Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “etimologia”

Storie di batteri…

Ha fatto notizia un errore di grammatica nel testo della seconda prova d’esame dell’indirizzo alberghiero ed enogastronomico agli esami di maturità 2017:

  «Con riferimento alle buone pratiche di produzione e igiene, il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione di un battere»

Il singolare di batteri è batterio. La forma *battere è un errore dovuto a un fenomeno di rianalisi, probabilmente attribuibile all’influsso di termini medici e scientifici in –ere quali sfintere, uretere e clistere, come spiega l’Accademia della Crusca.

batterioDall’archivio del blog: post a contenuto batterico!

freccia282 Batteri e bacilli (e cetrioli mutanti) riporta l’etimologia di due parole con la stessa associazione, il bastoncino, ma che derivano una dal greco e l’altra dal latino.

(altro…)

Open data a rischio openwashing

Ultimamente si discute molto di open data, i dati resi disponibili gratuitamente in formati aperti con una licenza che consente di riutilizzarli, modificarli e condividerli liberamente, cfr. Open data per la pubblica amministrazione.

Si sta diffondendo anche il neologismo openwashing (grafia alternativa open washing), che nel contesto open data indica l’azione di presentare come “aperti” dati che in realtà non lo sono perché incompleti, non sufficientemente dettagliati, non facilmente riutilizzabili, con particolari restrizioni d’uso ecc.

“Open-washing” – The difference between opening your data and simply making them available

(altro…)

Canapè e zanzare

foto di canapè (antipasti)

Se fa una ricerca per immagini con la parola canapè si ottengono quasi esclusivamente foto di antipasti: sono fettine di pane senza crosta, di solito di pane in cassetta, che vengono tagliate in forme diverse, spalmate con composti vari e poi guarnite.

Non tutti sanno che il canapè è anche un divanetto imbottito fornito di braccioli e spalliera e in Romagna può voler dire anche letto singolo. Ma cosa lega mobili e tartine?

Le zanzare! È una questione di etimologia:

(altro…)

Ransomware, malware e altri –ware

ransomware

Ormai anche chi non è esperto di informatica sa che ransomware è un tipo di software sviluppato con intento criminoso che infetta un computer impedendo l’accesso al sistema o ai suoi dati se non si paga un riscatto (ransom in inglese). Il micidiale WannaCry che ha colpito centinaia di migliaia di computer in tutto il mondo è l’esempio più recente.

Ransomware e malware

Nei media generalisti WannaCry viene descritto sia come ransomware che malware e anche virus ma per i lettori meno esperti forse non è del tutto chiaro che non sono sinonimi.

Malware (da malicious software) è l’iperonimo che descrive qualsiasi tipo di software o codice creato per danneggiare il computer su cui si installa, interferire con il suo funzionamento o carpire informazioni. Trojan (cavallo di Troia) e worm sono due noti tipi di malware, come anche virus, che però è diventata una parola molto generica sempre meno usata in ambiti tecnici.  

(altro…)

Indaco nell’arcobaleno? Colpa dell’inglese!

TECHNICALLY, CARROT JUICE IS “ORANGE JUICE”

L’ambiguità di orange juice nella vignetta di Moderately Confused mi ha ricordato un dettaglio da un articolo sui colori che ho letto di recente: prima che in Europa arrivassero le arance dall’Asia, in inglese (e in altre lingue europee) non c’era un nome per il colore arancio, che veniva identificato facendo riferimento al rosso e al giallo.

Ne parla Do You See What I See?, un’analisi di diversi punti di vista e nuovi contributi al dibattito su relatività linguistica e percezione dei colori. È noto che culture e lingue diverse identificano e descrivono i colori in modo diverso e tra queste ce ne sono alcune che non hanno il concetto astratto di colore e/o cromonimi (nomi per i colori) ma usano similitudini, ad es. “come il sangue” per il rosso. 

(altro…)

Mimosa, fiore simbolico

Il nome mimosa deriva dal latino mimus, “mimo, attore”, a sua volta dal greco μιμος (cfr. meme), per i movimenti con cui le foglie reagiscono quando sono toccate.

Acacia dealbata Wikicommons

In Italia associamo la mimosa (Acacia dealbata) all’8 marzo, giornata internazionale della donna, ma nel resto dell’Europa occidentale non c’è l’usanza di regalare mimose.

(altro…)

Ricettazione in cucina (ma lieve)

Mi ha fatto uno strano effetto la parola ricettazione su un’etichetta di salsa di pomodoro:

La salsa pronta di datterini è semplice e con un gusto che solo il pomodoro datterino può dare. La LIEVE RICETTAZIONE e l’utilizzo di questa varietà la rendono particolarmente aromatica e dolce senza l’aggiunta di zucchero, ideale come base per le tue ricette o semplicemente per condire la pasta.

La microcriminalità non c’entra, ovviamente, ma ignoravo che ricettazione potesse avere altri significati oltre a quello di “reato di chi acquista, riceve od occulta, per proprio o altrui profitto, denari o cose di provenienza illecita o anche di chi ne facilita l’acquisto o l’occultamento”.

[salsa con ricettazione] ottima sulla pizza e sul pizzo

(altro…)

Storie di bucce: da scorza a zest

How to zest a lemon

Avete notato che nel XXI secolo in cucina non si usa più la scorza di limone ma lo zest, come in inglese? 

È un anglicismo superfluo ma non è un vero e proprio neologismo: alcuni vocabolari, come lo Zingarelli, riportano infatti la parola zest, prestito dal francese zeste, marca d’uso regionale e databile agli anni ‘30 del secolo scorso: “(piemontese) scorza di limone o di arancia usata in cucina o, candita, in pasticceria: gli zest di Carignano”. Si trova anche italianizzato in zesta, soprattutto al plurale zeste.

È comunque curioso che per gli agrumi il lessico comune inglese sia più preciso del nostro nel descrivere la buccia, peel*. C’è infatti una parola per la parte colorata e profumata, zest, e una per quella bianca, spugnosa e amarognola, pith.

(altro…)

L’organino di Trump: accordi o accordio?

Ho trovato divertente il video di Huw Parkinson intitolato Life Accordion to Trump, a cominciare dal gioco di parole tra according to, “secondo” e accordion, “fisarmonica”:

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

Accordion è entrato in inglese dal tedesco Akkordion, da Akkord, accordo, il cui etimo è il verbo italiano accordare. Ha la stessa origine anche accordéon, francesismo usato in italiano come sinonimo meno frequente di fisarmonica.

(altro…)

Da vegan a veggan (e la rianalisi di egotarian)

Siamo all’inizio di gennaio e sui social è riapparsa la parola inglese Veganuary (vegan+January), il mese in cui si promuove o si prova la dieta vegana: dettagli in Veganuary, reducetarian e altri neologismi.

Baked Avocado and Egg by Patty Nguyen
Foto: Patty Nguyen

Da vegan a veggan

Per descrivere nuove diete e abitudini alimentari nascono in continuazione nuove parole, soprattutto in inglese. Alcune sono molto creative, come veggan, il vegano (vegan) che mangia uova (egg) e cioè che segue una dieta ovo-vegetariana.

(altro…)

Coccinella beneaugurante

Coccinella septempunctata

La parola coccinella mi è sempre piaciuta molto. Deriva dal latino coccĭnus, dal greco κόκκινος “di colore rosso scarlatto”, a sua volta da κόκκος “cocciniglia, tinta scarlatta”. 

Altri nomi della coccinella

In alcune regioni italiane le coccinelle sono note anche con altri nomi, tra cui lucie, gallinelle del Signore, madonnelle e mariole.

(altro…)

Sunday Tabloid? Pessima idea!

Sunday Tabloid

Ho scoperto solo dopo l’ultima puntata che la domenica su Rai 2 andava in onda un programma di informazione intitolato Sunday Tabloid. Si proponeva di approfondire i principali eventi della settimana facendo anche verifica dei fatti (fact checking in itanglese). 

Non ho mai visto il programma ma se davvero aveva queste finalità, il nome Sunday Tabloid non solo è incongruo ma risulta anche ridicolo.

(altro…)

USA: in arrivo una nuova cachistocrazia?

I primi passi di Donald Trump come PEOTUS non fanno ben sperare: qualche esempio in Donald Trump’s first, alarming week as president-elect.

Kakistocracy – Government by the least qualified or most unprincipled citizensPer descrivere la nuova amministrazione, in inglese sta tornando in auge una parola già usata per la presidenza di George W. Bush, kakistocracy.

La cachistocrazia (o kakistocrazia) è il governo dei peggiori. È una parola che risale all’inizio del XIX secolo e deriva dal greco kákistos “peggiore”, superlativo di kakós “cattivo”, e –crazia, sul modello di aristocrazia. Fonte: Vocabolario Zingarelli.


Aggiornamento luglio 2017 – A sei mesi dall’insediamento di Trump è lampante la totale inesperienza e incapacità operativa della sua amministrazione. Per descriverla in inglese si ricorre alla parola neocracy (“neocrazia”), il governo di chi è nuovo o inesperto.


Vedi anche: USA: governo e (pubblica) amministrazione (calchi e falsi amici).

(Shy) Trump: nomen omen e PEOTUS

Surprise!Vignetta: Patrick Chappatte

Se avete letto Parole di Trump, potenziale presidente USA sapete già che trump ha la stessa etimologia di trionfo. Indovinate qual è quella di Donald?

(altro…)

Parole di Trump, potenziale presidente USA

Oggi 8 novembre si vota per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Mi auguro che non sia Donald Trump e che questa sia l’ultima occasione per parlarne.

Trump: THE ELECTION IS RIGGED… UNLESS I WIN – vignetta di Bruce Plante
Vignetta: Bruce Plante 

Rigging: fantasma brogli

Una delle parole più usate da Trump nelle ultime settimane è rigged. Riferito a elezioni insinua che siano truccate. Il verbo rig, “manomettere, manipolare”, di etimologia oscura, implica sempre intenti fraudolenti. È omonimo del verbo rig “attrezzare, equipaggiare” (e altre accezioni più specifiche), di origine scandinava, che invece non ha particolari connotazioni. 

Il significato di trump

Anche la parola trump è polisemica. Nei giochi a carte il sostantivo trump è la briscola. In senso figurato l’espressione trump card equivale ad “asso nella manica e il verbo trump a “superare, avere la meglio” (cfr. #LoveTrumpsHate, hashtag della campagna democratica). In queste accezioni trump è un allotropo di triumph (trionfo) e quindi è di origine latina.

(altro…)