Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “espressioni idiomatiche”

Se mia nonna avesse le ruote…

Guardate la reazione di un cuoco italiano in un programma di una televisione britannica quando la presentatrice del programma assaggia la sua pasta al forno con mozzarella e piselli (macaroni cheese) e dice che se ci fosse il prosciutto cotto sarebbe molto simile a una British carbonara:

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Feeling blue

vignetta con puffo sul lettino dell psicanalista (che è Gargamella) che dice “I’m feeling blue”
Vignetta: Fabio Magnasciutti

L’espressione inglese I’m feeling blue è nota: la usa chi si sente depresso, triste o giù di corda ma spesso senza sapere dare una ragione precisa per il proprio stato d‘animo.

È un modo di dire nato negli Stati Uniti nel XIX secolo di cui però non si conosce con esattezza l’origine. Circolano etimologie fantasiose ma uno dei pochi dati certi è che già nel XIV secolo la parola blue era associata a tristezza o melancolia, si suppone per via del colorito bluastro delle persone con il sangue poco ossigenato per problemi cardiaci oppure sofferenti per il freddo. 

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Fischi e fischietti: wolf whistle vs dog whistle

Trump dog whistle

Questa vignetta americana è di un anno fa ma è tuttora attuale: in inglese l’espressione dog whistle è stata usata spesso in questi giorni a proposito delle parole di Donald Trump sulle manifestazioni violente di estrema destra a Charlottesville di sabato 12 agosto in cui è morta una donna.

Dog whistle è il fischietto di richiamo a ultrasuoni che solo i cani possono udire. In senso figurato in politica è quindi un messaggio “in codice” rivolto a chi ha orecchie per intendere, come i propri seguaci.

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Cliché dei media italiani: the Donald, tycoon

Inevitabile sentire parlare di Donald Trump: ogni giorno c’è qualche notizia che lo riguarda anche nei media italiani. Avete notato anche voi due cliché ricorrenti, The Donald e tycoon?

Paperino (Donald Duk) seduto al bancone di un bar: “I remember when I was the Donald!”
vignetta vintage (1993): Lee Lorenz per The New Yorker via boredpanda

The Donald

In un contesto italiano mi pare sia spesso fuori luogo l’uso del nomignolo The Donald perché privo delle associazioni e dei rimandi che invece ha in inglese. Eppure è diffusissimo: se fate una ricerca nel Corriere della Sera otterrete migliaia di risultati.

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Chi parla dal bully pulpit?

Nei giorni scorsi hanno suscitato molto scalpore alcuni tweet offensivi di Donald Trump contro la giornalista Mika Brzezinski. Ne ha discusso anche Trump, gli insulti sessisti e il pulpito della presidenza. Le parole sono importanti, da dove è tratta questa osservazione:

Trump insulta una donna dal «bully pulpit» della presidenza. Ora, che effetto può avere sul discorso pubblico un presidente che dice frasi simili? Non diventa forse più accettabile ripeterle, non ci saranno più persone là fuori che riterranno appropriato usare quel linguaggio o ostentare simile disprezzo?

Se non conoscevate già la locuzione bully pulpit, come l’avete interpretata?

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Il parlamento UK in stallo ma non “appeso”

vignetta con i principali leader politici britannici appesi a un filo del bucato

Nel Regno Unito le elezioni dell’8 giugno 2017 non hanno dato la maggioranza sperata a Theresa May e il paese si ritrova con un hung parliament, lo scenario in cui nessun partito ottiene la maggioranza assoluta per poter governare da solo.

È corretto descrivere questa situazione come “parlamento appeso”, come fanno molti commentatori italiani? No.

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Parentele figurate

sono il padre di tutti i bombi 

Che parola mettereste al posto dei puntini in questa frase?

La madre di tutte le… 

La vignetta e l’attualità vi hanno fatto pensare a bombe, oppure avete completato con battaglie, domande, riforme, tangenti o altro ancora, o invece non vi è venuto in mente nulla? Lo trovate un modo di dire familiare o insolito?

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Vignette di Pasqua americana

Protagonista di molte vignette in inglese pubblicate in questi giorni è Easter Bunny, il Coniglio di Pasqua, un personaggio popolarissimo nella cultura americana e sempre raffigurato con un cestino colmo di uova decorate o di ovetti di cioccolato da distribuire ai bambini buoni.

ALTERNATIVE FACT

In Alt-facts, in alternativa ai fatti! ho descritto alternative facts, la locuzione coniata tempo fa dalla principale consigliera di Trump per giustificare le affermazioni di Sean Spicer, il portavoce ufficiale della Casa Bianca che anche nei giorni scorsi ha fatto dichiarazioni controverse.

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Brexit al via: di grilletti e torte!

BREXIT: PULL THE TRIGGER
Vignetta: Peter Brookes

Oggi 29 marzo 2017 Il Regno Unito ha iniziato formalmente la procedura di uscita dall’Unione europea. In inglese il verbo più usato è trigger (ad es. Theresa May triggered Article 50) che vuol dire “dare il via” o “dare avvio” ma ha anche il significato letterale di premere il grilletto.

OK… I’M TRIGGERING THIS THING…
Vignetta: Blandan Reynolds

L’espressione shoot oneself in the foot* invece equivale a “darsi la zappa sui piedi”.

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NOT my cup of tea

Ho già descritto la locuzione inglese not one’s cup of tea, un’espressione idiomatica che si usa per indicare una cosa o qualcuno che non piace o con cui non si hanno affinità, ad es. science fiction is not my cup of tea. Viene spesso rafforzata da really, ad es. x is not really my cup of tea oppure x is not my cup of tea, really.

È paragonabile al nostro modo di dire non è il mio genere e si usa quasi esclusivamente in forma negativa.

L’espressione originale, nata all’inizio del secolo scorso, era invece affermativa (x is my cup of tea) e rifletteva il ruolo privilegiato del tè nella cultura britannica. Era però caduta rapidamente in disuso dopo la seconda guerra mondiale, sostituita da not my cup of tea. La forma affermativa può essere tuttora usata, ma è poco frequente e risulta insolita se non è in opposizione più o meno implicita a qualcosa che non si apprezza.

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Il primo marzo è [intellectual] Pig Day!

Pig Day

Ho scoperto che negli Stati Uniti il primo marzo si festeggia la giornata del maiale, Pig Day. È un animale descritto da chi ha ideato la ricorrenza come one of man’s most intellectual and domesticated animals e in questa frase si può notare un potenziale falso amico. In inglese infatti l’aggettivo intellectual può voler dire “che riguarda l’intelletto” e più in generale il sapere e la cultura, come intellettuale in italiano, però ha anche l’accezione di “dotato di capacità intellettive”, quindi intelligente.

Per Pig Day si fanno decorazioni con nastrini rosa arricciati, si organizzano eventi vari, si bevono bevande color rosa suino e soprattutto si mangia carne di maiale a volontà: meglio non farsi troppe domande sulle usanze degli Stati Uniti!  

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FLY DOWN, è inglese farlocco!

CICCIO FLY DOWN

Mi viene da ridere quando sento l’esclamazione colloquiale fly down! rivolta a qualcuno che farebbe meglio a darsi una calmata, a non tirarsela, ad abbassare la cresta, a “volare basso”.

Fly down ovviamente è la traduzione letterale di vola basso, però in inglese non esiste questo significato idiomatico: se ci si rivolge a qualcuno dicendogli fly down, penserà di avere  la patta dei pantaloni aperta (fly in inglese americano, flies in quello britannico).

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LA LA LAND: reduplicazione espressiva

Ryan Gosling Emma Stone in LA LA LAND

La locuzione inglese La La Land /laːlaː lænd/ è subito riconoscibile grazie al titolo dell’omonimo film ma si fa notare anche per alcuni aspetti linguistici particolari.

È un nome ironico per Los Angeles, dalla reduplicazione dell’acronimo LA. Viene associato allo stile di vita e agli atteggiamenti di chi vive a Hollywood.

Ha poi assunto anche il significato figurato di “mondo della fantasia”, “mondo dei sogni”. Uno dei molti esempi da Oxford Dictionaries: His dreamy smile faded, and he returned from la-la land (in questa accezione di solito si scrive con iniziali minuscole e trattino).

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Parole di Trump, potenziale presidente USA

Oggi 8 novembre si vota per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Mi auguro che non sia Donald Trump e che questa sia l’ultima occasione per parlarne.

Trump: THE ELECTION IS RIGGED… UNLESS I WIN – vignetta di Bruce Plante
Vignetta: Bruce Plante 

Rigging: fantasma brogli

Una delle parole più usate da Trump nelle ultime settimane è rigged. Riferito a elezioni insinua che siano truccate. Il verbo rig, “manomettere, manipolare”, di etimologia oscura, implica sempre intenti fraudolenti. È omonimo del verbo rig “attrezzare, equipaggiare” (e altre accezioni più specifiche), di origine scandinava, che invece non ha particolari connotazioni. 

Il significato di trump

Anche la parola trump è polisemica. Nei giochi a carte il sostantivo trump è la briscola. In senso figurato l’espressione trump card equivale ad “asso nella manica e il verbo trump a “superare, avere la meglio” (cfr. #LoveTrumpsHate, hashtag della campagna democratica). In queste accezioni trump è un allotropo di triumph (trionfo) e quindi è di origine latina.

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Cosa lega Donald Trump a Bologna?

Trump sandwich

Pare che negli Stati Uniti siano stati creati vari panini ispirati a Donald Trump e accomunati dall’ingrediente principale, fette di bologna.

È un insaccato dall’aspetto simile alla mortadella, fabbricato con carne tritata che però non è solo di suino bensì un misto di avanzi di carni diverse tra cui manzo, vitello, pollo e tacchino, oppure anche proteine di soia.

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