Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “itanglese”

L’inglese farlocco di Nexi: every day, every pay

Avete già visto le pubblicità di Nexi, il nuovo nome di CartaSi? Mostrano persone che fanno acquisti con carte di credito e altri sistemi di pagamento elettronici e si concludono con lo slogan every day, every pay, che in inglese significa “ogni giorno, ogni paga”.

 every day every pay

Cosa c’entrano retribuzioni o salari? Nulla. Chi ha ideato la frase ha fatto confusione tra i sostantivi pay (paga) e payment (pagamento), un errore che Nexi / CartaSi ha giustificato in uno scambio su Twitter come “licenza poetica”:

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Solo in italiano: il fake ≠ la fake

Il fake…

L’anglicismo fake è in uso in italiano da una ventina di anni come sostantivo maschile che descrive qualcuno che opera online con un’identità falsa, inventata appositamente oppure ottenuta dall’appropriazione illecita di identità altrui (furto d’identità o impersonificazione).

Fake viene usato anche per descrivere un documento, un video, un’immagine, un sito o altro prodotto digitale che è falso o contraffatto, ad es. questa foto è un fake.

…e la fake

Ho notato che recentemente fake è diventato anche un sostantivo femminile e ha acquisito un significato diverso: è la forma abbreviata di fake news, qualsiasi notizia falsa. Esempio di titolo dalla Stampa:

La fake della sposa bambina di Mattia Feltri

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…and counting? Anche no!

Questo tweet mi ha fatto scoprire che la locuzione inglese and counting è piuttosto diffusa tra gli amanti dell’itanglese:

33 numeri and counting, e la prima copertina “collettiva”. Il nuovo @RivistaStudio in edicola da venerdì!

In inglese and counting si usa per indicare che la quantità appena specificata con un numero è in continuo aumento, ed è implicito un riferimento al passare del tempo. Alcuni esempi d’uso da Oxford Dictionaries:  

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Inglese farlocco lombardo: Tourism Act

TOURISM ACT – 14 NOVEMBRE 2017 PALAZZO LOMBARDIA MILANO

Tourism Act è il nome di una giornata organizzata dalla Regione Lombardia (“l’evento dell’anno dedicato al turismo”) che comprende varie iniziative e riguarda anche l’attuazione della legge regionale n. 27/2015, Disposizioni in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo

Il nome Tourism Act è una conferma che nelle istituzioni italiane la parola inglese act viene usata a sproposito per descrivere qualsiasi cosa a cui si vuole dare un carattere ufficiale: proposte di legge, provvedimenti e iniziative varie.

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Foliage, nuovo nome per i colori autunnali?

foglie autunnali

Mi domando se siano molti gli italiani a cui l’espressione colori autunnali fa pensare a qualcosa di totalmente diverso dalle sfumature che assumono le foglie delle piante decidue in questa stagione. C’è davvero bisogno di una parola diversa che elimini ogni potenziale ambiguità?

Si direbbe di sì, perlomeno a giudicare dalla proliferazione dell’anglicismo foliage, sempre più diffuso nei media e tra chi promuove attività turistiche autunnali, come il treno del foliage. È un prestito giustificato o è l’ennesimo esempio di itanglese

 striscia sul business del foliage, prima parte 

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I waterfront delle città di mare italiane

Titolo di notizia italiana da un quotidiano nazionale:

Bari, mareggiata distrugge il waterfront

Dopo varie critiche sui social, l’anglicismo waterfront è stato sostituito da lungomare. Nell’articolo però sono rimaste altre occorrenze, come le onde hanno sommerso anche il cantiere del nuovo waterfront di San Girolamo.

Waterfront è un anglicismo ricorrente nei media: si trovano notizie sui waterfront di Messina, La Spezia, Genova, Ancona, Cagliari, Trani, Portici, Nicotera… Il significato della parola però non viene spiegato: chi scrive dà per scontato che sia un concetto noto o comunque trasparente. Lo è davvero? 

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La fashion blogger al top (of the pops!)

Mi ha molto divertita l’imitazione della fashion blogger e influencer Chiara Ferragni, fatta da Paola Minaccioni a Il ruggito del coniglio. È una presa in giro esilarante del tipico itanglese che ci si aspetta di sentire a Milano. Potete ascoltarla qui (da 23:50 a 27:50) o scaricare il podcast.

Il ruggito del coniglio Radio 2

Tra le tante frasi c’è anche “mi sono impegnata molto nella mia real life e ho cercato di raggiungere il top of the pop(s)”.

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Cacozelia: oscuro il termine ma non il concetto!

“Dropping unnecessarily obscure or foreign words into conversation so as to appear well educated and informed is called CACOZELIA”

Fino a qualche giorno fa ignoravo l’esistenza della parola cacozelìa, un cultismo di bassissima frequenza che andrebbe recuperato: mi pare perfetto per descrivere certi discorsi infarciti di Inglesorum.

È un latinismo di origine greca che significa cattiva imitazione – da kakós, “cattivo”, e zêlos, “entusiasmo, emulazione”. Può avere due significati ma prevale il primo:

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Buon back to school, addio ritorno a scuola!

In questi giorni è ricominciata la scuola. Avete fatto caso alle pubblicità di abbigliamento e di materiale scolastico e ai messaggi benauguranti dei vari marchi sui social, come questo?

Buon back to school

Forse avete notato anche voi che la locuzione ritorno a scuola sta diventando obsoleta. È sostituita sempre più spesso dall’anglicismo back to school, che a differenza dell’inglese è usato anche come sintagma nominale, il back to school. Molto frequente anche l’augurio buon back to school.

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Roma: “operazione di cleaning” (up? out?)

Il Corriere della Sera ha intervistato il prefetto di Roma, Paola Basilone, sulle modalità dello sgombero di migranti da piazza Indipendenza lo scorso 24 agosto. L’articolo inizia con questa dichiarazione:

 «Si è trattato di un’operazione di cleaning, di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, di ristabilire le regole. Altrimenti, mi chiedo, quale sarebbe il mio compito?». Il prefetto della Capitale Paola Basilone non ha dubbi: lo sgombero del palazzo di via Curtatone, che fino a pochi mesi fa ospitava quasi 800 rifugiati, «è perfettamente riuscito».

Di sicuro queste parole non sono state scelte a caso e quindi c’è da chiedersi cosa voglia significare operazione di cleaning, un anglicismo che non risulta familiare perché non fa parte del lessico italiano. Purtroppo l’intervistatore è stato superficiale e non ha chiesto di motivare l’uso dell’insolita locuzione.

In questo contesto la parola inglese cleaning è in qualche modo giustificata o si tratta di un uso improprio? In mancanza di spiegazioni dirette, per rispondere si può provare un’analisi lessicale.

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Per Trump grand jury, per Clinton gran giurì

La politica americana descritta dai media italiani continua a dare spunti per osservazioni linguistiche. Notizia di oggi:

Russiagate, scelto il Grand Jury

Grand Jury vs grand jury

Nel titolo e nel testo dell’articolo Grand Jury è sempre scritto con le iniziali maiuscole, come in altri media italiani, ma non è un nome proprio e quindi andrebbero usate le minuscole.

Presumo che i giornalisti italiani siano stati tratti in inganno dal title case dei media americani: è la convenzione che nei titoli prevede iniziali maiuscole per sostantivi, aggettivi e verbi o addirittura tutte le parole. Esempio:

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Osservatorio itanglese ;-)

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Peccato però che quello della Banca Nazionale del Lavoro sia un concorso e non un contest!  😉

Il Miur ai maturandi: #NoPanic

Se siete appassionati di avventure o di missioni nello spazio, che effetto vi fa la notizia in evidenza in questi giorni sulla home page del Miur?

#Maturità2017, anche Samantha Cristoforetti partecipa alla campagna #NoPanic – Motivazione, serenità, consapevolezza, le tre parole chiave per la prima astronauta italiana a far parte di un equipaggio andato nello spazio.

#NoPanic è il nome della campagna del Miur per gli esami di maturità 2017, una scelta su cui ho parecchie perplessità.

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Fidget spinner in italiano

A quanto pare la mania del momento è un giochino che in inglese si chiama fidget spinner.

titoli di notizie

Non è un nome proprio ma generico, formato da parole del lessico comune: spinner indica un dispositivo che viene fatto ruotare (spin) intorno al proprio asse, mentre fidget (verbo e sostantivo) descrive movimenti continui, ad es. delle mani o dei piedi, dovuti a nervosismo o irrequietudine, come quelli di chi non riesce a star fermo sulla sedia (“Stop fidgeting!”).

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“Fake news” per Facebook e nei media italiani

Qualche giorno fa Facebook ha pubblicato Information Operations and Facebook, uno studio sulla diffusione di notizie manipolate per condizionare l’opinione pubblica attraverso il social network. L’hanno riportato anche i media italiani con titoli molto simili tra loro in cui è ricorrente l’anglicismo fake news.

Facebook: fake news e account falsi usati dai governi per la propaganda – Fake news, la denuncia di Facebook: “Le usano anche gli stati per manipolare” – Facebook ammette: il social è stato usato dai governi per creare fake news.   Esempi di titoli da TGcom24, Repubblica e Il Sole 24 Ore; altri esempi qui.

Mi domando se chi ne ha scritto abbia davvero letto il documento di Facebook: gli autori infatti chiariscono che non usano la locuzione fake news perché è generica e imprecisa, viene usata impropriamente e non consente una discussione adeguata degli argomenti in questione.

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