Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “dizionari”

Emoji nel dizionario: non sono parole!

Il sito americano Dictionary.com ha una nuova sezione dedicata alle emoji. Per ora conta una ventina di voci, scelte tra le emoji non solo più usate ma anche che si prestano a più interpretazioni. Si distingue da altri progetti per l’approccio lessicografico che ricava informazioni molto dettagliate da analisi dei contesti d’uso nell’inglese americano.

esempio per face without mouth emoji

Non sempre le descrizioni valgono anche per l’italiano ma si ricavano comunque indicazioni utili su un aspetto della comunicazione ancora piuttosto nuovo. Se vi interessa l’argomento, vi suggerisco di ascoltare l’intervista alla lessicografa Jane Solomon, esperta di emoji che cura il progetto e fa anche parte del sottocomitato di Unicode che approva nuove emoji.

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Nevicate eccezionali: parole per la neve

Titolo dai media italiani: BIG SNOW: MEZZA ITALIA IMBIANCATA.  Tweet di linguista americano @TheFallow in risposta a uno di @terminologia con parole inglesi per la neve: «I’m jealous. Why can’t *we* have a phrase as beautiful as “nevicate eccezionali”?!?»

Effetto itanglese (o “erba del vicino”): gli anglicismi come il martellante Big Snow possono sembrare la soluzione più efficace ed evocativa per chi non conosce bene l’inglese ma in realtà l’italiano ha un’enorme ricchezza lessicale che ci consente di esprimere adeguatamente qualsiasi idea e sfumatura di significato, quindi anche i fenomeni atmosferici di questi giorni.

Parole italiane per la neve

Possiamo trovare molti spunti nel Dizionario Analogico della Lingua Italiana alla voce neve:

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Risorse: Le parole per dirlo in italiano

immagine dell’articoloVi suggerisco di leggere Le parole per dirlo in italiano. Dove e come cercarle in rete di Giuseppe Palumbo per la rivista Tradurre.

La prima parte contiene riflessioni sull’evoluzione dei dizionari, non solo per quel che riguarda le caratteristiche ma anche il ruolo che ricoprono.

Nella seconda parte c’è una rassegna commentata di risorse per l’italiano che include dizionari di vario tipo: monolingui, specializzati, delle collocazioni, etimologici…

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Nuovissimo Vocabolario delle emoticon

tweet di Zanichelli Editore: Impara tutti i segreti per avere chat più sfiziose con l'imperdibile #Dizionario Feelings delle #emoticons: http://bit.ly/zfeelings

Il Vocabolario delle emoticons Zanichelli Feelings, la nuova opera di Fedele Musone, Allegra Felicetti, Fortunato d’Amore, Mara Sorrisi, Carina Ammiccante, Fernando Furioso e Gloria Bacini, è il pesce d’aprile del 2017 che mi è piaciuto di più.

Vedi anche: Da emoticon a emoji (significato, origine, etimologia e differenze di due parole apparentemente simili) e Fraintendimenti emojionali (perché la stessa faccina può essere interpretata in modi diversi).

Tecnologia per analogia: Sideways dictionary

Sideways dictionary è un nuovo progetto in lingua inglese molto interessante: un dizionario collaborativo che non usa definizioni ma spiega la tecnologia digitale con analogie, in modo che tutti possano capirla.

L’idea di fondo è che i termini tecnici risultano spesso oscuri e incomprensibili e la mancata comprensione dei concetti che rappresentano può portare a scelte inadeguate. Il progetto è descritto in un video (con sottotitoli) che fa l’esempio di encryption, la crittografia:  

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

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Le 7500 parole del lessico di base dell’italiano

Tullio De Mauro ha pubblicato il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana, un aggiornamento all’opera del 1980. È un elenco di circa 7500 parole selezionate per uso, frequenza e disponibilità e suddivise in tre categorie:

Vocabolario di base De Mauro 2016

1 – lessico fondamentale (FO, circa 2000 parole ad altissima frequenza usate nell’86% dei discorsi e dei testi; nell’elenco sono formattate in grassetto);

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La censura petalosa di Facebook

vignetta Andrea NicolucciLa storia di petaloso ha avuto anche risvolti sgradevoli: fraintendimenti, pregiudizi e commenti negativi di ogni genere, come spesso succede sui social network.

Torno sull’argomento perché Facebook ha censurato* l’analisi postata da Vera Gheno, la sociolinguista che cura il profilo Twitter dell’Accademia della Crusca.

Una vicenda assurda raccontata da Michele Cortelazzo in Le bufale su petaloso, dove trovate anche il testo oscurato. Vi consiglio di leggerlo perché è molto arguto, anche se è sconsolante constatare tali livelli di ignoranza e incapacità di comprendere correttamente un testo, unite a maleducazione, animosità e smania di apparire a tutti i costi.

Ricorre ad esempio una convinzione distorta sulle finalità dei vocabolari moderni, che non legittimano l’uso delle parole perché non sono prescrittivi ma descrittivi. È un equivoco in cui è caduto anche il ministro Alfano qualche tempo fa, cfr. Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari.

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Primo ottobre

Festa dei remigini

I millennial probabilmente non sanno che una volta la scuola iniziava sempre il primo ottobre e che gli alunni di prima elementare si chiamavano remigini.

Sono conoscenze enciclopediche che mi danno lo spunto per ricordare un dizionario molto divertente da sfogliare, Parole per ricordare – Dizionario della memoria collettiva, sottotitolato Usi evocativi, allusivi, metonimici e antonomastici della lingua italiana. C’è anche la voce remigino:

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Animal notissimo e altre definizioni

A una presentazione del vocabolario Zingarelli 2015, il lessicografo Mario Cannella ha fatto divertire il pubblico con queste definizioni dalla terza edizione (1691) del Vocabolario degli accademici della Crusca:

cane Animal noto, e domestico dell’huomo.
gatto Animale noto, il qual si tiene nelle case per la particolar nimicizia, ch’egli ha co’ topi, acciocchè gli uccida.
cavallo Animal notissimo.

Cannella ha usato questi e altri esempi per evidenziare come cambiano la lingua, la rilevanza di oggetti e concetti e le aspettative di chi usa un dizionario, rendendo necessario aggiornare non solo i lemmi ma anche le definizioni (per chi è interessato all’argomento, Cannella ha scritto Idee per diventare lessicografo, un libretto conciso ma con molti dettagli).

Anche le definizioni dei database terminologici andrebbero riviste e aggiornate regolarmente, in particolare in ambiti tecnici e scientifici dove i concetti e i termini possono subire un’evoluzione molto rapida, come mostrano gli esempi di Plug and Play, chi se lo ricorda?, Da phablet a fonblet e Dischi rigidi, fissi e “solidi”.

In un contesto multilingue anche anisomorfismo e altri fattori possono richiedere di riformulare le definizioni e a volte anche di riconsiderare le relazioni tra concetti o di trovare soluzioni ad hoc: un esempio in Definizioni, interferenze culturali… e purè!

Il Nuovo De Mauro è online

Un’ottima notizia: dopo cinque anni di assenza, è di nuovo consultabile online il Dizionario De Mauro, in una nuova versione ospitata da Internazionale.

Il dizionario include circa 160.000 lemmi ripartiti in 130.000 entrate principali e 30.000 sottolemmi polirematici. Non è però specificato a quando risalga l’ultimo aggiornamento dei dati, ad es. ho notato che non sono ancora incluse parole come smartphone e tablet.

Per ogni accezione è indicata la marca d’uso, scelta tra undici categorie: FO fondamentale, AU di alto uso, AD di alta disponibilità (FO, AU e AD rappresentano le parole che coprono circa il 98% dei discorsi, cfr. I numeri del lessico italiano), CO comune, TS tecnico-specialistico (seguita dell’ambito di riferimento), LE di uso solo letterario, RE regionale, DI dialettale, ES esotismo (forestierismo), BU di basso uso, OB obsoleto. Esempio:

voce avvocata nel Nuovo De Mauro

Nelle Avvertenze per la consultazione si trovano dettagli su criteri di lemmatizzazione e su definizioni, accezioni, struttura delle voci, omografi e polirematiche. Sono inoltre disponibili alcune funzionalità di Ricerca avanzata e si possono inviare commenti e suggerimenti.
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Vedi anche: Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari, sulla finalità della maggior parte dei dizionari moderni (sono descrittivi e non prescrittivi).

Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari

Sintesi del comunicato stampa del Ministero dell’Interno che annunciava la presentazione di una direttiva per la prevenzione e il contrasto dell’abusivismo commerciale:

Alfano: Al via operazione ‘Spiagge sicure’. I turisti, i nostri cittadini, potranno tranquillamente trascorrere le loro giornate in spiaggia, senza la processione dei vu’ cumpra’ – comunicato stampa Ministero Interno 10 agosto 2014

Durante la presentazione e su Twitter il ministro Alfano ha ripetutamente usato l’espressione vu cumprà, quindi ha reagito alle prevedibili critiche affermando che la sua scelta lessicale era giustificata perché vu cumprà “c’è anche sulla Treccani”.

L’Enciclopedia Treccani ha subito precisato che l’espressione vu cumprà è registrata nel vocabolario “a scopo di documentazione, senza volerne in alcun modo legittimare l’uso”, e che nel proprio portale viene evidenziato il registro d’uso spregiativo (esempi qui e qui).

Il giornale del Nuovo Centrodestra non ha gradito la puntualizzazione e ha risposto con Colpi di sole. Vu cumprà: comica risposta della Treccani, ma forse è un fake, notevole per la disinformazione sulle finalità dei dizionari e per l’ignoranza del concetto di registro.

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Risorse lessicali per tradurre dall’inglese

link a Scartabellando e navigando. ALLA RICERCA DEI TRADUCENTI IN SCAFFALE E IN RETE a cura di Norman Gobetti Il repertorio (forse) completo dei dizionari e degli strumenti di ricerca terminologici che si trovano a stampa o digitali. – Rivista Tradurre, primavera 2014Un pagina da aggiungere ai Preferiti: Scartabellando e navigando, raccolta ragionata e dettagliatissima di dizionari e di altre risorse lessicali per tradurre dall’inglese, con un centinaio di link. È stata compilata da Norman Gobetti ed è completata da Come un prete il suo breviario, osservazioni di traduttori sull’uso di questi strumenti.

Non si possono aggiungere commenti all’articolo, altrimenti ringrazierei l’autore per tutte le informazioni e suggerirei altre due risorse molto utili per il lavoro terminologico:

Il database lessicale DANTE (Database of Analysed Texts of English), che si può usare come un dizionario avanzato per verificare sfumature di significato di parole e locuzioni inglesi, i loro usi figurati e i contesti d’uso con collocazioni e colligazioni, illustrati da moltissimi esempi. Ne ho parlato qui.

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neknomination

La neknomination è un fenomeno giovanile nato in Australia qualche mese fa e diffusosi rapidamente nel resto del mondo occidentale: ci si filma mentre si beve tutto di un fiato una pinta di birra o altri alcoolici, poi si posta il video sui social network e si nominano due persone che entro 24 ore devono fare la stessa cosa, come in una catena di Sant’Antonio.

Ne hanno parlato anche i media italiani ma se provate a fare una ricerca vedrete che pochi indicano l’etimologia del neologismo nek+nomination. Se lo fanno, ipotizzano nek da neck “come il collo della bottiglia”, ma nessuno cita il verbo inglese colloquiale neck, che descrive l’azione di bere o mangiare assimilabile a ingollare (dal latino gula ‘gola’), ingozzare (da gozzo),  trangugiare (da gogio, ‘gozzo’), ingurgitare ecc.

esempi d'uso del verbo neck dal database lessicale DANTE

Il mio sospetto è che chi ne ha scritto si sia fermato a una ricerca in versioni non recentissime di dizionari inglese-italiano, che per il verbo neck riportano solo l’altra accezione informale, “sbaciucchiarsi”, e non abbia provato a consultare i dizionari monolingui disponibili online (ad es. Oxford Dictionaries o il database lessicale DANTE, cfr. gli esempi a destra).

Tornando all’italiano, mi diverte molto la risemantizzazione di neknomination, con la sfida che diventa canora perché Nek viene reinterpretato come l’omonimo cantante.
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Vedi anche: Hangover

Wortschatz: 230 corpora

Ho accennato all’uso di corpora nel lavoro terminologico in Non solo per gioco: frequenza delle parole e anche con un riferimento a WebCorp e con alcuni esempi di tendenze e variazioni diacroniche ricavate dai corpora di Google Books e rappresentate graficamente in Google Ngram Viewer*.

Wortschatz – Universität LeipzigAggiungo una risorsa messa a disposizione  dall’università di Lipsia: Wortschatz, 230 corpora  per altrettante lingue o loro varietà (ad es. tedesco di Germania, Austria e Svizzera), descritti come  “dizionari monolingui basati su corpora”.

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Hacking (in DANTE)

L'Italia for sale

Alcuni manifesti elettorali taroccati sono molto creativi, come ad es. la commistione di italiano e inglese che ha trasformato L’Italia che sale in L’Italia for sale. La foto è subito diventato virale ed è stata notata anche da un linguista americano in Language Log, che ha descritto il gioco di parole come Translingual slogan hacking.

Credo che per molti italiani il significato più noto del verbo inglese hack sia l’accezione informatica “ottenere accesso non autorizzato a un computer o a un sistema informatico”, grazie al sostantivo hacker e ai prestiti integrati hackeraggio e hackerare,  però non molto utili per interpretare il senso di slogan hacking.

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