Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “adattamento”

Riferimenti accademici :)

Il post scriptum di Luisa Carrada in Le parole precise di Carofiglio, “Qualcuno ora deve scrivere qualcosa di simile per il linguaggio accademico. Fa danni d’altro tipo, ma ne fa”, mi ha ricordato questa striscia di Calvin e Hobbes:

striscia che si conclude con Calvin che dice “Academia, here I come”

La striscia è divertente anche per il lettore italiano che coglie le caratteristiche del linguaggio accademico comuni a italiano e inglese. L’effetto umoristico però è smorzato se non si riconosce il riferimento a Dick and Jane, palese invece per i lettori americani. 

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Minions: la localizzazione di Villain-Con

VILLAIN-CON, THE BIGGEST GATHERING OF CRIMINALS ANYWHERE

Sta per uscire la versione italiana del film di animazione Minions, con protagonisti gli organismi gialli unicellulari “perennemente al servizio del più spregevole dei padroni”.

Una parte della storia è ambientata a VillainCon, una convention di cattivi. Ho visto due trailer italiani e ho notato un dettaglio curioso: nelle animazioni Villain-Con rimane in inglese ma nei dialoghi è stato tradotto in due modi diversi: Villaggio Cattivi nel trailer uscito nel 2014 ed Expo Cattivi in quello di agosto 2015.

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Inside Out: emozioni, broccoli e localizzazione

Il film di animazione americano Inside Out ha come protagonisti una ragazzina e le sue cinque principali emozioni, Joy, Sadness, Fear, Anger e Disgust.

 disgusto per i broccoli in una scena del film Inside Out

L’apparizione di Disgust è scatenata dai broccoli, che nell’immaginario americano sono la verdura più schifosa che esista. In altre culture invece l’ortaggio è apprezzato, tanto che per la versione di Inside Out doppiata in giapponese* è stato fatto un intervento radicale di localizzazione: tutte le immagini di broccoli sono state sostituite con peperoni verdi, che ai bambini giapponesi fanno lo stesso effetto che hanno i broccoli sui bambini americani.

Genere delle emozioni

Nelle versioni doppiate di Inside Out nelle lingue neolatine si nota invece la mancata corrispondenza tra il genere di alcuni personaggi e il genere grammaticale dell’emozione dalla quale prendono il nome.

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Nuovo look per le icone di Facebook

vecchie e nuove icone icone amici in Facebook

Le icone di Facebook che rappresentano amici e gruppi sono state aggiornate: la design manager Caitlin Winner spiega come e perché in How We Changed the Facebook Friends Icon (una sintesi in italiano qui).

Sono considerazioni molto interessanti, tipiche delle valutazioni di globalizzazione, che prendono in considerazione diversi tipi di aspetti culturali in aggiunta a quelli grafici.

Il dettaglio più evidente riguarda la figura femminile: ora non è più alle spalle di quella maschile, prima prominente, ma è posizionata praticamente sullo stesso piano nell’icona degli amici (a destra) ed è invece davanti alle altre in quella dei gruppi.

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Non è Paris, Texas

Che lettore tipico avrà avuto in mente chi ha scritto questo titolo in un sito di notizie?

Testo del titolo: “La città di Parigi, la capitale della Francia, ha formalizzato la sua candidatura alle Olimpiadi del 2024”

Specificare che Parigi è una città e che è la capitale della Francia ha senso in un contesto non europeo, ma è ridondante se il lettore è italiano: sono informazioni che fanno parte delle conoscenze enciclopediche di chiunque abbia fatto la scuola dell’obbligo.

Sicuramente si tratta di un titolo tradotto, ma anche le traduzioni più banali possono richiedere interventi di adattamento.


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Eurofestival e localizzazione

FROM: Volare all’Eurovision Song Contest. TO: Innamorarsi di Vienna. Ho visto questa pubblicità di Austrian Airlines dal tram e l’ho fotografata perché mi ha colpita il riferimento scelto per per pubblicizzare i voli per Vienna a un pubblico italiano

Immagino si tratti di una campagna pubblicitaria internazionale: l’Eurovision Song Contest (Eurofestival), che nel 2015 sarà a Vienna, è l’evento musicale più seguito al mondo.

In Eurofestival e “nul points” ho già ricordato l’enorme popolarità che ha la gara canora tra gli altri europei, che immagino trovino molto allettante l’idea di vedere lo spettacolo dal vivo.

Dubito invece che la pubblicità risulti efficace per gli italiani, molti dei quali addirittura ignorano l’esistenza dell’Eurofestival: mi pare un esempio di traduzione quando invece sarebbe stato più utile un intervento di adattamento (localizzazione).

Vedi anche: Marketing plurilingue: tradurre o non tradurre? e Quando Eminem è meglio di John Wayne (mancata corrispondenza di “conoscenze enciclopediche” tra autore e lettori).

Tormentoni tormento del traduttore

La rivista americana Time ha indetto un sondaggio, Which Word Should Be Banned in 2015?, in cui descrive e chiede di votare una parola da eliminare scegliendola tra bae • basic • bossy • disrupt • feminist • I can’t even • influencer • kale • literally • om nom nom nom • obvi • said no one ever • sorry not sorry • turnt • yaaassss

tormentoni: literally, kale, yaaassss, feministÈ un elenco di tormentoni americani recenti, alcuni linguistici e altri invece culturali, come ad es. kale, una specie di cavolo nero molto in voga e immancabile nella dieta di chi mangia sano. Il sondaggio quindi non è tanto sulle parole, quanto sui concetti che rappresentano.

Feminist non è una novità ma Time l’ha incluso tra i tormentoni perché è di nuovo al centro dell’attenzione da quando Beyoncé e altre personalità femminili si sono espresse in merito, chi a favore e chi contro. Il Washington Post ha descritto la scelta di Time come una provocazione perché, come prevedibile, ha suscitato le ire delle femministe e ha scatenato alcune community che hanno votato in massa per l’eliminazione della parola. 

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Comandi vocali e localizzazione

Nei dispositivi mobili le funzionalità più note di riconoscimento vocale sono i comandi vocali* (voice commands), usati per eseguire una serie di azioni come aprire app, riprodurre brani musicali, comporre numeri di telefono o chiamare contatti (voice dialling).

call somebody home – Pearls Before Swine
(God / death calling <somebody> home è un’espressione idiomatica, ad es. until death called him home è una frase tipica da necrologi)

La “grammatica” dei comandi vocali

I sistemi di riconoscimento dei comandi vocali ricorrono a una “grammatica” che consente di riconoscere un numero limitato di parole e frasi specifiche per quel contesto e che spesso devono essere formulate seguendo una struttura predefinita. Ad esempio, per fare una telefonata potrebbe essere necessario dire, nell’ordine: 
call… pig… home…1 – chiama (call) o componi (dial),
2 – il nome della persona come appare nella rubrica,
3 – casa (home) o cellulare (mobile) se allo stesso nome sono associati più numeri (se non è specificato, il sistema potrebbe richiederlo).

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Localizzazione: inglese internazionale

Nella versione europea della rivista americana TIME ho letto la storia di un ragazzo adottato che dopo 25 anni riesce a ritrovare il villaggio di origine grazie a Google Earth. La casa è abbandonata ma un uomo lo riconosce e lo porta dalla madre. Frase clou:
She lived about 46 m away.

Come si può immaginare, il testo originale sul sito americano è She lived about 50 yards away. Credo sia stata fatta una conversione automatica, o chi se ne è occupato è stato incapace di distinguere tra misure precise e misure indicative, espresse da cifre tonde.

In italiano si potrebbe anche dire a 50 m da lì, senza specificare circa, perché in questo tipo di contesto 50 m è una misura “standard” che non viene interpretata al centimetro.

Questo tipo di errore è abbastanza comune nei media, forse perché non è noto il concetto di localizzazione oppure si pensa che valga solo tra lingue diverse ma non anche tra varietà della stessa lingua, come inglese americano e inglese internazionale. Dettagli e altri esempi in un vecchio post, Problemi di conversione (e di localizzazione).

Metafore mangerecce “grafiche”

Nel sito del Parlamento europeo si può leggere Spitzenkandidaten, Camembert e #stemfie: tutte le parole delle elezioni europee, una notizia tradotta senza adattamento. Il punto di vista è quello di una persona che osserva le elezioni dal Belgio, dettaglio che però non viene reso esplicito nel testo italiano: l’impressione è che le affermazioni facciano riferimento a tutti i paesi dell’Unione europea.

Si legge, ad esempio, che “i risultati delle elezioni sono stati pubblicati nella forma di un camembert. Il formaggio? Non esattamente. Si tratta di un’infografica semicircolare che mostra la distribuzione dei seggi nell’emiciclo del Parlamento”, ma non mi pare che anche in Italia sia stata usata questa metafora.

So che in francese camembert può essere usato come nome alternativo per il grafico che in italiano è noto come a torta, un calco dall’inglese pie chart (pie può indicare sia una preparazione dolce, come apple pie, che salata, come steak and kidney pie). Si può notare che anche varie altre lingue hanno adottato metafore “mangerecce”, anche se non sempre coincidono con il nome più comune dato a questo tipo di grafici. Qualche esempio da Wikipedia di quelle più comprensibili: pare proprio che il formaggio sia venuto in mente solo ai francesi!

image

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Più cattiva Maleficent o Malefica?

manifesto del film MaleficentNon so se sia una nuova tendenza, ma ho notato che nel doppiaggio dei film americani con protagonisti già parte delle nostre conoscenze enciclopediche, spesso viene preferito il nome inglese a quello italiano, come Noah al posto di Noè.

Ora è uscito il fllm Maleficent, nome inglese che però pare rimanga solo nel titolo, mentre nel film doppiato la strega si chiama Malefica, come in La bella addormentata nel bosco, la versione italiana del cartone animato di Disney da cui è tratto il personaggio protagonista.

Sarei curiosa di sapere i motivi di questa scelta insolita e incongruente. Non mi pare che Maleficent sia più caratterizzante o evocativo di Malefica, o che trasmetta le stesse connotazioni che ha in inglese, descritte da Ben Zimmer in Why "Maleficent" is a Magnificent Villain Name.

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Piacevole, parola chiave del momento?

In Le delizie delle tecnologie informatiche avevo segnalato che in inglese l’uso delle parole delight e delightful è in aumento ma che la traduzione letterale delight > deliziare non è adeguata perché in inglese e in italiano le connotazioni sono diverse.

piacevole (agg.): capace di attrarre o di appagare, relativamente a quanto può essere oggetto di godimento o di simpatia: c’era un venticello p.; un conversatore p. – Devoto OlAlla fine di dicembre ho letto E il piacevole scacciò il cool, che prende spunto da un articolo più recente di The Atlantic, Is ‘Delightful’ the New ‘Cool’?, e applica le stesse considerazioni per l’italiano, “localizzando” delightful e cool con piacevole:

Quante volte vi siete trovati a pensare, o dire, o scrivere, «Com’è piacevole», recentemente, a proposito di qualcosa che vi aveva colpito? Se siete in linea con lo spirito del tempo a questa domanda dovete rispondere: «Parecchie volte», perché piacevole — con i suoi sinonimi di delizioso, incantevole, rasserenanteè parola chiave del momento, quella che interpreta meglio le categorie contemporanee.”  [grassetto dell’autrice]

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Telefoni, enciclopedie e localizzazione

Una vignetta per ricordare il concetto di conoscenze enciclopediche: per gli americani l’inventore del telefono è Alexander Graham Bell, per gli italiani invece è Antonio Meucci.

the time traveller – Rhymes with Orange 
Vignetta: Rhymes with Orange

Localizzazione: tipo di informazioni e punto di vista

L’esempio di Bell e Meucci aveva avuto visibilità internazionale negli anni ‘90 quando era stato citato in un articolo di Bill Gates sulla localizzazione dell’enciclopedia multimediale Encarta, lanciata nel 1993 e allora una novità per il mercato.

Gates aveva spiegato che le voci delle diverse versioni potevano variare a seconda delle lingue e del paese, sia per il tipo e quantità di informazioni fornite, ad es. articoli più dettagliati su Shakespeare in inglese e su Cervantes in spagnolo, che per il punto di vista che doveva rispecchiare quello del mercato locale, ad es. il nome “Meucci” non era mai nominato nell’enciclopedia americana mentre aveva rilievo in quella italiana.

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Dubbi sul Grande cocomero

pumpkin patch – Peanuts
Peanuts by Charles Schultz via GoComics

Di zucche e cocomeri racconta della discussione a Il Post su come chiamare the “Great Pumpkin” nella nuova traduzione italiana delle strisce dei Peanuts e della decisione di mantenere il “Grande cocomero”  perché ormai fa parte della cultura italiana.

Non è l’unico caso di traduzione errata che, una volta entrata nelle conoscenze enciclopediche dei lettori, rende improponibile ogni alternativa: basti pensare a Big Brother, che in 1984 di Orwell sta per “fratello grande” nel senso di fratello maggiore, ma che in italiano è noto come Grande fratello, oppure anche alla traduzione errata Siate affamati, siate folli di una frase attribuita a Steve Jobs, Stay hungry, stay foolish

Il Post racconta che i primi traduttori dei Peanuts avrebbero scelto il cocomero come simbolo di Halloween perché “più familiare e mediterraneo” e perché i lettori italiani degli anni ‘60 “non avevano nessuna familiarità con l’atmosfera di quella festa e di quella notte, né con le zucche relative”.

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“Compliments!” (beh, no)

Ce l’abbiamo fatta!

Complimenti. SMS inviato con successo!Criticare il sito di Trenitalia è come sparare sulla Croce Rossa, però mi chiedo che senso abbia far apparire un messaggio di complimenti a conferma di operazioni come  l’invio di un SMS con i dettagli del biglietto acquistato.

Ma a chi sono rivolti i complimenti? Al sito, che è riuscito nella forse difficile impresa di mandare l’SMS, o all’utente, che è riuscito a capire che pulsante premere? In entrambi i casi la comunicazione ha una connotazione negativa.

Cultura e siti localizzati

Sono stati fatti molti studi sui fattori culturali che possono influenzare l’usabilità, l’efficacia e la percezione di un sito, ad esempio si usa la distinzione tra culture a basso contesto e culture ad alto contesto, che ho sintetizzato in Lingue, funzione fatica e cortesia, per evidenziare che a livello inconscio una modalità comunicativa non prevista può portare a fraintendimenti e conclusioni non desiderate.

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