Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “Apple”

AirPods e iOS: non più smart ma intelligenti?

Le presentazioni dei prodotti Apple mi interessano soprattutto per gli aspetti linguistici: nelle descrizioni si notano sempre nuovi termini e scelte lessicali accuratissime che spesso indicano anche nuove tendenze.

Questo è il video di presentazione in inglese degli AirPods, i nuovi auricolari senza fili:

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Il nome AirPods è un bel gioco di parole su earpods, il termine specifico di Apple per gli auricolari (nel lessico generico inglese sono invece earbuds o earpieces). I due elementi air e pod richiamano prodotti già esistenti e così il nuovo nome risulta familiare e facile da ricordare ma allo stesso tempo distintivo e innovativo.

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Corona digitale, tra termini e parole

Una delle funzionalità più innovative di Apple Watch è il nuovo meccanismo di input per ridurre o ingrandire le dimensioni di visualizzazione (cfr. pinch) e far scorrere (scroll) gli elementi sul display. In inglese si chiama Digital Crown e in italiano Corona Digitale.

Corona Digitale. Diamo nuova carica a un’antica tradizione. Ogni prodotto che creiamo è definito da un particolare sistema di input, da un modo nuovo e unico di interagire col dispositivo. Per Apple Watch, questo sistema è la Corona Digitale.

Scelta terminologica indovinata

È una scelta terminologica molto efficace che sfrutta la risemantizzazione attraverso un prestito interno: crown infatti è un termine dell’orologeria che è reso più specifico dall’aggettivo digital (uso metonimico: non è digitale il meccanismo ma la funzionalità).

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La comunicazione post-linguistica di Apple Watch

Apple WatchIl nuovo dispositivo indossabile di Apple è stato oggetto delle analisi linguistiche di alcuni autori americani.

Cambia il naming: da iWatch a AppleWatch logo

Dopo 16 anni, Apple ha abbandonato il prefisso i di iPod, iPad, iPhone, iTunes, iCloud, non solo per problemi di marchi registrati (il nome iWatch sarebbe stato troppo simile a iSwatch, orologio svizzero) ma anche per evitare che iWatch venisse interpretato come I watch, “osservo, controllo”.

Anche il nuovo servizio di pagamento via iPhone è stato chiamato Apple Pay e non iPay, un segnale che il prefisso i sta diventando datato ed è ormai inflazionato perché usato anche da altri. Apple invece vuole comunicare esclusività e innovazione e probabilmente anche rimarcare la fine dell’era di Steve Jobs, fautore dei nomi con la i.

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Comandi vocali e localizzazione

Nei dispositivi mobili le funzionalità più note di riconoscimento vocale sono i comandi vocali* (voice commands), usati per eseguire una serie di azioni come aprire app, riprodurre brani musicali, comporre numeri di telefono o chiamare contatti (voice dialling).

call somebody home – Pearls Before Swine
(God / death calling <somebody> home è un’espressione idiomatica, ad es. until death called him home è una frase tipica da necrologi)

La “grammatica” dei comandi vocali

I sistemi di riconoscimento dei comandi vocali ricorrono a una “grammatica” che consente di riconoscere un numero limitato di parole e frasi specifiche per quel contesto e che spesso devono essere formulate seguendo una struttura predefinita. Ad esempio, per fare una telefonata potrebbe essere necessario dire, nell’ordine: 
call… pig… home…1 – chiama (call) o componi (dial),
2 – il nome della persona come appare nella rubrica,
3 – casa (home) o cellulare (mobile) se allo stesso nome sono associati più numeri (se non è specificato, il sistema potrebbe richiederlo).

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“1.24.14” Film

Apple – Thirty Years of Mac – “1.24.14” Film

Cosa significa il link rappresentato a sinistra, visto su una barra di navigazione nel sito di un noto marchio tecnologico?

Ho provato a chiederlo ad alcune persone. Chi non conosceva già il riferimento ha fatto varie ipotesi per per “1.24.14” ma non quella corretta, una data. “1.24.14” infatti è il nome scelto da Apple per il filmato girato il 24 gennaio 2014 in cinque luoghi diversi del mondo per festeggiare i primi 30 anni del Macintosh.

link al filmato “1.24.14”In un’ottica di globalizzazione “1.24.14” mi sembra una scelta insolita: il formato di data m.g.aa è usato quasi esclusivamente negli Stati Uniti e altrove non è facilmente riconoscibile. Mi sarei aspettata un nome più internazionale o perlomeno più trasparente.  

Dal punto di vista del lessico, si fa notare la scelta della parola film perché in inglese americano identifica una produzione artistica (dettagli in film <> movie). È una connotazione positiva che però temo venga persa in un contesto internazionale, in particolare tra chi parla inglese come seconda lingua.
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Vedi anche: Date americane, computer e uova sode e Date e localizzazione (anche senza traduzione).

Netymology, parole del mondo digitale

Netymology: From Apps to Zombies: A Linguistic Celebration of the Digital World – Tom ChatfieldHo trovato molto piacevole Netymology: From Apps to Zombies: A Linguistic Celebration of the Digital World di Tom Chatfield. È una raccolta di parole rappresentative della cultura digitale del XXI secolo, raccontate attraverso la loro etimologia e la loro storia in 100 brevissimi capitoli ricchi di riferimenti e dettagli che evidenziano origini eterogenee e a volte alquanto bizzarre.

Mi hanno incuriosita parecchio gli esempi di linguaggio delle community di giochi online, un mondo che mi è del tutto sconosciuto, e l’origine di alcuni termini specifici di Apple, come il simbolo sul tasto Comando dei Macintosh, in inglese soprannominato anche squiggle, pretzel o splodge.

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Scheumorfismo

In attesa della presentazione dei nuovi sistemi operativi Apple iOS7 e OS X 10.9, si incontrano sempre più spesso i termini skeuomorphism o skeuomorphic design in inglese e scheumorfismo o scheuomorfismo in italiano.

Nell’accezione originale, in archeologia, il riferimento è a oggetti che presentano elementi o caratteristiche non funzionali ma solo decorative, ereditate da altri oggetti. Etimologia: dal greco skeuos (strumento) e morphê (forma).

Esempio di scheumorfismo: iMathematics for iPad

Nell’ambito del software design il termine scheumorfismo è stato adottato di recente per descrivere le interfacce grafiche in cui gli oggetti virtuali sono disegnati in modo che assomiglino il più possibile ad oggetti reali, con dettagli realistici ma funzionalmente inutili (skeuomorphs) usati a scopo ornamentale, ad es. riflessi metallici sul cestino della spazzatura, venature del legno nelle librerie, ombreggiature sui pulsanti ecc.

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Podcast e postcast

iPod + broadcast = podcastIeri ho sentito un tipo dire più volte *postcast anziché podcast, e intendeva proprio un file multimediale scaricabile da Internet, nel suo caso l’audio di una trasmissione radio.

Ho trovato diverse occorrenze di postcast e mi piacerebbe capire se l’errore sia dovuto all’influenza del secondo elemento cast, che però rende la pronuncia più ostica, oppure se sia un eggcorn, un fenomeno linguistico per cui alcune parole o espressioni inconsuete vengono “normalizzate” sostituendo gli elementi percepiti come insoliti con altri più comuni che comunque hanno una loro logica (“postcast” perché il file è disponibile solo dopo la  trasmissione), quindi si tratterebbe di una storpiatura diversa da un malapropismo.

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L’improbabile iPhone Math

iPhone mini e maxiAnche in Italia stanno circolando voci che Apple stia realizzando un un nuovo prodotto chiamato iPhone Math e descritto come uno smartphone con display da 4,8 pollici.

Il nome è poco credibile perché non coerente le scelte di naming di Apple e perché non sarebbe comunque chiaro il riferimento alla matematica (un telefono calcolatrice?), però è curioso perché potrebbe essere nato da un errore di traduzione o di trascrizione.

I primi riferimenti a un fantomatico iPhone Math sono infatti apparsi nei media di Taiwan e Language Log fa due ipotesi: 1) confusione “semantica” nella traduzione di un ipotetico nome iPhone Plus o iPhone + dall’inglese al cinese e di nuovo all’inglese o 2) confusione “fonetica” nell’interpretazione e trascrizione di un potenziale nome iPhone Max o iPhone Maxi (cfr. iPad mini) sentito da una persona non di madrelingua.
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Vedi anche: Phablet, un brutto nome?
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Lisa, “acronimo inverso”

In Etimitologia ho fatto riferimento al termine backronym (backward+acronym, “acronimo inverso”), un acrostico costruito su una parola esistente che viene reinterpretata dandole un’etimologia inventata ma plausibile. Un tipico esempio, rivisto in questi giorni, è Lisa, il nome di uno dei primi computer Apple:

 «Apple aveva cominciato nel 1978 a sviluppare il Lisa, che si disse stesse per Local Integrated Systems Architecture, ma, come spiegò molti anni dopo al biografo di Jobs Walter Isaacson il responsabile delle pubbliche relazioni: “Dovemmo inventarci una sigla per poter dire che non portava il nome di Lisa Brennan” [la figlia che Jobs non aveva ancora riconosciuto]. Jobs confermò a Isaacson che quella scelta era il nome di sua figlia.»
Fonte: Lisa (quel Lisa) compie 30 anni

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Vedi anche: Samsung Galaxy S, R, W, M o Y?, un esempio di sigle alle quali potrebbe essere stato attribuito un significato a posteriori.

“Apple picking” urbano

immagine raccolta meleÈ appena iniziata e terminerà fra qualche settimana la stagione della raccolta delle mele, in inglese apple picking.

Negli Stati Uniti Apple picking, con l’iniziale maiuscola, ha anche un significato figurato alquanto recente, che si usa tutto l’anno: è un neologismo semantico che descrive il furto di iPhone, iPad e iPod (cfr. l’espressione pick someone’s pockets, borseggiare).

Un concetto simile è espresso da iCrime e iTheft, parole comuni a cui è stato aggiunto il prefisso i per restringere il significato del furto ai prodotti Apple in particolare ma anche ad altri smartphone e dispositivi mobili di fascia alta.

Fonte: WordSpy.


Apple picking non va confuso con cherry picking, che in senso metaforico in inglese vuol die scegliere accuratamente il meglio per sé, di solito egoisticamente e a scapito degli interessi o delle preferenze altrui.

Nuovo post (luglio 2016) su cherry picking: Brexit: niente uvetta né ciliegie per gli inglesi.
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Apple, Samsung e il brevetto “pinch to zoom”

Ne stanno parlando tutti i media: Samsung dovrà pagare più di un miliardo di dollari ad Apple per aver violato alcuni brevetti dell’azienda americana. Per me la notizia è interessante anche perché evidenzia un problema di gestione della terminologia.

Uno dei brevetti di Apple riguarda infatti una delle funzionalità introdotte alcuni anni fa per i dispositivi multi touch, in inglese pinch to zoom o pinch and zoom. Descrive il movimento che si fa avvicinando o allontanando pollice e indice per ridurre o ingrandire le dimensioni di visualizzazione di un’immagine o di altri oggetti.

esempi della funzionalità

Ne avevo già parlato nel 2009 in “pinch” non è solo pizzicare, evidenziando un problema terminologico nella versione italiana dei prodotti Apple che persiste tuttora.

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Stati Uniti: iPad sinonimo di tablet?

In inglese il nome iPad starebbe subendo un processo di volgarizzazione del marchio e starebbe diventando una parola del lessico comune.

immagine di iPad È quanto afferma un articolo ripreso da molti media americani. Negli Stati Uniti, a quanto pare, se si descrive il concetto “tablet (computer)” chiedendo di identificarlo con il nome, la maggior parte delle persone risponde “iPad” (un iponimo). Non viene fornito alcun dettaglio sulla ricerca ma viene tratta la conclusione che nell’inglese americano il marchionimo di Apple potrebbe presto diventare un nome comune, come è successo con thermos, frisbee, velcro e teflon e anche con iPod, che ormai designa qualsiasi lettore di file audio.

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I nomi dei browser

icone browserHow to name a web browser (by those who have) raccoglie alcuni dettagli sull’origine dei nomi dei browser più noti.

Internet Explorer è un nome trasparente e descrittivo che risale al 1995, quando non tutti avevano ancora le idee chiare su cosa si potesse fare su Internet. Poteva richiamare lo slogan usato da Microsoft in quegli anni, “Where do you want to go today?”, e c’era sicuramente un riferimento non troppo velato al nome del principale concorrente dell’epoca, Netscape Navigator: c’è chi si limita a navigare e chi invece esplora.

Mozilla inizialmente era un nome in codice di Netscape Navigator e stando a una leggenda metropolitana sarebbe una parola macedonia formata da Mosaic + killer perché il browser avrebbe dovuto eliminare dal mercato Mosaic, al tempo l’unico concorrente. Nel logo appariva il mostro Godzilla.

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Campo di distorsione della realtà

Il post sulla traduzione di Stay hungry. Stay foolish sta suscitando molto interesse. Per rimanere in argomento, vi segnalo un’analisi linguistica, "And One More Thing": The Insanely Great Language of Steve Jobs, in cui Ben Zimmer esamina alcune parole chiave legate a Jobs e la loro storia, tra cui Apple, Macintosh, il prefisso i, il nome App Store e le frasi Insanely great, Think different e Stay hungry.

Zimmer racconta anche che la biografia ufficiale di Jobs era stata inizialmente intitolata iSteve: The Book of Jobs, un gioco di parole con il pronome I e con un riferimento biblico (The Book of Job = Il libro di Giobbe), ma poi era stato preferito un più essenziale Steve Jobs. Alla modifica potrebbe aver contribuito la pubblicazione di iCon, una biografia non autorizzata il cui titolo può essere letto sia come icon, “icona” nel senso di personaggio emblematico di un’epoca, che come I con , “io raggiro” (verbo con): il riferimento è all’enorme capacità di persuasione di Jobs, nota da tempo anche come reality distortion field.

Dogbert_reality_distortion_field

Vedi anche: Negli Apple Store, a quanto pare…