Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “etimologia”

Chi dice “mall” si merita una martellata!

Esempi di titoli: 1 Food court e palestra a Roma apre Aura il mall che riqualifica; 2 “No shopping day”, i sindacati di base bloccano il mall di Carugate; 3 Oriocenter, il più grande shopping mall italiano; 4 Parma Urban District: i primi marchi previsti nel mall; 5 Apre a Roma Rinascente Tritone, il mall con il museo dentro

Da qualche tempo i media hanno il vezzo di usare la parola americana mall come sinonimo di centro commerciale, un anglicismo superfluo poco trasparente che sempre più spesso viene usato anche come nome proprio.

In giro per l’Italia ormai ci sono parecchi The Mall, nome altisonante che a me fa sempre pensare “Tu Vuo’ Fa’ l’Americano! Anche per questo mi ha divertita scoprire che mall è una parola di origine italiana e che ha una storia insolita.

La racconta il vocabolario americano Merriam-Webster in ‘Mall’: It’s Not Just for Shopping:

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Parole invernali: brumation, da bruma

Tweet di Robert Macfarlane – Word of the day: “brumation” - the condition of torpor & sluggishness brought on by winter. Coined in 1965 by the American zoologist Wilbur W. Mayhew to refer to the cold-weather dormancy of reptiles. (By extension, therefore, the indolence induced by Christmas)

Non conoscevo la parola inglese brumation, nata nel 1965 come termine zoologico per descrivere lo stato di torpore invernale di alcuni rettili, caratterizzato da attività fisiologica ridotta con temperatura e valori metabolici abbassati. In italiano si riscontrano occorrenze del calco brumazione.

In senso esteso brumation può essere usata anche in rifermento a persone: descrive l’indolenza che si prova in alcune giornate invernali e in particolare nel periodo natalizio.

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Ditto!

foto di casa americana completamente illuminata da decorazioni natalizie. Sulla casa accanto una freccia che indica la casa natalizia e la scritta luminosa DITTO. Didascalia della foto: Laziness level: expert.

La parola inglese ditto è usata informalmente per indicare che vale anche per sé o si è d’accordo con quanto è appena stato detto da un’altra persona, come idem in italiano (cfr. esempi d’uso).

Il riferimento è all’uso di ditto in elenchi dove ha il significato di “come sopra” e di solito è rappresentato dal segno (ditto mark) che indica la ripetizione di una sequenza in una lista o in una tabella.  

Il dettaglio curioso della parola ditto è che entrata in inglese dall’inizio del XVII secolo non dall’italiano detto ma da una forma dialettale toscana usata con il significato di “il mese suddetto” (cfr. latino dictus).

Luminaria con errore

Qualche giorno fa a Bologna è stata inaugurata un’installazione luminosa che fa omaggio a Lucio Dalla riproponendo le parole della sua canzone L’anno che verrà.

Caro amico ti scrivo

Ha però fatto discutere l’errore di ortografia * – poi corretto in po’ – come raccontano Bologna, le luminarie omaggiano Lucio Dalla (con refuso) e altri articoli.

In tutte le notizie appare una parola che mi è sempre piaciuta molto, luminaria, e che mi fa sorridere perché mi ricorda un’interpretazione fantasiosa del suo significato come “lumi in aria”, un esempio di rianalisi.

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La radice comune di io, I, je, ich, yo

schema dell’evoluzione del pronome di prima persona singolare nelle lingue europee

Questo grafico di Jakub Marian mostra l’evoluzione da un’origine comune protoindoeuropea del pronome soggetto di prima persona singolare nelle lingue europee.

Dettagli in Evolution of the pronoun “I” in Indo-European languages.

Mostaccioli, un mondo da gustare

Vecchia striscia di Pearls Before Swine con protagonisti Pig e Timmy il formichiere (anteater):

Pig: “Anteater? So, what do those little guys taste like” –Timmy: “What do what little guys taste like?” – Pig: “Ants” – Timmy: “How the hell would I kno? I eat mostaccioli”

Anziché formiche, cosa mangia Timmy? Non quello che potrebbe pensare un italiano che non è mai stato in America! 

Mostaccioli italiani

In un contesto italiano i mostaccioli sono dolci. Scendendo nel dettaglio non ci troveremmo però tutti d’accordo nel descriverli. Il nome mostacciolo indica infatti preparazioni differenti a seconda delle aree geografiche e quindi può essere considerato un esempio di geoomonimia: stessa parola*, referenti diversi in luoghi diversi.

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Di animali strani, arche e patti matrimoniali

ark identification: Noah’s X, X of the Covenant, AardvX

Aardvark 

Il meccanismo umoristico della vignetta di Wrong Hands è la risegmentazione palesemente arbitraria nella rianalisi della parola inglese aardvark, il nome di un mammifero africano.

Aardvark deriva da una forma arcaica di afrikaans, aarde+varken, “maiale di terra”, e si pronuncia /ˈɑːdˌvɑːk/ in inglese britannico e /ˈɑrdˌvɑrk/ in americano. L’equivalente italiano orittèropo è poco conosciuto, invece in inglese l’animale gode di una certa notorietà, ma non per il suo aspetto insolito!

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Cosa accomuna rubinetti e pettirossi?

rubinetto a testa di ariete

La parola rubinetto risale alla fine del XVI secolo e ha un’origine curiosa: deriva dal francese robinet, diminutivo del nome proprio Robin (da Robert) che si dava popolarmente ai montoni (arieti). In Francia infatti la chiavetta dei rubinetti aveva spesso un ornamento a forma di testa di ariete.

Anche in tedesco c’è un uso figurato simile ma riguarda tutt’altro animale: Hahn, che significa sia gallo che rubinetto.

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Anglicismi a caso: escalation di zanzare

I giornalisti italiani hanno il terrore delle ripetizioni e per evitarle a volte ricorrono a sinonimi poco convincenti, come in questo esempio dalla sezione Salute di un noto quotidiano:

Insetti che uccidono: assistiamo a un’escalation? Almeno per quanto riguarda la zanzara comune, sembra di sì. Il forte aumento di casi di febbre del Nilo rispetto agli anni scorsi potrebbe essere legato a fattori climatici che avrebbero favorito l’amplificazione delle popolazioni di zanzare.

Subdoli sinonimi

Si ha l’impressione che per evitare di ripetere la parola aumento (o di usare crescita o incremento) chi ha scritto il testo sia ricorso a un dizionario dei sinonimi, senza però considerare che la sinonimia assoluta non esiste e che le alternative vanno scelte con criterio.

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Il bastone e la carota, una storia recente

uomo rincorso da un altro uomo che lo colpisce con un bastone al quale è legata una carota. L’uomo colpito cerca di difendersi e dice: Hey! I’m getting mixed signals!

Usare il bastone e la carota è una metafora che riconosciamo subito. Indica l’alternanza di metodi di persuasione: maniere forti, con minacce e punizioni, e maniere dolci, con lusinghe e premi. Una politica del bastone e della carota, ad esempio, coniuga imposizioni e ricerca del consenso.

Meno nota è l’origine dell’espressione. Non è un modo di dire contadino sul comportamento da tenere con gli animali da soma ma un calco dall’inglese, relativamente recente.

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Francesismi internazionali

Ho un debole per le strisce di Pearls Before Swine, specialmente se ci sono giochi di parole improbabili o fraintendimenti assurdi come quelli dell’ingenuo tontolone Pig:

striscia di Pearls Before Swine con confusione tra le parole Umlaut e Omelette

La striscia mi dà lo spunto per evidenziare una peculiarità di un internazionalismo presente nella maggior parte delle lingue europee, il francesismo naïf (a sua volta dal latino nativus, “ingenuo, popolare”).

Naive e naïf  

In italiano abbiamo adottato la forma canonica maschile francese, in inglese invece il femminile, naive (c’è anche naif ma è poco comune). In entrambe le lingue coesistono le forme con segno diacritico, naïf e naïve, e quelle senza, naif e naive.

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Hooyah!!! E se lo dicono i Navy SEAL…

Hooyah! Mission accomplished (esempi di uso e vignette)

Chi ha seguito il salvataggio dei ragazzini intrappolati nella grotta thailandese avrà sicuramente visto più volte l’esclamazione hooyah!

Inizialmente è stata usata per sottolineato l’evoluzione positiva dell’operazione negli aggiornamenti dei Thai Navy SEAL, le forze speciali della marina thailandese, ed è stata subito adottata anche dai media e nei social: esempi in ‘Hooyah!’: how the Thai rescuers’ catchcry became a global phenomenon.

Origine di hooyah

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Abboccare, abbracciare, additare…

A proposito di serendipità: uno dei miei testi di riferimento preferiti è l’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, ho l’edizione in un unico volume e quando lo consulto a volte mi diverto ad aprire pagine a caso per imparare qualcosa che non sapevo.

parti del corpo

Dalla voce lingue romanze e italiano di Raffaele Simone, ad esempio, ho scoperto che l’italiano è la lingua romanza in cui sono più numerosi i verbi che hanno per base il nome di una parte del corpo. Alcuni esempi:

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Serendipità

Vignetta intitolata THE GREAT ESCAPE, con uomo che abbandona un’auto e corre in una foresta che al suo ingresso ha il cartello SERENDIPITY AHEAD. PROCEED WITHOUT CAUTION
La grande fuga. Serendipità in vista, procedere senza cautelaNon Sequitur

Una delle mie parole inglesi preferite è serendipity, in italiano serendipità: la scoperta di una cosa non cercata e imprevista mentre se ne cerca un’altra. In inglese può indicare anche la sorte di riuscire sempre trovare qualcosa di bello per caso oppure l’evolversi positivo ma casuale di una situazione.

In ambito scientifico la serendipità è la capacità di individuare e valutare correttamente dati o risultati imprevisti rispetto ai presupposti teorici di partenza. Vengono considerati esempi di serendipità le scoperte accidentali della penicillina, del Viagra e della colla dei Post-It, l’idea del forno a microonde e molte altre.

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Impicci e impacci dell’impeachment

Alcuni titoli pubblicati dopo che il presidente incaricato Conte ha rimesso a Mattarella il mandato di formare un nuovo governo:

 Di Maio: impeachment di  Mattarella per evitare reazione popolazione – Di Maio e Di Battista annunciano la richiesta di impeachment nei confronti di Mattarella – Berlusconi (e Lega) si smarcano dall’impeachment a Mattarella: M5S irresponsabile.

In questi e altri titoli appare l’anglicismo impeachment. Anche a due telegiornali ieri sera ho sentito dire più volte “impicc(i)ment”, senza però che ne venisse spiegato il significato. Sarà davvero una parola riconosciuta da tutti gli ascoltatori?

Trovo assurdo che media e politici parlino di impeachment per un concetto che in italiano ha già un proprio nome: è la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, prevista dall’articolo 90 della Costituzione solo in due casi, alto tradimento o attentato alla Costituzione:

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