Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “dizionari”

Tecnologia per analogia: Sideways dictionary

Sideways dictionary è un nuovo progetto in lingua inglese molto interessante: un dizionario collaborativo che non usa definizioni ma spiega la tecnologia digitale con analogie, in modo che tutti possano capirla.

L’idea di fondo è che i termini tecnici risultano spesso oscuri e incomprensibili e la mancata comprensione dei concetti che rappresentano può portare a scelte inadeguate. Il progetto è descritto in un video (con sottotitoli) che fa l’esempio di encryption, la crittografia:  

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Le 7500 parole del lessico di base dell’italiano

Tullio De Mauro ha pubblicato il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana, un aggiornamento all’opera del 1980. È un elenco di circa 7500 parole selezionate per uso, frequenza e disponibilità e suddivise in tre categorie:

Vocabolario di base De Mauro 2016

1 – lessico fondamentale (FO, circa 2000 parole ad altissima frequenza usate nell’86% dei discorsi e dei testi; nell’elenco sono formattate in grassetto);

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La censura petalosa di Facebook

vignetta Andrea NicolucciLa storia di petaloso ha avuto anche risvolti sgradevoli: fraintendimenti, pregiudizi e commenti negativi di ogni genere, come spesso succede sui social network.

Torno sull’argomento perché Facebook ha censurato* l’analisi postata da Vera Gheno, la sociolinguista che cura il profilo Twitter dell’Accademia della Crusca.

Una vicenda assurda raccontata da Michele Cortelazzo in Le bufale su petaloso, dove trovate anche il testo oscurato. Vi consiglio di leggerlo perché è molto arguto, anche se è sconsolante constatare tali livelli di ignoranza e incapacità di comprendere correttamente un testo, unite a maleducazione, animosità e smania di apparire a tutti i costi.

Ricorre ad esempio una convinzione distorta sulle finalità dei vocabolari moderni, che non legittimano l’uso delle parole perché non sono prescrittivi ma descrittivi. È un equivoco in cui è caduto anche il ministro Alfano qualche tempo fa, cfr. Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari.

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Animal notissimo e altre definizioni

A una presentazione del vocabolario Zingarelli 2015, il lessicografo Mario Cannella ha fatto divertire il pubblico con queste definizioni dalla terza edizione (1691) del Vocabolario degli accademici della Crusca:

cane Animal noto, e domestico dell’huomo.
gatto Animale noto, il qual si tiene nelle case per la particolar nimicizia, ch’egli ha co’ topi, acciocchè gli uccida.
cavallo Animal notissimo.

Cannella ha usato questi e altri esempi per evidenziare come cambiano la lingua, la rilevanza di oggetti e concetti e le aspettative di chi usa un dizionario, rendendo necessario aggiornare non solo i lemmi ma anche le definizioni (per chi è interessato all’argomento, Cannella ha scritto Idee per diventare lessicografo, un libretto conciso ma con molti dettagli).

Anche le definizioni dei database terminologici andrebbero riviste e aggiornate regolarmente, in particolare in ambiti tecnici e scientifici dove i concetti e i termini possono subire un’evoluzione molto rapida, come mostrano gli esempi di Plug and Play, chi se lo ricorda?, Da phablet a fonblet e Dischi rigidi, fissi e “solidi”.

In un contesto multilingue anche anisomorfismo e altri fattori possono richiedere di riformulare le definizioni e a volte anche di riconsiderare le relazioni tra concetti o di trovare soluzioni ad hoc: un esempio in Definizioni, interferenze culturali… e purè!

Il Nuovo De Mauro è online

Un’ottima notizia: dopo cinque anni di assenza, è di nuovo consultabile online il Dizionario De Mauro, in una nuova versione ospitata da Internazionale.

Il dizionario include circa 160.000 lemmi ripartiti in 130.000 entrate principali e 30.000 sottolemmi polirematici. Non è però specificato a quando risalga l’ultimo aggiornamento dei dati, ad es. ho notato che non sono ancora incluse parole come smartphone e tablet.

Per ogni accezione è indicata la marca d’uso, scelta tra undici categorie: FO fondamentale, AU di alto uso, AD di alta disponibilità (FO, AU e AD rappresentano le parole che coprono circa il 98% dei discorsi, cfr. I numeri del lessico italiano), CO comune, TS tecnico-specialistico (seguita dell’ambito di riferimento), LE di uso solo letterario, RE regionale, DI dialettale, ES esotismo (forestierismo), BU di basso uso, OB obsoleto. Esempio:

voce avvocata nel Nuovo De Mauro

Nelle Avvertenze per la consultazione si trovano dettagli su criteri di lemmatizzazione e su definizioni, accezioni, struttura delle voci, omografi e polirematiche. Sono inoltre disponibili alcune funzionalità di Ricerca avanzata e si possono inviare commenti e suggerimenti.
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Vedi anche: Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari, sulla finalità della maggior parte dei dizionari moderni (sono descrittivi e non prescrittivi).

Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari

Sintesi del comunicato stampa del Ministero dell’Interno che annunciava la presentazione di una direttiva per la prevenzione e il contrasto dell’abusivismo commerciale:

Alfano: Al via operazione ‘Spiagge sicure’. I turisti, i nostri cittadini, potranno tranquillamente trascorrere le loro giornate in spiaggia, senza la processione dei vu’ cumpra’ – comunicato stampa Ministero Interno 10 agosto 2014

Durante la presentazione e su Twitter il ministro Alfano ha ripetutamente usato l’espressione vu cumprà, quindi ha reagito alle prevedibili critiche affermando che la sua scelta lessicale era giustificata perché vu cumprà “c’è anche sulla Treccani”.

L’Enciclopedia Treccani ha subito precisato che l’espressione vu cumprà è registrata nel vocabolario “a scopo di documentazione, senza volerne in alcun modo legittimare l’uso”, e che nel proprio portale viene evidenziato il registro d’uso spregiativo (esempi qui e qui).

Il giornale del Nuovo Centrodestra non ha gradito la puntualizzazione e ha risposto con Colpi di sole. Vu cumprà: comica risposta della Treccani, ma forse è un fake, notevole per la disinformazione sulle finalità dei dizionari e per l’ignoranza del concetto di registro.

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Risorse lessicali per tradurre dall’inglese

link a Scartabellando e navigando. ALLA RICERCA DEI TRADUCENTI IN SCAFFALE E IN RETE a cura di Norman Gobetti Il repertorio (forse) completo dei dizionari e degli strumenti di ricerca terminologici che si trovano a stampa o digitali. – Rivista Tradurre, primavera 2014Un pagina da aggiungere ai Preferiti: Scartabellando e navigando, raccolta ragionata e dettagliatissima di dizionari e di altre risorse lessicali per tradurre dall’inglese, con un centinaio di link. È stata compilata da Norman Gobetti ed è completata da Come un prete il suo breviario, osservazioni di traduttori sull’uso di questi strumenti.

Non si possono aggiungere commenti all’articolo, altrimenti ringrazierei l’autore per tutte le informazioni e suggerirei altre due risorse molto utili per il lavoro terminologico:

Il database lessicale DANTE (Database of Analysed Texts of English), che si può usare come un dizionario avanzato per verificare sfumature di significato di parole e locuzioni inglesi, i loro usi figurati e i contesti d’uso con collocazioni e colligazioni, illustrati da moltissimi esempi. Ne ho parlato qui.

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neknomination

La neknomination è un fenomeno giovanile nato in Australia qualche mese fa e diffusosi rapidamente nel resto del mondo occidentale: ci si filma mentre si beve tutto di un fiato una pinta di birra o altri alcoolici, poi si posta il video sui social network e si nominano due persone che entro 24 ore devono fare la stessa cosa, come in una catena di Sant’Antonio.

Ne hanno parlato anche i media italiani ma se provate a fare una ricerca vedrete che pochi indicano l’etimologia del neologismo nek+nomination. Se lo fanno, ipotizzano nek da neck “come il collo della bottiglia”, ma nessuno cita il verbo inglese colloquiale neck, che descrive l’azione di bere o mangiare assimilabile a ingollare (dal latino gula ‘gola’), ingozzare (da gozzo),  trangugiare (da gogio, ‘gozzo’), ingurgitare ecc.

esempi d'uso del verbo neck dal database lessicale DANTE

Il mio sospetto è che chi ne ha scritto si sia fermato a una ricerca in versioni non recentissime di dizionari inglese-italiano, che per il verbo neck riportano solo l’altra accezione informale, “sbaciucchiarsi”, e non abbia provato a consultare i dizionari monolingui disponibili online (ad es. Oxford Dictionaries o il database lessicale DANTE, cfr. gli esempi a destra).

Tornando all’italiano, mi diverte molto la risemantizzazione di neknomination, con la sfida che diventa canora perché Nek viene reinterpretato come l’omonimo cantante.
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Vedi anche: Hangover

Wortschatz: 230 corpora

Ho accennato all’uso di corpora nel lavoro terminologico in Non solo per gioco: frequenza delle parole e anche con un riferimento a WebCorp e con alcuni esempi di tendenze e variazioni diacroniche ricavate dai corpora di Google Books e rappresentate graficamente in Google Ngram Viewer*.

Wortschatz – Universität LeipzigAggiungo una risorsa messa a disposizione  dall’università di Lipsia: Wortschatz, 230 corpora  per altrettante lingue o loro varietà (ad es. tedesco di Germania, Austria e Svizzera), descritti come  “dizionari monolingui basati su corpora”.

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Hacking (in DANTE)

L'Italia for sale

Alcuni manifesti elettorali taroccati sono molto creativi, come ad es. la commistione di italiano e inglese che ha trasformato L’Italia che sale in L’Italia for sale. La foto è subito diventato virale ed è stata notata anche da un linguista americano in Language Log, che ha descritto il gioco di parole come Translingual slogan hacking.

Credo che per molti italiani il significato più noto del verbo inglese hack sia l’accezione informatica “ottenere accesso non autorizzato a un computer o a un sistema informatico”, grazie al sostantivo hacker e ai prestiti integrati hackeraggio e hackerare,  però non molto utili per interpretare il senso di slogan hacking.

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Quando manca la parola (inglese)

In uno scambio di commenti ho citato OneLook Reverse Dictionary, una risorsa per l’inglese che consente di trovare parole partendo dalla definizione (il concetto), quindi un approccio opposto a quello dei dizionari tradizionali, dove la ricerca parte dalla parola per conoscerne i significati. La pagina esplicativa di OneLook riporta questi esempi:

Trovare una parola descrivendo il concetto, ad es. barrel maker, search for food, urge to travel, being tried twice for the same crime  
Analizzare concetti correlati, ad es. baseball, clouds, twisty, push  
Generare un elenco di parole in una categoria specifica, ad es. large birds, green fruit, Canadian authors  
Trovare parole formulando domande, ad es. What is the capital of Vietnam?, Who is Big Bird’s friend on Sesame Street?, What is the longest river in the world? 

Sapete se esiste una risorsa simile per l’italiano?


Vedi anche: Database terminologici (la differenza tra il metodo semasiologico dei dizionari tradizionali e il metodo onomasiologico usato nella gestione della terminologia).

Vocabulary.com

Vocabulary.comVocabulary.com è un sito con varie risorse per migliorare il proprio vocabolario di inglese. La funzionalità per me più interessante è la ricerca avanzata del dizionario che consente di trovare parole in base a vari criteri, tra cui sinonimi, antonimi, rime e numero di sillabe; molto utili per il lavoro terminologico sono “tipo di”, “esempio di” e “parti di”.

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VocabGrabber

logo VocabGrabberVocabGrabber è uno strumento di Visual Thesaurus pensato per studenti e insegnanti di inglese ma utile per chiunque sia interessato al lessico inglese e al suo uso.

È del tutto intuitivo e oltre alle istruzioni ci sono testi di esempio e un breve video. Consente di estrarre vocaboli e termini da testi inglesi e di personalizzare i risultati in base al livello di rilevanza e a diverse categorie lessicali. Le parole estratte possono essere visualizzate e ordinate in diverse modalità e per ciascuna parola sono disponibili la definizione, l’uso in contesto e il diagramma con le relazioni semantiche (word map) ricavate da WordNet.

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Dizionari e neologismi (e credibilità di chi scrive)

Ieri sono rimasta alquanto colpita da Il linguaggio corre troppo veloce. I nuovi dizionari sono già vecchi, disponibile solo nella versione cartacea di un noto quotidiano italiano.

articoloOra non ho a disposizione uno scanner ma ho fotografato l’articoletto. Aggiornamento luglio 2012: il testo è ora disponibile qui.

Ci sono spunti interessanti, ad es. c’è un riferimento ai criteri, non sempre palesi per l’autore, per cui certi neologismi sono inclusi nelle versioni più recenti di alcuni dizionari, come paccata nell’accezione usata dal ministro Fornero, mentre ne mancano altri, come biscotto ed esodato, che sono parole comunque in uso da tempo.

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Attacco con dizionario

La notizia delle password sottratte a LinkedIn è stata ripresa da vari articoli, ad es. MaK!nG 1t s@FeR, che spiegano che uno dei sistemi usati per appropriarsi di password è quello di ricorrere a elenchi (“dizionari”) di parole comuni, nomi propri e password già note provando tutte le voci in varie combinazioni finché si trova quella che funziona.

In inglese questa operazione si chiama dictionary attack. In italiano coesistono i termini attacco con dizionario, attacco a dizionario e attacco dizionario. È terminologia efficace, nonostante le incongruenze italiane, perché descrittiva e comprensibile anche da chi non ha conoscenze specifiche in materia. Sono quindi sorpresa di non aver trovato nessuno di questi termini, né in inglese né in italiano, negli articoli divulgativi a cui ho dato un’occhiata.

Interessante invece Qual è la lingua peggiore per una password? che riporta il grafico di The Economist dove si vede che le password italiane sono tra le più facilmente individuabili con questo metodo. Chissà come mai, forse molti italiani usano parole come mamma?!?

striscia di Dilbert

Vedi anche: Parolacce, software e localizzazione (tutt’altro uso di “dizionari”) e Sicurezza online spiegata dalle Poste italiane (glossari e riconoscibilità dei termini).