Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Irlanda”

Tipicamente irlandese!

Oggi è St. Patrick’s Day, festa nazionale irlandese.

vignetta Jeff Larson

Il trifoglio è il simbolo non ufficiale dell’Irlanda in ricordo di San Patrizio che, stando alla tradizione, l’aveva usato per spiegare il concetto di trinità (l’unione delle tre persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo, in una sola sostanza).

È un’informazione nota ma non ha impedito a chi produce i cappellini ufficiali della presidenza Trump di confondere il trifoglio (shamrock) con il quadrifoglio (four leaf clover): Trump’s Irish hat gets it SO wrong (un esempio di alternative facts?!).

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Brexit ed Eurovision

Sui social media in Gran Bretagna sta circolando questa vignetta di Matt:

(uomo che mostra televisione con scritta EUROVISION): “Brexit would mean having to organise 27 separate song contests with the other EU countries”

Si riconoscono due riferimenti che implicano conoscenze enciclopediche condivise comunque anche dagli italiani che seguono l’attualità: 1 la Brexit, la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione europea, e 2 il festival canoro Eurovision Song Contest, che in UK e nel resto dell’Europa settentrionale è uno degli eventi televisivi dell’anno.

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Notizie pecorecce dall’Irlanda

pink sheepIl Giro d’Italia quest’anno parte dall’Irlanda del Nord (“norn iron” nella pronuncia locale) e tra gli irlandesi c’è grande entusiasmo, tanto che molte pecore sono state addirittura tinte di rosa per l’occasione.

La cosa non mi stupisce: ho vissuto a Dublino alcuni anni e so che in tutta l’isola le pecore fanno notizia, ad es. il mese scorso è diventato virale un video che mostra il rarissimo ibrido nato da una pecora (ewe) di razza irlandese Cheviot ingravidata da un caprone (billy goat). Si è discusso parecchio di come chiamare l’animale, che non è né un capretto (kid) né un agnello (lamb o, più specifico, hogget), ed è prevalsa la parola macedonia geep (goat+sheep) anche perché l’alternativa shoat (sheep+goat) nell’inglese americano identifica già un maialino slattato. 

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come una ragazza con il rossetto

foto di sorbo deglli uccellatori

Ieri è morto il poeta Seamus Heaney (si pronuncia /ˈʃeɪməs ˈhiːni/). In Irlanda il senso di perdita deve essere enorme: era molto amato e la sua poesia fa parte dell’identità del paese. Sentirlo recitare era un piacere, ad es. Digging che è considerata il suo manifesto. Tuttora se vedo un sorbo degli uccellatori (in inglese rowan) penso al primo verso di Song:

A rowan like a lipsticked girl.
Between the by-road and the main road
Alder trees at a wet and dripping distance
Stand off among the rushes.

There are the mud-flowers of dialect
And the immortelles of perfect pitch
And that moment when the bird sings very close
To the music of what happens.


Sia il sorbo, rowan, che l’ontano, alder, sono presenze costanti nel folklore nordeuropeo. Altre piante: rush è il giunco o vegetazione palustre simile, immortelle è un elicriso.

Gravy e cortesia

Le incomprensioni culturali possono essere dovute anche all’intonazione di una singola parola. Ne parla Language Log con un aneddoto sul sociolinguista John J. Gumperz.

Gli addetti ai bagagli inglesi che frequentavano una mensa di Heathrow negli anni ‘70 si erano lamentati della maleducazione delle donne indiane e pakistane che distribuivano i pasti, mentre queste li accusavano di un atteggiamento discriminatorio.

Gumperz aveva appurato che era un problema di comunicazione imputabile alla parola gravy, la salsa marrone che nel Regno Unito viene aggiunta su qualsiasi pietanza. gravyQuando pronunciavano la formuletta di rito, “Gravy?”, le addette erano influenzate dalla loro cultura di origine e dicevano la parola con intonazione discendente, anziché ascendente come ci si aspetterebbe in inglese britannico, e quindi la loro non veniva percepita come una domanda ma come un’affermazione perentoria e scortese: Gravy, prendere o lasciare.

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LRC Summer School

Un suggerimento per studenti, neolaureati e chiunque sia interessato a localizzazione e internazionalizzazione: la 11th Annual Localisation Research Centre (LRC) Summer School all’università di Limerick dal 20 al 24 maggio 2013.

Il LRC da quasi 20 anni opera in collaborazione con i maggiori produttori di software e i migliori esperi del settore, il programma pare molto interessante e il costo è contenuto: potrebbe essere l’idea per una vacanza alternativa in Irlanda (Limerick è orribile ma il campus universitario è in un bel posto e soprattutto nei dintorni ci sono parecchie cose da vedere).

San Patrizio

shamrockOggi è St. Patrick’s Day, festa nazionale irlandese.

In San Patrizio, pizzicotti e “Oirishness” ho evidenziato alcuni stereotipi legati all’Irlanda e in 17 marzo – San Patrizio ho aggiunto altri riferimenti, tra cui Kissing the Blarney stone e the luck of the Irish. Nei commenti a What’s the craic? ci sono un paio di vignette su San Patrizio che, secondo la leggenda, ha cacciato i serpenti dall’Irlanda.

Concludo con due risorse, entrambe in italiano, per appassionati d’Irlanda e della sua letteratura: Italish Magazine e Irish literature and other literaria.

Team GB

logo Team GBChi segue i media britannici in questo periodo di olimpiadi avrà notato che la squadra nazionale del paese ospite, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland, si chiama Team GB e non Team UK.

Pare che anche tra gli abitanti del Regno Unito non sia chiaro perché l’Irlanda del Nord sia esclusa dal nome. La BBC spiega che la denominazione completa della squadra è the Great Britain and Northern Ireland Olympic team e l’abbreviazione ha ragioni storiche.

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(Irish) cheap flights

Probabilmente avrete già visto il trio inglese Fascinating Aïda che ironizza sul prezzo effettivo dei biglietti delle compagnie aeree low cost:

Il brano è cantato con un marcato accento irlandese e si possono sentire alcune parole di Hiberno-English (la varietà di inglese parlata in Irlanda, dove ho vissuto anni fa): sia bedad che begorra sono eufemismi per by God (ma begorra è usato solo nelle rappresentazioni stereotipate degli irlandesi, ad es. nei film americani), the jacks è il gabinetto, gobshite è un idiota o un incompetente (da gob, bocca, e shite, variante di shit) e eejit è la convenzione per scrivere idiot con la pronuncia irlandese.

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Guarda la lucertolina!

lucertolina

Insolita presenza nel bagno di una casa in campagna: dallo scarico del lavandino faceva capolino una lucertola.

Prima di portarla all’aperto l’abbiamo osservata da vicino, incuriositi e divertiti. Questa simpatia spontanea per le lucertole mi ha fatto ripensare a un episodio di parecchi anni fa, protagonista un’irlandese per la prima volta in Italia.

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What’s the craic?

Oggi è St. Patrick’s Day, giorno che mi farà sempre pensare agli anni passati in Irlanda.

Una delle prime parole che avevo imparato a Dublino è craic. Si pronuncia /ˈkræk/ (si scrive anche crack) e può avere vari significati; nel più comune indica divertimento in compagnia e con un livello di decibel parecchio alto, ad es. it was good craic può descrivere una serata trascorsa al pub con risate, chiacchiere, musica e varie pinte di birra. La domanda What’s the craic? invece è spesso un saluto, ad es. a un amico che non si vede da un po’.

Altre espressioni tipiche irlandesi in (Irish) cheap flights.


Per ripassare l’accento irlandese, una scena di Father Ted, sitcom molto divertente:

Vedi anche: post con tag Irlanda, ad es. San Patrizio, pizzicotti e “Oirishness”.

No Effin in Facebook

effinUna notizia di The Irish Times di qualche settimana fa, Facebook says no ‘Effin’ way, riportava che Facebook non accettava il toponimo Effin, nome di una piccola località irlandese, perché ritenuto offensivo.

Effin(g), dal verbo eff off, ha origine come eufemismo per evitare di dire la famigerata parola che inzia per f, ma a quanto pare per Facebook è abbastanza offensivo da essere incluso in un qualche elenco di parole “proibite” come quelli descritti in Parolacce, software e localizzazione.

Posso immaginare che, dopo gli Scherzetti (o scherzacci?) di localizzazione di cui Facebook è stata vittima l’anno scorso, siano stati rafforzati i controlli automatici. Stavolta a fare le spese dei filtri automatici antivolgarità sono stati gli abitanti del paesino irlandese, che si aggiunge all’elenco delle vittime del cosiddetto Scunthorpe problem. Il nome deriva da Scuntthorpe, cittadina inglese ai cui abitanti era risultato impossibile iscriversi ai servizi di AOL perché il nome conteneva la parola volgare cunt). Potete trovare molti altri esempi in problema di Scunthorpe (Wikipedia).

Batteri e bacilli (e cetrioli mutanti)

Mi piace molto la serie Itabolario (Il Post), una selezione dal libro omonimo che racconta la storia dell’Italia unita in 150 parole, una per ogni anno dal 1861 al 2011.

Itabolario_batterioLa voce di oggi è Batterio (1881): etimologia, storia ed evoluzione delle parole batterio e bacillo, entrambe ispirate dalla forma degli organismi osservati a quei tempi: batterio deriva dal greco βακτήριου, “bastoncino”, e bacillo è un diminutivo del latino baculum, “bastone”.

A parlare di batteri in questi giorni ovviamente viene subito in mente E. coli. Scagionati i germogli, quale sarà il prossimo vegetale incriminato? Il colpevole iniziale, il cetriolo, e la possibile mutazione del ceppo “tedesco” di E. coli mi hanno ricordato un episodio che in un inverno degli anni ‘90 aveva creato un certo panico tra gli irlandesi.

mutant cucumberA Dublino, dove vivevo, molte persone erano finite in ospedale in preda a una misteriosa intossicazione. La colpa era stata data ai cetrioli o, più precisamente, a dei mutant cucumbers che, secondo vari esperti, avevano subito un’improvvisa mutazione genetica che li aveva resi tossici. C’era stato subito chi aveva cominciato a sospettare della centrale nucleare di Sellafield, al di là del Mare d’Irlanda (anche se la maggior parte dei cetrioli erano importati dall’Olanda), e solo dopo parecchi giorni si era scoperto che i cetrioli erano innocenti e il problema era dovuto a lattuga irlandese su cui era stato spruzzato un antiparassitario non consentito.

Gli italiani sul posto avevano osservato la cosa con un certo distacco perché a nessuno di noi sarebbe venuto in mente di mangiare cetrioli in pieno inverno (il concetto di “fuori stagione” è sconosciuto in molti paesi del Nord Europa): ci sembrava tanto un anticipo di Silly season che in molte lingue europee, guarda caso, si chiama “stagione dei cetrioli”…

Americani, inglesi e bustine di tè

teacupL’articolo America’s Nitwit Anglophiles nella versione stampata della rivista americana TIME è illustrato con l’immagine di una tazza di porcellana crepata, mozziconi di sigaretta nel piattino e l’etichetta di una bustina di tè con la bandiera del Regno Unito.

Presumo che l’autore dell’illustrazione viva negli Stati Uniti, sicuramente non in Gran Bretagna. Lo indica un dettaglio che evidenzia una differenza culturale.

teabagÈ ormai parecchio tempo che lo noto nei fumetti e nelle vignette americane: se c’è un personaggio che beve tè, si vede l’etichetta della bustina che pende dal bordo della tazza (o del bicchierone di polistirolo).

Penso che nel Regno Unito o in Irlanda difficilmente verrebbe disegnato lo stesso dettaglio perché le bustine filtro più diffuse (perlomeno fino a qualche anno fa) non sono confezionate singolarmente e non hanno il filo con l’etichetta. In ogni caso, prima di bere il tè l’eventuale bustina viene tolta dalla tazza (e spesso il tè viene preparato nella teiera).


Qualche esempio da strisce americane di persone che bevono tè:

teabag1  teabag6  teabag4 


Vedi anche: Espressioni idiomatiche inglesi che hanno a che fare con il , con alcuni commenti che notano come il concetto associato alla bevanda non sia esattamente lo stesso in tutte le lingue.

Superstizioni inglesi: “Hello Mr Magpie!”

nidoSu un platano di fronte a casa c’è un nido che dovrebbe essere di gazza (ma per confermare dovrei riuscire a vedere i suoi occupanti, impresa finora fallita).

Da qualche anno le gazze si vedono ovunque, anche in città come Milano, ma non sono sempre state così diffuse. Io le avevo viste per la prima volta in Inghilterra, ormai parecchi anni fa, e da allora le associo agli inglesi per una loro superstizione davvero curiosa. 

Nel Regno Unito, ma anche in Irlanda, vedere una singola gazza (magpie) porta male. Per evitare sventure, bisogna salutarla dicendo “Hello Mr Magpie, how’s your wife?” e sollevando il bordo del cappello, vero o virtuale, in segno di saluto.

MrMagpieChi a suo tempo me l’aveva spiegato mi aveva suggerito di osservare il comportamento delle persone: alla vista di una singola gazza, molte si portavano la mano alla fronte, o meglio, appoggiavano l’indice e lo ritraevano, cercando di dissimulare il gesto del saluto con una grattatina o altri movimenti, probabilmente un po’ imbarazzati per la propria superstizione.

Se però le gazze sono più di una, il pericolo è scampato e si avrà un’indicazione sul proprio futuro, da interpretare con questi versi, in base al numero di gazze:

One for sorrow,
Two for joy,
Three for a girl,
Four for a boy,
Five for silver,
Six for gold,
Seven for a secret never to be told.


Vedi anche: Loro sì, nidificano!, sull’infelice traduzione italiana del verbo inglese nest in ambito informatico.