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Risultati di ricerca e immagini in Google
Davvero apprezzabile la capacità di Google di implementare modifiche in maniera rapida, una cosa che non si può sempre dare per scontata nelle grandi aziende.
Dopo la polemica di ieri sulle foto di Michelle Obama è subito apparsa la spiegazione del perché di certi risultati di ricerca. E noto con interesse che è anche cambiata l’interfaccia che avevo descritto nel post di due giorni fa, Report images <> Segnala immagini.
Nuova interfaccia:
Interfaccia precedente:
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Report images <> Segnala immagini
Aggiornamento 25 novembre 2009: Google ha modificato l’interfaccia descritta in questo post. I dettagli qui.
Nei risultati di alcune ricerche di testo Google propone anche una serie di immagini. Nell’interfaccia italiana appaiono sotto a un titolo composto da due collegamenti, Risultati illustrati per xyz e Segnala immagini:
Pensavo che Segnala immagini fosse un’opzione per comunicare al motore di ricerca l’indirizzo di immagini non indicizzate o qualcosa del genere, ma mi sbagliavo, e come me le altre persone con cui ho verificato. Si tratta infatti di un modo per fare sapere se sono apparse immagini oltraggiose: il collegamento si espande in Segnala le seguenti immagini come immagini offensive.
Il verbo report nella stringa originale, Report images, corrisponde più o meno “denunciare” e il significato in inglese è chiaro. La scelta di localizzarlo in italiano con segnalare è adeguata se il contesto fornisce l’informazione che si intende “dichiarare un problema”, altrimenti segnalare viene interpretato nella sua accezione più comune di “far conoscere”, “indicare”.

Si sarebbe potuta evitare l’ambiguità rendendo esplicito l’argomento, ad es. optando per Segnala immagini offensive. Inoltre, anche se qui non ci sono problemi di lunghezza, si sarebbe potuto abbreviare il collegamento precedente, Risultati illustrati per xyz, in Immagini per xyz, utile per la curva di apprendimento perché comunica subito che scegliendolo si otterranno gli stessi risultati della categoria di ricerca Immagini: in inglese l’informazione è data dal termine image che ricorre in tutte le stringhe (Images, Image results e Report images) e per coerenza si sarebbe dovuta mantenere la stessa terminologia anche in italiano.
Mi rendo conto che questo non è un esempio cruciale, visto che basta un clic per risolvere l’ambiguità, ma credo sottolinei comunque l’importanza di rivedere sempre le scelte di localizzazione dal punto di vista dell’utente finale ignaro dell’interfaccia originale, verificando quindi che nella lingua di arrivo siano presenti tutte le informazioni, anche quelle implicite, della lingua di partenza.
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Usabilità e istruzioni
Il concetto di usabilità si applica solo all’interazione uomo-strumento (macchinari, software, siti Web, ecc.) o anche a molto più banali istruzioni?
Me lo sono domandata leggendo il foglietto illustrativo di un collirio in fialette monodose. È scritto in modo molto chiaro e sicuramente è stata fatta una revisione accurata del testo. Per facilitare ulteriormente la comprensione, le modalità di impiego sono anche illustrate:
Sull’involucro che contiene la stecca di fialette, però, appaiono istruzioni un po’ diverse:
La posologia prevede un’unica goccia due o più volte al giorno e ogni fialetta contiene almeno una decina di gocce. Domanda: si può utilizzare la stessa fialetta per un’eventuale altra applicazione dopo poche ore? Le istruzioni sul “bugiardino” dicono di no, quelle sulla busta (e il tipo di fialetta, con apposito tappo) invece sembrano indicare di sì. Risultato: utente perplesso e rischio che il medicinale non venga usato correttamente.
A quanto pare la revisione del testo non è stata sufficiente: presumibilmente non c’è stata una verifica incrociata tra chi ha scelto le fialette richiudibili, chi ha scritto il foglietto e chi ha definito l’involucro, né un controllo finale sull’intero prodotto (tra l’altro, anche se in pratica non fa differenza, l’apertura della fialetta è disegnata in senso orario nel foglietto e in senso antiorario sull’involucro).
È un problema che può capitare in alcuni prodotti software: nonostante siano previsti parecchi controlli nelle fasi finali del ciclo di vita del prodotto, a volte sfuggono piccole incongruenze, ad es. tra le istruzioni nella documentazione e l’effettivo aspetto dell’interfaccia. Le revisioni durante la localizzazione, ovviamente non limitate solo alla qualità linguistica, dovrebbero consentire di rilevare eventuali incongruenze, segnalarle e risolverle per migliorare l’usabilità anche nel prodotto originale e nelle altre lingue.
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Vedi anche: Le incongruenze del Bancomat e Usability: usabilità o utilizzabilità?
PS Probabile che la mia domanda su istruzioni e usabilità se la faccia anche chi traduce ricette di cucina: penso, ad esempio, a interventi recenti di eel in the air e A piè di pagina.
Incongruenze del Bancomat
Post pubblicato il 5 agosto 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Nel centro direzionale dove lavoro è stato sostituito il Bancomat. Il nuovo modello ha un’interfaccia coloratissima corredata da fastidiosi segnali sonori. Lo confesso: ogni volta che lo uso entro in modalità deformazione professionale.
In una delle prime schermate appare questa istruzione:
| Premi il tasto CONFERMA per proseguire. |
Sullo schermo, però, non c’è nessun tasto CONFERMA. Allora uno guarda tra i pulsanti a lato, e poi sul tastierino, ma neanche lì c’è.
Un attimo di perplessità, poi uno prova con il tasto ESEGUI e la transazione può proseguire.
Però… anche se in definitiva sono bastati pochi secondi e la seconda volta non ci si casca più, rimane una sensazione sgradevole, quella di avere a che fare con un prodotto realizzato con poca attenzione a chi lo deve utilizzare.
È un esempio banale e che forse dà fastidio solo a me, ma non ho potuto evitare un’ovvia considerazione: se ci sono altri momenti di esitazione e si sommano i secondi, ma soprattutto se l’ignaro utente non ha familiarità con la tecnologia e non si rende conto che CONFERMA ed ESEGUI sono solo due etichette diverse per lo stesso concetto, ecco che ne risentono la curva di apprendimento e l’usabilità.
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Vedi anche: Che cosa si deve premere? per un altro esempio di incongruenze che peggiorano l’usabilità di un prodotto.
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Aggiornamento 20 ottobre 2009 – Il Portale Treccani ha un bell’articolo sull’origine del termine bancomat.
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Punti, orli e foto panoramiche
Post pubblicato il 18 giugno 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Una coincidenza mi ha ricordato che proprio un anno fa sono finalmente riuscita a vedere gli iceberg (a Jökulsárlón in Islanda). È stata anche una delle poche volte in cui ho provato a fare una foto panoramica:
La terminologia inglese associata alle foto panoramiche è interessante perché propone un fenomeno tipico in ambito informatico: termini non specializzati ma specifici di una particolare attività, in questo caso il cucito, trasposti in un contesto diverso ma metaforicamente simile.
Le foto individuali vengono infatti "cucite" (stitch) assieme, assicurandosi che le "cuciture" (seam) risultino invisibili, come se non ci fossero (seamless).
In italiano la trasposizione da un contesto a un altro di termini specifici raramente funziona. In genere si opta per termini più neutri che non vengano associati a un ambito particolare.
Ecco quindi che nella maggior parte dei programmi per creare foto panoramiche stitch viene tradotto con unire e seam con bordi o linee di giunzione o termini simili. In ogni caso non appare mai lessico legato al cucito.
Qui sotto un esempio da documentazione di una fotocamera amatoriale Canon, interessante anche perché evidenzia un altro aspetto della localizzazione: la maggiore coerenza terminologica rispetto al testo originale può migliorare l’esperienza dell’utente. In questo caso i tre sinonimi stitch, merge e join sono tradotti con un unico verbo italiano, unire:
Anche nei prodotti Microsoft (Windows Live PhotoGallery e prima ancora Digital Image e Picture It!) il verbo stitch è tradotto con unire. Il comando Panoramic Stitching viene reso con Crea foto panoramica. Il termine seam non è usato mentre seamless è spesso tradotto con uniforme.
Per chi fosse interessato agli aspetti scientifici delle foto panoramiche, la pagina Panoramic Stitching di Microsoft Research ha vari articoli sull’argomento.
PS Tutti continuano a parlare della partita di ieri, sollevati che l’Olanda e la Romania non abbiano fatto scherzetti. Il calcio proprio non mi interessa (non ho neanche visto la finale dei mondiali!), ma perlomeno ho imparato una parola nuova: biscotto.
Mi è venuto in mente perché un termine equivalente in inglese è… stitch-up!!!
Tasti di scelta (rapida)
Post pubblicato il 19 maggio 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Leggendo un articolo in The Guardian, Thanks, Microsoft Word, for all the (muscle) memories, ho concluso che l’uso non coerente della terminologia aveva fatto le ennesime vittime. L’autore si lamenta che in Office 2007 non sono più disponibili le keyboard shortcut (combinazioni di tasti) delle versioni precedenti e chi era abituato a usare la tastiera non riesce più ad accedere velocemente ai comandi come era prima.
In realtà, come cercherò di spiegare con esempi di Office 2007, le cose non stanno proprio così ma la terminologia esistente crea effettivamente confusione. I concetti chiave in questo caso sono tre, facilmente identificabili e rappresentabili gerarchicamente in base alla loro specificità:
In inglese a questi tre concetti vengono associati termini diversi (non solo nei prodotti Microsoft!): accelerator, accelerator key, access key, key combination, key combination keyboard shortcut, keyboard accelerator, keystroke combination, keystroke sequence, hot key, hotkey, keyboard shortcut, menu key sequence, menu shortcut, sequential shortcut key, shortcut key, shortcut, ecc.
Questa proliferazione di termini
è sicuramente un problema perché equivale ad avere "etichette" diverse per uno stesso concetto e così l’utente è costretto a imparare a riconoscere termini diversi e associarli tra loro come sinonimi, con conseguente impatto sulla curva di apprendimento e l’esperienza di utilizzo dei prodotti.
La questione principale in questo specifico caso, però, è che in inglese non c’è consenso su quali termini siano effettivamente sinonimi e quindi come siano "mappati" ai tre concetti descritti sopra. Lo stesso termine, pertanto, può indicare qualcosa di diverso a seconda di chi ha deciso di usarlo in un prodotto: shortcut keys, ad es., viene utilizzato in maniera generica per il concetto sovraordinato in alcuni contesti e per i concetti subordinati in altri.
Per tornare all’articolo e in modo specifico a keyboard shortcut: nella documentazione di Office 2007 il termine keyboard shortcut viene usato per descrivere sia il concetto sovraordinato ("combinazione di tasti") che un subordinato ("combinazione di tasti premuti simultaneamente"), ovvero il significato usato nell’interfaccia, a sua volta chiamato key combination in alcune parti della documentazione. Il giornalista, invece, pare usi keyboard shortcut per l’altro subordinato ("combinazione di tasti premuti in sequenza"), che nella documentazione di Office 2007 è access key (ma anche menu key sequence e menu shortcut).
Questo è un esempio parecchio visibile di incongruenze terminologiche in inglese e ovviamente influenza anche le versioni localizzate (rispetto agli oltre 15 termini inglesi, in italiano abbiamo cercato di limitare i termini a tasti di scelta, tasti di scelta rapida, combinazioni di tasti, scelte rapide da tastiera e sequenza di tasti, utilizzati in base al contesto, ma non è sempre facile stabilire le corrispondenze esatte con il significato effettivamente inteso in inglese). La buona notizia è che questo tipo di incongruenze sono davvero rare!
È fuori dubbio che se vengono usati troppi termini per descrivere gli stessi concetti, e per giunta non in maniera coerente, diventa difficile non solo capire di cosa si sta parlando ma anche reperire informazioni per chiarire eventuali dubbi. Contrariamente a quanto afferma l’articolo, infatti, le combinazioni di tasti in Office 2007 non sono certo scomparse, anzi! Oggi però mi sono dilungata fin troppo e rimando al prossimo post qualche dettaglio per chi vuole continuare a usare la tastiera anche nella nuova versione.
Post correlato: Database terminologici.
