Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Expo 2015”

Anglicismi governativi: Food Act

slide da presentazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Food Act (o Foodact) è un “piano di azioni per la valorizzazione della cucina italiana” presentato lo scorso luglio ad Expo dal ministro delle politiche agricole. L’ho citato in Le comunicazioni istituzionali e il rischio dell’inglese farlocco tra gli esempi di anglicismi che tradiscono conoscenze linguistiche superficiali.

In alcuni paesi di lingua inglese sono in vigore dei Food Act ma si tratta sempre di legislazione su produzione, commercio e sicurezza del cibo (cfr. le norme e gli standard internazionali del Codex Alimentarius). In inglese infatti Act identifica un atto legislativo approvato dal parlamento e promulgato dal capo dello stato, quindi una legge.

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Anglicismi governativi: federal building

Ieri Matteo Renzi è intervenuto sul futuro dell’area occupata da Expo Milano 2015.

Expo come simbolo di un nuovo Umanesimo: «Non immagino questa come un’area dove trasferire pur prestigiosi immobili» ha precisato. Il progetto presentato con il Demanio è «serio e rigoroso ma non ha il respiro internazionale che Milano merita. Pensiamo che quell’area debba avere un forte valore scientifico e culturale, non solo dei federal building».  – dichiarazioni di Renzi in La Stampa, 10 novembre 2015

Come riportano i principali media, Renzi ha dichiarato che non immagina l’area dell’Expo come luogo “dove trasferire pur prestigiosi immobili” ma pensa invece che “debba avere un forte valore scientifico e culturale, non solo dei federal building”.

I media però non hanno fatto lo sforzo di spiegare cosa si intenda con federal building, una locuzione che per la maggioranza dei lettori credo sia poco familiare. La traduzione letterale palazzo federale crea perplessità perché fa pensare alla sede del parlamento svizzero a Berna, invece si tratta dell’ennesimo riferimento americano:

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Rai, Expo e i falsi amici foolish e folle

Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell’alimentazione (World Food Day), quest’anno celebrata ufficialmente all’Expo a Milano. In questa occasione diversi canali Rai mandano in onda un documentario intitolato Hungry and Foolish, la grande avventura del cibo.

Attenzione: se visualizzate il video vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

Nel sito Rai, Siate affamati, siate folli spiega perché è stato “scelto un titolo che nessuno sa pronunciare” e ovviamente viene fatto riferimento all’ormai notissima frase attribuita a Steve Jobs (ma non sua!). Non ho visto il documentario, ma dalle informazioni disponibili pare che nessuno degli autori si sia reso conto che in inglese foolish non vuol dire folle (demenziale, sconsiderato, in preda alla follia) ma sciocco, stupido, poco ragionevole.

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Osservatorio dell’itanglese

vignetta ciucciafuffa.com –  voce fuori campo: “Mi occupo di cake design, sono una food blogger, la mia One Bowl Chocolate Cake ha vinto awards internazionali…” Maialino commenta: “…FAI TORTE”

Vi propongo qualche esempio di itanglese osservato qua e là, a cominciare da un cartello della catena italiana di abbigliamento BluKids* per i possessori della BluKids Card.

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Minions: la localizzazione di Villain-Con

VILLAIN-CON, THE BIGGEST GATHERING OF CRIMINALS ANYWHERE

Sta per uscire la versione italiana del film di animazione Minions, con protagonisti gli organismi gialli unicellulari “perennemente al servizio del più spregevole dei padroni”.

Una parte della storia è ambientata a VillainCon, una convention di cattivi. Ho visto due trailer italiani e ho notato un dettaglio curioso: nelle animazioni Villain-Con rimane in inglese ma nei dialoghi è stato tradotto in due modi diversi: Villaggio Cattivi nel trailer uscito nel 2014 ed Expo Cattivi in quello di agosto 2015.

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Da vegetariano a veg

Vi ritrovate nel quadrato semiotico degli stili alimentari?

quadrato semiotico degli stili alimentari – squadrati.com

È stato ideato da Squadrati e ispirato dall’avvio di Expo 2015.

Nella descrizione del quadrato si legge “la famiglia delle diete veg comprende vegetarianismo, veganesimo, fruttarismo, crudismo, macrobiotica e dieta senza muco, una frase che mi dà lo spunto per alcune note terminologiche.

Come ripeto spesso, le parole sono delle convenzioni ( triangolo semiotico) e la stessa “etichetta” in contesti diversi può identificare concetti diversi, oppure può subire variazioni diacroniche con slittamenti o modificazioni di significato.

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Expo 2015 – The Opening

Expo 2015 - The Opening

Per festeggiare l’apertura di Expo 2015 stasera in Piazza Duomo a Milano c’è un concerto che è stato chiamato The Opening.

Verranno cantate arie di opere liriche italiane e pare che gli spettatori televisivi saranno soprattutto italiani. Peccato per il solito provincialissimo itanglese, opening*, a scapito di inaugurazione, parola italiana che ha anche un etimo di buon auspicio: attraverso il latino inauguratio e augurium risale infatti ad augur, derivato di augere “aumentare”, nel senso di “colui che accresce, che dà i presagi favorevoli”.

Speriamo bene!!! Expo 2015 è una bellissima occasione: a chi è coinvolto, un grosso in bocca al lupo e un augurio che venga gestita al meglio.

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Refuso di Expo 2015 ed errori dei media

Sicuramente avrete già visto l’errore BUT anziché BUY con successivo rappezzo sulla frase inglese di alcuni cartelloni che invitano a comprare i biglietti di Expo 2015:

BUT YOUR TICKET AT FIERAMILANO

L’aspetto per me più preoccupante non è l’errore di per sé (chi non fa errori di battitura?) ma che non se ne sia accorto nessuno (chi ha composto il cartellone, chi l’ha stampato,  chi l’ha esposto, con chissà quanti altri passaggi intermedi). È una conferma sconsolante di una sciatteria purtroppo diffusa: altri esempi in Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli.

Nei media, errori sull’errore

L’errore è diventato virale ed è stato ripreso dai media. Ho dato un’occhiata a un paio di articoli e sono stata colpita da quanto ci sia stato ricamato sopra e con che superficialità.

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Traduzioni Expo: Not only is it…

Nei giorni scorsi è stato molto condiviso un articolo del Corriere della Sera, Quegli strafalcioni (in lingua straniera) sul sito web di Expo. Non sono in grado di giudicare gli esempi francesi ma quello evidenziato per l’inglese mi ha lasciata a dir poco perplessa:

  [Sulla homepage di Expo] si legge subito «Not only is it an exhibition but also a process». Letteralmente: «Non solo è un’esibizione ma anche un processo». «Che orrore!» è la reazione della traduttrice del Corriere Maria Sepa. «Già la costruzione denota scarsa conoscenza della lingua, ma anche capire il senso di queste parole sommate tra loro è impossibile: cosa volevano dire con “process”? Forse “experience”, esperienza?

Immagino che il giornalista abbia frainteso i commenti della traduttrice: exhibition non vuol dire esibizione ma mostra o esposizione (falsi amici!), è difficile valutare l’uso di process senza il testo originale e soprattutto la costruzione inglese è assolutamente corretta.

Not only am I perfect, I’m Italian too!  (esempio usato per la forma, non per la sostanza!)Come già detto qui, in inglese le frasi che iniziano con espressioni di senso negativo (never, rarely, seldom, hardly ever, only, not only, under no circumstances, on no account ecc.) richiedono l’inversione verbo-soggetto, ad es. Not only is it healthy but also tasty o Rarely does she lose her temper.

Nel sito Expo i problemi di traduzione verso l’inglese purtroppo non mancano, ma non sono questi. Fa quindi un certo effetto la faciloneria con cui è stato trattato l’argomento, poi ripreso e propagato da molti altri. Una conferma che noi italiani ci meritiamo alcuni stereotipi che ci vengono spesso associati?
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Vedi anche: Come si pronuncia Expo?

Come si pronuncia Expo?

Logo Expo Milano 2015Ho notato che a Milano, dove vivo, si discute di Expo Milano 2015 pronunciando il nome con l’accento sulla prima sillaba e la e aperta, ÈK·spo, mentre chi mi chiede informazioni dal resto d’Italia dice ek·SPÓ, con l’accento sulla seconda sillaba a imitazione della parola originale francese, che è la pronuncia che riportano tutti i dizionari di italiano (esempio: Vocabolario Treccani).

Cosa dicono le fonti ufficiali? Non ho trovato informazioni specifiche e ho concluso che chi si occupa della comunicazione di Expo Milano 2015 abbia trascurato questo aspetto, invece importante per l’identità di un marchio. Negli spot e nei video ufficiali sono infatti usate due diverse pronunce.

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Calco ortografico: 1000+

1000+ eventi culturali – video di presentazione

più di 1000 eventi culturali – sito del Ministero dei beni cultural

1000+ CULTURAL EVENTS – sito verybello.it

La convenzione inglese del numero seguito dal segno + è sempre più diffusa anche in italiano, ma si tratta dell’ennesimo calco: sono convinta che chi l’adotta ignori che in questo caso in inglese + non rappresenta il simbolo dell’addizione ma l’aggettivo plus che equivale a or more e si pospone al numero (ad es. groups of 20 plus), mentre in italiano usiamo la locuzione più di che precede il numero, quindi non avrebbe molto senso scrivere 1000+.

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#verybello, vero italiano e inglese maccheronico

Aggiornamento gennaio 2017 – Il Ministero del beni culturali ha lasciato scadere il dominio verybello.it e i contenuti descritti in questo post (gennaio 2015) non sono più disponibili.


Credo che ormai tutti conoscano il nuovo sito voluto dal Ministero dei beni culturali:

verybello.it, nelle intenzioni del Ministero del beni culturali “la piattaforma digitale interattiva che, attraverso un linguaggio immediato e visivo, racconta l’Italia da un punto di vista inedito”

Difficile non essere d’accordo con chi ha definito verybello.it una disfatta: nell’intestazione del sito inizialmente mancavano pezzi d’Italia, per ora è disponibile solo in italiano, è lentissimo e ottimizzato solo per alcuni browser ma non per dispositivi mobili, manca l’accessibilità (obbligatoria per legge!) e ci sono vari altri problemi tecnici. Tutta meritata l’ironia che si è scatenata sui social network.

Il peggio per me però è il nome, VeryBello, un assurdo ibrido di inglese e italiano scritto con un carattere che fa pensare alla grafia di una persona di una certa età. Nessuna spiegazione su questa scelta né da parte del Ministero dei beni culturali né da chi l’ha ideato, l’agenzia romana LOLA Office for Creative Direction (che si distingue per un sito esclusivamente in inglese, non privo però di alcuni errori e costruzioni poco idiomatiche).

VeryBello | Identity  – VeryBello! is a new project that promotes 1000+ cultural events during the Expo 2015. Concept, naming, identity are all LOLA's brainchildren

Non capisco quale sia il target del nome VeryBello ma aggiungo alcune osservazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione, considerando tre tipi diversi di destinatari:

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Sport, alimentazione e cultura

bevande maratonaIn Sport and Localization: I’ll Run With That  trovate alcune osservazioni di Ultan Ó Broin sui punti di ristoro alla Firenze Marathon.

A disposizione dei maratoneti non c’erano solo i soliti sali, bevande energetiche e barrette ma anche tè zuccherato, cantuccini, frutta, Nutella, dolci e altre specialità locali. Ultan sottolinea la loro “italianità” e riflette sulla scarsità di informazioni sul ruolo della cultura nello sport (e quindi le potenziali implicazioni per la localizzazione). 

Chissà se se ne parlerà ad Expo Milano 2015, che è dedicato ad alimentazione e nutrizione: sarebbe interessante approfondire le differenze culturali che hanno a che fare con il cibo in ambiti di solito poco al centro dell’attenzione: non solo sport ma anche altri contesti, come mense, pasti di ospedale, alimentazione dei bambini ecc.

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Divieto catapulte a Expo 2015

divieto catapulteL’anno prossimo avete intenzione di andare a Milano a visitare Expo 2015? Se sì, ricordatevi di lasciare a casa la catapulta.

L’insolito divieto fa parte delle informazioni utili sui biglietti di ingresso a Expo 2015 e l’ho scoperto grazie a Carlo Gianuzzi:

All’interno del Sito Espositivo non è consentito introdurre: Pistole, armi da fuoco e altri strumenti che sparano proiettili […] fra i quali: […]  archi, balestre e frecce; lanciarpioni e fucili subacquei; fionde e catapulte

Immagino che chi ha redatto i divieti in italiano abbia preso ispirazione da qualche elenco in inglese e non abbia riconosciuto i falsi amici catapult  ≠ catapulta.

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Expo 2015: Foody & friends

Foody

Sono stati annunciati i vincitori del concorso per i nomi della mascotte di Expo 2015 e dei suoi personaggi: sono Foody (l’insieme di frutta e verdura), composto da Josephine (Banana), Rodolfo (Fico), Chicca (Melagrana), Arabella (Arancia), Gury (Cocomero o Anguria), Manghy (Mango), Piera (Pera), Pomina (Mela), Rap Brothers (Rapanelli), Max Mais (Mais Blu) e Guagliò (Aglio).

Le perplessità che avevo espresso in Mascotte Expo 2015 e nomi internazionali sono state confermate, non solo per questioni di genere ma anche perché alcuni nomi, per quanto efficaci e divertenti in italiano, come Guagliò, non rispettano i requisiti dell’internazionalità e della facilità di memorizzazione e di pronuncia previsti dal concorso.

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