Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “anglicismi istituzionali”

Anglicismi governativi: Fertility Day

banner del sito del Ministero della Salute: Proteggi la tua fertilità. Per te. Per noi. Per tutti. #fertiityday – 22 settembre 2016

[1 settembre 2016] Si sta discutendo molto del Fertility Day, un’iniziativa del Ministero della Salute per promuovere la procreazione. È stata molto criticata sui social per il tipo di messaggio e per gli slogan e le immagini scelti: l’hashtag #fertilityday è presto diventato un bashtag.

Sulla comunicazione del ministero si sono già espressi in molti, quindi mi limito ad alcune osservazioni sulla scelta del nome Fertility Day.

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Inglese farlocco: Social Act

Nei giorni scorsi i media hanno riportato una dichiarazione del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulla legge di stabilità e il Social Act

«Priorità al Social Act e decreto voucher» «Se devo dire la mia priorità nella legge di Stabilità è il Social Act, tutti gli interventi che guardano al versante sociale» perché «dobbiamo sì fare un grande sforzo per la crescita» ma «bisogna anche dare una mano a chi non ce la fa a salire sul treno della transizione», ha aggiunto Poletti, sottolineando che la prossima manovra di bilancio «avrà un forte segno sul versante delle politiche sociali».

Al momento né il sito del governo né quello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spiegano cosa si intenda con Social Act. Le uniche informazioni si ricavano da una dichiarazione di Poletti del 12 maggio:

Dopo il jobs act” –ha detto il Ministro– “stiamo costruendo un social act, un quadro di politiche strutturali e integrate per contrastare la povertà e l’esclusione sociale”.

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Anglicismi governativi: schoolkit

Recentemente il MIUR ha annunciato gli Schoolkit:

Schoolkit – CHE COSA SONO: Modelli di istruzioni per accompagnare le scuole nell’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. A COSA SERVONO: Rispondono a una domanda chiara e aiutano a risolvere un problema o sviluppare una pratica innovativa 

Sapete già come la penso: credo che le istituzioni italiane dovrebbero evitare l’uso di anglicismi superflui e privilegiare invece nomi italiani. O forse schoolkit è giustificabile da maggiore precisione e dall’impossibilità di trovare una parola italiana equivalente?

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#SelfiEmployment per i NEET

La partecipazione a To.Ma.To. era coordinata da Invitalia, un’agenzia del Ministero dell’Economia. Ho dato un’occhiata al sito e ho notato parecchi esempi di itanglese.

logo SelfiEmploymentTra tutti mi ha colpita SELFIEmployment, un programma di finanziamenti a tasso zero “per under 29 che vogliono fare startup”. Rientra nella Garanzia Giovani, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

SELFIEmployment è un gioco di parole che unisce selfie e self-employment, in inglese il lavoro autonomo. Questo è il video di presentazione ma non sono riuscita a capire cosa c’entrino i selfie con i finanziamenti per nuove attività lavorative:

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To.ma.to. ➜ inglese farlocco al MiBACT

logo di To.ma.to. TOp MArathon TOurism

To.ma.to., acronimo di Top Marathon Tourism, è il nome di una manifestazione organizzata dal Ministero dei Beni culturali. È descritta come maratona dei talenti, due giornate di brainstorming collettivo per ideare un progetto originale e innovativo per migliorare l’offerta e l’esperienza turistica nel nostro Paese.

Sarei curiosa di sapere come è stato ideato il nome. Sospetto che sia stata scelta una parola inglese che potesse simboleggiare l’Italia (pizza e spaghetti ➜ pomodoro ➜ tomato!) e poi sia stato fatto una specie di acrostico con le sillabe. Il risultato finale però è tipico inglese farlocco, di e per italiani con scarse competenze linguistiche.

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Anglicismi governativi: non-paper e compact

Sul sito del governo si può leggere una proposta dell’Italia all’Unione europea sulla migrazione, pubblicizzata da questo tweet:

Anche nel sito del governo appaiono gli anglicismi Migration Compact e non-paper ma non c’è alcuna spiegazione di cosa significhino. È un tipico esempio di maledizione della conoscenza, reso ancora più grave dal sospetto che i due termini siano usati in modo improprio.

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Anglicismi governativi: Food Act

slide da presentazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Food Act (o Foodact) è un “piano di azioni per la valorizzazione della cucina italiana” presentato lo scorso luglio ad Expo dal ministro delle politiche agricole. L’ho citato in Le comunicazioni istituzionali e il rischio dell’inglese farlocco tra gli esempi di anglicismi che tradiscono conoscenze linguistiche superficiali.

In alcuni paesi di lingua inglese sono in vigore dei Food Act ma si tratta sempre di legislazione su produzione, commercio e sicurezza del cibo (cfr. le norme e gli standard internazionali del Codex Alimentarius). In inglese infatti Act identifica un atto legislativo approvato dal parlamento e promulgato dal capo dello stato, quindi una legge.

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Il Bel Paese degli anglicismi

speciale TreccaniIl Bel Paese dove l’OK suona è uno speciale del Portale Treccani sull’uso degli anglicismi. Ci sono otto contributi, tra cui uno mio, Le comunicazioni istituzionali e il rischio dell’inglese farlocco. Mi sono chiesta da cosa siano motivati gli anglicismi di chi ci governa, con esempi dal mio elenco, e che indicazioni ci diano sulle competenze linguistiche di chi li usa.

Altri dettagli sul mio punto di vista in un vecchio post, L’invasione degli anglicismi. Anche se critica, sono ottimista: non credo ci siano pericoli per la lingua italiana ma penso sia utile distinguere tra lessico comune e lessico specialistico – ne ho accennato anche nell’articolo – e tra forestierismi insostituibili, utili e superflui.

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Human Technopole

Un intervento di Michele Cortelazzo, Insegnare all’IIT a scrivere in italiano. Lesson one, mi ha spinta a dare un’occhiata al sito dell’Istituto Italiano di Tecnologia. È l’ente che gestirà il polo tecnologico a cui è destinata una parte dell’area Expo, un progetto annunciato a fine febbraio a Milano.

Human Technopole logoIl progetto si chiama Human Technopole, nome che mi incuriosisce per la scelta dell’aggettivo.

In inglese technopole identifica un’area geografica dove sono concentrate attività economiche del terziario avanzato: la Silicon Valley è un esempio tipico di technopole. In italiano abbiamo tecnòpoli per centri su vasta scala e tecnopòlo e polo tecnologico per aree più circoscritte.

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TRAINEESHIP prende a calci l’italiano

Nuovi anglicismi istituzionali in un comunicato stampa del MIUR:

9 E 10 MARZO A ROMA IL KICK OFF MEETING DI PRESENTAZIONE FEDERMECCANICA –MIUR – INDIRE presentano “TRAINEESHIP” progetto pilota di Alternanza Scuola Lavoro […] per offrire un percorso di formazione “on the job”

Kick off meeting

Un kick off meeting – da kickoff, il calcio di inizio nel football americano – è un incontro che segna l’inizio di un’attività e di solito consiste in una presentazione dettagliata. È il caso di questo progetto (cfr. il programma), per cui kick off meeting di presentazione è ridondante: basta presentazione o, più formale, incontro inaugurale.

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Anglicismi governativi: Patent Box

Oggi il governo Renzi compie due anni, riassunti graficamente nel sito della Presidenza del Consiglio con l’hashtag #ventiquattro, un video, alcune immagini e questa word cloud:

word cloud governo

Non conoscevo la locuzione patent box e ho fatto qualche ricerca. Il Ministero dello Sviluppo Economico e altri siti governativi descrivono il patent box (sostantivo maschile) come un regime di tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno, ma non spiegano perché l’hanno chiamato così.

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Anglicismi governativi: STEM

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non riesce a rinunciare agli anglicismi superflui. Ora è la volta di STEM:

banner del MIUR: Il Mese delle STEM - Science, Technology, Engineering e Math

Mese delle Stem – Le studentesse vogliono contare!, è un’iniziativadedicata in modo particolare alle studentesse ma anche agli studenti di ogni età per aumentare il loro interesse nei confronti delle materie STEM, ovvero delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche”.

Al MIUR hanno tradotto letteralmente dall’inglese, probabilmente senza rendersi conto che a parole apparentemente equivalenti in inglese e italiano non corrispondono gli stessi concetti.

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Inglese farlocco: Family Bag

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare il Ministero dell’Ambiente ha promosso il progetto Family Bag.

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Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, ha dichiarato: “Il Family Bag è l’upgrade semantico del più noto doggy bag, e permette non solo di svecchiare il termine ma anche di affrancare il concetto dal ghetto del nostro immaginario e dal pudore di richiederlo a fine pasto”.

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Digital Act e Digital Champion

In arrivo un «Digital act» per l’innovazione d’impresa. L’annuncio di Barberis (consigliere del premier)

A quanto pare è in arrivo un Digital Act, una legge “che dia coerenza normativa ai progetti e alle idee per la digitalizzazione del paese” e che punterà “sull’economia digitale, lo sviluppo della banda ultralarga, l’efficientamento dei data center, la cultura digitale” [fonte].

Sono temi che fanno parte dell’Agenda Digitale, presentata dalla Commissione Europea nel maggio 2010, quindi il nome inglese per il provvedimento legislativo italiano è incongruente. È anche un palese anglicismo superfluo, proprio come Jobs Act e Growth Act, due esempi di “inglese farlocco”.

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Unioni civili e traduzione (con civil partnership)

Forse avete notato che Matteo Renzi usa l’anglicismo civil partnership (esempi: qui e qui). Si tratta di una scelta stilistica oppure intende un concetto diverso da unione civile?

Per rispondere può essere utile dare un’occhiata a come sono riportate dai media di lingua inglese le notizie sul dibattito in corso in questi giorni. Alcuni esempi:

esempi di notizie da The Guardian, Reuters, The New York Times, BBC

Si può notare che il concetto “italiano” di unione civile è stato reso in modi diversi: civil union, specificando però gay, same-sex union e same-sex marriage. Nei media britannici appare anche civil partnership.  

La voce civil union di Wikipedia riporta una decina di altri termini inglesi alternativi usati in paesi diversi. Sottolinea che ci sono notevoli differenze tra cosa si intenda per unione civile negli ordinamenti giuridici che la prevedono, a partire da chi possa costituire la coppia di un’unione civile e dai diversi diritti, doveri e benefici che comporta (cfr. anche la voce italiana unione civile, che cita anche i DICO proposti dal governo Prodi ma mai approvati). Altri dettagli, con un confronto tra paesi europei, in A history of same-sex unions in Europe, da cui è tratta questa carta:

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