Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “grammatica”

Insolite conversioni e nominalizzazioni

In un commento ho accennato a due delle cinque diverse parti del discorso a cui può appartenere la parola inglese out. È un esempio di conversione, un processo di formazione di parole comune a molte lingue. Avviene assegnando una nuova categoria grammaticale a una parola esistente, senza modificarla; tende a privilegiare sostantivi, verbi e aggettivi, sia come parole di base che come nuove formazioni, ma non esclude altre categorie (esempio: i sostantivi se e ma in italiano, ottenuti da congiunzioni). 

È un meccanismo molto produttivo in inglese, tanto che recentemente è stata descritta anche una possibile nuova congiunzione, slash, insolita perché congiunzioni e preposizioni sono categorie tendenzialmente chiuse.

La categoria dei sostantivi invece è in continua espansione e in inglese sono pressoché infinite le possibilità di nominalizzazione, sia per conversione che con l’aggiunta di suffissi o altri elementi. I nuovi sostantivi risultano quasi sempre facilmente comprensibili, anche quando hanno come base parole con scarso contenuto semantico come le preposizioni. Esempi: il tecnicismo aboutness, un indice della rilevanza di un argomento, e gli occasionalismi overer e underer di questa striscia:

striscia Pearls Before Swine  Vignetta: Pearls Before Swine di Stephan Pastis

[Sulla spinosa questione del posizionamento dei rotoli di carta igienica, una dettagliatissima voce di  Wikipedia in inglese e un post di Nautilus in italiano]

La scelta del genere di ministro

I media italiani sembrano avere qualche dubbio su come descrivere le sette donne che saranno alla guida di ministeri nel governo Letta. Un esempio da La Stampa:

Il ministro che viene da più lontano è senza dubbio la Kyenge del Pd – dicastero per l’ Integrazione – nata il 28 agosto 1964 a Kambove, nel Congo. Ora cittadina italiana. In Germania, invece, è nata la ministro Idem per le pari opportunità, sport e giovani, anche lei classe 1964. Un anno più giovane è il Ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, classe 1965. Giovanissima e somigliante a Meg Ryan la ministra per la Salute Beatrice Lorenzin del Pdl, nata nel 1971.

Sono curiosa di vedere quali di queste tre opzioni, tutte corrette in italiano, verranno privilegiate dalle dirette interessate:
1 – il ministro, forma maschile con valenza neutra
2 – la ministra, forma femminile che però può avere connotazioni ironiche o sarcastiche
3 – la Ministro, forma ibrida che rispetta la denominazione ufficiale della carica (Ministro) ma con accordo al femminile

Se avete letto Genere e linguaggio e Genere grammaticale, naturale e sociale saprete già che io preferisco la soluzione 1 perché rende irrilevante il sesso di chi ricopre il ruolo.

Composizione neoclassica

Common fears – vignetta Savage Chickens

Nella formazione di terminologia scientifica viene privilegiato un processo, noto come confissazione o composizione neoclassica, che forma neologismi usando elementi formativi.

“Gli elementi formativi [o confissi] sono elementi morfologici non autonomi, tratti dalle lingue classiche (greco e latino), impiegati per formare composti, di norma in combinazione con un altro elemento formativo (per es., idro- in idrofilo, idrogeno), oppure con una parola indipendente (per es., idrosolubile, idromassaggio)”.  Dettagli in Enciclopedia dell’Italiano.

E a proposito di affissi e confissi nella formazione di neologismi, vi segnalo Osservatorio delle parole, blog del linguista Fabio Montermini.

Vedi anche:  Paure moderne: nomofobia e I suffissi degli scandali: –gate e –poli.

Font: supremazia maschile

In Lavori in corso…  potete leggere uno scambio che ho avuto con Mara sulla differenza tra font e carattere. È nato da un commento a un suo intervento del 2010 sul genere di font, un argomento che continua a suscitare molto interesse.

L’avevo ripreso anch’io in Font è maschile o femminile?, ora aggiornato con i risultati di una ricerca nel corpus di libri italiani pubblicati tra il 1988 e il 2008 di Google Ngram Viewer. La tendenza è chiara: la forma maschile “informatica” ha iniziato a imporsi su quella femminile “tipografica” alla fine del secolo scorso ed è ormai più frequente.
grafico della frequenza di “il font”, “i font”, “la font” e “le font” ricavato da una ricerca in Google Ngram Viewer per il periodo 1988-2008

(Ngram Viewer discrimina tra minuscole e maiuscole e quindi consente di escludere dai risultati i nomi propri, ad es. toponimi come La Font)

Vedi anche: Caratteri maschili e femminili

–ing: gerundio, participio e aggettivo

Un problema di localizzazione ben noto è quello delle stringhe composte da una singola parola inglese che termina in -ing. Come dicevo in Lavori in corso, in mancanza di contesto o note d’uso può essere difficile capire se si tratti di un participio presente che descrive un’azione in corso o di un gerundio che ha la funzione di sostantivo.

Esempio: la stringa Indexing potrebbe rappresentare sia il messaggio di un servizio di indicizzazione (participio presente, Indicizzazione in corso / Sto indicizzando) che il titolo di una finestra di dialogo con le opzioni relative al servizio (gerundio, Indicizzazione).

Chiedere agli sviluppatori di identificare la categoria grammaticale non è fattibile perché ben pochi hanno queste conoscenze linguistiche. Se necessario, vanno cercate alternative per ottenere le stesse informazioni rapidamente e senza spiegazioni, come potrebbe essere il diagramma di flusso di Literal-minded:

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Giudici e giudichesse

Ieri Berlusconi ha descritto chi ha emesso la sentenza per il suo recente divorzio come “giudichesse femministe e comuniste“. In un comunicato, il Presidente della Corte di Appello, Giovanni Canzio e il Presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, hanno replicato rammentando che nel commento delle decisioni dei giudici va evitata “ogni espressione di dileggio che possa minare la fiducia dei cittadini nella magistratura e compromettere il rispetto sostanziale delle medesime decisioni”.

Mi sembra che questo scambio confermi quando dicevo in Genere e linguaggio: le forme femminili “forzate”, specialmente quelle che usano il suffisso –essa,  sottolineano che in quel ruolo c’è una donna, come se fosse una cosa insolita o addirittura motivo di scherno, mentre il sesso di chi fa cosa dovrebbe essere irrilevante.

In Genere grammaticale, naturale e sociale ricordavo che il genere grammaticale (una categoria morfologica) è una convenzione linguistica e non sempre coincide con il genere naturale (il sesso di una persona o di un animale) e per questo anch’io preferisco il cosiddetto maschile con valenza neutra: il giudice, il presidente. .

Sugli integralisti della grammatica

vignetta Rhymes with Orange

Vignetta: Rhymes with Orange  by Hilary Price

In un commento su un inesistente problema di congiuntivo (qui) ho rivisto la parola talebano della grammatica. Mi ha fatto pensare agli equivalenti inglesi grammar nazi e grammar police (cfr. Integralisti della lingua inglese) e a due interventi che ho letto recentemente.

Linguistic cleanliness – will we ever accept variation and change? riassume una ricerca che analizza le motivazioni di chi critica pubblicamente forme non ritenute aderenti a uno standard linguistico di riferimento. L’atteggiamento purista riguarderebbe solo apparentemente problematiche linguistiche ma sarebbe in realtà dettato da ansie e timori di natura sociale. L’opposizione all’inglese americano da parte di australiani e inglesi, ad esempio, avrebbe alla base insicurezze di tipo culturale, politico ed economico nei confronti della superpotenza americana. Ci sarebbe inoltre chi ha la percezione che un linguaggio scorretto, quindi non rispettoso delle regole, mascheri un comportamento potenzialmente disonesto e per questo vi si opponga strenuamente.

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Indicativo o congiuntivo?

Le grammatiche della lingua italiana spiegano che nelle frasi completive introdotte dal verbo dire si usa soprattutto il modo indicativo ma si può usare il congiuntivo se il soggetto è generico e indeterminato (si dice, dicono ecc.). Le frasi “dicono che apre” e “dicono che apra” sono quindi entrambe grammaticalmente corrette.

In queste due occorrenze, però, l’indicativo stride:

testo della pubblicità: Dicono che Prime apre il terzo centro alla Torre Unipol. Alcune leggende metropolitane sono accompagnate da promozioni ancora più leggendarie.

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Treni regi

Ieri in una stazione ferroviaria ho sentito annunciare l’arrivo di un treno Regio Express e la mia prima reazione è stata pensare che l’Italia è una repubblica

classifica treniL’associazione monarchica si è rafforzata quando ho scoperto che per Trenitalia il plurale di treno regio è treni regi e non treni regio, come ci si aspetterebbe da aggettivi che rimangono invariati perché derivano da forme abbreviate, come ad es. stereo, video, frigo (cfr. registrazioni stereo, banchi frigo).

Il quadro orario della stazione riporta una Classifica treni (al primo posto il bus sostitutivo!) con tre tipi di treni regionali ma solo uno abbreviato in regio. Incongruenza a parte, il nome Regio Express non chiarisce la differenza con il Regionale Veloce.

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Languaging

In inglese trovo molto efficace il termine languaging. Nell’ambito dell’industria multimediale e audiovisiva può descrivere un insieme di attività e servizi linguistici, alcuni specifici della traduzione audiovisiva, quali doppiaggio, sottotitolazione, narrazione con voce fuori campo, annotazioni visive e verbali (ad es. audiodescrizione per non vedenti o interpretazione nel linguaggio dei segni per non udenti) ecc. Può essere sinonimo di language versioning, in particolare se riguarda la creazione di versioni di uno stesso programma in lingue diverse.

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Genere grammaticale, naturale e sociale

In tedesco la rapa (die Rübe) è di genere femminile, la ragazza (das Mädchen) neutro, come faceva notare Mark Twain nel divertente saggio The Awful German Language:

In German, a young lady has no sex, while a turnip has.Think what overwrought reverence that shows for the turnip, and what callous disrespect for the girl. See how it looks in print — I translate this from a conversation in one of the best of the German Sunday-school books:
Gretchen – Wilhelm, where is the turnip?
Wilhelm – She has gone to the kitchen.
Gretchen – Where is the accomplished and beautiful English maiden?
Wilhelm – It has gone to the opera.

Ci ripensavo quando ho aggiunto un commento a Genere e linguaggio per ricordare la differenza tra genere grammaticale (una categoria morfologica) e genere naturale o reale (il sesso di una persona o di un animale).

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Genere e linguaggio

Titoli professionali e linguaggio sessista

Oggi si è tenuto un convegno su Genere e linguaggio ed è recente la notizia delle linee guida del Comune di Firenze per evitare il linguaggio sessista, in particolare per quel che riguarda i titoli professionali o le cariche istituzionali di donne (cfr. È l’ora della sindaca e dell’architetta e Siete pronti a dire sindaca?).

simboli maschile e femminileMi rendo conto di essere in controtendenza, in quanto donna, ma queste iniziative non mi convincono molto. Non è stabilendo delle regole artificiali (in alcuni casi abbastanza astruse) che verrà eliminata la discriminazione: purtroppo rimarranno mille altri modi per continuare a farla, anche parlando politicamente corretto.

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Scaricabile dal sito e sul sito

simbolo downloadAlla fine di ogni trasmissione di una nota radio c’è l’annuncio che i podcast sono scaricabili sul sito della radio. Mi suona strano perché mi aspetterei scaricabili dal sito, sottinteso sul proprio computer o dispositivo, e invece così mi viene da pensare che i podcast siano altrove e, volendo, possano essere trasferiti sul sito della radio. 

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L’inglese NON è una lingua “sintetica”

The _Economist chartThe Economist in Lost (or gained) in translation mostra una tabella che confronta la lunghezza delle traduzioni in varie lingue, misurata in caratteri, di un testo originale inglese di 1000 caratteri.

Qual è la lingua migliore per Twitter? (Il Post) riprende i dati aggiungendo però varie inesattezze linguistiche, a partire dalla frase riassuntiva:

L’Economist ha pubblicato un grafico che mostra le lingue più sintetiche del mondo: l’italiano è tra quelle che usano più caratteri, il cinese le batte tutte.

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Ambiguità con le ciabatte

Quando si imparano i primi rudimenti di linguistica computazionale e si tratta l’ambiguità sintattica (o strutturale), un esempio ricorrente è la frase che descrive qualcuno che guarda qualcun altro con il cannocchiale, rappresentabile con due diversi alberi sintattici:

alberi sintattici

(Immagine da Interpretazione del linguaggio naturale: analisi sintattica)

Al differenza dei computer*, di solito una persona non ha difficoltà a dare l’interpretazione corretta (in questo caso decidendo se il sintagma preposizionale con il cannocchiale dipende dal sintagma verbale guardano o dal sintagma nominale l’uomo) perché dal contesto ricava facilmente le informazioni semantiche e/o pragmatiche necessarie.

È una capacità su cui fa affidamento l’emittente di un messaggio, spesso non consapevole di produrre frasi con ambiguità che vengono notate solo dal ricevente. In inglese i crash blossom sono un esempio tipico di questo genere.

Mi è quindi sembrata degna di nota la reazione di uomo che, nonostante una situazione stressante, pare analizzare la struttura della frase che sta producendo e, rendendosi conto che è potenzialmente ambigua, dopo un brevissimo attimo di esitazione aggiunge un sintagma preposizionale per impedire l’interpretazione non voluta:

“noi la neve di Roma la sbadiliamo con le ciabatte… ai piedi”

* IBM Watson escluso, ovviamente!