Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “espressioni idiomatiche”

Venerdì di tutti i colori, anche “black and blue”!

Tra gli appassionati di shopping italiani credo sia difficile trovare chi ignora che il Black Friday è il quarto venerdì di novembre in cui si possono fare acquisti con grandi sconti.

Una prova della familiarità del concetto sono le numerose variazioni “cromatiche” sul modello X Friday che sfruttano la riconoscibilità dei nomi dei colori anche da parte di chi ha solo conoscenze rudimentali dell’inglese. Qualche esempio:
Yellow Friday – Orange Friday – White Friday – Pink Friday – Red Friday – Blue Friday – Green Friday – Colour Friday (prezzi unici per destinazioni di tutti i colori)

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Techlash e altre parole “tossiche” del 2018

toxic 2018

Toxic, parola dell’anno in inglese

Anche Oxford Living Dictionaries* ha annunciato la propria parola dell’anno per il 2018: è l’aggettivo toxic. È stata scelta perché è aumentata la frequenza d’uso sia nel significato primario di velenoso (toxic substance, toxic environment, toxic chemical…) che in accezioni figurate più recenti in collocazioni come toxic masculinity, toxic relationship, toxic culture.

C’è un uso simile anche in italiano, simile all’uso metaforico di avvelenato: probabilmente per interferenza dell’inglese, sono sempre più diffuse locuzioni come relazione tossica, sentimenti tossici, amicizia tossica (che fanno stare male, che rovinano la vita – nulla a che vedere con le sostanze stupefacenti).

Altre parole del 2018

Hanno connotazioni poco positive anche le altre parole scelte da Oxford Dictionaries tra quelle più rappresentative del 2018:

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Con Trump, da trickle-down a trickle treat!

In questa vignetta americana c’è un gioco di parole che intreccia Halloween e una delle promesse ricorrenti di Trump in vista delle prossime elezioni di Midterm 2018:

vignetta con un inquitante Trump che dice “TRICKLE TREAT” a bambino che gli chiede dolcetti per Halloween, mentre dal cornicione con la scritta “TAX CUT PROMISES” colano gocce di acqua
Vignetta: Tom Toles

Si riconoscono due riferimenti:

 Trick or treat?, la frase pronunciata dai bambini mascherati che vanno di casa in casa a farsi regalare dolciumi, che in italiano ha un equivalente molto efficace in Dolcetto o scherzetto?

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Storie di biscotti (e di denti)

uomo senza un dente in bocca spiega al collega: “I bit into a biscotti and it just cracked” Dustin di Steve Kelley e Jeff Parker; grand = 1000$

In questa striscia americana c’è lo pseudoprestito biscotti, plurale biscottis o invariato. La parola inglese ha un significato più specifico di quella italiana: per gli americani un biscotti è un cantuccino o sua variante, quindi è duro abbastanza per poter rompere un dente.

Nonni’s Cioccolati biscotti

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Fall back: miniguida per il ritorno all’ora solare

immagine di sveglia in mezzo a foglie autunnali e il messaggio “don’t forget to fall back”

Stanotte ritorna l’ora solare e ne approfitto per ricordare l’espediente di mnemonica americano per non sbagliare a regolare gli orologi tradizionali: spring forward, fall back.

La frase gioca con la polisemia di spring (primavera, molla, balzare…) e di fall (autunno, cadere…) ➝ in primavera le lancette scattano in avanti, in autunno indietreggiano.

Di sicuro ignora la frase americana chi oggi ha scritto il tweet per il Corriere della Sera, cancellato solo dopo alcune ore, con l’indicazione errata di spostare le lancette in avanti: 

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C’è chi fa cose “a sbaffo”

Foto di Ape con logo “A Sbaffo” (con baffoni neri) e scritte “Street Food Pizza Good!” e “Pizza Gourment”

Pizza gourmet a sbaffo è un’attività di cibo di strada che opera nel Triveneto. Chi ha ideato il nome deve avere fatto confusione con la locuzione con i baffi nel senso di ottimo, o forse intendeva da leccarsi i baffi. Difficile invece trovare associazioni allettanti con sbaffo, una macchia o uno sgorbio di forma allungata.

A sbafo… 

Inevitabile pensare anche al modo di dire informale a sbafo, “senza pagare, a scrocco”, ma dubito sia un messaggio che si voglia comunicare a dei potenziali avventori! 

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In inglese, interni con animali

Coincidenze: ieri ho visto una dopo l’altra due vignette americane con due espressioni idiomatiche che, anche se sono usate in situazioni completamente diverse, hanno in comune l’idea di base di persone e animali nella stessa stanza.

Vignetta: minuscola isola deserta con un elefante e due persone, con una che dice all’altra “Well, we’re not in a room, so I say we don’t need to address it”
Vignetta: Non Sequitur di Wiley Miller

The elephant in the room si dice di una questione controversa, una verità fastidiosa o un grosso problema del tutto evidenti – presenza ingombrante come quella di un elefante – che però si evita di discutere e quindi di affrontare.

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Il bastone e la carota, una storia recente

uomo rincorso da un altro uomo che lo colpisce con un bastone al quale è legata una carota. L’uomo colpito cerca di difendersi e dice: Hey! I’m getting mixed signals!

Usare il bastone e la carota è una metafora che riconosciamo subito. Indica l’alternanza di metodi di persuasione: maniere forti, con minacce e punizioni, e maniere dolci, con lusinghe e premi. Una politica del bastone e della carota, ad esempio, coniuga imposizioni e ricerca del consenso.

Meno nota è l’origine dell’espressione. Non è un modo di dire contadino sul comportamento da tenere con gli animali da soma ma un calco dall’inglese, relativamente recente.

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Volgarità ministeriali d’Oltremanica

titolo sulle dimissioni di Boris Johnson da ministro degli Esteri britannico. Didascalia: Boris Johnson had declared Theresa May’s plans for Brexit “a big turd” and said that anyone defending them would be “polishing a turd”.

Il 9 luglio si è dimesso da ministro degli esteri Boris Johnson, uno dei principali fautori dell’uscita del Regno Unito dall’UE. Qualche giorno prima aveva criticato aspramente – e volgarmente – il nuovo piano di Theresa May per la Brexit, da lui giudicato troppo “morbido” e per questo indifendibile.

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Cieli a pecorelle e cieli sgombri

vignetta con pecore che stanno pascolando. Guardando il cielo pieno di nuvolette una chiede all’altra “remind you of anybody?”
Vignetta: Moderately Confused 

La vignetta americana che evidenzia la somiglianza tra nuvole e pecore ci appare poco originale, ma in inglese il cielo non è mai associato agli ovini, come invece in italiano e in altre lingue (cfr. tedesco Schäfchenwolken e francese ciel moutonné). Si dice però fleecy clouds, nuvole soffici e batuffolose, oppure si paragona il cielo a tutt’altro animale, un pesce.

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Questioni (anche) di genere: modest ≠ modesto

MODESTO Towel holder – “Cover up lad! Modesto will hold your hand towel in place so it is just where you need it”. Design Hagai Zakai

Modesto è un appendino per strofinacci dell’azienda israeliana Monkey Business, specializzata in piccoli oggetti di design molto spiritosi. I nomi dei prodotti, in maggior parte in inglese ma alcuni anche in italiano o italianeggianti, giocano con riferimenti linguistici e culturali che fanno parte delle conoscenze enciclopediche del consumatore “globale”.

Il nome Modesto è divertente e, anche se non mi convince del tutto, mi piace perché fa riflettere su alcuni meccanismi linguistici che diventano più evidenti nel confronto tra lingue.

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alfresco ≠ al fresco

Un esempio di pseudoprestito italiano in inglese:

‘Alfresco’ - from Italian ‘in the fresh air’ #etymology. Note: headline in online article says “outdoor cinema”

In inglese al fresco / alfresco può essere sia un aggettivo che un avverbio, in uso perlomeno dal XIX secolo. Ha lo stesso significato di outdoor e open-air ma connotazioni più specifiche: è riservato ad attività piacevoli, soprattutto legate al mangiare (alfresco lunch, alfresco cafe culture, great place to have dinner alfresco…).

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L’essenza di toast

Ristorante elegante, signora con menu in mano chiede alla cameriera “What is the “pulverzed grain and fermentation fungus calorified over a charged-particle heat source”? La cameriera risponde “Toast”
Vignetta: Bizarro

In italiano potrebbe funzionare “polvere di grano in fermentazione lattea con ritrasformazione calorigena da fonte radiante” come frase assurda di pseudo cucina molecolare per descrivere del pane tostato? Altri suggerimenti?

Falsi amici

La vignetta è uno spunto per ricordare che la parola toast è un falso amico: in italiano descrive due fette di pane a cassetta farcite e tostate, in inglese invece toast /təʊst/ è la singola fetta tostata.  

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Mai stati nelle pesche? Meglio di no!

fiori di pesco

In primavera la campagna romagnola si tinge di rosa, un vero spettacolo. In Romagna si produce infatti oltre il 50% delle nettarine e il 20% delle pesche italiane, una coltura nata agli inizi del ‘900 così importante e pervasiva che se ne trovano tracce anche nella lingua. Tra queste, un modo di dire tipicamente romagnolo è trovarsi / mettere / essere nelle pesche.

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Il temibile metaforico autobus americano

cartello con la scritta CAUTION e figure stillizzate di una persona che con un calcio ne fa cadere un’altra davanti a un autobus che sopraggiunge

Throw someone under the bus

Un’espressione figurata ricorrente nei media americani è throw someone under the bus, letteralmente buttare qualcuno sotto l’autobus. Vuol dire tradire o sacrificare qualcuno nel tentativo di salvare sé stessi o per tornaconto personale.

Ha punti in comune con il modo di dire throw someone to the wolves, “gettare in pasto ai lupi”, che in inglese può essere usato anche per descrivere una situazione in cui si permette che qualcuno venga attaccato e non si fa alcun tentativo di difenderlo.

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