Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “itanglese”

Fidget spinner in italiano

A quanto pare la mania del momento è un giochino che in inglese si chiama fidget spinner.

titoli di notizie

Non è un nome proprio ma generico, formato da parole del lessico comune: spinner indica un dispositivo che viene fatto ruotare (spin) intorno al proprio asse, mentre fidget (verbo e sostantivo) descrive movimenti continui, ad es. delle mani o dei piedi, dovuti a nervosismo o irrequietudine, come quelli di chi non riesce a star fermo sulla sedia (“Stop fidgeting!”).

(altro…)

“Fake news” per Facebook e nei media italiani

Qualche giorno fa Facebook ha pubblicato Information Operations and Facebook, uno studio sulla diffusione di notizie manipolate per condizionare l’opinione pubblica attraverso il social network. L’hanno riportato anche i media italiani con titoli molto simili tra loro in cui è ricorrente l’anglicismo fake news.

Facebook: fake news e account falsi usati dai governi per la propaganda – Fake news, la denuncia di Facebook: “Le usano anche gli stati per manipolare” – Facebook ammette: il social è stato usato dai governi per creare fake news.   Esempi di titoli da TGcom24, Repubblica e Il Sole 24 Ore; altri esempi qui.

Mi domando se chi ne ha scritto abbia davvero letto il documento di Facebook: gli autori infatti chiariscono che non usano la locuzione fake news perché è generica e imprecisa, viene usata impropriamente e non consente una discussione adeguata degli argomenti in questione.

(altro…)

Come dire home restaurant in italiano

home restaurant

L’anglicismo home restaurant ha ricevuto parecchia attenzione dopo la presentazione della proposta di legge Disciplina dell’attività di ristorazione in abitazione privata (home restaurant) che mira a regolamentare con “trasparenza, tutela dei consumatori e leale concorrenza” un nuovo modello di attività economica.

È intervenuto anche il Gruppo Incipit che ha suggerito di abbandonare l’anglicismo home restaurant a favore di ristorante domestico.

Ne ho discusso recentemente con alcune colleghe terminologhe e vorrei condividere le nostre perplessità su questa proposta. Ne approfitto per ricordare che nel lavoro terminologico si parte sempre dall’analisi delle caratteristiche essenziali e distintive del concetto, in questo caso ricavabili dalla definizione del legislatore (art. 2):

(altro…)

Come evitare il raggelante Spring Storm

Avete sentito parlare di Spring Storm, un fenomeno meteo con repentino abbassamento delle temperature che sta colpendo l’Italia in queste giornate primaverili?

Meteo, colpo di coda dell’inverno: “Spring Storm” porta pioggia e neve. Crollo delle temperature, è colpa dello Spring storm. Spring Storm in arrivo, clima invernale fino a venerdì. Fronte temporalesco dalle regioni baltiche.

È una trovata del solito sito di previsioni meteo che rinomina gli eventi meteorologici con nomi inglesi usati ad effetto ma quasi sempre a sproposito. Anche in questo caso non è stato usato un termine specialistico ma una locuzione del lessico comune: spring storm vuol dire genericamente intensa perturbazione primaverile.

(altro…)

Non è “porn food” (e neppure “nazi grammar”)

In questi titoli c’è un esempio di anglicismo scopiazzato male:

Porn food. Sapete cos’è? – Comfort food e porn food, “siamo quello che mangiamo” – Porn Food. Quando il cibo seduce – Cos’è il porn food e come mai impazza sui social network

Chi li ha scritti ha fatto confusione tra porn food, “cibo pornografico”, e food porn, una locuzione informale inglese che non ha connotazioni sessuali ma indica una o più immagini che ritraggono cibo in modo particolarmente appetitoso o esteticamente allettante.

foodporn 2

(altro…)

NOT my cup of tea

Ho già descritto la locuzione inglese not one’s cup of tea, un’espressione idiomatica che si usa per indicare una cosa o qualcuno che non piace o con cui non si hanno affinità, ad es. science fiction is not my cup of tea. Viene spesso rafforzata da really, ad es. x is not really my cup of tea oppure x is not my cup of tea, really.

È paragonabile al nostro modo di dire non è il mio genere e  si usa quasi esclusivamente in forma negativa.

L’espressione originale era invece affermativa (my cup of tea) e rifletteva il ruolo privilegiato del tè nella cultura britannica. Era nata all’inizio del secolo scorso ma era rapidamente caduta in disuso dopo la seconda guerra mondiale, sostituita dalla forma negativa. Può essere tuttora usata, ma di solito lo è in opposizione più o meno implicita a qualcosa che non si apprezza.

(altro…)

L’importante è ridenominare!

genetically modified meat

Ho pensato a questa vignetta di Savage Chickens intitolata branding quando ho avuto uno scambio di battute sull’anglicismo application form, usato in un contesto italiano per descrivere un normalissimo modulo di iscrizione.

(altro…)

Anglicismi: criteri di condotta (messi in pratica)

anglicismi: location, call, fake news, competitor, public speaking, focus, Jobs Act, Fertility Dat, on the job, School Bonus, kickoff meeting, mission...

Francesco Sabatini in Lezione di italiano discute anche di forestierismi e identifica quattro principi generali sul loro uso “che dovrebbero stare a cuore al parlante e trasformarsi in suoi criteri di condotta”. Cito dal libro:

1 Sei veramente padrone del significato di quel termine? 
2 Lo sai pronunciare correttamente? 
3 Lo sai anche scrivere correttamente? 
4 Sei sicuro che il tuo interlocutore lo comprende?

(altro…)

Trump bigotto? Solo per i media italiani!

Molti noti artisti americani hanno rifiutato di esibirsi alla cerimonia di insediamento* di Trump.

Per il Corriere della Sera John Legend avrebbe dichiarato «Penso che sia spiacevole che molti creativi accettino di essere associati a qualcuno che si comporta in modo bigotto, predicando odio e divisione». Ma Legend ha davvero dato del bacchettone a Trump?

John Legend on bigotry

Di Donald Trump si può dire di tutto ma non che “ostenta una grande religiosità dedicandosi alle pratiche esteriori del proprio culto”, e cioè che è bigotto.

(altro…)

Perché fake news anche in italiano?

da Like a Lie – Fake online news

[Dicembre 2016] Negli Stati Uniti si continua a discutere di fake news, le notizie false, ampiamente condivise su Facebook e altri social, che avrebbero influenzato l’opinione pubblica e contribuito all’elezione di Donald Trump. Sono state individuate diverse origini per tali notizie, dalla macchina della propaganda russa per destabilizzare l’occidente agli adolescenti macedoni che le fabbricano per fare facili guadagni con la pubblicità (cfr. The city getting rich from fake news).

Anche in Italia se ne parla, non solo con riferimento agli Stati Uniti ma anche al nostro referendum costituzionale. Qualche esempio di titoli recenti:

(altro…)

Il public speaking nella scuola pubblica

Un nuovo esempio per il mio elenco di anglicismi istituzionali:

tweet di Stefania Giannini: Con public speaking a scuola ragazzi salgono in cattedra e possono esprimere loro autenticità. Oggi 16 di loro lo faranno a @TEDxYouthBologn

In inglese public speaking indica genericamente la pratica o l’azione del parlare in pubblico e non rappresenta un nuovo concetto: la locuzione public speaking è in uso dal XVI secolo!

Un sinonimo inglese più formale di public speaking, poco usato nel lessico comune, è oratory, l’arte del parlare rivolgendosi a un pubblico (l’oratoria).

dettaglio dalla striscia Charlie Brown in Public Speaking

(altro…)

Sunday Tabloid? Pessima idea!

Sunday Tabloid

Ho scoperto solo dopo l’ultima puntata che la domenica su Rai 2 andava in onda un programma di informazione intitolato Sunday Tabloid. Si proponeva di approfondire i principali eventi della settimana facendo anche verifica dei fatti (fact checking in itanglese). 

Non ho mai visto il programma ma se davvero aveva queste finalità, il nome Sunday Tabloid non solo è incongruo ma risulta anche ridicolo.

(altro…)

E adesso c’è anche lo Student Act!

Dalle slide di presentazione della legge di bilancio 2017:

[SCUOLA E UNIVERSITÀ] +1 MILIARDO. DECRETO 0-6, SCUOLE NON STATALI, STUDENT ACT.

Cos’è lo Student Act? I media lo descrivono come un pacchetto di provvedimenti finanziari tra cui borse di studio e l’esenzione delle tasse universitarie per gli studenti con redditi bassi: sotto la soglia di 13000 € (no tax area) non pagheranno tasse, fino a 25000 € ci saranno invece esenzioni proporzionali al reddito.

Interpellata sull’anglicismo, la ministra dell’istruzione ha dichiarato: “Il termine Student Act non l’ho inventato io: io lo chiamo diritto allo studio, però va bene lo stesso” perché “l’italiano è una delle lingue più permeabili ai forestierismi fin dalla sua storia più antica”.

(altro…)

Anglicismi governativi: Fertility Day

banner del sito del Ministero della Salute: Proteggi la tua fertilità. Per te. Per noi. Per tutti. #fertiityday – 22 settembre 2016

[1 settembre 2016] Si sta discutendo molto del Fertility Day, un’iniziativa del Ministero della Salute per promuovere la procreazione. È stata molto criticata sui social per il tipo di messaggio e per gli slogan e le immagini scelti: l’hashtag #fertilityday è presto diventato un bashtag.

Sulla comunicazione del ministero si sono già espressi in molti, quindi mi limito ad alcune osservazioni sulla scelta del nome Fertility Day.

(altro…)

Cupping, anglicismo olimpico superfluo

Un anglicismo ricorrente in molti media italiani in questi primi giorni di olimpiadi è cupping. Qualche titolo:

Rio 2016, quegli strani ‘cerchi rossi’ sul corpo degli atleti: è la cupping therapy – Olimpiadi, a Rio 2016 gli atleti pazzi per il cupping – Phelps, un campione a pois con il metodo cupping – Olimpiadi di Rio 2016, nuoto: Phelps e i lividi del cupping, la terapia antidolore della medicina cinese.

La notizia dei lividi circolari rossastri e violacei sul corpo di vari nuotatori, soprattutto statunitensi, è apparsa inizialmente sui media di lingua inglese che hanno spiegato che cupping è una pratica di medicina alternativa.

(altro…)