Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “marchionimi”

Sicurezza stradale in Italia: Young & Road

.
logo Young & RoadYoung & Road
è il nome di un progetto per la sicurezza stradale finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Me l’ha segnalato meta/phr(eɪ)Ze come esempio di inglese farlocco: parole facilmente comprensibili anche da chi ha conoscenze rudimentali dell’inglese, ma che insieme sono poco idiomatiche o addirittura errate. In questo caso, chi si è inventato Young & Road non ha saputo applicare alcuni meccanismi lessicali che sono usati anche in italiano.

X & Y

I nomi del tipo X & Y, ricorrenti in marchi e nomi di attività commerciali, sono parole polirematiche: elementi lessicali, formati da più di una parola, che hanno una particolare coesione strutturale e semantica interna. Nello schema X & Y, le due variabili appartengono alla stessa categoria lessicale: due sostantivi, due verbi oppure due aggettivi (poche eccezioni, ad es. formazioni con nomi propri). Esempi di marchi italiani di questo tipo: poltrone e sofà, Stira & Ammira, Libera e Bella.

(altro…)

Glossario IKEA → inglese!

vignetta Tim Harries

Per chi si è mai domandato cosa vogliano dire i nomi dei prodotti IKEA, Language Hat segnala The IKEA Dictionary, un elenco di più di 1300 nomi in ordine alfabetico* con traduzione in inglese, link a Wikipedia per i riferimenti  meno comuni e a Google Maps per quelli geografici, con simboli che classificano i nomi:

Proper Swedish words parola svedese
Improper Swedish words parola pseudosvedese o non standard
First names. Mostly Swedish, some Scandinavian, occasional exotic names. nome proprio svedese o scandinavo
Geographical names. Swedish, Danish, Norwegian or Finnish. toponimo svedese, danese, norvegese o finlandese
A few names that defy categorization nome inclassificabile
Mystery names nome misterioso

(altro…)

Specialità americane :)

Quando vado all’estero cerco sempre di farmi un giro in un supermercato: si impara molto sulle differenze non solo alimentari ma anche culturali.

espositori kale chipsLa settimana scorsa a Miami.sono riuscita ad andare solo da Whole Foods Market, un bellissimo supermercato di fascia alta con prodotti biologici, di origine controllata e “naturali”. 

Ecco alcune foto, non di qualità e scattate furtivamente perché volevo evitare di essere redarguita dal personale come mi è successo più volte in Italia.

Comincio dall’espositore a destra, in posizione strategica all’inizio di un corridoio, dove si poteva scegliere tra sei tipi diversi di kale chips, “patatine” fatte con la famigerata e onnipresente brassicacea. 

L’ho citata recentemente in Tradurre i polizieschi nel XXI secolo e nei commenti ho aggiunto questa specialità, le scaglie di cavolo ricoperte di cioccolata (chockalet chips):

(altro…)

Zap → WhatsApp → “uozzap”

gruppo Wazzup dei genitori

Il nome WhatsApp ormai fa parte del lessico quotidiano di milioni di italiani, ma per molti risulta ostico: nelle comunicazioni scritte informali si trovano variazioni di ogni genere (watsap, wattsap, wattsapp, uotsap, uatsapp, uatsap, uorzap…) e nella pronuncia prevale “uozzap”.

WhatsAppNessun dubbio di ortografia se invece l’app fosse stata chiamata Zap, il nome alternativo preso in considerazione dai suoi ideatori americani. Non so quale delle diverse accezioni di zap avessero in mente, probabilmente volevano comunicare rapidità e vivacità.

(altro…)

È un selfie drone. O forse no.

[testo dell’articolo] Lily: the $499  ‘selfie drone’ that's your personal videographer. The device is capable of flying for 20 minutes, tracking its owner and shooting photos and video footage of them “Camera. Reinvented.” claims the website for Lily, the latest consumer drone to capture people’s attention. Although “selfie drone” seems to be a more popular phrase among the media covering its launch.La parola selfie si fa notare anche per la sua produttività: sta continuando a far nascere neologismi.

Da The Guardian ho scoperto selfie drone, un dispositivo che segue in volo una persona per filmarla o fotografarla (e ottenere dei dronie). 

Il dettaglio che mi ha colpita però non è tecnico ma terminologico: per i media l’apparecchio recensito è un [selfie] drone, mentre i suoi produttori lo descrivono come camera.

Ho cercato dettagli sul sito lily.camera e ho notato che il prodotto viene chiamato sempre con il marchionimo, Lily, e descritto genericamente come camera, anche nelle specifiche tecniche. Solo nella pagina FAQ si trova un’occorrenza di throw-and-shoot camera (si lancia in volo e comincia subito a scattare/filmare). Non viene invece mai usata la parola drone.

(altro…)

Internet Explorer diventa Microsoft Edge

In Il nuovo browser Microsoft Edge Alberto Cellotto ha analizzato il nome e il logo scelti da Microsoft per il browser che sostituirà Internet Explorer.

Molti hanno criticato la banalità del nome, che  non è affatto innovativo e così poco distintivo che potrebbe essere usato per qualsiasi tipo di prodotto. Edge però rispetta un requisito importante per il mercato globale: è un nome breve e facile da ricordare, anche se non si conosce il significato della parola (che non vuol dire solo “bordo” ma anche “incisività” o  “qualità speciale” e può anche richiamare l’espressione cutting edge, “all’avanguardia”).

da Explorer a EdgeIl logo di Edge è molto simile a quello di Explorer, sia per l’aspetto che per il colore. Pare sia stata proprio la riconoscibilità della e blu a condizionare la scelta del nuovo nome: un responsabile del progetto ha confermato che la sua importanza era tale che si è deciso di reinterpretarla anziché optare per soluzioni più innovative.

Microsoft aveva già usato Edge in vari nomi descrittivi di servizi, ad esempio di Exchange, e non è insolito che un nome venga riciclato: è il caso ad esempio dei tablet Surface, che hanno sottratto il nome al dispositivo che è stato poi rinominato PixelSense. .

Vedi anche: I nomi dei browser (l’origine di Explorer, Mozilla, Firefox, Chrome, Opera e Safari)

La volgarizzazione di ROLEX

Vignetta di Mauro BianiSi è molto ironizzato sulla La lettera di Rolex contro Alfano e Renzi. I due politici sono colpevoli di avere usato l’espressione figli di papà con il rolex, che avrebbe causato un “inaccettabile affiancamento dell’immagine di ROLEX alla devastazione di Milano e all’universo della violenza eversiva”.

Non mancano le note linguistiche:  “la parola ROLEX costituisce un marchio celebre registrato in Italia e nel mondo [….] Il suo utilizzo in caratteri minuscoli ed in forma sostantivata generica non risponde a correttezza ed è suscettibile di diluire e pregiudicare il suo valore e la sua distintività”.

(altro…)

Caffè Lattesso

Prodotto svizzero visto in vendita nel Canton Ticino:

Caffè Lattesso

Presumo che Lattesso vada inteso come parola macedonia Latte+Espresso, ma forse vuole richiamare anche il nome di un’altra marca svizzera molto famosa, Nespresso.

È un esempio dei nomi italianeggianti che pare piacciano tanto all’estero (esempi) ma che suscitano perplessità tra gli italiani. Sarei curiosa di sapere se nella scelta dei nomi e delle descrizioni dei prodotti svizzeri vengano fatte valutazioni che includano anche l’italiano, oppure se le analisi siano ristrette al francese e al tedesco, con risultati a volte poco felici.
.

Vedi anche: il “burro per arrostire svizzeri” in un commento qui e alcune incongruenze in una vecchia pubblicità Nespresso in E se fosse stato Lei il traduttore di George?.

Schiscetta international

foto di schiscettaProbabilmente ora si sa anche al di fuori della Lombardia che la schiscetta è un contenitore portavivande (pietanziera) per portare il pranzo da casa al lavoro. Il nome deriva da schiscià, schiacciare, perché il cibo veniva premuto per farlo stare all’interno della scatoletta (nell’immagine la tipica schiscetta metallica). 

Recentemente la schiscetta è stata citata anche dalla BBC, che ha ripreso la notizia italiana Contro sprechi cibo nasce Schisceta Reverse, inno a doggy bag:

«Contro lo spreco di cibo, nasce a Milano il movimento "Schisceta Reverse", idea dal nome milanesissimo ma di respiro internazionale per mutuare la pratica molto comune all’estero di portare a casa porzioni di alimenti o di vino che non si sono consumate al ristorante. […]  "Reverse" per spiegare come la società sia cambiata: se un tempo la "schisceta" rappresentava il "portarsi il cibo da casa, magari in ufficio", oggi il mondo va un po’ al contrario.»

La parola schiscetta mi piace moltissimo ma il nome Schisceta Reverse non mi convince, soprattutto se analizzato dal punto di vista delle valutazioni di globalizzazione.

(altro…)

Fessenger e le parole macedonia

Finally, you can send, receive and reply to Facebook messages on Glass with Fessenger. No more hassle to pull your phone out of your pocket. Use this Glasware when you are out and about, or when you are multi-tasking: cooking, jogging, shopping, doing laundry, and more. Start using Fessenger today and experience it for yourself! Just say "ok glass, post an update".Grazie a @Leonaltro ho scoperto l’esistenza di Fessenger, un’app descritta come Facebook Messenger per Google Glass.

Il nome è decisamente poco allettante per potenziali utenti italiani. Dubito siano state fatte valutazioni di globalizzazione, che avrebbero segnalato le inevitabili associazioni a fesso e Kazzenger che a loro volta rinforzano lo stereotipo del glasshole, epiteto di origine americana che descrive chi porta Glass in maniera irritante per gli altri.

Sia Fessenger (Facebook+Messenger) che glasshole (Glass+asshole) sono parole macedonia, formate dalla fusione di due parole diverse.

Meccanismi di formazione delle parole macedonia

Come già indicato qui, diverse lingue ricorrono alle parole macedonia per la formazione di neologismi, ma non sempre con gli stessi meccanismi e la stessa produttività.

(altro…)

Come si pronuncia Expo?

Logo Expo Milano 2015Ho notato che a Milano, dove vivo, si discute di Expo Milano 2015 pronunciando il nome con l’accento sulla prima sillaba e la e aperta, ÈK·spo, mentre chi mi chiede informazioni dal resto d’Italia dice ek·SPÓ, con l’accento sulla seconda sillaba a imitazione della parola originale francese, che è la pronuncia che riportano tutti i dizionari di italiano (esempio: Vocabolario Treccani).

Cosa dicono le fonti ufficiali? Non ho trovato informazioni specifiche e ho concluso che chi si occupa della comunicazione di Expo Milano 2015 abbia trascurato questo aspetto, invece importante per l’identità di un marchio. Negli spot e nei video ufficiali sono infatti usate due diverse pronunce.

(altro…)

#verybello, vero italiano e inglese maccheronico

Aggiornamento gennaio 2017 – Il Ministero del beni culturali ha lasciato scadere il dominio verybello.it e i contenuti descritti in questo post (gennaio 2015) non sono più disponibili.


Credo che ormai tutti conoscano il nuovo sito voluto dal Ministero dei beni culturali:

verybello.it, nelle intenzioni del Ministero del beni culturali “la piattaforma digitale interattiva che, attraverso un linguaggio immediato e visivo, racconta l’Italia da un punto di vista inedito”

Difficile non essere d’accordo con chi ha definito verybello.it una disfatta: nell’intestazione del sito inizialmente mancavano pezzi d’Italia, per ora è disponibile solo in italiano, è lentissimo e ottimizzato solo per alcuni browser ma non per dispositivi mobili, manca l’accessibilità (obbligatoria per legge!) e ci sono vari altri problemi tecnici. Tutta meritata l’ironia che si è scatenata sui social network.

Il peggio per me però è il nome, VeryBello, un assurdo ibrido di inglese e italiano scritto con un carattere che fa pensare alla grafia di una persona di una certa età. Nessuna spiegazione su questa scelta né da parte del Ministero dei beni culturali né da chi l’ha ideato, l’agenzia romana LOLA Office for Creative Direction (che si distingue per un sito esclusivamente in inglese, non privo però di alcuni errori e costruzioni poco idiomatiche).

VeryBello | Identity  – VeryBello! is a new project that promotes 1000+ cultural events during the Expo 2015. Concept, naming, identity are all LOLA's brainchildren

Non capisco quale sia il target del nome VeryBello ma aggiungo alcune osservazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione, considerando tre tipi diversi di destinatari:

(altro…)

Puzzingo

G. mi ha segnalato un’app per bambini che ha un nome poco felice, Puzzingo. Dubito siano state fatte valutazioni di globalizzazione che includessero l’italiano.

Puzzingo

Vedi anche: Inkulator, parola macedonia andata a male (un’altra app per bambini)

Rolognese

Rolognese Blue

forchetta Rolognese con manovellaSono sempre molto incuriosita dalle potenziali differenze culturali e in un museo di design all’estero non ho potuto fare a meno di notare un oggetto che dubito avrebbe mercato in Italia (ma non si sa mai!).

È Rolognese, una forchetta per bambini che serve ad arrotolare gli spaghetti senza problemi.

Il produttore è tedesco ma non saprei dire se il nome Rolognese, un gioco di parole, sia di derivazione tedesca o inglese.

In entrambe le lingue è molto comune la locuzione Spaghetti Bolognese (all’estero sono convinti che il ragù sia il loro condimento ideale) ed esistono verbi che iniziano con rol che descrivono l’azione che si fa con la forchetta: rollen in tedesco e roll in inglese.

Il nome è sicuramente creativo ma non mi convince, probabilmente perché come italiana non mi viene automatico pensare a bolognese se ci sono degli spaghetti. La sequenza –ognmi fa invece venire in mente parole con connotazioni sgradevoli come rogna, fogna, carogna, scarogna.
.
.

Vedi anche: Pasta e differenze culturali (modi diversi di condire e mangiare gli spaghetti) e Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto (aspetti fonosimbolici che condizionano la percezione dei nomi dei prodotti).

La comunicazione post-linguistica di Apple Watch

Apple WatchIl nuovo dispositivo indossabile di Apple è stato oggetto delle analisi linguistiche di alcuni autori americani.

Cambia il naming: da iWatch a AppleWatch logo

Dopo 16 anni, Apple ha abbandonato il prefisso i di iPod, iPad, iPhone, iTunes, iCloud, non solo per problemi di marchi registrati (il nome iWatch sarebbe stato troppo simile a iSwatch, orologio svizzero) ma anche per evitare che iWatch venisse interpretato come I watch, “osservo, controllo”.

Anche il nuovo servizio di pagamento via iPhone è stato chiamato Apple Pay e non iPay, un segnale che il prefisso i sta diventando datato ed è ormai inflazionato perché usato anche da altri. Apple invece vuole comunicare esclusività e innovazione e probabilmente anche rimarcare la fine dell’era di Steve Jobs, fautore dei nomi con la i.

(altro…)