Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “anglicismi istituzionali”

Il Miur ai maturandi: #NoPanic

Se siete appassionati di avventure o di missioni nello spazio, che effetto vi fa la notizia in evidenza in questi giorni sulla home page del Miur?

#Maturità2017, anche Samantha Cristoforetti partecipa alla campagna #NoPanic – Motivazione, serenità, consapevolezza, le tre parole chiave per la prima astronauta italiana a far parte di un equipaggio andato nello spazio.

#NoPanic è il nome della campagna del Miur per gli esami di maturità 2017, una scelta su cui ho parecchie perplessità.

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Inglese farlocco: Contamination Lab (CLab)

Per la serie anglicismi istituzionali:

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Contamination Lab

Se non sapete già cos’è un Contamination Lab, prima di continuare a leggere provate a pensare cosa vi suggerisce il nome e poi verificate qui sotto se avete indovinato.

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Open data per la pubblica amministrazione

I cosiddetti open data sono i dati resi disponibili gratuitamente in formati aperti con una licenza che consente di riutilizzarli, modificarli e condividerli liberamente. È un concetto di cui si sente parlare molto a proposito di trasparenza degli enti pubblici.

Ho cercato la definizione di open data usata dalla pubblica amministrazione e ho scoperto parecchie incongruenze nell’uso e nel significato attribuito all’anglicismo: ogni ministero o agenzia dà spiegazioni diverse.

i dati aperti della pubblica amministrazione

Il sito di riferimento per gli open data della PA è dati.gov.it, descritto come “il catalogo nazionale dei metadati relativi ai dati rilasciati in formato aperto dalle pubbliche amministrazioni italiane”, ma non c’è nessuna definizione né viene chiarito se open data e dati aperti vadano considerati nomi diversi per lo stesso concetto.

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Come dire home restaurant in italiano

home restaurant

L’anglicismo home restaurant ha ricevuto parecchia attenzione dopo la presentazione della proposta di legge Disciplina dell’attività di ristorazione in abitazione privata (home restaurant) che mira a regolamentare con “trasparenza, tutela dei consumatori e leale concorrenza” un nuovo modello di attività economica.

È intervenuto anche il Gruppo Incipit che ha suggerito di abbandonare l’anglicismo home restaurant a favore di ristorante domestico.

Ne ho discusso recentemente con alcune colleghe terminologhe e vorrei condividere le nostre perplessità su questa proposta. Ne approfitto per ricordare che nel lavoro terminologico si parte sempre dall’analisi delle caratteristiche essenziali e distintive del concetto, in questo caso ricavabili dalla definizione del legislatore (art. 2):

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Inglese farlocco: job on call

In una notizia alla radio sull’abolizione dei voucher per il lavoro occasionale ho sentito dire più volte “giòbbon col”, senza alcuna spiegazione. Ho dovuto riflettere per capire che era una sequenza per me insolita di tre parole inglesi, job on call.

JOB ON CALL

Definizione di job on call dal sito dell’INPS: “contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente”. L’INPS specifica anche che job on call è sinonimo di lavoro a chiamata e di lavoro intermittente.

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Inglese farlocco: Sm@rtCupRecall

 
Conoscete già questo servizio pubblico italiano?

Sm@rtCupRecall

Se non l’avete mai visto, dal nome riuscite a capire il contesto in cui è usato, di cosa si tratta e a chi è destinato?

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Informazioni classificate

Mi ricollego alla notizia citata in I falsi amici della candida Ivanka per alcune riflessioni su una distinzione rilevante per il lavoro terminologico: quella tra parole, il lessico che descrive concetti generici usati in qualsiasi varietà linguistica, e termini, il lessico che identifica concetti specifici usati in ambiti specialistici.

Vari media italiani hanno riportato che Ivanka Trump avrà accesso “alle informazioni classificate”. Esempio:

Un ufficio alla Casa Bianca per Ivanka Trump. La figlia di Donald Trump avrà accesso alle informazioni classificate

Informazioni classificate è la traduzione letterale della locuzione inglese classified information (“designated as officially secret and accessible only to authorized people”).

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hate speech vs incitamento all’odio

logo Safer Internet Day Italy 7.2.2017  – Be the change. Unite for a better internet!

Oggi è la giornata mondiale della sicurezza in rete e ho notato che in Italia la maggior parte della comunicazione è in itanglese, ad es. viene privilegiato il nome Safer Internet Day.

Si discute anche di un concetto che in IATE, il database terminologico dell’Unione europea, ha questa definizione:

  «qualsiasi forma di espressione che diffonda, inciti, promuova o giustifichi l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo ovvero altre forme di odio basate sull’intolleranza, tra cui quella forma di intolleranza che si esprime sotto forma di nazionalismo aggressivo e di etnocentrismo, di discriminazione e di ostilità nei confronti delle minoranze, degli immigrati e delle persone provenienti da un contesto migratori»

Non capisco perché in Italia anche le istituzioni, ad es. il Miur, preferiscano l’anglicismo hate speech alla locuzione incitamento all’odio, che invece è usata nelle comunicazioni dell’Unione europea.

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Anglicismi: criteri di condotta (messi in pratica)

anglicismi: location, call, fake news, competitor, public speaking, focus, Jobs Act, Fertility Dat, on the job, School Bonus, kickoff meeting, mission...

Francesco Sabatini in Lezione di italiano discute anche di forestierismi e identifica quattro principi generali sul loro uso “che dovrebbero stare a cuore al parlante e trasformarsi in suoi criteri di condotta”. Cito dal libro:

1 Sei veramente padrone del significato di quel termine? 
2 Lo sai pronunciare correttamente? 
3 Lo sai anche scrivere correttamente? 
4 Sei sicuro che il tuo interlocutore lo comprende?

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Un ricordo di Tullio De Mauro

Mi ha rattristata la scomparsa del linguista Tullio De Mauro: se ne è andato non solo un grande ricercatore e intellettuale ma anche un grande divulgatore.

copertina di Guida all’uso delle parole di Tullio De MauroTra i tanti libri mi piace ricordare Guida all’uso delle parole (più edizioni, dal 1980 al 2003, ma ora non più in stampa).

Dalla copertina della mia vecchia copia: “Tullio De Mauro ci insegna che per comprendere l’importanza e le implicazioni del nostro linguaggio non sono necessarie ardite speculazioni teoriche o competenze specialistiche: sono sufficienti un po’ di curiosità e buon senso”.

Se non lo conoscete e riuscite a procurarvene una copia, leggetelo: è un ottimo esempio di divulgazione linguistica molto stimolante che illustra in modo semplice ed efficace vari meccanismi linguistici e soprattutto fa venire voglia di saperne di più.

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Il public speaking nella scuola pubblica

Un nuovo esempio per il mio elenco di anglicismi istituzionali:

tweet di Stefania Giannini: Con public speaking a scuola ragazzi salgono in cattedra e possono esprimere loro autenticità. Oggi 16 di loro lo faranno a @TEDxYouthBologn

In inglese public speaking indica genericamente la pratica o l’azione del parlare in pubblico e non rappresenta un nuovo concetto: la locuzione public speaking è in uso dal XVI secolo!

Un sinonimo inglese più formale di public speaking, poco usato nel lessico comune, è oratory, l’arte del parlare rivolgendosi a un pubblico (l’oratoria).

dettaglio dalla striscia Charlie Brown in Public Speaking

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E adesso c’è anche lo Student Act!

Dalle slide di presentazione della legge di bilancio 2017:

[SCUOLA E UNIVERSITÀ] +1 MILIARDO. DECRETO 0-6, SCUOLE NON STATALI, STUDENT ACT.

Cos’è lo Student Act? I media lo descrivono come un pacchetto di provvedimenti finanziari tra cui borse di studio e l’esenzione delle tasse universitarie per gli studenti con redditi bassi: sotto la soglia di 13000 € (no tax area) non pagheranno tasse, fino a 25000 € ci saranno invece esenzioni proporzionali al reddito.

Interpellata sull’anglicismo, la ministra dell’istruzione ha dichiarato: “Il termine Student Act non l’ho inventato io: io lo chiamo diritto allo studio, però va bene lo stesso” perché “l’italiano è una delle lingue più permeabili ai forestierismi fin dalla sua storia più antica”.

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Ape social, un nome ridicolo

aperitivo social = apesocial?!Sapete già cosa significa Ape social?

No, non è un aperitivo milanese (ape) che ha a che fare con i social media, come potrebbe far pensare il nome.

È invece un nuovo strumento finanziario relativo alle pensioni e approvato il 15 ottobre dal governo con il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017.

Qualche titolo dai media:

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Inglese farlocco per le scuole: *bulloff

Questa immagine riassume le 10 azioni del Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo a scuola 2016/2017 del Ministero dell’Istruzione: 

1 Un Nodo blu contro il bullismo: Giornata nazionale contro il bullismo a scuola 2 Generazioni Connesse 3 Formazione dei docenti 4 Il MIUR e la Polizia di Stato 5 MIUR e SoS il Telefono Azzurro 6 Format tv maipiubullismo 7 Verso una scuola amica – “bullo¬” 8 No hate speech 9 Il Tour “Un Bacio Experience” 10 I Protocolli d’Intesa

La settima azione è denominata Verso una scuola amica “bulloff”. Nel piano non c’è alcuna spiegazione di cosa si intenda ma immagino che chi non sa l’inglese interpreti bulloff come “repellente per bulli”, magari grazie all’associazione con la lozione antizanzare Off!

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Numeri ordinali al MIUR: 18mo, 21mo…

Dalle slide di presentazione del Piano per la formazione dei docenti 2016-2019 pubblicate ieri dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca:

COMPETENZE PER IL 21MO SECOLO

Avevo già notato l’insolita scrittura 21mo secolo in La “via italiana” alla Scuola Digitale ma pensavo si trattasse di un caso isolato. Mi sbagliavo.

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