Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “dizionari”

Intercomprensione: la parola Internet

In linguistica si parla di mutua intelligibilità o intercomprensione / intercomprensibilità quando i parlanti di lingue diverse si capiscono anche se non hanno mai imparato gli uni la lingua degli altri, come può succedere tra norvegesi e svedesi.

Applicando lo stesso concetto alle parole, ce ne sono parecchie che sono riconoscibili internazionalmente, in particolare marchionimi (ad es. Coca-Cola, Google) ma anche parole del lessico comune, come OK.

Internet

Ci pensavo guardando la voce Internet del Collins English Dictionary, che ha una nuova interfaccia che include elenchi di traduzioni in più di venti lingue, ognuna con pronuncia.

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Il mobile è…

Test rapido: che parole vi vengono in mente per completare la frase del titolo?

Il mobile è…

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populism ≠ populismo

In un articolo commemorativo su Whitney Houston la rivista americana TIME scrive:

« Houston, who died Feb. 11 at 48, was a populist above all. The music she chose to sing was a careful but thrilling blend of gospel, soul and pop that made her a staple of dance clubs and light-rock stations and helped her become America’s fourth-best-selling female artist of all time. […] And she used her voice to reach the broadest audience she could […]»

L’ho letto in treno e mi è venuto subito in mente un commento a Trenitalia o Trenispagna?, in cui linus fa notare un potenziale falso amico:

« i termini “populism” e “populismo” hanno significati diversi: in inglese il termine è positivo e significa “fare gli interessi delle persone comuni”, mentre in italiano è negativo e significa “convincere con propaganda demagogica il popolo” […] Una traduzione sbagliata rischia di diventare un concetto, sbagliato!»

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Dizionario Analogico della Lingua Italiana

I dizionari “tradizionali” vengono consultati per trovare i significati associati a una parola. I dizionari analogici funzionano con il meccanismo opposto: il significato è noto ma non ci si ricorda o non si conosce la parola che si sta cercando e per trovarla ci si affida ad analogie o correlazioni con altre parole.

Dizionario AnalogicoQualche mese fa è uscito il Dizionario Analogico della Lingua Italiana (Zanichelli), venduto con CD e licenza online per una consultazione rapida e ora disponibile anche come app per iPhone e iPad.

L’impostazione grafica è efficace e consente di individuare subito le diverse aree di significato anche nel volume cartaceo: le voci sono articolate in rubriche predefinite che suddividono le informazioni in sottoinsiemi lessicali (tipi, parti, caratteristiche, azioni, modi, persone, luoghi, discipline, oggetti, strumenti, patologie, modi di dire, detti e proverbi, curiosità ecc.).

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visionary ≠ visionario

Oggi (24 ottobre 2011) esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionaryvisionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012, appena uscito (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

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Word Dynamo

Word_DynamoRiprendo un commento a How strong is your vocabulary?, un post di Silvia Pareschi, per segnalare Word Dynamo, un sito di giochi linguistici e altre attività pensati soprattutto per studenti americani ma perfetti anche per chiunque voglia tenere allenato il proprio inglese.

Le raccolte di parole sono divise per aree tematiche e sottocategorie molto specifiche e per ciascuna sono proposti giochi diversi, come spiegato in Word Dynamo Tour.

Ad esempio, in Beyond Dictionaries: Other Essential References si trova un elenco di 14 termini tra cui abecedarium, enchiridion e onomasticon e si può decidere se identificare la parola dalla definizione o la definizione per ciascuna parola, risolvere un cruciverba, ascoltare parole e definizioni o semplicemente fare un ripasso dei termini.

Vedi anche: Name That Thing (inglese avanzato).

Biffatura (o le beffe del censimento)

Comincio a pensare che i documenti del censimento 2011 siano parte di una beffa progettata da qualche burocrate per prendere in giro i cittadini italiani.

Da oggi si può provare a compilare il questionario online (se accessibile!) ed è stato pubblicato un nuovo documento, il Manuale d’istruzione d’uso del questionario on line (link eliminato perché il documento non è più disponibile sul sito).

Incredibile ma vero, è scritto completamente in burocratese, ignorando qualsiasi convenzione sulla scrittura di istruzioni d’uso per software. Un esempio:

In questa pagina di riepilogo l’utente ha una nozione visiva dello stato della compilazione. In essa sono riportati, a guisa di indice, l’elenco delle quattro aree che compongono il questionario (LISTA A, LISTA B, Sezione I, Sezione II) affiancate da un simbolo di check (o biffatura) che informa se quella parte è stata compilata, nel qual caso il suo colore da bianco diventerà verde.

L’effetto è ridicolo perché anche in questo caso il linguaggio usato contrasta visibilmente con le schermate illustrative del sito, che invece segue gli standard a cui siamo abituati per questo tipo di istruzioni:

istruzioni online

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Leggi e dizionari (negli Stati Uniti)

imageJustices Turning More Frequently to Dictionary, and Not Just for Big Words (New York Times) riferisce che i giudici della corte suprema degli Stati Uniti ricorrono sempre più spesso ai dizionari per determinare il significato di parole controverse in leggi esistenti.

Gli esempi riportati indicano che si tratta anche di lessico generico, ad es. parole estremamente comuni come now, also, any, if. Sembra inoltre che non ci sia alcun accordo su quali siano i dizionari di riferimento e come debbano essere usati ma che i giudici citino i dizionari le cui definizioni meglio si adattano al punto che vogliono provare.

I lessicografi interpellati sono molto perplessi e ricordano che i dizionari possono avere finalità diverse ma sicuramente non si prefiggono di circoscrivere rigorosamente il significato di ogni parola (si limitano a descriverne gli usi).
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Ma sono proprio germogli di SOIA?

Per i media italiani (5 giugno 2011)*, sarebbero i germogli di soia la nuova causa dell’epidemia da Escherichia coli in Germania:

titolo Repubblica

 titolo La Stampa

Ma perché proprio la soia, protagonista anche dei titoli spagnoli (esempi qui e qui)?

imageI media tedeschi parlano infatti di generici germogli, Sprossen (esempi: Sprossen sind mögliche Ehec-Quelle e Sprossen könnten Ursache sein), sottolineando che l’azienda che si sospetta all’origine dell’infezione ne produceva 18 tipi diversi; Der Spiegel fa alcuni esempi includendo tra i possibili germogli quelli di fagioli mungo, di ravanelli, di piselli e di lenticchie ma non di soia.

I media britannici usano la parola beansprout (anche bean sprout), che in inglese inizialmente indicava soprattutto i germogli di mung bean (fagioli mungo) ma che ora è una descrizione generica per tutti i tipi di germogli.

La BBC riporta così la notizia: The beansprouts include adzuki, alfalfa, broccoli, peas, lentils and mung beans, all grown in the nursery for consumption in salads. The Guardian aggiunge anche germogli di ravanello e girasole ma neanche in questo caso la soia.

Ho quindi il sospetto che le notizie nei nostri media non provengano da fonti originali tedesche ma da testi in inglese tradotti. Per il riferimento a beansprout probabilmente si è fatto affidamento ai dizionari inglese-italiano che non includono il significato più ampio della parola inglese ma si limitano a registrare il nome con cui in Italia si trovano in commercio i germogli di fagioli mungo (vigna radiata), appunto “germogli di soia, che però non hanno nulla a che fare con la vera soia (glycine max). Un paio di esempi:

Zanichelli: (alim.) bean sprouts (o bean shoots), germogli di soia
Hoepli: bean sprouts, germogli di soya 

Riportare la notizia con imprecisione, come hanno fatto i media italiani dando la colpa a un prodotto specifico anziché generico, potrebbe avere un certo impatto. Non oso immaginare la reazione di un produttore di soia che legga questo titolo del Corriere della Sera:

titolo Corriere

L’importanza della corretta terminologia e [aggiornamento] delle figure retoriche


* Aggiornamento 6 giugno ore 16 – Scagionati i germogli, riparte la caccia a un nuovo colpevole ma intanto in Italia molti media continuano a fare riferimento alla soia:

titolo Corriere

Aggiornamento 10 giugno ore 12 – In Germania confermano ufficialmente che E. coli era veicolato da generici germogli (Sprossen), senza però specificare quali, mentre i media italiani continuano ad avere qualche problemino con le traduzioni e mettono sotto accusa quelli di soia e quelli di fagiolo.

Aggiornamento 27 giugno – Nuovo errore di traduzione, stavolta riferito alla Francia: i fantomatici germogli di mostarda!!


Vedi anche:  idiosyncrasy <> idiosincrasia, Falsi amici all’ombra del sicomoroHung Parliament: non è "appeso" per altri esempi di inesattezze nei media italiani probabilmente dovute a conoscenze non adeguate dell’inglese.

 significato e differenza tra germogli di soia e germogli di fagiolo

Strumento Dizionario in Google

image Solo recentemente ho notato lo strumento Dictionary / Dizionario nella sezione More search tools / Più strumenti nella barra laterale sinistra dell’interfaccia principale di Google.

È disponibile una trentina di lingue e per undici di queste, tra cui l’italiano, si può scegliere l’opzione dizionario monolingue oppure bilingue da e verso l’inglese (per le altre solo il dizionario bilingue).

Ho fatto qualche prova e mi sembra che per il momento si ottengano risultati interessanti soprattutto in inglese, mentre negli altri casi le opzioni siano più limitate.

Come si può immaginare, i dettagli visualizzati per ogni ricerca variano in base al tipo di parola. Ad esempio, cercando handy in inglese, si ottiene trascrizione fonetica, pronuncia, sinonimi, definizioni con esempi, frasi correlate, lingue in cui esiste la stessa parola, esempi d’uso e definizioni dal Web (le stesse che si ottenevano con l’operatore di ricerca define:). Cercando handy nella combinazione English <> German, vengono visualizzate le traduzioni in tedesco, in aggiunta alle informazioni appena elencate.

In italiano e nelle altre lingue in cui ho provato, invece, mi sembra che si ottengano solo le definizioni dal Web ed eventualmente, ma non sempre, le traduzioni verso l’inglese, quindi immagino che questa funzionalità sia ancora in fase di sviluppo.

Vedi anche: Dizionari di inglese online


Nota: dopo aver usato una combinazione bilingue, si può tornare al dizionario monolingue inglese scegliendo English dictionary, opzione che appare seguendo l’ordine alfabetico delle varie lingue. Secondo me sarebbe stato più intuitivo inserire questa opzione all’inizio dell’elenco, separandola visivamente dalle altre, perché dictionary rappresenta una funzionalità diversa e non il nome di una lingua; in questo modo, forse si sarebbe potuto evitare anche il problema di localizzazione dell’interfaccia italiana, dove si fa fatica a trovare Dizionario di inglese:

dictionary_interface

fottuti & dannati (…e favoriti)

Tradurre adeguatamente le espressioni volgari inglesi come fucking non è sempre facile: come accennavo in Parole proibite alla TV americana, abbondano i falsi amici e le interpretazioni errate (e nel tempo le connotazioni di certe parole cambiano). 

traduzioni_pericoloseSugli “incresciosi fottuto e fottutissimo” come traducenti di fucking interviene Patrizia Valduga in Traduzioni pericolose, un breve articolo* nel primo numero del mensile E, dove si leggono anche alcune riflessioni su damn / damned:

[…] Che cosa sono, per esempio, tutti questi “dannati”, “dannatamente” e “dannazione” che ci tocca sentire e, purtroppo, anche leggere? Non sono che la traduzione approssimativa – forse perché troppo prossima – di damn e damned, che significano “maledizione” e “maledetto” e che, nell’uso colloquiale, possono anche diventare esclamazione e avverbio quantitativo, che allora significa “terribilmente, enormemente, moltissimo”. […] E a me viene da pensare soltanto che “dannato” sia un sostantivo, un condannato per l’eternità alle pene dell’inferno. […]

Anche i dizionari bilingui non sembrano essere immuni da traduzioni inadeguate: viene citata l’ultima edizione di un noto dizionario inglese-italiano, dove, ad esempio, he’s a damn fool viene reso con “è un dannato stupido”.

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Portale Treccani rinnovato

logo TreccaniIn occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Portale Treccani ha rinnovato la sua veste grafica aggiungendo anche “nuovi strumenti di ricerca, correlazioni, richiami e approfondimenti anche dalla Rete”.

Le parole chiave dell’intervento video che dà l’annuncio sono aggregato, aggregatore e in particolare aggregazione, soprattutto di temi di discussione specifici del periodo corrente e di voci significative, proposti dal portale od ottenibili grazie a nuovi tipi di consultazione.

Mi piace la nuova grafica e soprattutto la nuova ricerca nel vocabolario perché nei risultati appaiono varie altre parole correlate, non solo etimologicamente (come avveniva finora) ma anche concettualmente; nella barra verticale destra vengono inoltre proposte alcune voci dell’enciclopedia.

Ad esempio, cercando aggregazione vengono visualizzati non solo aggregazione, aggregamento, aggregare, aggregabile, aggregativo, antiaggregante, disgregare e disaggregare ma anche autoassemblaggio (in biologia, un’aggregazione spontanea di subunità macromolecolari), gregarine (una sottoclasse di protozoi che vive in aggregazione), pseudoagglutinazione e sludge (termini medici che descrivono aggregazioni di globuli rossi), polista (nel linguaggio politico, relativo all’aggregazione di partiti di centro-destra) ecc. Appaiono anche liquido e aeriforme, con riferimento agli stati di aggregazione, ma non solido: credo dipenda dalla posizione della parola aggregazione all’interno della definizione, nelle prime righe in liquido e aeriforme ma solo all’interno della seconda accezione nella voce solido, che viene così esclusa dai risultati di ricerca.

Sempre molto interessante la parte dedicata alla Lingua italiana (curiosa la scelta di inserirla nella sezione con un nome inglese, Magazine): si trovano recensioni di libri, siti e altre risorse linguistiche, elenchi aggiornati di neologismi, risposte a questioni grammaticali ecc.  Sembrano invece scomparsi la possibilità di aggiungere commenti agli articoli e i commenti inseriti prima del restyling.

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Velocipedi a Milano (e altrove)

Non sono certo la prima ad avere notato la dicitura scelta per la segnaletica verticale (cartelli e pannelli luminosi) all’entrata del tunnel di Porta Nuova a Milano: mi ha sempre fatto pensare a un esempio di burocratese con una velata presa in giro dei ciclisti, categoria non molto rispettata da queste parti. L’altra sera passavo di lì e ho fatto una foto:

divieto_velocipedi

velocipedeI principali vocabolari di italiano (Treccani, Sabatini Coletti, Zingarelli ecc.) descrivono il velocipede come un mezzo antiquato e aggiungono che nel linguaggio contemporaneo è una parola usata solo scherzosamente come sinonimo di bicicletta.

Non registrano altre accezioni ma l’assenza del significato visto sui cartelli è giustificata: in questo caso velocipede non fa parte del lessico generico ma è un termine tecnico* usato nell’ambito specializzato del Codice della strada per identificare un concetto specifico:

Art. 50. Velocipedi
1 I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare
.

Tutti gli italiani con patente di guida dovrebbero conoscere il Codice della strada (ehm…), quindi ben vengano le iniziative per semplificarne il linguaggio e renderlo più accessibile, purché non riducano la precisione terminologica, essenziale in tutti gli ambiti specializzati.

A proposito dei velocipedi e dell’art. 50, FIAB propone questa modifica:

Biciclette
1 Le biciclette sono mezzi di trasporto con due ruote, o altri mezzi di trasporto a più ruote equiparabili, funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano a bordo
.

Mi sembra però che ci siano margini di miglioramento perché con questa definizione vengono esclusi i mezzi a pedalata assistita (con motore) e si crea qualche ambiguità: gli altri mezzi (o le ruote?) sono equiparabili in che senso, esattamente? Interessante comunque che FIAB suggerisca anche di aggiungere termini e definizioni ora mancanti, quali attraversamento ciclabile, attraversamento ciclopedonale misto, corsia ciclabile e itinerario ciclabile. Ulteriori proposte in Modifiche al codice della strada.

Nel frattempo cercherò di non fare più troppo caso ai cartelli del tunnel di Porta Nuova…

*  Velocipede è un esempio di terminologizzazione, anche se in questo caso la parola del lessico generico scelta per rappresentare il concetto particolare non era più di uso comune ma già un arcaismo.

Vedi anche: esempi di segnaletica orizzontale e cartelli insoliti (peccato non aver potuto fotografare il cartello visto domenica a Enego, sull’Altopiano di Asiago, decisamente Pregolamentare nell’aspetto ma non nella dicitura: il simbolo standard di parcheggio era accompagnato dalla scritta RISERVATO AI SCIATORI).

Dizionari inversi per l’inglese

Nei commenti a Dizionario inverso dell’italiano ho aggiunto due riferimenti per l’inglese, che ripropongo qui.

RhymeZone consente di trovare le rime inglesi in base alla pronuncia della parola, ad es. cercando parole e frasi che facciano rima con honey si ottengono 40 risultati, divisi per numero di sillabe, tra cui bunny, funny, money, runny, sunny, e per ogni parola c’è un link alla definizione. Si possono cercare anche sinonimi, antonimi, omofoni, parole con pronuncia simile, parole con le stesse consonanti, citazioni ecc.

Per la ricerca in base a sequenze di lettere, RhymeZone rimanda a una risorsa che mi piace moltissimo, OneLook, dove si possono fare vari tipi di ricerche usando non solo i soliti caratteri jolly (? e *) ma anche # per singole consonanti e @ per singole vocali. Molto utili i due punti per ricerche relative a uno specifico significato, ad es. p*:ireland trova tutte le parole che iniziano per p e che sono in qualche modo correlate con l’Irlanda.

Di OneLook apprezzo in particolare il Reverse Dictionary, che non è un dizionario inverso come quello italiano descritto ieri ma una risorsa per trovare parole partendo da definizioni o parole correlate. Riporto gli esempi delle varie opzioni descritte nella home page:

Trovare una parola partendo dalla definizione, ad es. barrel maker, museum guide, search for food, urge to travel, being tried twice for the same crime  
Analizzare concetti correlati, ad es. baseball, clouds, twisty, push  
Generare un elenco di parole in una categoria specifica, ad es. large birds, green fruit, Canadian authors  
Trovare parole formulando domande, ad es. What is the capital of Vietnam?, Who is Big Bird’s friend on Sesame Street?, What is the longest river in the world? 
Risolvere cruciverba usando caratteri jolly, ad es. ??lon:synthetic fabric,
s?nt?:christmas, l*ch*:fruit, ??????:hit, c*:board game 

Vedi anche: Dizionari di inglese online e Dizionari delle collocazioni dell’inglese

Dizionario inverso dell’italiano

Forse non tutti conoscono il Dizionario inverso dell’italiano moderno, uno strumento online che può risultare utile a chi fa giochi enigmistici o ad aspiranti poeti a corto di rima: consente di cercare parole in base alle lettere con cui terminano.

L’autore, Giuliano Merz, lo descrive in A proposito di dizionari inversi e rimari della lingua italiana e rende disponibili altre risorse interessanti:

Morphemix, per ricerche in base a infissi, prefissi e suffissi
Morphemix III, per ricerche specificando sillabe e loro posizione all’interno delle parole (esempi di ricerche qui)

[ Aggiornamento 30 gennaio 2011: le pagine del Dizionario inverso e di Morphemix non sono sempre disponibili. Se non funzionano, consiglio di riprovare dopo qualche giorno.  
Maggio 2011: le risorse erano state spostate a un nuovo indirizzo, ho aggiornato i link
]

Un altro strumento con finalità simili è Cerca rime e verifica parole, dove si possono restringere le ricerche a parole che inizino con una lettera specifica e non siano più lunghe di un certo numero di caratteri.
……

Vedi anche: C’è rima e rima, sull’accezione linguistica del termine rima.