Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “espressioni idiomatiche”

Il temibile metaforico autobus americano

cartello con la scritta CAUTION e figure stillizzate di una persona che con un calcio ne fa cadere un’altra davanti a un autobus che sopraggiunge

Throw someone under the bus

Un’espressione figurata ricorrente nei media americani è throw someone under the bus, letteralmente buttare qualcuno sotto l’autobus. Vuol dire tradire o sacrificare qualcuno nel tentativo di salvare sé stessi o per tornaconto personale.

Ha punti in comune con il modo di dire throw someone to the wolves, “gettare in pasto ai lupi”, che in inglese può essere usato anche per descrivere una situazione in cui si permette che qualcuno venga attaccato e non si fa alcun tentativo di difenderlo.

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Uova e ovetti, non solo di Pasqua

gallina con disegni a vari colori sulle piume spiega a gallina bianca “I was an Easter egg”

Questa vignetta evidenzia una differenza tra uovo di Pasqua e Easter egg, due sintagmi non del tutto equivalenti.

In italiano l’accezione prevalente per uovo di Pasqua è di guscio di cioccolato, di varie grandezze, che racchiude al suo interno una sorpresa.

Anche in inglese l’uovo di cioccolato (senza sorpresa!) si chiama Easter egg, però il significato principale è un altro: è un vero uovo dipinto o decorato come da tradizione, oppure un ovetto di zucchero o cioccolato di aspetto e dimensioni simili.

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Pensieri in scatola

Questa vignetta fa riflettere su due parole inglesi, box e tank, che illustrano il concetto di anisomorfismo, l’impossibilità di far corrispondere tutti i significati di una parola in una data lingua a tutti i significati di una parola in un’altra.

Vignetta intitolata THINK TANK con due scatoloni aperti, uno con una freccia verso l’interno e la didascalia “where you don’t want to think” l’altro con la freccia verso l’esterno e “where you want to think” e sotto un water con “where you actually think”
vignetta: Wrong Hands

Box in inglese non vuol dire solo scatola ma ha molti altri significati, tra cui scatolone, cassetta, casella e riquadro.

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Lo *spoil system promesso da Fdi è un errore

Se avete seguito la polemica sul Museo Egizio fatta da Giorgia Meloni, che nel confronto con il direttore Christian Greco ha rimediato una pessima figura, saprete anche che il responsabile della comunicazione di Fratelli D’Italia ha poi emesso un comunicato che si conclude con questa frase: Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell’anacronistico appello: una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica

Si nota subito un errore di ortografia, spoil system. La forma corretta della locuzione inglese infatti è spoils system.

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Nello spazio, DON’T PANIC! Miur, #sapevatelo

immagine della Tesla nello spazio

Il lancio del razzo Falcon Heavy ha fatto notizia non solo per i progressi tecnologici che rappresenta ma anche perché ha portato un’auto nello spazio. È una Tesla Roadster guidata da Starman, un manichino in tuta spaziale che prende il nome dall’omonima canzone di David Bowie (l’autoradio trasmette un’altra canzone di Bowie, Life on Mars).

DON’T PANIC!Sul cruscotto dell’auto c’è un display con la scritta DON’T PANIC!, un riferimento al libro The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy di Douglas Adam che ha queste parole sulla copertina. C’è anche una copia del libro nel vano portaoggetti della Tesla!

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Da binge watching a bingiare

Ho già descritto la parola inglese informale binge, verbo e sostantivo, che identifica un breve periodo di attività intensa (e appagante) in cui ci si lascia andare oltre i limiti della moderazione. Esempi: spending binge, a binge of shopping, binge eating, binge drinking...

striscia con un esempio di binge watching

Grazie a servizi di streaming come Netflix, che offrono una scelta vastissima di film, telefilm e programmi televisivi da guardare quando si vuole, una delle collocazioni più comuni con binge è binge watching, vedersi uno dopo l’altro tanti o addirittura tutti gli episodi di una serie o di un programma.

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The Cranberries, un brusco risveglio

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Quando vivevo a Dublino ho ascoltato molto The Cranberries e mi è dispiaciuto della morte della cantante Dolores O’Riordan.

L’ho sentito alla radio e chi ha dato la notizia non sapeva che la o del nome Riordan è muta: il digramma io è simile a una /i:/ e un’approssimazione italiana della pronuncia potrebbe essere “riirdn” (si può ascoltare come si dice in Irlanda qui).

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Le vite dei gatti anglofoni

Vignetta americana da Bizarro:

Vignetta americana con un gatto antropomorfico che si trova davanti 9 figure della morte personificata e chiede “All nine at once? Have I really been that curious?”

Se la vignetta fosse stata disegnata in Italia, avrebbe due tristi mietitori in meno: in italiano infatti si dice che i gatti hanno sette vite, mentre in inglese nove: cats have nine lives.

In entrambe le lingue il riferimento è alle notevoli doti di sopravvivenza dei gatti ma non ho trovato spiegazioni attendibili sull’esatto significato simbolico e sulla discrepanza numerica* (anche in spagnolo iberico e tedesco le vite dei gatti sono sette). 

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La traduzione di “shithole countries” (Trump)

“Why are we having all these people from shithole countries come here?” Trump said, referring to African countries and Haiti.

Ha destato scalpore un’esternazione di Donald Trump che si è lamentato del numero di immigrati da paesi africani e da Haiti, che ha descritto come shithole countries. È un’espressione così volgare che vari media americani l’hanno censurata usando asterischi, s***hole o sh*thole.

In italiano molti hanno riportato le parole di Trump dando un’interpretazione letterale di shit+hole. Le traduzioni più ricorrenti sono “cesso di paesi”, “cessi di paesi”, “paesi cesso”, ma ho visto anche “stati latrina”, “paesi cacatorio / cacatoio”, “paesi cacamerda” e “paesi buchi di escrementi” (e anche qualche riferimento anatomico). Nessuna di queste traduzioni però mi pare adeguata.

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Acronimi social: WTF, TFW e FTW

Nel 2013 ho descritto Black Friday e Cyber Monday come due giornate americane di sconti e acquisti sfrenati, senza immaginare che ben presto si sarebbero affermate anche in Italia. Da noi però non c’è una netta distinzione tra corsa agli acquisti “fisici” del venerdì e “digitali” del lunedì, come invece negli Stati Uniti:

 Vignetta di uomo al computer che dice “Mine” mentre tipa altrove ad altro computer vede messaggio di errore ed esclama “WTF”. Didascalia: Nathan liked the convenience of Cyber Monday but missed the brutality of Black Friday. So he hired Russian hackers to take out his competition.

Questa vignetta fa notare il potenziale falso amico convenience, che qui non ha il significato economico di convenienza ma vuol dire comodità, praticità. E mi dà anche lo spunto per descrivere l’esclamazione WTF e confrontarla ad altri acronimi molto usati sui social, non solo in inglese ma anche in italiano, e in apparenza simili.

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Rifiuti e parole: da fly-tipping a dumpster fire

More than one million fly-tipping incidents in England in a year cost taxpayers £58m in clear up costs. 
Ho visto questa notizia della BBC grazie a @disinformatico, che ha ironizzato su fly-tipping: “Non tutti sanno, infatti, che nel Regno Unito è vietato dare mance alle mosche”. 😉

Fly-tipping

L’espressione fly-tipping potrebbe suscitare perplessità anche agli americani perché è tipica dell’inglese britannico. Cosa vuol dire e che origine ha?

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“Thoughts and prayers” dei politici americani

Do something - Paul Kinsella
Vignetta: Paul Kinsella

Dopo gli oltre 50 morti e quasi 600 feriti del massacro di Las Vegas molti politici americani si sono affrettati a dichiarare che i loro thoughts and prayers sono rivolti alle vittime. Negli Stati Uniti “pensieri e preghiere” è da tempo la frase di circostanza che ci si aspetta dopo stragi, disastri naturali e altri eventi tragici su larga scala.

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In ginocchio, in America

Taking a knee and Trump: the new era of total protest

Sta avendo molta risonanza la polemica tra Trump e i giocatori di football americano che ora sempre più numerosi si mettono in ginocchio durante l’inno nazionale in segno di protesta contro le discriminazioni subite dagli afroamericani.

Take a knee, da descrizione a metafora

L’espressione usata in inglese è take a knee (o, meno frequente, take the knee). Indica esplicitamente che un unico ginocchio viene poggiato a terra ma ha soprattutto un significato simbolico.

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Se mia nonna avesse le ruote…

Guardate la reazione di un cuoco italiano in un programma di una televisione britannica quando la presentatrice del programma assaggia la sua pasta al forno con mozzarella e piselli (macaroni cheese) e dice che se ci fosse il prosciutto cotto sarebbe molto simile a una British carbonara:

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Feeling blue

vignetta con puffo sul lettino dell psicanalista (che è Gargamella) che dice “I’m feeling blue”
Vignetta: Fabio Magnasciutti

L’espressione inglese I’m feeling blue è nota: la usa chi si sente depresso, triste o giù di corda ma spesso senza sapere dare una ragione precisa per il proprio stato d‘animo.

È un modo di dire nato negli Stati Uniti nel XIX secolo di cui però non si conosce con esattezza l’origine. Circolano etimologie fantasiose ma uno dei pochi dati certi è che già nel XIV secolo la parola blue era associata a tristezza o melancolia, si suppone per via del colorito bluastro delle persone con il sangue poco ossigenato per problemi cardiaci oppure sofferenti per il freddo. 

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