Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “calchi”

Blastare: dai videogiochi a Mentana (forse)

Anche blastare, come trollare, è un verbo colloquiale recente che ha acquisito un’accezione diversa o comunque più ampia di quella originale.

Con il significato di sbeffeggiare, stroncare, deridere pubblicamente, il verbo blastare ha avuto una certa visibilità associato alla parola webete e a Enrico Mentana, che ha fama di blastare i propri detrattori sui social.

pagina Facebook Enrico Mentana blasta lagggente  Immagine: pagina Facebook Enrico Mentana blasta lagggente 

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Green card o carta verde?

esempio di green card

Donald Trump ha deciso di impedire l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana. L’ordine esecutivo ha colpito anche chi ha la Permanent Resident Card, il permesso di soggiorno a tempo illimitato comunemente noto come green card.

Cosa ne pensate della traduzione green card freccia282 carta verde in questo esempio?   

  Un setaccio dove sono finiti bambini, famiglie, studenti, traduttori iracheni che avevano aiutato le truppe americane, detentori di carta verde e viaggiatori con la doppia nazionalità (europea e di un Paese arabo).

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Chelsea Manning vittima di calchi e falsi amici

Chelsea Manning: majority of prison sentence commuted by Barack Obama. The whistleblower, who has been imprisoned for six years for leaking state secrets, is now set to go free on 17 May

Barack Obama ha concesso una riduzione della pena a Chelsea Manning, condannata da un tribunale militare americano a una reclusione di 35 anni per avere consegnato informazioni riservate al sito WikiLeaks. La liberazione anticipata sarà effettiva il 17 maggio.

Nel dare la notizia, tradotta dall’inglese, i media italiani sono incorsi in calchi, imprecisioni e falsi amici. Ne riporto alcuni, analizzati dal punto di vista dell’uso non specialistico, quindi lessico comune e stampa generalista.

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Ultimo Natale, inspiegato, turbato, muscolare…

Ultimo Natale per George Michael

La scomparsa del cantante George Michael ha messo in evidenza le scarse conoscenze di inglese di parecchi commentatori. Molti infatti hanno frainteso il significato di Last Christmas, titolo di una sua notissima canzone.

Uno dei più celebri della musica pop britannica, George Michael è stato autore e interprete di canzoni davvero molto apprezzate. Tra esse troviamo, ironia della sorte, “Last Christmas”, l’ultimo Natale, proprio quello che ha vissuto quest’oggi il popolare cantante.

L’aggettivo inglese last è un esempio di anisomorfismo: non tutti i suoi significati corrispondono a quelli di ultimo in italiano (e viceversa).

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Il “fatticidio” dell’era Trump

facticide: the act of killing a fact

Anche chi non ha mai visto la parola inglese facticide può facilmente riconoscere fact e l’elemento formativo –cide e ricavare il significato: è la soppressione di uno o più fatti ma anche chi la effettua (cfr.definizione Merriam Webster).

In italiano potremmo usare i calchi fatticidio e fatticida.

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Il lavoro agile italiano

In Agilità sul lavoro! ho descritto le differenze tra tre modalità di lavoro che in inglese sono denominate flexible working, smart working e agile working.

Gli aspetti rilevanti per ciascuna modalità, sintetizzati nella tabella, riguardano orario di lavoro (when), luogo di lavoro (where), tecnologie e strumenti usati (how), mansioni svolte (what) e risorse umane impiegate (who):

aspetti rilevanti di flexible working, smart working e agile working

Sono tre concetti diversi che rispondono a esigenze diverse.

Solo in Italia smart working = lavoro agile

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neutralize ≠ neutralizzare

Titolo visto ieri. Come interpretate neutralizzato?

La sparatoria a Baton Rouge. Almeno due poliziotti sono stati uccisi e diversi sono feriti: l’aggressore è stato neutralizzato.

Ho visto che il verbo neutralizzare era ricorrente nei media che hanno riportato la notizia. Esempi: l’aggressore sarebbe stato neutralizzato dopo una vera e propria caccia all’uomo; un aggressore neutralizzato, due in fuga; il killer sarebbe stato poi ‘neutralizzato‘ e ucciso.

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Inspirare, espirare e poi magari anche ispirare

Lasciati inspirare! Vieni InLombardia!

Lasciati inspirare! è lo slogan di una pubblicità del sito turistico ufficiale della Regione Lombardia.

Non credo sia un gioco di parole sgrammaticato sull’aria che si respira da queste parti – meglio glissare – ma penso sia invece un esempio di un errore comune, molto probabilmente influenzato dall’inglese.

Nell’italiano contemporaneo distinguiamo infatti tra 1 inspirare, immettere aria nei polmoni, e 2 ispirare, suscitare un sentimento o un’impressione, suggerire un’azione, oppure stimolare la creatività. Le due parole sono doppioni o allotropi perché l’etimologia è la stessa: dal latino inspirare, derivato di spirare, “soffiare”, con il prefisso. in-.

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Parole per i 30 anni di Internet

Oggi 29 aprile si festeggia Internet Day, una giornata dedicata alla prima connessione a Internet dell’Italia, avvenuta il 30 aprile 1986 e illustrata in questa immagine dal sito Italian Internet Day

il primo collegamento - 30 aprile 1986

Mi è piaciuto anche Internet non è il web. Tutto quello che devi sapere sulla Rete in 10 parole. Ripercorre alcune tappe fondamentali di Internet prendendo spunto da alcune parole chiave (in maggior parte acronimi). Non manca una distinzione semplificata tra Internet e il Web: “il web può essere inteso come la parte grafica, multimediale e ipertestuale di Internet”.  

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Un post epico!

Esempio di notizia: Deriso per i calzini, la risposta della madre è epica

Un mal di testa epico … le facce di Emma sono epiche … scherzi epici … prevedo reazioni epiche … Grease è un film epico oltre ogni dire … una figura di m. epica … la nuova pubblicità di Actimel è la cosa più epica dell’anno … #CiaoDarwin epica puntatonatweet epici … il video di Singing in the Rain è epico … riuscissi a portare tacchi epici come questi … stronzate epiche …

Vi riconoscete in questi esempi d’uso dell’aggettivo epico? Viene associato a vari tipi di azioni e oggetti ideali e materiali, anche ordinari, con il senso di memorabile, indimenticabile, oltre misura, spettacoloso.

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Codiamo? Ehm… con cautela in Sardegna!

Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca vista su Twitter:

Ho già espresso le mie perplessità sulla scelta del MIUR di preferire l’anglicismo coding a programmazione. Nel post avevo descritto incongruenze e imprecisioni nell’uso ed evidenziato lo svantaggio di non disporre di un verbo per descrivere l’azione corrispondente, come si ha invece con programmazione e programmare. Beh, mi sbagliavo: per il discutibile gioco di parole CODI-AMO al MIUR si sono inventati il verbo codare: io codo, tu codi, lui coda, noi codiamo…

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Personificazione: Zika come Ebola?

esempi di titoli: Zika arriva anche in Europa – Olimpiadi, cresce il timore per Zika – Zanzare geneticamente modificate contro Zika

In questi giorni si sente parlare molto del virus Zika (Zika virus) e della malattia che causa. Ho notato che il nome Zika viene usato quasi esclusivamente senza articolo. Esempi
♦  Zika è una malattia virale trasmessa da zanzare del genere «Aedes»
♦  …è scattata la corsa per sconfiggere Zika 
♦  …annunciato l’avvio delle ricerche di un vaccino per Zika

♦  …è il primo caso di trasmissione di Zika per via sessuale

Provate a sostituire Zika nei primi tre esempi con salmonella, dengue, AIDS, SARS o altri nomi di morbi o patologie e vedrete che le frasi funzionano solo se i nomi sono preceduti dall’articolo determinativo. Un altro esempio che evidenzia l’incongruenza:

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A caccia di doppiaggese!

Mi è piaciuto Un dialogo possibile?, il filmato realizzato dall’Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi per richiamare l’attenzione sul linguaggio “col quale si esprimono molti nostri giovani nutriti esclusivamente di fiction tv e film afflitti dal doppiaggese”.

Attenzione: se premete il tasto YouTube icon vi verranno installati cookie di terze parti, siete avvisati!

Vi sembra italiano standard o avete riconosciuto tutti i calchi?

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Dove’è out there? Non sempre è là fuori

In un articolo sulle “baby carote” (!) tradotto dall’inglese ho letto che ci sono persone convinte che esistano agricoltori di baby carote là fuori, che coltivano baby carote che spuntano dalla terra e sono perfettamente pratiche e lisce.

È una traduzione molto letterale di there are baby carrot farmers out there who grow these baby carrots that pop out of the ground and are perfectly convenient and smooth.

Tarzan e Jane con espressione preoccupata. Tarzan pensa: IT IS A JUNGLE OUT THEREÈ un calco sempre più diffuso*, anche in contesti dove sarebbe preferibile un registro meno informale. Altri esempi: vorrei dire ai pazienti che hanno pensato al suicidio che si può trovare aiuto là fuori; ci sono donne, là fuori, che hanno deciso di fare la stessa scelta; non sono preoccupata per quello che la gente là fuori potrebbe pensare di me; ci sono un sacco di critici e scrittori professionisti là fuori che la pensano come voi.

In inglese out there può voler dire “molto lontano” (ad es. da qualche parte nello spazio: is there life out there?) o “all’esterno” e quindi anche “là fuori”, ma spesso non evoca alcun luogo e ha invece un significato figurato che vari dizionari lemmatizzano separatamente. Alcuni dettagli da Oxford Dictionaries:

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Salviamo limone, cipolla, mela e altri cibi!

Avete notato che in commercio da un paio di anni proliferano dei contenitori per alimenti che hanno la forma dell’alimento stesso?

SALVA CIPOLLA SALVA LIMONE SALVA PARMIGIANO REGGIANO

Hanno tutti lo stesso tipo di nome salva + alimento, ad es. Salva Aglio, Salva Mela, Salva Formaggio, e i produttori li catalogano come prodotti Salva Freschezza.

L’elemento formativo salva- da tempo è molto sfruttato nella pubblicistica, come indica la voce del Vocabolario Devoto-Oli, ma quello descritto è un nuovo uso, più recente:

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