Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “espressioni idiomatiche”

Marmo, biglie e dare i numeri in inglese

Ultimamente sta circolando una bellissima foto della Terra dallo spazio (pubblicata dalla NASA e quindi ritratta da un punto di vista tipicamente americano):

BlueMarble

Il titolo della foto ripropone quello di una famosa immagine del 1972, Blue Marble: la Terra dallo spazio può sembrare un’enorme biglia blu (eppure c’è chi ha tradotto “marmo blu”…).

In inglese l’accezione “pallina da gioco” di marble è un tipico esempio di metonimia, infatti un tempo le biglie erano di marmo. E da un gioco con le biglie dove il vincitore se le teneva tutte (playing for keeps, da cui for keeps, “per sempre”) derivano sia l’espressione all the marbles (“tutto quello che c’è da vincere”) che losing one’s marbles, che ora vuol dire “dare i numeri” o “andare fuori di testa”, ma che in origine significava “essere molto arrabbiati”, proprio come un bambino che perde le sue biglie. 

Questioni di pane e di torte (Wallace & Gromit)

Sfogliando il giornale ho visto che stasera su RAI 3 sono in programma i mediometraggi di Wallace & Gromit. Li conosco in versione originale ma sarei curiosa di sapere come sono stati resi in italiano gli innumerevoli giochi di parole ed espressioni idiomatiche e i riferimenti che spesso implicano conoscenze enciclopediche britanniche.

Proprio qualche giorno fa ho rivisto il filmato più recente, A Matter of Loaf and Death, ambientato tra forni e fornai. Il trailer originale:

Nel titolo italiano, Questione di pane o di morte, si perde non solo il gioco di parole loaf / life (e anche love, per via dell’accento settentrionale di Wallace), ma anche il riferimento al film A Matter of Life and Death che in italiano si chiama Scala al Paradiso. Non è l’unica citazione cinematografica, ad es. il forno di Wallace & Gromit si chiama Top Bun e ci sono alcune scene che richiamano film famosi.

(continua…)

Animali volanti e decodifiche aberranti

Zits è una striscia americana che ha per protagonisti Jeremy, tipico adolescente, e i suoi genitori. Un esempio recente:

striscia Zits

Questa striscia richiede la cooperazione del lettore, che deve riempire gli spazi vuoti del “non detto” richiamando un’espressione dell’inglese americano*, when pigs fly (si dice per sottolineare che si ritiene inverosimile che un particolare evento si verifichi).  

Se Zits fosse pubblicato in Italia, sarei curiosa di vedere la traduzione italiana.

(continua…)

Campo di distorsione della realtà

Il post sulla traduzione di Stay hungry. Stay foolish sta suscitando ancora molto interesse. Per rimanere in argomento, vi segnalo un’analisi linguistica, "And One More Thing": The Insanely Great Language of Steve Jobs, in cui Ben Zimmer esamina alcune parole chiave legate a Jobs e la loro storia, tra cui Apple, Macintosh, il prefisso i-, il nome App Store e le frasi Insanely great, Think different e Stay hungry.

Zimmer racconta anche che la biografia ufficiale di Jobs era stata inizialmente intitolata iSteve: The Book of Jobs, un gioco di parole con il pronome I e con un riferimento biblico (The Book of Job = Il libro di Giobbe), ma poi era stato preferito un più essenziale Steve Jobs. Alla modifica potrebbe aver contribuito la pubblicazione di iCon, una biografia non autorizzata il cui titolo può essere letto sia come icon, nel senso di personaggio emblematico di un’epoca, che come I con (con = raggirare). Il riferimento è all’enorme capacità di persuasione di Jobs, nota da tempo anche come reality distortion field.

Dogbert_reality_distortion_field

“Stay hungry. Stay foolish” in italiano

Morgaine, una lettrice del blog, mi ha scritto a proposito di Stay hungry. Stay foolish, la frase pronunciata da Steve Jobs a conclusione dell’ormai famoso discorso ai laureandi di Stanford.

Stay hungry. Stay foolish. Contesto: Jobs aveva spiegato che la frase era apparsa sull’ultimo numero di una rivista “alternativa” della controcultura americana che, quando era ragazzo, era stata una specie di bibbia per la sua generazione.

Morgaine mi ha chiesto di parlarne perché pensa che la traduzione scelta da quasi tutti i media italiani, Siate affamati, siate folli, non sia corretta.

(continua…)

Per rinfrescarsi le idee sui voli Alitalia

Alla domanda “A cosa serve una salvietta rinfrescante?” credo che risponderemmo quasi tutti che si usa per detergere, in particolare le mani, ed eventualmente per profumare.

salvietta2L’immagine sulle bustine distribuite da Alitalia suggerisce invece il significato letterale “rendere più fresco”, simboleggiato da un ventilatore.

Tra i viaggiatori l’uso delle salviettine è ormai più che noto e non c’è bisogno di spiegazioni (ad es. British Airways si limita a scrivere towelette), altrimenti si potrebbe dubitare dell’efficacia dell’immagine per chi non parla né italiano né inglese ma una lingua in cui non c’è alcuna associazione tra il concetto di abbassare la temperatura e quello di lavarsi. 

salvietta_AlitaliaCuriosa anche la scelta di scrivere Per rinfrescarsi le idee, sull’altro lato della bustina, perché è un’espressione figurata che spesso viene usata in modo ironico o addirittura sarcastico: mi  pare più adatta in un contesto di compagnia aerea low cost.

Da una compagnia di bandiera mi aspetterei invece comunicazioni più lineari, facilmente comprensibili anche per viaggiatori non di madrelingua. Ma, a parte me, probabilmente nessun altro perde tempo a leggersi le bustine!


Vedi anche: Alitalia, politici ed eleggibilità.

Agosto con mucche, pecore, squali e grossi felini

exciting times

The Independent scrive di silly season in Minor British Institutions facendo un elenco di dieci argomenti ricorrenti in piena estate (da depennare man mano che se ne parla).

L’ho trovato divertente perché, anche se ricorda certe notizie estive italiane, contiene vari riferimenti tipicamente britannici. Tra i protagonisti non potevano ovviamente mancare gli animali, che da quelle parti piacciono molto:

1 Someone has been holidaying in the same resort for many years
2 Egg fried on pavement
Per dire che è così caldo che i marciapiedi diventano bollenti, in inglese esiste proprio l’espressione idiomatica “you can fry an egg on the pavement”.
3 Photograph of a brimming reservoir
Nel Regno Unito ci sono bacini idrici un po’ ovunque, anche nelle periferie delle città; se ne parla quando piove molto e sono colmi (ma anche in periodi in cui l’acqua scarseggia, nel qual caso diventano once brimming).
4 Shark off Cornwall; big cat near Woking
Anche in Italia in questa stagione non mancano gli avvistamenti di squali e pantere ma immagino che non sia casuale il riferimento a Woking (Surrey), la città dove atterrano i marziani nel romanzo The War of the Worlds di H.G. Wells.
5 Sheep learn to roll over cattle grids
In molti paesi si trovano le griglie metalliche orizzontali che sulle strade di campagna servono a impedire il passaggio di bestiame, però per me saranno sempre tipicamente inglesi perché è lì che le ho viste per la prima volta.
6 Famous middle-aged man has moobs
Moobs è una parola macedonia (man+boobs) che descrive la ginecomastia.
7 Cow falls from clifftop onto caravan
In roulotte in un caravan park in campagna, vicino a una scogliera: la quintessenza della vacanza tradizionale inglese!
8 Topless sunbathing banned in Frinton
Frinton-on-Sea (Essex) ha la reputazione di essere una località molto conservatrice e all’antica, decisamente non al passo con i tempi. Poco probabile che le famigerate Essex girl vadano in villeggiatura da quelle parti!
9 BBC: too many repeats
Le repliche alla TV fanno notizia anche da noi ma almeno alla BBC non c’è pubblicità.
10 No one appears to be running the country
Nessuno sta davvero governando il paese? In Italia, invece…
 

Buon Ferragosto!


Vedi anche: Icone culturali inglesi e Britannia in brief.

Parole estive: muffin top

muffinD’estate anche in Italia si vedono molti muffin top, espressione colloquiale inglese che descrive l’eccesso di ciccia che fuoriesce da pantaloni o gonne troppo stretti, specialmente a vita bassa.
È chiara l’analogia con il tipico dolcetto americano che, lievitando, deborda dal pirottino che lo contiene.

Parole estive: rimastone

Shel_ShapiroNelle serate estive capita di vedere in giro qualche rimastone, ovvero persone che si distinguono per aspetto e atteggiamenti tipici di anni ormai passati. Rimastone è una parola molto colloquiale che trovo davvero efficace ma che forse non tutti conoscono. Definizione di Slangopedia:

Uomo o donna che nonostante la non più verde età, diciamo dai 40 ai 60 anni, mantiene abiti e comportamenti giovanili ma non contemporanei, bensì “rimasti” all’epoca della loro gioventù.

(un altro significato di rimastone è quello di persona tonta, che “non ci arriva” o che dimentica facilmente le cose)

1001, 101 e 411

In inglese ci sono innumerevoli libri, composti da schede su un determinato argomento, che contengono il numero 1001 nel titolo. Il +1 rispetto alla cifra tonda 1000 dovrebbe essere una strategia di marketing per comunicare al potenziale acquirente che la pubblicazione ha un “qualcosa in più” rispetto ad altre simili. Ci sono moltissimi titoli anche con 101.

Leggendo la recensione di Maths 1001 mi sono domandata se un lettore di lingua inglese avverta anche un altro riferimento.

imageNegli Stati Uniti, in Canada, Sudafrica e probabilmente altri paesi (ma, che io sappia, non nel Regno Unito) il numero 101 indica un corso universitario di base, ad es. Linguistics 101 è un’introduzione alla linguistica. In America il numero 101 è quindi entrato nel linguaggio comune per indicare quello che in italiano potremmo chiamare l’ABC o le nozioni fondamentali di una materia.

Non sempre il significato figurato di 101 viene riconosciuto e quindi “localizzato" correttamente: in documentazione tecnica tradotta mi è capitato spesso di vedere argomenti per principianti in cui era rimasto un improbabile 101 alla fine del titolo.

Un altro numero “americano” interessante è 411, il servizio telefonico che risponde sui numeri degli elenchi telefonici, perché informalmente è diventato un sinonimo di informazioni (un esempio che molti sicuramente conoscono: il blog Localization Industry 411).

Ci sono ovviamente molti altri numeri significativi, come in tutte le lingue. Per ora mi limito ad aggiungere un link a Don’t be 404, know the tech slang.

.
Aggiornamento agosto 2011: davvero interessante Do you ♥ words with no letters?, un intervento di Stan Carey sulle parole senza lettere, con molti esempi anche di numeri.


Vedi anche: Fatto 30, si può fare 31
.

17 marzo – San Patrizio

Il 17 marzo è anche San Patrizio, festa nazionale irlandese. Ormai è tradizione che un amico di Dublino, dove ho vissuto alcuni anni, mi mandi il link a un video con alcuni personaggi del Muppet Show che cantano Danny Boy:

The Leprechaun Brothers: the Swedish Chef, Beaker e Animal

Entrambi lo troviamo esilarante, sembra invece che molti americani di origine irlandese lo ritengano offensivo. Danny Boy infatti è una canzone che per gli irlandesi d’America è particolarmente struggente, tanto che viene spesso suonata ai funerali, mentre nella Repubblica d’Irlanda non viene considerata una canzone tradizionale. Il testo è stato scritto da un inglese all’inizio del secolo scorso e, secondo l’interpretazione più comune, è il saluto a un giovane in partenza per una guerra dalla quale si sa che non tornerà più.

Nel video ci sono alcuni riferimenti irlandesi:

Kiss the Blarney stone descrive una leggenda ben conosciuta dai turisti: baciando la Blarney stone, una pietra all’interno di una specie di feritoia in cima al castello di Blarney, vicino Cork, si dovrebbe ottenere il dono dell’eloquenza (the gift of the gab). Per farlo ci si deve sdraiare sulla schiena e piegarsi all’indietro nel vuoto, operazione non sempre facile per i corpulenti turisti americani che affollano il luogo. La parola blarney, chiacchiere continue che possono “intortare”, deriva chiaramente da qui.
Leprechaun è il tipico folletto della mitologia irlandese.
The luck of the Irish è un modo di dire nato in America, in origine soprattutto sarcastico, per indicare una fortuna sfacciata e inaspettata capitata a un irlandese (ed è noto che, storicamente parlando, gli irlandesi non sono certo una popolazione favorita dalla sorte). 
I tre pupazzi indossano una versione semplificata di Aran jumper (in Irlanda anche gansey), il “maglione irlandese” i cui punti e motivi potevano avere significati simbolici.  

Vedi anche: San Patrizio, pizzicotti e "Oirishness".

i puntini sulle i

Da What is the name of the dot over “j” and “i,” and why do we use them? ho imparato che in inglese il puntino sulle lettere i e j si chiama tittle, dal latino titulus, iscrizione, perché nei manoscritti latini, a partire dall’XI secolo, per distinguere le due lettere venivano aggiunti dei segni, poi diventati puntini con l’avvento dei caratteri di stampa alla fine del XV secolo.

Nell’alfabeto turco esiste il carattere ı, senza puntino, che indica il suono /ɨ/, diverso dal fonema /i/ rappresentato dalla lettera i. La mancata distinzione tra i due può avere conseguenze funeste, come raccontavo in Errori di localizzazione fatali.  

E in inglese dot one’s i’s and cross one’s t’s non vuole dire essere puntiglioso*, come mettere i puntini sulle i in italiano, ma indica invece meticolosità.


* dallo spagnolo puntillo, diminutivo di punto (de honor).

acqueforti, farfalle, stampe giapponesi e francobolli

Nell’animazione inserita nell’ultimo post appare un esempio che Steven Pinker in The Stuff of Thought usa ripetutamente per illustrare le implicature conversazionali:

 

etchings

La frase Would you like to come up and see my etchings? è un’allusione ammiccante subito riconoscibile perché fa parte delle conoscenze enciclopediche dei parlanti di lingua inglese, come la collezione di farfalle per gli italiani. L’aspetto curioso è che lo stesso doppio senso scherzoso esiste anche in altre lingue europee, con la stessa intenzione comunicativa, ma come oggetto ha un diverso tipo di raccolta: acqueforti in inglese(etchings), farfalle in italiano, stampe giapponesi in francese (estampes japonaises) e francobolli in tedesco (Briefmarkensammlung) e spagnolo (colección de sellos).

Chissà cosa ha determinato il tipo di collezione in ciascuna cultura e se in altri paesi ci sono ulteriori variazioni sul genere?

Apple, Blackberry & Orange ;-)

In The fruits of technological innovation, Beth Penfold suggerisce una nuova parola, techfruit, per descrivere i nomi di hardware e software che in inglese derivano dalla frutta, come Apple, Blackberry e Orange (provider di servizi Internet e telefonia mobile).

Techfruit potrebbe essere un titolo alternativo per un esilarante sketch inglese con vari riferimenti a nomi di prodotti, come Windows e Xbox 360, e a terminologia informatica, tra cui parole che hanno subito metaforizzazione e terminologizzazione, ad es. freezeblackspot (malattia delle piante / zona dove non c’è segnale), desktop, mouse, trash, boot  e crash (dongle invece non deriva certo da dong ma probabilmente da dangle)*.

My Blackberry is not working!– BBC one

Lo sketch è dal programma The One Ronnie (BBC one). Grazie a Edwina per il link!

* Per significato ed eventuali equivalenti italiani dai dizionari Zanichelli, fare doppio clic sulle parole; run out of juice = (di batteria) scaricarsi.

Vedi anche: Animali nella terminologia informatica e [aggiornamento] Tecnologia, frutta e marchi registrati.

Eurofestival e “nul points”

Una notizia che ho letto la settimana scorsa potrebbe aver portato un leggero sgomento tra gli italiani che vivono o hanno vissuto all’estero: Eurofestival, dopo 13 anni torna l’Italia.

L’Eurofestival, in inglese Eurovision Song Contest, è una specie di Festival di Sanremo internazionale, un trionfo del kitsch che in molti paesi europei e del bacino mediterraneo rappresenta l’evento televisivo non sportivo dell’anno. In Italia l’Eurofestival è praticamente sconosciuto (non solo adesso ma anche quando i cantanti italiani partecipavano ancora), invece altrove è impossibile ignorarlo, tanto che la BBC ha addirittura un sito apposito.

Quando vivevo a Dublino, per settimane alla televisione irlandese non si parlava d’altro e i colleghi scandinavi organizzavano gruppi d’ascolto per vedere la trasmissione. Per gli italiani, invece, l’assoluta indifferenza al concorso era motivo di orgoglio e una delle poche argomentazioni per reagire alle innumerevoli canzonature sui programmi trash della televisione italiana (e ovviamente su chi la controlla) a cui è soggetto ogni italiano che vive all’estero. Ora però anche questo debole appiglio potrebbe venire a mancare…

Meglio concentrarsi su aspetti prettamente linguistici. In inglese c’è un’espressione idiomatica che fa specifico riferimento al sistema di votazione dell’Eurofestival e ne conferma la popolarità, in tutti i sensi*: si può dire nul points, come la mancanza di punti assegnati a una canzone, per commentare ironicamente un’esibizione davvero penosa.


* Ecco come la tipica presentazione delle canzoni dell’Eurofestival veniva ridicolizzata in Father Ted, esilarante sitcom ambientata in Irlanda (per il contesto: Song for Europe):

Father Ted: A Song for Europe

[ L’episodio di Father Ted continua qui ]