Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “giochi di parole”

Capitan Trippa e Tontinelli: è “voldemorting”?

Welcome to Voldemorting, the Ultimate SEO Dis
[ dis è un insulto, un’offesa – da disrespect ]

Mi ha molto incuriosita il neologismo inglese voldemorting, descritto dalla linguista Gretchen McCulloch in Welcome to Voldemorting, the Ultimate SEO Dis

È stato coniato per descrivere giochi di parole, nomi distorti, metafore o locuzioni varie, spesso creativi e divertenti, usati per alludere a personaggi famigerati senza chiamarli per nome e in modo che il riferimento sia palese per chi legge ma non venga riconosciuto dai sistemi di ricerca e dagli algoritmi che determinano a cosa dare rilevanza sui social.

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Di animali strani, arche e patti matrimoniali

ark identification: Noah’s X, X of the Covenant, AardvX

Aardvark 

Il meccanismo umoristico della vignetta di Wrong Hands è la risegmentazione palesemente arbitraria nella rianalisi della parola inglese aardvark, il nome di un mammifero africano.

Aardvark deriva da una forma arcaica di afrikaans, aarde+varken, “maiale di terra”, e si pronuncia /ˈɑːdˌvɑːk/ in inglese britannico e /ˈɑrdˌvɑrk/ in americano. L’equivalente italiano orittèropo è poco conosciuto, invece in inglese l’animale gode di una certa notorietà, ma non per il suo aspetto insolito!

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tongue twister vs scioglilingua

tong twisters
Vignetta: The Argyle Sweater di Scott Hilburn

La vignetta gioca con la somiglianza tra le parole tongs /tɒŋz/, pinze, e tongue /tʌŋ/, lingua, grazie all’elemento iniziale di tongue twister, scioglilingua.

Ci ricorda anche che il concetto di “sequenza di parole molto difficili da pronunciare rapidamente” è espresso da due metafore opposte in inglese e in italiano:  “torcilingua” (tongue twister) vs scioglilingua.

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Salvini free, come trollare con l’inglese farlocco

Chi segue il blog sa già cosa intendo con inglese farlocco: brevi comunicazioni o nomi destinati a un pubblico italiano ma formati assemblando parole inglesi poco idiomatiche o addirittura errate o inesistenti però facilmente comprensibili da chi ha solo conoscenze scolastiche della lingua.

Tutti gli esempi che ho analizzato finora pubblicizzavano prodotti o eventi ma ieri ho scoperto che con l’inglese farlocco si può anche trollare. L’ha fatto un post in un gruppo di Facebook che è stato molto discusso perché invitava a condividere una (falsa) prima pagina del quotidiano britannico The Guardian in difesa della libertà di Matteo Salvini (sotto indagine per la vicenda della nave Diciotti):

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ABCD… come tautogramma!

Il tautogramma è una frase formata con parole che iniziano tutte per la stessa lettera, di solito composta con intento ludico. Un esempio riuscito è ABCD, quattro corti di Simone Rovellini.

Nota: se si visualizzano i video vengono installati cookie di terze parti.

Anna ama accudire animali

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Le gobbe e le lettere di dromedari e cammelli

Nel lessico comune inglese non si fa differenza tra dromedari e cammelli: si chiamano entrambi camel, indipendentemente dal numero delle gobbe.

Si possono però distinguere specificando dromedary (o Arabian) camel e Bactrian camel: dettagli in Palindromedario, con anisomorfismo e sintesi in questa illustrazione:

Camel identification. How many humps can you see?

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Questioni di concordanza

prima vignetta, intervistatrice a scienziato: “What do you say to accusations that your research team are ‘playing God’?”. Nella seconda vignetta ricercatori che inscenano la creazione e fanno a turno per interpretare Dio.

In questa vignetta dell’illustratore scozzese Tom Gauld si può notare una peculiarità grammaticale che caratterizza l’inglese britannico ma non quello americano.

Nomi collettivi nell’inglese britannico

Nell’inglese britannico parecchi nomi collettivi – come team, group, family, audience, government, committee, crew – possono essere usati sia come sostantivi singolari che come sostantivi plurali. Esempio: si può dire sia my family is on holiday che my family are on holiday.  

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Francesismi internazionali

Ho un debole per le strisce di Pearls Before Swine, specialmente se ci sono giochi di parole improbabili o fraintendimenti assurdi come quelli dell’ingenuo tontolone Pig:

striscia di Pearls Before Swine con confusione tra le parole Umlaut e Omelette

La striscia mi dà lo spunto per evidenziare una peculiarità di un internazionalismo presente nella maggior parte delle lingue europee, il francesismo naïf (a sua volta dal latino nativus, “ingenuo, popolare”).

Naive e naïf  

In italiano abbiamo adottato la forma canonica maschile francese, in inglese invece il femminile, naive (c’è anche naif ma è poco comune). In entrambe le lingue coesistono le forme con segno diacritico, naïf e naïve, e quelle senza, naif e naive.

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Inglese farlocco: We lunch you

Dettaglio della vetrina di un ristorante di una catena con vari locali a Milano, visto da @LuciGola:

tweet di @LuciGola: “E questo? Quale sarà stata l’intenzione comunicativa?” foto della vetrina di Panino Giusto a Milano con la scritta WE LUNCH YOU

È un esempio di inglese farlocco, brevi comunicazioni in inglese pensate da italiani per italiani, facilmente comprensibili da chi ha conoscenze solo superficiali della lingua perché “assemblate” ricorrendo a lessico di base, ma che in inglese hanno tutt’altro significato o sono errate.

We lunch you è un gioco di parole riconducibile subito a we love you. Immagino voglia comunicare “abbiamo pensato noi al vostro pranzo” con il messaggio sottinteso “con amore”. Lo conferma l’immagine che descrive l’offerta, con lo slogan all’interno di un cuore: 

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Rider? Meglio in italiano!

Il ministro del lavoro Luigi Di Maio ha dichiarato che una delle sue priorità sono i rider, chi usa la propria bicicletta o altro mezzo per fare consegne a domicilio, in particolare di pasti pronti ordinati attraverso apposite piattaforme o app dedicate.

Se ne discuterà parecchio e forse c’è anche chi si chiede se rider è un anglicismo insostituibile, utile o superfluo

RIDER BENE CHI RIDER ULTIMO – Sportello sindacale per i diritti dei fattorini della gig economy

Nella foto, il cartello dello sportello sindacale che tutela i diritti di questi lavoratori si fa notare non solo per il gioco di parole ibrido ma anche perché ci dà già una risposta.

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Tutto ha posto – Thé best

In questo periodo in giro si vedono due pubblicità che mi piacciono perché fanno risaltare alcuni meccanismi lessicali e ortografici.

IKEA, tutto ha posto

foto di un letto e un armadio con lo slogan “In camera, tutto ha posto”

Una collocazione è una combinazione o co-occorrenza di due o più parole che tendono a presentarsi insieme più spesso di quanto si potrebbe prevedere, e al cui interno i sinonimi non possono essere sostituiti liberamente. Ad esempio, diciamo lavarsi i denti ma non *spazzolarsi i denti come in inglese o *pulirsi i denti come in tedesco. Le collocazioni subiscono inoltre restrizioni di carattere sintattico e grammaticale.   

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Attenzione ai refusi! :)

testo di email ricevuto da scienziato: “There was a typo in my previous email. It should, of course, read. “Please focus completely on GENOME research”  (alle sue spalle esperimenti con nanetti da giardino, in inglese GNOME)
Vignetta: Tom Gauld

Un’altra vignetta che funziona con lo stesso meccanismo di genome / gnome:

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Coppia minima per sorridere in absentia

Molti giochi di parole sfruttano la somiglianza di suoni di due parole che può essere in praesentia se le parole vengono accostate (ad es. “traduttore traditore”) oppure in absentia* se invece la seconda parola, assente, viene evocata dal contesto. Un esempio in inglese:

Due topi davanti alla tana di un terzo topo dicono “We’d like to talk to you about cheeses”. Didascalia: “Church mice”

Coppie minime

Il meccanismo umoristico della vignetta con i topi evangelizzatori gioca in absentia con un elemento di una coppia minima, due parole di una stessa lingua che si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che è sufficiente a distinguerle conferendo loro significati diversi.

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A Londra, attenzione agli uomini verdi!!

Lynne Murphy è una linguista americana che vive in Inghilterra e ha appena pubblicato The Prodigal Tongue, sulle differenze tra inglese britannico e americano. In questo tweet ha commentato un cartello sorretto da un manichino all’esterno di Victoria Station a Londra:

Kind of like the ‘free to spend a penny’ signs in London Victoria station, this one outside the station doesn’t seem to mind that it’ll be rather meaningless to many tourists. Local charm or careless regard for Health & Safety?

Please wait for the green man

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In inglese, innumerevoli –crazie

Vignetta: Trump che twitta, Xi Jinping che indossa spilla “Ruler for life”, Putin con fiala di gas nervino, Kim Jong-un con missile, Bashar al-Assad con sfondo di bombardamenti e distruzione in Siria, Peter Dutton vestito da guardia di frontiera e sullo sfondo filo spinato e cartello “Welcome if you are white”

Nella vignetta Modern systems of government dell’illustratrice australiana Cathy Wilcox si riconoscono subito Donald Trump, Xi Jinping, Vladimir Putin, Kim Jong-un e Bashar al-Assad ma non il ministro australiano Peter Dutton, “Mr Potato Head”, responsabile di politiche sull’immigrazione molto restrittive. Con queste conoscenze enciclopediche le parole inventate per etichettarli risultano efficaci anche per il lettore italiano.

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