Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “inglese farlocco”

Inglese farlocco: Referendum Digital Assistant

Per il referendum per l’autonomia del 22 ottobre in Lombardia per la prima volta in Italia verrà usato il voto elettronico. Qualche settimana fa è stato pubblicato questo annuncio di selezione di personale:

[…] il sistema di E-voting o voto elettronico grazie alla piattaforma digitale di Diebold Nixdorf  […] Manpower ha l’incarico di ricercare, selezionare, formare e assumere, oltre 7000 Referendum Digital Assistant, che supporteranno l’attività di voto nelle 12 provincie della regione Lombardia.

Non si sa chi abbia ideato il nome Referendum Digital Assistant per questa posizione ma una cosa è certa: il suo inglese lascia alquanto a desiderare.

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Inglese farlocco: delusion room a Miss Italia

Miss Italia, ‘delusion room’ per le 40 finaliste di Jesolo

Da una segnalazione su Twitter ho scoperto che il concorso per l’elezione di Miss Italia prevedeva una delusion room, così descritta dal conduttore del programma nel 2016:

Francesco Facchinetti sulle novità dell’edizione 2016:  “Da casa, quando guardavo Miss Italia da spettatore, mi sono sempre chiesto dove andassero le ragazze escluse, così abbiamo pensato alla Delusion Room, la stanza della delusione, dove vedremo le reazioni a caldo delle eliminate”.

Delusion room è un tipico esempio di “inglese farlocco”: un nome ideato da italiani per italiani con conoscenze rudimentali dell’inglese ma che per un anglofono non è idiomatico, non è formato correttamente o ha tutt’altro significato.

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SNEET, una bufala linguistica

A una trasmissione radio ho sentito descrivere le persone single per scelta come Sneet. È una parola inesistente in inglese, inventata per un articolo del Corriere della Sera del 2016 e già discussa in alcuni tweet. L’articolo è stato poi rimaneggiato e di nuovo pubblicizzato qualche giorno fa:

Ecco gli Sneet, i nuovi single - di Candida Morvillo

L’argomento è frivolo ma utile per dimostrare la facilità con cui si riescono a propagare informazioni prive di fondamento, in questo caso linguistiche. Sneet è uno pseudoanglicismo malformato e poco plausibile, eppure l’articolo è stato citato e scopiazzato centinaia di volte senza che nessuno dei "propagatori" si facesse venire alcun dubbio.

Ma cosa vorrebbe dire Sneet? L’autrice lo spiega così:

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Inglese farlocco: free vax

L’Italia del “free vax” in piazza: da Cagliari a Torino si manifesta per chiedere libertà di scelta

Repubblica e Corriere della Sera riferiscono che in una manifestazione antivaccinista del 4 giugno a Bologna è stata usata la locuzione free vax, già condivisa su Facebook e apparsa poi anche come hashtag #freevax in alcuni tweet (esempi qui, qui e qui).

Noi free vax. Centinaia in piazza contro i vaccini obbligatori

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Ci mancava proprio Summer Storm!

Titoli di notizie: “Ma quale estate, arriva Summer Storm. Voglia d’estate? Ci vuole pazienza. Se fino al 3 giugno il caldo e il bel tempo prevalente di Scipione domineranno l’Italia, un suo primo cedimento…” “Summer Storm: ecco il crollo delle temperature” “Estate shock, arriva Summer Storm”

Nuovo nome da aggiungere alla lista di itanglese meteorologico: Summer Storm (con tanto di iniziali maiuscole), coniato dal solito sito di previsioni del tempo che da qualche anno ci prende in giro con questi nomi farlocchi.

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Inglese farlocco: Contamination Lab (CLab)

Per la serie anglicismi istituzionali:

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Contamination Lab

Se non sapete già cos’è un Contamination Lab, prima di continuare a leggere provate a pensare cosa vi suggerisce il nome e poi verificate qui sotto se avete indovinato.

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Da hashtag ad hashmeal, ma solo in Italia!

Suggerimento di lettura: #cancellettiinlibertà: l’hashtag da operatore digitale a marca dell’italiano contemporaneo offline, di Daniela Pietrini. Descrive l’evoluzione degli hashtag, che anche in italiano si sono rapidamente trasformati da “etichette” di Twitter in simboli icono-verbali e strumenti linguistici creativi, emblema della “fluidità dei confini tra scritto e parlato, tra digitale e analogico”.

Pietrini fa molti esempi di usi ironici e ludici e di neologismi. Tra questi ci sono anche alcuni composti anomali come hashmeal:

Fig. 5: Hash- in quanto accorciamento di hashtag riutilizzato come elemento formativo per la creazione del neologismo ludico hashmeal (nel composto hashmeal party).

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Questioni di ottica

Insegna di un ottico milanese:

ITALIAN OPTIC

È un tipico esempio di inglese farlocco: in inglese chi vende occhiali e lenti a contatto si chiama (dispensing) optician. La parola optic esiste ma ha altri significati.

Optic(s) in inglese

L’aggettivo optic vuol dire ottico nel senso anatomico di “relativo all’occhio o alla visione” (cfr. optical, “relativo all’ottica” e quindi ai fenomeni luminosi ed elettromagnetici, anche se la distinzione non è sempre netta, basti pensare a optic fibre). 

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Come evitare il raggelante Spring Storm

Avete sentito parlare di Spring Storm, un fenomeno meteo con repentino abbassamento delle temperature che sta colpendo l’Italia in queste giornate primaverili?

Meteo, colpo di coda dell’inverno: “Spring Storm” porta pioggia e neve. Crollo delle temperature, è colpa dello Spring storm. Spring Storm in arrivo, clima invernale fino a venerdì. Fronte temporalesco dalle regioni baltiche.

È una trovata del solito sito di previsioni meteo che rinomina gli eventi meteorologici con nomi inglesi usati ad effetto ma quasi sempre a sproposito. Anche in questo caso non è stato usato un termine specialistico ma una locuzione del lessico comune: spring storm vuol dire genericamente intensa perturbazione primaverile.

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Inglese farlocco: job on call

In una notizia alla radio sull’abolizione dei voucher per il lavoro occasionale ho sentito dire più volte “giòbbon col”, senza alcuna spiegazione. Ho dovuto riflettere per capire che era una sequenza per me insolita di tre parole inglesi, job on call.

JOB ON CALL

Definizione di job on call dal sito dell’INPS: “contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente”. L’INPS specifica anche che job on call è sinonimo di lavoro a chiamata e di lavoro intermittente.

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Inglese farlocco: Sm@rtCupRecall

 
Conoscete già questo servizio pubblico italiano?

Sm@rtCupRecall

Se non l’avete mai visto, dal nome riuscite a capire il contesto in cui è usato, di cosa si tratta e a chi è destinato?

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Inglese farlocco: COOK FOR LIKE

E-R SCHOOL OF FOOD – COOK FOR LIKE

In Emilia Romagna c’è un contest per le scuole superiori che prevede un challenge basato sulla competizione tra classi sul tema del food. Gli studenti devono creare una pagina su Facebook, cucinare dei piatti, fotografarli e caricare le foto che saranno poi votate attraverso i Mi piace (Like) di Facebook.

Il concorso si chiama E-R SCHOOL OF FOOD COOK FOR LIKE ed è un esempio dell’inglese maccheronico che mi piace chiamare farlocco: poco idiomatico o errato ma facilmente comprensibile da destinatari italiani con conoscenze poco avanzate dell’inglese.

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FLY DOWN, è inglese farlocco!

CICCIO FLY DOWN

Mi viene da ridere quando sento l’esclamazione colloquiale fly down! rivolta a qualcuno che farebbe meglio a darsi una calmata, a non tirarsela, ad abbassare la cresta, a “volare basso”.

Fly down ovviamente è la traduzione letterale di vola basso, però in inglese non esiste questo significato idiomatico: se ci si rivolge a qualcuno dicendogli fly down, penserà di avere  la patta dei pantaloni aperta (fly in inglese americano, flies in quello britannico).

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Italian Survival Eat!

Vi piace il nome Italian Survival Eat per un tramezzino con porchetta, funghi e provola?

Italian Survival Eat.
[segnalato da @_geniodelmale]

Il gioco di parole survival kit freccia282 eat è inequivocabile, anche grazie alla confezione mimetica, ma è anche chiaro che è un nome “made in Italy”. È quello che chiamo inglese farlocco: una combinazione poco idiomatica (o addirittura errata) di parole inglesi facilmente riconoscibili, pensata per un pubblico italiano. 

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Italian sounding e inglese farlocco

prodotti della marca Perfect Italiano

Sicuramente avete sentito parlare di Italian Sounding, il fenomeno che l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero definisce come “il processo di diffusione all’estero di prodotti che presentano nomi, loghi, colori o slogan riconducibili all’Italia ma che di fatto non hanno nulla a che vedere con l’autenticità dei prodotti made in Italy”.

In un certo senso però proprio la locuzione Italian Sounding è un esempio di “contraffazione imitativa”, ma della lingua inglese!  

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