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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

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Gestione della terminologia e localizzazione

Pubblicato in settembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia


La gestione della terminologia nella localizzazione ha subito un’evoluzione negli anni, sia nelle modalità che nelle fasi del ciclo del prodotto in cui avviene.

ciclo di vita del prodotto e gestione della terminologia

Inizialmente si compilavano semplici liste di termini in una fase abbastanza avanzata della localizzazione, spesso quando lo sviluppo del prodotto era ormai terminato; in seguito si è passati a glossari bilingue con definizioni, di solito creati all’inizio della localizzazione. Questo approccio è reattivo: la nuova terminologia viene documentata in base alle necessità di traduzione.

Il modello attualmente usato da Microsoft e da altri importanti produttori di software identifica invece la maggior parte della nuova terminologia nella fase di sviluppo, prima dell’inizio della localizzazione e in stretta collaborazione con i team responsabili del prodotto. Ai termini inseriti nel database terminologico sono associati metadati, indicazioni di utilizzo, contesto e informazioni sulle relazioni tra i termini che aiutano ad effettuare ricerche terminologiche più mirate ed efficaci nelle lingue di arrivo. Si procede poi con la traduzione dei termini, privilegiando quindi un approccio cosiddetto proattivo che consente risparmi in termini di risorse e costi e garantisce migliore coerenza e qualità.

Non è comunque possibile identificare tutta la terminologia di un prodotto nella fase di sviluppo, in quanto il software può subire modifiche anche in fase di testing. Anche in un modello proattivo le attività terminologiche continuano durante la localizzazione e possono proseguire dopo il rilascio, prima che inizi un nuovo ciclo di vita del prodotto, ad esempio per identificare eventuali incongruenze incorse nella localizzazione e che verranno risolte nella versione successiva.

Concetti e termini: un esempio da Office per Mac

Post pubblicato il 25 giugno 2008 in blogs.technet.com/terminologia


La gestione della terminologia orientata al concetto (approccio onomasiologico) consente scelte terminologiche più flessibili e mirate.

Un esempio interessante riguarda l’interfaccia di Office 2008 per Mac:

Office 2008 per Mac

Anche qui, come in Office 2007 per Windows, i menu tradizionali sono stati sostituiti da un’interfaccia dinamica che rende disponibili le funzionalità più adatte all’attività che si sta svolgendo.

L’aspetto è però diverso da quello di Office 2007:

Office 2007 per Windows

Questo nuovo elemento di interfaccia in inglese ha nomi diversi:

Ribbon in Office 2007  
Elements Gallery in Office 2008 per Mac

Anche se l’aspetto non coincide, concettualmente la funzionalità è la stessa e i team di sviluppo hanno concordato un’unica definizione per entrambi i termini, consultabile nel Portale linguistico Microsoft:

Un elemento dell’interfaccia utente che presenta comandi, strumenti e opzioni raggruppati in base all’attività anziché attraverso menu tradizionali, barre degli strumenti e riquadri attività.   

Si tratta quindi di due realizzazioni dello stesso concetto.

È stata questa considerazione, assieme ad altre relative al prodotto e al suo utilizzo, che ha portato alla decisione di riproporre la stessa soluzione della versione italiana di Office 2007 anche in Office 2008 per Mac, associando un’unica “traduzione” a entrambi i termini inglesi: barra multifunzione.

Qui sotto una rappresentazione semplificata e molto schematica di questa scelta in un database terminologico orientato al concetto:Ribbon ed Elements Gallery

Un approccio semasiologico (ad es. un glossario con le voci elencate in ordine alfabetico) probabilmente non avrebbe suggerito la stessa scelta perché i due termini sarebbero stati catalogati come voci indipendenti e non necessariamente con la stessa definizione.

Nella localizzazione è invece utile cercare di ridurre le variazioni terminologiche per uno stesso concetto perché possono causare confusione e avere un impatto negativo sull’esperienza di utilizzo dei prodotti, come nell’esempio del post Tasti di scelta (rapida).
   

Aggiornamento dicembre 2010 – In Office for Mac 2011  è scomparso il termine inglese Elements Gallery, sostituito da Ribbon come nella versione per Windows. In italiano non è stato necessario alcun aggiornamento terminologico: la scelta descritta qui sopra si è rivelata lungimirante!


Per una sintesi delle differenze tra il metodo onomasiologico e quello semasiologico, il post Database terminologici.

"Missione" a Bruxelles

Post pubblicato il 26 maggio 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Venerdì ero a Bruxelles alla Commissione europea. Ero stata invitata a parlare di Terminologia informatica: strumenti e metodologie alla Direzione generale della Traduzione (DGT).

Mi fa sempre piacere poter parlare del mio lavoro, soprattutto con chi opera in campo linguistico ma in ambiti diversi dal mio: le domande sono sempre interessanti e si scoprono punti in comune.  

La mission* della DGT, ad esempio, fa specifico riferimento alla qualità linguistica della traduzione, all’importanza della ricerca terminologica, alla leggibilità e fruibilità dei testi, all’interazione con il cittadino (l’utente finale). Sono tutti aspetti che rivestono importanza fondamentale anche nella localizzazione. La DGT sottolinea inoltre l’importanza di un flusso di lavoro ben definito e l’utilizzo di strumenti e tecnologie specifici, anche in questo caso elementi essenziali del processo di localizzazione.
Un altro esempio: i
l contenuto del database terminologico interistituzionale dell’Unione Europea, IATE, è accessibile pubblicamente per aumentare la disponibilità e la standardizzazione delle informazioni. Mi piace pensare che sia un punto in comune con il Portale linguistico Microsoft.

La visita alla Commissione europea è stata per me davvero interessante e anche molto piacevole, grazie alla grande cordialità di tutte le persone che ho incontrato.

   

* A proposito di mission, forma abbreviata di mission statement, questo termine è ormai comunemente usato in italiano (la ricerca su Internet dà decine di migliaia di risultati) ed è l’ennesimo esempio di prestito dall’inglese. Bisogna ammettere che nessuna delle possibili traduzioni italiane è del tutto convincente: il calco missione avrebbe connotazioni burocratiche e soprattutto religiose; obiettivo sarebbe riduttivo perché limitato al raggiungimento di un risultato specifico; a me piace filosofia, nell’accezione "complesso di idee, di principi che ispirano le scelte e la linea di condotta di persone, istituzioni ecc." ma descrive solo una parte del concetto; definizione del mandato è un’ottima soluzione con riferimento a istituzioni e organizzazioni ma non è adatta ad ambiti aziendali (mandato implicherebbe un intervento esterno che in un’azienda è presumibile solo in caso di azionisti); dichiarazione di intenti e soprattutto dichiarazione programmatica sono i due termini che forse si avvicinano di più al termine inglese ma dichiarazione può richiamare il significato di "proclama" e soprattutto non è un termine evocativo, decisamente uno svantaggio quando va invece riprodotta la connotazione emozionale del termine originale. E così, ancora una volta, il termine inglese si è fatto prepotentemente strada.

   

Database terminologici

Post pubblicato il 17 aprile 2008 in blogs.technet.com/terminologia


Molti database terminologici, ad esempio quello Microsoft, sono orientati al concetto. Altri database invece sono orientati al termine. In pratica cosa vuol dire?

Approccio semasiologico

I dizionari che tutti conosciamo sono orientati al termine. voce di dizionario
Ogni voce del dizionario rappresenta un segno linguistico ed elenca le diverse accezioni che il segno può assumere nella lingua. Ad esempio, nel Dizionario Sabatini Coletti alla singola voce termine sono associati concetti diversi: limite temporale, estremità spaziale, elemento di un sistema, vocabolo ecc. Si parte quindi dalla denominazione per arrivare al significato o ai significati. In un sistema orientato al termine i sinonimi (ad es. email e posta elettronica) ed eventuali varianti (ad es. email e e-mail) sono registrati come voci separate. Per chi ama i paroloni, questo è un metodo semasiologico.

Approccio onomasiologico

Altri database terminologici sono invece orientati al concetto.voce di database terminologico
Ogni voce del database descrive un concetto e ne elenca le realizzazioni lessicali. Ad esempio, alla singola voce con definizione "lo scambio di messaggi di testo o file tramite una rete di comunicazione quale Internet" sono associati termini diversi: posta elettronica, e-mail, email, ecc.  Si parte quindi dal significato per arrivare alle denominazioni (termini) che lo designano. Questo è un metodo onomasiologico.

Vedi anche: una breve descrizione del triangolo semiotico (una rappresentazione schematica delle relazioni tra oggetti, concetti e parole) e Terminologia: alcuni riferimenti bibliografici.