Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “etimologia”

“difendere a spatatrac”

Sui social è diventato virale lo strafalcione nel commento di un’antivaccinista a un noto immunologo:

Da un commento a Roberto Burioni: “non per colpa della camera agas, ma acausa di una delle vaccinazioni che lei DIFENDE A SPATATRAC basandosi su quello che le hanno messo in testa i libri e le false statistiche sui vaccini. Vada al diavolo cialtrone bifolco ignorante.”

Da un punto di vista linguistico, come si può descrivere l’errore difendere a spatatrac per difendere a spada tratta?  

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Cliché dei media italiani: the Donald, tycoon

Inevitabile sentire parlare di Donald Trump: ogni giorno c’è qualche notizia che lo riguarda anche nei media italiani. Avete notato anche voi due cliché ricorrenti, The Donald e tycoon?

Paperino (Donald Duk) seduto al bancone di un bar: “I remember when I was the Donald!”
vignetta vintage (1993): Lee Lorenz per The New Yorker via boredpanda

The Donald

In un contesto italiano mi pare sia spesso fuori luogo l’uso del nomignolo The Donald perché privo delle associazioni e dei rimandi che invece ha in inglese. Eppure è diffusissimo: se fate una ricerca nel Corriere della Sera otterrete migliaia di risultati.

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I diversi sapori della marmellata

Paddington Bear

Marmellata nel lessico comune

La parola marmellata è entrata in italiano nel XVI secolo dal portoghese marmelada, da marmelo, la mela cotogna (attraverso il latino, dal greco méli “miele” e mêlon “mela”).

Capita che nel passaggio da una lingua all’altra o con il tempo il significato di una parola diventi più specifico o, come in questo caso, più ampio: nel nostro lessico comune la marmellata è qualsiasi conserva di frutta e zucchero (e abbiamo una parola specifica, cotognata, per quella solida di mele cotogne).

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Rianalisi: da percoca a *percocca

Un errore che mi è capitato di vedere spesso in questo periodo di frutta estiva è *percocche anziché percoche.

percocche sciroppate biologiche

treccia con confettura di percocche e cannella

riso con gamberi di San Remo, funghi porcini e pesche percocche percocche

È un errore interessante perché mostra un fenomeno di  rianalisi, una “reinterpretazione” guidata da fattori analogici non giustificati e da un’etimologia fantasiosa.

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Neologismi: Xennial

Titoli di media: “Chi sono gli xennial e come capire se lo siete anche voi”, “Xennial, la generazione nata tra il 1977 e il 1983 è la migliore”, “Xennials, the generation between Generation X and Millennials”

Una delle parole dell’estate 2017 è Xennial, perlomeno a giudicare da quanti ne stanno discutendo in inglese e quindi,  di riflesso, anche in italiano.

Il neologismo Xennial indica chi è nato tra il 1977 e il 1983 ed è caratterizzato da un’infanzia analogica e una vita adulta digitale (senza Internet da bambini, sempre online da grandi!). Il nome è una parola macedonia formata da X Generation e Millennial, le due generazioni tra cui si collocano gli Xennial.

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Storie di batteri…

Ha fatto notizia un errore di grammatica nel testo della seconda prova d’esame dell’indirizzo alberghiero ed enogastronomico agli esami di maturità 2017:

  «Con riferimento alle buone pratiche di produzione e igiene, il candidato spieghi un comportamento non corretto che può causare la contaminazione batterica di un alimento e un altro comportamento che può favorire la riproduzione di un battere»

Il singolare di batteri è batterio. La forma *battere è un errore dovuto a un fenomeno di rianalisi, probabilmente attribuibile all’influsso di termini medici e scientifici in –ere quali sfintere, uretere e clistere, come spiega l’Accademia della Crusca.

batterioDall’archivio del blog: post a contenuto batterico!

freccia282 Batteri e bacilli (e cetrioli mutanti) riporta l’etimologia di due parole con la stessa associazione, il bastoncino, ma che derivano una dal greco e l’altra dal latino.

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Open data a rischio openwashing

Ultimamente si discute molto di open data, i dati resi disponibili gratuitamente in formati aperti con una licenza che consente di riutilizzarli, modificarli e condividerli liberamente, cfr. Open data per la pubblica amministrazione.

Si sta diffondendo anche il neologismo openwashing (grafia alternativa open washing), che nel contesto open data indica l’azione di presentare come “aperti” dati che in realtà non lo sono perché incompleti, non sufficientemente dettagliati, non facilmente riutilizzabili, con particolari restrizioni d’uso ecc.

“Open-washing” – The difference between opening your data and simply making them available

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Canapè e zanzare

foto di canapè (antipasti)

Se fa una ricerca per immagini con la parola canapè si ottengono quasi esclusivamente foto di antipasti: sono fettine di pane senza crosta, di solito di pane in cassetta, che vengono tagliate in forme diverse, spalmate con composti vari e poi guarnite.

Non tutti sanno che il canapè è anche un divanetto imbottito fornito di braccioli e spalliera e in Romagna può voler dire anche letto singolo. Ma cosa lega mobili e tartine?

Le zanzare! È una questione di etimologia:

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Ransomware, malware e altri –ware

ransomware

Ormai anche chi non è esperto di informatica sa che ransomware è un tipo di software sviluppato con intento criminoso che infetta un computer impedendo l’accesso al sistema o ai suoi dati se non si paga un riscatto (ransom in inglese). Il micidiale WannaCry che ha colpito centinaia di migliaia di computer in tutto il mondo è l’esempio più recente.

Ransomware e malware

Nei media generalisti WannaCry viene descritto sia come ransomware che malware e anche virus ma per i lettori meno esperti forse non è del tutto chiaro che non sono sinonimi.

Malware (da malicious software) è l’iperonimo che descrive qualsiasi tipo di software o codice creato per danneggiare il computer su cui si installa, interferire con il suo funzionamento o carpire informazioni. Trojan (cavallo di Troia) e worm sono due noti tipi di malware, come anche virus, che però è diventata una parola molto generica sempre meno usata in ambiti tecnici.  

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Indaco nell’arcobaleno? Colpa dell’inglese!

TECHNICALLY, CARROT JUICE IS “ORANGE JUICE”

L’ambiguità di orange juice nella vignetta di Moderately Confused mi ha ricordato un dettaglio da un articolo sui colori che ho letto di recente: prima che in Europa arrivassero le arance dall’Asia, in inglese (e in altre lingue europee) non c’era un nome per il colore arancio, che veniva identificato facendo riferimento al rosso e al giallo.

Ne parla Do You See What I See?, un’analisi di diversi punti di vista e nuovi contributi al dibattito su relatività linguistica e percezione dei colori. È noto che culture e lingue diverse identificano e descrivono i colori in modo diverso e tra queste ce ne sono alcune che non hanno il concetto astratto di colore e/o cromonimi (nomi per i colori) ma usano similitudini, ad es. “come il sangue” per il rosso. 

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Mimosa, fiore simbolico

Il nome mimosa deriva dal latino mimus, “mimo, attore”, a sua volta dal greco μιμος (cfr. meme), per i movimenti con cui le foglie reagiscono quando sono toccate.

Acacia dealbata Wikicommons

In Italia associamo la mimosa (Acacia dealbata) all’8 marzo, giornata internazionale della donna, ma nel resto dell’Europa occidentale non c’è l’usanza di regalare mimose.

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Ricettazione in cucina (ma lieve)

Mi ha fatto uno strano effetto la parola ricettazione su un’etichetta di salsa di pomodoro:

La salsa pronta di datterini è semplice e con un gusto che solo il pomodoro datterino può dare. La LIEVE RICETTAZIONE e l’utilizzo di questa varietà la rendono particolarmente aromatica e dolce senza l’aggiunta di zucchero, ideale come base per le tue ricette o semplicemente per condire la pasta.

La microcriminalità non c’entra, ovviamente, ma ignoravo che ricettazione potesse avere altri significati oltre a quello di “reato di chi acquista, riceve od occulta, per proprio o altrui profitto, denari o cose di provenienza illecita o anche di chi ne facilita l’acquisto o l’occultamento”.

[salsa con ricettazione] ottima sulla pizza e sul pizzo

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Storie di bucce: da scorza a zest

How to zest a lemon

Avete notato che nel XXI secolo in cucina non si usa più la scorza di limone ma lo zest, come in inglese? 

È un anglicismo superfluo ma non è un vero e proprio neologismo: alcuni vocabolari, come lo Zingarelli, riportano infatti la parola zest, prestito dal francese zeste, marca d’uso regionale e databile agli anni ‘30 del secolo scorso: “(piemontese) scorza di limone o di arancia usata in cucina o, candita, in pasticceria: gli zest di Carignano”. Si trova anche italianizzato in zesta, soprattutto al plurale zeste.

È comunque curioso che per gli agrumi il lessico comune inglese sia più preciso del nostro nel descrivere la buccia, peel*. C’è infatti una parola per la parte colorata e profumata, zest, e una per quella bianca, spugnosa e amarognola, pith.

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L’organino di Trump: accordi o accordio?

Ho trovato divertente il video di Huw Parkinson intitolato Life Accordion to Trump, a cominciare dal gioco di parole tra according to, “secondo” e accordion, “fisarmonica”:

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Accordion è entrato in inglese dal tedesco Akkordion, da Akkord, accordo, il cui etimo è il verbo italiano accordare. Ha la stessa origine anche accordéon, francesismo usato in italiano come sinonimo meno frequente di fisarmonica.

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Da vegan a veggan (e la rianalisi di egotarian)

Siamo all’inizio di gennaio e sui social è riapparsa la parola inglese Veganuary (vegan+January), il mese in cui si promuove o si prova la dieta vegana: dettagli in Veganuary, reducetarian e altri neologismi.

Baked Avocado and Egg by Patty Nguyen
Foto: Patty Nguyen

Da vegan a veggan

Per descrivere nuove diete e abitudini alimentari nascono in continuazione nuove parole, soprattutto in inglese. Alcune sono molto creative, come veggan, il vegano (vegan) che mangia uova (egg) e cioè che segue una dieta ovo-vegetariana.

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