Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “acronimi”

Bono, rockstar e Mamil

Commentando un rovinoso incidente in bicicletta, Bono (U2) ha ironizzato sul proprio orgoglio irlandese ferito dalla rivelazione che indossava pantaloncini in Lycra

“I broke my hand, my shoulder, my elbow and my face but the real injury this year was to my Irish pride as it was discovered that under my tracksuit I was wearing yellow and black Lycra cycling shorts. Yes, LYCRA. This is not very rock ‘n’ roll.

mamilMi ha fatto subito pensare a MAMIL /ˈmamɪl/, l’acronimo inglese di Middle Aged Man in Lycra. Descrive i ciclisti della domenica dai 40 anni in su che sfoggiano abbigliamento e biciclette da professionisti: dettagli in un articolo della BBC, Rise of the Mamils.

Il neologismo ha avuto parecchio successo ed  è ormai usato come sostantivo. Per Oxford Dictionaries la sua origine è australiana* ma con riferimento a costumi da nuoto, per altri invece è stato coniato nel 2010 da un’agenzia di marketing britannica.
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* come i famigerati budgie smugglers (c’entrano costumi e uomini non più giovanissimi)

Acronimi per paesi: MINT

Si allunga la lista di acronimi inglesi usati in ambito economico e finanziario per indicare paesi con caratteristiche comuni.

mintsDopo PIGS e STUPID (entrambi  includono l’Italia), CIVETS e CARBS e vari altri esempi, è stato creato anche MINT, Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia, o MINTS+B con l’aggiunta di Arabia Saudita (Saudi Arabia) e i paesi dei Balcani. Dovrebbe sostituire l’ormai obsoleto BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) per descrivere le economie emergenti.

Fonte: MINT (Mexico, Indonesia, Nigeria, Turkey). In inglese mint non vuol dire solo “menta” o “mentina” ma anche “zecca” (luogo di conio!).

Acronimi: online e per sviluppatori

Ho trovato divertente Sam Leith’s most hated online abbreviations (e commenti), qualche spiritosaggine su alcuni tra i più noti acronimi usati in inglese nelle comunicazioni online:
LOL     –  Laughing Out Loud, “risate fragorose” 
YOLO  –  You Only Live Once, “si vive una volta sola” 
TBH     –  To Be Honest, “ad essere sincero” 
IMHO   –  In My Humble Opinion, “secondo la mia modesta opinione” 
JFGI     –  Just Fucking Google It, “cércatelo con Google”  e
GIYF     –  Google Is Your Friend, “Google ti è amico” (per chi non cerca da solo)
tl;dr      –  too long; didn’t read, “troppo lungo, non l’ho letto” (anche per indicare sunto);
IYKWIM  –  If You Know What I Mean, “se sai cosa intendo dire”  
TMI       –  Too Much Information, “troppe informazioni” 
AFAIR   –  As Far As I Recall, “per quanto mi ricordo”
NSFW   –  Not Safe For Work, “non adatto [a essere visto/ascoltato] al lavoro”

Non c’è però l’irritante ASAP (As Soon As Possible), “il prima possibile”, forse perché non è usato solamente online.

Anche a informatici e sviluppatori piacciono molto gli acronimi: sviluppatore: XP, ASD, TDD, FDD or BDD? Didascalia: When you're thinking about new software development approaches...

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Lisa, “acronimo inverso”

logo Lisa

In Etimitologia ho fatto riferimento al termine backronym (backward+acronym, “acronimo inverso”), un acrostico costruito su una parola esistente che viene reinterpretata dandole un’etimologia inventata ma plausibile e descrittiva del prodotto, dell’invenzione o del provvedimento a cui dà il nome.

Un tipico esempio, rivisto in questi giorni, è Lisa, il nome di uno dei primi computer Apple:

 «Apple aveva cominciato nel 1978 a sviluppare il Lisa, che si disse stesse per Local Integrated Systems Architecture, ma, come spiegò molti anni dopo al biografo di Jobs Walter Isaacson il responsabile delle pubbliche relazioni: “Dovemmo inventarci una sigla per poter dire che non portava il nome di Lisa Brennan” [la figlia che Jobs non aveva ancora riconosciuto]. Jobs confermò a Isaacson che quella scelta era il nome di sua figlia.»
Fonte: Lisa (quel Lisa) compie 30 anni

Un nuovo esempio di acronimo inverso è Juno, sonda spaziale.

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Vedi anche: Samsung Galaxy S, R, W, M o Y?, un esempio di sigle alle quali potrebbe essere stato attribuito un significato a posteriori.

Giffing e giffare

gif animata di Oxford Dictionaries Word of the Year 2012Nelle classifiche di parole dell’anno ci sono spesso occasionalismi destinati a scomparire, ma sicuramente non è il caso del neologismo scelto da Oxford Dictionaries USA.

Il verbo inglese GIF descrive l’azione di creare un’immagine o una sequenza GIF animata, specialmente in relazione a un particolare evento (esempio: live giffing the presidential debate). È ottenuto dalla conversione, o transcategorizzazione, del sostantivo GIF, che a sua volta deriva da un acronimo (Graphics Interchange Format).

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Occasionalismi o neologismi?

Il linguista americano Allan Metcalf in My Mistake? BFD! prende spunto dalla sigla BFD (Big Fucking Deal) per illustrare il suo metodo di valutazione dei neologismi per predire se entreranno nel lessico o rimarranno occasionalismi (parole destinate ad avere vita breve e non rimanere nell’uso perché relative a una situazione particolare e non duratura).

Il sistema è conosciuto con l’acronimo FUDGE, dalle iniziali dei cinque criteri di analisi:

1 Frequency of use – un ovvio indicatore di successo è la frequenza d’uso;
2 Unobtrusiveness le parole che “non si fanno notare”, abbastanza trasparenti per essere assimilate spontaneamente, senza spiegazioni, sono più solide;
3 Diversity of users and situations viene valutata la varietà d’uso, in particolare gli aspetti diastratici e diamesici (ad esempio, le possibilità di successo di un’abbreviazione sono ridotte se viene usata solo negli SMS da persone di una certa fascia di età, o se in contesti diversi deve competere con significati alternativi già attestati);
4 Generation of other forms and meanings – va considerata anche la produttività della nuova parola, ad es. se da un sostantivo si può far derivare un aggettivo o un verbo (di solito è scarsa nel caso di sigle e acronimi);
5 Endurance of the concept – la nuova parola deve rappresentare un oggetto durevole.

Per ciascun attributo viene assegnato un punteggio da 0 a 2; maggiore è il punteggio totale, maggiori sono le possibilità che il neologismo si affermi.


Nuovo post: un esempio dei criteri del metodo FUDGE messi in pratica in Webete: neologismo che entrerà nei dizionari?


Vedi anche: Tendenze nella formazione dei neologismi e Occasionalismi: nymwars.
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LOL: le risate, l’amore e i saluti

In seguito all’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche di News of the World, nel Regno Unito è stato riportato sarcasticamente che Cameron concludeva i propri SMS con LOL, acronimo che in lettere informali e cartoline sta per lots of love, ignorando che in SMS e comunicazioni via Internet invece vuol dire laughing out loud e quindi nel suo significato contemporaneo e ormai standard indica fragorose risate.

loveCome prevedibile, nei media italiani viene dato risalto alla notizia traducendo lots of love con “un sacco d’amore” o “molto amore” (e tutte le illazioni del caso), mentre il significato comune è un ben più banale “tanti saluti”, come dicevo qui.

Vedi anche: XOXO: baci e abbracci.

SMS ed errori di traduzione

notifica di un nuovo SMS in un vecchio cellulare NOKIAGli SMS compiono vent’anni. Now 4 billion people know the joy of txt ne racconta la storia, sottolineando l’importanza dello standard GSM, un’iniziativa totalmente europea.

Tutti sanno cos’è un SMS ma forse non hanno mai considerato che in italiano e varie altre lingue, ad es. tedesco e spagnolo, il messaggio di testo viene chiamato SMS e non SM, come potrebbe sembrare più logico se si pensa che l’acronimo sta per Short Message Service.

Il significato attribuito a SMS in italiano è un esempio di metonimia, che consiste nell’usare un’entità al posto di un’altra con un trasferimento di significato, ad es. il nome del contenente per il contenuto o del produttore o del luogo di produzione per il prodotto e, nel caso di SMS, il nome del servizio per la funzione svolta.

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L’insolita origine di taser

In inglese e in altre lingue viene comunemente chiamato taser un tipo di arma che fa uso di scariche elettriche (elettrocuzione) per immobilizzare temporaneamente il soggetto colpito.

Dilbert - taser

Taser è un esempio di marchio registrato che viene preferito ai nomi generici electroshock weapon e stun gun (“che stordisce”). Ha infatti subito un processo di volgarizzazione tuttora contrastato dall’azienda produttrice dell’arma, TASER International, che descrive i propri prodotti come TASER device e TASER smart weapon. Pare però una battaglia persa: in inglese taser è usato ormai da tempo non solo come nome comune ma anche come verbo (transcategorizzazione taser e retroformazione tase), da cui le forme aggettivali tasered e tased.

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Acronimi per paesi: CIVETS e CARBS

In inglese vengono spesso coniati nuovi acronimi per identificare gruppi di paesi con una o più caratteristiche in comune. Si fanno notare per la loro fantasia, basti pensare ai poco lusinghieri PIGS e STUPID, ma in molti casi si tratta di occasionalismi con vita breve.

zibettoHo letto in 2011 in Words che quest’anno sono nati anche

CIVETS (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sudafrica), ossia zibetti (e non civette!), per descrivere la nuova generazione di paesi “tigri” in senso economico, e

CARBS (Canada, Australia, Russia, Brasile e Sudafrica), carboidrati, per i paesi tra i maggiori produttori di commodities con un mercato azionario caratterizzato da notevole liquidità ma particolarmente sensibile alle fluttuazioni dei prezzi di tali commodities.

2011 in Words contiene molte altre parole interessanti, raggruppate in base ai meccanismi di formazione dei neologismi più comuni in inglese, ad es. l’uso di prefissi, suffissi, ed elementi suffissali come nomics da economics usato in neologismi che descrivono “discipline” pseudoscientifiche come ad es. likeonomics (lo studio dell’importanza di piacere (likeability) e suscitare interesse per il successo di un’azienda; c’è anche un chiaro riferimento al pulsante Like / Mi piace di Facebook).

Terminologia al CERN

foto Globe – CERN

Gran parlare di CERN in questi giorni! Sono stata una settimana a Ginevra proprio recentemente e nel giro turistico ho incluso anche il CERN, incuriosita più dal Globe, l’edificio di legno che ne è diventato il simbolo, che non dal resto. 

Digiuna di fisica dai tempi del liceo, dove la trovavo una materia noiosa, prevedevo una visita rapida e invece le due mostre permanenti (Universe of Particles nel Globe e Microcosm lì vicino) si sono rivelate così interessanti da farmi rimanere alcune ore.

CERN_glossaryUna prima piacevole scoperta sono stati gli opuscoli in inglese e francese che illustrano Universe of Particles perché includono un glossario. L’ho trovata un’idea davvero efficace, che condensa con semplicità e chiarezza alcune nozioni fondamentali della fisica delle particelle.

Il percorso didattico di Microcosm è spiegato anche in italiano e tedesco ed è completato da note terminologiche che in alcuni casi danno informazioni davvero curiose.

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La storia dell’inglese: Internet English

Via Language Hat mi sono divertita a guardare la brevissima storia della lingua inglese raccontata da The Open University in The History of English in ten minutes.

Il capitolo 9 parla di Internet English evidenziando parole ora molto comuni in inglese ma che fino a poco tempo fa erano ancora neologismi o il cui significato standard era completamente diverso (uno dei miei argomenti preferiti, la terminologizzazione). Tra gli esempi ci sono spam, host, inbox, messaging, email, download, toolbar, firewall, blog, poke, reboot, hard drive, FAIL e gli acronimi FYI, LOL, IMHO, BTW e FAQ:

Internet English – The History of English (9/10)

Gli altri video si possono vedere in questa playlist (altra parola recente!). 

Ma “pimer” che lingua è?

minipimerSe dico frullatore a immersione, credo che praticamente tutti sappiano a che piccolo elettrodomestico mi riferisco, anche se molti preferiscono chiamarlo minipimer (o, come dice una mia conoscenza, esemplificando il concetto di economia linguistica, “il pim”).

Se ne parlava ieri, quando qualcuno mi ha chiesto il significato di pimer, immaginando che fosse una parola inglese (c’è anche chi dice “minipaimer”…), o forse tedesca, per via dei prodotti Braun. Ho risposto che non era né l’una né l’altra e mi è venuta la curiosità di saperne di più, visto che anche in spagnolo si può dire minipimer (nome femminile).

Secondo Wikipedia, il frullatore a immersione è stato brevettato in Svizzera nel 1950. Come spiega El País, però, il modello minipimer è stato disegnato e prodotto in Spagna circa 50 anni fa da Industrias Pimer (Pequeñas Industrias Mecánico-Eléctricas Reunidas), un’azienda in seguito acquisita da Braun che, presumibilmente, ha poi diffuso il marchionimo anche in Italia, facendolo entrare nel nostro vocabolario. L’origine del nome non è quindi un vocabolo con un significato particolare in un’altra lingua ma un banale acronimo.


Per chi arriva qui cercando come si dice minipimer in inglese: immersion blender (anche hand blender o stick blender).


Vedi anche: Volgarizzazione dei marchi e L’insolita origine di Taser

Acronimi con descrizione

Pedantic geeks

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Vignetta: 
  geek&poke


In inglese, soprattutto in ambito informatico, è abbastanza comune qualificare un acronimo rendendo esplicita l’ultima parola che lo compone, cioè quella più generica e descrittiva, ad es. PDF format (Portable Document Format), anche se così si ripete un’informazione già implicita.

In italiano si tende ad adottare la stessa pratica per gli acronimi adottati come prestiti dall’inglese, soprattutto inizialmente o se appartengono a un ambito specifico: è più facile memorizzarli perché si sa di cosa si tratta senza dover conoscere le singole parole che li compongono, oltretutto straniere. Quando l’acronimo entra nel lessico generico, la descrizione può diventare superflua, ad es. ora si dice comunemente l’ADSL mentre tempo fa si preferiva specificare linea ADSL.

Altri esempi tipici: formato GIF (Graphics Interchange Format), linguaggio HTML (HyperText Markup Language), protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), interfaccia API (Application Programming Interface), memoria RAM (Random Access Memory), fogli di stile CSS (Cascading Style Sheets), rete LAN (Local Area Network), schermo LCD (Liquid Crystal Display), il già citato linea ADSL (Asymmetrical Digital Subscriber Line).

Per chi gestisce un database terminologico è importante monitorare come si evolve l’uso di ciascun acronimo, in modo da fornire adeguate note d’uso e aggiornare le schede terminologiche se necessario, ad es. specificando quando l’acronimo va preceduto dalla descrizione, quando va sostituito alla forma estesa ecc.

Un esempio un po’ vecchiotto ma credo ancora efficace: se nel testo inglese appare la forma estesa Rich Text Format, è utile stabilire se in italiano sia preferibile usare formato Rich Text oppure formato RTF. Entrambe le soluzioni sono valide ma solo la seconda consente di mantenere esplicito il riferimento all’acronimo (e all’estensione di file) ed evitare potenziali ambiguità, a vantaggio della curva di apprendimento dell’utente italiano, soprattutto se non ha troppa familiarità con l’inglese ma forse conosce già l’acronimo.

Vedi anche: Acronimi: PDF.


Aggiornamento: in inglese questo uso degli acronimi ha un nome, RAS syndrome (Redundant Acronym Syndrome syndrome). Grazie a Marco per la segnalazione. 

Acronimi ;-)

Oggi un file un po’ capriccioso mi ha fatto tornare in mente questa vignetta:

Toothpaste For Dinner

L’alternativa a PDF = Portable Document Format è di Toothpaste for Dinner