Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “formazione e interviste”

Giornata proGrammatica 2014

logo della giornata

Venerdì 17 ottobre 2014 Radio3 – La Lingua Batte in collaborazione con il MIUR e con il sostegno di Accademia della Crusca e Asli (Associazione per  la Storia della Lingua Italiana) organizza la seconda Giornata proGrammatica, un’ideale maratona tra la radio e le scuole d’Italia per promuovere e valorizzare la nostra lingua in tutti i suoi aspetti. Il tema scelto quest’anno è la punteggiatura.

Partecipo anch’io: sarò uno dei “testimoni di buona lingua” che incontreranno gli studenti di alcune scuole italiane e lo racconteranno a Radio3  (dettagli nella descrizione della giornata). Io andrò all’IIS Paolo Frisi di Milano e ne parlerò a Radio3 Scienza.

Su Twitter intanto sono già attivi i due hashtag #giornataproGrammatica e #adottaunsegno.

Qui nel blog, vedi anche:

Faccine orientali diversamente orientate: da segni di interpunzione a emoticon
Giornata della punteggiatura (USA): in altri paesi, convenzioni di scrittura diverse
Tradurre obscenicon? #$*%@!!: nei fumetti, un uso alternativo dei segni di interpunzione
Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag (in inglese ma forse anche in italiano)
Punteggiatura che fa sorridere in Lo sbattimento dell’amministratore e Adotta un segno
I post con tag grammatica

Intervista a Radio Città del Capo

Ho parlato con Damiana Aguiari di Radio Città del Capo della terminologia usata alla stazione Alta Velocità di Bologna: Kiss&Ride? E che vuol dire?

Nel blog: 
Quiz: KISS&RIDE
Toilet(te), una storia movimentata
Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli

L’italiano digitale a La lingua batte

logo La lingua batteNel sito di Radio3 è disponibile il podcast della puntata di La lingua batte sull’italiano digitale. Sono intervenuta anch’io sulla terminologia informatica, seguita da Mirko Tavosanis sull’italiano del web, dalle rubriche settimanali su grammatica, canzone italiana e web radio, e infine dalla parola della settimana, creativo.

Nel mio intervento ho accennato anche a
Software e antropomorfismo e Metafore nella terminologia informatica
scelte di registro e di stile nella localizzazione: Tu, voi o infinito?
scusa > paura, le insolite combinazioni del testo predittivo (T9), in inglese textonym

In Netymology, parole del mondo digitale una raccolta dei termini informatici descritti nel blog.

Si può ascoltare il mio intervento scaricando il podcast.

Di terminologia, naming e altre cose di lingua

ALCE naming blog

Alberto Cellotto, esperto di naming, scrive su alce / naming blog di nomi di marche, prodotti, aziende e altri microtesti. Ho avuto il piacere di discutere con lui del mio lavoro di terminologa, degli incroci tra linguistica e marketing, delle interferenze di altre lingue nella percezione di nomi di prodotti in inglese e altro ancora.

Alla domanda se c’è qualche naming che mi ha colpita negli ultimi tempi e perché, ho risposto con un esempio che non ha nulla a che fare con informatica o altre tecnologie:

Libelle“Continua a piacermi molto Libelle, un cracker di Barilla. È facile da ricordare, suona molto gradevole ed è familiare, come se esistesse da sempre. Le associazioni sono tutte positive, in particolare vengono richiamati l’aggettivo bello e il sostantivo libellule, insetti eleganti e leggiadri (e forse, per chi conosce solo qualche parola di tedesco, anche la parola Liebe, “amore”?). Gli aspetti fonosimbolici sono evidenti: tutte le vocali sono anteriori e così possono suggerire sottigliezza e leggerezza. Il payoff Croccanti e leggere sottolinea la levità ma la accompagna con un aggettivo corposo che aggiunge gusto e sostanza”.

Il resto dell’intervista in Di terminologia, naming e altre cose di lingua. 
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Vedi anche: post con tag marchionimi.
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Intervista in TermCoord blog

immagine dell'intestazione di TermCoord blog

Ho avuto il piacere di essere inclusa tra i terminologi intervistati per Why is Terminology your Passion?, un’iniziativa della Terminology Coordination Unit del Parlamento europeo.

Ringrazio tutto il team di TermCoord e in particolare Giulia Nardini, che mi ha intervistata e ha scelto di farmi alcune domande sulla terminologia informatica, uno dei miei argomenti preferiti. L’intervista è in inglese; qui aggiungo alcuni riferimenti in italiano:

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Radiografia delle parole

Uno studio di cui si è parlato recentemente ha usato i corpora di Google Books (Google Ngram Viewer) per analizzare le leggi statistiche che intervengono nel ciclo di vita di alcune parole.Word extinction (from Statistical Laws Governing Fluctuations in Word Use from Word Birth to Word Death – Alexander M. Petersen, Joel Tenenbaum, Shlomo Havlin & H. Eugene Stanley)

Sono state fatte analisi diacroniche che mostrano, ad esempio, che fino agli anni ‘60 in inglese il termine più frequente per descrivere le radiografie era Roentgenogram e che negli anni ‘30 si preferiva invece radiogram, mentre ora entrambe le parole sono praticamente estinte, soppiantate da X-ray

(altro…)

Seminario TermITes & CATs

termites_cats_en_smlIl 20 giugno ho partecipato al seminario TermITes and CATs organizzato dalla Terminology Coordination Unit del Parlamento europeo in Lussemburgo, una giornata che ho trovato estremamente interessante, non solo per i contenuti ma anche per il formato: presentazioni al mattino e workshop al pomeriggio. 

Andreas Eisele (Commissione europea) e Alexandros Poulis (Parlamento europeo) hanno illustrato le soluzioni di traduzione automatica che i loro team stanno sviluppando e hanno descritto l’integrazione con gli strumenti di traduzione assistita e altre applicazioni delle tecnologie di traduzione automatica. 

Jap van der Meer (TAUS) con What could we do if we had 100 billion translated words at our disposal? ha fatto una panoramica stimolante di possibili tendenze, cambiamenti e innovazioni nella traduzione e nella gestione dei dati linguistici per i prossimi cinque anni.

La mia presentazione, Multilingual terminology management – a brief overview and best practices, si inseriva nel tema della giornata evidenziando l’aspetto “umano”, essenziale per produrre dati di qualità che possano poi essere utilizzati in modo ottimale negli strumenti di automazione presenti e futuri: una gestione della terminologia efficace aiuta a produrre traduzioni più accurate, quindi a disporre di memorie di traduzione più coerenti e precise che a loro volta, usate per il training dei sistemi di traduzione automatica, possono contribuire a migliorarne l’output.

Nel mio intervento ho introdotto i benefici e alcuni principi teorici della gestione della terminologia di tipo onomasiologico, sottolineando i vantaggi dei sistemi concettuali ma anche i punti deboli. Ho quindi sintetizzato alcuni aspetti del lavoro terminologico, soffermandomi su alcuni problemi ed errori tipici con possibili suggerimenti per prevenirli, infine ho segnalato le indicazioni dello standard ISO 23185 per la valutazione delle risorse terminologiche.

Un caloroso GRAZIE al team TermCoord per l’invito, l’organizzazione perfetta e la grande cordialità.

Terminologia e traduzione specialistica

imageIl 12 e 13 maggio 2011 all’Università di Padova si svolgerà il workshop La terminologia al servizio della traduzione specialistica: dinamiche di ricerca.

Verranno analizzati i legami tra traduzione e terminologia nell’ambito delle lingue speciali, con interventi suddivisi in tre sessioni:

1 – Il termine come unità di rappresentazione
2 – Il termine come unità enunciativo-culturale
3 – Il termine come strategia comunicativa

Maggiori informazioni nel programma del workshop.

COM&TEC: comunicazione tecnica a Rimini

COM&TEC ha organizzato un evento sulle tematiche e sulle tecnologie relative alla documentazione e alla comunicazione tecnica che avrà luogo a Rimini il 22 ottobre.

La giornata prevede nove diversi workshop e un’area espositiva e si concluderà con una tavola rotonda a cui parteciperò anch’io, Nasce prima la vostra documentazione o la vostra terminologia?

Informazioni e dettagli in Una vetrina sulla comunicazione tecnica: metodi e sviluppi .

Costi e benefici del lavoro terminologico

Chi si occupa di gestione della terminologia in ambito aziendale potrà trovare interessante Cost and effectiveness of terminology work, un articolo che riassume i risultati di uno studio condotto da tekom su un campione di 940 soci distribuiti tra industria (67%), produttori di software (15%) e fornitori di servizi di traduzione o documentazione tecnica (5%).

L’articolo sottolinea una questione nota: i vantaggi dei sistemi di gestione della terminologia sono ben chiari a chi ne fa uso ma non altrettanto ovvi a chi deve finanziarli, in particolare perché è complesso quantificare il ROI (“ritorno sull’investimento”). 

In un intervento al Seminario COM&TEC La comunicazione multilingue di qualche mese fa avevo sintetizzato i principali benefici e punti deboli della gestione della terminologia nelle aziende in questi punti:

Benefici di un sistema di gestione della terminologia sulla comunicazione aziendale interna ed esterna: condivisione delle conoscenze, standardizzazione, semplificazione, riduzione delle ambiguità, migliore esperienza utente, traduzione più accurata.

Un sistema di gestione della terminologia consente di ridurre i costi di ricerca, supporto, prevenzione di problemi (anche legali), traduzione, correzione degli errori, automazione.

L’implementazione di un sistema di gestione della terminologia può essere complicato dai costi del sistema (di hardware, software, sviluppo, integrazione e manutenzione) e delle risorse umane coinvolte (personale specializzato e formazione degli utenti del sistema). È tuttora difficile quantificare la redditività del capitale investito in terminologia: la maggior parte delle analisi si basa su dati molto empirici, come il costo dei potenziali errori e interventi di supporto evitati, ecc.

Non ricordo dove e da chi ho sentito dire “Managers don’t understand terminology”, ma è una citazione che fa sempre annuire chi, in questo ambito, si deve confrontare con persone sicuramente molto competenti in ambito gestionale e finanziario ma poco avvezze ad apprezzare problematiche linguistiche e di condivisione della conoscenza…

Vedi anche: altri post con tag lavoro terminologico e/o database terminologici.

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Seminario sulla comunicazione multilingue

Il 5 marzo a Verona COM&TEC organizza il seminario La comunicazione multilingue
Parteciperò con un intervento sulla gestione della terminologia nelle aziende.

Le competenze linguistiche nella localizzazione

Una conversazione recente mi ha fatto rispolverare Le competenze linguistiche nella localizzazione, un intervento fatto al convegno Tradurre: formazione e professione organizzato dall’Università di Padova nell’aprile 2006. Era stato introdotto così:

La traduzione è l’attività più conosciuta e meglio descritta all’interno del processo di localizzazione ma non rappresenta l’unica fase del ciclo di vita di un prodotto per la quale sono richieste competenze linguistiche specializzate. In questo intervento verranno brevemente analizzate altre fasi dello sviluppo di un prodotto che possono richiedere competenze linguistiche e culturali: globalizzazione, considerazioni geopolitiche, inglese come seconda lingua, identificazione di nuova terminologia e gestione terminologica, definizione di guide di stile e materiale di riferimento, revisione e controllo di qualità, opportunità create dai sistemi di traduzione automatica e interazione con l’utente finale.

La trascrizione dell’intero intervento è disponibile qui ed è pubblicata nel volume Tradurre: formazione e professione, a cura di Maria Teresa Musacchio e Geneviève Henrot Sostero, Centro Linguistico di Ateneo, Università degli Studi di Padova, 2007.

Intervista in Punto Informatico

Ho parlato di localizzazione con Fabrizio Bartoloni per Punto Informatico.

Un benvenuto a chi è arrivato qui dall’intervista e un paio di note su questo blog: Terminologia etc. è uno spazio per condividere informazioni su terminologia, traduzione e curiosità linguistiche, in particolare nell’ambito della localizzazione del software

Per qualche altro dettaglio sugli argomenti a cui ho accennato nell’intervista:

il ciclo di vita del prodotto e la gestione della terminologia nella localizzazione;
interventi di adattamento e problemi tipici della localizzazione;
prestiti, calchi e falsi amici in informatica o ormai entrati nel lessico comune e la storia di alcuni termini molto diffusi;
alcuni esempi di attività terminologiche.

Come dicevo qui, alcuni post sono stati ripubblicati dal blog che tenevo come terminologa italiana per Microsoft.

Infine, consentitemi una precisazione da terminologa: nell’intervista ho parlato di terminologia [tecnica], però ho visto che nel testo finale molte occorrenze sono diventate gergo tecnico, locuzione che invece io non ho mai usato.

“Missione” a Bruxelles

Post pubblicato il 26 maggio 2008 in blogs.technet.com/terminologia


Venerdì ero a Bruxelles alla Commissione europea. Ero stata invitata a parlare di Terminologia informatica: strumenti e metodologie alla Direzione generale della Traduzione (DGT).

Mi fa sempre piacere poter parlare del mio lavoro, soprattutto con chi opera in campo linguistico ma in ambiti diversi dal mio: le domande sono sempre interessanti e si scoprono punti in comune.  

La mission* della DGT, ad esempio, fa specifico riferimento alla qualità linguistica della traduzione, all’importanza della ricerca terminologica, alla leggibilità e fruibilità dei testi, all’interazione con il cittadino (l’utente finale). Sono tutti aspetti che rivestono importanza fondamentale anche nella localizzazione. La DGT sottolinea inoltre l’importanza di un flusso di lavoro ben definito e l’utilizzo di strumenti e tecnologie specifici, anche in questo caso elementi essenziali del processo di localizzazione.
Un altro esempio: i
l contenuto del database terminologico interistituzionale dell’Unione Europea, IATE, è accessibile pubblicamente per aumentare la disponibilità e la standardizzazione delle informazioni. Mi piace pensare che sia un punto in comune con il Portale linguistico Microsoft.

La visita alla Commissione europea è stata per me davvero interessante e anche molto piacevole, grazie alla grande cordialità di tutte le persone che ho incontrato.

   

* A proposito di mission, forma abbreviata di mission statement, questo termine è ormai comunemente usato in italiano (la ricerca su Internet dà decine di migliaia di risultati) ed è l’ennesimo esempio di prestito dall’inglese. Bisogna ammettere che nessuna delle possibili alternative italiane è del tutto convincente: il calco missione avrebbe connotazioni burocratiche e soprattutto religiose; obiettivo sarebbe riduttivo perché limitato al raggiungimento di un risultato specifico; a me piace filosofia, nell’accezione "complesso di idee, di principi che ispirano le scelte e la linea di condotta di persone, istituzioni ecc." ma descrive solo una parte del concetto; definizione del mandato è un’ottima soluzione con riferimento a istituzioni e organizzazioni ma non è adatta ad ambiti aziendali (mandato implicherebbe un intervento esterno che in un’azienda è presumibile solo in caso di azionisti); dichiarazione di intenti e soprattutto dichiarazione programmatica sono i due termini che forse si avvicinano di più al termine inglese ma dichiarazione può richiamare il significato di "proclama" e soprattutto non è un termine evocativo, decisamente uno svantaggio quando va invece riprodotta la connotazione emozionale del termine originale. E così, ancora una volta, il termine inglese si è fatto prepotentemente strada.