Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “definizione”

Stati Uniti: cos’è un mass shooting?

mass shootings - Tom Curry
VIgnetta: Tom Curry; NRA è National Rifle Association, la lobby delle armi

Il tema di ieri di Tutta la città ne parla a Radio 3 era L’America delle armi. Sono intervenuta anch’io su mass shooting, in inglese l’espressione più frequente per descrivere quanto successo a Las Vegas il primo ottobre.

Le parole più usate dai media italiani sono strage e massacro, ma anche eccidio, mattanza, omicidio di massa. Come prevedibile è usato anche il calco sparatoria di massa. C’è però anche chi ha preferito usare l’anglicismo mass shooting. È una scelta giustificata?

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Open data per la pubblica amministrazione

I cosiddetti open data sono i dati resi disponibili gratuitamente in formati aperti con una licenza che consente di riutilizzarli, modificarli e condividerli liberamente. È un concetto di cui si sente parlare molto a proposito di trasparenza degli enti pubblici.

Ho cercato la definizione di open data usata dalla pubblica amministrazione e ho scoperto parecchie incongruenze nell’uso e nel significato attribuito all’anglicismo: ogni ministero o agenzia dà spiegazioni diverse.

i dati aperti della pubblica amministrazione

Il sito di riferimento per gli open data della PA è dati.gov.it, descritto come “il catalogo nazionale dei metadati relativi ai dati rilasciati in formato aperto dalle pubbliche amministrazioni italiane”, ma non c’è nessuna definizione né viene chiarito se open data e dati aperti vadano considerati nomi diversi per lo stesso concetto.

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Tecnologia per analogia: Sideways dictionary

Sideways dictionary è un nuovo progetto in lingua inglese molto interessante: un dizionario collaborativo che non usa definizioni ma spiega la tecnologia digitale con analogie, in modo che tutti possano capirla.

L’idea di fondo è che i termini tecnici risultano spesso oscuri e incomprensibili e la mancata comprensione dei concetti che rappresentano può portare a scelte inadeguate. Il progetto è descritto in un video (con sottotitoli) che fa l’esempio di encryption, la crittografia:  

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

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Animal notissimo e altre definizioni

A una presentazione del vocabolario Zingarelli 2015, il lessicografo Mario Cannella ha fatto divertire il pubblico con queste definizioni dalla terza edizione (1691) del Vocabolario degli accademici della Crusca:

cane Animal noto, e domestico dell’huomo.
gatto Animale noto, il qual si tiene nelle case per la particolar nimicizia, ch’egli ha co’ topi, acciocchè gli uccida.
cavallo Animal notissimo.

Cannella ha usato questi e altri esempi per evidenziare come cambiano la lingua, la rilevanza di oggetti e concetti e le aspettative di chi usa un dizionario, rendendo necessario aggiornare non solo i lemmi ma anche le definizioni (per chi è interessato all’argomento, Cannella ha scritto Idee per diventare lessicografo, un libretto conciso ma con molti dettagli).

Anche le definizioni dei database terminologici andrebbero riviste e aggiornate regolarmente, in particolare in ambiti tecnici e scientifici dove i concetti e i termini possono subire un’evoluzione molto rapida, come mostrano gli esempi di Plug and Play, chi se lo ricorda?, Da phablet a fonblet e Dischi rigidi, fissi e “solidi”.

In un contesto multilingue anche anisomorfismo e altri fattori possono richiedere di riformulare le definizioni e a volte anche di riconsiderare le relazioni tra concetti o di trovare soluzioni ad hoc: un esempio in Definizioni, interferenze culturali… e purè!

Ultrabook, notebook e altri –book

ultrabook cartoon

Negli articoli di questi giorni sul CES 2012 di Las Vegas sembra immancabile la parola ultrabook, spesso scritta con l’iniziale minuscola anche se Ultrabook è un marchio di Intel: identifica una specifica categoria di computer portatili con un processore Intel Core di seconda generazione, molto sottili (meno di 20 mm), molto leggeri (meno di 1,5 kg) e con durata della batteria di oltre 5 ore.

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visionary ≠ visionario

Oggi (24 ottobre 2011) esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionaryvisionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012, appena uscito (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

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Word Dynamo

Word_DynamoRiprendo un commento a How strong is your vocabulary?, un post di Silvia Pareschi, per segnalare Word Dynamo, un sito di giochi linguistici e altre attività pensati soprattutto per studenti americani ma perfetti anche per chiunque voglia tenere allenato il proprio inglese.

Le raccolte di parole sono divise per aree tematiche e sottocategorie molto specifiche e per ciascuna sono proposti giochi diversi, come spiegato in Word Dynamo Tour.

Ad esempio, in Beyond Dictionaries: Other Essential References si trova un elenco di 14 termini tra cui abecedarium, enchiridion e onomasticon e si può decidere se identificare la parola dalla definizione o la definizione per ciascuna parola, risolvere un cruciverba, ascoltare parole e definizioni o semplicemente fare un ripasso dei termini.

Vedi anche: Name That Thing (inglese avanzato).

Cos’è il sesso

Sesso: Maschio o Femmina?Nel caso non sapessimo rispondere alla complessa domanda qui a destra, la guida alla compilazione del foglio di famiglia del Censimento 2011 viene prontamente in nostro aiuto con un’utile definizione:

Il “sesso” è la variabile fondamentale per la lettura dei dati statistici in maniera distinta e comparata per uomini e donne – definizione ISTAT

Scherzi a parte, credo sarebbe stato preferibile non dare alcuna spiegazione, per evitare complicazioni.

Parole estive: rimastone

Shel_ShapiroNelle serate estive capita di vedere in giro qualche rimastone, ovvero persone che si distinguono per aspetto e atteggiamenti tipici di anni ormai passati. Rimastone è una parola molto colloquiale che trovo davvero efficace ma che forse non tutti conoscono. Definizione di Slangopedia:

Uomo o donna che nonostante la non più verde età, diciamo dai 40 ai 60 anni, mantiene abiti e comportamenti giovanili ma non contemporanei, bensì “rimasti” all’epoca della loro gioventù.

(un altro significato di rimastone è quello di persona tonta, che “non ci arriva” o che dimentica facilmente le cose)

Leggi e dizionari (negli Stati Uniti)

imageJustices Turning More Frequently to Dictionary, and Not Just for Big Words (New York Times) riferisce che i giudici della corte suprema degli Stati Uniti ricorrono sempre più spesso ai dizionari per determinare il significato di parole controverse in leggi esistenti.

Gli esempi riportati indicano che si tratta anche di lessico generico, ad es. parole estremamente comuni come now, also, any, if. Sembra inoltre che non ci sia alcun accordo su quali siano i dizionari di riferimento e come debbano essere usati ma che i giudici citino i dizionari le cui definizioni meglio si adattano al punto che vogliono provare.

I lessicografi interpellati sono molto perplessi e ricordano che i dizionari possono avere finalità diverse ma sicuramente non si prefiggono di circoscrivere rigorosamente il significato di ogni parola (si limitano a descriverne gli usi).
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Strumento Dizionario in Google

image Solo recentemente ho notato lo strumento Dictionary / Dizionario nella sezione More search tools / Più strumenti nella barra laterale sinistra dell’interfaccia principale di Google.

È disponibile una trentina di lingue e per undici di queste, tra cui l’italiano, si può scegliere l’opzione dizionario monolingue oppure bilingue da e verso l’inglese (per le altre solo il dizionario bilingue).

Ho fatto qualche prova e mi sembra che per il momento si ottengano risultati interessanti soprattutto in inglese, mentre negli altri casi le opzioni siano più limitate.

Come si può immaginare, i dettagli visualizzati per ogni ricerca variano in base al tipo di parola. Ad esempio, cercando handy in inglese, si ottiene trascrizione fonetica, pronuncia, sinonimi, definizioni con esempi, frasi correlate, lingue in cui esiste la stessa parola, esempi d’uso e definizioni dal Web (le stesse che si ottenevano con l’operatore di ricerca define:). Cercando handy nella combinazione English <> German, vengono visualizzate le traduzioni in tedesco, in aggiunta alle informazioni appena elencate.

In italiano e nelle altre lingue in cui ho provato, invece, mi sembra che si ottengano solo le definizioni dal Web ed eventualmente, ma non sempre, le traduzioni verso l’inglese, quindi immagino che questa funzionalità sia ancora in fase di sviluppo.

Vedi anche: Dizionari di inglese online


Nota: dopo aver usato una combinazione bilingue, si può tornare al dizionario monolingue inglese scegliendo English dictionary, opzione che appare seguendo l’ordine alfabetico delle varie lingue. Secondo me sarebbe stato più intuitivo inserire questa opzione all’inizio dell’elenco, separandola visivamente dalle altre, perché dictionary rappresenta una funzionalità diversa e non il nome di una lingua; in questo modo, forse si sarebbe potuto evitare anche il problema di localizzazione dell’interfaccia italiana, dove si fa fatica a trovare Dizionario di inglese:

dictionary_interface

L’operatore define: di Google non funziona più

Aggiornamento: il problema descritto di seguito è stato risolto

query

Tra tutti gli operatori di ricerca di Google, il mio preferito è define:, che raggruppa definizioni da varie fonti per il termine cercato (anche di più parole, basta digitarle dopo i due punti, che non vanno seguiti da spazio).

Ultimamente, però, l’operatore non funziona più, forse perché è disponibile il nuovo strumento Dizionario, di cui parlo qui. Si può provare senza i due punti, come suggerito in Explore Google Search, ma anziché definizioni ordinate, come nell’esempio di define:terminologia qui sopra, si ottengono i risultati corrispondenti a una ricerca standard che oltre alla parola voluta contiene anche definizione o i suoi sinonimi.

Spero che la funzionalità venga ripristinata.

Vedi anche: Strumento Dizionario in Google e Ricerca terminologica e verifiche con Google.

invornito

A meno che non sia stata fatta conoscere da qualche comico, non credo che la parola invornito sia molto nota al di fuori di uno specifico ambito regionale.

Brutta storia – Manuale di lingua e mitologia urbana ne spiega il significato, mostrando l’efficacia di una definizione sintetica ma attentamente formulata: 

In Romagna indica persona strutturalmente non adatta ai processi logici

Facezie a parte, approfitto di questo esempio per un’osservazione sul lavoro terminologico: le definizioni molto dettagliate, perfette per un dizionario o altre opere di consultazione, possono invece essere poco adatte in un database terminologico (le informazioni aggiuntive, non strettamente necessarie per la definizione, andrebbero inserite in altri campi).


Vedi anche: Si dice in Romagna…

Tornando a invornito, etimologia ed esempi d’uso in invurni (rumagna.com).

Velocipedi a Milano (e altrove)

Non sono certo la prima ad avere notato la dicitura scelta per la segnaletica verticale (cartelli e pannelli luminosi) all’entrata del tunnel di Porta Nuova a Milano: mi ha sempre fatto pensare a un esempio di burocratese con una velata presa in giro dei ciclisti, categoria non molto rispettata da queste parti. L’altra sera passavo di lì e ho fatto una foto:

divieto_velocipedi

velocipedeI principali vocabolari di italiano (Treccani, Sabatini Coletti, Zingarelli ecc.) descrivono il velocipede come un mezzo antiquato e aggiungono che nel linguaggio contemporaneo è una parola usata solo scherzosamente come sinonimo di bicicletta.

Non registrano altre accezioni ma l’assenza del significato visto sui cartelli è giustificata: in questo caso velocipede non fa parte del lessico generico ma è un termine tecnico* usato nell’ambito specializzato del Codice della strada per identificare un concetto specifico:

Art. 50. Velocipedi
1 I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare
.

Tutti gli italiani con patente di guida dovrebbero conoscere il Codice della strada (ehm…), quindi ben vengano le iniziative per semplificarne il linguaggio e renderlo più accessibile, purché non riducano la precisione terminologica, essenziale in tutti gli ambiti specializzati.

A proposito dei velocipedi e dell’art. 50, FIAB propone questa modifica:

Biciclette
1 Le biciclette sono mezzi di trasporto con due ruote, o altri mezzi di trasporto a più ruote equiparabili, funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano a bordo
.

Mi sembra però che ci siano margini di miglioramento perché con questa definizione vengono esclusi i mezzi a pedalata assistita (con motore) e si crea qualche ambiguità: gli altri mezzi (o le ruote?) sono equiparabili in che senso, esattamente? Interessante comunque che FIAB suggerisca anche di aggiungere termini e definizioni ora mancanti, quali attraversamento ciclabile, attraversamento ciclopedonale misto, corsia ciclabile e itinerario ciclabile. Ulteriori proposte in Modifiche al codice della strada.

Nel frattempo cercherò di non fare più troppo caso ai cartelli del tunnel di Porta Nuova…

*  Velocipede è un esempio di terminologizzazione, anche se in questo caso la parola del lessico generico scelta per rappresentare il concetto particolare non era più di uso comune ma già un arcaismo.

Vedi anche: esempi di segnaletica orizzontale e cartelli insoliti (peccato non aver potuto fotografare il cartello visto domenica a Enego, sull’Altopiano di Asiago, decisamente Pregolamentare nell’aspetto ma non nella dicitura: il simbolo standard di parcheggio era accompagnato dalla scritta RISERVATO AI SCIATORI).

Font, typeface, famiglie e tipi di carattere – 2

A inizio ottobre non immaginavo che avrei avuto un “argomento del mese” ma è ovvio che è stato così se oggi vi suggerisco di leggere Più font per tutti, un articolo davvero interessante sulla storia della parola font e relative questioni linguistiche.

Per concludere l’argomento, come preannunciato qui, diagrammaaggiungo alcune considerazioni  abbastanza tipiche per chi si occupa di localizzazione. Sono suggerite dalle differenze di terminologia  tra Adobe e Microsoft riassunte in questa tabella:

  Adobe – inglese. Microsoft – inglese Adobe – italiano Microsoft – italiano
1 typeface,
font family
.
font family
tipo di carattere, 
famiglia di caratteri, carattere tipografico,
font
.
.
famiglia di caratteri
2 .
[individual] font
typeface,
font
.
[singolo] font
.
carattere tipografico, tipo di carattere
3 font font font tipo di carattere

Nella localizzazione di un prodotto, l’adeguatezza delle scelte terminologiche per la lingua di arrivo può essere influenzate da diversi fattori e modalità di gestione della terminologia:

Nella lingua di partenza, non sempre è determinante fare riferimento all’etimologia o al significato standard dei termini di un settore specializzato perché quando sono adottati in ambito informatico possono subire uno slittamento di significato, come dimostra la sovrapposizione di font e typeface in inglese.
Altro esempio: Tasti di scelta (rapida).
Come evidenziavo nel post precedente, a concetti facilmente identificabili non sempre corrispondono segni linguistici univoci e quindi nella gestione della terminologia è di fondamentale importanza disporre di definizioni accurate che eliminino ogni ambiguità e chiariscano le relazioni tra concetti (e termini associati).
Esempi: Che relazione c’è tra obsoleto, disapprovato e deprecato? e border / boundary / edge / perimeter network.
È sempre preferibile un approccio onomasiologico: si analizza il concetto, gli elementi che lo contraddistinguono e il contesto di utilizzo della lingua di partenza e quindi si cerca un’equivalenza* nella lingua di arrivo, evitando la tentazione di “tradurre” letteralmente il termine.   
Esempi: nudge e Ribbon/Elements Gallery.
Nella scelta della terminologia possono intervenire fattori extralinguistici. Chi introduce un prodotto nuovo in un settore dove c’è già un leader di mercato, ad esempio, potrebbe dover scegliere tra congruenza terminologica con i propri prodotti, con il prodotto leader (per facilitare l’adozione da parte degli utenti esistenti riducendo l’impatto sulla curva di apprendimento) o con il sistema operativo più diffuso in quell’ambito: nel caso di font, typeface ecc., la scelta potrebbe essere tra terminologia Microsoft e terminologia Adobe, in altri contesti tra terminologia Microsoft e terminologia Apple.  
Credo sia ovvio che nessun termine dovrebbe essere gestito individualmente ma sempre all’interno del sistema concettuale a cui appartiene e in base alla destinazione del prodotto. Ho quindi qualche perplessità su alcuni progetti di terminologia in crowdsourcing o aperti alle community e soprattutto su certi forum dove chi traduce sottopone un termine all’attenzione dei colleghi, spesso senza identificare concetto, termini correlati e tipo di utente finale, per poi scegliere la “traduzione” che ha ottenuto più voti.
Esempio: Effetto mouseover: la “serrandina”.

In conclusione, per quanto le incongruenze terminologiche di Microsoft e Adobe possano apparire ovvie, non si può dire a priori quale sia la terminologia più adeguata: ciascuna va valutata all’interno del proprio sistema concettuale.

* Come postilla aggiungo un esempio di equivalenza di materiale nella lingua di arrivo per un ipotetico terminologo che, una ventina di anni fa, si fosse trovato a dover scegliere la terminologia italiana per i tre concetti che hanno ispirato questo post. È il Manuale del grafico di Giorgio Fioravanti in un’edizione del 1987, quando, presumibilmente, la terminologia tipografica italiana non era ancora stata influenzata né da software localizzato né da calchi o prestiti dall’inglese (grassetti miei):

I caratteri vengono generalmente indicati con il nome del disegnatore, con quello della casa produttrice o con nomi di fantasia. Al nome, e in alcuni casi al numero della serie, si accompagna l’indicazione della forma (tondo o corsivo) o della sua proporzione (largo o stretto) e della grossezza delle aste (chiarissimo, chiaro, neretto, nero o nerissimo). Solo alcune serie di caratteri dispongono di molte varianti. I caratteri utilizzati per i testi comprendono generalmente il tondo e il corsivo, nelle varianti chiare e nere.

[come esempi vengono elencate le varianti della serie di caratteri Univers, ad es. Univers 65 Medium, Univers 39 Ultra Light Extra Condensed ecc.]


Altri post sull’argomento font e caratteri:

Caratteri, font e simboli scientifici 
Font è maschile o femminile? 
Font, typeface, famiglie e tipi di carattere – 1 
A lesson on typography (tipografia cinetica) 
Caratteri maschili e femminili…