Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “anglicismi istituzionali”

Informazioni classificate

Mi ricollego alla notizia citata in I falsi amici della candida Ivanka per alcune riflessioni su una distinzione rilevante per il lavoro terminologico: quella tra parole, il lessico che descrive concetti generici usati in qualsiasi varietà linguistica, e termini, il lessico che identifica concetti specifici usati in ambiti specialistici.

Vari media italiani hanno riportato che Ivanka Trump avrà accesso “alle informazioni classificate”. Esempio:

Un ufficio alla Casa Bianca per Ivanka Trump. La figlia di Donald Trump avrà accesso alle informazioni classificate

Informazioni classificate è la traduzione letterale della locuzione inglese classified information (“designated as officially secret and accessible only to authorized people”).

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hate speech vs incitamento all’odio

logo Safer Internet Day Italy 7.2.2017  – Be the change. Unite for a better internet!

Oggi è la giornata mondiale della sicurezza in rete e ho notato che in Italia la maggior parte della comunicazione è in itanglese, ad es. viene privilegiato il nome Safer Internet Day.

Si discute anche di un concetto che in IATE, il database terminologico dell’Unione europea, ha questa definizione:

  «qualsiasi forma di espressione che diffonda, inciti, promuova o giustifichi l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo ovvero altre forme di odio basate sull’intolleranza, tra cui quella forma di intolleranza che si esprime sotto forma di nazionalismo aggressivo e di etnocentrismo, di discriminazione e di ostilità nei confronti delle minoranze, degli immigrati e delle persone provenienti da un contesto migratori»

Non capisco perché in Italia anche le istituzioni, ad es. il Miur, preferiscano l’anglicismo hate speech alla locuzione incitamento all’odio, che invece è usata nelle comunicazioni dell’Unione europea.

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Anglicismi: criteri di condotta (messi in pratica)

anglicismi: location, call, fake news, competitor, public speaking, focus, Jobs Act, Fertility Dat, on the job, School Bonus, kickoff meeting, mission...

Francesco Sabatini in Lezione di italiano discute anche di forestierismi e identifica quattro principi generali sul loro uso “che dovrebbero stare a cuore al parlante e trasformarsi in suoi criteri di condotta”. Cito dal libro:

1 Sei veramente padrone del significato di quel termine? 
2 Lo sai pronunciare correttamente? 
3 Lo sai anche scrivere correttamente? 
4 Sei sicuro che il tuo interlocutore lo comprende?

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Un ricordo di Tullio De Mauro

Mi ha rattristata la scomparsa del linguista Tullio De Mauro: se ne è andato non solo un grande ricercatore e intellettuale ma anche un grande divulgatore.

copertina di Guida all’uso delle parole di Tullio De MauroTra i tanti libri mi piace ricordare Guida all’uso delle parole (più edizioni, dal 1980 al 2003, ma ora non più in stampa).

Dalla copertina della mia vecchia copia: “Tullio De Mauro ci insegna che per comprendere l’importanza e le implicazioni del nostro linguaggio non sono necessarie ardite speculazioni teoriche o competenze specialistiche: sono sufficienti un po’ di curiosità e buon senso”.

Se non lo conoscete e riuscite a procurarvene una copia, leggetelo: è un ottimo esempio di divulgazione linguistica molto stimolante che illustra in modo semplice ed efficace vari meccanismi linguistici e soprattutto fa venire voglia di saperne di più.

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Il public speaking nella scuola pubblica

Un nuovo esempio per il mio elenco di anglicismi istituzionali:

tweet di Stefania Giannini: Con public speaking a scuola ragazzi salgono in cattedra e possono esprimere loro autenticità. Oggi 16 di loro lo faranno a @TEDxYouthBologn

In inglese public speaking indica genericamente la pratica o l’azione del parlare in pubblico e non rappresenta un nuovo concetto: la locuzione public speaking è in uso dal XVI secolo!

Un sinonimo inglese più formale di public speaking, poco usato nel lessico comune, è oratory, l’arte del parlare rivolgendosi a un pubblico (l’oratoria).

dettaglio dalla striscia Charlie Brown in Public Speaking

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E adesso c’è anche lo Student Act!

Dalle slide di presentazione della legge di bilancio 2017:

[SCUOLA E UNIVERSITÀ] +1 MILIARDO. DECRETO 0-6, SCUOLE NON STATALI, STUDENT ACT.

Cos’è lo Student Act? I media lo descrivono come un pacchetto di provvedimenti finanziari tra cui borse di studio e l’esenzione delle tasse universitarie per gli studenti con redditi bassi: sotto la soglia di 13000 € (no tax area) non pagheranno tasse, fino a 25000 € ci saranno invece esenzioni proporzionali al reddito.

Interpellata sull’anglicismo, la ministra dell’istruzione ha dichiarato: “Il termine Student Act non l’ho inventato io: io lo chiamo diritto allo studio, però va bene lo stesso” perché “l’italiano è una delle lingue più permeabili ai forestierismi fin dalla sua storia più antica”.

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Ape social, un nome ridicolo

aperitivo socialSapete già cosa significa Ape social?

No, non è un aperitivo milanese (ape) che ha a che fare con i social media, come potrebbe far pensare il nome.

È invece un nuovo strumento finanziario relativo alle pensioni e approvato il 15 ottobre dal governo con il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017.

Qualche titolo dai media:

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Inglese farlocco per le scuole: *bulloff

Questa immagine riassume le 10 azioni del Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo a scuola 2016/2017 del Ministero dell’Istruzione: 

1 Un Nodo blu contro il bullismo: Giornata nazionale contro il bullismo a scuola 2 Generazioni Connesse 3 Formazione dei docenti 4 Il MIUR e la Polizia di Stato 5 MIUR e SoS il Telefono Azzurro 6 Format tv maipiubullismo 7 Verso una scuola amica – “bullo¬” 8 No hate speech 9 Il Tour “Un Bacio Experience” 10 I Protocolli d’Intesa

La settima azione è denominata Verso una scuola amica “bulloff”. Nel piano non c’è alcuna spiegazione di cosa si intenda ma immagino che chi non sa l’inglese interpreti bulloff come “repellente per bulli”, magari grazie all’associazione con la lozione antizanzare Off!

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Numeri ordinali al MIUR: 18mo, 21mo…

Dalle slide di presentazione del Piano per la formazione dei docenti 2016-2019 pubblicate ieri dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca:

COMPETENZE PER IL 21MO SECOLO

Avevo già notato l’insolita scrittura 21mo secolo in La “via italiana” alla Scuola Digitale ma pensavo si trattasse di un caso isolato. Mi sbagliavo.

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Anglicismi governativi: School Bonus

A SCUOLA HAI SCOPERTO L’AMORE. SCHOOL BONUS. UN BEL MODO PER DIRE #GRAZIESCUOLA.

In questi giorni il Miur sta invitando i contribuenti ad usare (lo) School Bonus. Il sito schoolbonus.gov.it spiega che è “un’erogazione liberale in denaro in favore delle scuole” in cambio della quale si riceve un credito d’imposta pari al 65% o al 50% di quanto versato.

Significato di bonus in inglese e in italiano

In inglese un bonus è denaro o altro tipo di premio che si riceve in aggiunta a quello che già spetta. Uno school bonus potrebbe essere un contributo corrisposto a chi ha figli in età scolare.

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Da “cinemaciùddei” a Cinema2Day

Ho sentito per la prima volta la pubblicità della nuova iniziativa del MiBACT la settimana scorsa alla radio

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Non la conoscevo e ho dovuto pensarci su per capire che “cinemaciùddeipuntoit” andava interpretato come cinema2day.it.

CINEMA2DAY IL 2º MERCOLEDÌ DEL MESE IL CINEMA A 2€

In inglese infatti il nome Cinema2Day non ha senso, o perlomeno non ha quello che gli attribuiscono le menti creative del Ministero dei beni e delle attività culturali.

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Anglicismi governativi: Fertility Day

banner del sito del Ministero della Salute: Proteggi la tua fertilità. Per te. Per noi. Per tutti. #fertiityday – 22 settembre 2016

[1 settembre 2016] Si sta discutendo molto del Fertility Day, un’iniziativa del Ministero della Salute per promuovere la procreazione. È stata molto criticata sui social per il tipo di messaggio e per gli slogan e le immagini scelti: l’hashtag #fertilityday è presto diventato un bashtag.

Sulla comunicazione del ministero si sono già espressi in molti, quindi mi limito ad alcune osservazioni sulla scelta del nome Fertility Day.

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Inglese farlocco: Social Act

Nei giorni scorsi i media hanno riportato una dichiarazione del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulla legge di stabilità e il Social Act

«Priorità al Social Act e decreto voucher» «Se devo dire la mia priorità nella legge di Stabilità è il Social Act, tutti gli interventi che guardano al versante sociale» perché «dobbiamo sì fare un grande sforzo per la crescita» ma «bisogna anche dare una mano a chi non ce la fa a salire sul treno della transizione», ha aggiunto Poletti, sottolineando che la prossima manovra di bilancio «avrà un forte segno sul versante delle politiche sociali».

Al momento né il sito del governo né quello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spiegano cosa si intenda con Social Act. Le uniche informazioni si ricavano da una dichiarazione di Poletti del 12 maggio:

Dopo il jobs act” –ha detto il Ministro– “stiamo costruendo un social act, un quadro di politiche strutturali e integrate per contrastare la povertà e l’esclusione sociale”.

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Anglicismi governativi: schoolkit

Recentemente il MIUR ha annunciato gli Schoolkit:

Schoolkit – CHE COSA SONO: Modelli di istruzioni per accompagnare le scuole nell’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. A COSA SERVONO: Rispondono a una domanda chiara e aiutano a risolvere un problema o sviluppare una pratica innovativa 

Sapete già come la penso: credo che le istituzioni italiane dovrebbero evitare l’uso di anglicismi superflui e privilegiare invece nomi italiani. O forse schoolkit è giustificabile da maggiore precisione e dall’impossibilità di trovare una parola italiana equivalente?

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#SelfiEmployment per i NEET

La partecipazione a To.Ma.To. era coordinata da Invitalia, un’agenzia del Ministero dell’Economia. Ho dato un’occhiata al sito e ho notato parecchi esempi di itanglese.

logo SelfiEmploymentTra tutti mi ha colpita SELFIEmployment, un programma di finanziamenti a tasso zero “per under 29 che vogliono fare startup”. Rientra nella Garanzia Giovani, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

SELFIEmployment è un gioco di parole che unisce selfie e self-employment, in inglese il lavoro autonomo. Questo è il video di presentazione ma non sono riuscita a capire cosa c’entrino i selfie con i finanziamenti per nuove attività lavorative:

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