Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “itanglese”

Autunners e altri “anglicismi” di stagione

Immagine con frasi di esempio: 1 Benvenuto AUTUNNO  stagione del mio cuore! Felice equinozio d'autunno a tutt* (ma agli autunners di più!); 2 Cari autunners, mi spiegate cosa ci sarebbe di bello in questa stagione? Freddo, pioggia, umidità, le prime muffe sui muri, poca luce...; 3 Buongiorno autunners eccoci qui abbiamo superato anche questa estate di merda ora godiamoci le serate passate a sorseggiare tisane calde avvolti in un plaid; 4 io sono team autunno, sono una fiera autunners

In Propaganders, ereditiers, chilavisters, angelers… ho già descritto i nomi scherzosi di fan, frequenti sui social, che vengono formati aggiungendo i suffissi inglesi er e s ai nomi propri di programmi televisivi o di personaggi dello spettacolo.

Ho notato che come base ora vengono usati sempre più anche nomi comuni, come negli esempi di autunners per chi preferisce l’autunno ad altre stagioni.

Testo di esempio: le persone hot non sono né estaters né inverners sono primaverers, la stagione migliore non fa né troppo caldo né troppo freddo le giornate si iniziano ad allungare in più non è ancora terminata la stagione televisiva trash io amo la primavera

Come già osservato, i nomi ibridi di questo tipo sono palesi pseudoanglicismi e hanno la peculiarità di essere usati nella forma pluraleers non solo per l’insieme dei fan ma anche per una singola persona.

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Inglese farlocco: Capacity Italy

schermata dal portale Italia Domani: immagine di città italiana e testo Capacity Italy: lo sportello tecnico a supporto della PA per l'attuazione del PNRR

Dubito che riuscirò mai a scoprire cosa spinge i funzionari delle istituzioni italiane a privilegiare nomi in inglese o pseudoanglicismi per denominare nuovi servizi, programmi o iniziative destinati esclusivamente a cittadini italiani.  

Un esempio è Capacity Italy, “lo sportello tecnico a supporto della PA per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (Italia Domani). Non sono riuscita a trovare nessuna spiegazione su come vada inteso il nome: non nei siti dedicati italiadomani.gov.it e sportellotecnico.capacityitaly.it, né nelle pagine di presentazione delle varie istituzioni che l’hanno promosso, come il Dipartimento della funzione pubblica. Non è d’aiuto neppure il video promozionale:

Capacity in inglese

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Gli anomali front runner in corsa in politica

Un tormentone lessicale delle cronache politiche dell’estate 2022 è front runner, ricorrente dopo una dichiarazione del presidente segretario del PD del 26 luglio: 

Notizia del 26 luglio: “Derubrichiamo questa assurda discussione della premiership ma, se serve, assumo il ruolo di front-runner della nostra campagna elettorale, questa responsabilità, con la massima determinazione”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nella relazione alla direzione nazionale, in corso alla Camera.

Chi ha familiarità con il significato di front runner in inglese avrà trovato insolito che un politico possa attribuirsi un tale ruolo. Le perplessità aumentano se si osserva l’uso che ne stanno facendo media e politici italiani. Alcuni esempi di agosto 2022:

“Se facciamo una lista unica ci sarà un solo front runner

Questa è una campagna elettorale che si fa con due front runner, Calenda e Letta

Di Maio prepara la lista con Tabacci, ma manca il front-runner

Mara Carfagna come front-runner, anzi, front-women [sic] dei centristi

Calenda: “La front runner non sarà Carfagna. Voglio Draghi ancora Premier

Renzi-Calenda, c’è l’intesa: il leader di Azione sarà il front runner

“Se i grillini continuano a raccogliere consensi capiremo di non poterne fare a meno: in quel caso si dovrà individuare un front runner in grado di ricompattare l’alleanza”

Adesso si fa sul serio, in attesa che il voto popolare attribuisca i ruoli a ognuno dei front runner

Il nome di Fontana come front runner nella coalizione di centrodestra è stato messo a rischio da Letizia Moratti che sembra intenzionata a contendergli la leadership.

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Se gli ospedali sono “sold out”…

Titolo di Repubblica, 1 agosto 2022: “Napoli, SOS ospedale Cardarelli: reparti sold out, chiude il pronto soccorso”

Non mi stanco di ripetere che l’abuso di anglicismi è inversamente proporzionale all’effettiva conoscenza dell’inglese e questo titolo apparso in uno dei principali quotidiani italiani ne è una conferma.

Probabilmente chi usa sold out con il significato generico di esaurito non si rende conto che in inglese sold è il participio passato del verbo sell, “vendere”, e che sold out implica una transazione commerciale che non si può concludere perché non c’è più alcuna disponibilità del prodotto (merci o biglietti per spettacoli, eventi sportivi ecc.).

Non ha alcun senso dire che i posti letto di un ospedale pubblico sono sold out perché non sono mai stati in vendita. Eppure è un errore che fanno vari giornalisti e titolisti, tanto che nelle notizie apparse durante i picchi della pandemia si trovano parecchi esempi:

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M.easy? YEAH, è inglese farlocco istituzionale!

M.easy. Prova il chatbot di Pago in Rete! Chiama il Numero Verde 800.588.518

Dal 2020 le tasse e i contributi scolastici richiesti agli alunni delle scuole statali per le attività curriculari ed extracurriculari devono essere versati attraverso Pago In Rete, il servizio centralizzato per i pagamenti telematici del Ministero dell’Istruzione.

È un servizio essenziale che riguarda tutte le famiglie con figli in età scolare, ma pare che molti abbiano ancora difficoltà d’uso. Per informazioni è stato predisposto un numero verde con risposte automatizzate (chatbot) che è stato chiamato M.easy (o M.Easy), ennesimo esempio di anglicismi usati a sproposito.

Non ho idea di cosa possa voler dire l’iniziale M., che anteposta all’aggettivo easy mi aspetto abbia la funzione di altro aggettivo o di avverbio. Dubito voglia dire molto, ed escludo anche much che sarebbe grammaticalmente errato (corretto: very), però non riesco a farmi venire in mente nessun’altra parola del lessico di base inglese che inizi per m e sia rilevante in associazione a easy

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Anglicismi contagiosi: monkeypox

Alcuni titoli di notizie di maggio 2022:

Titoli: 1 Ecco cosa c’è da sapere su Monkeypox; 2 La febbre, i dolori, le bolle: un altro caso di “Monkeypox”; 3 Vaiolo delle scimmie, come è arrivato in Europa: “Aumentano i casi”. È allarme Monkeypox; 4 Verifica dei fatti: Bill Gates ha previsto l’epidemia di Monkeypox?

Si può notare un fenomeno sempre più diffuso nei nostri media: anche se una malattia o altra patologia ha già un nome italiano, in questo caso vaiolo delle scimmie, viene preferito o comunque usato in alternativa il nome inglese, monkeypox.

Presumo che il terrore delle ripetizioni prevalga sulla necessità di evitare ambiguità e non ci si renda conto che nomi diversi possono causare confusione, soprattutto tra chi non conosce l’inglese.

Altri esempi: Monkeypox è un’infezione virale associata ai viaggi in Africa occidentaleMonkeypox si sta diffondendo in tutto il mondoTutto su Monkeypox • Anche in Italia trovato Monkeypox

L’iniziale maiuscola e l’uso senza articolo determinativo mi fanno pensare che chi ricorre all’anglicismo non abbia molta dimestichezza con i nomi delle malattie o comunque subisca un po’ troppo l’interferenza dell’inglese.

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Anglicismi superflui: road map verso la normalità

Titoli: 1 Covid, ecco la road map per archiviare il green pass; 2 Covid, addio allo stato d’emergenza, la road map verso la normalità. Speranza, non c’è il pulsante OFF; 3 La road map verso la normalità; 4 La road map del governo. Immagini di calendari.

Un anglicismo che ultimamente va per la maggiore nei media è road map, ricorrente nelle notizie sulla fine dello stato di emergenza per l’epidemia da COVID-19.

Road map in inglese

In inglese il significato letterale di road map (o roadmap) è carta stradale, mentre in senso figurato può indicare:
1 una guida di riferimento o uno schema dettagliato per orientarsi tra i diversi aspetti di argomenti complessi (ad es. a road map to Artificial Intelligence); 
2 nel linguaggio giornalistico, politico ed aziendale è una strategia o un piano dettagliato finalizzato al raggiungimento di un particolare obiettivo (ad es. business road map, road map for production, road map for global carbon neutrality).

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Expertise o esperienza?

Esempi: 1 Grazie all’expertise maturato in dieci anni di gestione di bandi pubblici, siamo in grado di abbattere i costi dei servizi di cui avete bisogno; 2 Nella nostra agenzia operano solo figure senior, di ottima qualità e con minimo 10 anni di expertise; 3 Il nuovo direttore ha maturato 8 anni di expertise all’interno di grandi società multinazionali e siamo certi che contribuirà in maniera positiva a supporto dei nostri obiettivi di crescita; 4 Nel nostro studio i problemi sono affrontati con una prospettiva aperta e approfondita grazie a una variegata gamma di expertise maturate negli anni; 5 In sinergia con le vostre idee e il nostro expertise pluridecennale, applichiamo un approccio test & learn che ci consente di prototipare le novità e customizzare i nostri classici; 6 È stato chiesto alle scuole selezionate di far compilare il questionario al docente con la maggiore expertise su questo tipo di ricerca.

Questi esempi da profili professionali e aziendali mi fanno ritenere che chi ha usato l’anglicismo expertise non abbia le idee del tutto chiare sul suo significato. Ho l’impressione che sia stato usato come sinonimo “elevato” della parola esperienza.

Expertise in inglese

In estrema sintesi, in inglese si può fare questa distinzione tra experience ed expertise:

Experience ➝ conoscenza diretta acquisita nel tempo grazie ad osservazione e prova pratica; chi ce l’ha è experienced.

Expertise ➝ capacità e competenza in un determinato campo/attività acquisita attraverso studio, formazione ed esperienza; chi ce l’ha è [an] expert

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C’è un kingmaker? È un difetto del gioco!

Prendo spunto da un tweet con alcuni esempi di titoli di notizie recenti per qualche osservazione su kingmaker, la parola-tormentone delle cronache politiche sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica:

Testo tweet: “Unica certezza su elezione Presidente della Repubblica è l’infatuazione di media e politici per l’anglicismo #kingmaker. Non è un neologismo: prime attestazioni negli anni ‘70, poi ricomparse sporadiche. Ora però per Quirinale 2022 sembra sia obbligatorio farne uso!” Esempi di titoli: 1 Romanzo Quirinale, chi vuol essere kingmaker; 2 Quirinale, il vero kingmaker è il caos; 3 Il Cav, più re che kingmaker; 4 La gara tra i capi partito per diventare kingmaker: 5 Berlusconi kingmaker per il Colle

Il significato di kingmaker è ormai noto: nel lessico della politica è l’artefice di una nomina o di un’elezione in posizioni di potere o di alta responsabilità, è un personaggio influente che opera nell’ombra, è un’eminenza grigia, è chi muove i fili, è chi tesse le trame, è un regista che lavora dietro le quinte, è un grande manovratore.

In italiano non mancano le metafore ma i media hanno reso kingmaker una parola irrinunciabile che ha una caratteristica tipica dell’itanglese: agli anglicismi spesso vengono attribuiti arbitrariamente significati più precisi e più evocativi di qualsiasi alternativa italiana.

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È il 2022, ma non chiamatelo “venti ventidue”!

Questa è una delle tante immagini che hanno reso virale la battuta inglese sull’anno 2022, potenziale ripetizione dell’orripilante 2020 grazie all’omofonia /tuː/ in twenty twenty-two e in twenty twenty, too che avevo già descritto un anno fa in Pillole linguistiche e AUGURI per il 2021.

Ne riparlo perché mi dà la scusa per ribadire la mia antipatia per la mania sempre più diffusa tra personaggi italiani vari di dire gli anni “all’inglese”, scomponendoli in due numeri , ad es. venti ventidue anziché duemilaventidue, con un risparmio di ben due fonemi!

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Mismatch e mismàs, che confusione!

Annuncio di un’iniziativa per le imprese della Regione Lombardia:  

Immagine di presentazione in contesto lavorativo con titolo FormareXassumere e descrizione “Il voucher per invertire il mismatch lavorativo”

Si trovano molte occorrenze dell’anglicismo mismatch non solo nel sito della Regione Lombardia (mismatch lavorativo, skill mismatch, mismatch tra domanda e offerta di lavoro, mismatch tra formazione e lavoro…) ma anche in altri siti istituzionali, ad es. del Ministero del lavoro, del Ministero dell’Economia e dell’Istat.

Mismatch…

In inglese la parola mismatch è generica. Viene usata in contesti diversi e può indicare vari tipi di discrepanza, mancata corrispondenza, incongruenza, disallineamento, sfasamento, sproporzione o una combinazione poco riuscita, anche tra persone. Esempi: mismatch between resources • supply and demand • theory and practice expectations and reality • intent and action…

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Un richiamo ai media su “booster”!

Esempi da notizie di agosto 2021 sulle vaccinazioni in Israele e negli Stati Uniti nell’ambito dell’epidemia di COVID-19:

Esempi: 1 «I primi dati sull’efficacia della terza dose del vaccino anti Covid arrivano da Israele, dove oltre un milione di persone sopra i 60 anni di età ha già ricevuto la dose aggiuntiva, il cosidetto booster»; 2 «Israele: avanzano gli studi sulla terza dose di vaccino anti Covid, quella definita booster»; 3 «Fauci ha specificato che al momento non vedono la necessità di offrire dei richiami ‘booster’»; 4 «Sarà molto probabile un booster, una terza dose dei vaccini anti covid»

Chi legge e non conosce già il significato della parola inglese booster concluderà che è il nome “tecnico” della terza dose di vaccino. Si tratta invece di un’interpretazione errata di chi ha tradotto dall’inglese.

Booster in inglese, richiamo in italiano

In inglese booster è la forma abbreviata di booster dose (o più informalmente booster shot) ed è il richiamo di un vaccino, come si può verificare in qualsiasi dizionario monolingue. Esempio:

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Italia Team, un nome anomalo

Immagine del profilo Twitter di Italia Team, con motto STUPOR MUNDI e descrizione “le storie, le vite, le emozioni e le passioni degli atleti Italia Team che da oltre 100 anni rappresentano l’eccellenza dello sport”

C’è chi critica il nome Italia Team, scelto dal CONI per la rappresentativa italiana ai giochi olimpici, perché fa ricorso a un anglicismo che toglie dignità alla nostra lingua..

Immagino sia una provocazione perché la parola team è usata in italiano dal 1909 e dopo oltre un secolo non può più essere considerata un elemento estraneo alla lingua, anche perché è una delle circa 2500 parole di alto uso del lessico di base dell’italiano.

Il nome Italia Team suscita comunque perplessità, sia che lo si consideri un nome italiano che un nome ibrido “internazionale”, ma per tutt’altro motivo: l’ordine delle parole.

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Factotum del XXI secolo: un lavoro senza giorni off

Mi è capitato di vedere un’offerta di lavoro presa da Facebook che si fa notare non solo per i requisiti ma anche per alcuni aspetti lessicali, a partire dalla scelta di ricercare un factotum, parola usata spesso con connotazioni ironiche:

AAA Cercasi FACTOTUM che stia 4 settimane in Sardegna Costa Smeralda con me e la mia famiglia. Attività da svolgere: pulizie, cucina, lavanderia e stireria, workout buddy, spesa e piccole commissioni locali. Abilità e attitudini richieste: saper cucinare, saper stirare camicie bianche, massima disponibilità, flessibilità, sportività, simpatia e buon umore, velocità Proposta: 1400€ netti, vitto e alloggio in villa da sogno, transfer da Italia, se appassionati di business qualche ora di consulenza con me. Non ci sono giorni off ma sicuramente del tempo libero per goderti un po’ la villa. Chi è interessato e sente di matchare perfettamente il profilo, mi scriva in privato.

Mi colpisce l’uso delle tre lettere AAA perché non mi pare abbiano alcuna funzione in un annuncio apparso sui social. Non sono un acronimo e non hanno un significato particolare: quando gli annunci venivano invece pubblicati sui giornali, in ordine alfabetico, servivano a far apparire ai primi posti il proprio.

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Dante e gli anglicismi, in musica!

Vi invito a un piccolo esperimento con Dante, una canzoncina divertente dei DuoVa che ironizza sul gran numero di anglicismi usati in italiano:

Prendete un foglio di carta, dividetelo in due colonne e fate una crocetta per ogni anglicismo usato nel video, nomi propri esclusi: da una parte uso attivo (anglicismi che fanno parte del vostro lessico abituale) e dall’altra esposizione passiva (non sono parole che usate normalmente).

In alternativa, con lo stesso metodo, provate a classificare ciascun anglicismo che sentite come insostituibile, utile o superfluo in base alla distinzione dei linguisti Adamo e Della Valle già descritta in L’invasione degli anglicismi:

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