Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “localizzabilità”

Competenze culturali nel ciclo di vita del prodotto

Ogni tanto mi capita di accennare ad analisi linguistiche e a valutazioni di localizzabilità che vengono fatte all’interno del ciclo di vita di un prodotto software, ad esempio qui, nei commenti qui e, con riferimento alla globalizzazione, qui e qui.

Ho recuperato un articoletto scritto un paio di anni fa per sintetizzare questo tipo di attività,  Competenze culturali nel ciclo di vita del prodotto. Riprende alcune informazioni date anche in Le competenze linguistiche nella localizzazione ma con esempi diversi.

Utente tipico e differenze culturali

mamma Alla radio c’è una pubblicità che inizia con una voce femminile martellante che dice una serie di frasi tipiche di mamma italiana, tipo “Copriti bene che fa freddo”,La tua camera è un porcile”, ecc. Una voce maschile descrive poi i vantaggi di un’auto, invita il potenziale acquirente a portare la mamma in concessionaria  per avere uno sconto e conclude “Tua mamma sarà musica per le tue orecchie”.

L’utente tipico di questa auto è ben definito: il bamboccione!

Immagino che la pubblicità sia stata creata apposta per l’Italia. Non sarebbe facilmente  localizzabile e non potrebbe mai funzionare in posti con culture diverse come la Germania o i paesi nordici: lo stereotipo di mamma assillante non è condiviso e i giovani con patente e il potere d’acquisto per un’auto raramente vivono ancora con i genitori (e non si sono mai sentiti dire “Questa casa non è un albergo” come i loro coetanei italiani!).

Sarebbe interessante sapere qual è l’utente tipico per la stessa auto negli altri paesi e se anche nelle altre pubblicità vengono sfruttati esplicitamente gli stereotipi culturali locali. 

Problemi di conversione (e di localizzazione)

Post pubblicato il 15 dicembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Post pubblicato il 15 dicembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Un articolo in The Guardian, poi corretto, riportava l’effetto del perigeo lunare sulle maree:

  citazione da un articolo di sabato 13 dicembre in The Guardian

Per un problema di conversione due pollici erano diventati ben mezzo metro…

Purtroppo anche nella localizzazione capita di trovare questo tipo di errore, anche se non dovrebbe essere difficile evitarlo. In Localizzazione di esempi e riferimenti sono riportate le istruzioni della Guida di stile Microsoft per l’italiano in proposito:

Le unità di misura anglosassoni (pollici, gradi Fahrenheit, libbre, ecc.) vanno sempre localizzate. Le misure specifiche vanno convertite esattamente; nel caso di indicazioni generali, invece, possono essere usate approssimazioni: nel suggerimento sullo spazio da inserire tra un’immagine e un’altra in un documento, ad esempio, two inches può essere tradotto qualche centimetro.

unità di misuraLe conversioni dovrebbero inoltre rispettare le convenzioni culturali non solo della lingua ma anche del mercato di arrivo. Mi vengono in mente alcuni esempi dell’edizione europea di una nota rivista americana dove le misure statunitensi vengono convertite in metriche ma il risultato dell’operazione, per quanto formalmente corretto, non è sempre adeguato:

L’altezza delle persone viene espressa in metri, però con un unico decimale. Quella di una donna, ad esempio, può essere descritta come 1,6 m e così non si capisce se potrebbe essere quasi alta (1,69) o relativamente bassa (1,60)
Capita di vedere misure precise che sicuramente nell’originale erano da intendersi come approssimative: ad esempio, una distanza di about 48 km suona strana mentre non lo è about 30 miles.

Nel caso dell’articolo di The Guardian, invece, la svista è probabilmente passata abbastanza inosservata perché nel sistema culturale britannico quasi tutti ragionano ancora in base al sistema imperiale e presumibilmente avranno "processato" solo il numero corretto, ignorando il riferimento errato.

Vedi anche: Numeri di telefono e localizzazione.

Errori di localizzazione fatali!

Post pubblicato il 24 aprile 2008 in blogs.technet.com/terminologia
  

In genere, grazie alla professionalità di chi fornisce servizi di localizzazione e a sistemi di testing e di controllo qualità nel ciclo di vita di un prodotto software, è raro che passino inosservati errori gravi o con un forte impatto sull’esperienza utente. 

A quanto pare in altri ambiti ci sono invece errori di localizzazione (o perlomeno soluzioni di localizzazione troppo complicate) che possono risultare addirittura fatali!

L’alfabeto turco ha 29 caratteri, tra cui una vocale specifica, ı, simile a una i ma senza puntino. Una notizia dalla Turchia racconta come un SMS scritto con un telefonino che rendeva difficile distinguere tra i e ı ha portato al fraintendimento estremo del messaggio, con conseguenze tragiche.

Riporto in inglese da un post di Language Log, che discute la notizia da un punto di vista linguistico:

Ramazan Çalçoban sent his estranged wife Emine the text message:
           Zaten sen sıkışınca konuyu değiştiriyorsun.
“Anyhow, whenever you can’t answer an argument, you change the subject.”

Unfortunately, what she thought he wrote was:
           Zaten sen sikişınce konuyu değiştiriyorsun.
“Anyhow, whenever they are f*cking you, you change the subject.”

La moglie ha creduto di essere accusata di promiscuità, è intervenuta la famiglia di lei e il tutto è degenerato. Bilancio della localizzazione non adeguata: almeno due morti.

  

A parte le ironie del caso, questa notizia non fa che sottolineare l’importanza di interventi di globalizzazione adeguati e soluzioni di localizzazione che rispettino pienamente le esigenze dell’utente, in questo caso poter accedere facilmente e rapidamente a tutte le lettere del proprio alfabeto (senza peraltro essere penalizzati: un commento del post segnala una recente polemica in Spagna, dove chi rispetta l’ortografia può vedere anche triplicato il prezzo degli SMS).

Il ciclo di vita del prodotto

Post pubblicato il 3 aprile 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Il ciclo di vita di un prodotto software può essere riassunto brevemente in quattro fasi:

1. definizione dei requisiti e progettazione
2.
sviluppo del software
3.
testing
4.
rilascio del prodotto.

Si ricomincia poi con la progettazione di una nuova versione.

ciclo di vita del prodotto 

I tempi, la durata, le modalità e la complessità delle fasi variano da prodotto a prodotto. In fase di progettazione vengono effettuati gli interventi di globalizzazione per assicurarsi che il prodotto, indipendentemente dalla lingua, possa essere utilizzato in mercati diversi; sia in fase di progettazione che in fase di sviluppo si lavora molto sulla localizzabilità, quindi, prima che lo sviluppo venga completato, si inizia il processo di localizzazione, che procederà in parallelo con la fase di sviluppo e che aggiungerà al testing funzionale un testing di tipo linguistico, in modo da arrivare al rilascio contemporaneo del prodotto in inglese e nelle lingue principali. Le versioni localizzate per le altre lingue saranno disponibili successivamente.

Vedi anche: Versione beta, alfa, RC e RTM

 

Localizzazione, globalizzazione e internazionalizzazione

Post pubblicato il 6 marzo 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Il termine localizzazione descrive la traduzione e l’adattamento di software per un mercato specifico; per software in questo caso si intende non solo il programma e relativa interfaccia grafica ma l’intero pacchetto, ovvero il materiale di supporto come guide, documentazione cartacea, materiale marketing, confezione del prodotto e pagine Web correlate. La localizzazione parte sempre da un prodotto che è stato sviluppato per un altro mercato in un’altra lingua, di solito l’inglese, ed è un processo la cui efficacia ed efficienza dipendono in buona parte da altri tipi d’interventi, quali globalizzazione e localizzabilità.

Con globalizzazione si descrive lo sviluppo di software che riesce a soddisfare le aspettative di utenti in mercati diversi grazie a caratteristiche e funzionalità non basate su un’unica lingua e unico locale. Il concetto espresso dal termine locale non è facilmente traducibile ed indica tutte le impostazioni specifiche di un certo mercato e di una certa lingua, come ad esempio il formato della data, dell’ora, il tipo di tastiera, il separatore decimale ecc. Un esempio banale: se consideriamo la data 06/07/08, qualsiasi italiano penserà si tratti del 6 luglio 2008, un americano interpreterebbe invece 7 giugno 2008 e un ungherese 8 luglio 2006. È quindi fondamentale che nello sviluppo di software vengano applicati interventi di globalizzazione che consentano di utilizzare correttamente le impostazioni in uso nel proprio paese, indipendentemente dalla lingua del prodotto stesso.

Se si decide di localizzare un prodotto e renderlo disponibile in lingue diverse, si parla di localizzabilità, ovvero dello sviluppo di software che possa essere adattabile a mercati diversi senza che si debbano effettuare modifiche al codice. Un’applicazione dovrebbe essere localizzabile fino dall’inizio del suo sviluppo affinché il processo di localizzazione possa poi risultare efficiente e l’adattamento sia il più lineare possibile in termini di costi monetari e temporali.

Globalizzazione, localizzabilità e localizzazione vengono spesso riassunti con il termine internazionalizzazione, Microsoft invece preferisce usare la descrizione world ready per sottolineare che i prodotti che subiscono questi processi sono utilizzabili in tutto il mondo.

Vedi anche: Localizzazione di esempi e riferimenti e un glossario in inglese dei termini legati a localizzazione e globalizzazione.