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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “inglese farlocco”

Inglese farlocco: APP FREE TO X CASHBACK

Comunicazione enigmatica vista su diversi pannelli a messaggio variabile dell’autostrada A14: 

SCARICA APP FREE TO X CASHBACK CANTIERI

Sarei curiosa di sapere quanti altri automobilisti lo trovano un messaggio indecifrabile. Potrebbe anche essere pericoloso: queste comunicazioni dovrebbero risultare immediatamente comprensibili, qui invece c’è il rischio che qualcuno si distragga dalla guida nel tentativo di dare un senso a una sequenza ibrida e anomala formata da 1 parola italiana, 5 parole inglesi, 1 parola italiana che sembrano assemblate a caso. 

Cosa significa SCARICA APP FREE TO X CASHBACK CANTIERI? La parola SCARICA fa presumere che il testo che segue sia in italiano, così ho pensato che FREE subito dopo APP andasse inteso nell’accezione tipica del linguaggio pubblicitario italiano, gratuito, e che forse la X potesse essere l’abbreviazione italiana per la preposizione per, ma non riuscivo spiegarmi quel TO  e di che tipo CASHBACK si trattasse.

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Inglese farlocco: no-tamp

Titoli: 1 Covid, adesso arrivano i no-tamp: “Evitano il tampone per non rovinarsi l’estate”; 2 No-tamp: chi sono e cosa rischiano; 3 "Mentono per andare in vacanza". La follia dei no-tamp

Sono sempre più numerose le notizie di focolai di COVID-19 e alcune testate sono ricorse all’espressione no-tamp per descrivere chi si oppone al tampone per il tracciamento dei contatti perché vuole evitare di scoprire un’eventuale positività con conseguente isolamento fiduciario.

La locuzione no-tamp ha l’aspetto di un anglicismo conforme al modello no x, descritto in Neologismi per non vaccinati: no pass e boh vax. In inglese però la parola tamp non ha nulla a che vedere con i tamponi, di nessun genere: è un verbo che significa borrare (occludere il foro di una mina con materiale inerte per aumentare l’efficacia dell’esplosivo). No-tamp è quindi uno pseudoanglicismo.

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Neologismi per non vaccinati: no pass e boh vax

Alcuni titoli sulle manifestazioni di piazza del 25 luglio 2021:

Immagine di gente che protesta e titoli: 1 No green pass e no vax in piazza contro la “dittatura”; 2 Ecco il popolo dei “No Green pass”: negazioni, minacce, mascherine giù; 3 La piazza dei “No pass”. Cori e striscioni contro i vaccini; 4 Tensione e violenze. Da Milano a Napoli il popolo “No Pass” sceglie la piazza

Si possono osservare le due forme di un neologismo recente: no green pass e la sua abbreviazione no pass, qui usati per descrivere chi protesta per la decisione del governo del 22 luglio di rendere obbligatoria per alcune attività la certificazione verde COVID-19 (il cosiddetto green pass).

No pass

No [green] pass, scritto spesso anche con il trattino, rientra in una serie molto produttiva di locuzioni sul modello no x, dove x indica ciò a cui ci si oppone e in prevalenza è una parola inglese o che ne ha l’aspetto, come ad es. no TAV.

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Anglicismi a caso: l’open day negli hub è sold out

Dal sito della Regione Lazio: “Vaccinazioni anti Covid-19, 15 e 16 maggio OPEN DAY AstraZeneca con ticket virtuale per over 40”. Titolo di notizia: “Vaccini Lazio, l’Open Day sold out in tre ore: successo per l’AstraZeneca agli over 40.

Il 15 e 16 maggio la Regione Lazio ha organizzato due giornate straordinarie di vaccinazioni con Vaxzevria (AstraZeneca) aperte a persone sopra i 40 anni. L’iniziativa ha avuto successo: in poche ore sono stati prenotati tutti gli appuntamenti disponibili.

La comunicazione istituzionale e mediatica sulle due giornate ha attirato la mia attenzione perché è un concentrato di anglicismi. Alcuni sfiorano il ridicolo: sono del tutto superflui o addirittura usati a sproposito.

Testo: L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, annuncia il grande successo delle prenotazioni per l’Open Day AstraZeneca over 40: “Successo straordinario, in meno di tre ore sold out agli hub di Roma, Frosinone, Latina e Viterbo. La modalità del ticket virtuale ha funzionato e sono rimasti pochi slot a Rieti”.

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Recovery Art, inglese farlocco ministeriale

Il governo ha ultimato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e i ministeri hanno descritto gli interventi previsti per le proprie aree di competenza. Il Ministero della Cultura l’ha fatto in una pagina che si apre con questa immagine:

Immagine con la scritta CULTURA Next generation Eu Recovery and resilience plan  #Italy4Culture. Didascalia: Borghi e edilizia rurale, digitalizzazione, tutela, Recovery Art, Cinecittà e potenziamento industria cinematografica.

Mi domando a chi si rivolgano il ministro Franceschini e i funzionari del Ministero della Cultura (italiana!), considerato che non usano il nome italiano del piano – come nelle comunicazioni del governo, del presidente del consiglio Draghi e delle istituzioni europee – ma preferiscono invece parole inglesi usate anche a caso.

Inglese farlocco: Recovery Art

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Non più AD ma CEO (con X fraintesa)

Avete notato anche voi che alla guida delle aziende italiane non ci sono più amministratori delegati (AD) ma CEO? Esempio da Twitter:

tweet di WomenXimpact con immagine di una bambina su sfondo rosa e la scritta NON VOGLIO ESSERE UNA PRICIPESA (sic) VOGLIO ESSERE UNA CEO. Testo del tweet: Nelle aziende italiane, il numero delle #CEO rimane basso (6,3%) Bisogna cambiare il modo di pensare e avvicinare le giovani #donne al mondo dell’impresa e alle discipline #STEM Addio principesse e soffitti di cristallo, benvenute nuove generazioni di leader al femminile! (sic!)

CEO è l’acronimo di Chief Executive Officer che in inglese si dice /siːiːˈəʊ/. In Italia però molti dicono “ceo”, che in alcune zone del Veneto è un bambino piccolo, e questo per me rende l’anglicismo ancora più ridicolo.

X si legge…

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Le Valley della Pianura Padana

Emilia-Romagna Cinema Valley: quasi 2 milioni di € per chi sceglie di produrre e girare in regione

“Non sarà impossibile, prima o poi, che entri nell’uso comune l’idea dell’Emilia-Romagna come Cinema Valley”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura e Paesaggio della regione, che ha anche affermato “Emilia-Romagna autentica Cinema Valley”.

Un aggettivo più idoneo sarebbe unica perché dubito che nel mondo anglofono esistano regioni denominate cinema valley! Si tratta infatti di un esempio di inglese farlocco, coniato a Bologna o dintorni da qualche italiano convinto erroneamente che in inglese valley significhi anche distretto produttivo, zona o territorio in cui è localizzato un determinato fenomeno.

Valley in Emilia-Romagna

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Inglese farlocco: stender

immagini di “stender” cromati e di legno

Ho scoperto solo recentemente l’esistenza dello pseudoanglicismo stender, usato da diversi produttori di appendiabiti per modelli con una barra orizzontale a cui agganciare gli appendini / grucce / ometti e che si espandono in larghezza come si vede nelle immagini.

In inglese si chiamano invece [clothes / coat] rack e non esiste né la parola *stender né un potenziale verbo *stend, quindi mi domando che origine abbia. Due ipotesi:

1 ha come base il verbo italiano stendere a cui è stato aggiunto il suffisso agentivo inglese –er, spesso usato per creare nomi in inglese farlocco che indicano la funzione dell’oggetto che denominano, come Smuffer per un antimuffa;

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Fooding e food feeling, parole ingannevoli

copertina della guida Fooding 2020

Il Vocabolario Devoto-Oli definisce il sostantivo fooding come “movimento culinario che valorizza la semplicità e la genuinità dei cibi, sottolineando l’importanza dell’impatto emotivo del contesto in cui essi vengono serviti”, con questa nota etimologica: “voce ingl., comp. di food ‘cibo’ e (feel)ing ‘sentimento’. Data 2000”.

La stessa origine è indicata anche dal Vocabolario Treccani (Neologismi): “dall’ingl. fooding, a sua volta composto dai s. food (‘cibo’) e (feel)ing (‘sensazione’)”. Si tratta però di un’imprecisione: fooding non è una parola inglese ma francese.

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Inglese farlocco: click day

Esempi di titoli: 1 Click day, boom di richieste per il buono bici e sito in tilt; 2 Bonus bici, scatta il “click day”: ma il sito web non parte; 3 Bonus mobilità, cosa non sta funzionando nel Click Day; 4 #BonusBici, sui social la rabbia degli utenti per il click day; 5 Bonus per bici e monopattini, assalto nel clic day

Una parola chiave delle notizie del 3 novembre 2020 è click day, usata quasi sempre senza spiegazioni, come se il significato fosse ovvio e già noto a tutti.  

Ammetto che invece io fino a qualche mese fa ignoravo esistenza e senso della “giornata del clic” (!), scoperti solo in relazione alle misure del governo per contenere gli effetti economici negativi dell’emergenza da COVID-19. Esempio di notizie di giugno 2020:

Titoli: 1) Bonus bici, fondi aumentati a 220 milioni per evitare il temutissimo click day 2) Stati generali, Conte: «No click day per contributi a fondo perduto, 60 giorni di tempo per chiedere danni»

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Da smart working a south working

Alcuni esempi di titoli con il neologismo south working, apparso nei media italiani per la prima volta alla fine di giugno 2020:

Titoli: 1 South working: il lavoro smart dal Sud  2 Smart Working? Home Working? No, South Working…  3 Vivi al sud e lavori per il nord. La rivoluzione South working   4 South Working, per il sociologo De Masi è destinato a durare: “Una manna per il Meridione”

Nelle intenzioni di chi l’ha coniato, south working denota lavoro da remoto per un’azienda del nord Italia svolto in modalità smart working da persone che risiedono al sud ed evitano così di spostarsi lontano da casa e di sostenere le spese di un trasferimento, e allo stesso tempo contribuiscono all’economia locale.

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Inglese farlocco: Daily Tampon

Esempi di notizia di inizio settembre 2020 su un test diagnostico sviluppato in Italia che sarebbe in grado di rilevare in pochi minuti la positività al COVID-19:

Titolo 1: “Anti-COVID. Daily Tampon, arriva  il test salivare italiano super rapido. Il risultato di positività o negatività al Covid-19 arriva in 3 minuti. Lo produce un’azenda di Merate (Lecco). Arrivato l’OK dal Ministero della salute” Titolo 2: “Nasce Daily Tampon, il test rapido per la diagnosi del Coronavirus. Il funzionamento è simile a quello di un test di gravidanza”

Daily Tampon è l’ennesimo esempio di inglese farlocco: un nome ideato da italiani per italiani con scarse conoscenze dell’inglese, ma che in inglese ha tutt’altro significato.

C’è infatti da chiedersi dove esattamente venga prelevato il campione organico per il test perché nel lessico comune inglese tampon è l’assorbente interno per l’igiene femminile.

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Inglese farlocco: arriva il personal viagger!

Un tweet e un articolo che non sono passati inosservati:

tweet del Sole 24 Ore: La prossima vacanza si organizza su Skype con il personal viagger

Inevitabile che personal viagger, uno pseudoanglicismo che non ha alcun significato in inglese, scatenasse molte ironie (Noio volevàn savoir… Buy the bigliett… Minchias un personal viagger per andare ovunquer che figater…)

Inglese farlocco…

Personal viagger è anche un esempio tipico del fenomeno che chiamo inglese farlocco: slogan pubblicitari o nomi di prodotti o servizi ideati da italiani per un pubblico italiano e formati assemblando parole inglesi poco idiomatiche o addirittura errate o inesistenti, però facilmente comprensibili da chi ha solo conoscenze scolastiche della lingua.

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Inglese farlocco: #ForWomenEnergy

Da un gruppo bancario italiano un nuovo esemplare per la mia raccolta di inglese farlocco:

Conto corrente For We. Il conto che dà valore al tuo tempo #forwomenenergy

Il multitasking è donna, si sa. Ma il tempo non basta mai. Noi ne teniamo conto. Conto ForWe. Il conto che dà valore al tuo tempo e ti fa risparmiare energia.

Se considerate singolarmente, le parole inglesi ForWe e For Women Energy sono facilmente riconoscibili anche da chi ha conoscenze solo rudimentali della lingua. Non hanno però molto senso per chi invece l’inglese lo parla perché sono combinate in sequenze agrammaticali.

L’abbreviazione ForWe, che dà il nome a un conto corrente e a un concorso correlato, Beauty ForWe, è pessima perché fa pensare a un erroraccio: alla preposizione for è stato fatto seguire il pronome soggetto we anziché il pronome oggetto us (sarebbe come se in italiano si dicesse *per io anziché per me).

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Inglese farlocco: Sanity *product*

Immagine dei prodotti SANITY ZONE (torretta porta dispenser gel igienizzante: proteggi i tuoi dipendenti, prenditi cura dei tuoi clienti) e SANITY POINT – SANITY SISTEM (sistema di sanificazione per automobili)

Ho scoperto l’esistenza di questi marchi italiani grazie a un tweet di @dandandin, che ha scritto “Sanity suona simile a sanificazione, quindi sicuramente ha lo stesso significato, non c’è bisogno di controllare”. Quindi ecco le “sanity zone” (per il gel mani), i “sanity point” (autolavaggi che fanno sanificazioni ozono) o il “sanity system” (macchinario ozono).

Sono esempi tipici di inglese farlocco, nomi pensati da italiani per italiani e che non richiedono di conoscere l’inglese per capire che si tratta di prodotti che riguardano igiene o sanificazione.

In inglese però sanity ha un altro significato, un dettaglio apparentemente ignorato da chi ha usato la parola non solo per questi ma anche per altri prodotti italiani con nomi pseudoinglesi simili. Alcuni esempi:

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