Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “marchionimi”

L’aria di Airbnb

airbnb logoHo scoperto solo recentemente cosa significa air nel nome commerciale Airbnb, il sempre più diffuso servizio della gig economy che consente a privati di affittare stanze, appartamenti, case o altri alloggi per brevi periodi.

Credevo avesse qualche significato figurato e invece, come ha spiegato uno dei fondatori, Brian Chesky, sta per un prosaico airbed, il materasso gonfiabile che all’inizio dell’attività era l’unico servizio offerto a chi cercava una sistemazione per una o più notti.

Il riferimento era esplicito nel nome e nel logo originali, AirBed & Breakfast, che rimandava anche ai tradizionali B&B (la colazione però è raramente inclusa nei servizi di Airbnb e forse nell’aggiornamento del nome la & era stata sostituita dalla n anche per evitare di richiamarla):

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Cagami e Boyata, infelici marchionimi asiatici

Ho ricordato più volte l’importanza delle valutazioni di globalizzazione per verificare che i nomi di prodotti destinati anche all’esportazione non abbiano connotazioni indesiderate in lingue diverse dalla propria. 

È un’analisi che andrebbe fatta perlomeno per le lingue commercialmente più rilevanti, che per il mercato europeo sono l’inglese e le quattro lingue note come FIGS (francese, italiano, tedesco e spagnolo, dalle loro iniziali in inglese). 

 Zitsugen – CAGAMI smart cube projector

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Android 10: addio a lettere e dolcezze!

logo Android 10

Il sistema operativo Android aveva una peculiarità nota: ogni nuova versione prendeva il nome di un dolciume, ciascuno con un’iniziale diversa e in ordine alfabetico (le più recenti erano state chiamate Lollipop, Marshmallow, Nougat, Oreo e Pie).

Non è più così: arrivati alla lettera Q il team di Android ha deciso di abbandonare i dolci e adottare una convenzione più tradizionale: la nuova versione si chiama Android 10.

Riferimenti culturali 

Le motivazioni sono spiegate in A pop of color and more: updates to Android’s brand, sintetizzabili in una maggiore attenzione alla globalizzazione: il team di sviluppo si è reso conto che non tutti i dolciumi erano riconoscibili al di fuori deli Stati Uniti e per distinguerli erano necessarie specifiche conoscenze enciclopediche.

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“I want tubì…”

immagine di bancomat colorato con la scritta “I want tubì”logo  I WANT TUBÌ

Sarei curiosa di sapere qual è il processo creativo che genera nomi commerciali come I WANT TUBÌ, un conto di UBI Banca rivolto a ragazzi dai 13 ai 17 anni con il messaggio promozionale “ti dà tutto ciò che ti serve per esprimere al meglio il tuo mondo e la tua voglia di crescere”.

Il gioco di parole ibrido to betubì è facilmente riconoscibile ma non mi pare una grande idea storpiare il nome di un marchio, qui spostando l’accento della parola UBI dalla prima alla seconda sillaba, e ancora meno ricorrere a una frase sgrammaticata.

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Raus! Nomi ibridi per repellenti ed esche

Mi incuriosiscono molto i prodotti con nomi insoliti, come alcuni disabituanti e repellenti che ho visto recentemente:

RAUS FORMICHE disabituante granulare; RETTIL RAUS disabituante per lucertole, serpenti e rettili; RAT RAUS Protex repellente spray pronto all’uso, protegge gli oggetti dall’attacco dei topi e ratti

Tengono lontani animali di vario tipo grazie a sostanze che hanno odori a loro sgraditi ma che sono innocue per persone e ambiente. Nel sito del produttore ho scoperto che oltre a quelli fotografati ne esistono altri con nomi ibridi simili.

I nomi mi hanno colpita perché, a parte l’elemento ricorrente Raus, sono incongruenti sia per il tipo di parole che li compongono che per l’ordine in cui sono combinate. Esempi: 

Raus Formiche   tedesco + italiano
Rettil Raus    pseudoanglicismo + tedesco
Animal Raus      inglese + tedesco
Talpa Raus      italiano + tedesco
Rat Raus Protex inglese + tedesco + internazionalismo

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Prenoting: inglese farlocco (rappresentativo!)

Da oggi, per prenotare in Poliambulanza ti serve una cosa sola. Prenoting Poliambulanza. Scegli il giorno, l’ora e il medico. Con un dito. PRENOTING

Alcuni ospedali italiani hanno adottato un sistema di prenotazioni online di visite e prestazioni che si chiama Prenoting. È sviluppato da Appocrate, un’impresa italiana che si occupa di soluzioni digitali per il mondo della salute.

Prenoting è un tipico esempio di inglese farlocco: uno pseudoanglicismo facilmente comprensibile per il pubblico italiano a cui è destinato, ma che non ha senso in inglese.

In inglese infatti prenotare si dice book (hotel, room, holiday, table, flight, taxi, ticket…) o reserve (seat, ticket, place, accommodation, table…) e nel caso di una visita medica make o get an appointment.

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Venerdì di tutti i colori, anche “black and blue”!

Tra gli appassionati di shopping italiani credo sia difficile trovare chi ignora che il Black Friday è il quarto venerdì di novembre in cui si possono fare acquisti con grandi sconti.

Una prova della familiarità del concetto sono le numerose variazioni “cromatiche” sul modello X Friday che sfruttano la riconoscibilità dei nomi dei colori anche da parte di chi ha solo conoscenze rudimentali dell’inglese. Qualche esempio:
Yellow Friday – Orange Friday – White Friday – Pink Friday – Red Friday – Blue Friday – Green Friday – Colour Friday (prezzi unici per destinazioni di tutti i colori)

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Be good!” (ma non si dice anche al food)

coppia in foto primi '900, lui in approccio amoroso, lei che accetta ma redarguisce con il dito. Didascalia: NOW BE GOOD, AND IF YOU CAN’T BE GOOD, BE CAREFUL 

In inglese l’imperativo be good equivale a “comportati bene”, “fa’ il bravo” (o “fate i bravi”). Si dice ai bambini e ai cani ma anche agli adulti, spesso ironicamente.

Non ha però molto senso riferito a oggetti inanimati, eppure un’azienda alimentare italiana ha scelto di imprimere l’imperativo be good su dei frollini biologici venduti sul mercato italiano: 

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C’è chi fa cose “a sbaffo”

Foto di Ape con logo “A Sbaffo” (con baffoni neri) e scritte “Street Food Pizza Good!” e “Pizza Gourment”

Pizza gourmet a sbaffo è un’attività di cibo di strada che opera nel Triveneto. Chi ha ideato il nome deve avere fatto confusione con la locuzione con i baffi nel senso di ottimo, o forse intendeva da leccarsi i baffi. Difficile invece trovare associazioni allettanti con sbaffo, una macchia o uno sgorbio di forma allungata.

A sbafo… 

Inevitabile pensare anche al modo di dire informale a sbafo, “senza pagare, a scrocco”, ma dubito sia un messaggio che si voglia comunicare a dei potenziali avventori! 

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Parole da non confondere: taser e teaser

titolo teaser taser

Nei titoli qui sopra, un errore che Mauro Venier ha segnalato più volte: la confusione tra gli anglicismi taser e teaser.

Taser

Il taser è un tipo di arma che fa uso di scariche elettriche (elettrocuzione) per immobilizzare temporaneamente il soggetto colpito.

Ho già descritto il nome in L’insolita origine di taser: è un marchio commerciale americano da tempo soggetto a un processo di volgarizzazione che fa prevalere la grafia in minuscole taser.

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Tutto ha posto – Thé best

In questo periodo in giro si vedono due pubblicità che mi piacciono perché fanno risaltare alcuni meccanismi lessicali e ortografici.

IKEA, tutto ha posto

foto di un letto e un armadio con lo slogan “In camera, tutto ha posto”

Una collocazione è una combinazione o co-occorrenza di due o più parole che tendono a presentarsi insieme più spesso di quanto si potrebbe prevedere, e al cui interno i sinonimi non possono essere sostituiti liberamente. Ad esempio, diciamo lavarsi i denti ma non *spazzolarsi i denti come in inglese o *pulirsi i denti come in tedesco. Le collocazioni subiscono inoltre restrizioni di carattere sintattico e grammaticale.   

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Emerdata, un nome potenzialmente imbarazzante

tweet di Paolo Attivissimo (@disinformatico): Non ditemi che davvero Cambridge Analytica ha cambiato nome in... ...EMERDATA. Nessun italiano nel team di scelta nomi, vero?

È stata annunciata la chiusura di Cambridge Analytica, la società di analisi di dati protagonista dello scandalo sui profili di Facebook, costretta a dichiarare fallimento perché avrebbe perso ogni cliente. A quanto pare però scomparirà solo di nome ma non di fatto: i suoi dirigenti sarebbero già operativi da qualche settimana con un’altra società, Emerdata.

Sui social sono subito apparse le ironie di italiani che reinterpretano il nome come e-merdata o eMerdata, ma anche i francesi lo ridicolizzano perché fa pensare a merde data.

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C’è chi è ancora togo

Immagine di cartellone con la scritta “Abbiamo i clienti più toghi del mondo!”

Questo cartello visto a un distributore di benzina ha attirato la mia attenzione perché era parecchio tempo che non sentivo o leggevo l’aggettivo togo, che ritenevo ormai caduto in disuso. Invece anche sui social si trovano occorrenze recenti, in particolare al plurale in locuzioni come sono troppo toghi!

La mia impressione però è che l’uso sia ristretto ad alcune fasce d’età (persone non giovanissime) e probabilmente anche a diverse provenienze regionali.

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Perché Dandelion?

foto con tre esemplari di Dandelion

Qualche giorno fa ho visto Dandelion, un’installazione luminosa realizzata con sfere d’acciaio e dischi policromi, disegnata da Luca Trazzi per il Salone del Mobile 2018 di Milano (o, come si dice nella capitale dell’itanglese, la Design Week).

Dandelion è il nome inglese per il dente di leone, dal francese dent-de-lion. Si dice /ˈdændɪˌlaɪən/ (all’incirca “ndilaion”, con l’accento sulla prima sillaba) ma Trazzi lo pronuncia erroneamente “danlion”.

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Stikeez, un nome particolare

immagine promozione Stikeez

Gli Stikeez sono dei pupazzetti che si possono ottenere facendo la spesa nei supermercati Lidl. La promozione è attiva con lo stesso nome anche in altri paesi europei e non è una novità: cambiano i personaggi ma nome e tipo di raccolta sono invariati da qualche anno.

La parola Stikeez ha un aspetto anglicizzante ma è poco chiaro quale sia la sua origine: i pupazzetti non sembrano adesivi e quindi dubito che si tratti di un riferimento a stickers.

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