Post con tag “falsi amici”
Language: lingua e linguaggio
I media italiani fanno spesso confusione tra lingua e linguaggio nelle notizie su argomenti linguistici tradotte dall’inglese, dove invece viene usata la stessa parola, language.
Il linguaggio è la facoltà, tipica degli esseri umani, di apprendere un sistema di segni vocali con il quale produrre atti linguistici per esprimersi e comunicare.
La lingua è un sistema di segni vocali, un insieme di convenzioni fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali che regolano gli atti linguistici all’interno di una comunità etnica, politica o culturale. Italiano, turco, cinese ecc. sono lingue, non linguaggi, ed è questo l’errore di traduzione più comune nei media italiani.
Altri falsi amici
Altri falsi amici notati in articoli italiani con fonti in inglese:
fastidious ≠ fastidioso
riferito a una persona, pignola o schizzinosa in inglese e invece molesta in italiano;
disturbing ≠ disturbante
riferito a un filmato, con immagini inquietanti in inglese ma solo fastidiose in italiano;
perceptive ≠ percettivo
riferito a una persona, perspicace in inglese, relativo alla percezione in italiano.
In alcuni testi accademici scritti in inglese da autori italiani ho visto usare ripetutamente il verbo dispose of (ad es. we dispose of new resources) con il significato che ha disporre di in italiano, mentre in inglese vuol dire sbarazzarsi.
I falsi amici della pop art
A Milano ho visto la mostra Andy Warhol’s Stardust, alcune stampe dalla collezione Bank of America Merrill Lynch. Lungo il percorso appaiono brevi testi bilingui come questo:![La pop art è popolare, transitoria, spendibile (facilmente dimenticabile) [...] glamour, un buon affare [...] Pop Art is: For the public, Transitory, Expendable (easily forgotten), Glamorous, Big Business La pop art è popolare, transitoria, spendibile (facilmente dimenticabile) [...] glamour, un buon affare [...] Pop Art is: For the public, Transitory, Expendable (easily forgotten), Glamorous, Big Business](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2013/05/pop3.png)
Ci sono alcuni dettagli che fanno capire che il testo italiano è la traduzione di quello inglese e non viceversa.
Outing e coming out
La notizia che un noto cestista americano ha dichiarato di essere gay evidenzia la confusione che si fa in italiano tra due espressioni inglesi apparentemente simili, outing e coming out.
Outing indica l’azione di rivelare pubblicamente l’omosessualità di una persona conosciuta, senza però avere il suo consenso.
Coming out significa dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale. Deriva dall’espressione coming out of the closet (“uscire dal ripostiglio”), che a sua volta fa riferimento a un’altra metafora, skeleton in the cupboard / closet (“scheletro nell’armadio”), qualcosa che si ritiene imbarazzante o sgradevole e che si preferisce tenere nascosto.
Altoparlanti intelligenti e “ricognizione vocale”
Da Il mito di Babele rivive in Lexifone, l’app israeliana che traduce in 8 lingue:
’’La nostra macchina interagisce con l’utente ascoltando ciò che dice e traducendo per chi ascolta grazie ad altoparlanti posizionati davanti e dietro per rendere comprensibile ciò che viene detto’’ insiste Itay Sagie. Il sistema – pensato per rendere più economiche le relazioni commerciali – si basa su una “ricognizione vocale” accresciuta con un meccanismo di traduzione chiamato in inglese “computational linguistics” (prende le frasi usate da chi parla e le traduce simultaneamente in un’altra lingua).
Gli errori dei media italiani non sono certo una novità, però mi pare che qui i problemi non siano solo di traduzione ma anche di conoscenze inadeguate e di incapacità di riconoscere affermazioni che non hanno molto senso.
Anglicismo del mese: scouting
Ultimamente nella cronaca politica italiana è apparso un nuovo anglicismo, scouting. Si è diffuso in seguito a una dichiarazione di Bersani, “Farò scouting tra i grillini”.
In inglese scouting indica un’attività di esplorazione: in ambito militare è una ricognizione per raccogliere informazioni sul nemico; in ambito sportivo, dello spettacolo o aziendale è una ricerca alla scoperta di persone di talento da poter inserire nella propria squadra o in un organico (cfr. talent scout). Scouting indica quindi un’attività di indagine e analisi preparatoria a un’azione successiva.
Mi sembra che nella politica italiana scouting abbia assunto un significato diverso e non comunichi l’idea di andare in avanscoperta (neanche se avviene durante un incarico esplorativo!) ma descriva invece il tentativo di arruolare qualcuno nelle proprie fila o una specie di “campagna acquisti”, e che l’anglicismo poco trasparente sia in realtà un eufemismo dietro il quale si nasconde un altro concetto, iponimo di trasformismo: lo scilipotismo.
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Vedi anche: Anglicismo del mese: endorsement
focus <> focus
La Stampa sui primi risultati delle elezioni 2013:

La parola focus viene usata con il significato generico che ha in inglese, “cosa, persona o situazione a cui si presta particolare attenzione”, “centro dell’interesse”, “punto focale”. In alcuni ambiti tecnici e scientifici, ad es. l’ottica, la parola inglese focus corrisponde all’italiano fuoco, anche in senso figurato (cfr. bring into focus e mettere a fuoco).
Anche italiano esiste il termine focus, un allotropo, ma è usato solo in ambiti specializzati, ad es. in medicina, linguistica e informatica, con accezioni specifiche, come si può vedere nelle voci del vocabolario Treccani e dello Zingarelli 2013:
Bar, barman e barista
In il patio <> el patio <> the patio ho mostrato come nel passaggio da una lingua a un’altra una stessa parola possa subire cambiamenti di significato e designare concetti simili ma non equivalenti. I sostantivi bar, barman e barista sono un altro esempio.
In Inglese, un bar è un locale dove si servono bevande alcooliche; la parola è stata adottata in italiano alla fine dell’800 per designare un esercizio pubblico dove invece si consumano bevande di ogni genere o cibi leggeri.
In Italia un buon caffè si beve al bar, mentre nei paesi di lingua inglese si va in un café, coffee shop o coffee house, ma non in un generico bar*.
inauguration <> inaugurazione
Oggi è iniziato ufficialmente il secondo mandato di Barack Obama e, come previsto, molti media italiani hanno descritto la cerimonia incappando in un falso amico.
La presa di possesso di un ufficio o di una carica si chiama inauguration in inglese e in italiano insediamento. In italiano un’inaugurazione riguarda edifici o attività ma non persone, dettaglio che ll Sole 24 Ore, Panorama, la RAI, Repubblica e molti altri sembrano ignorare.
fiscal cuts <> tagli fiscali
Il cosiddetto fiscal cliff è di nuovo al centro delle notizie dagli Stati Uniti. Ne ho già parlato in fiscal cliff – precipizio fiscale e qui aggiungo un particolare su cui non mi ero soffermata: l’aggettivo inglese fiscal e quello italiano fiscale non sono sempre equivalenti.
In inglese fiscal significa “relativo all’attività finanziaria dello stato” e in inglese americano ha anche un significato più generico di “finanziario” o “economico”.
Anche in italiano fiscale significa “relativo al fisco, cioè all’attività finanziaria dello stato”, in particolare con riferimento alla riscossione dei tributi, e quindi nel lessico comune è quasi sempre sinonimo di tributario (in questa accezione, in inglese si preferisce usare il sostantivo tax con funzione aggettivale, cfr. ad esempio tax incentive e incentivo fiscale). Manca invece l’accezione generica dell’inglese americano.
Visionari e fine del mondo
Mi è piaciuta l’ironia del quadrato semiotico della fine del mondo (Squadrati), che ho apprezzato anche per un dettaglio linguistico: la parola visionario è usata nell’accezione standard di “che immagina e ritiene vere cose non rispondenti alla realtà” e non con il significato inglese di “lungimirante” che nei media italiani le viene sempre più spesso attribuito per colpa di traduzioni frettolose, descritte in visionary <> visionario.
(c’è anche un riferimento ai famigerati germogli di soia)
“you guys” e la concessione di Romney
Un paio di notarelle linguistiche suggerite dalle elezioni americane viste dai media italiani.
Il plurale del pronome you
Nel discorso della vittoria, Obama si è rivolto anche alle due figlie di 14 e 11 anni:
«Sasha and Malia, before our very eyes, you’re growing up to become two strong, smart, beautiful young women, just like your mom. And I am so proud of you guys.»
In La Stampa l’ultima frase è diventata sono orgoglioso dei vostri ragazzi, una traduzione improbabile se non altro per l’età delle due figlie.
Esempi di Euro-English
Qualche mese fa avevo descritto SMS come esempio di Euro-English, la varietà di inglese usata nelle istituzioni dell’Unione europea che ha alcune caratteristiche proprie, soprattutto lessicali, che non sono presenti nell’inglese standard di Gran Bretagna e Irlanda.
Nel portale sulla traduzione della Commissione europea è stato pubblicato A brief list of misused English terminology in EU publications, a cura di Jeremy Gardner dalla Corte dei conti europea, un’analisi di un centinaio di parole* che al di fuori delle istituzioni europee sono sconosciute alle persone di madrelingua inglese (ad es. planification, to precise e telematics), che hanno un significato diverso da quello dell’inglese standard (ad es. externalise) o che hanno un significato simile ma un uso diverso (ad es. homogenise).
scientist <> scienziato
La sentenza sul terremoto dell’Aquila ha avuto grande rilievo anche nei media stranieri.
Una parola ricorrente negli articoli in inglese è scientist, che ha un significato più ampio dell’italiano scienziato, come si può verificare nei dizionari monolingui. Esempi:
scienziato – studioso o promotore di una scienza o di una sua particolare disciplina, per lo più con riferimento alla posizione di particolare preminenza o prestigio acquisita [Devoto-Oli]
scientist – someone who works or is trained in science [LDOCE]
In inglese scientist descrive quindi sia chi fa parte di una comunità scientifica (scienziati, esperti, ricercatori, laboratoristi ecc.) che chi ha fatto o sta facendo studi scientifici. Le connotazioni di autorevolezza o di notorietà dell’italiano scienziato sono spesso coperte dalla collocazione prominent scientist (esempio qui).
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Vedi anche: Elenco di falsi amici.
trampolino <> trampoline
Un potenziale falso amico per traduttori improvvisati da e verso l’inglese è trampoline, che in inglese non è l’attrezzatura sportiva per prendere uno slancio o una spinta ma la disciplina sportiva del trampolino elastico e il tappeto elastico usato per praticarlo. In inglese il trampolino, anche in senso figurato, si chiama infatti springboard.
Un titolo come Un ponte-trampolino per attraversare la Senna, presumo tradotto dall’inglese trampoline bridge, mi pare fuorviante perché fa pensare a una pedana da cui prendere lo slancio per scavalcare il fiume in un unico balzo e non a una serie di reti elastiche su cui saltare (e non “saltellare”) per passare da un’estremità all’altra.
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