Post con tag “falsi amici”
idiosyncrasy <> idiosincrasia
Oggi Wikileaks è di nuovo al centro dell’attenzione per ulteriori rivelazioni sul governo italiano. In molti riportano questo commento dell’ex ambasciatore americano Spogli:
| La combinazione tra declino economico e idiosincrasie politiche ha spinto molti leader europei a denigrare i contributi italiani, e di Berlusconi. |
Leggendolo, mi è venuta la curiosità di confrontarlo al testo originale:
| The combination of Italy’s economic decline and political idiosyncrasies have caused many European leaders to denigrate the contributions of Berlusconi and Italy. |
Come immaginavo, c’è un errore di traduzione dovuto a un falso amico:
| ▄ | in inglese idiosyncrasy descrive le caratteristiche peculiari di un individuo o di un gruppo, di solito caratterizzate da comportamenti insoliti o inaspettati e non condivise da altri [Longman Dictionary of Contemporary English e Wikipedia] |
| ▄ | in italiano idiosincrasia equivale a “incompatibilità, avversione, ripugnanza verso determinati oggetti, per lo più astratti, verso situazioni o anche persone” [Vocabolario Treccani] |
Se non si conosce la differenza, si possono trarre conclusioni sbagliate e infatti basta una ricerca veloce per trovare errori di interpretazione alquanto evidenti, come questo:
| Detta fuori dal linguaggio dei diplomatici: agli altri capi di Stato e di governo occidentali, Berlusconi sta talmente sulla balle («idiosincrasie») che non vogliono più averci niente a che fare. A noi invece è utile, quindi ci turiamo il naso. |
In realtà il commento americano non riguarda eventuali ostilità verso la persona Berlusconi ma osserva che le peculiarità della linea politica italiana creano perplessità.
…
Vedi anche: Wikileaks: cablo(grammi), telegrammi, documenti?
…
bullismo, mobbing e bullying
Un’insegnante mi diceva che il bullismo nelle scuole è sempre più diffuso. Riflettevamo sulla parola, che non deriva direttamente da bullo ma è un calco dell’inglese bullying (da cui provengono anche bullismo online / cyberbullismo).
In inglese bullying descrive vari tipi di comportamento intimidatorio, non solo tra i giovani od online ma anche in contesti lavorativi, familiari, religiosi, politici ecc. Una delle tipologie più diffuse è il workplace bullying / bullying in the workplace.
Può quindi sembrare insolito che in varie lingue europee si descrivano le vessazioni sul lavoro, soprattutto da parte dei superiori, ricorrendo a un’altra parola inglese, mobbing, ormai molto diffusa anche in italiano ma raramente usata con la stessa accezione nel linguaggio comune inglese.
Mobbing arriva direttamente da un linguaggio speciale: il termine inglese (da mob, “attaccare in massa”) è stato introdotto dall’etologo Konrad Lorenz per denominare il comportamento difensivo collettivo di alcuni uccelli contro i rapaci, in seguito è stato usato per descrivere le azioni aggressive di animali di una stessa specie contro un loro simile e infine lo psicologo Heinz Leymann l’ha applicato anche a comportamenti umani.
In ambito specialistico, alcuni considerano i termini inglesi bullying e mobbing sinonimi ma in genere si preferisce differenziarli:
| ▄ | bullying indica il comportamento aggressivo e vessatorio di un individuo, di solito un superiore verso uno più sottoposti |
| ▄ | mobbing descrive il comportamento di un gruppo di individui, anche appartenenti a diversi livelli gerarchici, che si coalizzano contro una persona (un loro pari, un sottoposto o anche un superiore); interessante l’etimologia di mob, dal latino mobile vulgus, “gentaglia instabile” |
In un contesto inglese non specialistico, per un italiano può essere utile ricordare che mobbing è un potenziale falso amico ed è preferibile usare bullying.
…
Traduzione e poesia: “falsche freunde”
Una lettura breve ma ricca di spunti: The Architecture of Translation, in cui la scrittrice e traduttrice Susan Bernofsky riflette sulla traduzione dal tedesco all’inglese di un libro di poesie molto particolare, falsche freunde · Gedichte di Uljana Wolf, una raccolta abbecedaria in cui ogni componimento include versi e frammenti in inglese e trae spunto da falsi amici o parole affini con significati completamente diversi nelle due lingue. Il libro tradotto si intitolerà False Friends: A DICHTionary of false friends, true cognates and other cousins.
Davvero interessanti gli esempi della traduttrice, che ha lavorato a stretto contatto con l’autrice, e soprattutto le considerazioni sul processo creativo e collaborativo di questo particolare tipo di traduzione.
letteraria
Germanismi in inglese e anglicismi in tedesco
Via A Walk in the Words ho scoperto GermanEnglishwords.com, un sito che raccoglie parole tedesche usate in inglese. Ci sono ovviamente i germanismi più comuni, come angst, ersatz, (-)fest, kindergarten, leitmotiv, poltergeist, realpolitik, schadenfreude, ur-, zeitgeist* ecc., tra cui vari eponimi e molti termini relativi a filosofia, storia e politica usati anche in italiano.
Si trovano anche alcune parole legate alla montagna, come ad es. alpenglow, edelweiss, schuss, yodel, tra le quali mi è piaciuta molto sitzmark, il solco lasciato dallo sciatore che cade all’indietro sulla neve (di cui sono stata capace anch’io addirittura sugli sci da fondo) e che mi ha fatto pensare alla famigerata traduzione bottom ski.
Una risorsa correlata è Invented English Words, esempi di pseudo-inglese in tedesco, ovvero falsi anglicismi come handy (il telefonino), a cui aggiungerei public viewing e altri esempi descritti in Germans think they speak better English than they do.
E visto che siamo in tema, l’abuso di parole inglesi in tedesco è noto come Denglish o Denglisch, simile al nostro itanglese. Ne ha parlato recentemente The Independent in Denglish now verboten, in seguito alla decisione del ministro dei trasporti tedesco di proibire l’uso di parole inglesi. Sull’argomento, con un lungo e divertente esempio, anche Language Log in Denglish.
Aggiornamento 1 febbraio 2011 – German language finds English voice riporta che in Germania è stato votato l’anglicismo dell’anno. Al primo posto il verbo leaken, “far trapelare (notizie)”, impostosi con la vicenda WikiLeaks; al secondo posto un altro verbo, il calco entfreunden (modellato su unfriend), e al terzo il prestito whistleblower, chi rivela pubblicamente attività illegali, in particolare di enti, aziende od organizzazioni.
Aggiornamento 14 marzo 2011 – German linguists oppose influx of English words descrive come la Verein Deutsche Sprache (associazione per la lingua tedesca) cerchi di arginare l’influsso dell’inglese con varie iniziative, tra le quali l’Anglizismen-INDEX in cui gli anglicismi vengono catalogati, classificati e aggiornati mensilmente, per un totale di circa 7300 voci. Chi parla tedesco troverà il sito sicuramente interessante, se non altro dal punto di vista “differenze culturali”!
* Esempi tratti da: Knapp, Robbin D. 2008. "GermanEnglishWords.com".
Wikileaks: cablo(grammi), telegrammi, documenti?
In tutto questo parlare di WikiLeaks, mi hanno incuriosita le scelte linguistiche dei media per rendere in italiano la parola (diplomatic) cable, che, come ormai tutti sanno, descrive i messaggi riservati scambiati tra missioni diplomatiche, ministeri e agenzie governative.
In inglese questa specifica accezione di cable era finora ristretta al gergo diplomatico* e non faceva parte del lessico standard, infatti i principali dizionari riportano solo il significato “tradizionale” e ormai obsoleto di cablogramma, un telegramma spedito soprattutto via cavo sottomarino e all’estero (cfr. Macmillan Dictionary, Chambers, Merriam-Webster). In Wikipedia invece la nuova accezione è descritta nella voce Diplomatic cable, ma è contenuto recentissimo, in continuo aggiornamento.
Qualche rapida ricerca mostra che inizialmente i media italiani hanno usato traduzioni letterali, presumibilmente prese da dizionari bilingui (dove appaiono solo le accezioni standard) e così si trova telegramma (es. qui) ma soprattutto cablogramma e la forma abbreviata cablo (plurale invariato, ma si è letto anche *cabli, es. qui), secondo me scelte abbastanza fuorvianti perché i cable non sono quasi mai messaggi brevi e stringati come invece suggerirebbero i termini italiani. Alcuni giornalisti hanno comunque avvertito la mancanza di equivalenza inglese-italiano e hanno usato la parola italiana cablo tra virgolette, con una spiegazione (es. qui).
Per me è stato ancora più interessante notare che nel giro di pochi giorni si sono visti degli “assestamenti lessicali” e ora si parla sempre meno di cablogrammi privilegiando invece descrizioni più neutre come documento diplomatico / della diplomazia e anche dispaccio. A questo proposito avevo apprezzato la scelta di Il Post che fin dall’inizio ha preferito citare il termine inglese, spiegando significato e struttura dei cable ed equiparandoli a rapporti ufficiali.
Aggiornamento 17 dicembre – Ultimamente ho notato che sono decisamente aumentate le occorrenze del prestito inglese, cable, probabilmente per sottolineare la differenza di significato rispetto all’italiano standard cablo. Aggiungo anche una definizione inglese di cable da un glossario di termini diplomatici compilato nel 2002:
| Cable, n., a message giving instructions to a mission or reporting results back to a capital. Diplomats still refer to them as cables regardless of the actual means of communication (often today via satellite or the Internet). Since 1883. A clipping of cablegram, formed in imitation of telegram to denote a message sent by transoceanic cable. |
……
| * | What is diplomatic cable? (Reflections on Diplomacy) spiega che il significato non standard di cable va fatto risalire alla metà del XIX secolo, quando i primi messaggi diplomatici venivano spediti via telegrafo. Nel gergo diplomatico cable ha continuato a descrivere le comunicazioni anche quando si è cominciato a ricorrere a tecnologie ben più avanzate, probabilmente proprio per l’importanza strategica a livello globale che avevano ancora nel secolo scorso lo sviluppo e il controllo delle infrastrutture di telecomunicazione, legate ai cavi (cable), soprattutto sottomarini. |
![]() |
…
PS Chi è arrivato qui cercando il significato di WikiLeaks può consultare i dizionari Zanichelli facendo doppio clic sulle parole wiki e leak: wiki è un termine di origine hawaiana (wiki wiki vuol dire “molto veloce”) che in ambito informatico indica principalmente un sito i cui contenuti sono creati e mantenuti in collaborazione da una comunità di utenti; il significato figurato di leak in questo contesto invece è “fuga (di notizie)” o “notizia fatta trapelare volutamente”.
…
Vedi anche: Hung Parliament: non è “appeso, altro esempio di un termine inglese la cui improvvisa visibilità aveva causato qualche problema di traduzione nei media italiani, e [aggiornamento] I suffissi degli scandali: -gate e –poli, sulla denominazione degli scandali nella stampa italiana.
…
Non solo zuppa!
Il titolo La zuppa Campbell è in crisi mi ha fatto tornare i mente gli anni in Irlanda e quanto i colleghi italiani ed io fossimo restii a usare la parola italiana zuppa per descrivere le varie potato / chicken / mushroom / vegetable soup ecc. che ci venivano propinate proposte nella mensa aziendale: preferivamo la parola inglese soup anche parlando in italiano.
I dizionari italiani definiscono la zuppa come una minestra in brodo con vari tipi di ingredienti, senza pasta, ma servita in genere con fette o pezzi di pane tostati o fritti. Deriva dal germanico suppa, “fetta di pane inzuppata” e all’etimologia è legato anche il modo di dire se non è zuppa, è pan bagnato per descrivere cose sostanzialmente equivalenti.
Non conosco la cucina americana, ma in Gran Bretagna e Irlanda le soup sono in genere creme (piuttosto dense, spesso con l’aggiunta di panna) e a volte minestre in brodo (con pezzetti di carne, verdure o altro ma non pasta) ma raramente equivalgono alle zuppe italiane, che, perlomeno a me, fanno pensare soprattutto a legumi e/o cereali e alla cucina toscana.
Spero comunque che Mara passi di qui perché è sicuramente molto più competente di me in materia! Aggiornamento 18/11: potete leggere un commento di Mara qui sotto e altri dettagli sulle possibili traduzioni in italiano di soup in creme, passati, vellutate e zuppe.
Aggiornamento febbraio 2011: prototypical soup fa una lunga analisi delle differenze tra soup inglese e americana e indica che quella inglese tende ad essere densa (crema o passato) mentre la versione americana, come aveva sottolineato Adriana nei commenti, è più brodosa e include pezzi di carne o verdura (stew per gli inglesi) ma anche pasta, riso, orzo ecc.
Vedi anche: Pasta salad e insalata di pasta, per due termini gastronomici che solo in apparenza sono equivalenti, e Alcuni riferimenti natalizi inglesi, per un menu tipico stagionale di mensa aziendale irlandese.
…
Alitalia, politici ed eleggibilità
Alitalia sembra rivolgersi a una categoria di passeggeri ben precisa: i politici. In calce all’email che conferma l’acquisto di biglietti aerei elettronici si può infatti leggere
| Alitalia si riserva il diritto di verificare la prova dell’ eleggibilità e il completo e sequenziale utilizzo dei tagliandi di volo in ogni momento del viaggio così come specificato nella regola tariffaria. |
Vuol dire che hanno diritto al viaggio solo gli aspiranti a cariche politiche o amministrative la cui candidatura è formalmente valida?
Banale ironia a parte, fa un brutto effetto notare che la compagnia di bandiera non scrive direttamente in italiano ma traduce dall’inglese, in questo caso senza rendersi conto che la parola inglese eligibility è un falso amico: non ha nulla a che fare con potenziali elezioni, come eleggibilità in italiano, ma indica invece idoneità, il possesso di requisiti necessari o il diritto a qualcosa.
E chi ha comprato biglietti di Alitalia o ha visitato il sito avrà sicuramente notato altri errori e incongruenze, ad es. l’uso degli accenti al posto degli apostrofi in parecchie parole o la terminologia non sempre coerente: peccato non aver prestato un minimo di attenzione in più alla lingua italiana in un sito che dovrebbe rappresentarci nel mondo.
…
Vedi anche: Il clima italiano visto da italia.it e Crocchette <> croquettes, per altri esempi di traduzioni poco riuscite in siti italiani “istituzionali”.
…
Il pile, un falso amico potenzialmente imbarazzante
Memorabile la scenetta in un negozio di Dublino, dove un ignaro turista italiano aveva chiesto Do you have piles? a un imbarazzato commesso che certo non si aspettava una domanda così esplicita sulle proprie eventuali emorroidi…
Ho sempre trovato strano che in italiano si usi la parola inglese pile per descrivere il tessuto sintetico e gli indumenti confezionati con tale materiale, visto che in inglese il nome è ben diverso, fleece (forma abbreviata di polar fleece, in origine un marchio registrato, Polarfleece).
In inglese la parola pile può avere vari significati; se usata in ambito tessile non ammette la forma plurale ed equivale all’italiano pelo, una caratteristica conferita da varie tecniche di tessitura a materiali come ad es. velluto, felpa, alcuni tipi di spugna, tappeti e quello che in italiano chiamiamo pile.
Il termine italiano presumibilmente deriva dall’inglese pile fabric, il cui processo di lavorazione sarebbe però diverso da quello usato per il fleece (dettagli qui). A questo punto mi piacerebbe sapere come mai in italiano è stato adottato il prestito pile anziché fleece, visto che sono entrambe parole corte, facili da pronunciare e distintive. Forse un caso un po’ particolare di determinologizzazione e metaforizzazione di gergo tessile?
…
Curiosità etimologica: la parola velluto, altro tessuto caratterizzato da un fitto pelo, ha la stessa etimologia di vello, che in inglese è il significato primario di fleece.
…
Vedi anche: altri post con il tag falsi amici, in particolare Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento).
…
Ancora segnaletica orizzontale…
Mi ha divertita AHEAD STOP in xkcd, con immancabile nota esplicativa (appare al passaggio del mouse):
Mi sono sempre domandata quanti leggano la segnaletica orizzontale scritta su più righe nell’ordine previsto e quanti, invece, comincino dall’alto come me…
Una nota linguistica: engineer è una parola spesso ostica da tradurre in italiano perché indica competenze anche molto diverse, cosicché engineer=ingegnere può essere un falso amico. A seconda dei contesti, engineer può infatti corrispondere a tecnico, macchinista, motorista, meccanico specializzato, addetto alla manutenzione, geniere, a vari tipi di perito ed esperto, e anche, ma non sempre, a ingegnere. Se si tratta di figure professionali più recenti, in italiano sembra prevale il prestito: software engineer, project engineer, quality engineer, ecc.
…
Vedi anche: altri post con il tag falsi amici.
…
Falsi amici all’ombra del sicomoro
Probabilmente anche altri lettori di un importante quotidiano italiano sono rimasti perplessi dal titolo di un articolo su una turbina eolica innovativa, costruita da un’azienda britannica:
Il testo dell’articolo spiega che Il design [della turbina] è ispirato al seme del sicomoro, che cade a terra a spirale grazie ad «ali» a V.
Basta però fare doppio clic sulla parola sicomoro nell’articolo stesso per accedere alla definizione del Dizionario Sabatini-Coletti e confermare il sospetto che si tratti di una notizia tradotta: non è stato considerato che, in italiano, il sicomoro (ficus sycomorus) è una pianta che cresce in climi caldi e i cui frutti, simili ai fichi, non sono certo provvisti di ali.
In inglese, invece, sycamore è il nome di tre diversi tipi di albero:
| 1 | in Europa indica l’acero montano (acer pseudoplatanus) |
| 2 | in America settentrionale è il platano (platanus occidentalis) |
| 3 | in Africa e Medio Oriente descrive il ficus sycomorus, in italiano sicomoro* |
Nel caso della turbina eolica progettata nel Regno Unito, il riferimento è sicuramente all’acero, il cui seme, sàmara nella terminologia scientifica, ha due ali membranacee che gli consentono di ruotare in aria. Chi ha visitato il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano ricorderà che Leonardo Da Vinci aveva preso ispirazione proprio dai semi d’acero per progettare la macchina nota come “elicottero di Leonardo”. E in inglese il nome colloquiale delle samare è helicopter seeds, in azione in questo documentario della BBC (dal minuto 3:00):
…
…
* Tra i principali dizionari italiani, solo il Vocabolario Zingarelli include “acero montano” come significato alternativo di sicomoro: probabilmente non viene più considerato un falso amico ma un calco entrato in italiano tramite ripetute traduzioni letterali? Non credo però che questa accezione, ancora poco comune, giustifichi la scelta lessicale nell’articolo citato (o nelle traduzioni di romanzi ambientati in Gran Bretagna e in Irlanda).
…
Una casa shabby al punto giusto…
Mi è capitata tra le mani una rivista di arredamento non specializzata, destinata a chi vive in case di piccole e medie dimensioni. Ha una grafica accattivante ed è molto piacevole da sfogliare, però più che i mobili ho notato l’uso massiccio di parole inglesi, ben oltre i prevedibili look, appeal, trendy, hi-tech e altri prestiti ormai comuni in italiano (specialmente in ambito aziendale).
Qualche esempio (corsivi miei):
| ▄ | in stile navy, stile British, dondolo old style |
| ▄ | rigorosamente white&blue, black&white, se sei blu-addicted [sic], total white, il tuo green party, green & chic, cucinare: blue link |
| ▄ | English Mood, scegli il tuo mood |
| ▄ | wallpaper anni ‘70, daybed |
| ▄ | pattern iper-materico, forma sixties |
| ▄ | tre modi di dire outdoor, complementi d’arredo outdoor |
| ▄ | tutto mooolto glam, coffee-table iperglam [sic] |
| ▄ | soft budget, nice design, cucina young, ambiente open, temperature hot, decoro easy |
| ▄ | apparecchi new generation, case stress-free, il divano è un comodo no-name |
| ▄ | mix & match, shopping in & out |
| ▄ | bookmaniaci, Face & cook |
I testi delle riviste italiane infarciti di parole inglesi non sono certo una novità, ho però l’impressione che la loro presenza nelle pubblicazioni destinate a un pubblico generico sia un fenomeno un po’ più recente: mi viene in mente la rivista del supermercato Esselunga, che si chiama NEWS e pullula di parole inglesi, ad es. i prodotti alimentari sono sempre rigorosamente descritti come food. Mi domando che effetto faccia sulle persone più anziane e su chi non ha molta familiarità con l’inglese…
O forse in alcuni casi si dà per scontato che il lettore tipico abbia una comprensione abbastanza ristretta dell’inglese? Una casa descritta come accogliente e shabby, ad
esempio, può sembrare una specie di ossimoro a chi ha padronanza della lingua, però può darsi che chi legge la rivista di arredamento interpreti la parola shabby unicamente come riferimento allo stile shabby chic, senza associarla ai significati negativi dell’aggettivo inglese (misero, squallido, in cattivo stato, degradato).
…
Vedi anche: Terminologia e utente tipico e itanglese.
Aggiornamento – Dal numero di febbraio 2011 della stessa rivista, solo nelle prime 15 pagine non di pubblicità si trovano craft room, crafts, soft budget, idee express, news, cult!, city-guide, progetto crafts (con la nota del direttore “non me ne vogliano i patiti dell’italiano-a-tutti i costi ma le craft room hanno già una loro storia”), angolo crafts, stile glossy, tendenza crafts, stickers, scrapbook, la cover della poltrona minimal, atmosfera cottage, idea cool, effetto hand-made, il look tricot è molto craft (?!), animal style, masking tape (suona decisamente più cool di nastro adesivo per mascheratura!), décapé forever, bordo a crochet (francesismo usato anche in inglese; probabilmente “all’uncinetto” non è abbastanza trendy?), comfort, all white, living, stylist, mood, mission possible, cozy (spiegato traducendolo come “coccoloso”)… E anche la pubblicità non scherza: in tre pagine successive si legge more with less, living and cooking, total home design.
John Doe, Mario Rossi e i loro parenti
Tra le notizie di ieri, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che dovrebbe consentire processi civili contro la Santa Sede. All’origine del caso la denuncia di una vittima che a suo tempo ha subito abusi e che ha preferito non rivelare la propria identità. Nel primo articolo italiano che ho letto ho però notato che alla vittima veniva dato un nome che probabilmente è familiare agli appassionati di telefilm polizieschi americani:
| Il cittadino dell’Oregon, John V. Doe, ha denunciato di aver subito abusi negli anni ‘60 nella scuola cattolica che frequentava. […] Il prelato […] è stato infine trasferito nell’Oregon, dove Doe lo conobbe quando era quindicenne. |
Chi guarda CSI o programmi simili si sarà sicuramente accorto che le vittime non identificate si chiamano sempre John Doe, se uomo, e Jane Doe, se donna: sono infatti i nomi fittizi (variabili metasintattiche) che nel sistema legale degli Stati Uniti vengono usati per fare riferimento a persone sconosciute, ad es. se cadavere, o nei procedimenti giudiziari quando l’identità della persona coinvolta non è nota o non può/deve essere rivelata. È appunto il caso della causa civile di cui sopra, denominata “John V. Doe v. Holy See”, un dettaglio sfuggito al Corriere della Sera ma non ad altri che hanno interpretato i riferimenti a “John V. Doe” eliminandoli e sostituendoli con “anonimo”.
Negli Stati Uniti John Doe viene anche usato come nome generico negli esempi, tipo Mario Rossi in Italia, John Smith e Joe Bloggs nel Regno Unito, Juan Pérez in Messico, Kovács János in Ungheria o Jan Kowalski in Polonia (un elenco di nomi fittizi in vari paesi qui).
Non credo invece che in ambito legale italiano esista un nome simile a John Doe ma non ho competenze in materia e potrei sbagliarmi. Qualcuno mi sa dire se vengono usate iniziali, simboli tipo pallini neri o altro?
…
Idiosincrasie per le parole
Mi ha incuriosita Moist cellar doors, un post di A Walk in the WoRds su parole inglesi che suonano più o meno gradevoli (si parla di phonoaesthetics): sembra che una combinazione ritenuta particolarmente eufonica sia cellar door, mentre una parola che suscita una vera e propria avversione è moist.
[striscia via Language Log, con link sull’argomento word aversion e vari commenti]
In italiano non mi vengono in mente parole talmente sgradevoli o cacofoniche da far parte dell’immaginario collettivo. Invece, per quel che mi riguarda, confesso di avere una vera e propria idiosincrasia per il verbo percepire: per qualche strano motivo, mi dà veramente fastidio sentirlo ma, ancora più strano, solo nell’accezione “riscuotere un compenso”.
Ci sono poi vari falsi amici che non sopporto, primi fra tutti assumere, quotare e sottomettere, ma in questo caso si tratta pet hate di tipo semantico e non “estetico”. Da un punto di vista professionale, invece, il termine inglese che finora mi è risultato più antipatico è sicuramente Over The Shoulder.
……
Vedi anche: Neologismi belli e brutti, c’è posto per tutti!, sull’estetica delle parole, e Parla come mangi 1, su alcune pronunce errate che trovo particolarmente irritanti (management, performance e stage).
Aggiornamento – Sull’argomento moist e altre parole inglesi che suscitano particolare avversione si può leggere 6 Words That Need to Be Banned from the English Language; altri esempi in Which words disturb you? e relativi commenti.
Crocchette <> croquettes
Nella versione inglese del portale italia.it c’è il link Four-legged tourists e grazie all’immagine si sa subito che non si tratta di avveniristiche informazioni per potenziali turisti extraterrestri con varie gambe.
Si va infatti al sito Travelling in Italy with your pets e anche qui le traduzioni lasciano alquanto a desiderare, basta dare un’occhiata alla lettera di benvenuto e soprattutto alla pagina Search for a facility, dove si ha davvero l’impressione che le parole siano state scelte un po’ a caso* da qualcuno che si è improvvisato traduttore.
Il dettaglio più divertente è forse croquette bowls, traduzione di ciotola crocchette. Chissà che idea si fa della dieta tipica di cani e gatti nostrani il turista inglese intento a verificare i servizi per il proprio amato animale: croquette è un termine gastronomico, le crocchette per cani e gatti sono kibble e comunque, in questo contesto, ci si aspetterebbe un più generico food bowl.
Non si dovrebbe tradurre verso una lingua diversa dalla propria; chi lo fa sa però di avere varie opzioni per verificare le proprie scelte:
| ▄ | controllare il significato del termine in un dizionario monolingue, per l’inglese ad esempio LDOCE, Macmillan, Collins, OALD, Merriam-Webster |
| ▄ | ancora più veloce, usare l’operatore define nei motori di ricerca, ad es. define:croquette |
| ▄ | fare una ricerca per immagini, assicurandosi che i risultati appaiano in siti nella lingua desiderata (ad es. croquettes in francese sono anche quelle per animali) |
| ▄ | se non si conosce la terminologia di un argomento, cercare uno o più siti specifici o simili nella lingua di arrivo, ad es. di cibo per cani (dettagli in Ricerca terminologica e verifiche con Google) |
* Un paio di altri errori da Search for a facility (poi per un po’ non parlerò più di italia.it!):
| ▄ | casa in affitto diventa tenement, che di solito descrive un edificio tipo certe case popolari, a volte anche fatiscenti; in contesto turistico sarebbe più appropriato il molto diffuso holiday apartments and villas; |
| ▄ | fast food è un falso amico perché in inglese indica solo il tipo di cibo e non l’esercizio dove viene servito (fast food restaurant) e così nel sito appare un improbabile fast foods (tra l’altro food è quasi sempre uncountable, si impara alle scuole medie, come la posizione dell’aggettivo: no comment su animals admitted!); |
| ▄ | nella stessa pagina viene usato lodging come traduzione sia di affittacamere che di pernottamento; |
| ▄ | l’elenco potrebbe continuare, aggiungo solo che dog house (pagina di benvenuto del Ministro Brambilla) vuol dire canile inteso come cuccia del cane, specialmente in inglese americano (kennel in inglese britannico) e non canile inteso come luogo dove si custodiscono cani senza padrone (kennels in UK e dog pound in America): chissà cosa pensano i turisti anglofoni quando leggono “Apparently, 5,902 abandoned dogs were taken in by monitored dog houses”. … Aggiornamento agosto 2010 – il testo di benvenuto del Ministro in inglese è stato sostituito ma anche in questo caso si tratta di una traduzione poco felice. |
Perlomeno nelle pagine tradotte non viene citato il premio "Accoglienza Bestiale", ci sarebbe potuto scappare un beastly reception! E così, pensando alla figura che ci fanno fare i responsabili di questi siti all’estero, potrebbe tornare utile l’espressione idiomatica in the doghouse…
…
Vedi anche: Il clima italiano visto da italia.it e Bambini omaggio o errori di traduzione? per altri esempi di traduzioni poco felici.
…
![Sitzmark - n. A hollow made in the snow by a skier who has fallen backward. [Partial translation of German Sitzmarke : Sitz, act of sitting; see sitz bath + Marke, mark.] – A Walk in the Words sitzmark](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2011/01/image.png)


![EDUCATION [Zits - striscia del 6 novembre 2010] EDUCATION [Zits - striscia del 6 novembre 2010]](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2010/11/education.gif)





