Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “diacronia”

Perché anche le donne dicono “Pronto”?

Un dettaglio da How to answer the phone in different languages, illustrato da J. Chapman:

danese: Det’ + nome , francese: Allô ? , indonesiano: Halo? , inglese: Hello? , italiano: Pronto? , norvegese: Hallo , olandese: Met + nome , polacco: Tak, słucham? , portoghese: Alô? , russo: Алло? , spagnolo: ¿Diga? , svedese: Hallå? , tedesco: Hallo? , turco: Alo?

In varie lingue si risponde al telefono con un prestito adattato dell’inglese hello. È però poco noto che in origine hello non era un saluto ma un’interiezione, poco frequente, usata per esprimere sorpresa o per attirare l’attenzione (simile a ehi in italiano). Bell, l’inventore* del telefono, preferiva invece Hoy, variante dell’esclamazione marinaresca ahoy, ma hello si è affermato perché meno confondibile con altre parole.

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Comunque anche Leopardi diceva le parolacce

Comunque anche Leopardi diceva le parolacce – L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato.Ieri ho trascorso un’ora molto piacevole alla presentazione milanese di Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato, l’ultimo libro di Giuseppe Antonelli, linguista e conduttore di La lingua batte.

L’avevo appena letto, incuriosita dalle recensioni di Silverio Novelli e di Luisa Carrada, e anch’io ve lo consiglio: si impara molto e ci si diverte.

Antonelli inizia da due errori diffusi nel dibattito sulla salute dell’italiano: il vedere il cambiamento linguistico come elemento negativo e l’usare un modello di riferimento letterario che non tiene conto dell’evoluzione continua della lingua ed è inadatto alla comunicazione quotidiana.

Antonelli smonta pregiudizi e allarmismi sull’italiano (la morte del congiuntivo, l’invasione degli anglicismi, il degrado da turpiloquio ecc.) con molta ironia e argomentazioni ed esempi che spaziano dai grandi nomi della letteratura alle canzoni contemporanee.

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Hacking e hackeraggio

Nei titoli sull’appropriazione indebita delle foto private di alcune attrici americane appare spesso il prestito integrato hackeraggio, preferito a quello non integrato hacking. L’uso di entrambi è attestato da parecchi anni nell’uso non specialistico italiano con il significato di “attività esercitata dagli hacker” ma non mi pare che le due parole si equivalgano.

confronto tra hacking e hackeraggio in Google Ngram ViewerMi sembra che in hackeraggio prevalgano le connotazioni negative di hacker come pirata informatico (chi viola un sistema informatico per danneggiarlo o per acquisire dati riservati), mentre hacking può avere un significato più ampio e includere motivazioni “etiche” (cfr. hacktivism) o implicare particolari abilità informatiche (significato originale di hacker), ad es. per testare la sicurezza di un sistema. Anche il registro e il contesto d’uso non sono gli stessi: hackeraggio è più colloquiale e viene usato soprattutto in ambito giornalistico.

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L’evoluzione di spending review

L’anglicismo spending review è apparso nelle cronache economico-finanziarie nel 2004, si è imposto all’attenzione di tutti nel 2012, con il governo Monti, e da quando è entrato nel lessico comune ha già subito un’evoluzione, trasformandosi in spending. Qualche esempio:

 spending review → spendingil lavoro di spending va avanti
la spending è scelta politica, non tecnica
se la spending è un bancomat, addio al taglio delle imposte
la spending e la lotta all’evasione ridurranno il cuneo fiscale

Il sostantivo spending usato in italiano è uno pseudoprestito, una parola che ha l’aspetto di un prestito ma che nella lingua di origine ha un altro significato o addirittura non esiste.

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Dai flash flood alle bombe d’acqua

esempi di titoli con bomba d’acquaIn un post del 2011, flash flood, alluvioni lampo e nubifragi, avevo osservato che i media ricorrevano sempre più spesso all’anglicismo flash flood per descrivere piogge molto violente e intense (nubifragi) e mi ero chiesta se il prestito si sarebbe affermato.

A distanza di tre anni si può notare che la preferenza per flash flood è stata passeggera e invece si sta imponendo l’espressione bomba d’acqua, allora non ancora molto diffusa e anche recentemente avvertita come nuova.

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Manifesti a confronto: 1914 e 2014

Un esempio di come è cambiato l’italiano (e la comunicazione) negli ultimi cento anni.

Manifesto del 1914 che annuncia la partenza di una tappa del Giro d’Italia da Lugo di Romagna:

Giro d’Italia a Lugo – manifesto con comunicazione del sindaco, 1914
Fiso: fisso, intento; arridere: essere propizio

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Risorse lessicali per tradurre dall’inglese

link a Scartabellando e navigando. ALLA RICERCA DEI TRADUCENTI IN SCAFFALE E IN RETE a cura di Norman Gobetti Il repertorio (forse) completo dei dizionari e degli strumenti di ricerca terminologici che si trovano a stampa o digitali. – Rivista Tradurre, primavera 2014Un pagina da aggiungere ai Preferiti: Scartabellando e navigando, raccolta ragionata e dettagliatissima di dizionari e di altre risorse lessicali per tradurre dall’inglese, con un centinaio di link. È stata compilata da Norman Gobetti ed è completata da Come un prete il suo breviario, osservazioni di traduttori sull’uso di questi strumenti.

Non si possono aggiungere commenti all’articolo, altrimenti ringrazierei l’autore per tutte le informazioni e suggerirei altre due risorse molto utili per il lavoro terminologico:

Il database lessicale DANTE (Database of Analysed Texts of English), che si può usare come un dizionario avanzato per verificare sfumature di significato di parole e locuzioni inglesi, i loro usi figurati e i contesti d’uso con collocazioni e colligazioni, illustrati da moltissimi esempi. Ne ho parlato qui.

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Quiz: gli anni delle facezie grossolane

Questo brano mi sembra un esempio efficace di variazione diacronica (i cambiamenti linguistici che avvengono in un periodo di tempo anche relativamente breve). Tralasciando l’argomento, sono soprattutto il lessico e la costruzione di molte frasi a indicare che non si tratta di un testo contemporaneo. A che periodo fareste risalire la pubblicazione?

Può darsi, figlio mio, che tu abbia udito, e se non è ancora avvenuto avverrà presto, alcuni tuoi compagni scherazre sul matrimonio, e su questo argomento azzardare delle facezie grossolane. Che ne pensi? [...]

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Ricambio lessicale

Willy the word decider – Pearls Before Swine

Fa sorridere l’idea di qualcuno che possa decidere a tavolino i cambiamenti lessicali, non solo per l’inglese ma anche per l’italiano, però non è un’ipotesi del tutto fantasiosa se si pensa a molte sostituzioni associabili al politicamente corretto o ai tentativi di combattere il sessismo imponendo forme femminili per i titoli professionali o le cariche istituzionali che ne sono sprovvisti.

A parte alcuni cambiamenti artificiosi, il ricambio lessicale è un fenomeno fisiologico che può passare inosservato ai parlanti se non viene evidenziato attraverso analisi diacroniche. Possono contribuire diversi aspetti di variazione linguistica, tra cui maggior prestigio di una varietà linguistica (regionale, sociale, generazionale ecc.), l’influenza di altre lingue e altre culture (ad es. ora l’inglese e in passato il francese), e tendenze e preferenze di altro genere che portano alcune parole a competere tra loro e in alcuni casi ad avere un ciclo di vita relativamente breve.

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Le nuove collocazioni di hashtag

IS THAT A HASHTAG?
Vignetta: B.C. Comic

Evoluzione della terminologia informatica

La terminologia informatica si evolve molto rapidamente, ma non solo per gli sviluppi tecnologici che portano a rimodulare i concetti e causare slittamenti di significato.

Anche la popolarizzazione delle innovazioni, con l’adozione dei termini nel lessico comune, può causare cambiamenti, come ad esempio la diluizione del significato attraverso determinologizzazione e la comparsa di accezioni o connotazioni non previste.

Evoluzione di hashtag in italiano

Mi domando se anche hashtag stia subendo questo processo, non solo nella terminologia ufficiale di Twitter, descritta in #hashtag, parola e simbolo, ma anche nell’uso comune.

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Dischi rigidi, fissi e “solidi”

I nomi con cui sono conosciuti i dispositivi di memoria di massa di cui sono dotati i PC sono un tipico esempio di terminologia che potrebbe risultare datata se analizzata nel suo significato letterale.

Disk drive e unità disco

THE HARD DISK YOU’VE BEEN WAITING FOR – 10 MB     $ 3398

In inglese l’analogia con i dischi fonografici ha dato origine al termine disk in ambito informatico (risemantizzazione). Negli anni ‘50 IBM aveva sviluppato un sistema con una testina (head) mobile che poteva registrare e leggere dati dalla superficie di un disco magnetico in rotazione. L’intero meccanismo che faceva funzionare (drive) contemporaneamente il disco e la testina era stato chiamato disk drive.

Da tempo ormai drive ha un significato più ampio e non indica più solamente un meccanismo ma anche vari tipi di supporti di memorizzazione (ad es. chiavette) e lo “spazio” fisico o virtuale che occupano, ad es. DVD drive.

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Cruciverba e falsi diamanti

FUN's Word-Cross PuzzleOggi è il centenario della nascita del cruciverba, in inglese crossword (puzzle).

Qui a destra si può vedere il primo cruciverba, creato da A. Wynne e pubblicato il 21 dicembre 1913 dal New York World. Si nota subito la forma a losanga (rombo) ma vari media italiani (ad es. qui, qui e qui) hanno scritto invece “a forma di diamante”, una traduzione letterale dall’inglese diamond-shaped che non considera il falso amico diamonddiamante. Diamond dà anche il nome ai quadri , uno dei semi delle carte da gioco francesi (hearts, diamonds, clubs, spades).

Nell’immagine si può anche notare che in inglese il primo cruciverba si chiamava word-cross puzzle, poi diventato cross-word per un refuso, e infine crossword. In inglese c’è anche differenza tra i cruciverba americani, di aspetto abbastanza simile a quelli italiani, con schemi che hanno molte caselle da riempire, e i cruciverba inglesi, dove invece prevalgono le caselle nere.

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Alphabet of the obsolete

Da Wrong Hands:

alphabet of the obsolete

Nel blog:
parole del passato tra cui  corsivopellicolatelefono fisso  e  Rolodex
il significato dell’aggettivo obsoleto nel software
gli alfabeti inglesi Hidden  noisysilent,  i nomi delle lettereAlphabet Song

Buon giorno e buona sera

Un articolo del New York Times, William Weaver, Influential Translator of Modern Italian Literature, Dies at 90, riporta un esempio sulla difficoltà di tradurre dall’italiano all’inglese dettagli apparentemente molto semplici come i saluti.

immagine di orologioIn inglese non esiste un equivalente di buongiorno (a parte good day in Australia) e il traduttore deve scegliere tra good morning, good afternoon e good evening, ma per farlo correttamente deve sapere non solo l’orario ma anche dove viene fatto il saluto (variazioni diatopiche). In zone diverse d’Italia si passa infatti da buongiorno a buonasera in momenti diversi della giornata, anche subito dopo pranzo, quando in inglese sarebbe davvero insolito dire good evening.

Io vivo nell’Italia settentrionale e comincio a dire buonasera attorno alle 17, forse con qualche differenza tra estate e inverno. E voi?

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Parole del passato

Su Twitter un hashtag molto attivo oggi è stato #paroledelpassato, con osservazioni spesso acute e spiritose che fanno tornare in mente oggetti e situazioni dimenticati.

Ho segnalato compitare e signorina, remigino, calamaio e pennino, averlo nel sangue e la vignetta Evoluzione della terminologia informatica e ho ricordato il concetto di retronimo, un neologismo sintattico creato a partire da una parola o un termine già esistenti ma non più adeguati a definire un concetto che nel frattempo si è evoluto o specializzato, come ad es. macchina fotografica analogica, televisore in bianco e nero e telefono fisso.  

Una sorpresa: nei libri italiani del corpus di Google Ngram Viewer l’uso di fanciulla e giovanotto è più o meno stabile dagli anni ‘70 del secolo scorso.