Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “COVID-19”

Promemoria per i media: immunizzato ≠ vaccinato

Un esempio di errore ricorrente nei media italiani, da un servizio di un TG:

Schermata da servizio del TG! dell’11 settembre 2021 intitolato “Effetto vaccini”

A quanto pare parecchi giornalisti non hanno ancora capito che la parola immunizzato identifica un individuo che in seguito a una vaccinazione è stato reso immune a una specifica malattia – non verrà contagiato se entra in contatto con l’agente infettivo perché possiede gli anticorpi specifici per contrastarlo.

Come è noto, nessun vaccino è efficace al 100%. Non tutti i vaccinati riescono a sviluppare una risposta immunitaria e risultano quindi vaccinati ma non immunizzati. Sono loro che corrono il rischio di contagiarsi, ammalarsi e, nei casi più gravi, di dover essere ricoverati in ospedale.

In sintesi: gli immunizzati sono un sottoinsieme dei vaccinati e quindi immunizzato non è sinonimo di vaccinato. La frase il ricovero in rianimazione di chi è immunizzato per me è un controsenso.

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Un richiamo ai media su “booster”!

Esempi da notizie recenti sulle vaccinazioni in Israele e negli Stati Uniti nell’ambito dell’epidemia di COVID-19:

Esempi: 1 «I primi dati sull’efficacia della terza dose del vaccino anti Covid arrivano da Israele, dove oltre un milione di persone sopra i 60 anni di età ha già ricevuto la dose aggiuntiva, il cosidetto booster»; 2 «Israele: avanzano gli studi sulla terza dose di vaccino anti Covid, quella definita booster»; 3 «Fauci ha specificato che al momento non vedono la necessità di offrire dei richiami ‘booster’»; 4 «Sarà molto probabile un booster, una terza dose dei vaccini anti covid»

Chi legge e non conosce già il significato della parola inglese booster concluderà che è il nome “tecnico” della terza dose di vaccino. Si tratta invece di un’interpretazione errata di chi ha tradotto dall’inglese.

Booster in inglese, richiamo in italiano

In inglese booster è la forma abbreviata di booster dose (o più informalmente booster shot) ed è il richiamo di un vaccino, come si può verificare in qualsiasi dizionario monolingue. Esempio:

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Inglese farlocco: no-tamp

Titoli: 1 Covid, adesso arrivano i no-tamp: “Evitano il tampone per non rovinarsi l’estate”; 2 No-tamp: chi sono e cosa rischiano; 3 "Mentono per andare in vacanza". La follia dei no-tamp

Sono sempre più numerose le notizie di focolai di COVID-19 e alcune testate sono ricorse all’espressione no-tamp per descrivere chi si oppone al tampone per il tracciamento dei contatti perché vuole evitare di scoprire un’eventuale positività con conseguente isolamento fiduciario.

La locuzione no-tamp ha l’aspetto di un anglicismo conforme al modello no x, descritto in Neologismi per non vaccinati: no pass e boh vax. In inglese però la parola tamp non ha nulla a che vedere con i tamponi, di nessun genere: è un verbo che significa borrare (occludere il foro di una mina con materiale inerte per aumentare l’efficacia dell’esplosivo). No-tamp è quindi uno pseudoanglicismo.

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Anche se siamo eleggibili, nessuno ci voterà

Dettaglio da un Monitoraggio settimanale Covid-19 del Ministero della Salute: 

È prioritario raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione in tutti gli eleggibili, con particolare riguardo alle persone a rischio di malattia grave, nonché per ridurre la circolazione virale e l’eventuale recrudescenza di casi sintomatici sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità.

La locuzione evidenziata, tutti gli eleggibili, è ricorrente nelle relazioni settimanali e in altri testi. Altri esempi dai siti del Ministero e dell’Istituto Superiore della Sanità: pazienti non-eleggibili a trapianto  •  soggetti eleggibili ai percorsi di follow-up  •  candidati ideali per la radioterapia short-course ed altri invece meno eleggibili  •  eleggibile alle cure palliative  •  eleggibile per l’intervento di artroprotesi totale di anca  •  eleggibili al percorso Fast Track ortopedico  •  criteri di eleggibilità per le prestazioni di telemedicina.

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Neologismi per non vaccinati: no pass e boh vax

Alcuni titoli sulle manifestazioni di piazza del 25 luglio 2021:

Immagine di gente che protesta e titoli: 1 No green pass e no vax in piazza contro la “dittatura”; 2 Ecco il popolo dei “No Green pass”: negazioni, minacce, mascherine giù; 3 La piazza dei “No pass”. Cori e striscioni contro i vaccini; 4 Tensione e violenze. Da Milano a Napoli il popolo “No Pass” sceglie la piazza

Si possono osservare le due forme di un neologismo recente: no green pass e la sua abbreviazione no pass, qui usati per descrivere chi protesta per la decisione del governo del 22 luglio di rendere obbligatoria per alcune attività la certificazione verde COVID-19 (il cosiddetto green pass).

No pass

No [green] pass, scritto spesso anche con il trattino, rientra in una serie molto produttiva di locuzioni sul modello no x, dove x indica ciò a cui ci si oppone e in prevalenza è una parola inglese o che ne ha l’aspetto, come ad es. no TAV.

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COVID-19: nuovi nomi per le varianti VOC e VOI

tweet di World Health Organization: Today WHO has announced a new naming system for key #COVID19 variants. The labels are based on the Greek alphabet (i.e. Alpha, Beta, Gamma, etc), making them simple, easy to say and remember.

Da dicembre 2020 sentiamo discutere di varianti del coronavirus Sars-CoV-2 causa del COVID-19. Sono accomunate da mutazioni sulla proteina spike che possono conferire al virus maggiori trasmissibilità, patogenicità e capacità di reinfettare chi già immunizzato.

Il 31 maggio 2021 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato un nuovo sistema per denominare le varianti nella comunicazione pubblica: si ricorrerà alle lettere dell’alfabeto greco anziché alle indicazioni geografiche usate finora (le famigerate varianti inglese, sudafricana, brasiliana, indiana…).

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Per viaggiare in Ue non si userà il “green pass”!

Alcuni titoli di fine maggio 2021:

Titoli: 1 Green pass Ue, Colao: sarò disponibile anche sull’app Io dal primo luglio; 2 Green pass europeo valido da 15 giorni dopo la prima dose; 3 Dal 1 luglio arriva il green pass digitale sull’App Io; 4 I nodi aperti del Green Pass: Immuni e i minorenni: 5 Green pass Ue, Draghi: “Pronto a metà giugno”; 6 Il Green Pass sarà digitale: un certificato Qr code

Da mesi i media discutono di green pass, nome con cui vengono identificate le certificazioni che attestano che
1 si è stati vaccinati contro il COVID-19 oppure 
2 si guariti dal COVID-19 oppure
3 si è fatto un tampone con esito negativo.
Il nome green pass viene usato indifferentemente sia per le certificazioni italiane per l’Italia che per le certificazioni valide in tutta l’Unione europea.

Ufficialmente però non esiste nessun documento o attestazione di alcun genere con questo nome né in Italia né nell’Ue. Ho cercato di capire da dove arriva l’anglicismo e ho scoperto anche alcune incongruenze nei nomi usati dalle istituzioni italiane ed europee. 

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Anglicismi a caso: l’open day negli hub è sold out

Dal sito della Regione Lazio: “Vaccinazioni anti Covid-19, 15 e 16 maggio OPEN DAY AstraZeneca con ticket virtuale per over 40”. Titolo di notizia: “Vaccini Lazio, l’Open Day sold out in tre ore: successo per l’AstraZeneca agli over 40.

Il 15 e 16 maggio la Regione Lazio ha organizzato due giornate straordinarie di vaccinazioni con Vaxzevria (AstraZeneca) aperte a persone sopra i 40 anni. L’iniziativa ha avuto successo: in poche ore sono stati prenotati tutti gli appuntamenti disponibili.

La comunicazione istituzionale e mediatica sulle due giornate ha attirato la mia attenzione perché è un concentrato di anglicismi. Alcuni sfiorano il ridicolo: sono del tutto superflui o addirittura usati a sproposito.

Testo: L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, annuncia il grande successo delle prenotazioni per l’Open Day AstraZeneca over 40: “Successo straordinario, in meno di tre ore sold out agli hub di Roma, Frosinone, Latina e Viterbo. La modalità del ticket virtuale ha funzionato e sono rimasti pochi slot a Rieti”.

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Proctoring e altre parole per esami con l’inganno

Reperti storici dalla Cina:

tweet con foto di reperti cinesi e testo Tools for cheating on the Chinese imperial civil service examinations--from the Qing Dynasty (1644-1911): cheat book, cheat vest, and cheat socks.

Bigliettini

Le locuzioni evidenziate – cheat book, cheat vest e cheat socks – hanno come modello cheat sheet, il nome usato in inglese americano per i bigliettini pieni di informazioni essenziali, scritte in caratteri minuti, che sono usati di nascosto agli esami (cfr. crib sheet nell’inglese britannico: crib è un verbo informale che vuol dire scopiazzare o plagiare; il sostantivo può essere anche un bigino).

In italiano i bigliettini hanno più nomi: sono usati vari geosinonimi tra cui bigino, pizzino, copietta, cartuccia, foglietto, rionetta (fonte: @latraduzionedim). Ma ancora più numerosi e fantasiosi sono gli stratagemmi a cui si ricorre per copiare durante compiti in classe ed esami!

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L’hub vaccinale di Milano, capitale dell’itanglese

Foto di cartello HUB VACCINALE – Campagna vaccinazione anti Covid-19 e messaggio “ho un quesito da sottoporti relativamente all’utilizzo della parola HUB riguardante la sede vaccinale. Perché? Ho chiesto a Google: uso in aeroporto per zona traffico aereo… E quindi? Perché non utilizzare una nostra parola così bella, “centro”… vaccinale!

La domanda che ho ricevuto ieri da un’amica di Milano riguarda la notizia dell’apertura di un mega hub per le vaccinazioni nella zona ex Fiera, ora Citylife.

È del tutto comprensibile che chi non conosce l’inglese abbia perplessità. Nel lessico italiano infatti l’anglicismo hub ha due accezioni che, anche se note, non consentono di capire cos’è un hub vaccinale
1 aeroporto nodo di traffico aereo, come Malpensa 
2 (informatica) dispositivo centrale che collega più computer in una rete.

Ho spiegato alla mia amica che in inglese hub è il mozzo della ruota da cui dipartono i raggi (spoke) e in senso figurato può essere un perno, un punto focale o il centro di un’area, di una regione o di una rete da cui si diramano o dove convergono attività.

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Nuova vita ai selfie: i vaxxie

tweet di Alan Alda con foto della propria vaccinazione e il testo “Got my first shot today. I expected soreness, but so far, none. Feeling great. Here's my Vaxxie. #vaxxies”

Un neologismo americano legato al COVID-19 ma che fa sorridere è vaxxie, la foto che mostra la propria vaccinazione. È una parola macedonia formata da vaxx (accorciamento con variante grafica di vaccination / vaccine) e selfie. L’attore Alan Alda è stato uno dei primi a usare la parola nel dicembre 2020.

Lo trovo un neologismo interessante perché era da tempo che i selfie e le parole derivate non facevano più notizia, Tutt’altra storia nel 2013, quando selfie era stata scelta come parola dell’anno, si era subito trasformata in un internazionalismo e si era dimostrata molto produttiva: negli anni successivi era stato un susseguirsi di neologismi in tema, sia in inglese (belfie, selfie stick, narcisstick… )  che in italiano (selfare, selfarsi, selfone, selfista, megaselfie…).

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Draghi cade nel drammatico [miglioramento]

Nella conferenza stampa del 16 aprile 2021 il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato la riapertura delle attività all’aperto e della scuola con una motivazione basata sull’analisi dei dati sui contagi e sui ricoveri per COVID-19:

Immagine di Draghi con fumetto: “il governo ha preso un rischio, un rischio ragionato però, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento, ma non in un miglioramento drammatico: sono in miglioramento”

Si nota un’interferenza dell’inglese sempre più diffusa: l’aggettivo drammatico usato impropriamente in italiano con il significato che ha l’aggettivo dramatic in inglese. Sono due falsi amici che  ho già descritto in drama ≠ dramma;

drammatico in italiano indica qualcosa di tragico, doloroso e con una probabile evoluzione infausta o in ogni caso altamente sfavorevole

dramatic in inglese descrive invece qualcosa di sorprendente, che si fa notare; se riferito a un evento o a un cambiamento, indica che è repentino e rimarchevole (ad es. a dramatic increase in price), drastico, radicale o eclatante.

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Cos’è il tesoretto di Speranza per la scuola?

Immagine di Roberto Speranza e fumetto con le parole “Quel pochissimo tesoretto, piccolo, che abbiamo accumulato grazie alle misure di questo mese lo mettiamo sulla scuola”

La parola tesoretto è entrata nell’uso nel lessico politico e giornalistico all’inizio del secolo in riferimento alla finanza pubblica per descrivere il gettito supplementare (extragettito), superiore alle previsioni, dovuto ad esempio a minore evasione fiscale.

In seguito l’uso è stato esteso e ora può indicare genericamente qualsiasi somma di denaro disponibile in più del previsto, in qualsiasi tipo di attività (esempio: RC auto e tesoretto da lockdown: le assicurazioni hanno risparmiato 25 milioni al giorno).

Ho però varie perplessità sull’uso che ne ha fatto il Ministro della Salute Speranza alla trasmissione Che tempo che fa quando ha giustificato la riapertura delle scuole nonostante numeri di contagiati e ricoverati peggiori di quelli che avevano fatto decidere per la chiusura (DPCM del 2 marzo 2021). Speranza ha affermato che ci sono segnali di miglioramento che hanno consentito al governo di fare questa scelta, per quanto rischiosa:

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Neologismi: aperturista vs chiusurista

Titolo: Draghi tra aperturisti e rigoristi: aprile solo rosso o arancione

Titolo: Lega, Durigon: "Siamo 'aperturisti' laddove ci sono le condizioni per poterlo fare"Titolo: Perché sbagliano gli “aperturisti”

Titolo: Il Prof. Galli contro gli 'aperturisti': "Non è il momento di rimettersi a fare il tiro alla fune per le riaperture"

Con tutta Italia in zona rossa o arancione fino alla fine di aprile 2021 non occorrono spiegazioni per capire questi titoli: fanno riferimento a chi vorrebbe consentire di nuovo gli spostamenti e riaprire le attività commerciali (ristoranti, bar, parrucchieri, palestre ecc.) e tutte le scuole chiuse come misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19.

Questa accezione di aperturista è recente e del tutto nuova ma non lo è la parola, che esiste dagli anni ‘60 del secolo scorso però con tutt’altro significato.

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Vaccini: AstraZeneca ➝ Vaxzevria

Continuano le imprecisioni dei media nelle notizie sui vaccini. Alcuni esempi di titoli del 30 marzo 2021:

Titoli: 1 Coronavirus, il vaccino AstraZeneca cambia nome: ora si chiama Vaxzevria; 2 Vaccino AstraZeneca diventa “Vaxzevria”: cosa c’è dietro al cambio del nome; 3 Il vaccino AstraZeneca diventa Vaxzevria, cosa c’è dietro il cambio del nome

AstraZeneca non è il nome del vaccino contro il COVID-19 ma dell’azienda farmaceutica che lo produce. Vaxzevria invece è il nome proprio che gli è stato assegnato e che è stato reso noto solo in seguito all’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) il 25 marzo 2021.

Vaxzevria sostituisce il nome descrittivo inglese temporaneo non proprietario COVID-19 Vaccine AstraZeneca usato finora da EMA e dall’Agenzia Italiana del Farmaco e formato sul modello malattia+vaccino+produttore (cfr. COVID-19 Vaccine Moderna e COVID-19 Vaccine Janssen, mentre il vaccino prodotto da Pfizer ha già il nome distintivo Comirnaty*).

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