Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “internazionalizzazione”

Copertine e localizzazione

Domanda a cui rispondere rapidamente, guardando soltanto l’immagine: i libri italiani sono di tipo a o di tipo b

libri

(altro…)

Nomi, moduli, sviluppo e localizzazione

Personal names around the world (W3C) è un intervento davvero esauriente sulla variabilità dei nomi di persona in culture diverse e sulle implicazioni pratiche che può avere nella progettazione di database, ontologie e moduli (form) e relativa localizzazione, ad es. quanti e quali campi usare, come chiamarli, i presupposti da evitare nello sviluppo di algoritmi ecc. Credo possa essere interessante anche per chi non lavora in questo campo.

image

E chissà se la pubblicazione in questi giorni di nymwars è solo una coincidenza, visto che vengono evidenziati proprio i problemi descritti anche da chi ha un profilo di Google+ che non è conforme allo standard un nome + un cognome previsto dal sistema. Ad esempio, sembra che al momento possano essere sospesi i profili di Google+ con:

un unico nome (mononym), come Stilgherrian 
spazi all’interno del nome o del cognome, come in Maria Chiara o Della Casa  
segni di punteggiatura, come in O’Donnel
combinazioni di maiuscole e minuscole, come in McDonald
caratteri non-ASCII, ad es. lettere accentate, come in Niccolò

Altri esempi in Google+ names policy, explained.


Vedi anche: Situazioni e Nomi propri in Localizzazione di esempi e riferimenti ed Elenchi telefonici, titoli e localizzazione.
.

Paese che vai, divisioni che trovi

Numbers and Counting: American vs. French descrive alcune differenze culturali relative ai numeri: come vengono usate le dita per contare, l’aspetto dei numeri scritti a mano (ne avevo accennato anch’io in Se i numeri sono un’opinione), i separatori di migliaia e decimali e il modo di scrivere in colonna le divisioni a due o più cifre.

long division symbolMi ha fatto tornare in mente il simbolo matematico “misterioso” di Equation Editor nelle versioni di Microsoft Office fino alla 2003 (a destra e sotto). In italiano era stato incautamente localizzato con divisione lunga (traduzione letterale di long division) ma suscitava solo perplessità: è tipico di Stati Uniti, Messico e altri paesi ma non si usa in Europa. 

EquationEditor

Chiedendo informazioni ai colleghi di varie nazionalità avevo scoperto che, a seconda del paese, ci sono molti modi diversi di scrivere a mano le divisioni: variano la posizione di dividendo e divisore, il modo di annotare i calcoli e l’elemento grafico che separa i numeri. Un paio di esempi di 435 diviso 25:

image

E c’è anche chi, come i tedeschi, non usa elementi grafici (esempio qui; altri esempi delle notazioni usate in varie parti del mondo alla voce Long Division in Wikipedia).

additionAnche altre operazioni in colonna si scrivono in maniera diversa a seconda del paese, ad es. nelle addizioni gli americani posizionano il segno + a sinistra di ciascun addendo a partire dal secondo (per noi va a destra a partire dal primo) e non aggiungono il segno di uguale.

Una delle regole dell’internazionalizzazione del software è quella di non usare testo nella grafica per evitare interventi costosi di localizzazione, mentre si tende a pensare che gli esempi con numeri siano immuni a fattori culturali. Ricordo invece che in un programma di software per bambini appariva una lavagna con alcune addizioni nel formato americano e per la versione italiana si era dovuto sostituire le immagini perché sarebbero potute sembrare “sbagliate” e avrebbero potuto far dubitare del valore educativo del prodotto.

Probabilmente, però, ora quasi nessuno fa più i calcoli a mano e queste differenze stanno diventando irrilevanti!

Aggiornamento: in Flash card e tabelline un esempio del diverso modo di scrivere le moltiplicazioni in colonna e di recitare le tabelline.

Il cognome delle donne, una questione di sicurezza

Il cognome delle donne sposate

fotoLeggendo qualche articolo sui premi Oscar, ho notato che la moglie italiana* di Colin Firth, miglior attore protagonista, tende a essere chiamata Livia Firth negli articoli in inglese e Livia Giuggioli in quelli in italiano.

In questo caso ci saranno sicuramente motivi d’immagine, però il fatto che in alcuni paesi come l’Italia e la Spagna le donne sposate mantengano sempre il loro cognome può ancora suscitare qualche stupore in interlocutori inglesi e soprattutto americani: è una differenza culturale a cui non sono abituati. 

Il cognome delle madri (domande di sicurezza)

In particolare ricordo che anni fa, quando erano apparsi i primi servizi online che prevedevano una domanda di sicurezza (security question) per poter recuperare la password nel caso venisse dimenticata, la domanda predefinita in inglese riguardava sempre il cognome da nubile della propria madre, what is your mother’s maiden name?

A quanto pare era una consuetudine in uso già da tempo nel sistema bancario americano e proprio per questo poteva risultare difficile spiegare agli sviluppatori americani che in alcuni mercati, come quello italiano, non aveva molto senso.

(altro…)

Localizzazione e… visioni del mondo

mappamondo in Stone SoupIn una striscia recente di Stone Soup si vede Alix, ragazzina americana, che guarda un mappamondo. Come europea, ho subito notato che l’Europa non ha la sagoma che mi sarei aspettata (probabilmente un dettaglio irrilevante per molti americani) e soprattutto mi sono venuti in mente un paio di ricordi della preistoria della localizzazione, quando il concetto di adattamento del software per un mercato specifico non era così ovvio.

Per spiegare quali dettagli, informazioni e riferimenti di un prodotto americano potevano essere facilmente riprodotti anche nelle versioni localizzate e quali invece andavano modificati, eliminati o sostituiti, risultavano particolarmente efficaci alcuni esempi legati alla geografia e alle diverse “visioni del mondo”. Oggi appaiono sicuramente scontati ma una ventina di anni fa non lo erano affatto, specialmente se gli interlocutori erano americani:

il mondo visto da un americanoOgni mercato può avere un punto di vista diverso, anche per gli stessi riferimenti. Esempio tipico: icone e immagini che rappresentano il globo terrestre non sono internazionali, l’utente infatti si aspetta di vedere evidenziato il proprio continente.
Le cosiddette conoscenze enciclopediche, ovvero il bagaglio di conoscenze comuni a chi appartiene a una certa cultura, non sempre sono condivise. Esempio tipico: a scuola un americano impara che i continenti sono sette (Asia, Africa, North America, South America, Antarctica, Europe, Australia), un italiano invece che sono cinque (Africa, America, Europa, Asia, Oceania).

Spain, France or Italy? E a proposito di conoscenze enciclopediche di tipo geografico, ricordo divertita alcuni quiz per il mercato americano della prima versione dell’enciclopedia Encarta, come quello con la sagoma qui a sinistra e la domanda, mi pare di livello elevato di difficoltà, se si trattasse di Spagna, Italia o Francia, o quello che chiedeva di identificare il paese di origine dei canguri: Austria o Australia?

Vedi anche: Localizzazione di esempi e riferimenti e Problemi di conversione e di localizzazione.

Che cosa si deve premere?

Elio mi manda due esempi di quelle che lui chiama “interfacce utonte”:

Nokia PC Suite

Qui sopra che cosa si deve premere, Yes, No, oppure x ? E il pulsante x all’interno della finestra di dialogo ha la stessa funzione del pulsante nero di chiusura in alto a destra sulla barra del titolo, anche se ha una combinazione di colori e una forma diversa?

Andrebbe anche detto che il simbolo (checkmark in inglese, segno di spunta in italiano) non ha lo stesso significato in tutte le culture e quindi potrebbe non essere adatto a prodotti destinati al mercato globale perché potrebbe risultare ambiguo (basti pensare ai questionari compilati a mano dove va fatta una scelta tra varie opzioni marcando delle caselle: noi italiani mettiamo crocette, gli americani segni di spunta).

Nell’altro esempio qui sotto, il segno di spunta dentro la finestra di dialogo e poi ripetuto come pulsante crea ulteriore confusione; il passaggio 2 dà un’informazione e quindi non dovrebbe richiedere conferma da parte dell’utente, eppure il pulsante per passare alla schermata successiva non è attivo:

Nokia PC Suite

Non proprio il massimo come esempi di usabilità!

Vedi anche: Incongruenze del Bancomat e Usabilità e istruzioni per altri esempi di mancata corrispondenza tra istruzioni e interfaccia o illustrazioni.

Giornata della punteggiatura (USA)

Il 24 settembre negli Stati Uniti è National Punctuation Day, giornata istituita per promuovere l’uso corretto della punteggiatura.

Le convenzioni per l’uso della punteggiatura non sono le stesse in tutte le lingue. Da un punto di vista solamente tipografico, ad esempio, in inglese americano i due punti richiedono l’iniziale maiuscola per la prima parola della frase che introducono e dopo il punto possono essere usati due spazi anziché uno; in America e Gran Bretagna spesso vengono applicate regole diverse per il punto che segue una citazione (in USA sempre prima delle virgolette di chiusura, in UK invece dopo se non fa parte della citazione stessa); in francese alcuni segni di punteggiatura devonopunteggiatura essere preceduti da uno spazio; in tedesco le virgolette sono posizionate in maniera diversa rispetto all’italiano; alcune lingue hanno segni di punteggiatura aggiuntivi, come i punti esclamativo e interrogativo “rovesciati” ¡ e ¿ in spagnolo.

La localizzazione del software deve ovviamente tenere conto di queste differenze. I programmi che riconoscono la lingua in cui si sta scrivendo il testo (o che permettono di impostarla) applicano automaticamente le convenzioni corrette, ad es. aggiungono uno spazio prima dei segni di punteggiatura che lo richiedono o selezionano il tipo di virgolette previsto per la lingua.

Vedi anche: L’Abuso delle Maiuscole (convenzioni diverse in inglese americano e in italiano) e Se i numeri sono un’opinione… (altre diversità nelle convenzioni di scrittura)

Elenchi telefonici, titoli e localizzazione

Ho dovuto confermare i dati relativi alla cosiddetta presenza in elenco telefonico e sono rimasta incuriosita dai titoli che si possono associare al proprio nome.

Non so se tutti gli operatori telefonici forniscano gli stessi dati ma se così fosse mi sembra peculiare che il 26% delle scelte a disposizione sia destinato a gradi militari e il 19% a titoli nobiliari (ma non erano stati aboliti quando l’Italia è diventata una repubblica?), e che un ulteriore 9% sia riservato a cariche religiose: in tutto più del 50%!

Ho anche notato la voce doppia Professore – Professoressa e le due voci Maestro e Maestra mentre manca la possibilità di distinguere tra dottori e dottoresse (sicuramente più numerose delle viscontesse!). E immagino che ci siano altri tipi di Perito oltre a quelli agrario, aziendale, commerciale, industriale e odontotecnico.

Chi è curioso più sotto può trovare l’elenco completo, che potrebbe forse dare qualche indicazione utile a chi localizza applicazioni con rubrica e deve scegliere i titoli più comuni per il proprio mercato, ad es. quelli disponibili in un elenco a discesa.

Le interfacce delle rubriche sono interessanti perché devono essere adattate alla realtà locale conservando però aspetti internazionali per consentire di inserire facilmente nomi e indirizzi di paesi diversi, tenendo quindi conto delle convenzioni di altri mercati. Finestra di dialogo Nome in OutlookAnche in un’interfaccia italiana si potrà così decidere di mantenere i riferimenti al secondo nome, comunissimo negli Stati Uniti, o la possibilità di aggiungere informazioni dopo il nome (ad es. BA, Ph.D., Jr. o III), altra peculiarità di alcuni paesi anglosassoni: come si può vedere nell’esempio di Microsoft Outlook, la stringa Suffix della versione originale è diventata Titoli stranieri in italiano, rendendo più esplicita la sua funzione.   

(altro…)

Numeri di telefono e localizzazione

Sfogliando l’ultimo numero di una rivista americana ho notato un articoletto in cui sono segnalati alcuni ristoranti emiliani. Due esempi di come sono riportati i numeri di telefono:

(39-59) 549 XXXX  per un ristorante di Modena
(39-52) 582 XXXX  per un ristorante di Compiano (PR)

I problemi per chi volesse telefonare sono ovvi: manca il prefisso 0 dopo l’identificativo internazionale dell’Italia e le parentesi suggeriscono la possibilità di fare chiamate locali.

Questi errori non mi stupiscono: può essere difficile far capire a interlocutori americani, anche nell’ambito di internazionalizzazione di software, che l’indicativo di località (area code) è un concetto ormai obsoleto nella maggior parte dei paesi europei, dove la differenza tra comunicazioni locali e comunicazioni interurbane riguarda l’eventuale costo della telefonata ma non il numero da comporre.

RubricaPer l’interfaccia localizzata delle rubriche (address book) dovrebbe essere prevista la possibilità di inserire l’intero numero di telefono senza dovere specificare separatamente l’indicativo di località, anche perché la serie di numeri che indica il distretto telefonico non è più così trasparente come una volta (in molti paesi europei la lunghezza è variabile in base al distretto, negli Stati Uniti invece sono sempre tre cifre). Ecco così un’altra imprecisione della rivista americana: l’indicativo di località di Modena è 059 ma quello di Compiano è 0525 e non 052.

Vedi anche: Paese che vai: SMS e cercapersone ed Elenchi telefonici, titoli e localizzazione

Segnali di globalizzazione in Giappone (visti in Germania)

Post pubblicato il 5 novembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia


Sono a Wiesbaden per tcworld 2008, conferenza (e fiera del settore) su comunicazione tecnica, localizzazione, terminologia e tecnologie linguistiche, dove farò un intervento sulla gestione della terminologia in Microsoft.

JTCA posterGirando per gli stand dei vari espositori sono stata attirata dal poster della Japan Technical Communicators Association.  

Chi ha letto il mio post Segnali di globalizzazione avrà già indovinato perché: i simboli dei cartelli stradali.

Mi hanno spiegato che si tratta di un nuovo tipo di etichette con istruzioni per prodotti che funzionano a elettricità. Al testo esplicativo viene associato un simbolo che fa riferimento ai cartelli stradali usati in Giappone che, a quanto pare, prendono ispirazione sia da quelli europei che da quelli americani: triangolari gialli con bordo e simbolo nero per indicare attenzione; rotondi bianchi con bordo rosso e simbolo nero, per indicare divieto; rotondi blu con simbolo bianco per indicare informazioni importanti.

Per completare l’informazione viene inoltre associata una vignetta, come negli esempi qui sotto. La comunicazione è indubbiamente efficace, anche per chi non capisce una parola di giapponese! etichette giapponesi [qualità delle foto pessima ma sono fatte senza flash]

Invece sono perplessa dalla frase con cui la JTCA pubblicizza il proprio lavoro:

(altro…)

Paese che vai: SMS e cercapersone

Post pubblicato il 17 aprile 2008 in blogs.technet.com/terminologia. Da allora le modalità di uso del telefono e relativi costi sono cambiati notevolmente sia in Italia che negli USA.


Un post recente di Language Log fa riferimento a un articolo del New York Times e segnala che l’uso degli SMS si sta diffondendo anche negli Stati Uniti.

È una notizia che può fare sorridere un europeo ma è rassicurante per chi ha a che fare con l’internazionalizzazione. Mi è capitato spesso di dover segnalare utilizzi “europei” degli SMS del tutto sconosciuti agli americani.

cercapersone I colleghi americani, invece, si stupivano alla richiesta che i riferimenti ai cercapersone (pager) potessero essere eliminati facilmente dai prodotti localizzati perché non rilevanti in Europa: facevano fatica a credere che qui avessero un ambito d’uso molto limitato, sostituiti da telefoni e SMS, perché negli Stati Uniti sono invece dispositivi ancora molto diffusi, anche in ambiti non lavorativi.

È importante riconoscere queste differenze culturali nelle fasi iniziali del ciclo di sviluppo del prodotto in modo da ridurre al minimo gli interventi necessari durante la localizzazione.

Aggiornamento novembre 2009Language Log propone alcune recenti strisce a fumetti per tornare sull’argomento SMS (texting) e sulla loro ritardata diffusione negli Stati Uniti che, come commentano i lettori, era probabilmente dovuta a questioni di costi (in Europa le telefonate costano più che non negli USA, dove si tende a pagare una cifra mensile che include molti minuti di telefonate e quindi gli SMS non erano percepiti come un modo di risparmiare) e di standard (non era possibile inviare SMS tra operatori diversi).   
 

Vedi anche: Parole dell’anno “tecnologiche” negli USA, sull’attenzione data a neologismi legati agli SMS.

Localizzazione, globalizzazione e internazionalizzazione

Post pubblicato il 6 marzo 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Nota: la terminologia descritta di seguito riflette l’uso specifico di Microsoft e potrebbe non coincidere con la terminologia usata da altri produttori di software.


Il termine localizzazione descrive la traduzione e l’adattamento di software per un mercato specifico; per software in questo caso si intende non solo il programma e relativa interfaccia grafica ma l’intero pacchetto, ovvero il materiale di supporto come guide, documentazione cartacea, materiale marketing, confezione del prodotto e pagine Web correlate. La localizzazione parte sempre da un prodotto che è stato sviluppato per un altro mercato in un’altra lingua, di solito l’inglese, ed è un processo la cui efficacia ed efficienza dipendono in buona parte da altri tipi d’interventi, quali globalizzazione e localizzabilità.

Con globalizzazione Microsoft descrive lo sviluppo di software che riesce a soddisfare le aspettative di utenti in mercati diversi grazie a caratteristiche e funzionalità non basate su un’unica lingua e unico locale, un processo che altri descrivono come internazionalizzazione. Il concetto espresso dal termine locale non è facilmente traducibile ed indica tutte le impostazioni specifiche di un certo mercato e di una certa lingua, come ad esempio il formato della data, dell’ora, il tipo di tastiera, il separatore decimale ecc. Un esempio banale: se consideriamo la data 06/07/08, qualsiasi italiano penserà si tratti del 6 luglio 2008, un americano interpreterebbe invece 7 giugno 2008 e un ungherese 8 luglio 2006. È quindi fondamentale che nello sviluppo di software vengano applicati interventi di globalizzazione che consentano di utilizzare correttamente le impostazioni in uso nel proprio paese, indipendentemente dalla lingua del prodotto stesso.

Se si decide di localizzare un prodotto e renderlo disponibile in lingue diverse, si parla di localizzabilità, ovvero dello sviluppo di software che possa essere adattabile a mercati diversi senza che si debbano effettuare modifiche al codice. Un’applicazione dovrebbe essere localizzabile fino dall’inizio del suo sviluppo affinché il processo di localizzazione possa poi risultare efficiente e l’adattamento sia il più lineare possibile in termini di costi monetari e temporali.

Microsoft usa anche la descrizione world ready per descrivere i prodotti utilizzabili in tutto il mondo indipendentemente dalla lingua.

Understanding Internationalization – Globalization Step-by-Step

Immagine: Globalization Step-by-Step

Vedi anche: Localizzazione di esempi e riferimenti e un glossario in inglese dei termini legati a localizzazione e globalizzazione.