitewash, imbiancare.

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#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese è stata pubblicata la decisione che l’hashtag debba chiamarsi mot-dièse*. La notizia è stata ripresa dai nostri media e su Twitter c’è stata una discussione (#TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag, ora non più disponibile) per suggerire un equivalente italiano. Alcune proposte: parola chiave, paroletta, le metafore spilla e coda di gallo e la parola macedonia cancelletta (cancelletto+etichetta).

immagine dal Supporto Utenti TwitterIn realtà, come dicevo in Hashtag, parola e simbolo, un termine “ufficiale” italiano ci sarebbe già: nella documentazione italiana di Twitter gli hashtag sono chiamati etichette (invece in quella francese hashtag), una scelta però ignorata dalla maggior parte degli utenti.

La discussione mi ha ricordato il concorso per trovare alternative a blog, chat, newsletter, spamming: nel linguaggio informatico italiano i prestiti sono spesso privilegiati a possibili parole italiane e quando un forestierismo è già diffuso risulta quasi impossibile sostituirlo.
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* Cfr. diesis <> cancelletto [link aggiunto]

Virus, virale, viralità e virulenza

Una striscia di Zits, che ha come protagonisti Jeremy e altri adolescenti americani:

Zits – My virus has gone viral

Zits by Jerry Scott and Jim Borgman

Pare che per molti nativi digitali anglofoni il significato più recente dell’aggettivo viral, “che si diffonde rapidamente e conquista grande popolarità”, prevalga su quello originale, biologico e medico, “di virus” o “causato da virus”.

Da qualche anno ormai anche in italiano l’uso figurato dell’aggettivo virale è molto diffuso, ad es. in espressioni come marketing virale e video virale, tanto che nei risultati dei motori di ricerca sembra avere più rilevanza del termine scientifico.

È facile concludere che in inglese il nuovo significato di viral, che nel frattempo è diventato anche un sostantivo, abbia origine nella metafora del virus, una delle più efficaci e trasparenti usate in campo informatico; più difficile invece capire come sia avvenuto lo slittamento di significato.

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move forward the date

In Italy: the Mummy’s return si legge “So in a sense Berlusconi’s decision to withdraw support for the Monti government merely brings forward the date of that election by, at the most, a few weeks”.

Conoscendo la situazione politica italiana, il significato è ovvio. In altri contesti, invece, l’espressione inglese move / bring forward riferita a una data o a un orario è spesso fraintesa dagli italiani. Esempio: next Wednesday’s meeting has been moved forward two days* vuol dire che la riunione è stata anticipata a lunedì o posticipata a venerdì?

bring forwardIl significato standard è anticipare. Viene spiegato dalla linguistica cognitiva con due metafore concettuali:
1) del tempo in movimento, per cui move forward comunica l’idea di avvicinamento verso di noi di un evento futuro o 2) di un punto temporale di riferimento in base al quale, data una serie di eventi, quello più prossimo a noi “sta davanti” agli altri e quindi se se ne porta un altro forward, lo si fa avvenire prima.
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* Esempio usato in esperimenti che hanno dimostrato che in alcuni contesti move forward può avere il significato di posticipare anche per persone di madrelingua inglese.

fiscal cliff – precipizio fiscale

vignetta fiscal cliff

L’espressione fiscal cliff, da qualche giorno immancabile nelle notizie economiche dagli Stati Uniti, è una metafora attestata nell’inglese americano almeno dal 1957. Sempre usata in modo generico, solo nel 2012 ha assunto un significato specifico: identifica la combinazione di tagli alla spesa, di aumenti delle tasse e di fine di alcuni incentivi fiscali che avranno luogo automaticamente nel gennaio 2013, con possibili conseguenze disastrose sulla ripresa economica americana, a meno che il parlamento (Congress) non riesca a trovare un accordo sul tetto al debito.

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Simboli: la lente di ingrandimento

L’icona con una lente di ingrandimento è molto comune nelle interfacce utente e ha la caratteristica insolita di poter rappresentare due funzioni alquanto diverse:

pulsante Zoom in Adobe Acrobatnel significato “letterale” indica lo zoom, ad es. per la visualizzazione di una pagina, e può includere il segno + (ma anche ) al suo interno;

pulsante ricerca Googlenel significato metaforico indica la ricerca (la lente è lo strumento che per tradizione simboleggia il lavoro degli investigatori, come Sherlock Holmes).

icone lente di ingrandimento in Internet ExplorerIl significato di solito si desume dal contesto e dalla posizione dell’icona (su una barra degli strumenti o di stato per lo zoom, accanto o dentro una casella per la ricerca), tanto che in alcuni programmi entrambe le funzioni sono simboleggiate con una lente, differenziata però nell’aspetto. 

Fatte queste premesse, quale funzione attribuireste alle icone che appaiono nella pagina Scelta del viaggio del sito Trenitalia?

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Esche digitali: click bait

Dopo il post di ieri, devo ammettere che anch’io sono una vittima del click bait.

esempio di click baitIn inglese click bait descrive un’immagine, un titolo o un link di una pagina web che attira l’attenzione dei lettori che, “adescati”, ci fanno clic sopra. Lo scopo più comune è quello di generare traffico, ad es. verso pagine con pubblicità, ma possono esserci anche finalità fraudolente.

Vedi anche: Phishing: truffa, spillaggio, abboccamento? (il più noto esempio della metafora del prendere all’amo in un contesto web).

Sulla graticola

I media americani hanno apprezzato la moderatrice del recente dibattito tra il vicepresidente Joe Biden e lo sfidante Paul Ryan, in particolare per le domande incalzanti fatte ai due candidati. Nelle descrizioni ricorre il verbo grill, letteralmente “grigliare” e in senso figurato “sottoporre a un fuoco di domande”, “fare il terzo grado”.

La notizia è stata riportata da I vice pareggiano, la conduttrice vince:

[la moderatrice] ha dimostrato di avere il polso giusto e di potere tenere sulla graticola Ryan e Biden.
«…ha dimostrato di avere carattere chiedendo ripetutamente ai due di essere più precisi e tenendoli sulla graticola nel corso di alcuni passaggi chiave del dibattito».

In italiano, però, mettere sulla graticola, da cui deriva tenere sulla graticola, significa “sottoporre qualcuno a critiche implacabili” [Devoto Oli] ma non presuppone una serie di domande come invece grill in inglese. La metafora sulla graticola implica una presa di posizione con un giudizio negativo, o comunque una situazione sgradevole per chi viene  “rosolato”, e quindi non mi pare compatibile con la figura della moderatrice del dibattito, elogiata invece per la professionalità con cui ha svolto il proprio ruolo. 
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Vedi anche: Elenco di falsi amici.