Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “giochi di parole”

Bradsplit, Brexpitt e Bradxit

vignetta di Matt, due strilli di giornale contrapposti: ANGELINA & BRAD SPLIT – TRUMP: ‘I’LL BUILD A WALL BETWEEN THEM’ vignetta di MATT

La notizia che Angelina Jolie ha chiesto il divorzio da Brad Pitt è irrilevante, però ne sono nati alcuni giochi di parole divertenti.

Gli hashtag più riusciti sono due:
#Bradsplit (o #Bradsplitt), che gioca con split, separazione;
#Brexpitt, che non solo fa pensare a un abbandono tumultuoso, come quello del Regno Unito dall’Europa, ma contiene anche la parola ex.

(altro…)

BUKE BIKE, un nome emetico?!

BUKE BIKE

Sono passata per caso davanti a una vetrina con delle biciclette a pedalata assistita e sono rimasta colpita negativamente dal nome, BUKE BIKE.

In inglese buke non ha alcun significato, perlomeno non nel lessico comune, ma può far venire in mente una parola molto simile, puke, che vuol dire vomito / vomitare (se proprio vi interessa, per il non sempre affidabile Urban Dictionary buke è burp+puke).

(altro…)

Punti di vista bifronti

Forse avete già visto Two Views, una vignetta di Joe Heller con protagonisti Donald Trump e Hillary Clinton:

YOU SHOULD BE SCARED BUT / WE NEED TO DO SOMETHING / WE CAN’T BE OPTIMISTIC / THE FUTURE IS BRIGHT IN AMERICA / SO DON’T TRY TO CONVINCE ME THAT / IT’S NOT WHO WE ARE AS A NATION / IT’S GETTING WORSE / EVEN IF THERE’S ANGER AND HATE / CRIME, TERRORISTS, ILLEGALS / BECAUSE, WHEN YOU TAKE A CLOSER LOOK / BECAUSE HOPE IS GREATER THAN FEAR BELIEVE ME, / AND YOU’LL NEVER HEAR ME SAY / AMERICA NEEDS BRIDGES NOT WALLS

È molto ingegnosa: il testo letto dall’alto verso il basso esprime il punto di vista di Trump, dal basso verso l’alto quello opposto di Hillary Clinton.

Non so se ci sia un nome per questo particolare gioco di parole, a cui accenna genericamente Stefano Bartezzaghi in palindromi: “Ancor più raramente si sono dati giochi in cui uno scritto inverte il suo significato se viene letto dal basso verso l’alto, riga per riga”.

(altro…)

Palindromedario, con anisomorfismo

In questa vignetta di Rhymes with Orange padre e figlio osservano un “palindromedario” prima di passare all’onomatopea del serpente a sonagli (in inglese rattle imita il sonaglio).

PALNDROMEDARY – LET’S GO CHECK OUT THE RATTLESNAKE ONOMATOPOEIA PIT

La vignetta mi ha colpita non tanto per il gioco di parole ma per un altro dettaglio: il palindromedario ha due gobbe ma me ne sarei aspettata una. In italiano infatti distinguiamo sempre tra cammelli e dromedari mentre in inglese vengono chiamati entrambi camel. Esiste anche dromedary ma nel lessico comune è una parola raramente usata e la vignettista probabilmente ha fatto confusione sul numero di gobbe.

(altro…)

Per saperne di più sui giochi con le parole

graffiti milanesi

La parola si mette in gioco è uno speciale del Portale Treccani dedicato agli aspetti ludici della lingua. Include un’intervista ad Anthony Mollica, ritenuto il padre della ludolinguistica accademica, la traduzione di Pinocchio in emoji di Francesca Chiusaroli, un’intervista a Sabrina D’Alessandro, ideatrice dell’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite, e parecchi esempi di giochi di parole per attività didattiche di Simone Fornara e di Francesco Giudici.

(altro…)

Low-poo, un prodotto di m…

Notizia vista sulla home page di uno dei principali quotidiani italiani:

Low-poo naturale, se lo shampoo è fai-da-te.

Si legge che le donne non devono trasformarsi nel piccolo chimico per “realizzare un prodotto speciale fatto in casa al 100% naturale” e si viene invitati a “lanciarsi nel low poo”.

Si scopre anche che l’origine della parola sarebbe “l’unione di shampoo e low, inteso come indice di grado, basso, di agenti chimici nel prodotto”.  Piccolo particolare che non è stato preso in considerazione: in inglese poo significa cacca.  

(altro…)

“Fromage not Farage”

Ieri a Londra migliaia di persone hanno partecipato alla marcia per l’Europa per manifestare contro la Brexit.

FROMAGE NOT FARAGEUno degli slogan più divertenti era Fromage not Farage, con palese riferimento a Nigel Farage, l’europarlamentare britannico a capo* dell’UK Independence Party (UKIP) e uno dei leader della campagna anti UE.

Lo slogan privilegia la pronuncia del cognome “alla francese” usata da Farage, /ˈfærɑːʒ/. Molti dei suoi detrattori, tra cui David Cameron, preferiscono invece chiamarlo “all’inglese”, /ˈfærɪdʒ/.

(altro…)

Brexit, Bremain e la crasi dei media italiani

EU REFERENDUM VOTE: ☐ BREXIT  ☐ BREMAIN  ☐ BRUGGERD IF I KNOW Oggi nel Regno Unito si vota se rimanere o meno nell’Unione europea. Da tempo anche in Italia conosciamo il significato di Brexit, la potenziale uscita dalla Ue, e più recentemente anche di Bremain, la permanenza nell’unione.

Brexit e Bremain sono due parole macedonia, formate dalla fusione di due parole diverse che di solito hanno almeno un segmento in comune: in questo caso British+exit (a sua volta modellato su Grexit e inizialmente coesistente con Brixit, Britain+exit) e British / Britain+remain.

Si tratta di un meccanismo di formazione di neologismi comunissimo in inglese (portmanteau words) e a cui ricorre spesso anche l’italiano.

(altro…)

#SelfiEmployment per i NEET

La partecipazione a To.Ma.To. era coordinata da Invitalia, un’agenzia del Ministero dell’Economia. Ho dato un’occhiata al sito e ho notato parecchi esempi di itanglese.

logo SelfiEmploymentTra tutti mi ha colpita SELFIEmployment, un programma di finanziamenti a tasso zero “per under 29 che vogliono fare startup”. Rientra nella Garanzia Giovani, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

SELFIEmployment è un gioco di parole che unisce selfie e self-employment, in inglese il lavoro autonomo. Questo è il video di presentazione ma non sono riuscita a capire cosa c’entrino i selfie con i finanziamenti per nuove attività lavorative:

(altro…)

Un agnello, un’ape e la b muta…

lamb + beeUna battuta inglese con gioco di parole intraducibile:

A lamb and a bee walk into a bar. The lamb does all the talking. The barman says “Your friend is quiet”. The lamb tells him “The bee is silent”.

I meccanismi umoristici del comico di linguaggio quasi sempre richiedono la cooperazione del lettore e informazioni extralinguistiche condivise.

Qui bisogna avere familiarità con il tipo di barzelletta che segue lo schema “a x walks into a bar” (oppure a x and a y and… walk into a bar), molto comune in inglese, e sapere che la lettera b, omofona di bee, è muta (silent) nella parola lamb.

(altro…)

Codiamo? Ehm… con cautela in Sardegna!

Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca vista su Twitter:

Ho già espresso le mie perplessità sulla scelta del MIUR di preferire l’anglicismo coding a programmazione. Nel post avevo descritto incongruenze e imprecisioni nell’uso ed evidenziato lo svantaggio di non disporre di un verbo per descrivere l’azione corrispondente, come si ha invece con programmazione e programmare. Beh, mi sbagliavo: per il discutibile gioco di parole CODI-AMO al MIUR si sono inventati il verbo codare: io codo, tu codi, lui coda, noi codiamo…

(altro…)

#Snowzilla e #DavidSnowie

Snowzilla 2016

Gli americani sono molto creativi nel dare nomi ai fenomeni atmosferici estremi. La tempesta di neve che sta colpendo la costa orientale degli Stati Uniti in queste ore è stata chiamata ufficiosamente [Winter] Storm Jonas ma sui social media è stata subito ribattezzata in vari modi, usati poi come hashtag.

Sono riapparsi #Snowzilla, #Snowmageddon, #Snowpocalypse, #Snowtastrophe  e #Tsnownami, parole macedonia che ho già descritto in #snOMG! (con altri neologismi). Vengono usati così o con l’aggiunta di 2016, ad es. #Snowzilla2016.

Tra i nuovi nomi coniati in questi giorni risaltano #SnowNino con riferimento a El Niño, il fenomeno climatico a cui è associabile questa tempesta, #ThanksSnowbama, una variazione sul meme Thanks, Obama, espressione sarcastica usata per attribuire ad Obama ogni genere di problema, e #DavidSnowie, per ricordare David Bowie.

Lo step– della stepchild adoption

Il post Anglicismi governativi: stepchild adoption sta avendo innumerevoli visualizzazioni da ricerche sulla traduzione e il significato della locuzione che molti hanno completamente frainteso (non si spiega altrimenti l’associazione con il cosiddetto "utero in affitto").

Un altro segno dell’opacità dell’anglicismo è la grafia impropria step child (due parole) che continuo a vedere in diversi media e che mi ha dato lo spunto per un aggiornamento al post, che riporto qui.

*step child è un errore che indica scarsa conoscenza dell’inglese: viene fatta confusione tra il sostantivo step (passo, scalino, gradino, piolo….) e il prefisso step che in inglese indica un rapporto di parentela instaurato .scaletta di legno a scala a libro: “YOU ARE NOT MY REAL FATHER!” Didascalia: STEP LADDERda un nuovo matrimonio: stepmother e stepfather sono matrigna e patrigno, stepson e stepdaughter figliastro e figliastra.

Il prefisso step– è sempre unito alla parola che qualifica, altrimenti è un errore di ortografia. Fanno ovviamente eccezione i giochi di parole, come nella vignetta qui accanto, dove è sfruttata l’omofonia del prefisso e del sostantivo.

[ ladder è qualsiasi scala non in muratura e step ladder – o stepladder – è la scala a libro ]

(altro…)

sporky

La mia tolleranza per l’inglese farlocco di solito è bassa ma stavolta faccio un’eccezione.

sporky

sporky

Si tratta di sporky, salviette umide per la pulizia degli animali domestici, contenute in un dispenser a forma di testa di maiale e prodotte da un’azienda italiana. In questo caso è palese che si tratta di finto inglese e per il mercato italiano il gioco di parole è davvero simpatico.

(altro…)

Parole mostruose!

Un gioco di parole inglese che funziona perfettamente anche tradotto in italiano:

“Sono stato adottato?” “No – adattato”
Vignetta: Bizarro 

Inglese e italiano hanno in comune anche la convinzione, abbastanza diffusa, che Frankenstein sia il mostro (che non ha nome) anziché il suo creatore, ma solo in inglese Frankenstein ha influenzato anche il lessico.

(altro…)